|
Benjamin Christensen curò la tecnica cinematografica per
impressionare maggiormente il pubblico.
Le atmosfere sinistre dei suoi polizieschi (Bet hemmeli
ghed sfuldex 1913)
culminarono in Häxan (1922), inventario di superstizioni
medievali sotto forma di documentario romanzato. Avvalendosi di tutti i trucchi possibili e infilando una
scena truce dopo l'altra, Christensen ottenne risultati più vicini alla pittura fantastica e allucinata
di Goya e a quella opulenta di Bruegel che al cinema nero. Ma Satana, che impersonato dal regista stesso,
fa l'amore con una strega, la tortura di una innocente e il sabba infernale, costituivano invece scena al
limite della pornografia.
In seguito diresse a Hollywood una serie di film dell'orrore (Seven
footprints to Satan, 1929).
|
If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me.
|