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Enciclopedia della Musica New Age, Elettronica e Ambientale

di Piero Scaruffi

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Saggi introduttivi | Elenco alfabetico dei musicisti | Discografia/ Discography
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Lenny MacDowell

Il flautista tedesco Lenny MacDowell (ovvero Friedemann Leinert), di formazione classica, ha all'attivo una ventina di album. Venne a luce come una specie di Ian Anderson (Jethro Tull) tedesco, ma presto si orientò verso musiche meno rock e più meditative.

I suoi primi cavalli di battaglia furono lunghe jam collettive nello stile del progressive-rock di moda in quegli anni in Europa. I brani del 1978 sono soprattutto spavalde autoglorificazioni del genere di Flute Power, Velvet Things e Straight On, variazioni incalzanti a tutto volume su un tema melodico. L'esotismo si fece largo per la prima volta in Talking Flute, brano minimalista per flauto, percussioni e tastiere.

Nella pirotecnica fantasia melodica di Sea Bed (1979), intessuta di leggiadre danze per flauto e chitarra, Leinert sfoggia alcuni degli spunti più geniali della sua carriera, emancipandosi forse per la prima volta da qualunque modello jazz, folk o rock nel momento stesso in cui li assimila tutti.

Il sound dei primi anni '80 si attiene a quelle direttive. Da un lato il jazz- rock roboante di Thai-Stick, con un "ponte" funky da discoteca e una forte melodia di sintetizzatore, dall'altro la suite atmosferica e colorita di Flying Torso, e infine il jazz-rock etnico di Radioactive, una jam che comincia con una lunga improvvisazione solitaria di Leinert al flauto e al sintetizzatore e poi si distende in un crescendo marziale di tutto il complesso rock, infarcito di accenti esotici. Waves (1981) dimostra come continuasse la ricerca di timbri e strutture più personali.

Balance Of Power è il disco da cui ha origine la sua conversione alla new age. Le evoluzioni del flauto su Free Fall, accompagnate da un trio di basso, chitarra e batteria, prendono spunto dal jazz e dal raga all'insegna di una melodiosità sensuale. Il crescendo marziale di Bedouin Path, un brano più rock, legato all'esotismo sensazionalista di Radioactive costituisce invece il trait d'union con il passato.

La suite allegorica che dà titolo al disco si apre all'insegna della suspence più spasmodica: lenti e assordanti rintocchi del pianoforte sfumano in uno sfarfallio di sintetizzatore, mentre in sottofondo si ode il battito del cuore. Il terzo movimento è un curioso collage di campionamenti e rumori che rendono il senso della guerra. Nel quarto e ultimo, invece, il flauto e il sintetizzatore si distendono in un'atmosfera paradisiaca.

Nei duetti per flauto e pianoforte di Autumn Breath MacDowell trova il modo di infilare Garuda, un altro fiore del suo etereo jazz esotico.

Flying Torso, suonato praticamente da solo da MacDowell, con l'aiuto di un percussionista e del produttore Lars Fasbender, progredisce verso le atmosfere sognanti e paradisiache della new age. Gli impusi etnici di MacDowell esplodono in Bamboo Bridge, con un felice tema di flauto e un ritmo incalzante, mentre il suo stile armonioso brilla su Yellow Magic Flute.

MacDowell è anche titolare dell'etichetta Blue Flame.

Balance Of Power (MDW, 1984) (Blue Flame, 1990) ***

Radioactive (Blue Flame, 1988) ** antologia

Autumn Breath (Blue Flame, 1989) *

Flying Torso (Blue Flame, 1991) **

Echnaton's Return (Blue Flame, 1994) ** con Lothar Krell

Island Of Green (Blue Flame, 1995) *


Paul Machlis

Il pianista Paul Machlis è un personaggio singolare nel panorama del revival celtico, in quanto impreziosisce con arrangiamenti da camera, armonie jazz e spunti indiani le sue quadriglie.

Skyedance (Narada, 198#) * con Alasdair Fraser

The Road North (Narada, 1988) * con Alasdair Fraser

The Magic Horse (Invincible, 1989) *


Val Magyar

Mahavishnu Orchestra

La Mahavishnu Orchestra fu negli anni '70 uno dei pochi gruppi osannati tanto dalla critica jazz quanto da quella rock. Dalla sua aveva due meriti: una formazione che annoverava più virtuosi di qualsiasi altro gruppo dai tempi di Miles Davis e uno stile di jazz-rock indiano che poneva le basi per lo sviluppo della "fusion" di Davis verso mete spirituali.

John McLaughlin aveva già esplorato nei dischi solisti e nelle collaborazioni precedenti il genere di improvvisazione alla chitarra elettrica lasciato presagire dal compianto Jimi Hendrix. Nel disco My Goal's Beyond aveva assoldato Jerry Goodman, un violinista che si era messo in luce nel gruppo Flock, Alla Rakha, un suonatore di tabla, e Billy Cobham, un prodigioso batterista nero. Aggiunti Rick Laird al basso e Jan Hammer alle tastiere, McLaughlin varò il progetto della Mahavishnu Orchestra.

Inner Mounting Flame rimane il classico del gruppo: un sound a tutto volume sincopato su tempi eccentrici, frustato dalla chitarra elettrica e punteggiato dalle tastiere. Nel caso specifico McLaughlin distorceva il timbro della chitarra come un sitar, Goodman la contrappuntava con frenetici fraseggi indianeggianti del violino, Hammer colorava lo sfondo di minimalismi assorti, Cobham scatenava un inferno ritmico. L'insieme era travolgente ed eccitante. Meetings Of The Spirit, l'archetipo delle loro preghiere, la trance sublime di Dance Of Maya, e la sonata classicheggiante di A Lotus On Irish Streams rappresentavano il sincero anelito spirituale del leader. Il gruppo si esprimeva però meglio nel jazz-rock sciolto alla Miles Davis di Noonward Dance, con la chitarra a rifare il verso alla tromba e Hammer a pavoneggiarsi con le sue cascate di accordi aciduli.

Il fenomenale intuito dei cinque fa faville su Birds Of Fire, a cui arrise un enorme successo commerciale, anche se soltanto la title-track e Open Country sono degne del primo album. Apice del loro esibizionismo è il disco dal vivo Between Nothingness And Eternity, con la suite Dream e l'indiavolata Sister Andrea. In questi dischi i veri vincitori sono Goodman, che si afferma come uno dei violinisti più espressivi del momento, e Hammer, che si mette in luce con uno dei primi stili originali al sintetizzatore.

Finita quella stagione, McLaughlin riorganizzò la Mahavishnu con una formazione estesa che comprendeva anche il leggendario violinista Jean-Luc Ponty. Apocalypse (arrangiato da Mike Gibbs) si fregiava addirittura della London Symphony Orchestra, ma Wings Of Karma e gli altri brani si limitavano a flirtare con il tardo romanticismo di Strauss e Mahler. Visions Of The Emerald Beyond concluse la saga con soltanto sparuti sussulti di ispirazione (Eternity's Breath, Lila's Dance), incespicando nel kitsch e lasciandosi sedurre da bieche tentazioni commerciali.

La Mahavishnu aveva comunque creato uno standard di ensemble jazz-rock con cui si sarebbero misurati innumerevoli gruppi degli anni '80.

(vedi anche John McLaughlin)

Inner Mounting Flame (Columbia, 1971) ***

Birds Of Fire (Columbia, 1973) **

Between Nothingness And Eternity (Columbia, 1973) *

Apocalypse (Columbia, 1974) *

Visions Of The Emerald Beyond (Columbia, 1975) *

Best (Columbia, 1980) ** antologia


Reed Maidenberg

Reed Maidenberg compone sinfonie per strumenti elettronici ed acustici ispirate ai ritmi della natura.

Poppies (Rhythmythology 1, 198#) ***

Unexpected Beauty (Rhythmythology 2, 198#) *


Main


Malaysian Pale

Malaysian Pale è un ensemble elettronico che compone vignette impressioniste dedicate a scenari esotici.

Nature's Fantasies (Fortuna, 1987) *


Brian Mann

Brian Mann è un veterano delle tastiere convertitosi alla fisarmonica. CafE' Du Soleil è una serie di melodie, ora jazz (Dab In Da Mida) ora pop (Je T'Aime), per fisarmonica, sintetizzatore e drum-machine.

CafE' Du Soleil (Narada, 1990) *


Mannheim Steamroller

Mannheim Steamroller (ovvero Chip Davis) era un umile compositore di commercial radiofonici a Omaha, in Nebraska, che si trovò coinvolto in un tour nazionale al seguito di una star della musica country che era stata lanciata proprio dai suoi commercial, C.W. Mc Call (alias Bill Fries, l'autore dei commercial). Davis divenne famoso quando ebbe l'occasione di scrivere la colonna sonora del film "Convoy".

Fu allora che, stanco dell'ambiente del country, decise di imbracciare le tastiere elettroniche ed ebbe la visione di una musica classica dell'era elettronica, che avrebbe battezzato Fresh Aire.

Il Fresh Aire I si ispira al rock sinfonico britannico in una sequenza di imitazioni senza pudore di saltarello (Saras Band), adagio (Fresh Aire), rondò e passacaglia. I due lati complementari dell'arte romantica di Mannheim Steamroller sono rappresentati dalla melodia struggente di Sonata e dall'incedere trascinante e orecchiabile di Chocolate Fudge. Il disco è ancora un po' sfocato e dispersivo, ma gli elementi della sua musica leggera per tastiere elettroniche e piccola orchestra acustica sono già tutti presenti. Il primo volume di Fresh Aire inaugura anche la serie degli "interludi", brevi e dimesse divagazioni per pianoforte che fungono da cerniera fra i brani maggiori e che verranno raccolti nel 1981.

Il Fresh Aire II contiene quello che rimane forse il suo capolavoro, la lunga e spettacolare Fantasia in nove movimenti, che ruba sonorità e schemi alla musica medievale, rinascimentale, barocca e romantica, immettendoli nelle ritmiche trascinanti della musica rock. Le sue vibranti melodie al sintetizzatore sono cresciute alla scuola di Keith Emerson, Alan Parsons e Rick Wakeman, ma i suoi arrangiamenti orchestrali sono reminescenti soprattutto delle orchestre leggere di Richard Clayderman e affini. Un esercito di musicisti partecipa alle registrazioni di questo album.

Lo schema di maggior successo è quello di Door 2: il brano si apre con un passo marziale, sul quale si innesta una progressione melodica in crescendo, mentre le tastiere intessono un'armonia barocca (in questo caso con tanto di squillo epico di tromba e coro gregoriano). Il metodo trionfa in incalzanti cavalcate sinfoniche come Door 5, che riciclano di fatto l'arte della fuga di Bach in un formato più pomposo e grintoso. Marcette militari scandite dai pianoforti e contrappunti solenni degli ottoni sono i trucchi più comuni per aumentare il pathos (come in Door 3). Door 4 ben rappresenta l'altro versante, quello sentimentale: un adagio dei violini, un tema struggente al sintetizzatore, un contrappunto di clavicembali.

Il III volume propende per la song e i madrigali rinascimentali, sulla falsariga del Toota Lute che compariva sul disco precedente. La realizzazione non è però sempre all'altezza delle ambizioni. Per una briosa Toccata (rigorosamente in cinque parti, come da canone del sedicesimo secolo) ci viene propinato anche il balletto pomposo di Mere Image, con tanto di orchestra sinfonica. Il pop trascinante e classicheggiante per cui Davis è diventato famoso fa capolino soltanto in The Cricket e Midnight On A Full Moon.

Anche il IV parte dalla musica antica, con la G Major Toccata, la fuga barocca di Four Rows Of Jacks, la danza rinascimentale di Red Wine, sempre a gran ritmo, ma finisce poi per fare l'occhiolino all'avanguardia con due esperimenti elettronici: la spettrale Crystal e la minacciosa Dancing Flames. Sempre con il vezzo del sensazionalismo, ovviamente.

Per diversificare il V Davis ricorre addirittura ai Cambridge Singers e alla trama di un viaggio sulla Luna. A trionfare sono come sempre i travolgenti ritornelli sinfonici di Escape From The Atmosphere e Chant, ma Davis è abilissimo nell'anteporre al primo e apporre al fondo del secondo l'effetto di un coro: il contrasto è elettrizzante. Tutta la parte che descrive l'arrivo sulla Luna è invece un imbarazzante aborto di musica sinfonica sentimentale.

Il VI volume salpa verso l'antica Grecia, per mettere in musica una sequenza mozzafiato di visioni mitologiche con l'aiuto di un'orchestra sinfonica e di un coro classico.

Anche il VII sfrutta il coro e specula sulle ricorrenze del numero sette, dal calendario alla medicina orientale, dalla fisica dei colori all'astronomia.

A quel punto Chip Davis era ormai diventato il Walt Disney della new age: un imprenditore che metteva il proprio marchio su una serie di prodotti fabbricati da altri, fra cui, quasi per caso, anche dell'arte. Negli anni '90 Davis ha dato vita a una singolare iniziativa: un CD per ogni momento della giornata, accompagnato da un relativo articolo-regalo (confezioni di caffè, biscotti, articoli da party, champagne).

Ma proprio allora Davis ha sentito il bisogno di comporre un disco più personale, Impressions, che di fatto è la sua prima opera solista. Fra i suoi massimi successi si contano anche gli album natalizi, il terzo dei quali è anche uno dei suoi dischi più vivaci (Joy To The World e Angels We Have Heard su tutte).

Mannheim Steamroller è il classico dei classici della new age sinfonico-elettronica. Alla fine del 1994 aveva venduto diciotto milioni di dischi.

Fresh Aire I (American Gramaphone, 1975) ***

Fresh Aire II (American Gramaphone, 1977) ****

Fresh Aire III (American Gramaphone, 1979) **

Fresh Aire IV (American Gramaphone, 1981) ***

Interludes (American Gramaphone, 1981) ** antologia

Fresh Aire V (American Gramaphone, 1983) **

Christmas (American Gramaphone, 1984) *

Fresh Aire VI (American Gramaphone, 1986) ***

Saving The Wildlife (American Gramaphone, 1986) *

Classical Gas (American Gramaphone, 1987) * con Mason Williams

A Fresh Aire Christmas (American Gramaphone, 1988) *

Yellowstone (American Gramaphone, 1989) *

Fresh Aire VII (American Gramaphone, 1990) **

Chip Davis: Sunday Morning Coffee (American Gramaphone, 1991 *

Chip Davis: Dinner (American Gramaphone, 1992) *

Chip Davis: Romance (American Gramaphone, 1992) *

Chip Davis: Party (American Gramaphone, 1993) *

Chip Davis: Sunday Morning Coffee II (American Gramaphone, 1993) *

Chip Davis: Impressions (American Gramaphone, 1993) *

To Russia With Love (American Gramaphone, 1994) *

Christmas In The Aire (American Gramaphone, 1995) *


Michael Manring


Adrian Marcator

Adrian Marcator, reduce dai Trance che aveva fondato nel 1975 all'apice della musica cosmica tedesca e dal duo chitarristico Entrance, iniziò la carriera solista musicando il romanzo ottocentesco Der Schimmelreiter per conto del pittore Jens Rusch.

The Dreamtime Cycle nasce dalla combinazione di elementi etnici e di sensibilità pop. Marcator suona la chitarra e le tastiere, ed è accompagnato da un gruppo di oboe, piano, tablas e percussioni.

Der Schimmelreiter (###, 1987) *

Eiderland Suite (Prudence, 1993) *

The Dreamtime Cycle (Prudence, 1995) *


Robert Margouleff


Mariam

Tedesco trasferitosi nel 1989 nell'isola artistica di Santa Fe, in New Mexico, Mariam (ex Paradise) esordì con un album di pacate serenate ai paesaggi naturali per pianoforte e orchestra sintetica, Mesa Sunrise.

Nights Of Passage riscopre invece il potere delle emozioni. A partire dall'aria epica della title-track alle progressioni trionfali di Defying Destiny, dalla romantica elegia di Fire Of Sacrifice all'esuberante esotismo di The Call, il disco è tutto una celebrazione della voglia di vivere. Purtroppo gran parte delle "canzoni" riciclano melodie e stereotipi della musica leggera.

Mesa Sunrise (Musical Transformations, 1993) *

Nights Of Passage (Musical Transformations, 1995) **


Jon Mark


Gerald Markoe

Gerald Markoe, insegnante di yoga, è autore di sinfonie elettroniche (per lo più dedicate a costellazioni) che si servono di armonie lente ed eteree, idonee al relax.

Dopo il successo della serie per le Pleiadi, Markoe ha orchestrato "musica degli angeli" per arpa, violini, campanelli, flauti e coro.

Music From The Pleiades (Astro 1, 1989) **

Melodies From The Pleiades (Astro 7, 1989) *

Pleiadian Dances (Astro 3, 1990) *

Sacred Music From Seven Stars (Astro 5, 1991) *

Inka Sunrise (Astro 8, 199#) *

Angelic Meditation (Astro 9, 199#) *

Music Of The Angels vol.1 (Astro, 199#) *

Music Of The Angels vol.2 (Astro, 1995) *


Ingram Marshall

Mike Marshall


Jasun Martz


Miya Masaoka


Michael Masley

Michael Masley è un enfant prodige del dulcimer a tastiera che nel 1982, dopo una serie di esperimenti in proprio, commissionò la costruzione di un cymbalom (dulcimer ungherese) modificato di sua invenzione, con il quale ha composto e registrato gran parte della sua opera. Dal Michigan si trasferì a Berkeley, nella Baia di San Francisco, dove formò con il chitarrista Barry Cleveland i Thin Ice.

Nel 1985 diede inizio alla sua carriera solista. Lungi dall'indulgere in atmosfere per relax, Masley esplora le possibilità cromatiche di uno strumento che gli consente di operare su una miriade di sovratoni e armoniche.

Thin Ice: Live (1111, 1984) *

Thin Ice: First Frost (1111, 1985) *

Cymbalom Solos (Masley, 1985) ***

The Moment's River (Masley, 1987) **

Bells And Shadows (Masley, 1989) **

Mystery Loves Company (Masley, 1990) ***

Sky Blues (Masley, 1992) **

Cosmosis (Masley, 1992) * con Dan Reiter

Life In The Vast Lane (Masley, 1993) *


Kazu Matsui

Kazu Matsui è un virtuoso del flauto shakuhachi.

Sign Of The Snow Crane (Sonic Atmospheres, 1990) *

Wheel Of The Sun (###, 1993) * con David Lindley


Peter Maunu

Lyle Mays

Assoldato da Pat Metheny ai tempi di Watercolors, il tastierista Lyle Mays (nato nel 1953 nel Wisconsin, ma educato a Boston) è stato per anni la seconda voce del leggendario gruppo. In un certo senso Mays costruiva l'edificio dentro cui viveva la chitarra di Metheny. Il suo stile riccamente colorato, imprevedibilmente dinamico, lo portò presto a prendere il sopravvento in fase di composizione. Quando esce la monumentale title-track di As Falls Wichita, è lui, non Metheny, l'autore, ed è il sintetizzatore, non la chitarra, lo strumento più importante. Offramp fu più un disco di elettronica che di chitarra. Sui dischi successivi Mays diede sfoggio del suo eclettismo, passando con disinvoltura dal pianoforte acustico al sintetizzatore digitale. Mays si impose come una delle voci più personali e creative della nascente arte delle tastiere elettroniche.

Lyle Mays, con Bill Drewes al sassofono, Bill Frisell alla chitarra, Marc Johnson al basso e Nana Vasconcelos alle percussioni, è un disco di jazz-rock piuttosto banale, dalla fanfara squillante di Highland Aire alle armonie sofficemente notturne di Teiko. Lo riscatta soltanto la Alaskan Suite in tre movimenti, soprattutto il tono quasi mistico del terzo movimento.

Anche Street Dreams è più che altro uno show personale di stile e arrangiamento.

Fictionary, con Jack DeJohnette alla batteria e Marc Johnson al basso, è un tour de force di pianismo acustico nel più autentico stile jazz, quasi un tributo personale alla tradizione di cui è figlio.

Mays ha anche scritto musiche per il cinema ("The Falcon And The Snowman") e musicato storie per bambini ("East Of The Sun", "The Tale Of Peter Rabbit")

Lyle Mays (Geffen, 1986) ***

Street Dreams (Geffen, 1988) **

Fictionary (Geffen, 1993) *


Susan Mazer


Paul McCandless

Sam McClellan

Sam McClellan è uno dei musicisti elettronici che si dedica a musica terapeutica.

Music Of The Five Elements vol.1 - 3 (Spirit Music 7007, 198#) *

Life Patterns (Spirit Music 8007, 198#) *


Jim McGrath

Jim McGrath, residente a Santa Monica, in California, compone lunghe suite per percussioni a metà strada fra Gabrielle Roth e Mickey Hart. Percussive Environments contiene quattro suite di quindici minuti ciascuna.

Percussive Environments (Bongo, 1992) *

Drum Spirit (Bongo, 1994) *


Loreena McKennitt


John McLaughlin

Il chitarrista inglese John McLaughlin è uno degli uomini che hanno inventato il genere "fusion", che è in egual misura jazz e rock, ed è al tempo stesso uno dei musicisti che ha fatto della spiritualità qualcosa di più di un semplice hobby: una questione di arte e di vita.

Nato nel 1942, John McLaughlin si fece le ossa nei complessi blues-jazz dei primi anni '60 (Brian Auger, Graham Bond) ma divenne celebre quando venne scoperto da Miles Davis e partecipò a In A Silent Way. Jimi Hendrix aveva appena cambiato per sempre il ruolo della chitarra, rivelandone le sconfinate possibilità armoniche, e McLaughlin fu il primo a trasportare quelle intuizioni nel mondo del jazz. Il suo virtuosismo spettacolare lo fece temere più che ammirare nei Lifetime di Tony Williams.

Il suo primo album in proprio, Extrapolation, risente della presenza del sassofonista John Surman, che comanda i temi frizzanti di Spectrum, Arten's Bag e della title-track. McLaughlin si sfoga soprattutto nel blues di Binky's Beam.

Nello stesso anno viene registrato anche Where Fortune Smiles, ma qui la mano di Surman è ancor più forte. Sono sue l'isterica Glancing Backwards e l'incantato tintinnio fra vibrafono e chitarra della title-track. McLaughlin domina la seconda parte, quel coacervo di sonorità ostiche e farraginose di New Place Old Place e quello show istrionico di contorsioni "hendrixiane" di Hope. Il chitarrista sembra ancora alla ricerca di uno stile. Sono chiare le possibilità strabilitianti del suo virtuosismo, non è ancora chiaro come ciò possa dar luogo a musica gradevole.

A dargli l'ispirazione giusta è il guru indiano Sri Chinmoy, uno dei tanti che spopolano nelle soffitte alternative del tempo speculando sulle rovine della civiltà hippie. McLaughlin (o Mahavishnu, come si ribattezza) si lascia convertire e mette la chitarra al servizio della causa. Devotion, con la sezione ritmica di Jimi Hendrix e il suo blues-rock psichedelico, lasciava già intravedere la crisi di coscienza.

Dopo quegli sfolgoranti esordi giunse pertanto come una sorpresa il McLaughlin acustico e mistico di My Goal's Beyond. Charlie Haden al contrabbasso, Billy Cobham alla batteria, Jerry Goodman al violino, Dave Liebman al sassofono e due musicisti indiani componevano una formazione d'eccezione per un disco d'eccezione. Metà del disco è in realtà suonato in solitudine, ripescando brani di compositori jazz come Mingus, Corea e Davis: McLaughlin ha modo di sciorinare la sua tecnica divina, ma anche di trovare una simbiosi fra quella tecnica vanesia con il più umile spirito orientale.

Peace è invece una lunga suite in due parti per l'intero ensemble, in cui l'improvvisazione lascia da parte una volta per tutte le convenzioni jazz e si lascia andare all'estatico abbandono della contemplazione mistica. Tutti gli strumenti sono asserviti allo scopo devozionale, con gli assoli mimetizzati all'interno del crepitio generale e ricondotti comunque allo spirito della preghiera. La suite scorre in maniera al tempo stesso tumultuosa e fluida a ritmo di raga, cullata nelle figure melodiche che si librano prima dal violino e poi dal sassofono.

L'approccio "indiano" al jazz di questo disco darà un impulso enorme alla riscoperta della spiritualità nel mondo della musica improvvisata. Love Devotion Surrender, con Carlos Santana e lo spirito di John Coltrane che aleggia sullo sfondo, salda idealmente le nuove intuizioni di McLaughlin con quelle del free-jazz degli anni '60.

Ma proprio a quella spiritualità McLaughlin tornerà dopo l'esperienza con la Mahavishnu Orchestra (dal 1971 al 1975), sia pur in collaborazione con il gruppo indiano Shakti (dal 1976 al 1978).

Come non detto: il passo successivo è l'incandescente Electric Guitarist, raccolta di sette brani per sette formazioni diverse. Il tema commosso (quasi pop) di Friendship è una continuazione del disco con Santana, mentre Are You One (con Jack Bruce al basso e Tony Williams alla batteria) propone un "power-trio" d'avanguardia per il futuro della musica rock (e funk). Ma New York In My Mind e Do You Hear The Voices That You Left Behind (un tributo a John Coltrane) rimangono nell'ambito di un jazz un po' scontato e comunque troppo cervellotico.

Altro capovolgimento di fronte con Electric Dreams della One Truth Band, una formazione cosmopolita con cui riprende il discorso spirituale.

Gli anni '80 vedono McLaughlin (trasferitosi in Francia) gironzolare senza convinzione fra diverse esperienze, dal trio kitsch con Al DiMeola e Paco DeLucia al sound salottiero ed elettronico di Belo Horizonte e Music Spoken Here, con Katia Labeque ai sintetizzatori, dalla musica da ballo esuberante di Adventures In Radioland, con Mitchell Forman alle tastiere elettroniche, Jonas Hellborg al basso e Danny Gottlieb alle percussioni e brani come Gotta Dance e Reincarnation,

La vera ambizione di McLaughlin è però quella di diventare un musicista classico. Ci prova prima con il Mediterranean Concerto per la London Symphony Orchestra e poi a Parigi nel febbraio del 1991 con la prima di Europa, il suo secondo concerto per chitarra e orchestra. Sull'album le partiture orchestrali ricordano il brioso bozzettismo di DeFalla e Ravel e i duetti con Katia Labeque si ispirano a una variante new age della musica folk.

L'iniziativa però che dal 1988 assorbe gran parte delle sue energie è quella del Trio (il percussionista Trilok Gurtu degli Oregon e bassisti vari), con il quale suona una fusion etnica all'incrocio fra Shakti e Mahavishnu. Mila Repa e 3 Willows, in particolare, continuano la sua marcia di avvicinamento verso le atmosfere serene e suadenti della new age. McLaughlin si è da tempo aggiornato al MIDI e alle chitarre-sintetizzatore e nel contesto del Trio sembra per la prima volta trovare il ruolo giusto per le nuove tecnologie, tanto che Baba e Hijacked sembrano suonati da un trio con organo Hammond. Non a caso l'esperienza parallela è quella di un trio per organo Hammond (Joey DeFrancesco allo strumento), i Free Spirits.

E il trio di chitarra, organo e batteria è anche il formato che ispira il jazz-rock vibrante di Time Remembered e After The Rain (il secondo con Elvin Jones alla batteria e un repertorio che sembra un tributo a Coltrane).

McLaughlin ha avuto il merito storico di avvicinare il jazz-rock prima al rock e poi alla musica indiana, ponendo le basi per le contaminazioni inter-etniche e inter-stilistiche che hanno come tema la spiritualità.

(vedi anche Mahavishnu Orchestra) (vedi anche Shakti)

Extrapolation (Polydor, 1969) **

Where Fortune Smiles (Pye, 1969) (Dawn, 1971) (ATV, 1974) ***

Devotion (Douglas, 1970) **

My Goal's Beyond (Douglas, 1970) (Rykodisc, 1987) ***

Love Devotion Surrender (Douglas, 1973) * con Carlos Santana

Inner Worlds (Columbia, 1976) *

Electric Guitarist (Columbia, 1978) **

One Truth Band: Electric Dreams (Columbia, 1979) *

Best (Columbia, 1980) ** antologia

Friday Night In San Francisco (Columbia, 1981) * con Al DiMeola e Paco DeLucia

Belo Horizonte (Warner Brothers, 1981) *

Music Spoken Here (Warner Brothers, 1982) *

Passion Grace & Fire (Columbia, 1983) * con Al DiMeola e Paco DeLucia

Adventures In Radioland (Relativity, 1987) *

Trio: Live At The Royal Festival Hall (JMT, 1990) *

Mediterranean Concerto (Columbia, 1990) ***

Love Of Colors (Sony, 1991) * con Katia Labeque

Que Alegria (Verve, 1991) **

Time Remembered (Verve, 1993) *

Free Spirits: Tokyo Live (Verve, 1994) *

After The Rain (Verve, 1995) *

Molom (Verve, 1995) colonna sonora


Megabyte

I Megabyte prendono lo spunto dai grandi maestri dell'elettronica tedesca per comporre motivetti pop arrangiati in maniera lussureggiante, come in Coco De Mer su Coral Sand Paradise.

Island Energy (Innovative Communications, 1992) *

Powerplay (Innovative Communications, 199#) *

Coral Sand Paradise (Innovative Communications, 199#) *


Peter Melnick

Peter Melnick ha registrato due dischi di musica atmosferica.

The Dinosaurs (Narada, 1992) * colonna sonora

Arctic Blue (Narada, 1994) *


Kim Menzer

Kim Menzer compone suite per flauti di tutto il mondo.

Skywalk (Fonix, 19##) *

Ways (Fonix, 19##) *


Wim Mertens

Tom Metcalf

Tom Metcalf è uno dei primi virtuosi di campionamento: nei movimenti di One elabora suoni "trovati" fino a farne strumenti raffinati, talvolta simili a quelli acustici.

One (Clockwork, 1989) *


David Michael

Fin dal 1973 David Michael ha dato vita con Randy Mead a un duo acustico dedito a musiche in parte classiche e in parte etniche utilizzando arpa cenltica, flauto, cetra, chitarra e sintetizzatore. Benché siano entrambi collaboratori degli Ancient Future, Petals In The Stream è un album in cui prevale un lirismo bucolico.

Edge Of The Sky si avvale della collaborazione di Mead e di altri musicisti dell'entourage degli Ancient Future: Matthew Monfort (chitarra), Benjy Wertheimer (percussioni), Shelley Philips (oboe e corno inglese), Mark Eubanks (fagotto e sassofono). L'influenza più forte sul disco è quella del folk anglosassone, ma le timbriche ricordano i raga indiani. Bright Morning ha il motivo più orecchiabile, mentre Reflections Of A Journey inventa una sorta di quadriglia da camera per viola, trombone, fagotto e flauto.

(vedi anche Ancient Future)

Petals In The Stream (Fortuna, 1987) ** con Randy Mead

Spirit Rising (###, 19##) ** con Randy Mead

Sierra Suite (###, 19##) ***

New Zealand (###, 19##) ***

Edge Of The Sky (###, 1990) ***

Keystone Passage (###, 1994) *** con Randy Mead



Chris Michie
Stephen Micus

Mila

Il chitarrista Mila Gilbert ha trascorso otto anni in India e ha in tal modo adulterato le sue radici "sudiste" (e un insolito impegno populista) con la spiritualità orientale.

Sky Without End estende ulteriormente le sue fonti di ispirazione, spaziando dalla musica tzigana al flamenco, dai trovatori medievali al soul. Mila accarezza la sua "slide" per raccontare le storie di It's A Dream I See, Sky Without End, Warmly The Sun In Your Hair.

L'idea viene proseguita con Night Jasmine In June, sul quale Mila si trasforma in uno zingaro e si scatena nel flamenco di Alicia.

Delta Lightning è forse la sua opera più complessa e sperimentale. Nel flamenco al ralenti di El Norte, dedicato all'epopea degli emigranti, il chitarrista profonde l'umiltà della vita del popolo. E' quella la chiave di lettura del resto del disco. Mila dà vita a un festival di stili che passa dal quadretto bucolico di Waterfalls al musica per film western di Vaquera, toccando il massimo della cantabilità nel pop hawaiano di Music Alone Shall Live e il massimo di pathos nel viscerale soul a ritmo di palude di Swamp Party. A dimostrare il suo background sudista e i suoi ideali politici, Mila compone anche l'inno rivoluzionario di Free The People With Music, appoggiandosi in egual misura al blues e al raga. Il suo "picking" spaziale perde infine ogni connotato etnico nella visione ultraterrena di Black Kimonos Passing With The Moon.

Nessuno dei chitarristi latini o "latineggianti" (compreso Liebert) è riuscito finora a creare atmosfere allucinate e melange stilistici che si possano paragonare a quelle di Mila.

Night Jasmine In June (Invincible, 1987) **

Sky Without End (Invincible, 1988) **

Delta Lightning (Invincible, 1989) ***

Like The Wind As A River (Invincible, 198#) ***


Radhika Miller

Radhika Miller è una flautista di San Francisco specializzata in musica sacra antica i cui assoli sono arrangiati come brani da camera, avvolti in strati di sintetizzatore e spesso accompagnati da suoni naturali.

In Lotus Love Call sembra di ascoltare un Paul Horn appena più melodico, a diretto contatto con la natura. Un'arpa e il pianoforte aggiungono suggestione romantica a Sunlit Reverie. La svolta etnica di Within The Wind, che impiega un arsenale di strumenti di tutto il mondo, non ha avuto seguito. E' invece arrivato il suo lavoro più classicheggiante, The Lark's Bride, soprattutto nei duetti con Eugene Friesen. Anche questo album, come i precedenti, comprende adattamenti di materiale medievale e rinascimentale.

Origins, Gems Of Grace, Blossoms In The Snow e Laughing Waters si avvalgono del prezioso violoncello di David Darling. Origins, registrato in una cattedrale, è il più ambizioso.

Lotus Love Call (Real Music, 1983) *

Sunlit Reverie (Real Music, 1985) *

Within The Wind (Real Music, 1986) *

The Lark's Bride (Real Music, 1987) *

Origins (Real Music, 1989) *

Gems Of Grace (Real Music, 1990) *

Blossoms In The Snow (Real Music, 1990) *

Laughing Waters (Real Music, 1991) *

Here And Faraway (Real Music, 1992) *


Mind Over Matter

  • Mind Over Matter web page

    Mind Over Matter (il gruppo di Klaus Hoffmann-Hoock) è un ensemble i cui dischi sono ricchi di ritmi travolgenti sui quali si librano assoli melodici di tastiere e chitarre.

    The Colours Of Life (Innovative Communications, 1988) *

    Music For Paradise (Innovative Communications, 1991) *

    In Search Of Eternity (Innovative Communications, 1992) *


    Robert Mirabal

    Ennesimo flautista "nativo", il pellerossa Robert Mirabal si distingue in quanto costruisce da sè gli strumenti che suona. E' anche fra i più tradizionali. Anche troppo spartano, il suo stile si avvale come arrangiamento soltanto di sporadiche percussioni e dei suoni della natura: uccelli (Taos Winter's Memory Of Spring), vento (Sagebrush Snow Winds), pioggia (Rainsong), fiumi (Rio Lucero).


    Mirage

    I polistrumentisti Greg Zduniak e Mike Frassetti sono veterani del piano- bar che hanno tentato la carta delle melodie orecchiabili e degli arrangiamenti elettronici, delle armonie fluenti e dei ritmi leggeri con Intimate Voyage.

    Stream Of Consciousness è una raccolta di canzoni più sognanti (Reminescence), ma non meno orecchiabili (Shadow Dance) e ballabili (Ajoyo), sempre calibrate in modo magistrale per ottenere il massimo effetto dal minimo delle risorse (con infinite sovraincisioni di tastiere, fiati, archi e percussioni). L'influenza maggiore è quella delle colonne sonore di Hollywood (Lorelei e Edge Of Forever) e dei musical di Broadway (Snowflakes).

    Crystal Silence (Sound Designs, 19##) **

    Intimate Voyage (Sound Designs, 1990) **

    Stream Of Consciousness (Sound Designs, 1992) *


    Bruce Mitchell

    Bruce Mitchell suona da solo sintetizzatori, chitarra, flauto, sassofono, arpa e percussioni e imbeve Hidden Pathways di una profondità metafisica.

    Hidden Pathways (Narada, 1988) *

    Dancing On The Edge (Narada, 1989) *


    Bill Mize

    Erede della scuola di Fahey e Kottke, il chitarrista Bill Mize è passato alla storia della new age per i contrappunti cristallini del suo Silverplume Waltz.

    Sugarlands (MPSM, 1990) *


    Mo Boma

    Moebius

    Karma Moffett

    Karma Moffett si è specializzato in percussioni tibetane. Tutti i suoi dischi sono semplicemente concerti per risonanze di campanelli, campane, gong e così via, spacciati come il vademecum del meditatore spirituale.

    Himalayan Bowls I (Pathways, 19##) *

    Himalayan Bowls II (Pathways, 19##) *

    Kallash (Pathways, 19##) *

    Sitting Still (Pathways, 19##) *


    Diego Modena

    Diego Modena è un flautista argentino (virtuoso dell'ocarina) che ha messo su con Jean-Philippe Audin, violoncellista francese (formazione classica, primo premio del Conservatorio di Parigi) un improbabile duo dedito a brani da camera accompagnati da sofisticati arrangiamenti elettronici e spesso caratterizzati da cadenze caraibiche.

    Song Of Ocarina conquistò le classifiche di vendita con la sua sontuosa melodia di sapore quasi barocco che passa da uno strumento all'altro, punteggiata da un ritmo esotico.

    Se la formazione classica di Audin prende il sopravvento nelle sonate più maestose, come Implora, l'esotismo di Modena trapela appieno nel vivace Moonlight Reggae e nello scatenato samba di Ocarina Burning. Meastri di melodismo latino, i due strappano applausi anche in Girl From Key Biscayne, Amara e soprattutto Montego Bay, tutte canzoni magistralmente rifinite.

    Modena è anche il leader di un gruppo argentino chiamato Maiz, che esegue un misto di musica classica e musica folk.

    Song Of Ocarina (Delphine, 1991) (Private, 1992) ***

    Ocarina II (Delphine, 1993) *


    Mokave


    Meredith Monk

    Montage


    Montreux
    Glen Moore
    Patrick Moraz

    Randy Morriss

    Il pianista Randy Morriss, esordito nelle vesti del cantautore tuttofare con Lifeline, ha abbandonato presto il formato spartano delle raccolte per solo pianoforte di Conversations With Myself e Pieces Of The Sky per darsi a un folk-jazz elegantemente arrangiato sugli album a tema della maturità: Desert Dreams, con la sua composizione più famosa, Song For Julie, Shambhala, e Circle Of Stone, ispirato da Stonehenge.

    Randy Morriss (Allegro, 19##) *

    Lifeline (Allegro, 1981) *

    Conversations With Myself (Allegro, 1984) *

    Pieces Of The Sky (Allegro, 1985) *

    Desert Dreams (Allegro, 1986) *

    Shambhala (Allegro, 1987) *

    Circle Of Stone (Allegro, 1988) (Pacific Arts, 1988) *

    The Seventh Son (Allegro, 1989) ** antologia


    Morscheck & Burgmann

    Peter Morscheck (veterano di gruppi tedeschi con cinque album all'attivo) e Chris Burgmann (membro dei Pur) hanno dato vita a un duo di chitarre acustiche.

    Contakt vanta qualche danza briosa (Morgenkuss) e qualche tema cantabile (Wie Auch Immer, 13 Fab 42), oltre a un brillante Tombeau.

    Contakt (Blue Flame, 199#) (Miramar, 1995) *


    Mosaic

    Mosaic è l'ennesimo duo (Doug e Matt Brody) di sintetizzatori che però propone armonie più jazz che pop.

    Form And Illusion (Invincible, 1985) *

    New Blue (Invincible , 1986) *

    Invisible Landscape (Invincible, 1987) *


    Raphael Mostel

    Raphael Mostel e il suo Tibetan Singing Bowl Ensemble impiegano un arsenale di strumenti esotici che spazia dall'Australia (didgeridu) al Messico (flauti Aztechi).

    Le sette "cerimonie" di Jacob's Ladder e la lunga title-track fanno di Nightsongs un piccolo capolavoro di musica percussiva. Blood On The Moon contiene due lunghe suite: The River e Swiftly.

    Nightsongs (Scarlet, 1991) **

    Blood On The Moon (Scarlet, 1994) **


    Mother Mallard's Portable Masterpiece Company


    Scott Moulton

    Scott Moulton esegue musiche da camera accompagnato da un piccolo ensemble che comprende il suo padrino Bob Kindler. LIght On The Mountain è invece orchestrato soltanto per chitarra e sintetizzatori.

    Tropical Dreams (Revere 901, 19##) **

    Four Corner Suite (Revere 902, 19##) *

    Light On The Mountain (Revere 933, 19##) *


    Muslimgauze


    Mythos