John Ford


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The horse operas

John Ford nacque nel 1895, tredicesimo figlio di un immigrato irlandese che gestiva un saloon a Portland, nel New England. La sua famiglia manteneva stretti legami con la patria d'origine, nella quale il piccolo si recò diverse volte, ma era al tempo stesso saldamente inserita fra gli umili e onesti lavoratori del Maine. Ford crebbe così con un forte senso dell'amicizia e della giustizia, ereditata l'una nella sua forma virile dalla sua gente irlandese, l'altra dalla sua gente di Portland intenta ogni giorno con paziente sopportazione al proprio dovere. Mentre studiava presso il liceo locale, suo fratello Francis faceva il regista e l'attore nella "fabbrica" di film di Ince; e due anni dopo, nel 1913, appena diplomato, lo raggiunse a Hollywood. Attraverso una trafila da macchinista e trovarobe, divenne assistente del fratello e, per adeguarsi allo pseudonimo della vedette, cambiò nome anch'egli, sostituendo il volgare Jean Aloysius O'Jearna con il più pratico Jack Ford. Nel 1914 fu aggregato permanentemente alla troupe di Francis, indefesso produttore alla Peril of Pauline, ma l'anno dopo gli si presentò l'occasione di spiare il grande Griffith quando fu inserito fra le migliaia di comparse di Birth of a Nation. Dopo altre interpretazioni minori nei film del fratello, venne promosso alla regìa per un serial western che nelle intenzioni dei produttori doveva competere con quelli di Rio Jim, Tom Mix e Broncho Bill. Questo serial fu per lui un vero tirocinio; adattava romanzi di scrittori del west e copiava dai colleghi, ma per lo più le storie erano appena imbastite prima di cominciare le riprese; si lavorava a ritmi massacranti (nel 1919 diresse otto lungometraggi, più sette cortometraggi) e senza badare troppo alla qualità. La scuola di Ince e Griffith gli aveva insegnato molto sul modo di fare del cinema; dal primo in particolare aveva appreso la tecnica quasi documentaria, il gusto del paesaggio e della storia, dal secondo aveva imparato come controllare il melodramma. Di suo Ford conservava sempre una intensa partecipazione alle disavventure dei giusti e dei valorosi, e un umorismo popolaresco, che lo avvicinavano al compatriota e drammaturgo John Ingress. A Marked Man (1917, un bravo ragazzo traviato che si vergogna di comparire in manette davanti a sua madre), The Scarlett Drop (1918, un fuorilegge difende la sorella di un ufficiale nordista, figlia di una negra, da un ricattatore), Riders of Vengeance (1919, la spietata vendetta dell'uomo a cui hanno ammazzato la moglie il giorno delle nozze si arresta quando combatte fianco a fianco gli indiani con uno dei responsabili) e venti altri sono le tappe lungo le quali si forma il suo stile. Dal 1920 dirige anche un dramma naturalista ( The Prince of Avenue A), una commedia, un romanzone mitteleuropeo ( Jackie, 1921), un melodramma urbano ( Little Miss Smiles, 1922), una parabola sulla redenzione ( The Face on the Baroom Floor, 1923). Nel 1923 assunse il nome di John Ford.

The Iron Horse

L'anno seguente diresse The Iron Horse (1924) sull'attraversamento ferroviario del continente. Brandon, a surveyor in a small rural town, dreams of a railroad that would cross the continent. People are skeptic, except a fellow citizen, Abe, who sees the future in Brandon's dream. Brandon decides to head west with his little boy Davy, who has to part from his equally young sweetheart Miriam. After weeks of travel, they are attacked by the Cheyennes, led by a white renegade who personally kills Brandon. The boy witnesses the murder hiding in the bushes. Trappers save the boy.
Years later, in the middle of the Civil War, the president of the USA, the same Abe (Lincoln) who saw Brandon leave for the West, authorizes the construction of a railroad linking the two coasts of the nation. Miriam is now a charming young lady, engaged to an engineer. Masses of workers are hired to dig tunnels and lay railroads, not to mention defend the workers from the "Indians". At the end of the Civil War former soldiers of both armies work shoulder to shoulder. Towns rise up where the workers camp. Buffalo Bill hunts buffalos to provide meat to the army of workers.
The Cheyennes attack the train carrying the supplies and the wages. The workers almost mutiny when they hear the news, and it is Miriam who talks them into returning to work. In the meantime, the boss, Miriam's father, is looking for a shortcut around the land owned by a rich and arrogant man who also owns the saloon and the alcoholic judge. The evil landowner sends a prostitute, Ruby, to seduce Miriam's fiance, the chief engineer, so that the railway will not find the shortcut they are looking for. While her fiance cheats on her, Miriam witnesses a bold Pony Express rider escape the Indians who were chasing him. It turns out to be Davy, now a handsome young man, who tells her how his father died. Davy meets the landowner and almost recognizes him: he's the renegade who used to lead the Cheyenne gang and who killed his father. Later he is told by Miriam's father of the quest for the shortcut and he remembers the gorge that his father discovered. Miriam's father puts him in charge of finding the passage, while the landowner orders Miriam's fiance to kill him. Miriam's fiance has an additional motivation: he has noticed that his wife still cares for Davy.
In the meantime herds of cattle are approaching from the east to feed the workers and new towns are being built. Everything has to move continuously west.
Brandon finds the narrow gorge and starts climbing down, but Miriam's fiance cuts the rope that holds him and then leaves him for dead. Miriam's fiance reports back that there is no passage and that Brandon is dead. When Brandon makes it alive back to the camp, he reveals the treachery of Miriam's fiance. The landowner tells Miriam's fiance that he can save himself only if Brandon gets killed and has all his men deployed in town. The whole town knows about the battle that is about to happen. Miriam begs Brandon not to get into a fight and tells him that she loves him. Brandon walks into the saloon and, surrounded by the men of the landowner, offers to make peace with Miriam's fiance. But he is drunk and jealous and humiliated: as Brandon walks away, Miriam's fiance tries to shoot him, only to be stopped by one of Brandon's friends. Brandon then beats him senseless, and Miriam in person has to stop him, disappointed that he did not keep his promise.
The landowner does not give up. He wears his old Cheyenne attire and stirs up the Cheyennes against the railway. He personally lead the charge against the railway workers, who, galvanized by the arrival of the cattle herd (which means steaks), grab the guns and defend the railway. When Davy meets the Cheyenne's leader, he recognizes him as the man who killed his father and kills him. Friendly Indians come to the rescue of the railroad and chase the Cheyennes. Davy, though, being still shunned by Miriam, decides to leave the group and join the other railroad, that is coming from California.
After one year, the two railroads meet and the dream of Brandon's father comes true: the train can travel from one coast to the other. Brandon also reunited with Miriam.
Il profeta-martire del capitalismo trasmigra nel vendicatore-giustiziere che, ormai adulto, oltre a difendere i lavori della ferrovia dagli attacchi indiani al fianco di leggende viventi come Buffalo Bill, scopre l'assassino del padre e lo uccide. In mezzo a tanti stereotipi (il melodramma che contrappone due innamorati della stessa ragazza) emergono quattro tratti peculiari del cinema di Ford: la sensibilità pittorica, decisiva soprattutto nel contrasto fra natura selvaggia e civiltà umana (i binari che corrono verso l'orizzonte, il palo telegrafico nel deserto), un contrasto che fa cogliere con un colpo d'occhio l'enorme svantaggio dell'uomo nella lotta contro la natura e conferisce perciò il carisma titanico all'impresa; e l'ideologia del gruppo, la comunità dettagliata con simpatia in ogni onesto, virile e semplice membro (il nuovo ingegnere, suo figlio, il giudice biscazziere, il caporale bonario), isolata in lotta contro le intemperie (*** indiani) ma arroccata attorno a una indelebile mutua solidarietà (riferita certamente all'ambiente dei bravi e turbolenti irlandesi: Ford indugia sull'immigrazione di questi operai-pionieri); e l'epica umanitaria, una sorta di intimo rispetto per le fatiche umane, commosso partecipe, dove la marcia inarrestabile del progresso, il mito enfatico della storia (scanditi gli oggetti, che dagli uomini), si riducono alla sofferta lotta contro le avversità (né più né meno che la dura lotta intrapresa dal minatore contro la miseria, piuttosto che contro il carbone), e perciò il cimento avviene all'insegna del dolore; e la morale cristiana, imperniata sul sacrificio del profeta (l'ingegnere, Lincoln) e sul trionfo dei giusti, condanna dei malvagi.

3. Three Bad Men

Una serie di cortometraggi di routine (commedie, pugilistici, bellici) separano The Iron Horse da Three Bad Men (1926), la saga western che per la prima volta ritrasse il West invece che raccontare una storia ambientata nel West.

Migliaia di coloni partecipano alla corsa al Dakota, la gara per l'assegnazione delle terre di quella regione ancora vergine. Allo scoccare dell'ora stabilita un colpo di cannone dà il via alla gara, e centinaia di carri scattano in un gran polverone verso la prateria deserta sotto l'attento controllo dei militari. Scene spaventose di carri che si rovesciano e scene di solidarietà umana. Fra i coloni vi sono una giovane coppia, tre banditi e uno sceriffo. I tre si redimono combattendo e morendo per proteggere la coppia dalle angherie dello sceriffo. In questo film il West è il movente dell'azione: la vita dei pionieri si svolge all'insegna dell'ideologia del gruppo (la coppia in balìa della banda dello sceriffo), della epica umanitaria (la colonizzazione della terra selvaggia), sotto la protezione dell'iconografia cattolica (la trinità dei giustizieri, il sacrificio dei salvatori), ma in maniera inscindibile dall'epoca.

Four Sons

La depressione indusse Ford a dedicare sempre più spazio a un tema abbastanza autobiografico: la distruzione dell'unità familiare. Four Sons (1928) è un melodramma bellico che segue lo sfaldamento di una famiglia matriarcale tedesca: tre figli combattono e muoiono nella Grande Guerra, mentre il quarto, emigrato in America, milita fra i nemici; la madre, rimasta sola, decide di raggiungere il figlio a New York, ma si perde nella grande città. Ford sottolinea così i due lati negativi dell'emigrazione: lo sfacelo della madrepatria che ne è la causa e la traumatica crisi di rigetto dopo il trapianto dal villaggio alla città.

Nei due anni seguenti Ford diresse quattro film minori, ma importanti perché segnano tre tappe determinanti nella evoluzione della sua professione: Hangman's House fu l'esordio di John Wayne, The Black Watch fu il suo primo sonoro, Men Without Women il primo film sceneggiato da Dudley Nichols e fotograto da Joseph August, Up the river, una commedia ambientata in un carcere da cui due detenute evadono per tirare fuori dai guai l'amico di una reclusa e fanno poi ritorno per partecipare alla finale di baseball. La troupe di Ford prendeva consistenza. Nichols soprattutto corresse in modo decisivo il tiro della poetica di Ford. Il giornalista (che avrebbe collaborato anche con Hawks, Clair, Lang e Cukor) stravolse il cattolicesimo irlandese di Ford con una forte iniezione di mitologia di stampo pagano e di metafisica del fato (anche questo un tratto caratteristico della depressione).

Ford ottiene comunque i risultati migliori nel genere bellico con Seas Beneath (1931).

Pilgrimage (1932), ancora sulla disgregazione del nucleo familiare, ripresenta il tipico clima della Depressione.

The mediocre comedy Doctor Bull (1933) was an adaptation of James Gould Cozzens' novel "The Last Adam". The protagonist is a simple, down-to-earth doctor who uses common sense, compassion and dedication and not just science.

Bull is the no-nonsense doctor of a small town, where gossip is the main occupation of several inhabitants. Bull sings in the church's choir and is generally a very amiable character. He readily admits that he is not the best doctor in the world. Bull's best friend is an attractive widow, Janet, at whose house he spends relaxing evenings even though the town gossipers find it unbecoming. Bull is particularly devoted to the case of Joe, the husband of sweet switchboard operator May: he lies in bed paralyzed, hoping in a miracle after a specialist gave up on him, and Bull spends his nights studying books on paralysis. He also takes care of the heart of a young woman, Virginia, whose wealthy parents pressured her to get engaged to a tycoon's son while she is in love with an athlete (and, one can guess, she might be pregnant of his child). The good doctor helps them seal the deal and they get married. The girl's parents learn of the wedding from the newspapers. Bull is puzzled by an epidemic of a mysterious fever. He suspects typhoid fever and the laboratory analyses confirm it. Bull suspects that the operations of Virginia's father polluted the town's drinking water, but he is not interested in pointing fingers: he wants everybody to be vaccinated to save the town. That, however, is viewed by his enemies as the last straw. They assemble in church to accuse him of negligence of duty and strip him of his powers. Only the widow and a few male citizens stand by him. The vast majority vote him out. Just then Joe is cured by the doctor's latest strategy. The doctor is now hailed as a hero by the very same townfolks. He is already busy on another front: proposing to Janet. The two get married and board the train for the honeymoon while Joe and May walk together to the station to bid them farewell.

Il mediocre e brevissimo The Lost Patrol (1934) racconta lo sterminio di una pattuglia coloniale inglese sperdutasi nel deserto ad opera dei ribelli arabi. Il soggetto coloniale viene plasmato dallo sceneggiatore in metafora sul fato e diretto da Ford come se si trattasse di un massacro di Fort Apache. Peccato che la trama sia ridicola.

During World War I a British patrol is advancing in the desert of Iraq. Their commander is suddenly killed by invisible nomads. After burying him in the sand, the patrol continues its trek towards the river. The problem is that the commander had not revealed to anybody their real destination. They exult when they reach an oasis with fresh water. But during the night the nomads attack, kill the sentry and steal the horses, without waking up most of them (it is not clear why they didn't kill them all). They seem to take each death quite well. They immediately start chatting casually and reminescing. Their sergeant confesses that he has no idea where they are and there they are going, but, again, they don't despair easily, especially knowing that there are deadly bandits around (in fact, they don't even take basic precautions). One of them climbs a palm tree to look at the landscape and is, obviously, immediately killed by the bandits. One hallucinated man ventures outside and is killed. Two men sent in recognition are sent back dead on horses by the bandits. Furious, another soldier starts running towards the invisible enemy and is killed. Finally the three survivors start panicking, and one of them goes mad and has to be tied up. Just then an airplane flies over them. The men exult, but the aviator lands in the most dangerous place and is killed the moment he walks out of the plane. The sergeant sets fire to the plane. Unbeknownst to him, a British platoon is nearby and sees the smoke. The mad soldiers frees himself and starts marching towards the enemy holding a cross. He is killed on the first dune. One of the two sane soldiers tries to stop him but is killed too. Now there is only one survivor, the sergeant. The nomads finally show up, probably convinced that the soldiers are all dead, and the sergeant can take his revenge, killing all of them. Just then the British platoon arrives to rescue him.

The Whole Town's Talking (1939) è una commedia-gangster imperniata su uno scambio di persona. Il film e` costruito attorno a una trama che funziona come un meccanismo a orologeria. Il ritmo incalzante e la caratterizzazione delle macchiette ricorda anzi le commedie di Frank Capra.

Robinson interpreta un pericoloso evaso specializzato in rapine sensazionali e allo stesso tempo un umile, onesto e timido impiegato dalla vita semplice e insignificante. Un giorno l'impiegato, riconosciuto da un omino in un ristorante, viene arrestato dalla polizia, che crede di aver preso il gangster. Presto l'equivoco viene chiarito e l'impiegato viene rilasciato con una lettera del capo della polizia che lo protegge da futuri arresti. In ufficio la notizia desta sensazione, tanto che il capo stesso vuole vederlo e lo presenta a un giornalista. Questi gli propone di firmare articoli sul gangster e l'impiegato accetta. L'impiegato e segretamente innamorato della ragazza spumeggiante e spavalda dell'ufficio, che lo ha sempre avuto in simpatia.
Una sera, rincasando, l'impiegato trova ad attenderlo nientemeno che il gangster in persona, il quale vuole usare la sua lettera-lasciapassare per compiere i suoi crimini in maniera ancor piu` impunita. Si installa pertanto a casa sua: di giorno dorme, e di notte compie le sue rapine. L'impiegato, terrorizzato, non puo` farci nulla.
Quando cominciano a uscire i suoi articoli, il gangster li vede e si adira di essere descritto come un codardo. Comincia cosi` a dettare gli articoli all'impiegato e il giornale pubblica pertanto dettagli che in teoria soltanto la polizia potrebbe sapere.
Un giorno la ragazza va a trovare l'impiegato e viene accolta dal gangster. La ragazza accetta le sue effusioni pensando che si tratti dell'impiegato, ma scorge una pistola e capisce l'inganno. Fugge, ma non fa in tempo a chiamare la polizia: i gangster la rapiscono.
La polizia, insospettita dagli articoli del giornale, decide di convocare l'impiegato, ma il gangster lo sta impersonando e pertanto il capo della polizia finisce per parlare con il gangster in persona, senza saperlo. Scortato dalle guardie, il gangster puo` persino entrare in carcere e uccidere l'amico che lo ha tradito. La polizia impazzisce cercando di capire l'accaduto. L'omino che aveva identificato l'impiegato al ristorante tenta invano di parlare al capo della polizia: ha capito la verita`, ma nessuno lo ascolta.
Le cose si complicano ancor piu` quando il gangster escogita un modo per liberarsi del sosia: gli ordina di recarsi in banca e poi avverte la polizia che il pericoloso gangster sta per svaligiare la banca. La polizia circonda l'edificio ed e` pronta a massacrarlo, ma l'impiegato combina un pasticcio e deve tornare dal vero gangster. Gli altri gangster lo scambiano pero` per il loro boss, e scambiano il boss per l'impiegato: l'impiegato ordina loro di sparare e loro sparano, ignari che stanno uccidendo il loro capo. Finalmente arriva la ragazza, che riconosce subito l'impiegato (anche perche' lui sviene).
L'impiegato incassa l'assegno della ricompensa per la cattura del gangster e si sposa la ragazza.

The Informer (1935), adapted from Liam O'Flaherty's 1925 novel and a remake of a 1929 movie, returns to Ireland. The action of the film covers a 12-hour period during which it offers a parable of betrayal and retribution.

In a foggy street of Ireland a man, Gypo, stares at the poster of a wanted rebel, Frankie, and remembers when they used to drink together. Then, walking away from the poster that keeps being blown by the wind into his legs, he sees a man approaching a prostitute and attacks him. The girl, Katie, is his girlfriend, and she bluntly protests that she is hungry. Later he meets at the restaurant with Frankie, and they reminesce about their old days as daring rebels. But Gypo is tired of that life. He wants to rescue Katie and leave for the USA. He walks into a police station and informs them of where they can arrest Frankie. Frankie tries to escape and is killed. At the police station Gypo receives the news of his death and cashes the reward. Outside in the fog he sees and hears ghosts. Katie finds him drunk in a pub and invites him to her room, but his mind is elsewhere. He gives too much money to a blind man. Then he walks to Frankie's house where Frankie's mother, his sister Mary and the friends are holding the wake. He speaks in a strange way and drops some of his money. Everybody stares at the coins on the floor. Gypo feels that everybody is suspecting him and overreacts to their words. He keeps drinking too. Eventually he manages to make them suspect him for real. The leader of the resistance, Dan, who also happens to be Mary's boyfriend, orders a secret investigation. Gypo spends the night drinking, and spending all the money of the reward to buy everybody's drinks. He pulls out big banknotes that create a furor at the pub but also obviously betray him. While Gypo is still walking from pub to pub, Dan visits Mary, risking his life. Mary confirms that only Gypo knew Frankie's whereabouts and movements. Gypo further embarrasses himself by crashing a private party, where he spends more money (observed by members of the resistance) and even gives a huge banknote to a poor girl led to prostitution just like his Katie. His old friends have enough evidence to interrupt the party and drag him away. Katie meets them in the street and realizes what is going on. Gypo has barely time to give her what is left of the reward. The drunk Gypo is taken to a basement where a secret court has been convened, including Mary dressed in black. Gypo accuses a humble old man, but his innocence is easily proven. On the other hand, there are witnesses who can add up all the money he has spent during the evening, and it's exactly the amount of the reward. Gypo breaks down crying. While the men are deciding who should carry out the execution, Gypo manages to escape. He takes shelter at Katie's place, and Katie realizes that Gypo sold his friend to rescue her and take her to America. Katie walks to Dan's hideout and begs him to forgive Dan. Katie naively admits that Gypo is at her place. The men rush there and shoot Gypo, but he still manages to escape. He drags himself to a church. Frankie's mother is praying there alone. He begs her and she forgives him. Gypo dies, happy, under the altar. Nichols ricama di nuovo sul tema preferito, accentuando, in maniera quasi espressionista, l'introspezione psicologica servendosi di un simbolismo un po' anacronistico, testimonianza il clima "noir" e l'abuso dei simboli dell'ingerenza esercitata dal realismo poetico.

Steamboat Around the Bend narra le peripezie di un medico rustico che naviga il Mississippi, vendendo intrugli e gestendo un museo di cere riadattato alla mitologia della Frontiera, il quale, per salvare un nipote dal capestro, deve recuperare un testimone con una rocambolesca corsa contro il tempo.

The Hurricane (1937) è invece una tragedia, nella quale il destino si schiera dalla parte dei giusti.

In un'isola della Polinesia un indigeno continua a fuggire di prigione e ogni volta il crudele governatore gli infligge una pena più dura, finché un uragano distrugge l'isola e uccide i bianchi. Due giovani polinesiani si sposano. Si amano teneramente, ma lui è marinaio e deve partire. Lei tenta invano di seguirlo, ma lui non la vuole con sé. Le premonizioni della ragazza si rivelano però vere: in un bar fa a cazzotti con un barista ubriaco che lo insulta e viene arrestato. Il crudele e inflessibile governatore vuole dare una lezione esemplare a tutti gli indigeni e lo fa condannare ai lavori forzati, insensibile alle suppliche di un bianco ubriacone e del suo prete, amico degli indigeni. Il giovane fugge dal carcere, ma viene arrestato di nuovo. Continua a fuggire da tutti i carceri in cui viene rinchiuso, ma ogni volta viene affidato ad aguzzini sempre più feroci. Lui è sempre più disperato: vuole soltanto tornare dalla sua amata, che nel frattempo ha avuto una bambina. Il governatore non cede, benché gli indigeni siano irrequieti e festeggino ogni fuga del loro amico, creando le premesse per una rivolta. Per il governatore è diventata una questione personale. L'indigeno finisce per uccidere un carceriere. Riesce in maniera avventurosa a tornare alla sua isola, sorretto da una determinazione eroica a riabbracciare la sua amata, costi quel che costi. Si abbracciano sulla spiaggia dopo anni: la loro figlia è già una ragazza. Il capo degli indigeni lo protegge e nasconde su un'altra isola. Si alza un vento fortissimo mentre il governatore si mette a caccia dell'evaso.
Gli indigeni avvertono però il pericolo dell'uragano e si mettono in salvo. L'uragano distrugge l'isola dei bianchi e disperde la moglie del governatore. E' l'evaso a salvare la moglie e il governatore lo lascia andare con la famiglia.
Patetico, molta enfasi (tediosa) sui rituali e paesaggi esotici.

Vengono poi film di impegno civile sul medico che curò l'assassino di Lincoln, un film storico su Maria Stuarda, un altro film irlandese, un altro film coloniale ... Ford lavorava ancora con lo spirito dell'onesto impiegato, che esegue scrupolosamente gli ordini dei superiori.

Immagini pittoresche della Monument Valley, ideologia fordiana del gruppo, metafisica nicholsiana e tipo wayniano (la commedia dell'arte del selvaggio west) ottennero un primo successo d'assieme in Stagecoach (1939).

In un villaggio del Far West come tanti un dottore ubriacone e una prostituta di saloon vengono scacciati dalle donne dell'Esercito della Salvezza. Si apprestano a imbarcare la diligenza insieme con un minuto e fragile commerciante di liquori e la moglie incinta di un ufficiale dell'esercito, quando un soldato li avverte che il capo indiano Geronimo e` sceso sul sentiero di guerra. Il conducente e il commerciante vorrebbero scendere, ma il primo viene costretto dal marshall di scorta e l'altro dal dottore che si e` affezionato al suo campionario. Un gentiluomo del Sud, ufficiale nell'esercito Sudista agli ordini del padre della signora, rovinatosi al gioco ma fattosi una reputazione come tiratore, decide di salire a bordo per difenderla dal pericolo. I sette si mettono in viaggio e raccolgono per strada il ricco banchiere che e` scappato con un ingente bottino e un ricercato, Ringo (John Wayne), a cui si e` azzoppato il cavallo. Questi non ha scelta e deve accettare di essere arrestato dal marshall. I soldati li scortano fino al forte comandato dal marito della gentildonna, ma il forte e` stato abbandonato e la scorta ha l'ordine di tornare indietro. Il fatto che ci siano quattro esperti tiratori (marshall, sudista, bandito e conducente) li convince a proseguire. La maggioranza di loro "deve" andarsene. La donna incinta vuole raggiungere il marito a tutti i costi. La prostituta, evitata da tutti come la peste, non ha nulla da perdere. Idem per Ringo. Il dottore ubriacone e` indifferente alla vita e alla morte. Il banchiere sta scappando e insulta i soldati che non vogliono proseguire. Gli unici riluttanti a continuare sono il pavido commerciante e il conducente, che ha famiglia da mantenere.
Anche il forte usccessivo e` pero` stato abbandonato dall'esercito. La prostituta offre conforto morale e materiale all'altera compagna, che pero` la evita. Soltanto il bandito e il dottore, entrambi reprobi, si avventurano a conversare con la prostituta, benche` gli altri non siano degli stinchi di santo. Sono comunque proprio la prostituta e il dottore ad aiutarla quando vengono le doglie. Durante la sosta gli uomini discutono se proseguire o tornare indietro. Wayne ne approfitta per scappare, ma si ferma subito: segnali di fumo sulle colline circostanti. I passeggeri salgono frettolosamente a bordo e la diligenza riparte a tutta birra.
Proprio quando pensano di aver scampato il pericolo, una freccia ferisce il commerciante e gli Apache si lanciano al loro inseguimento. Quando si sentono ormai perduti, senza munizioni, e il gentiluomo sta per usare l'ultima pallottola per evitare che la donna cada nelle mani degli indiani, odono le trombe della cavalleria e una freccia mortale ferma il gesto disperato del gentiluomo.
La diligenza entra in paese scortata dai soldati. La moglie dell'ufficiale viene subito presa in consegna dalle altezzose amiche e fa appena in tempo a ringraziare la generosa prostituta. Lo sceriffo, avvertito via telegrafo, arresta il banchiere. Un pistolero al saloon viene subito avvertito dell'arrivo di Wayne. L'intero paese si svuota, in attesa del duello. Il tipastro cammina per la strada protetto da due compari, impugnando un fucile. Wayne arriva dall'altro lato solo. Spari, urla. Wayne ha vinto e va a raggiungere la prostituta, di cui si e` innamorato. Poi si consegna all'uomo della diligenza, che lo deve portare dallo sceriffo: invece fanno montare sul calesse sia lui sia la donna e poi frustano i cavalli.
Il commesso viaggiatore si rivela un vigliacco, il banchiere un ladro, il dottore un eroe, il bandito un giustiziere, la prostituta una brava ragazza, lo sceriffo un animo paterno. La metamorfosi si attua davanti alle orde galoppanti e urlanti del destino. La cavalleria li salva, ma non pone termine alle avventure del bandito, che vuole vendicare l'assassinio del padre e del fratello; quando lo sceriffo gli concede di fuggire con la prostituta, Wayne ne approfitta e in un duello sulla main street compie giustizia. Il dottore, nemico della civiltà, è chiaramente dalla parte dei due giovani. Convogliando tutti gli stereotipi del genere (dalla diligenza alla cavalleria, al duello) in una così complessa struttura psicologica e sociale, Ford riuscì a scrivere un film-saggio popolare, una parabola folk sul senso dell'esistenza.

6. Grapes of wrath

Nello stesso anno Ford diresse Young Mr Lincoln, interprtato da un altro "volto" western, quello di Henry Fonda; la biografia di Lincoln mette in luce soprattutto la sua strenua lotta in difesa degli umili, il carattere semplice ma indomito, il cui eroismo non scaturisce da un'impresa ma piuttosto dalla quotidiana difesa dei propri principi.

Anche Drums along the Mohawk (1939), un mediocre dramma storico, è pervaso dallo stesso ottimismo dei due precedenti

Before the War of Secession, a couple gets married and leaves to reach the groom's remote land, but she was not raised to be a Frontier woman and is scared by the new land without the comfort of the cities. She is terrified by the old Indian friend who welcomes her husband (Henry Fonda). Eventually she gets over it and becomes a good wife and the couple has a nice life. But a traitor leads the Indians to attack the community of pioneers. The houses and the crops are burned, and the pioneers have to flee. The couple finds shelter with a good widow. But now the war against the British has started, and the husband has to join the army. He barely survives a deadly battle. Good times come again. The community of pioneers is reconstituted, the couple has a child, the crops are abundant again. Bad times come again: the renegade, who works for the British, leads another attack by the Indians against the pioneers. Again their houses are burned and the pioneers have to flee to their fort, where they sustain one attack after the other. Their only hope is to send for reinforcements, and the hero who manages to escape and run faster than the Indians is the Fonda. The reinforcements arrive in time to save the community and bring the new flag of the newly born nation: the stars and stripes.

Successivamente, per sancire il suo ingresso nellintellighenzia di Hollywood, dirige tre riduzioni da capolavori letterari del novecento: Grapes of wrath da Steinbeck, The Long Voyage Home da Eugene O'Neill e Tobacco Road da Caldwell. Il primo ben si presta a ripetere l'odissea di Stagecoach, sostituendo la diligenza con un autocarro sgangherato e il Far West con la California degli anni trenta; fame, disoccupazione, delinquenza organizzata, sfruttamento prendono il posto degli indiani; si presta a parlare degli umili e della famiglia. Il terzo è il ritratto canonico di un gruppo di camerati, amici solidali e virili che dopo essersi sbronzati insieme e magari pestati a sangue si dividono le fatiche della vita a bordo di un vapore.

Con How Green Was My Valley (1941) ultimo della trilogia proletaria iniziata con Grapes of wrath Ford torna a sorpresa all'ambiente proletario di Portland, trasportato fra i minatori del Galles, e al tema della disgregazione della famiglia.

Arruolato in marina durante il conflitto mondiale, viene ferito alle Midway, che peraltro filma di persona; ritorna a Hollywood nel 1945 per They Were Expendable, un bellico.

In tre decenni di cinema ha già diretto più di cento film: cinquanta solo di western (fra corto, medio e lungometraggi), tre gangster, sei commedie, una dozzina di melodrammi realisti, una decina di bellici, quattro marinari, quattro coloniali, quattro storici ... anche se con due soli capolavori certi la sua opera esercita già un'influenza enorme in molti generi.

Nel 1946 inizia l'era dei grandi western di Ford, e comincia con il capolavoro "gentile", che è sinonimo di "interpretato da Fonda", cioè My Darling Clementine (1946).

I fratelli Earp rifiutano di vendere la loro mandria a un vecchio patriarca prepotente e autoritario, ma i suoi figli uccidono il fratello di guardia e rubano il bestiame; Wyatt accetta allora la nomina a sceriffo. Nello stesso paese vegeta e spadroneggia Doc Holliday, amante di un'india e del whiskey, ma anche appassionato di Shakespeare; l'arrivo della bella Clementine, l'ex-fidanzata, casta ed educata, che l'ha inseguito di paese in paese, svela il mistero del suo passato: ex-dottore, afflitto dalla tisi, si è nascosto in quel buco sperduto in attesa della morte.
Halliday, per sfuggire il passato, lascia il paese, mentre Wyatt fa la corte alla su ex, ma all'inaugurazione della chiesa Wyatt scopre la catenina di suo fratello al collo dell'india, che dice di averla avuta da Doc; Wyatt si lancia allora al suo inseguimento, lo ferma, lo disarma e lo arresta, ma la ragazza viene assassinata nel momento in cui denuncia di averla avuta da uno dei figli del patriarca, ha mentito per nascondere i suoi intrallazzi con un altro; Doc, che si è prodigato in un disperato intervento chirurgico, si offre di combattere a fianco di Wyatt, che ha sfidato apertamente dopo che anche l'altro suo fratello è stato ammazzato (alle spalle dal vecchio in persona) mentre inseguiva il colpevole smascherato dall'india. Nello scontro Doc muore, ma Wyatt trionfa; al ritorno in paese trova Clementine, decisa a restare nel West come maestra.
Tutti i ruoli classici di Ford si complicano. La comunità è formata da due emarginati che non son riusciti a inserirsi nella comunità ospite, il medico alcoolizzato e la prostituta, e da due forestieri che decidono di inserirsi nella stessa comunità per motivi diversi, l'uno vendicare il fratello, l'altra stare vicino all'uomo che ha amato e all'uomo che amerà.

Le due coppie più qualche figura di contorno si trovano nella situazione dei passeggeri di Stagecoach, cioè un gruppo che si è formato per caso deve unire le forze per difendersi da un attacco esterno: è questa la vera storia della conquista del West, il vero senso del progresso in ogni sua forma.

La comunità ospite e la comunità nemica (gli uomini del patriarca) si sono proprio formati così. Il West è un vasto oceano che gli uomini possono attraversare soltanto raccogliendosi su zattere; e gli uomini che galleggiano sulla stessa zattera devono avere un solo scopo: non affondare.

Il comportamento stoico di Fonda e il sacrificio di Doc riportano lo scontro fra titani alle dimensioni di una parabola. Lo stile evangelico-narrativo di Ford è ora armonioso, possente, classico.

Lo confermano anche film minori come The Fugitive (1947), su un prete politicizzato che deve fuggire da un paese latino-americano, The Three Godfathers (1948), i tre re magi tramutati in banditi che portano in salvo un Gesù bambino tramutato in orfanello venuto alla luce nel deserto.

La compagnia stabile di Ford è diventata una portentosa macchina di cinema, in grado di produrre spettacolo d'alto livello da ogni soggetto.

La trilogia della Cavalleria iniziata con Fort Apache (1948) è una monumentale opera simbolica. Ford adibisce l'epopea dei crociati della Frontiera a manuale di simboli per la sua metafisica, un'operazione analoga a quanto aveva fatto un secolo prima Melville con le balene e le baleniere. L'enciclopedia è un'allegoria a scopo didattico, celebrazione della civiltà che analizza, trattato d'etica e saggio di speculazione erudita.
Lo sfondo preparato dalle macchiette patetiche e umoristiche è soggiogato dal contrasto maggiore, quello fra l'ottuso colonnello dell'Accademia (Fonda), che vuole rifarsi dopo uno smacco che gli è costato la degradazione, e l'umano caporale (Wayne), che tenta invano di farlo recedere dal suo fanatico proposito. Quando Fonda ha portato al massacro lo squadrone ed è caduto egli stesso, Wayne, modesto e responsabile, si presta a farne un eroe, affinché sia preservato il buon nome della cavalleria. Wayne è dilaniato dagli opposti stimoli a ribellarsi contro l'inettitudine e a osservare la legge; la sua doppia scelta, di assecondare il pazzo e di immortalarne la follia negli annali dell'esercito, è frutto di un doloroso travaglio interno (reso con consumata perizia dai dialoghi di Fred Nugent). Il personaggio è fordiano proprio perché non dimostra esteriormente il peso di questa responsabilità, non si abbatte, non si degrada, mantiene invece un comportamento esemplare; questa virile accettazione del proprio destino è la qualità che Ford apprezza di più.
La storia dell'umile caporale è anche un crudele apologo sull'ambiente del dovere: in questo caso il dovere di salvare il prestigio della Cavalleria si scontra con quello di salvare i soldati.
Questa complessa problematica etica (nella quale confluiscono a un maggior grado di astrazione i temi classici del gruppo, della dissoluzione della famiglia, del sacrificio, del duello manicheo, del cristianesimo) riporta in effetti all'epoca dei cavalieri erranti, fedeli fino allo sterminio ai propri principi.

A stagecoach is crossing the desert. The passengers are a colonel (Henry Fonda) full of bore and his pretty daughter Philly. They are stranded at a stagecoach station where they meet a young handsome lieutenant, Mickey, fresh from West Point. An escort shows up, but it is for the lieutenant, and it is made of his uncles and friends, all of them soldiers at the fort. Nobody at Fort Apache has been alerted that the new commanding officer is arriving. The young lieutenant offers his escort to him. When they arrive at the fort, they are met by a captain (John Wayne) who remember the colonel as a general. The lieutenant's mother is also at the fort: she hasn't seen him in four years. His father is one of the soldiers too, a gold medal. The new colonel is cold and arrogant. He is determined to enforce discipline into a fort that has been run with carelessness (i.e., humanely). But behind his pompousness he hides a failure for which he was demoted and sent to this remote outpost, with no prospects of glory. More than a fort, this looks like a big family, full of funny characters, particularly those related to Mickey. The colonel's daughter flirts with the young lieutenant, who is unprepared to deal with a young woman. One day he takes her for a horse ride and they stumble into a carnage: the Apaches are on the war path. The colonel is furious that the young man endangered his daughter's life, forbids him to ever see her again, and then sends him to rescue the corpses as bait for the Apaches. When the Apaches attack, the colonel is ready to attack them. After the successful battle, the platoon visits the frontier outpost of a man who is known to sell guns and whiskey to the Indians. The captain explains to the colonel that the Apaches were peaceful before the arrival of this government-authorized trader, who turned them into savages. The colonel arrests him and orders to destroy his supplies. He welcomes the captain's idea to convince the old Apache chief, Cochise, who has become a dangeorus nomad, to return peacefully to the reservation. The captain and an interpreter cross the desert to meet with the Apache chief.
The colonel catches his daughter in Mickey's house when Mickey is there, and, furious, asks her to leave. Instead of apologizing for contradicting his orders, Mickey asks her to marry him, and she gladly accepts. The colonel tells them that the match is unsuitable, as he is only the son of an ordinary soldier (never mind he earned a gold medal). The boy's father agrees, aware of social conventions.
THe captain makes contact with Cochise and convinces him to return to the fort's reservation to talk peace with the colonel. But the colonel has no intention of talking peace: he is dreaming of headlines describing him as the man who annihilated the legendary Cochise, and orders the regiment to get ready for a full-fledged attack against the Apaches. The captain protests in vain that he gave his word of honor. When the regiment meets the Apaches, there is a brief tete-a-tete: Cochise tells the colonel that he wants peace and he demands that the white men get rid of the dishonest trader who poisoned his people, something that seems very reasonable to all. But the colonel resents being "demanded" something and simply orders the Apaches to obey his orders or be exterminated.
The colonel has a plan that the captain considers pure suicide, but the colonel considers the captain a coward for refusing to obey his orders. The captain and Mickey are ordered to stay behind while the regiment charges. Thus they see from a distance the Apaches massacring the soldiers, as the captain had predicted. Realizing what is happening, the captain orders Mickey to go look for help at the nearest fort, while he himself ventures to save the colonel, who is lying on the ground. Instead of thanking him, the colonel takes his horse and rides back to join the soldiers that are surrounded by the Apaches. The Apaches launch the final charge and kill them all. The captain, from a distance, cannot do anything. When the Apaches start riding towards his men, he orders them to hold their fire. The Apaches stop before them, and Cochise simply throws his spear in front of the captain before riding away in a cloud of dust.
The captain is now promoted to commanding officer of the regiment. Devoted to the reputation of the army, he defends the memory of the dead colonel. They need a hero, not a madman.

She Wore a Yellow Ribbon (1949) è il capitolo filosofico della trilogia.

The Indians are on the warpath, and the news spreads like wildfire through the communities of pioneers. A captain (John Wayne), who serves the cavalry at a peaceful fort under the command of a friendly major, is only six days away from his retirement when a stagecoach is attacked and its passengers killed, proof that the Indians have moved closer. The film almost turns into a comedy when the captain argues with the funny Irish alcoholic, his faithful assistant (also close to retirement), or when he has to set an argument between a young lieutenant, son of a general, and a young woman, who wants to go on a picnic with another officer (of humble family) despite the danger (she is actually flirting with both but clearly crazy about the lieutenant she argues with). But at night the captain visits his wife's tomb, a ritual that he must have performed every night for years. The major asks the captain one last chore: to escort his wife and her niece to a stagecoach station. The captain is not excited that he has to postpone important patroling for escorting two women, but has no choice. He leads the soldiers out of the fort, and the women with them. The girl is wearing a yellow ribbon. They soon meet and save a patrol that is being chased by the Indians. The cavalry resumes their march, and arrives just in time to save the scout who narrowly escaped a gang of Indians and took shelter at the stagecoach post that the Indians already raided. The girl feels guilty that all of this happened because of her (the captain should have been protecting all the people who have been killed). At night, the captain and the two young officers find the Indians that are negotiating with an arms dealer. The captain watches calmly as the Indians kill him and then torture and scalp his helpers. Instead of attacking them, he simply returns to the camp. The following day the soldiers resume their march through the desert but the captain has decided to steer them back towards the fort (the safest course to protect the women, since there is no stagecoach anymore), leaving the lieutenant and a few men behind to stop the Indians.
Once at a fort, he asks the major for permission to run to help the lieutenant, but the major denies it: the captain has only one more day to retirement, and it is about time that the young officers learn to fight without him. At dawn, the lieutenant's rival is put in charge of rescuing his rival. The captain gives a moving farewell to the troops: he will not be there anymore when they return. In order to read the inscription in the back of the watch that they offer him, the captain has to pull out his reading glasses, thus revealing his age.
In another comic interlude, his Irish assistant is already dressed in civilian clothes and ready to pack up, although his time is not come yet. The soldiers try in vain to arrest him as he celebrates at the bar: he throws them out one by one. The major's wife is the only one who manages to placate him.
The captain leave the fort, while the Indians are regrouping for a massive attack. But the captain can't resist and, instead of heading for California, he joins the troops: he still has four hours as the captain. He decides to walk into the enemy's camp, where he meets the old crazy chief who knows him. The two old men agree that war should be avoided, but the young ones don't listen to the old chief anymore. War seems inevitable, but, overnight (just two minutes before his time as captain is up), the captain leads the troops into the Indian camp, not to kill Indians but to steal their horses.
The captain rides alone away, but later the major recalls him as chief scout. When he arrives at the fort again, the officers have prepared a party for for him. The lieutenant announces that he and the girl are engaged. But, first, the captain walks out to visit his wife's tomb.
Il film tocca in un paio di momenti il patetismo tragico reso con straziante commozione dal ritmo solenne della regìa: quando Wayne innaffia i fiori sulla tomba della moglie, un gesto che ha compiuto per anni tutti i giorni alla stessa ora (la famiglia annientata dalla guerra), e quando riceve il regalo d'addio dai suoi uomini, un orologio da taschino, e per leggere cosa c'è scritto sopra deve infilarsi gli occhiali (con un gesto da cui trasuda la dignità conquistata con anni di onesto e faticoso servizio). La Monument Valley (capolavoro su capolavoro, ad opera di Winton Hoch), unica muta inesorabile testimone del tempo, ha chiuso in sé il passato di quell'uomo. Il capitano, la mandria di bufali, il sergente irlandese ubriacone e litigioso, rappresentano il nostalgico addio a un'epoca gloriosa. I due tenenti rappresentano il mondo nuovo, moderno e civilizzato, che ha trovato la Frontiera già conquistata.

Rio Grande (1950) chide la trilogia anteponendo i due grandi concentrati di sentimento dell'universo Ford-iano: la cavalleria e la famiglia.

A colonel (Wayne) returns from a battle with the Indians. He has colonel some, but others fled to the other side of the Rio Grande into Mexico. Back to the camp, he chats with his commander, the general, who informs him that his son failed an exam and has been dismissed from the West Point academy. The colonel has not seen him in 15 years. The kid shows up among the new recruits. Wayne, apparently unmoved, talks to the new recruits, describing the difficult task ahead (they are too few). Then he calls his son to his tent. Without a hug or the slightest sign of romanticism, he warns his son of the dangers. The usual Irish sergeant struggles to train the new recruits, amid some drama (one of them is wanted for murder, the colonel's son has to defend his reputation from mean accusations). The father does care for the son, and is proud of him, but can't show it in front of the troops.
The colonel's wife, also estranged for 15 years, arrives at the fort with a special permission to follow her son. Her goal is to bring him back to civilization, Again, the colonel invites her to dinner but hardly shows any emotion. After dinner, the woman walks into his son's tent to talk to him. Just then the Indians attack the camp. Seeing people killed and buildings burn, the woman faints. When the Indians leave, the colonel organizes the posse to chase them, but leaves his son at the camp with his mom. While he is gone, a marshall comes to arrest the suspected murderer, a well-behaved young man who is already in the graces of the woman. The colonel's pursuit ends, once again, at the Rio Grande. But this time the general decides to wage war: he issues a secret order to the colonel to cross the Rio Grande. If the campaign fails, the colonel will be court martialed for invading a friendly country. The colonel is happy to accept the risk. He finally shows some emotion towards his family when he informs his wife that she (and all the other women) has to move to another fort and her son is to be part of her escort (in other words, their son will not join the war). In the meantime, the sergeant has let the suspected murderer escape, and he joins the escort. The Indians attack the caravan, and the son runs to the fort looking for help. Wayne takes his troops to save the caravan, but the Indians have already fled taking the children with them. The cavalry chases the Indians and crosses the Rio Grande. The suspected murderer volunteers to enter the Indian camp, and his son decides to join him. The volunteers manage to find the children and protect them, and then signal to the colonel to charge. The attack succeeds, but Wayne is wounded. His son has to pull out the arrow. When they get back to the fort, his wife is anxiously waiting for him.
Vastly inferior to Ford's masterpiece, this film suffers from a much slower pace (even musical numbers) and a predictable/pathetic script. Durante la guerra con gli indiani Wayne è a capo di un forte, da anni non rivede la moglie e il figlio ai quali ha preferito la vita militare. Un giorno, però, il figlio si presenta come recluta accolto dal padre con la stessa freddezza e durezza degli altri e subito dopo arriva la madre (che non vedeva il marito da 16 anni), decisa a riportarlo a casa; ma deve vedersela con l'integerrimo marito, che non si lascia sedurre tanto facilmente.
Proprio mentre lei sta parlando con il figlio, attaccano gli indiani. Dopo l'attacco Wayne decide di inseguire gli indiani, mentre moglie e figlio restano al campo.
Assistiamo poi all'arresto di una recluta, un bravo ragazzo texano che è però ricercato per omicidio.
Quando arriva l'ordine di condurre una campagna contro gli indiani, Wayne cede ai sentimenti: va a salutare la moglie con un mazzo di fiori e assegna il figlio alla scorta che porterà la madre e tutte le altre mogli in salvo, togliendolo in tal modo dal pericolo. Ma gli indiani attaccano proprio la carovana: il ragazzo corre coraggiosamente al forte a chiedere aiuto, ma Wayne arriva quando gli indiani hanno già rapito i bambini. Il texano, che aveva disertato rubando anche il cavallo, riesce ad avvicinare l'accampamento indiano e si offre volontario con il figlio e altri. Il manipolo penetra nell'accampamento e penetrano nella chiesa dove sono imprigionati i bambini. Wayne carica e salva tutti, restando ferito.
Ancora una volta Wayne è dilaniato da un conflitto silenzioso. Ancora una volta una tragedia genuina scaturisce da sentimenti elementari. Di grandioso c'è soltanto la coscienza dell'uomo fordiano di essere parte integrante della storia, di essere uno dei tanti ingranaggi del progresso.

Nella trilogia si è imposto il tipo "Wayne" sul tipo "Fonda", com'era inevitabile date le premesse da cui era partita l'opera del regista: il rigore intellettuale di Fonda non rappresenta come la faccia onesta e le mani rudi di Wayne l'anima del popolo umile del villaggio di Portland. Il duro, ma quanto umano, integerrimo Wayne, è il tipo che ha creato dal nulla l'America. A Rio Grande difettano soltanto i robusti dialoghi di Fred Nugent e le splendide riprese di Winton Hoch.


Wagon Master

La tecnica della moltiplicazione del protagonista, maturata con Stagecoach, il tema dell'attraversamento del continente, sperimentato in The iron horse, il ritmo narrativo maestoso alla Fort Apache, concorrono a fare dell'imitazione biblica di Wagon Master (sceneggiato da Nugent) un esodo attraverso il deserto alla volta della terra promessa, una commovente descrizione della vita dei pionieri. E` anche l'unico western di Ford in cui non c'e` un eroe alla John Wayne: l'eroe e` precisamente cio` che non esisteva nel Far West.

Two honest and polite kids, Travis and Sandy, lead their ponys to a town where they plan to sell them for a good price. They are approached by an elderly Mormon with a hot temper who tries to buys their horses and hire them as wagon masters for his mission: colonize a distant land with no trails before the winter rains, so that they will have food ready for the pilgrims who will come after them. The kids initially refuse, but then join the caravan as it starts moving. One day the kids meet the two ladies of a medicine show, one, Denver, playing the guitar and the other one, Fleuretty, drunk. They are the assistant (and probably prostitute) and wife of the "doctor", traveling in his painted coach with him and two goofy musicians. Chased out of town, they got stranded in the desert without a drop of water. The elder asks his community what to do with them: the kids would like to help them, but the conservatives do not want to have anything to do with those sinners. The elder convinces them that the Lord put the sinners on their trail for a reason, and the group joins the caravan. The long march continues under the unforgivin sun of the arid land. The doctor and the girls are reproached for wasting water: the doctor claims that he need to shave every day, and the women need to take a bath. Denver is also clearly interested in one of the kids, Travis, while Sandy is more attracted to the redheaded Prudence. When the caravan reaches a river, the Mormons celebrate with a party and dancing till night. The party is interrupted by a group of armed men. The older, Uncle Shiloh, is wounded and asks the "doctor" to pull out the bullet. Unheard by the kids and the Mormons, the uncle and his nephews discuss their situation: they are being chased by a marshall's posse and the caravan is the ideal disguise for them. Sandy and Travis guess that they must be outlaws but allow them to join the caravan. Days later the caravan is met by "Indians". Luckily the chief likes Mormons and invites them to their camp. At the camp the Mormons dance with the Indians. Sandy protects Denver from one of uncle's boys, but she almost resents it, claiming that she can take care of herself. Minutes later the Indians discover that the same boy has tried to rape (or raped) one of their women. The Mormons save themselves by flogging the boy in front of the Indians. Days later the doctor and his women leave the caravan, heading for the more attractive California. Sandy rides his horse to say goodbye to Denver. Later, however, the uncle and his boys force the doctor to rejoin the caravan: they don't want anyone to leave the caravan. They also disarm Sandy and Travis. The caravan continues its journey until a very difficult passage. It's the last obstacle but also the most difficult. The doctor finally displays some guts by volunteering to lead the first wagon. When only the last wagon is left, the outlaws decide to take their revenge on the elder: it's the wagon with the seeds that the Mormons need to start their community. Travis pulls a gun that Prudemce had hidden, Sandy (who hates guns) is forced to grab a gun from one of the outlaws, and the shootout leaves all the outlaws dead. The caravan reaches the promised land: Travis on Prudence's wagon and Sandy on Denver's. It is a very minor movie, with an implausible plot (why would Sandy the nonviolent and nonalcoholic take a prostitute for wife?) and with too much music.

Al gruppo originario, una carovana di mormoni, si aggiungono due guide, due guitti e dei mercanti di cavalli. E' come se Ford fosse vissuto in mezzo ai pionieri di un secolo prima e avesse girato un documentario dal vivo: la vita quotidiana di questa gente semplice è descritta con impressionante verosimiglianza, poiché la regìa è attenta a immortalare soltanto quei dettagli che sono significativi per capire lo spirito e la psicologia dei pionieri. Le interazioni fra i caratteristi prevalgono così nettamente sulle scene avventurose (che in effetti nei film della trilogia sembravano qualche volta arbitrarie, dettate più dalla forza della consuetudine e da necessità di cassetta che da un reale nesso con la vicenda umana presa in esame). E anche l'attacco dei banditi serve a mostrare l'unità della comunità più che a cantare un'impresa eroica.

Ogni uomo che partecipa al viaggio perde i suoi attributi sociali, diventa una delle tante formiche pronte ad otturare col proprio corpo la falla che minaccia di allagare il formicaio; ma conserva il proprio carattere, rimane un uomo, anzi, così denudato, immerso fino al collo nella malinconica solitudine di un'esistenza primitiva che è innanzitutto lotta per la sopravvivenza, è l'"Uomo". La fragile carovana in marcia attraverso il paesaggio desolato della Monument Valley contiene i germi da cui è scaturita la storia dell'umanità. Ford non enumera questi germi, ma rende lo spirito e il significato dell'avventura umana, quasi con la flemma appassionata dello storico che dopo secoli rivisiti una civiltà scomparsa.

12. The quiet man

Nel 1952 Ford interrompe la serie dei grandi western e allestisce con la collaborazione del trio Wayne/Nugent/Hoch una commedia folk irlandese, The quiet man, protagonista John Wayne nei panni di un pugile che, divenuto popolare negli Stati Uniti, si ritira sconvolto per aver ammazzato un avversario sul ring, e, deciso a metter su famiglia e a vivere in tranquillità il resto della sua vita, fa ritorno in patria nel villaggio di brava gente immerso nella natura, senza rivelare la propria identità. S'innamora di una bella e timida ragazza di campagna, a cui fa una stretta guardia un fratello ostile, accanito rivale di Wayne in tutte le cose; con la complicità anche dei paesani, che fanno credere al burbero che la ricca zitellona del paese lo sposerà, riesce a ottenere la mano della ragazza, ma appena il burbero scopre di essere stato buggerato rifiuta di concedere la dote. Wayne lascia perdere, ma la moglie lo crede un vigliacco e abbandona il tetto coniugale (l'unico a sapere perché Waine non vuole battersi è il pastore); Wayne allora esplode: la va a riprendere alla stazione e, seguito da tutti i paesani, le fa rifare a piedi tutta la lunga strada fra la stazione e casa, e quando gli si para davanti l'energumeno arrogante accetta di misurarsi a pugni. Si picchiano a più riprese, parodiando i match di pugilato, su una piccola altura che fa da ring, circondati dalla folla preti e polizia compresi che fa il tifo e scommette; finiscono per ubriacarsi insieme e tornare a casa dalla donna abbracciati. E la ricca zitella questa volta accetta il matrimonio.

Con questo solenne sacrificio dei propri principi Wayne esorcizza il proprio passato, riconquista la stima della moglie e l'amicizia del cognato. Un inno al conservatorismo maschilista.

I caratteristi di Wayne si sfogano in parti per loro insolite: il pastore protestante, il prete cattolico, il vecchietto eccentrico, etc. Una commedia di macchiette popolaresche, commedia paesana. Ford si concede una pausa di autentica vena popolare, dopo le complesse evocazioni del Far West. Ma è significativa la somiglianza fra la vita del villaggio e quella dei pionieri, fra le macchiette della cavalleria e la gente del paese, fra l'eroe semplice e l'"uomo tranquillo".

13. The searchers

Per quattro anni Ford diresse soltanto film commerciali: il civilissimo The sun shines bright (storia di un giudice che vince le elezioni per difendere una prostituta e un nero accusato di violenza carnale), l'esotico ed erotico Mogambo, which is a remake of Red Dust, (il cacciatore Clark Gable conteso da un'altera Grace Kelly, moglie di un uomo insipido, ed una spregiudicata Ava Gardner, avventuriera dal chiuso passato), il celebrativo The long grey line (nell'accademia di West Point), il maccartista The bamboo cross (cinesi che perseguitano suore), il bellico Mister Roberts (Cagney, Fonda e Lemmon nel Pacifico). Questa sequenza di filmetti e filmacci è bruscamente interrotta da Searchers (1956), un altro dei capolavori girati nella Monumental Valley, località che è ormai, al pari di Wayne, l'interprete prediletto da Ford. Searchers rimette insieme per la seconda volta loro tre (Ford, Wayne, Monumental Valley), Hoch e Nugent, per la più shakespeariana delle tragedie fordiane, talmente intricate sono le linee dell'odio (viscerale) e dell'amore (sovrumano) e talmente lineare, nonostante tutto, è la narrazione dello sciogliersi di quei nodi. Il piano non è quello popolare di Quiet Man, ma quello metafisico della trilogia.

Wayne, reduce dalla Guerra di Secessione, ritorna al ranch del fratello, nel Texas, ed entra a far parte della famiglia, che consta di una brava mogliettina, che Wayne ama ancora, di una giovane, fidanzata al figlio dei vicini, di una bambina, e di un meticcio, che proprio Wayne salvò dal massacro in cui perirono i suoi genitori. Un giorno Wayne e il meticcio si aggregano alla spedizione dello sceriffo che insegue una banda di razziatori indiani; troppo tardi si rendono conto di essere stati sviati dai pellerossa: il ranch brucia, gli adulti sono morti, le due ragazze rapite. I bianchi dei ranch vicini si gettano all'inseguimento degli indiani, ma dopo un primo scontro Wayne, insofferente degli altri, li rispedisce a casa: la sua non è una guerra fra bianchi e indiani, è una faccenda privata. Wayne, per ritrovare la bambina in cui può ritrovare la donna invano amata, il meticcio, per vendicare i genitori adottivi, e il fidanzato, per riportare a casa la promessa, si mettono in cammino. Wayne disprezza il meticcio, razza inferiore, che invece è affezionato alla sorellastra più di un fratello ed è scettico sullo stato in cui potrà essere ritrovata la ragazza. La ritrovano morta e violentata, e il giovane, scagliandosi infuriato contro gli assassini, fa la stessa fine senza che Wayne faccia nulla per fermarlo (come se quello fosse il suo dovere di fidanzato). Gli altri due tornano a casa dopo un anno, dalla fidanzata del meticcio; quando Wayne trova una traccia, riprendono la caccia. A dire il vero Wayne cerca di liberarsi del meticcio, ma il meticcio lo segue proprio perché sente che non può fidarsi di lui, anche se così perde la fidanzata. Di tribù in tribù (il meticcio compra perfino inavvertitamente una moglie indiana) il loro interminabile viaggio prosegue. Wayne non perde occasione per dimostrare il suo odio per gli indiani, per esempio abbattendo bisonti solo per togliere cibo agli indiani; disprezzando le prigioniere bianche salvate dall'esercito e ridotte completamente ebeti. Wayne spera, vuole, che la bambina si sia suicidata per non diventare una squaw, razza inferiore. Alla fine trovano il capo indiano che cercano e la bambina, ormai adolescente e una delle sue quattro mogli. E' una ragazza indiana e Wayne odia gli indiani, ma soprattutto odia lei che ha infangato il ricordo della madre. Dopo aver parlato con il capo, lei va a dire loro di andarsene, che quella adesso è la sua famiglia. Wayne tira fuori la pistola per ucciderla, ma il meticcio fa scudo con il proprio corpo finché gli indiani scoprono l'assenza della donna e li mettono in fuga.
I due tornano a casa giusto in tempo per impedire che la fidanzata del meticcio sposi un altro.
C'è un progressivo shift nel ruolo del protagonista, che poco a poco passa da Wayne al meticcio.

Appena la tribù viene individuata di nuovo, gli uomini del villaggio si rimettono alla caccia; ma tutti danno per scontato che la bianca morirà, e ne sono felici. L'unico a volerla salvare è il meticcio, che decide di provare a liberarla la notte prima dell'attacco. Uccide il capo (a cui Wayne prenderà lo scalpo) e riesce a farla scappare. Ma Wayne le si lancia dietro per finirla; ma quando la raggiunge, la prende fra le braccia. Finita la battaglia, la riporta a casa.

Il cuore ha alla lunga il sopravvento sui principi: l'implacabile vendicatore accoglie fra le sue braccia la sventurata e la affida ai genitori del fidanzato di sua sorella; il meticcio sposa la loro figlia, chiudendo così il cerchio con una migrazione di figli dal ranch distrutto al nuovo focolare.

Balli, cavalcate, fughe, sparatorie, inseguimenti, cariche, e le commoventi macchiette di sempre, il burbero reverendo-capitano, il vecchio scemo, ogni volta travestite in modo diverso, passano in secondo ordine davanti alla tumultuosa fenomenologia della "ricerca", ricerca innanzitutto di sé stessi, e ricerca di sentimenti perduti, che si esplica attraverso quei segmenti di sentimento, congiungenti a due a due i personaggi, intersecantesiin più punti. Nugent li traccia per allusione, Wayne li sottolinea con un gesto o uno sguardo. Hoch si occupa invece di calarli in un ambiente astratto, uno spazio-tempo quasi soprannaturale, un mistico eden che gli eletti devono difendere dai demoni, un susseguirsi di deserto, neve, foresta, fiume senza soluzione di continuità. E' appunto un'astrazione.

Wayne si aggira in quel paradiso come un dio immortale, ma un dio umano, tormentato dall'idea di dover giudicare, e che giunge alla fine al punto di rinnegare la propria religione.

Il molteplice virtuosismo dei tecnici (protagonista, sceneggiatore e operatore) e l'intenso simbolismo sotteso dall'intera opera fordiana (conflitto del dovere, dualismo mito/storia) sono al servizio di una conturbante crisi freudiana. L'istinto primario che agisce su tutti e tre i protagonisti della caccia è il bisogno di una famiglia. E Wayne va anche oltre: ama il meticcio come figlio (lo ha salvato lui) come nipote (lo ha adottato il fratello) e come camerata; ama la bambina come reincarnazione della cognata e come figlia ideale; ma al tempo stesso li odia entrambi, ossessionato com'è dalla "miscegenation"; ed odia il capo indiano soprattutto perché ha fato alla cognata ciò che inconsciamente aveva sempre desiderato fare lui (un processo di identificazione ha luogo ogni volta che si comporta da indiano). La sua caccia, caccia al proprio io, diviene così un lungo delirio seguito a un incubo, durante il quale Wayne sproloquia al punto da odiare i suoi due "figli". Alla fine, calmatosi, torna solitario dalla regione desertica da cui era arrivato, come prima senza famiglia (in fondo nel sogno non ha fatto che ripetere la propria storia: ha salvato un'orfana "contaminata" e l'ha affidata a una nuova famiglia proprio come aveva fatto per il meticcio).


Horse Soldiers

Ford si concesse un'altra pausa, dirigendo per tre anni soltanto film d'occasione: la commedia satirica The Last Hurrah (1958), an adaptation of Edwin O'Connor's novel "The Last Hurrah", spicca fra un episodio di vita irlandese, un documentario sulla guerra di Corea, ecc. Nonetheless, it's an overlong film with half-baked satirical motifs, an over-sentimental ending and a wit that is neither as utopian as Capra's nor as entertaining as Cukor's.

Frank (Spencer Tracy) is a mayor who is beloved by the folks of his city. He has decided to run again for election. The publisher of the newspaper hates him and is going to support his opponent, no matter what. By accident, Frank's nephew Adam works for the newspaper and his column is a big success. Frank invites him to cover his campaign, not as a partisan but as a chronicler of the passing of an age: Frank believes that politics will never be the same in the age of television. Adam can't help asking why the publisher hates Frank so much. Frank reveals that his mother (Adam's grandmother) was a maid hired by the publisher's father and one day was caught stealing. She was fired and publicly humiliated. The publisher never accepted that the son of such a woman became the mayor of the town. To further complicate matters, Adam is married to the daughter Mave of a member of the opposition.
Adam watches Frank's speech on tv in the company of the publisher and Mave. Frank's son Junior, instead, is indifferent to his career. He is vain and dumb, his life wasted in music and girls.
Adams sees Frank at his best when he takes care of the funeral of the bad husband of a good woman, who is left with nothing. He gives her money, claiming that it comes from his dead wife who was a good friend of hers, and he puts together a huge crowd (for a dead man who was mostly despised in life).
Back to work, Frank has to face a crisis caused by a banker who does not want to lend the money to start a housing development project. Frank does not waste time to interrupt the lunch of an exclusive club, where notables are plotting against him, not does he hesitate to blackmail the banker by enlisting his naive and dumb son as the fire commissioner.
A television interview of the opposition candidate backfires. His ideas are clumsy and his wife is clearly reading her statements. The Church decides not to support him, despite having always been against the mayor.
On election day everybody is excited... except Frank's son, who simply goes to play golf, probably unaware of what day it is, and returns with a gorgeous blonde. Frank loses the election, for the first time. He concedes live on television. The reporter asks him what he will do next. Frank improvises the kind of news that his enemies don't want to hear: he is going to run for governor of the state. The publisher, who is listening from his home, has a fit.
But Frank has taken a bigger toll than he wants to admit: back home he collapses. With Frank lying in bed, it is Adam who takes control of the situation, while Frank's son keeps enjoying life out as usual. The cardinal in person comes to pay his respects.

Il dubbio gusto di tutte le opere minori di Ford (quando la creazione artistica non le riscatta alla luce del binomio tradizione/epopea, le professioni di un conservatorismo bieco e reazionario e la sua ampollosa retorica sui grandi ideali della nazione americana risultano decisamente ottuse e fastidiose) è compensato dal pessimismo crepuscolare della seconda trilogia della Cavalleria.

Ben lontana ai vertici di Fort Apache, anche per la defezione dei migliori elementi di quell'equipe, si apre con The Horse Soldiers (1959), ambientato durante la guerra civile.

Uno squadrone al comando di Wayne sosta in una fattoria e riparte portandosi dietro la padrona, contesa fra il medico e il capitano, rivali e leali fino alla fine; gli eroismi di Wayne e l'abnegazione del medico sono in contrapposizione, ed è ancora una volta il conflitto del dovere a tormentare Wayne. Il messaggio umanitario sulla follia della guerra è riportato al dualismo fra civili e militari, gli uni indaffarati ad aggiustare ciò che gli altri rompono.

Durante la Guerra di Secessione Wayne è un colonnello nordista a cui viene affidata una pericolosa missione: penetrare con la sua compagnia al di là delle linee sudiste per sabotare le ferrovie. Wayne sa che per avere successo dovrà essere spietato: intende abbandonare alla clemenza dei sudisti tutti i feriti. Per tale ragione si scontra con il dottore. A missione iniziata è però il dottore a scoprire che la padrona di casa della mansion in cui alloggiano li sta spiando. A Wayne non resta che ordinare di portarla con loro. La donna, orgogliosa e patriota, dà del filo da torcere a tutti. La marcia della compagnia continua in territorio sudista. Gli orrori della guerra finiscono per mettere d'accordo tutti: colonnello, dottore e signorina, sui quali la solidarietà ha la meglio sulla rivalità. L'umanità di Wayne emerge di continuo nonostante la sua ferrea disciplina. Il momento più difficile viene quando gli si parano davanti gli allievi ragazzini di una scuola militare, con tanto di banda e tamburini, decisi a morire piuttosto che cedere: a Wayne non resta che suonare la ritirata.

Con un'ultima, drammatica carica Wayne completa la sua trionfale cavalcata. E così conquista anche la donna.

I dubbi di Ford affiorano in maniera più evidente in Sergeant Rutledge (1960), dove un nero è accusato di aver usato violenza a una bianca, e che si svolge quasi interamente in tribunale e attraverso un puzzle di flashbacks piu` tipico dei thriller polizieschi.

A young officer, Tom, arrives to the cavalry fort where he is about to be the defense lawyer in a court martial. He is annoyed to see that the wives of the officers have been invited. The accused is called: the moment the crowd sees a black sergeant, Braxton, walk in, they invoke a lynching. The women are finally removed from the court because the case is not appropriate for them. Only one young woman, Mary, is allowed to remain: she is the main witness. Mary is asked to retell her story. A flashback shows how she took the same train as Tom. She was coming home to the Far West after 12 years spent East. Tom fell in love with her but she had to get off the train at a desolate station where her father was supposed to pick her up. The station was deserted through. She found the station master murdered by an arrow. The only person who was alive was the black soldier: he told her that he was running away from Apaches. They killed the station master. Mary was worried about her father but the black soldier, who was wounded, found the telegram that she sent him: it had never been delivered. That was good news because otherwise her father would most certainly have been killed by the Apaches. Mary's testimony is that Braxton saved her life.
The next witness called by the prosecutor is the wife of the judge, who enters the court accompanied by her best friends. The lady recounts when she last saw Lucy, the teenage daughter of Braxton's superior, who has obviously been murdered (although the nature of the trial has not been disclosed yet to us). She also recounts how later she heard a shot and saw Braxton wounded walk out of a building and ride away on his horse.
When the doctor is called to testify about the brutal murder, the ladies are again escorted outside because it would not be appropriate for them. The doctor relates how he and Tom were taken to the scene of the murder: he found both the father and his daughter Lucy murdered, and she had been raped. Lucy's cross was missing. Tom tried to interview Braxton but Braxton had deserted.
The next witness is Tom himself. He recounts how, alerted about the Apache rebellion, he led the troops to the train station, where they arrested Braxton and found Mary. Tom was puzzled to hear Mary say how Braxton saved her life. (So the episode with Mary happened after the murders). Braxton refused to explain how he got his wound, which was not an arrow wound but a pistol wound (not caused by Apaches). Three fellow black soldiers were ready to help Braxton escape, but he himself reminded them that they were soldiers now, no longer fellow slaves. Tom believed in Braxton's innocence but Braxton wasn't helping. The troops moved on with the prisoner and Mary. Mary was still worried about her father. They found a dead man, burned beyond recognition by the Apaches: Chris, a teenage boy who was a friend of Lucy.
The next witness is Braxton himself. He recounts how he ran away from the troops when they were attacked by the Apaches. He kept riding as fast as possible and eventually caught up with the Apaches. He witnessed how they killed and mutilated Mary's father. He then saw them preparing to lay ambush to Tom's troops. He couldn't let the massacre take place: he turned the horse and rode back to save them from the ambush.
Tom calls Mary to the witness stand. Mary testifies that she saw Tom find Lucy's gold cross on the body of a dead Apache. Tom presents the cross to the jury. He also presents the jacket that the Apache had: it is Chris' jacket. Tom's conclusion is that Chris murdered and raped the girl, stole the cross, ran away and was killed by the Apaches. Braxton arrived after the murder. Lucy's father caught him near the body of his daughter and tried to kill him. Braxton fired back to defend himself and killed the father. Then Braxton, knowing that nobody would believe in his innocence, ran away wounded.
The townfolks are horrified at Tom's attempt to save a black man by shifting the blame on a dead white boy. The prosecutor even openly says so. The prosecutor rebuts that dozens of crosses are found on dead Apaches, and that the jacket is quite common among the white men of the region. Chri's father himself stands up to testify that he sold the cross to Lucy and it is indeed Lucy's cross. However, Tom suddenly realizes that the jacket is too big to be Chris': it belongs to his father. Tom realizes that Chris' father raped and killed Lucy, then took the cross, then left the cross in the pocket of the jacket. When Chris left the house alarmed by the Apaches, he took the wrong jacket that contained the cross. The father bursts into tears and confesses.
Il film indugia sui soldati neri che fanno parte della cavalleria (normalmente ignorati nei film western). Il modo in cui viene condotto il processo è una manifesta critica al cinismo e alla spersonalizzazione della vita militare; ma la psicologia dello schiavo nero che si sente qualcuno proprio perché indossa una divisa trascende il tema anti-razzista.
Il soldato nero è sospettato di aver usato violenza a una ragazza e di averla strangolata. In realtà è fuggito ben sapendo che nessuno avrebbe creduto alla sua innocenza, e poi si è comportato da eroe proteggendo la ragazza e combattendo gli indiani, rinunciando spontaneamente alla fuga.

Alla fine il tenente riesce a far confessare il vero colpevole: il rispettabile padre del ragazzo ucciso. Temi: razzismo: l'uomo nero è colpevole per definizione, e tanto più colpevole quanto più ignobile il crimine di cui è sospettato; il tenente è combattuto fra la fedeltà alla divisa che indossa (all'ordine, alla società) e l'amicizia (che gli imporrebbe di lasciar fuggire il nero); il nero è combattuto fra la libertà (spersonalizzata nel Nord libero) e la sua "famiglia", la sua "vita": l'esercito (cioè sé stesso, soldato); satira del provincialismo bigotto (le signore per bene, tanto curiose e pettegole quanto stupide; gli uomini con la corda che invocano il linciaggio senza processo); film giudiziario: flashback durante il processo; ovviamente sotto-trama sentimentale (il tenente ama la ragazza che è stata salvata dal nero e che non gli perdona di averlo arrestato).

La ritrattazione dell'epica da parte di Ford si completa con Cheyenne Autumn (1964), ultimo film girato nella Monument Valley, e primo a rendere giustizia al popolo rosso, ad additare al biasimo popolare le atrocità e la slealtà della cavalleria. L'epopea del Far West questa volta viene rovesciata: questa volta sono i Cheyenne a dover compiere un'impresa epica, camminando per chilometri in condizioni impossibili, sempre incalzati dall'esercito, decimati dalla fame e dalle malattie, decisi a portare a termine la loro missione nonostante tutto sia contro di loro.

Un gruppo di Cheyennes ha accettato le condizioni imposte dal governo USA per trasferirli altrove. Un giovane capitano e` incaricato di prendersi cura di loro, e una maestrina tenta di insegnare ai loro bambini. Ma il governo si e` dimenticato le promesse, e un giorno i Cheyennes decidono di ritornare alla loro terra. La maestrina rimane senza scolari, e, dopo aver tentato invano di dissuaderli, decide di aggregarsi a loro. Il capitano, che ha appena chiesto alla maestrina di sposarlo, si mette al loro inseguimento alla testa di un plotone della cavalleria a cui tenta di spiegare che i Cheyennes non sono criminali. Fra i suoi uomini c'e` anche il figlio di un soldato che venne massacrato dagli Indiani, e che non vedrebbe l'ora di vendicarsi sugli Cheyennes. I Cheyennes camminano lentamente (ci sono numerosi anziani, donne e bambini) nel paesaggio desolato.
Benché i fuggiaschi siano poca cosa, la notizia si diffonde nella nazione, assumendo toni sempre piu` apocalittici, finche' giunge a Washington, dove Robinbson, secretary of the interior, viene biasimato per essere stato troppo arrendevole.
Durante tutto il viaggio massacrante, la maestrina si prende cura dei bambini. La tribù è stanca e affamata, un branco di disperati nella desolazione della Monument Valley, ma i giornali dell'Est inventano ancora storie improbabili di massacri pur di vendere copie. Nel saloon della sua cittadina Wyatt Earp gioca a poker indifferente a tutto.
A metà strada i Cheyenne si dividono e i più deboli, o più saggi, chiedono asilo a un forte, dove i due fidanzati si rivedono e gli indiani vengono rifocillati. Ma gli ordini da Washington dicono di riportarli a Sud, e gli indiani dicono che preferiscono morire. Invano il comandante del forte tenta di dissuaderli, tagliando loro i viveri e li chiudendoli in un magazzino. La maestrina resta con loro. Il capitano scrive un rapporto sulla situazione. Gli indiani evadono (ma i più muoiono nella sparatoria) e si riuniscono ai superstiti dell'altro gruppo. Vengono assediati dalla cavalleria, ma Robinson arriva in tempo a promettere loro giustizia.
A small group of Cheyennes has accepted the conditions set by the USA government to be relocated away from their homeland, but the government has never kept its promises, and the delegation supposed to come to meet with the Cheyennes cancels another appointment. A young captain is in charge of them, and a young quaker teacher takes care of their children. But this is the last straw: the Cheyennes decide to return to their homeland. The teacher is left without pupils, and, after trying to dissuade them, she decides to follow them, leading a wagon full of children. The captain, who has just proposed to the teacher, sets out to chase them with his platoon, but explains to his men that they Cheyennes are not criminals. This message is lost on a young man whose father was killed by Indians. The Cheyennes walk slowly (slowed down by children, women and elderly people) in a desolate landscape.
The captain follows the trail but senses an ambush. The Cheyennes are waiting for them. The captain wants to avoid a confrontation, but the major arrives with the artillery and orders to fire. The captain is arrested for protesting that they are firing mainly on women and children. the Indians attack. The cannons fire. Children and women are killed. The major is also killed and the captain orders to hold the fire. The Indians let the teacher go, but are determined to continue their trek back to their country.
Despite the fact that the Cheyennes are a small group of mainly children, women and elderly people, the news spreads fast around the nation, becoming more and more apocalyptic as the media keep exaggerating the trouble. Eventually, the news reaches Washington, where the noble secretary of the interior (Robinbson) is accused of being too kind to the Indians.
The media spread false news with the intent to create interest and panic, and ordinary folks believe any rumour, and all sorts of speculators pressure the secretary to act.
The Cheyennes have their own internal problems too. When the old chief dies, he appoints chief his second son, not the one who negotiated with the whites.
The young impulsive revengeful soldier leads his men to a disaster when he tries to attack the Cheyennes (who set fire to the prairie)
Two hungry Cheyennes run into four trigger-happy cowboys who kill them just for fun.
The teacher is still taking care of the children. The Indians are tired, sick, hungry. When they reach a land that was supposed to be full of buffalos, they only find carcasses: the white hunters have destroyed the entire herd.
In the white cities, the newspapers keep spreading rumours of Cheyenne massacres. An indifferent Wyatt Earp (James Cooper) plays poker when the four cowboys walk into the saloon with the news that the Cheyennes are nearby. Wyatt does not blink: he is more interested in his poker game than in the Cheyennes. The cowboys challenge him and he shoots one in the foot. Despite his calm indifference, the hysterical mayor organizes a posse to hunt down the Cheyennes. Wyatt, the marshall and the best gun in town, is forced to lead them but simply takes them in the wrong direction. The picturesque and noisy caravan (including a wagon full of chorus girls) eventually meets one lonely Indian: enough to cause panic and a general retreat to town (This is a lengthy and colorful detour into the life of pioneer towns, meant to show and parody the reality behind the media news).
In the meantime, the real Cheyennes keep walking and reach the railroad, which they had never seen before and which is patrolled by the army. The captain is waiting for them, but they cross overnight.
Winter has come and the Indians argue among themselves. The two brothers separate: the reasonable one leads the weakest to the nearby fort, while the other (the new chief) goes on with the ones who want to continue the trek. They are welcomed and fed by the soldiers of the fort. The captain reaches the fort and finally meets again with the teacher. But the fort is given orders to send the Cheyennes back south. The Cheyennes refuse: they'd rather commit suicide. The captain is disgusted by the order and sends a message to Washington. The commander of the fort tries to convince the Cheyennes by cutting food, water, fire until they accept the orders. The commander does not agree with the order, but he cares for his career, even if it will kill the Cheyennes.
The captain, who has become famous for questioning his superiors, briefs the secretary, who is a good man and wants to find out the truth. At the fort, the commander is getting drunk out of desperation. His soldiers impeach him and decide to free the CHeyennes. But it's too late: the Cheyennes have decided to escape. They pull out the weapons that they had been hiding and engage in a deadly shootout. Most of them die. The survivors join the other Cheyennes in their march towards their homeland. The cavalry chases them and eventually surrounds them. But a surprise visitor shows up: the secretary of interior (Robinson), determined to avoid a bloodbath. He succeeds. The Cheyennes get their homeland back, war is avoided.
The Cheyennes still have to fight one battle, but it's an internal one: the chief wants his revenge against the son of his brother, who stole one of his wives. The chief kills the boy. Then surrenders the title of chief to his brother.
The captain has written a report on the epics of the Cheyennes. That's what the film is: the captain's report.

Ford compie un malinconico inno funebre per il valoroso popolo delle praterie, e finalmente si rende conto che i suoi ideali sarebbero stati meglio dall'altra parte.

Ford e Nugent ripresero nel 1961 il tema di Searchers per Two Rode Togeher, western non cavalleresco che è comunque in sintonia con il tono disilluso della contemporanea trilogia.

Ai margini della riserva Comanche sono accampati i parenti dei bambini rapiti, ormai da anni, dalle orde rosse. Siccome l'esercito non vuole scatenare una nuova guerra indiana, assolda uno sceriffo venale e senza scrupoli (Stewart), che specula sulle residue speranze dei pionieri, e gli affianca un capitano, disposto a rischiare la vita per il misero stipendio dell'esercito. I due si spacciano per mercanti, s'intrufolano nel campo indiano, comprano dal capo un ragazzo e una ragazza, mentre lasciano dietro di se` una vecchia che preferisce essere creduta morta e una giovane madre che corre a nascondersi nella sua tenda. Anche i due che si portano dietro erano nati bianchi ma sono ormai indiani. Il ragazzo e` un selvaggio, orgoglioso di essere Comanche. La ragazza, una messicana, e` diventata la squaw del Comanche piu` pericoloso, lo stesso che sta minando il carisma del capo della tribu`. A complicare le cose ci sono i continui litigi fra Stewart e Windmark, che non si possono (amichevolmente) sopportare. Alla fine i due decidono di dividersi. Windomark porta il ragazzo al forte e lo consegna al padre, mentre Stewart si prende cura della donna e deve uccidere il marito venuto a riprendersela. I pionieri accampati al forte inorridiscono a vedere il giovane, un gatto selvaggio che tenta di fuggire e dev'essere rinchiuso in cella. e la giovane, Il vero padre non accetta di riconoscerlo come figlio per consolare la moglie sulla soglia della pazzia, ma un'altra coppia e` lieta di far finta che sia figlio loro e di portarselo a casa. La giovane cerca di dimenticare le usanze pagane e comportarsi da bianca, ma viene respinta da quella società di bigotti e ipocriti che in lei vedono soltanto una donna che è stata a letto con chissà quanti indiani e che ha messo al mondo chissà quanti bastardi. Il ragazzo viene tenuto legato a un carro, ma la madre adottiva approfitta quando sono tutti a una festa per liberarlo. Per tutto ringraziamento il diavolo la uccide. Alla festa la messicana fa il suo ingresso in societa`, accompagnata dallo sceriffo, ma viene accolta con freddezza e imbarazzo da tutti, compresa la fidanzata del capitano, finche' lo sceriffo non sputa in faccia a tutti la verita` della loro ipocrisia. Fuori i pionieri hanno catturato il selvaggio e lo vogliono linciare per l'assassinio della madre adottiva. Il capitano tenta invano di fermarli, ma la folla lo travolge, e nessuno si accorge che il ragazzo ha riconosciuto un carillon della sua infanzia. La messicana invece si ricostruirà una vita con lo sceriffo, l'unico a non vergognarsi di lei. Il prestigio dell'eroe saggio viene in qualche modo salvato da questa buona azione (ma cinismo e brutalità rimangono, questo mercante di schiavi alla rovescia accetta la donna proprio per mancanza di rispetto nei confronti di lei e della società), nessuna attenuante esiste per la gente del villaggio (cioè dell'accampamento), invasata e sanguinaria, piena di pregiudizi, che sfoga la propria volgare impotenza su due innocenti, quelli stessi per liberare i quali era disposta a scatenare una nuova guerra. Giustamente la ragazza dice che gli indiani la trattavano meglio.

The Man Who Shot Liberty Valance

Con The Man who Shot Liberty Valance (1962) Ford torna invece ai temi classici del senso del dovere, del progresso, del conflitto fra natura e cultura, del sacrificio. Ancora una volta a Wayne spetta la parte dell'uomo tormentato dai propri principi, schiacciato dai suoi stessi ideali di giustizia e di amicizia; mentre Stewart rispolvera i panni rooseveltiani del giovanotto ingenuo e ottimista.

Questi è tornato al paese con tanto di laurea in legge e pretende di fare l'avvocato in una regione dove l'unica legge è quella della Colt; è deriso da tutto il villaggio e in particolare da Wayne, un cowboy serio e onesto ma che all'occorrenza sa anche farsi rispettare con i pugni e le armi, e che sotto l'apparenza coriacea nasconde un grande cuore, quasi tutto occupato dal pensiero della fidanzata, per la quale sta costruendo con le proprie mani una nuova casa; proprio nell'albergo gestito dalla famiglia della ragazza presta servizio Stewart come lavapiatti, in attesa di tempi migliori. Il paese è terrorizzato da Valance, che ha facile vita contro uno sceriffo idiota e fifone. Stewart insegna a leggere alla ragazza, propugna giustizia e libertà, subisce le prepotenze di Valance ma è protetto da Wayne (Valance con i due scagnozzi psicopatici, Wayne con il fedele servo nero), ma Stewart è contrario ai metodi di Wayne, rifiuta di impugnare la pisola ed è deciso a far trionfare la legge; la ragazza lo consola e si preoccupa per lui. Stewart inaugura con l'aiuto della ragazza una scuola a cui va sempre più gente, anche anziani cowboy. La crisi scoppia quando, con tutto il paese presente, tutti emozionati e ben vestiti, si tengono le elezioni, nonostante le minacce del bandito Valance (Lee Marvin). Il giornalista ubriacone, incoraggiato, prende sul serio e pubblica articoli roventi, ma Valance ubriaco fradicio irrompe furibondo per gli articoli e si auto-candida, ma nessuno lo vota. Vengono eletti il buffo avvocatino, nominato da Wayne, e il giornalista. Wayne li deride e li mette in guardia dalla vendetta di Valance. Valance sfida Stewart. Poi si vendica devastando la tipografia e frustando il primo. Stewart inizia ad allenarsi a sparare: vuole sfidare Valance. La ragazza, spaventata, supplica Wayne di fermarlo. Stewart decide di impugnare la pistola, sebbene non la sappia neppure maneggiare, e marcia contro l'assassino: parte un colpo e Valance cade morto. Tutti crederanno che sia stato Stewart a sparare, ma in realtà è stato Wayne. La ragazza cura la ferita al braccio di Stewart con le lacrime agli occhi e Wayne capisce. Butta fuori i due compari di Valance che vogliono impiccare Stewart per omicidio e poi si ubriaca. Torna a casa e le dà fuoco. Stewart e il giornalista vanno alla convenzione, dove l'eloquenza genuina dell'ubriacone conquista la platea e fa eleggere Stewart; ma a far eleggere Stewart è Wayne. Stewart farà carriera come politico e sposerà la ragazza di Wayne, mentre questi, in un accenno di disperazione, distruggerà la casa che stava costruendo. La storia è raccontata dall'anziano senatore Stewart ai giornalisti svelandogli come andarono le cose in occasione della morte di Wayne.

Wayne è il perdente fin dall'inizio, perché rappresenta il West del passato. E' lui stesso a rendersene conto e a cedere il passo al rivale, che rappresenta il progresso: lo difende e lo aiuta a sconfiggere un bandito che è l'ultimo baluardo del West selvaggio e virile (Valance e Wayne sono in effetti lo stesso personaggio sdoppiato in parte buona e parte cattiva). La condanna che Ford infligge al cowboy è crudele, ma giusta se la giustizia si misura a secoli di storia.

Il pessimismo di questa fase si ritrova in macchiette come lo sceriffo, un pavido ciccione che è agli antipodi degli eroici difensori della legge di un tempo, o come il complice perverso, che gode delle frustate inferte da Valance al giornalista, l'esatto opposto del fuorilegge mitico, o come il giornalista stesso, ciarlatano, ubriacone, demagogo dal cuore d'oro. il vecchio West è visto con occhio più imparziale, prima smitizzato e poi condannato all'estinzione.


Donovan's Reef

Donovan's Reef (1963) è una commedia d'ambiente polinesiano che mette in scena tre sbandati americani: i due inseparabili dissoluti e attaccabrighe Wayne e Lee Marvin e un medico che ha abbandonato la famiglia a Boston ed è ora padre di tre polinesiane. Un telegramma avverte proprio questultimo dell'arrivo della figlia, erede di un immenso patrimonio che la legge le impone di rimettere nelle mani del padre a meno che non riesca a provarne l'amoralità; a scanso di equivoci il padre si mette in viaggio prima del suo arrivo e delega Wayne a fare gli onori di casa. Dai battibecchi iniziali i due passeranno all'idillio, portando anche la pace in famiglia. La regressione di Ford, giunta con questo film ai temi del bisogno di una famiglia e del cameratismo, approva inevitabilmente all'Irlanda con The Young Cassidy (1964), biografia del commediografo Sean O'Casey, che serve da pretesto per colossali bevute e risse, nonché traversie familiari.

Seven Women (1966) chiude in maniera sorprendente la carriera di Ford proponendo un gruppo di sole donne (una missione in Manchuria) e quindi un protagonista femminile, una dottoressa che per salvare le altre si presta a soddisfare le voglie di un predone Cinese e poi si suicida.

The first scene shows a large horde of barbarians riding wildly through the steppes during the Chinese civil war of the 1930s. Agatha, the stern middle-aged puritanical woman who runs a mission in China has to take care of all sort of chores, including medicine. One day they receive a letter that a real doctor is coming to help, Cartwright (Anne Bancroft). They also receive news of a new raid, but the director is confident that the warlord Tunga Khan, who leads the horde, will never attack them because they are USA citizens. The staff of the mission also includes a fervent teacher, Charles, the only man, his pregnant wife Florrie, Agatha's humble assistant Jane, and a young beauty, Emma. The director sends Charles to welcome the new doctor, but he comes back empty-handed. The doctor finally shows up, and it's a woman. The women of the mission are, of course, surprised (and disappointed). Agatha coldly introduces her to the staff, and then warns her that they don't approve of cigarettes. At dinner her attitude and her jokes are vulgar compared with the calm gloomy atmosphere of the group. The doctor makes strides right away into the community. Charles and Florrie confide to her that they just got married (they are both middle-aged) and she is worried she might be too old to have a child. Emma is fascinated by the independent woman (who actually doesn't seem to be in love with life), and Agatha has to warn her that the newcomer is not fit for her religious upbringing (Emma is the daughter and orphan of a very religious couple). The head of the British mission and one of her assistants walks into Agatha's mission asking for protection: Tunga Khan has raided their mission. The refugees tells horrible stories of innocents being raped, mutilated, burned. Agatha coldly tells them that they can stay... for a brief time. The doctor knows that Florrie's pregnancy is dangerous, but Agatha refuses to put up the money to send her to a proper hospital. The doctor has plenty of work taking care of the wounded. When she realizes that one person died of cholera, she orders the refugees to burn all their belongings. When Emma gets sick with the disease, Agatha breaks down: she is terrified at the idea that Emma might die. Her love for Emma is morbid, something halfway between a mother and a lover. She can finally have a human conversation with the atheist doctor, admitting that she never wanted to marry. Later the doctor shows up drunk at the dinner, and she uttes blaspheme words while the staff is praying. If they didn't have enough problems, Tunga Khan's horde attacks the village. When the Chinese troops abandon it, Charles disobeys Agatha, who would like to stay firm, and organizes the exodus. While Charles goes to look for help, Agatha states that she built the mission and is not leaving. The bandits, however, are faster than them: they show up driving Charles' car. Charles is only the first victim of their brutality: the bandits immediately set out to exterminate the Chinese refugees, a fact that turns Emma mad. Tunga Khan keeps the USA citizens alive because he hopes to trade them for a hefty ransom. Florrie is about to give birth in impossible conditions and the doctor begs Tunga Khan to let her have her tools. Tunga Khan asks for ransom: he wants her as his concubine. She accepts in order to save Florrie and her baby. After helping her give birth, she walks to Tunga Khan's room. In the mission Agatha is disgusted by Cartwright's decision to prostitute herself, while the others are stunned by her courage. Now already dressed like one of the Chinese concubines, the doctor secures safe passage for the group of foreign women. When they have left the mission, the doctor serves a cup of poisoned tea to the warlord. He dies on the sport. She looks at the cup and then drinks it herself (both because she knows she will be punished by his horde and because she is tired of life).

The Poet of the Frontier

Ford ha rivoluzionato il western conferendogli uno spessore etico una profondità storica; il protagonista dei suoi film è un uomo alle prese con dei principi (ereditati dal modo di vivere irlandese, come la dignità, la lealtà e l'onestà, oppure facenti parte dell'idealismo americano, come la democrazia) e con un ben preciso, per quanto limitato, ruolo storico. La poetica di Ford nasce dall'incrocio della corrente withmaniana di esaltazione del progresso, della letteratura folcloristica, della cultura biblica e del teatro irlandese (da cui deriva il tipico miscuglio di humor e tragedia). Al centro di questa poetica è sempre l'umanità, ad un qualsiasi livello di aggregazione: individuo, coppia di amici, famiglia, gruppo di persone che condividono casualmente una situazione, villaggio, nazione (tutte queste aggregazioni sono statiche, si evolvono nel tempo). L'umanità di Ford è composta da un eroe/profeta/martire che svetta su uno zoo di caratteristi; la cultura cristiana impregna d'altronde tutta l'opera di Ford. Resta incerta soltanto la collocazione soprannaturale della Monument Valley, dei vasi paesaggi arsi dal sole, delle distese di neve, dei fiumi e delle foreste, ora purgatori, ora inferni, ora paradisi. Sacerdote Wayne che officia in quell'universo di simboli che è la Monument Valley, metafora biblica del deserto e della prateria, dell'esodo o della missione.

La psicanalisi degli eroi di Ford mette in luce i temi della solitudine e del fallimento, visti attraverso una cavalcata sulle montagne o la disgregazione di una famiglia, una vita svuotata di senso, o una missione fallita.

Tradizionalista e militarista, populista e progressista, Ford fu un regista contraddittorio, che seppe fare della contraddizione un motivo della propria arte. I suoi protagonisti più alti sono quasi sempre sdoppiati, dilaniati da due tendenze opposte. Il più grande poeta della Frontiera (e di tutte le Frontiere dell'umanità) fu sensibile dell'altra faccia della civiltà, del prezzo da pagare per la conquista: la crisi che gli fece ripudiare l'ottimismo iniziale e abbracciare un pessimismo crepuscolare.

La tecnica del regista non è mai stata intellettuale; il significato risalta dai gesti, dagli sguardi, dall'espressione dei volti, dal paesaggio; la sintassi dei suoi film è totalmente cinematografica. Ford è soprattutto un regista sociale. Tutto, guerra, amore e religione, ha una funzione sociale (piuttosto che, per esempio, metafisica). Anche la grandiosità dei paesaggi ha come scopo principale quello di far risaltare la comunità (villaggio, fattoria, plotone di cavalleria). I protagonisti, come Wayne e Fonda, non sono eroi omerici, ma piuttosto padri di famiglia, e lo spirito dei film di Ford è quello di una dura, stoica lotta quotidiana per sostenere e difendere la comunità. Il fatto che il cinema di Ford difenda la tradizione e la civiltà è dovuto semplicemente al fatto che la comunità di Ford è quella dei bianchi.

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