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Con Gallery e Electric Europe il chitarrista Chris
Spheeris ha coniato la versione new age del synth-pop.
Passage, con un arrangiamento di percussioni elettroniche, ha
iniziato la fase jazz.
Desires Of The Heart contains
electronic melodies with a disco beat (Midflight),
piano-based orchestra pop (Lovers & Friends),
baroque arias for flute and orchestra (Field Of Tears)
and a number of abstract vignettes for electronica.
Desires (Essence, 1994) is a reissue with one new song.
Culture (Essence, 1993) established the standard of his mature phase,
both energetic and imaginative. The sprightly Aria,
Margarita and Culture are basically variations on the same idea,
which is, in turn, a variation on ethnic dance music (the Balkan dance Elektra, the Indian dance Bombay).
"Cercare di descrivere cosa significa vivere nel deserto non e` facile, a meno
uno non ci viva. Tutto nel deserto sta da se`. Tutto deve sapere come
sopravvivere da se`. E` l'apice del concetto di solitudine, ma non nel senso
peggiorativo di stato d'animo depresso, bensi` nel senso di indipendenza e
di autosufficienza. Questo senso di isolamento si riflette in me come artista,
prima ancora che come individuo. Questo senso di "semplicemente essere qui".
Non a caso, mi sono abituato a comporre, arrangiare, registrare e produrre i
miei dischi da me. Faccio tutto io, anche suonare tutti gli strumenti.
Il mio processo creativo e` pertanto molto personale. Non potrebbe essere
piu` personale."
Un secondo importante elemento e` rappresentato dalle origini greche...
"Crebbi in casa con i nonni che erano immigrati dalla Grecia. Pertanto crebbi
a base di musica liturgica greco-ortodossa. A partire dall'eta` di nove anni
iniziai anche ad andare in Grecia. Mi innamorai presto della cultura e della
musica greche. Anche il primo artista elettronico che cominciai ad ascoltare
seriamente, fu un greco: Vangelis. Pertanto non dubito che le melodie e
armonie greche sono ancora oggi parte integrante del mio repertorio (chiavi
minori, progressioni di accordi molto semplici, e cosi` via)."
Poi studio` filosofia in Inghilterra...
"Cominciai a interessarmi di filosofia a 14 anni... ero un adolescente molto
serio! Presto coltivai l'ambizone di diventare professore di filosofia, ma
piu` tardi venne fuori il poeta e decisi che la filosofia accademica proprio
non era il mio destino. Tutti i greci sono tutti filosofi naturali, e` parte
della mia cultura, ma soltanto fino a un certo punto. Credo di piu` alla vita
sensuale, corporea. Volevo vivere di piu` con il mio corpo e di meno con la
mia mente."
Infine, dal 1976 al 1982, fu cantautore folk, in coppia con Paul Voudouris:
finita quell'esperienza passai dalla chitarra alle tastiere e dalla musica
"In quegli anni mi piaceva molto la musica di James Taylor, Elton John,
Loggins & Messica, Carole King, Cat Stevens... adoro ancora la musica dei
primi anni Settanta, quella meno rock, quella soft pop, molto melodica,
armoniosa... Per me Taylor rimane uno dei massimi chitarristi acustici di
tutti i tempi. Poi cambiai tecnica: dalla musica vocale passai a quella
strumentale, dalla chitarra alle tastiere. Ma in realta` lo stile rimase
un po' quello..."
Come si considera adesso?
"Analizzo la mia musica soltanto dopo che esce su disco.
Non voglio mai creare un'immagine di me stesso prima di aver creato la musica,
altrimenti potrebbe introdurre limitazioni alla mia espressivita`.
Con "Mystic Traveller" sfogai semplicemente la mia voglia di registrare
qualcosa con forti influenze etniche e di usare campionamenti di musica
indigena. Il nuovo disco sara` piu` spontaneo, facile, naturale. Dentro di me
sento una musica che e` molto romantica, molto melodica, molto viva, molto
influenzata dalla musica mediterranea, greca, spagnola, gitana, e da
quella sudamericana. Quella e` la mia vocazione musicale."
Qual'e` il tema di fondo della sua musica?
"Il tema della mia musica e` la poesia, il calore, la bellezza, la celebrazione
della vita, delle emozioni... Cio` che faccio come artista e` davvero molto
semplice: non scrivo con le idee scrivo con le emozioni. Di tutte le canzoni
del disco rifiuto di spiegare il significato. Non hanno un tema, non hanno
storia, non hanno significato. Il disco e` soltanto un flusso di ispirazione,
che comincia nel momento in cui mi siedo al pianoforte."
QUal'e` la tua visione della vita?
"Secondo me la nostra esistenza e` un delicato equilibrio fra le connessioni
"orizzontali" (quelle legate ai paesaggi, umani o naturali, del mondo
tridimensinale in cui viviamo ogni giorno) e le connessioni "verticali"
(quelle spirituali). Mantenere l'equilibrio fra questi due aspetti della
nostra esistenza e` il senso ultimo della nostra vita.
Quando compongo, avverto l'influenza verticale, il mio spirito mi sta dando la
forza di fare cio` che faccio. Quando scolpisco o costruisco qualcosa, e`
l'influenza orizzontale a prevalere. E gli oggetti fisici, o l'atto di
comunicare con la gente in un linguaggio che loro possono capire, e` altrettanto
importante della melodia musicale. I due aspetti vanno coltivati in egual
misura."
Europa (Epiphany, 1995), a joint venture with
keyboardist Paul Voudouris, displays Spheeris' guitar wonder in
Orlando, Pavane, Aqualuna, but falls too often into
stereotyped soft-jazz. The
eight-minute dreamy abstraction of Maya is the standout, and also
the one track that does not quite fit with the rest.
Mystic Traveller (Essence, 1996) collects tracks of
meditational world-music
(Voices Of Faith,
The Stone Warriors,
Sacred River) with
evocative overtones
(Island of 1000 Temples, The Oasis)
and one epic (Peruvian-inspired) melody, Kingdom in the Clouds.
Eros (Essence, 1997) is, finally, mainly a guitar show, from the
passionate theme of The Arrow to the
flamenco-like Alegria.
The piano contributes in a significant manner only to the delicate melody
of Mediterraneo and to the majestic Eros.
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