I miei articoli per ZeroUno
Piero Scaruffi
Etherlinx
"Wi-Fi" (o 802.11b) e` lo standard nato per gestire wireless LAN e wireless
VOIP ("voice over IP"). Attorno allo standard c'e` stato interesse fin
dall'inizio perche' promette di fornire accesso a Internet a un costo
ragionevole e con prestazioni ottime (al contrario della tecnologia dei
telefoni cellulari, che promette accesso a Internet a costi esorbitanti e
con prestazioni pessime). Un nuovo standard, 802.16, e` in corso di
definizione (consentira` di raggiungere distanze maggiori).
Etherlinx (che sarebbero poi soltanto due signori, Layne Holt e John Furrier)
rappresenta un po' la punta dell'iceberg, ovvero e` la piu` celebre delle
start-up sorte per commercializzare questo standard. L'obiettivo di Etherlinx
e` di offire sistemi capaci di trasmettere dati e voce su IP fino a 30
km di distanza, e a velocita` competitive con cavo e DSL (i due metodi piu`
usati negli USA). L'antenna che consentira` questo prodigioso balzo in avanti
costerebbe all'utente meno di cento dollari.
Ogni ripetitore Etherlinx contiene due schede, una che parla il codice
proprietary di Etherlinx e una che traduce quel codice in 802.11b per il PC
di casa.
Il primo "pilot" e` a Oakland, l'unica citta` finora collegata a Campbell,
quartier generale della Etherlinx.
Ma la "demo" piu` spettacolare si e` tenuta qualche settimana fa a una
conferenza: Etherlinx ha stazionato un camioncino con un ripetitore di fronte
all'hotel, e ha fornito accesso Internet gratuito ad alta velocita` all'intero
hotel (nonche' a tutto il vicinato).
Nell'ultimo decennio i guru di mezzo mondo hanno auspicato la costruzione
delle "autostrade digitali" che connettano centinaia di milioni di case e
uffici all'Internet. E` difficile trovare un'arteria della Silicon Valley
in cui non siano stati fatti lavori per gettare un nuovo tipo di cavi.
Il risultato (a parte l'immensa perdita di tempo e soldi) e` discretamente
deludente: soltanto sette milioni di case sono collegate a Internet tramite
"high-speed networks". Il resto dell'America usa ancora il telefono a linea
fissa.
Il sogno dei guru si e` avverato: la "broadband" e` ormai disponibile quasi
dappertutto. Il problema e` che quasi nessuno la vuole: costa troppo cara.
Forse adesso si realizzera` anche il sogno dei cittadini: di non dover piu`
vivere con gli ingorghi causati dalla continua opera di posa dei cavi per
Internet veloce. Poche tecnologie hanno causato tanti disagi quanto le
fibre ottiche.
I venture capitalist non sembrano pero` credere in queste tecnologie wireless.
Sono ben poche le start-up che hanno ottenuto finanziamenti ingenti.
Il primo problema e` che,
purtroppo, i guru dall'altra parte della barricata, i guru tecnologici,
non aiutano certamente con la confusione che stanno creando nello
standard 802.11. Prima c'era l'802.11b, poi e` venuto l'802.11a,
che non e` neppure compatibile con il precedente,
e adesso si attende l'802.11i.
L'802.11a e` senz'altro meglio in fatto di numero di canali (otto contro tre),
probabilmente meglio in fatto di bandwidth e probabilmente meno soggetto a
interferenze (nel lungo termine) che l'802.11b (che usa l'affollata banda di
2.4-GHz). L'802.11b vince praticamente soltanto nel raggio d'azione, che e`
senz'altro piu` esteso. Naturalmente non e` un dettaglio, perche' significa
che un chip puo` servire un'area geografica piu` vasta e quindi economicamente
puo` rendere di piu`. Al crescere dell'area cresce pero` il problema
dell'interferenza: cento edifici che condividono lo stesso ricevitore
creerebbero senz'altro qualche problema di interferenza.
L'802.11i si propone di risolvere l'altro annoso problema che tiene lontani
gli investitori: la sicurezza. Oggi e` ancora molto facile "origliare" sulle
wireless LAN.
I chip continuano comunque a uscire. La Bermai di Palo Alto sta per introdurre
un "single-chip" 802.11a che costera` soltanto 35 dollari. A questi prezzi
ci saranno certamente altre start-up interessate a sperimentare.
Nonstop
La rapida adozione di sistemi ERP (come SAP) e Supply Chain Management (come i2)
ha dimostrato la necessita` di ottimizzazione nei processi industriali.
Questi sistemi sono stati utili, in prima battuta, per unificare la mole
di dati che determina la vita di una fabbrica, ma si sono rivelati anche
utili per risparmiare sui costi ottimizzando il magazzino. Proprio su questo
punto fa leva Nonstop. La "Demand Network Suite" di Nonstop e` sostanzialmente
un sistema bifronte: predizione di domanda e pianificazione di rifornimento
dei magazzini. L'obiettivo e` di minimizzare il costo del magazzino.
Il sistema di Nonstop consente di costruire modelli della domanda (quanti
oggetti i clienti compreranno) e modelli del magazzino (cosa bisogna ordinare/
costruire per far fronte a quella domanda), e consente di farlo a un livello
di granularita` che e` fuori dalla portata dei sistemi ERP e Supply Chain:
al livello del singolo oggetto. La granularita` si riflette anche sulla
variabile tempo: le stime vengono aggiornate in continuazione.
Il sistema mira soprattutto alle grandi catene di distribuzione, dove e`
importante avere in stock il prodotto che il cliente vuole acquistare sul
momento, ma al tempo stesso e` vitale minimizzare lo spazio di vendita
(ovvero tenere sugli scaffali soltanto lo stretto indispensabile).
Naturalmente gran parte del trucco sta nel gestire un database storico,
dal quale e` possibile imparare i trend di mercato (per esempio, che certi
prodotti vengono dieci volte di piu` in estate che in inverno).
Vayusphere
L'"instant messaging" sta rapidamente conquistando i cuori dei businessmen
e dei salesmen. C'e` persino chi vagheggia una nuova ondata di start-up
per sfruttare la "killer application" del momento (visto che quella
precedente, il "peer to peer" alla Napster) fatica a decollare.
La Vayusphere
ha introdotto un sistema di "Instant Response" (IR), basato sul proprio
Instant Response Server (IRiS), che rappresenta un piccolo riassunto dello
stato dell'arte.
IRiS consente prima di tutto di "scoprire" la persona piu` idonea a rispondere
a una data emergenza. Il suo PAL (Presence - Availability - Location) in
pratica e` un database aggiornato in continuazione, che contiene informazioni
relative a chi, dove e cosa: dove si trovano le varie persone, cosa stanno
facendo e quali competenze hanno. In ogni istante IRis puo` reperire i nomi
delle persone che si trovano nelle condizioni appropriate per rispondere a
un'emergenza. Il messaggio puo` essere ricevuto su PC, PDA, pager, telefono.
Il sistema e` pertanto bi-direzionale: ogni persona e` dotata di un "response
agent" che in pratica comunica a IRiS i cambiamenti di stato della persona
(dove, cosa) e a sua volta riceve da IRiS le comunicazioni urgenti; ciascuna
persona puo` a sua volta (tramite il "Response Agent") inviare un messaggio
d'emergenza, che IRiS dirottera` a chi di competenza secondo le regole di cui
sopra (oppure richiedere semplicemente informazioni al server, che puo`
gestire anche database e applicazioni).
Ogni implementazione di Vayusphere deve definire il proprio carnet di
"Response Agents" tramite il Response Agent Server. I Response Agent determinano
i dettagli dell'interazione.
Naturalmente, Vayusphere fornisce un livello di security (SSL encryption).
Un'applicazione tipica e` il CRM: quando un cliente pone una domanda difficile
da rispondere, IRiS puo` rintracciare l'esperto che e` disponibile in quel
momento. Il primo cliente di Vayusphere e` stato Remedy, che ha acquistato il
modulo per il suo sistema di Help Desk.