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Nato in Giappone, ma cresciuto nella zona di San Francisco, Alex De
Grassi appartiene alla stessa generazione di William Ackerman, anche lui succube di John Fahey e del
chitarrismo folk progressivo e anche lui desideroso di impiegare quella tecnica in un contesto più
ampio. Seguendo le orme del maestro e datore di lavoro, De Grassi ha composto raccolte di timide
melodie folk, venate ogni tanto di minimalismo e di esotismo.
L'ipnotica melodia per flauto e chitarra di White Rain su Slow
Circle e i volteggi incalzanti di Clockwork sono i precursori dello stile più
complesso della maturità, in cui si fondono i suoi studi d'avanguardia (che hanno trovato uno
sbocco in Arawl) e la sua passione per la chitarra latina (Egberto Gismondi). Le partiture di
Deep At Night sono in effetti le più astratte che si possano ascoltare nel mondo della
new age, a partire dai "droni" trascendenti di Hidden Voices.
World's Getting Louder lo riporterà agli splendori del
passato, con una tecnica di assolo e improvvisazione fra le più smaliziate del settore.
La sua opera più ambiziosa fu Altiplano, al fianco di
Mark Egan, Zakir Hussein e Clifford Carter.
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