Milos Forman
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Dopo due feroci mediometraggi in stile cinema-verità, Milos Forman dimostrò l'influsso della nouvelle vague e del free cinema in Crnj Petr (1963), ritratto ironico alla Olmi di un giovanotto insoddisfatto, uno spostato alle prese con i problemi quotidiani nel suo ambiente naturale, reso con uno stile a metà fra il reportage documentario e la commedia di costume. Il suo senso dello humor nasce dall'affettuosa constatazione dei problemi che tutti hanno avuti (la timidezza, le ragazze etc.); il suo tono medio è dolce-amaro, critica gli adulti seri e monotoni, segue le peripezie del suo eroe maldestro; la vicenda sembra improvvisata, perchè nasce da tanti episodi separati.

Laskj jedne plavlovlaskj (1965) è di nuovo dedicato a una adolescente. Vive, con altre, in un convitto, e lavora, con altre duemila, in una fabbrica; le ragazze pensano e parlano d'amore, ma gli uomini sono pochi; una di loro s'innamora di un pianista e gli corre dietro a Praga, benchè lui non ne sia proprio entusiasta; deve tornarsene a casa in lacrime, ma alle amiche curiose racconta ovviamente un'avventura elettrizzante. Alla polemica contro l'ottusità degli adulti Forman aggiunge un'affettuosa partecipazione ai fremiti di tenerezza dei giovani.

La satira Hori ma panenko (1967) porta un attacco più diretto alla società costituita, all'abominevole scellerataggine del potere. Alla festa dei pompieri si cerca invano di eleggere la regina perchè tutte le ragazze scappano. Brucia la casa di un povero vecchio, e si vorrebbe regalare tutti i premi della tombola a lui, ma sono stati rubati tutti.

È la fine di Forman come regista cecoslovacco. Emigrato a New York, vi gira Taking off (1971), dove prosegue il suo discorso generazionale adattandolo alla società americana, preso il velleitarismo hippy dei giovani e l'inedia borghese degli adulti, un film pieno di gag sarcastiche (compreso un esperimento parascientifico con la marijuana, un concorso canoro osceno a cui partecipano orrende teenagers, uno strip della signora, uno show canoro del signore etc.). La storia è quella di due genitori disposti a tutto per ritrovare la figlia, anche a praticare gli ambienti che la loro educazione giudicherebbe sconvenienti, e che alla fine si lasciano sedurre dalle pratiche di droga e disinibizione degli hippy, mentre la figlia ne capisce l'intima ipocrisia.

One flown over the cuckoo's nest [(1975) Kesey] racconta l'atroce storia di un ribelle lobotomizzato dall'ospedale psichiatrico. Nicholson, criminale recidivo, viene inviato in un ospedale psichiatrico affinchè si determini il suo stato mentale: se è sano dovrà scontare la pena. Nicholson si finge pazzo, ma è perfettamente sano; è l'unico a non perdere mai il controllo nel caos allucinato dei pazzi, e cerca di organizzare anche un po' di svaghi per passare il tempo. La disciplina è retta da una giovane ma ferrea infermiera che dietro un gentile sorriso nasconde dei metodi molto fermi, decisa ad imporre i minimi dettagli del regolamento senza tener conto dei desideri dei ricoverati, che non osano d'altronde fare le loro richieste perchè ne sono troppo intimoriti. Nicholson li strapazza disgustato, deciso a sua volta a violare tutte le regole idiote che gli pare. La terapia dell'infermiera consiste nel far parlare in pubblico i malati dei loro problemi; è un metodo molto noioso, soprattutto quando per TV ci sarebbe una finale di baseball, ma nessuno osa votare contro. Per vendetta Nicholson evade, fa uscire i suoi compagni, li carica su un bus, li porta al mare, e, in compagnia di una prostituta, vanno a fare un giro in peschereccio. Dopo un pomeriggio in allegria al ritorno il gruppo dei picchiatelli trova i guardiani ad attenderli. L'infermiera si oppone a chi vorrebbe spedirlo in carcere (tanto si è capito che non è matto), vuole che rimanga. La ventata di esuberanza portata da Nicholson è in effetti salutare (persino il mastodontico indiano muto abbozza un sorriso durante una partita di basket). Ma Nicholson capisce il motivo reale della scelta dell'infermiera: mentre in carcere covrebbe scontare soltanto due mesi, in manicomio ciresterà finchè l'infermiera non lo dichiarerà guarito. Siccome causa una rissa, viene anche sottoposto ad elettroshock; ma non perde il buonumore. Riesce persino ad organizzare un party clandestino con due ragazze in cui i pazzi si divertono "come dei matti". Tutti gli sono affezionati: l'indiano gli ha rivelato di essere tutt'altro che muto, e un giovane balbuziente è stato iniziato all'amore da una delle ragazze. Il giorno dopo l'infermiera va su tutte le furie, soprattutto quando scopre il giovane a letto con la ragazza: il giovane ha ripreso l'uso della parola e sembra trasformato, ma in pochi secondi lei riesce a terrorizzarlo e a riportarlo allo stato di ebetismo. Nicholson decide di tentare la fuga, ma mentre sta per saltare la finestra sente l'urlo del giovane che si è sgozzato. Nicholson accorre, perde il controllo e si avventa sulla donna, tentando di strangolarla. Lo fermano appena in tempo. Giorni dopo, operato al cervello, ridotto a un vegetale, non riconosce neppure il fido indiano che vuole fuggire e portarlo con sè. L'indiano allora abbatte la parete e se ne va da solo.

Forman descrive con amestria le macchiette tragiche dei pazienti e su tutte quella dell'avventuriero mattacchione. Nell'infermiera poi identifica il motivo sociopolitico del film, e nell'indiano quello metafisico. M ail meglio è sul piano umano, nella vita di gruppo che l'eretico riesce a cementare con il suo calore.

Hair (1979) porta in scena il celebre musical-off che fu l'inno della provocazione droga-sesso. Brioso e festoso, il film è un semplice inno alla giovinezza, senza etichette temporanee (anche perchè Forman è estraneo a tutto ciò che furono il "movement" e il pacifismo).

Dopo Ragtime [(1985) Doctorow] e una parossistica biografia di Mozart [Amadeusz (1985)].

Man On The Moon (1999) e` la biografia del comico Andy Kaufman, uno dei personaggi piu` eretici della televisione Americana. Forman sembra soprattutto affascinato dal fatto che quel comico aveva un un modo diverso di vedere la vita: non esiste una sola realta`, e i grandi geni riescono a vederne un'altra, che talvolta puo` essere anche piu` interessante.

(All'inizio del film l'attore che impersona Andy gioca con i titoli di testa e fa finta che il film sia gia` finito: e` un'introduzione alla comicita` surreale di Andy Kaufmann). Andy, che ha sognato fin da bambino di diventare un comico televisivo, fa gavetta nei piccoli locali per principianti. La sua comicita` colpisce un agente di Hollywood, Shapiro, perche' e` cosi` anticonformista. Per qualche momento il suo show sembra patetico, e` imbarazzante, la gente non ride... ma poi all'improvviso si capisce lo scherzo e ci si mette a ridere.
Shapiro convince Andy ad accettare una parte in una sitcom in cambio della promessa di un suo special e di un certo numero di presenze del suo amico Tony. Tony e` un cantante orrendo che insulta il pubblico e causa il caos. Ma si tratta di Andy stesso, coadiuvato dal suo amico e partner Bob. Shapiro e` affascinato da questo comico sempre imprevedibile. Andy diventa cosi` uno dei protagonisti di "Taxi" e presto diventa un divo della televisione. Ma la sua fama e` legata soltanto a quel personaggio, che lui invece considera un obbligo di lavoro. A una platea di liceali che invocano il loro personaggio preferito, Andy legge l'intero "Great Gasby" di Fitzgerald. Le sue bizze irritano i dirigenti della stazione televisiva e Shapiro deve sempre mediare. Andy ottiene che Tony compaia in tv e gode quando Tony viene licenziato davanti ai fotografi e la vicenda finisce su tutti i giornali.
Tutti sono convinti che Tony sia Andy. Naturalmente Tony viene subito invitato a uno show, ma durante lo show di Tony appare Andy, i due litigano e Tony caccia Andy. Nei panni di Tony c'era Bob. Shapiro e` pero` furibondo, perche' il pubblico non si e` divertito.
Per tener desta l'attenzione su di se`, Andy si da` alla lotta libera, ma soltanto contro donne, che provoca con la piu` volgare ideologia maschilista. Una di queste ragazze, una bionda affettuosa, diventa la sua ragazza. Un giorno pero` finisce nei guai: il campione di lotta Jerry lo smaschera davanti a tutti e gli oppone una campionessa di lotta. Andy finisce al tappeto. Ma si tratta di nuovo di una colossale presa in giro, di cui questa volta e` stata vittima anche la sua ragazza. Andy e` incontenibile, capace di azzuffarsi sulla scena o in diretta tv. Sorprende sempre tutti, persino il povero Shapiro. Riesce ad attirare l'attenzione della nazione sulla sfida del secolo fra lui e Jerry, al termine della quale finisce in ospedale. Ancora una volta si tratta di una finta.
Ma Andy non fa piu` ridere e il pubblico non lo vuole piu`. Lo cacciano persino dal ritiro spirituale dove cerca di rilassarsi. Anche "Taxi" viene cancellato. Nessuno lo vuole perche' lui non ha rispetto di nulla. Torna al cabaret da cui era venuto. Con lui sono rimasti soltanto la ragazza e Bob.
Andy ha creato un personaggio davvero unico in quanto nessuno riesce mai a capire se sta facendo sul serio o se sta scherzando, se si tratta della realta` o di un'ennesima finzione. Con gli altri comici e` facile capire quando stanno scherzando, quando stanno raccontando una barzelletta, ma con lui lo scherzo puo` essere cosi` fine a se stesso, persino tedioso, per il solo gusto di prendere di sorpresa il pubblico, da lasciare nel dubbio se stia recitendo o meno.
Un giorno scopre di essere malato di cancro e li` per li` nessuno gli crede, neppure i genitori e certamente non i giornali. Invece e` vero.
Prima di morire vuole lo show alla Carnegie Hall che ha sempre sognato. Il suo genio folle ha modo di sfogarsi in una scenografia spettacolare e in numeri di comicita` folle.
Ormai costretto su una carrozzella, vola nelle Philippines per farsi curare da un mago. Ma scopre che e` un truffatore e si mette a ridere, come se si trattasse di uno dei suoi scherzi.
Al suo funerale proiettano un video con i suoi ultimi scherzi.
Un anno dopo la ragazza, Bob e Shapiro assistono a uno show del rinato Tony...
Andy e` un megalomane che vuole attirare l'attenzione del pubblico a tutti i costi. Ha sempre ripetuto di non essere un comico, ed e` vero: e` un falsario, un falsario che falsa la verita` perche` ha un obiettivo molto semplice (farsi pubblicita`) e ha scoperto che quello e` il modo piu` efficace.
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Man On The Moon (1999) is a faithful biography of comedian Andy Kaufmann. Forman emphasizes his knack for unconventional, abrasive, even vulgar humour which ultimately cost him his career. Forman excels in showing the man's quasi-schizophrenic persona, but fails to compose a universal portrait beyond the episodic storytelling of a biography.
(Translation by/ Tradotto da xxx)

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Valmont (1989) is an adaptation of the novel "Les Liaisons Dangereuses".
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