|
Per ordinare inserzioni pubblicitarie su questa pagina. |
|
Enciclopedia della Musica New Age, Elettronica e Ambientaledi Piero ScaruffiE |
|
To advertise on this web page. |
Douglas Spotted Eagle
suona il flauto nativo americano, ma non ha molto in
comune con gli altri, piu` superficiali, esponenti del genere. Fu il primo
ad accoppiare lo strumento tradizionale dei pellerossa
alle tastiere elettroniche e poi persino agli strumenti dell'orchestra.
Poco alla volta ha sviluppato un'arte compositiva che assomiglia piu` a
quella dei compositori classici che a quella dei solisti new age (un'arte che,
fra l'altro, gli e` valsa diverse commissioni nel campo della musica per film).
Spotted Eagle nacque in un paesino rurale dello Iowa, ma crebbe nello Utah.
La musica fu sempre nel suo sangue, ma soltanto nel 1988, all'eta` di 26 anni,
Spotted Eagle trovo` la sua vera vocazione e incise
Sacred Feelings (SOAR, 1989).
Pray (Higher Octave, 1998) e` un impasto piu` sofisticato di
canti-invocazioni, percussioni poliritmiche, melodie di flauto.
"Ci volle un divorzio e un divorzio molto triste. Persi tutto cio` che amavo,
e il flauto fu una delle poche cose che mi rimasero. Mi consolai suonando il
flauto. Lo strumento mi aiuto` a sopravvivere le emozioni brutali di quel
periodo. L'amico di un amico fece un nastro della mia musica e lo spedi` a
una casa discografica. Caso volle che la musica piacesse a uno dei manager.
Mi chiamarono e mi chiesero di registrare un disco per loro. Usci` nel gennaio
del 1989, Sacred Feelings (SOAR, 1989). Sono tuttore molto orgoglioso
di quel lavoro, che era il primo tentativo di accoppiare il sintetizzatore
al flauto nativo americano. Devo peraltro confessare la vera ragione per cui
decisi di adottare il sintetizzatore: non mi sentivo un grande virtuoso
del flauto, e non mi sarei mai sentito in grado di registrare un disco di
musica solista. Avevo bisogno di accompagnarlo ad altri suoni, suoni della
natura e suoni elettronici. In seguito avrei anche provato con suoni di
altri strumenti. In retrospettiva, mi piacciono tutti quegli (undici) album
che registrai senza fanfara, con umili mezzi e in tutta umilta`. Una cosa
importante che ho appreso nel corso della mia carriera e` che ascoltare la
mia musica mi fa tornare in mente le emozioni che provavo in quel periodo
della mia vita. Riscopro ogni volta le emozioni che avevo dimenticato."
"E` la prima volta in molti anni che ho avuto mano assolutamente libera, che
non sono stato limitato in alcun modo dalla casa discografica. La Higher
Octave mi ha semplicemente detto "ci piace la tua musica, registra qualcosa
per noi". Ed era la prima volta da tanto tempo. Questo e` pertanto il disco
piu` personale che ho fatto in 7/8 anni. Mi ha consentito di provare le
emozioni che volevo provare. Non ho ricevuto alcuna pressione per scrivere
un tipo particolare di canzone, o per preoccuparmi di qualcosa in particolare.
Non c'era alcun tema predefinito. L'album tocca le emozioni piu` elementari
del cuore umano. La preghiera del titolo non significa gettarsi in ginocchio
di fronte al proprio dio, ma entrare in contatto con se stessi, con il proprio
"io". Siamo tutti nati con una verita` fondamentale nascosta dentro di noi
e la preghiera e` il modo per raggiungere quella verita`. Alcune religioni
insegnano che raggiungere quella verita` e` semplicemnete riconoscere se
stessi. Nel comporre questo album ho tentato di toccare questa verita` che
e` dentro di me, questo Dio che e` dentro di me. La mia filosofia e` che
io vengo da un creatore, sono stato creato e mi e` stato consentito di
toccare la mia anima. L'album riflette questa filosofia".
William Eaton padroneggia tutti gli strumenti a corda (ma in particolare la lira) e ingaggia festosi e melodici duetti con altri strumenti. Per i quadretti realisti di Tracks We Leave si accompagna al flauto di Carlos Nakai. Where Rivers Meet, con flauto, violino e percussioni, contiene forse le sue melodie più memorabili, nonché gli strumenti a corda più improbabili. ll suo stile pan-etnico e lievemente jazzato ricorda quello di Paul Winter.
The vast musical background of Laurel Emryss encompasses ten instruments and a wide range of traditions; Classical, Early Music, folk, jazz, World Music, and New Age. Laurel began playing the recorder and piano at the age of four. Over a period of 35 years she has studied music in New York, Boston, Ann Arbor, and Austin. Laurel attended the Mannes College of Music and Rutgers University. Graduate work was pursued at New York University, The New England School of Keyboard Instrument Technology, The Naropa Institute, and The Recording Institute of Detroit.
Performing most of her life, Laurel began giving concerts professionally in 1977 and has been composing and arranging since 1981. A strong interest in the technical and scientific aspects of sound prompted her to train as a piano technician/rebuilder and recording engineer. In 1980 she began researching the beneficial effects of sound on the human body and mind - "the healing power of music". This knowledge is put into practice in her public speaking and workshops, and is reflected in her music. Lauren's innovative and unique, yet highly accessible style inspires a loyal and ever-growing audience. Expressed with passion and remarkable precision, an evocative, lyrical sound is the Emryss signature. WELCOME TO EARTH HAVEN A tapestry of adult contemporary, traditional, classical, and world music. Evocative layers of sound fascinate and transport the mind, while rhythmic and spacious tones bestow a deep peacefulness throughout the body. harp, flute, and Native American sounds are embraced by rich celestial choirs.
Exchange
Exchange è un ensemble elettronico nello stile di Checkfield.
In The Night (Mesa, 1989)*
Between Places (Mesa, 1990)*
The Legend Of Prince Valiant (Mesa, 19##)*
Exchange (Mesa, 1992)*