Jack Clayton
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Jack Clayton fu l'autore nel 1959 di Room at the Top, classica storia dell'arrampicata sociale di un giovane libertino di umili origini, capace di ripudiare la donna che lo ama (e che si suiciderà) per sposare la figlia di un ricco dopo averla messa in cinta, che segnò l'inizio della stagione realista in chiave sociale e psicologica, del cinema inglese. The pumpking cater (1964), da Pinter, ribadì il concetto, mostrando anche una rara abilità nella trasposizione di testi letterari. Il realismo di Clayton era in realtà viziato da una ricerca esagerata dell'effetto fine a se stesso; sicché i regista poté ottenere migliori risultati applicando esplicitamente questa vocazione a: Our mother's house (1967) è la storia paradossale di sette fratelli che hanno celato la morte della madre per evitare l'orfanotrofio, e che tutte le sere si riuniscono per parlare con il suo spirito; un cinico bonario che si spaccia per il loro padre approfitta della situazione per impossessarsi del loro denaro, ma quando osa insultare la defunta viene ucciso.

Suspense (1967) accentua il registro fantastico, traendo dalla novella Turn of the screw di James, un raffinato esercizio dell'orrore, con scene gotiche e scene morbose, con una precisa caratterizzazione che porta all'estrema tensione i rapporti fra i due bambini, i fantasmi osceni che li possiedono, e l'istitutrice, zitella, bigotta ed innamorata del bimbo maschio, che cerca di salvarli (con il dubbio che gli orrori e le perversioni siano soltanto frutto della sua fantasia); e il tutto senza far uso ne di trucchi eclatanti, né di mostri efferati.

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