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Seven Waves (Japan, 1982 - Atlantic, 1984 - Private, 1988 - Seven Waves, 1995) **** Velocity Of Love (RCA, 1986) *** Piano Two (Private, 1987) ** compilation Neverland (Private, 1988) ** History Of My Heart (Private, 1989) ** Pianissimo (Private, 1990) ** Hotel Luna (Private, 1991) * Private Music (Private, 1992) *** anthology Dream Suite (Seventh Wave, 1994) *** Pianissimo II (Seventh Wave, 1996) ** Turning (Seventh Wave, 1999) * Pianissimo III (Seventh Wave, 2001) ** Meditations for Dreams, Relaxation, and Sleep (Seventh Wave, 2002) * Pure Romance (Seventh Wave, 2003) * | Links: |
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Suzanne Ciani, di origini italiane, crebbe in una cittadina del
Massuchussetts, nei pressi di Boston. Laureata in musica nel 1964 al Wesley College (una scuola esclusiva
per sole ragazze) e poi in composizione a Berkeley, si infatuò degli strumenti elettronici e si
arruolò nel laboratorio di Don Buchla, uno dei primi ingegneri a costruire sintetizzatori,
abbandonando del tutto il pianoforte.
A differenza di ciò che faceva in quegli anni Morton Subotnick, Ciani impiegava lo strumento elettronico con fine sensibilità femminile, rifuggendo dagli effetti più truculenti. Dopo diverse perfomance dal vivo in gallerie d'arte e musei della zona di San Francisco, e musiche per balletti, nel 1974 si trasferì a New York, dove frequentò musicisti della statura di Philip Glass, Steve Reich, Ornette Coleman, Richard Landry. Fu testimone così dello sviluppo di generi musicali rivoluzionari, dal free-jazz al minimalismo. Impiegata in un'azienda pubblicitaria per creare commercial televisivi, si arricchì rapidamente con il suo Buchla, lavorando per la Coca Cola e tante altre corporation. Soltanto nel 1979 si decise a comporre un disco, Seven Waves (1982).
Ispirata dall'oceano, con l'idea di ricreare in maniera elettronica il moto e il suono delle onde, Ciani
impiegò soltanto strumenti elettronici (compreso un vocoder per incorporare la sua voce).
Le più melodiche (come la prima e la quinta) sono anche le meno pretenziose e le più immediate, e ricordano talvolta gli acquerelli elettronici della Tonto's Band. Quelle più descrittive (come la terza e la sesta) si tuffano in strati e strati di suoni sintetici. Talvolta l'effetto è fortemente ipnotico, come nelle onde simulate della terza. L'effetto fortemente ipnotico di queste composizioni prese il sopravvento a partire da Velocity Of Love, l'album che la rivelò al grande pubblico. Se la Eighth Wave e il funky latino di Malibuzios si ispirano ancora al kitsch più corrivo, le composizioni più mature, eliminati i ritmi più ovvi, si muovono allora lente e pigre per un etere impercettibile, roteano languide e sensuali nel loro magma di emozioni e nascono quindi piccoli poemi sinfonici come Lay Down Beside Me e History Of My Heart. La title-track, con il suo tema melodico per pianoforte, apriva in realtà una nuova fase, in cui il modello di riferimento è semmai l'orchestra di Richard Clayderman. L'album Neverland ne fu l'espressione più genuina con i suoi brevi schizzi impressionisti, in particolare la title-track e Tuscany, vertici del suo melodismo, e i melodrammi domestici di When Love Dies e Mother's Song, soffertamente autobiografici. Suggella l'opera Lumiere, il primo incubo della sua carriera, che sembra uscire direttamente dal suo inconscio. Con History Of My Heart Ciani continuò a proporre brevi impressioni intimiste per pianoforte ed elettronica (Inverness, Eagle), ma senza più la tenera sensibilità degli esordi. Su Pianissimo eseguì al pianoforte a coda (senza accompagnamento elettronico) i brani migliori di Neverland e History Of My Heart, e su Piano Two quelli di Velocity Of Love, ottenendo spesso risultati superiori agli originali. Con questi album Ciani si è finalmente riappacificata dopo tanti anni con lo strumento della sua infanzia. Dopo Hotel Luna, composto in Italia, che presenta le stesse
debolezze di History Of My Heart, Ciani è tornata a vivere in California e con
Dream Suite sembra finalmente iniziare una nuova carriera. L'album è il più
classicheggiante della sua carriera, fin dai tributi ai grandi del passato: Meeting Mozart, la
struggente e ancor più mozartiana Megan's Dream, e la beethoveniana Full Moon
Sonata.
Nel complesso della sua carriera il suo forte è sempre stato il contrappunto, che amplifica a dismisura le felici intuizioni melodiche, le arie classicheggianti che compongono l'ossatura delle sue composizioni. Il suo retroterra "tecnologico" le consente spettacolari fughe in avanti nel campo dell'arrangiamento, che si traducono in armonie eleganti e maestose, in una perfezione formale che rasenta il manierismo. I suoi flussi di coscienza sonori danno origine a musiche rilassanti e orecchiabili, al tempo stesso erudite e di facile consumo. Con il passare del tempo la musica di Ciani ha subito un'evoluzione naturale, dall'esibizionismo emotivo dei primi tempi all'impressionismo sommesso delle ultime opere. Lontana tanto dagli scenari apocalittici della new age elettronica quanto dagli acquarelli festosi dei pianisti solisti, Ciani ha imposto uno stile privato e incantato di analizzare le proprie emozioni e di trasferirle in suoni. L'enfasi sui ritmi sincopati della musica da ballo e sugli arrangiamenti da AOR rendono le sue ballate più facilmente fruibili dal pubblico rock, ma ne limitano severamente l'afflato lirico. Ciani ha semplicemente formalizzato lo standard della musica leggera e del kitsch salottiero nell'era elettronica. |
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