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Collection 1983: Spectral Voyages (Catero, 1984) (Paul Speer Music, 1998) **** Natural States (Narada, 1985) ** with David Lanz Desert Vision (Narada, 1987) ** with David Lanz Shades Of Shadow (Miramar, 1990) * with Larry Quintana Collection 991: Music + Art (Miramar, 1992) *** True North (Miramar, 1992) *** with Reynolds, Serrie, & Tangerine Dream Bridge Of Dreams (Narada, 1993) ** with David Lanz | Links: |
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Paul Speer conobbe David Lanz nel 1980, in uno studio di Seattle in cui il primo lavorava come ingegnere del suono e il secondo come compositore delle musiche. Il successo dell'amico gli avrebbe consentito di mettersi in luce, prima con il proprio Spectral Voyages e poi con i lavori a quattro mani con l'amico. Speer vanta uno dei timbri più originali e un senso spiccato dell'orchestrazione. Spectral Voyages è un lavoro di grande suggestione, organizzato come una sinfonia in quattro movimenti classici. Nell'inizio di Vivace, un pigolio frenetico della chitarra mentre alle sue spalle viene issato un sipario di elettronica, tradisce i debiti nei confronti dei raga, ma poi il brano muta repentinamente in un'orgia funky-caraibica, e finisce con la chitarra che strimpella in solitudine. L'Allegro inizia in un clima di suspence, in un vortice di riverberi, in una ripetitività minimalista, ma la musica si sveglia quando la chitarra comincia a vibrare all'impazzata e il basso impone una cadenza sincopata, aprendo la strada per l'assolo squillante e trascinante della prima. Le metamorfosi di ciascun movimento avvengono per crescita naturale, mai per brusche fratture. Gli altri due movimenti sono più statici, tendono a mettere a fuoco un'idea piuttosto che a svilupparla. Il Lento è una lunga evanescenza scandita da un battito ipnotico della batteria in cui fluttuano lucenti figure melodiche di chitarra e sassofono, sospinte dalle onde maestose del sintetizzatore. Il rilassato e brioso Andante lascia in primo piano un'andatura mediorientale di chitarra, percussioni ed elettronica, ogni tanto solcata da un riverbero del sintetizzatore. Il modo in cui la chitarra freme contro l'elettronica ha pochi precedenti. Forse un Mike Oldfield più jazzato ed elettrico potrebbe dare l'idea. L'album e` stato in seguito riedito (Paul Speer Music, 1998) con l'aggiunta di Terra Vista, un brano di 8 minuti. Rocco Stilo scrive: Su Natural States riproporrà variazioni su questi poemi astratti (Allegro/985 e Lento/984). Sullo spettacolare Bridge Of Dreams sono sue le latineggianti Walking With Alfredo e Out Of The Shadows. Music+Art ha riproposto Speer nei panni del protagonista con un'altra sequenza mozzafiato di "movimenti (e Michael Stearns all'elettronica). Questa volta l'ispirazione è molto più jazz e l'atteggiamento è aggressivo. Il minimalismo trascinante e i timbri infuocati di Allegretto In E (con armonica blues), Allegro Con Brio (con organo gospel) fanno venire in mente i secondi King Crimson ma con un eclettico approccio postmoderno. Questa volta Speer suona la chitarra in maniera più convenzionale e arrangia le canzoni in maniera più commerciale: l'Adagio Dolente è una tipica melodia new age, il Larghetto Con Forza è un jazz-rock da salotto, e così via. La magia rarefatta del primo disco è soltanto un ricordo. Produttore, co-proprietario della Miramar, Speer non ha purtroppo mai preso sul serio la sua carriera solista. |
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