Rainer Werner Fassbinder


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Figlio di un medico e di una traduttrice, Rainer Werner Fassbinder nacque in Baviera nel 1946. Scappato di casa a sedici anni per darsi al teatro, nel 1967 approdò all'Action Theatre di Monaco [provocatori e agitatori all'insegna di espressionismo, assurdo e Handke (azione di strada, movimento studentesco ed operaio)] e l'anno successivo formò il gruppo Antitheater, che si esibì anche in un film di Straub. Il collettivo teatrale e il magistero di Straub sono anche all'origine dei suoi primi lungometraggi.

Sin da principio la sua attività fu immane: tre film nel 1969, più i testi scritti per il teatro , più trasmissioni radiofoniche, più i telefilm per la televisione di Stato (che ammontano a tredici dopo tre anni).

Il fenomeno Fassbinder va inscritto nel movimento giovanile del Sessantotto: la cultura tedesca ricevette un impulso propulsivo dalla rivolta totale, dalla critica rabbiosa che investì ogni aspetto della tradizione; gli eroi di Fassbinder sono gli emarginati: prostitute, delinquenti, negri, operai, immigrati, omosessuali, terroristi, donne; ad essi il regista oppone le schiere minacciose di borghesi dedite al miracolo economico, schiacciate fino alla pazzia dallo squallore della loro vita.

L'anarchico attacca l'ideologia borghese nel momento stesso del suo trionfo innalzando ad eroi le vittime di quel trionfo; la rappresentazione della civiltà tedesca avviene seguendo e sovvertendo i codici del melodramma più classico, quello di Sirk, peraltro viziate da un sarcasmo compiaciuto della teatralità della messa in scena.

2. Gotter der pest

Liebe ist kalter als der tod (1969): un piccolo delinquente che si ribella al racket diventa l'amante del guardiano che l'organizzazione gli ha messo alle costole, finchè l'amante scopre la tresca e denuncia il rivale alla polizia.

Katzelmacher (1969): il katzelmacher è un immigrato greco alle prese con il problema dell'integrazione in un gruppo di giovani ariani che sfogano su di lui l'insoddisfazione per la vita grigia e monotona che conducono; sospettato di manie sessuali e di comunismo e del tutto ignaro del clima da caccia alle streghe che gli si sta creando intorno, il greco viene picchiato a sangue alla prima occasione; una ragazza che scorge nel suo sorriso l'unico raggio di sole nello squallore quotidiano del loro ambiente lo convince a restare.

Gotter der pest (1969) continua la storia del primo film: il gangster appena dimesso dal carcere scopre che suo fratello è stato ucciso per aver fatto la spia e che l'amante l'ha piantato; ricompone una banda con un'altra ragazza, un gorilla e un vecchio del mestiere, ma muore durante la prima rapina.

Sirk e il gangster film, il giro della malavita come veicolo a una fatale disintegrazione, rigido spietato codice d'onore.

È il primo film americano di Fassbinder: un giovane cerca di emulare i mitici gangster americani, ma fallisce miseramente.

Warum langt herr R. Amok (1969) è invece il primo di una serie di ritratti sociologici sulla piccola borghesia tedesca: un rispettabile padre di famiglia, che da anni ha una vita normale fatta di ripetisioni di tanti piccoli atti, impazzisce senza motivo apparente, uccide la famiglia e poi si suicida.

3.

Nel 1970 Fassbinder gira sette film.

Whity (1970) continua il filone naturalista del precedente fondendolo con elementi americani: un patriarca del profondo Sud ha una famiglia allucinante (un figlio omosessuale, un altro idiota, un terzo bastardo e mulatto) e quando essi cercano la sua complicità per sopprimere gli altri lui ne approfitta per sterminarli tutti; parte poi verso l'Est con una prostituta che lo ha sempre confortato, ma muoiono di sete nel deserto. Ancora un'atroce ribellione allo squallore della vita quotidiana e ancora un fallimento, l'impossibilità di costruirsi un'altra.

Der americanische soldat (1970) narra di un killer professionista assoldato in America dalla polizia per compiere una missione nella sua Patria d'origine; lì ritrova segni della sua infanzia ma non cede ad alcuna commozione, compie freddamente e meccanicamente il proprio lavoro; anche lui finirà ucciso. Film noir fedele agli stereotipi del genere.

Warning vor einer eiligen nutte (1970): la troupe di un film, in attesa del regista, consuma torbidi istinti in un albergo barocco in riva al mare; il regista sfrutta il clima di anarchia che si è creato, mentre la confusione viene via via accresciuta da fatti attinenti la lavorazione del film e sono proprio tali fatti a dargli la forma definitiva.

Der Handler der vier Jahreszeiten/ The Merchant of Four Seasons (1971) è un nuovo dramma naturalista della monotonia quotidiana: un giovane irrequieto non trova la pace neppure nel matrimonio; colto da paralisi davanti alla prospettiva di un altro fallimento, viene sostituito (sia nel negozio che nel letto coniugale) dal suo infermiere: guarito, l'uomo si suicida ubriacandosi.

4. Petra von Kant

Il tema dell'omosessualità ritorna in Die betteren Tranen der Petra von Kant/ The Bitter Tears of Petra von Kant (1972), film tutto girato in un appartamento che mostra l'incomunicabilità fra le persone che convivono ma costituiscono piccoli mondi separati (si vede l'influsso della sua formazione teatrale). Petra, modista di classe, tiene in un rapporto di vittima rassegnata la remissiva segretaria, mentre s'innamora morbosamente di un'amica più giovane. Nonostante la sua nevrotica gelosia non riesce ad impedire che l'amante ritorni dal marito; dopo una crisi isterica viene abbandonata anche dalla segretaria (che ha cominciato a trattare da amica), che fa le valigie in silenzio e resta sola. Un kammerspiel affidato alla tensione emotiva, allo scorrere del tempo, alla psicologia penetrante che mette in luce la crisi esistenziale di una borghese, il suo disperato bisogno di possedere una donna più sicura di lei, l'ineluttabilità dolorosa della solitudine. Il film è anche una sottile analisi del rapporto servo/padrone: il mutismo della segretaria, la nevrosi di Petra, il cinismo dell'amante; è anche la storia di un'educazione sentimentale che però fallisce per effetto della componente vampiristica dell'amore borghese.

5. Wild wechsel

L'alternativa dei suburbi proletari con i milieu esclusivi della borghesia prosegue in Wild wechsel (1972). Dramma di cronaca nera che ritorna al vigoroso naturalismo di Der handler. Una ragazza viziata si alscia sedurre da un operaio più anziano, ma il padre (scoperta la tresca) non esita ad applicare la sua rigida morale e denunciare il seduttore; i due amanti possono vedersi soltanto di nascosto e, all'odio per il perfido genitore, si aggiunge la preoccupazione per lo stato di gravidanza della giovane, la quale non esita ad armare la mano dell'amato pur di eliminare il padre; lui finisce in carcere, lei in riformatorio e, dopo l'aborto, regredisce allo stadio infantile.

Ancora acuti conflitti psicologici, con ciascun personaggio arroccato nel proprio mondo egoistico, il padre nella sua morale perversa, la figlia nella sua sessualità animalesca, ciascuno vittima di ossessive frustrazioni. Fassbinder sfrutta il repertorio teatrale dell'espressionismo (le luci, le pause), di Brecht (la recitazione straniata), dell'iperrealismo americano.

6. Martha

La sterminata filmografia fassbinderiana si accresce di quattro/cinque titoli all'anno, parte per il cinema, parte per il teatro, parte per la televisione. Dopo uno sceneggiato televisivo che racconta la vita quotidiana di alcune famiglie-campione, un lavoro teatrale su una pluriomicida dell'Ottocento, Fassbinder dirige il suo Alphaville [Godard], Welt am Draht/ World on a Wire, cupo apologo sulla manipolazione della vita intera da parte di un sistema tecnologicamente avanzato (il protagonista scopre di vivere in un mondo che è soltanto un'immagine computerizzata) e poi Angst essen seele auf (1973), plagio di All that heaven allows [Sirk (1955)] e tappa di avvicinamento al kitsch (sfondi folcloristici, storia di un'altra passione osteggiata da tutti e dai risvolti razziali ambientata nel proletariato).

Dopo Effi Briest (1974), riduzione cinematografica nel segno di una struttura narrativa a quadri (interni curatissimi, paesaggi campestri autunnali) e con ulteriori tendenze al kitsch (dissolvenze, specchi) del classico di Fontane.

Welt am Draht/ World on a Wire (1973), adapted from Daniel Galouye's novel "Simulacron-3" (1964), is a science-fiction thriller that weds existential metaphysics and lurid decadence. A 205-minute colossus, it it was made for television and stylistically inspired by Jean Luc Godard's Alphaville (1965). There are actually two conspiracies. One is inside the virtual world: the corrupt chairman who is bribed by the steel magnate and wants the scientists to cooperate; and the other one is outside the virtual world, driven by people we don't see who are running the experiment. The scientists are victims of both conspiracies: the corrupt chairman wants them dead to get them out of his way, and the puppeteer (whoever he or she is) wants them dead because they discovered that they live in a virtual world.

On a rainy day an important politician visits a high-tech laboratory. The chairman of the laboratory, Siskins, is proud of project "Simulacron" and asks the top scientist, Vollmer, to explain it. Vollmer, instead, sounds delirious and even offensive. He provokes the politician by verbally attacking him with a mirror, telling him that he is just the image that others see. Aching from a strong headache, the scientist leaves them mumbling "poor worms". A statuesque blonde that does not talk and does not move observes the scene.
Later the scientist chats with the chief of security, Lause, who is also his brother-in-law. Fits of headache debilitate the scientist, who mumbles something about the end of the world and then walks away (the camera races away from him). The alarm sirene goes off. Lause rushes to the computer room and finds Vollmer dead.
Siskins throws a party at his galactic mansion. In one room a female singer on a stage simulates a cabaret act for an audience of zombie-like spectators. In another room there is a steaming pool with girls wearing bikinis.t the classy bar another scientist, Fred Stiller, who is Vollmer's trusted assistant and his best friend, is drinking indifferent to the attentions of an attractive girl. Siskins offers him Vollmer's position: head of the laboratory. Around them people eavesdrop but don't move, motionless like statues. Gloria, Siskins' secretary, approaches him asking about Simulacron. Fred tells her that it's a virtual world in which they have already programmed almost ten thousand people who behave exactly like real people and do not know that they are living only in a simulated world. The statue-like onlookers listen to them mostly without moving.
Lause tells Fred that the death of Vollmer was "strange", and came right after Vollmer had made a "shattering discovery"; but then suddenly Lause disappears when Gloria walks in. The following day the newspaper has an article on the mysterious disappearance of the chief of security. Siskins is upset that Fred called the police. The detectives tell Fred that he seems to be the only one who saw Lause at the party. Fred has a nice and affectionate secretary and lover, Maja, although she behaves in a weird, robotic manner. Fred walks to Vollmer's old office and finds a young woman going through his papers: it is Eva, Vollmer's sexy daughter. Fred picks up one of the papers and sees a drawing of Achilles and the tortoise, a reference to Zeno's ancient paradox. Fred talks about the disappearance of her uncle Lause, and is surprised when she says that she has no such uncle. Suddenly the drawing disappears as Eva leaves the room.
Fred meets his friend Franz, the psychologist in charge of studying the simulated people of Simulacron. He tells him of his doubts about Vollmer's death, and of the mysterious drawing. A waitress dressed like she came out of an old film listens openly to them and then disappears. When Fred mentions Lause, his friend Franz corrects him: there is no Lause, and the chief of security is Hans, who is sitting at the table next to them. Fred runs away, not feeling well.
While he is walking in the street, he stops a funny girl and asks her for a lighter. He narrowly escapes an assassination attempt, but the girl gets killed. Fred calmly picks up the lighter and walks away.
Meanwhile, Siskins visits a magnate of steel and they make a deal. The Simulacron is used to simulate the needs of society in the next few decades, and Siskins promises that it will simulate a huge demand for steel. Outside a stern reporter, Rupp, and his assistant spy on the meeting. Rupp later stalks Fred in a parking garage to get his version of the relationship with the steel conglomerate.
Fred is more interested in the disappearance of Lause and the death of Vollmer than in the intrigue of the chairman. He looks up Lause in the laboratory's directory but that name does not exist. He looks up Hans' name and the computer confirms that Hans is the chief of security. In fact, Hans is standing behind Fred and smiles at him like an old friend. Fred does not remember ever meeting him or his wife Laura, contrary to what Hans claims.
Fred has only one friend in the lab: the computer operator, Fritz. Even Fritz does not know any Lause.
Maja is replaced by the gorgeous Gloria as Fred's secretary, and Gloria starts listening to all of Fred's conversations through the intercom. Sometimes we see her face reflected in the crystall ball that lies on her desk. Fred calls the police to ask how the investigation on Lause's disappearance is going. The detective replies that he never heard the name and there is no such investigation. Fred pays a visit to Maja, who is sick. Siskins and the steel magnate talk to Fred inviting him to alter the simulation so that it will forecast a huge demand for steel. Fred ignores them.
Fred is in the computer room, observing the monitors that show what is happening in Simulacron and observing the experiment of a woman who is currently in a millionaire's mind, when the police ask to see him. They are investigating Vollmer's death. Fred has no alibi: he was alone in his countryside cabin when Vollmer died.
Fred asks to enter the virtual world. He is given the mind of a truck drivers. However, during the experiment, someone sabotages the computer and Fred almost dies.
Fred has dinner with Eva. She has no memory of the drawing that Fred saw. Fred tells her of his doubts about her father's death. They go for a ride. Suddenly the world disappears for a few seconds. Then everything returns to normal.
Fritz tells Fred that perhaps Vollmer made a mistake: one day a virtual person, whose name was Nobody, committed suicide, apparently because he had found out the truth about being just a computer simulation. Nobody has been erased from the memory of every person in the virtual world. Fred plays with the name of this Nobody and realizes that Zeno is just a code for that name (in German). Gloria spies him nonstop.
Fred asks Fritz to send him again into the real world. Fred meets Einstein, a sinister person who is the "contact", a sort of spy who knows about the simulation while being a simulated person himself. His job is to report any dangerous activity that goes on in the simulated world. Einstein confirms that Nobody committed suicide because he had found out who (what) he was. Einstein also begs Fred to take him with him to the real world: Einstein wants to become a real person. Just before returning to the real world, Fred sees Lause... Fred now realizes that Vollmer had programmed Lause: Lause was just a virtual person. Fritz is surprised when he finds the name, as Fred predicted, in the list of people who had been designed/programmed by Vollmer in person.
Someone warns and threatens Fed in the street. Fred visits Franz, but the psychologist simply tells him that he (Fred) is paranoid because he is playing the role of God relative to the virtual world. Gloria takes him to a fancy club in which young men and women dance naked. She walks among them and morbidly touches the males, while Fred gets drunk. He suspects that Vollmer was killed because he was standing in the way of Siskins' illegal scheme, and that now they want to kill him (Fred) too for the same reason.
Siskins calls for a press conference during which Fred explains what Simulacron is: an artificial miniature world that is used by the government to simulate the needs of 20 years later. The journalists then rush to the free banquet. Rupp is the only one who guesses how Simulacron can be used to favor the steel magnate.
Eva too disappears, while Gloria is getting closer.
Siskins introduces Fred to his new assistant, Mark, who works for the steel magnate. Fred understands the purpose (Mark has to do to the computer what Fred refuses to do) and shows his hostility.
Eva finally picks up the phone: she did not disappear.
Fred realizes that Fritz is behaving like someone else. It takes him a few seconds to realize that an accident has switched the minds of Fritz and Einstein the same way that they had switched the minds of the millionaire and of the woman. Fred captures Fritz/Einstein and calls security. Fritz/Einstein first begs to be allowed to live in the real world, then laughs at Fred and tells him that he too is living in a simulation, and that's what Vollmer had discovered. Once dispatched Einstein back to the virtual world and recovered the real Fritz, they show their contempt for Mark, who is responsible for the accident.
Fred goes to visit Maja again but is told that Maja was taken away by an ambulance. Fred finds Franz in a bar, chatting with a sexy woman. While staring at the woman, who listens indifferent, Fred tells Franz what he has just found out from Einstein: they are all simulations of an upper world, the same way that their creatures in the lower worlds are simulations. Franz laughs at him, but Fred is convinced that Vollmer had discovered the truth and was "erased" by the upper people the same way that they had Nobody erased: at each level those who find out the truth must be erased. And Lause was erased from people's memories. Fred speculates that the upper world must have a "contact" among them just like they have a contact (Einstein) in the lower world. Franz is not convinced.
However, when Fred takes Franz to Maja's apartment, Maja is there. Maja tells him that she just got back. And then kisses Franz while Fred is not watching...
Determined to prove that Lause existed, Fred visits Rupp at the newspaper's offices and asks to see the newspaper's edition of the day after the disappearance. Fred remembers reading an article about it, but the article does not exist anymore. Rupp is skeptic but accepts to fax the journalist who would have written such an article. Rupp is more interested in investigating the friendship between the steel magnate and the lab's chairman.
Searching for the contact, Fred first tests the chairman by showing him a simulation of himself (the chairman's) as a comedian living in the virtual world. Then tests Mark. Both sound unaware of being simulations. Meanwhile his headaches are getting stronger. He even collapses to the floor. He behaves erratically at a meeting with the same politician of the first scene. Siskins and Mark accuse Fred of assassinating Vollmer and of tampering with the computer (in reality Mark's doing). The politician agrees, especially when Fred refuses to defend himself; but is puzzled by the fact that Fred started behaving exactly like Vollmer behaved. Mark is promoted director of the lab, replacing Fred, who is now a wanted man.
Fred has a drink with Fritz and asks him if one can sense of being inside a virtual world. Fritz tells him that sometimes there are glitches in the software, during which reality disappears... just what happened to Fred when he was driving with Eva.
Meanwhile, Rupp has received an answer for his colleague: the colleague confirms that he wrote an article on the disappearance of the chief of security, whose name was Lause.
Gloria confesses that she has been spying on him all the time. Fred knew already. She did it for love and for money. She can't get rid of her obsession for Siskins. They make love. Afterwards the camera shows them from above, as if the ceiling was a giant mirror.
In the computer room Fritz confronts both Siskins and Mark, whose images are reflected by mirrors.
Fred, protected by Gloria, has to run away when an ambulance shows at to take him to a mental asylum. He drives to Eva's place but she has disappeared again. The police is closing in on him but Rupp saves him and takes him to the newspaper's building. There he sees Franz, who has been an informant for Rupp all the time. Franz is kissing Rupp's assistant. Rupp tells Fred that the article about Lause truly existed. This is the final proof that someone has erased Lause from everybody's memories. Franz now believes him and is willing to help find the "contact". They take off in Franz's car.
Fred asks Franz to stop at a telephone booth. He calls Eva, who answers: she is back again. Suddenly, Franz accelerates and drives the car into the river. People rush to the spot. Fred is recognized by the crowd as the wanted murderer and has to run. Fred hides in a club where a female singer is imitating Marlene Dietrich. The waiter protects Fred when the police walk in. Fred manages to reach his countryside cabin. When a car approaches, Fred grabs his gun and shoots. He then realizes it's Eva's car. Eva is not hurt. Loud electronic music hides their conversation. Eva tells him that he has to leave. Then she walks into the woods. Fred runs after her but she disappears. The headache is getting stronger. There's only a dog that is about to leap at him: Fred shoots and kills the dog. Fred realizes that he never told Eva about the cabin. Suddenly he guesses that Eva must be the contact, who is going back and forth between the upper level and their level. A tree falls and almost kills him, another assassination attempt. Fred cries like a child. Back in the house he shoots at a bird. Then he hears a rumble and jumps in the car and speeds away: the house explodes. He hitchhikes to a ballroom that feels like a dream in the past: Eva is there, dressed formally, pulls out a gun, takes him to another room (walking through indifferent dancers) and confesses to being the contact. The room is full of mirrors. It turns out that Eva is in love with him. Fred is the simulation of a real Fred, Eva's lover, but the real Fred is arrogant whereas the simulated Fred is Eva's ideal man. She foretells him that he is going to be shot dead the following morning.
The following morning Fred walks to the institute. Fritz has organized a strike to have him reinstated. The crowd shouts "murderer". Fred climbs on the roof of a car and protests his innocence. The crowd is beginning to listen when the police guns him down. He dies on the roof of the car. And Fred wakes up in another room, next to a different Eva: she has switched his mind with the mind of the real Fred, so that the real Fred died while he, the virtual Fred, survived and is now a real man in the real world. Back and forth: Fred dead on the roof of the car in the simulated world (that initially we believed was the real world), and Fred next to Eva in the real world.

Martha (1973) è un altro dramma di donna: la giovane va sposa piena di speranze entusiaste, ma presto si rende conto che il marito nutre verso di lei soltanto morbosi istinti sadici; cerca allora di ricostruirsi una vita con un amico, ma lui muore in un incidente stradale e lei resta paralizzata su una sedia a rotelle in balìa del marito.

Tutte le storie di donne di Fassbinder si svolgono all'insegna di un malinconico pessimismo che le condanna a ritornare al punto di partenza con la coscienza di non poterne evadere.

7. Faustrecht der freiheit

Il tema omosessuale ispira un melodramma a tinte forti, Faustrecht der Freiheit/ Fox and His Friends (1974), che è anche un'altra riflessione amara del rapporto servo-padrone e un apologo pessimista sulla lotta di classe, sulle aspirazioni al benessere e all'eguaglianza sociale da parte della classe sfruttata; essendo interpretato in prima persona dal regista ed essendo dedicato al suo amante, il film ha un evidente valore autobiografico.

Un artista omosessuale di baraccone di origini poverissime può aspirare all'amore di un giovane bene dopo aver vinto alla lotteria una grossa somma; per essere degno di lui acquista un lussuoso appartamento e un'auto sportiva, ma non riesce a far sue le buone maniere dell'amico, il quale dal caso suo non esita ad approfittare della sua generosità e a raggirarlo derubandolo di tutto ciò che ha; umiliato e solo, l'impotente vittima si suicida nella metropolitana con i barbiturici e il suo cadavere viene derubato da due ragazzini.

La trrama ricalca tanti melodrammi hollywoodiani non appena si sostituisca Fassbinder con un'ingenua e buona ragazza di umili origini, sedotta e abbandonata da un cinico falso ricco.

8. Mutter kusters

Intenti più polemici e politici ha Mutter kusters (1975), storia di una donna il cui marito ha ucciso il padrone e si è tolto la vita; i figli non le sono di conforto (il maschio parte con la moglie, la femmina sfrutta la possibilità per la propria carriera di cantante), né le sono di ausilio gli amici comunisti, che si rivelano gretti e meschini come coloro che la perseguitano. Alla fine la vedova troverà un guardiano notturno, solo come lei.

9. Angst von der angst

Angst von der angst (1975) è la storia della solitudine della depressione di una casalinga: incompresa ed osteggiata dalla famiglia e dal marito, si affeziona al caso di un vicino che ha tentato di suicidarsi, cade fra le braccia del farmacista, si dà all'alcool finchè la sua convulsa nevrosi sfocia in un collasso; quando viene dimessa dall'ospedale apprende che il vicino è riuscito a suicidarsi.

È il personaggio più compiuto di Fassbinder, studiato perlopiù da primi piani.

10. Satansbraten

Di fallimento in fallimento Fassbinder arriva a Satansbraten (1975), una farsa orrifica dove il protagonista è uno scrittore isterico che ha persa l'ispirazione ed è disposto a tutto pur risalire la china. Decide di spacciarsi per una reincarnazione di George, organizza letture pubbliche delle sue poesie, chiede soldi ai genitori poverissimi, uccide una ricca per denaro, ricca una prostituta chi si rivela una borghese sposata ecc. La moglie, malata, muore a poco a poco sopportando le sue prepotenze e dalla sua morte lo scrittore trae l'ispirazione per finire il libro.

11. Chinesisches roulette

In Chinese roulette (1976) una bambina poliomelitica giudica e condanna la corruzione e la decadenza dei costumi di cui è quotidiana spettatrice; nella villa di campagna organizza un incontro fra i genitori e i rispettivi amanti, più la governante ex-nazista e suo figlio, aiutata da un'infermiera muta che è anche l'amante del giovane. L'intrico delle realzioni origina tensioni che la perversa ragazzina acuisce con cinico calcolo incitandoli al gioco della verità: prima gli ospiti cominciano a sbranarsi con parole, frasi, domande, poi il massacro diventa non più solo verbale, ma anche fisico; la madre, umiliata, tenta addirittura di sparare alla figlia, ma ferisce l'infermiera.

La struttura del giallo psicologico (tra l'altro la bambina possiede otto bambole, una per ogni personaggio); la bambina è una giovane arrabbiata che sfoga con ferocia la propria paralisi contro le miserie esistenziali che la circondano.

12. Despair

Un borghese afflitto da una profonda depressione psichica nella Germania della depressione economica è il protagonista di Despair (1977): stanco del lavoro e della moglie decide di rifarsi una vita cambiando personalità; a tale scopo uccide un vagabondo credendo di far passare il cadavere come il proprio, ma nel delirio non si è accorto che la vittima non gli somiglia affatto e la polizia non impiega molto a scoprirlo.

13. Die ehe der Maria Braun

Feuilleton popolare, kitsch decadente, melodramma americano convergono in Maria Braun (1978); vi convergono anche i soliti temi dei suoi film: il conflitto psicologico, la solitudine femminile, lo sfascio morale, il fallimento della trasgressione, l'umiliazione degli emarginati. Maria Braun (interpretata dalla Schigulla) è anche la Germania della ricostruzione e del miracolo economico, dall'anno zero in cui la vita ricomincia dopo aver perso tutto fino agli anni del benessere e della crisi esistenziale: Maria Braun visse un solo giorno con il marito, che poi partì per la guerra e non fece più ritorno. Nelle macerie del dopoguerra si destreggia facendo del mercato nero e l'entraineuse per i soldati americani, vive con un negro e, in qualche modo, la vita continua; ma quando ricompare improvvisamente il marito cogliendo gli amanti in flagrante, il suo amore si risveglia e gli si lancia incontro; lui è però furente per il tradimento e si accapiglia con il negro; nella confusione del momento lei uccide il negro. Il marito si addossa la colpa del delitto e si lascia arrestare al posto dell'omicida; onesta, pur amandolo sempre, combatte la solitudine legandosi a un industriale e quando il marito esce dal carcere sceglie di rispettare la sua nuova agiatezza e parte per l'America. In realtà i due uomini hanno stretto un patto: l'industriale sa di dover morire e ha offerto del denaro al reduce per rifarsi una posizione chiedendo in cambio di avere la donna fino alla fine; quando il ricco muore e lascia loro tutti i propri averi il marito torna ma i sentimenti della donna non sono più così limpidi e un giorno fa accidentalmente saltare in aria la casa.

Tutta la trama poggia sulla personalità della donna, cinica ed affettuosa a un tempo, capace di vendersi con leggerezza ma al tempo stesso tenace nei propri sentimenti; sono due sue distrazioni a segnare la storia: quando uccide il negro che si frappone alla felicità coniugale e quando fa saltare in aria la casa in cui vive finalmente con il marito ma in un rapporto che non è più così genuino e che rischia di deteriorarsi. Il sospetto che entrambi i casi l'incidente sia voluto (ma per un guizzo incontrollabile di istinto femminile, non per un disegno razionale) è lecito.

Il tema è il miraggio della felicità e, al tempo stesso, una parabola sul regime al potere che, dopo tanta fatica, rischia di far saltare in aria il benessere tedesco.

14. In einen jahr mit 13 mondem

In seguito al suicidio dell'amante, Fassbinder ritorna al tema dell'omosessualità, sia pur con un tema cupo che sposta l'asse del discorso verso la solitudine e il suicidio. Il film In einen jahr mit 13 mondem (1978) racconta gli ultimi cinque giorni di un transessuale, donna un tempo uomo, abbandonata da un attore e confortata da una prostituta a cui racconta la propria vita, dalla tormentata infanzia di bastardello al matrimonio e dall'operazione alla relazione con un uomo famoso; disperata per la propria situazione va a trovare la moglie e la figlia, le quali però non lo rivogliono in casa; scacciato anche da un giornalista che l'aveva intervistato, torna a casa, trova nel letto l'amica prostituta e l'uomo famoso diventati amanti, e si suicida. La sua vita è stata soltanto una storia di solitudini, di tradimenti, di abbandoni.

15. Die dritte generation

Die dritte generation (1979) ritorna all'analisi politica. Il dirigente di una multinazionale finanzia i gruppi terroristi per incrementare i profitti della sua compagnia di sistemi di sicurezza, ma viene rapito egli stesso e processato, ma i terroristi finiranno tutti giustiziati dalla polizia. Prima del rapimento tutti erano contenti della situazione: l'industriale si arricchiva, i terroristi sfogavano la loro barbarie, la polizia aveva un pretesto per reprimere.

Nel 1979 incominciò anche la lavorazione del film-fiume tratto dal romanzo di Döblin Berlin Alexanderplatz, trasmesso dalla televisione in 14 puntate, quadro apocalittico della Berlino anni '20, dissoluta metropoli alla vigilia dello sfacelo; questo tumultuoso affresco della Germania dimostra la piena coscienza storica del regista, il cui pessimismo va perciò fatta risalire alla stessa storia della Germania (Fassbinder nacque un anno dopo il suicidio di Hitler).

16. Lilì Marlén

La Storia è protagonista anche di Lilì Marlén (1980), spettacolo sentimentale a molte facce, film d'amore, di guerra, di ideologia, giallo, musical. Hollywood e i suoi luoghi comuni trionfano in una selva inestricabile di citazioni. Narra il contrastato amore sbocciato in Svizzera alla vigilia della guerra fra una canzonettista ariana (Hanna Schigulla) ed un ebreo antinazista.

Per intervento del padre di lui i due vengono allontanati e la cantante prosegue la sua carriera in Germania, raggiungendo il successo con la canzone Lilì Marlén, lodata da Hitler in persona; il giovane, invece, che ha continuato da solo la lotta clandestina, le chiede di aiutare la Resistenza, ma i due vengono arrestati e separati quasi subito: lei viene scarcerata per via della sua popolarità, lui viene liberato dal padre.

A guerra finita lei, dimenticata da tutti, torna da lui ma lo trova, famoso direttore d'orchestra, sposato ad un'altra.

Il lusso scenografico e il kitsch pesante sembrano spesso sul punto di diventare caricatura; la teatralità troppo esibita ha il sapore dell'irrisione.

17. Lola

Al periodo della ricostruzione, ma con toni eccessivi, ritorna Lola (1981), parafrasi del Blaue Engel: Lola è una prostituta che canta in un bordello di lusso ed è l'amante di uno speculatore edilizio che ha corrotti gli assessori; quando un nuovo assessore, ligio al dovere, minaccia di mandare all'aria il suo impero, il cinico chiede a Lola di sedurlo e di sposarlo; Lola si trasforma in una pudíca nubile tutta casa e chiesa. Il piano riesce alla perfezione e l'integerrimo non si tira indietro neppure quando un assistente gli fa scoprire la vera professione della fidanzata, nello squallore e nella depravazione del cabaret e neppure vedendo che Lola è la donna del boss, ma decide invece di distruggere l'impero criminale dello speculatore; non riesce ad incastrarlo ma deve anzi subire diverse umiliazioni; riesce però ad ostacolare un suo progetto edilizio e alla fine il boss li affronta vìs-a-vìs, gli dice di prendersi Lola se la vuole, che tanto è solo una puttana; Lola pone a sua volta una condizione e assapora il trionfo di entrare in società. E così tutto riprende come prima: lo speculatore può continuare i suoi loschi traffici e Lola resta la sua amante.

Il melodramma di Fassbinder si appiattisce via via in un kitsch di stereotipi, ostentando citazioni espressioniste e hollywoodiane con una teatralità smaccata. Commedia di costume; il boss è un essere volgare e abietto ma estremamente potente; il giustiziere è austero e integerrimo, ma fondamentalmente un debole; Lola è una cinica opportunista che approfitta della loro lotta per il potere per acquistare a sua volta potere; privato e politico si confondono e diventano una cosa unica, riflesso preciso della società del boom.

18. Die sehn sucht der Veronika Voss

Ancora in periodo di ricostruzione Veronika Voss (1982) racconta di un'affascinante diva dimenticata che attira l'interesse di un giornalista; questi fa di tutto, compreso trascurare l'amante, pur di spiare la vita della diva misteriosa, la quale ha a sua volta un bisogno maniacale di essere amata; scopre così che la donna è profondamente depressa e sopravvive soltanto grazie alla morfina procuratale dalla padrona di casa, titolare di uno studio medico; andando più a fondo il giornalista scopre che la dottoressa ha resa schiava la diva per depredarla dei suoi averi, come ha fatto con altre. La diva è in effetti nelle sue mani, tossicodipendente, incapace di recitare; con l'aiuto dell'amante il giornalista cerca di farla fuggire dalla casa-prigione della dottoressa, ma il piano fallisce, l'amante resta uccisa e, pochi giorni dopo, anche la diva viene trovata cadavere, ufficialmente suicida.

Citando il giallo detective, il Wilder di Sunset boulevard, il rapporto servo/padrone capovolto, l'espressionismo del mostro (la dottoressa) il film discetta sul mal di nostalgia che affligge i tedeschi vissuti anche prima ed ora vittime della rimozione collettiva.

Veronika Voss completa, con Maria Braun e Lilì Marlén, una trilogia sulla continuità fra nazismo e dopoguerra, sulla cancellazione del passato e sulla ricostruzione, un processo storico che marchia anche le vite dei singoli individui, costretti a perdere la loro vita precedente: dal regíme nazista a quello borghese si passa senza frattura se si occultano gli orrori del passato collettivo e per far ciò bisogna rinunciare del tutto ad ogni singolo passato.

Queste tre donne sono fantasmi della coscienza tedesca.

20.

Fumava 150 sigarette al giorno, ingeriva litri e litri di alcool, trascorreva la notte nei locali degli amici, si imbottiva di stupefacenti, ascoltava rock a tutto volume dal registratore portatile che portava sempre con sé.

Morì a 36 anni nel giugno 1982, stroncato da tanti eccessi, non ultimo quello della sua filmografia, martire precoce dell'autodistruzione, tardo epigone della sua generazione (Hendrix, Morrison, Joplin).

Timido, brutto, omosessuale, cercava rifugio nel lavoro e, non a caso, il suo lavoro si svolse tutto all'insegna del neopatetismo: il suo universo di emarginati e di umiliati ne fa un Balzac della solitudine moderna, ma con un'attenzione critica per la Storia che è frutto soltanto del Sessantotto.

Lo stile evolvette gradualmente dall'angosciante iperrealismo quasi wharoliano degli inizi ad un tono più leggero, quasi caricaturale; fu anche un grande attore, capace di tenere la scena come un Orson Welles. Il suo funerale fu un death-party: un nastro registrato trasmise per due ore musica rock, che gli amici ascoltarono in piedi in silenzio come se fosse una marcia funebre.

Querelle (1982), adapted Jean Genet's novel "Querelle de Brest" (1947), is just one long homosexual erotic dream in the form of a film noir. Querelle is a "homme fatale" who seduces, kills, smuggles, betrays and bribes. His ecosystem is a desolate brothel of a provincial port where nothing ever happens.
This is a rather amateurish film, directed like it was highschool homework, or, worse, a quick pornographic film. The dialogues and soliloquies are often too philosophical to be taken seriously: incomprehensible, incoherent and melodramatic, they seem to mock philosophical talk. In a bar a handsome and elegant young man, Robert, is dancing with a much older woman, Lysiane, in front of her husband, Nono, the barmaid, while Nono chats casually with the police chief, Mario. Lysiane and Robert chat about his brother Querelle. Lysiane reads danger in the cards for the brother she has never met and didn't know that existed. Meanwhile, sailors on a boat (against an orange sky) are about to reach a port. The captain observes their sexy bodies and tapes his lusty thoughts, specifically about the sailor named Querelle. The men are looking forward to hit the local whorehouse, which happens to be Lysiane's place. Robert and Querelle meet. Learning that Querelle is trying to sell opium, Robert introduces him to Nono. The police chief, Mario, is just "furniture", as Robert tells Querelle. Querelle is seduced by the looks of the glacial Mario, who seems to spend all his time in the exact same position at the counter. Meanwile a Polish worker, Gil, talks to a kid, Roger, about the girl he lusts for: Roger's sister Paulette. The captain writes on a wall that he is looking for boys with big cocks. Inside the brothel a worker plays a videogame whose digital noise interferes with the song sung by another worker. Querelle instructs his accomplice to have the package of opium ready. Querelle doesn't tell him the true amount of money he's going to get from Nono. The narrating voiceover describes Querelle's role in the community with religious overtones. Querelle kills is sexy partner, Vic, apparently only because he's attractive. Then he plays a game with Nono: if he wins, he can take Lysiane; if he loses, Nono can sodomize him. This is Nono's rule, that has allowed him to have anal sex with a lot of men. Nono wins. Querelle pretends to be a virgin (as far as homosexuality goes), but Nono laughs: he saw him cheat at the game to lose, not to win, which means that Querelle wants the sodomy as much as Nono. The sexual act is shown in self-indulgent detail. Nono later boasts about it with Robert, maybe his way to get even with the man who stole his wife. Robert, furious, beats up Querelle in the alley outside. Querelle pulls out a knife but the police interrupt them. Then Querelle is molested by Mario, the cop, who is morbidly curious and provokes Querelle until Querelle accepts. Gil is harassed by another worker, Theo, until he loses his temper and kills him. THe police then come to suspect that Gil is also the murderer of Vic. The captain continues his hallucinated soliloquy about sex with Querelle. Roger has become a good friend of Gil and arranges a meeting in Gil's hideout with Querelle, hoping that he can somehow help Gil. Lysiane talks to Robert about her attraction for him and her fears, but he simply lies down in bed masturbating and then falls asleep.
The narrating voice, Robert, Lysiane, Nono and Querelle analyze the story so far with pseudo-psychoanalytic speeches. None of them sounds emotional. They all sound like zombies.
Querelle talks Gil into robbing the captain of the ship. The captain refuses to hand over his cash so Gil has to shoot him, but only in the shoulder. Gil (who looks a lot like Querelle's brother) is the only man whom Querelle respects, perhaps because he too killed. It is also the first time that Querelle wants to fuck a man instead of being fucked by a man (so says the narrating voice). Gil lets Querelle kiss him. They basically swear eternal love to each other. The whole point of the robbery, though, was for Gil to have money to escape. Nonetheless later Querelle betrays Gil: he tips off the police about the train that Gil is planning to take. Interrogated by the police, Gil even confesses the crime that he did not commit: Vic's murder. Surprisingly, however, the captain does not recognize the thief who robbed him, so Gil cannot be accused of that one crime. A drunk Querelle is about to get into another dangerous brawl but is stopped by the captain. On the way to the ship they hug, and Querelle begs him. When they stop at the brothel and run into Querelle's brother Robert (who looks like Gil), the captain recognizes him as the thief who shot him. Lysiane is still playing psychoanalyst and clarvoyant with the two brothers. It sounds like she's infatuated with Querelle as much as anybody else. When Querelle leaves, she reads something funny in the cards: there exists no brother of Robert. Nono and Mario starts laughing too: was it all an invention of Lysiane's mind?
Querelle (1982) ritorna all'omosessualità. Querelle è un criminale che riesce a soggiogare chiunque con il suo fascino; uccide, contrabbanda droga, corrompe uomini, ricatta, tradisce, seduce persino un poliziotto. Un uomo fatale, attorno al quale si muove lo squallido sottobosco della malavita di provincia: il fratello ama la Moreau, moglie del padrone di un bordello, questi a sua volta amante di Querelle etc. Il film segna in un certo senso il riscatto dell'omosessuale che nelle opere precedenti era sempre emarginato, tradito, umiliato, abbandonato: qui è lui a scegliere la solitudine, a sfruttare gli altri.

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