Mario Camerini
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )

, /10
Links:

L'interprete piu` sensibile del mondo piccolo borghese degli anni trenta, Mario Camerini fu un abile commediante specializzato nelle sintesi di tre generi comico-sentimentali: il feuilleton rosa, la commedia crepuscolare, e la farsa surreale. La parte sana della cultura decadente italiana (De Amicis, Fogazzaro, Gozzano) e un gusto francese per l'evasione confluirono percio` copiosamente negli esili quadretti d'ambiente che a partire dal muto Rotaie (1929, storia kamm...eiana per fotografia e ambientazione di due amanti sull'orlo del suicidio che trovano un portafoglio e riacquistano il piacere di vivere) sondarono con malizia e malinconia il quotidiano del cittadino medio promuovendo uno stile intimista e sognante non alieno da influenze della commedia leggera americana e di quella sofisticata austro-ungherese (da Lubitsch): Sigaro e la sua gran giornata (1931, ironica rassegna di macchiette provinciali), Gli Uomini che Mascalzoni (1932), Il cappello a tre punte (1934, favola andalusa tradotta in farsa napoletana dai fratelli De Filippo), Daro` un Milione (1935), Come le foglie (1935, dramma di una famiglia ricca gettata improvvisamente sul lastrico, e abbandonata all'istante dagli amici), Ma non e` una cosa seria (1936), Il Signor Max (1937), Grandi Magazzini (1939).

I lavori piu` originali nascono all'insegna illustri collaborazioni: con sceneggiatori come Zavattini (Daro` un milione, non a caso il piu` anomalo delle serie) e Ercole Patti, e con l'attore galante per eccellenza, il giovane De Sica.

Nonostante la totale mancanza di respiro ideologico, questi film spensierati e leggeri, sorridenti ed evanescenti, contrastarono vivacemente con l'enfasi magniloquente del regime, finendo per rappresentare di fatto un'Italia alternativa, tutt'altro che eroica o protesa verso messianiche colonizzazioni. Dal punto di vista strettamente cinematografico, Camerini costitui` il trait d'union fra "telefoni bianchi" e neorealismo. In particolare cio` avviene con il populista Gli Uomini che Mascalzoni imbastito sul corteggiamento da parte di un autista rubacuori di una commessa figlia di un taxista, e con il grottesco-surreale zavattiniano Daro` un Milione, dove De Sica, giovane milionario annoiato, offre un milione come premio a chi compira` una buona azione e si traveste da barbone per assegnare il premio, portando cosi` lo scompiglio fra le fila tanto dei ricchi (che si contendono i poveri da beneficare come se si trattasse di lucrosi investimenti) quanto dei poveri (che approfittano della situazione favorevole per speculare sulle elemosine), e finendo con lo scoprire l'amore sincero di una umile fanciulla che lo ama credendolo veramente povero (l'invasione hollywoodiana dei ruoli ricco-povero come occasione comico-satirica, alla Capra/Sturges, la favola di Cenerentola, il mito del giudizio universale).

Il Signor Max propone il De Sica per eccellenza, giovane, bello e mistificatore, ma povero in canna che lascia il mestiere di giornalaio per infiltrarsi nell'alto mondo; ma il suo cuore popolano lo tradisce quando, durante la crociera, non puo` fare a meno di difendere la giovane governante dall'arroganza degli snob e dai capricci di un rampollo viziatissimo.

La commedia famigliare Molti sogni per le strade (1948), un meccanico ruba un'auto per portare in vacanza la famiglia), la biografia eroico-melodrammatica del Brigante Musolino cioe` Amedeo Nazzari (1950) e la patetica parabola di Suor Letizia (1956, cioe` Anna Magnani), sono le meno sbiadite deviazioni del dopo guerra. Crimen (1960) e` invece un sussulto di estro comico che inaugura un anomalo filone giallo" della commedia all'italiana: sul treno per Montecarlo viaggiano Sordi, Gassman e Manfredi, ciascuno per un motivo diverso, e tutti coinvolti in due omicidi, uno all'andata e uno al ritorno.

If English is your first language and you could translate this text, please contact me.

What is unique about this cinema database