Harold Budd, one of the founding fathers of ambient music, crafted
sugary, velvety, tinkling cartilages such as
Bismillahi Prahmani Brahim (1978), Children On The Hill (1981),
Abandoned Cities (1984), Dark Star (1984),
Gypsy Violin (1987), that emphasized the hypnotic quality of droning
and repetition.
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Harold Budd (nato a Los Angeles nel 1936 e inizialmente avviato al jazz)
condusse per anni ricerche
sulla qualità grafica della musica (un brano si giudica dalla bellezza del suo spartito), sulla
possibilità di comporre musiche modulari (brani che possono essere usati in qualsiasi ordine e
combinazione) e sulla gestualità più radicale (brani che consistono semplicemente nella
sequenza di azioni che l'esecutore deve compiere).
I suoi primi esperimenti elettronici comparvero su The Oak Of The Golden Dreams (Advanced, 1970 - New World, 1999).
Una delle sue prime composizioni, Intermission
Piece, è da suonarsi in maniera del tutto casuale ma soprattutto "in assenza di pubblico"!
Unspecified D-flat Major Chord and Lirio, una performance solista per
gong di 24 ore,
e Madrigals Of The Rose Angel (1972), per coro di cantanti in topless,
arpa, piano, percussioni, celeste e coro, non facevano comunque presagire la sua
vera vocazione.
Benché fosse dal 1969 uno dei principali ricercatori al California
Institute Of Arts, trovò soltanto in Inghilterra, nove anni dopo, alla corte di Brian Eno, l'occasione
per emergere.
Harold Budd (Advance, 1971) fu l'album d'esordio.
La sua musica, dedicata a "padiglioni di sogni" (titolo della prima raccolta) e a "vassoi di
specchio" (titolo dell'album in coppia con Eno che lo rivela),
Plateaux Of Mirrors (Obscure, 1980),
è vellutata ed eterea, aritmica e
ripetitiva, intessuta di fili sonanti, di vibrazioni impercettibili e di tintinnii minimi.
La cartilagine di Bismillahi Prahmani Brahim, pubblicata su
Pavilion Of Dreams (november 1976 - Obscure, 1978), che
raccoglie musiche dei primi anni '70, ispirata a un motto del Corano e orchestrata per il sassofono di
Marion Brown, è una vertigine nel nulla: un gorgo lento e fioco inghiotte le note estatiche del
sassofono, le tempere del pianoforte, i rintocchi dell'arpa, i bisbigli delle marimba. E' una musica mistica
e crepuscolare, per certi versi avvicinabile alla liturgia tibetana, ma altrettanto radicata nella tradizione
del free-jazz più mistico (John Coltrane, Pharoah Sanders). Sogni e specchi sono gli elementi di
cui è costituita la materia del suo universo.
A loro volta i brevi aforismi che inzuccherano i suoi dischi sono scrupolosi
appunti per il grande progetto "ambientale" di Eno, mistici e introversi ralenti che annullano ogni
emozione. Si tratta di moderni madrigali, come Budd stesso li aveva definiti ai tempi di Madrigals Of
The Rose Angel e Madrigals, entrambi per mezzo-soprano, pianoforte e arpa, entrambi lenti e
ineffabili respiri mentali.
La sonata per pianoforte di Children On The Hill
su Serpent/ Children Of The Hills (Cantil, 1981),
resterà
uno dei capolavori dell'avanguardia minimale e ambientale, quasi un carillon straniato d'altri tempi,
colonna sonora per tristi serate autunnali. Questa musica tonale, melodica, è la versione laica del
minimalismo di LaMonte Young.
Dopo un'altra galleria di acquerelli ambientali e onirici in collaborazione
con Brian Eno,
Pearl (EG Records, 1984),
nella suite elettronica Dark Star Budd abbandona l'approccio
epigrammatico e lezioso a favore di una suite drammatica, oppressiva e pantagruelica, risonante sulle
armoniche più cupe e minacciose della sua carriera, una sorta di ronzio mantrico ininterrotto con
la suspence di un thriller, doppiata dall'angoscia apocalittica di
Abandoned Cities/ Dark Star (Cantil, 1984), vibrazione
subsonica che somiglia al lento salmo di un organo a canne. Sono brani in cui l'idea di fondo viene
estremamente dilatata, come per tendere all'accordo perpetuo che costituisce, secondo diversi popoli
orientali, il fine ultimo dell'universo.
Dopo aver registrato con Elizabeth Frazer e Robin Guthrie dei Cocteau
Twins il mediocre
Moon And The Melodies (4AD, 1986), sul quale sciorina alcune delle sue atmosfere
estatiche e cristalline (Ghost Has No Home, Memory Gongs), Budd approda sull'album
Lovely Thunder (EG Records, 1987)
a un sound più grigio e pessimista con Flowered Knife Shadows
(nuova versione di Ghost), vertigine oscura e deforme di pianismo diffratto, e
Gypsy Violin, estatica e solenne, glaciale e tenebroso, requiem fermato sulla nota più tragica del
coro e perturbato da struggenti e desolate melodie di violino.
L'evoluzione naturale della musica delicata e impalpabile di Budd è
verso il sound lento e maestoso della new age, come confermano anche gli acquerelli cosmico-ambientali
dell'album White Arcades (Land, 1986 - Opal, 1988):
The Child With A Lion, cornucopia di struggenti melodie, e
la title-track, vellutata e luminosa.
Le opere degli anni '90 ripiegano su schemi sempre più elementari,
dimostrando una certa carenza di idee:
By The Dawn's Early Light (Opal, 1992)
tenta di riscaldare l'atmosfera con interventi alla chitarra,
She Is A Phantom (New Albion, 1994)
tenta di rinnovare il sound aggiungendo un
ensemble (clarinetti, tastiere e percussioni), ed entrambi comprendono stucchevoli brani di poesia letti da
Budd stesso. Non è neppure chiaro quale sia l'esperimento tentato in
Music For 3 Pianos (All Saints, 1993).
Through The Hill (All Saints, 1994)
si avvale degli arrangiamenti eccentrici di Partridge degli XTC.
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