David Griffith


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David Griffith nacque nel 1879 in una famiglia sudista rovinata dalla guerra civile e cercò dapprima la sua strada nel teatro, e come attore e come autore; raggiunta una discreta fama, esordì nel cinema nel 1907 recitando per Porter.

Nel 1908 è regista ad Hollywood ed apprende velocemente le tecniche inventate dai pionieri; diventa così il primo grande del cinema che non ne sia un pioniere. Le tecniche messe a punto dai pionieri francesi (la verità), italiani (le grandi messe in scena) e americani (l'inseguimento) (il montaggio) sono per Griffith i segni naturali mediante i quali si esprime il linguaggio filmico, necessariamente diversi da quelli del teatro. Completò il suo bagaglio tecnico lavorando in modo consapevole sui tempi (azioni parallele, flashback), sulle inquadrature (primo piano, campo lungo, dettaglio, carrellata) e sul montaggio (soprattutto nei finali, dove il ritmo sempre più serrato con cui si susseguono le inquadrature provoca la tensione emotiva dello spettatore). Per tutta la durata della sua carriera Griffith continuò ad affinare la tecnica, apportando ritocchi ora all'illuminazione ora alla profondità di campo. A differenza dei pionieri, autodidatti e dilettanti, Griffith è sì ancora autodidatta, ma già professionista del cinema, serio e ambizioso,nobile e tenace, che lavora e fa lavorare con estrema cura e disciplina.

Per quel che concerne i soggetti, Griffith si assunse il compito di far compiere al cinema un balzo di secoli, divorando tutto ciò che le altre arti avevano già assimilato; attinse a piene mani dal patrimonio letterario internazionale e sviluppò in un certo senso tutte le trame possibili, in fatto di narrativa popolare. Se forse con Griffith il cinema non diventa ancora pienamente un arte, certo diventa cultura: Griffith trasse il cinema novecentesco dal romanzo ottocentesco. I suoi film furono così film romantici e realisti, film a tesi, e film di idee, sostanzialmente il modo novecentesco di esporre e proporre idee. La sua strategia è sovente puerile e primitiva (contrapposizione di bene e male, minuziosa riproduzione della realtà, scene brutali per accrescere l'emozione della tragedia, idealizzazione delle adolescenti e del paesaggio rurale), ma affronta in tutta la sua portata il problema della caratterizzazione dei personaggi e dell'espressione dei sentimenti, sia per quel che concerne la recitazione degli attori e fu il primo a selezionare accuratamente i protagonisti e a guidarne le mosse, sia per quanto riguarda la parte della macchina da presa. strumento per scandagliare uomini natura e oggetti. Dalla dissolvenza al flashback Griffith mise a punto quelli che sarebbero stati i ferri del mestiere di tutti i cineasti.

Dal 1908 al 1913 diresse centinaia di film minori in cui peraltro compaiono già i germi dei suoi capolavori; erano cortometraggi dei generi più svariati: giallo (The lonely villa),western (The massacre), leggero (The New York hat), storico (Judith of Bethulia), 13; melodramma realista (A corner in wheat) la cui durata e complessità tendevano via via ad aumentare.

Una parte importante della sua prima produzione hanno i film dedicati agli immigrati, che trattano i temi dell'emarginazione e del disadattamento, particolarmente sentiti da una larga fascia di pubblico che viveva in quegli anni i problemi dell'inserimento; l'amore fra due persone appartenenti a diversi gruppi etnici è in genere il trucco che mette in moto la trama. A questo genere si possono assimilare i film di argomento razziale, in cui l'emarginazione è quella della colonia indiana o messicana.

Al centro dei suoi film sono i sogni della borghesia puritana e il suo spirito orgogliosamente sudista (selvaggio e visionario): la sua America è un prodotto dell'immaginario collettivo, mentre i suoi personaggi sono frutto del suo subconscio. I suoi soggetti, per quanto complessi, poggiano sempre su una visione semplicistica del mondo: la lotta fra le forze del bene e quelle del male.

Griffith rimase sempre legato all'ideologia reazionaria del Sud.

Nel 1915 realizzò il primo lungometraggio e kolossal storico americano, The Birth Of A Nation (quasi tre ore di proiezione) ed è anche uno dei più biechi atti di propaganda razzista e la prima epica nazionale in forma di film; Griffith, da sempre ossessionato dal mito della famiglia (un'isola di sicurezza) e dal terrore dei negri (fonte di disunioni, perché causa della guerra), si sforza di convincere il pubblico che i negri schiavi significano stabilità e pace, mentre i negri liberi significano il crollo della società e dei suoi connotati, in particolare del puritanesimo che gli sta tanto a cuore.

Il film comincia con la descrizione della felicità familiare prima della guerra; ma alla fine della guerra i negri hanno preso il potere e vessano la popolazione bianca, difesa dal Ku-klux-klan. I bianchi ritrovano la felicità quando un doppio matrimonio sancisce la riconciliazione fra nord e sud. Esaltando l'opera di questi giustizieri bianchi, Griffith voleva esaltare la nuova nazione, nata sulle rovine della secessione. Il film espone i due simboli principali della poetica griffithiana: le giovani rappresentano il bene, i negri il male; i negri tentano due volte di violentare una giovane; la guerra libera orde di negri feroci come demoni a caccia di anime, la guerra è il peccato che ha dannato i bianchi.

Il sincero orrore di Griffith per la guerra è una prova della sua mentalità generalmente progressista, a parte le questioni razziali.

Le scene brutali, quelle commoventi e quella grandiosa dell'incendio di Atlanta furono alla base dello straordinario successo del film; ma ovunque si ebbero manifestazioni di protesta, e in alcuni paesi europei il film fu proibito.

Basta capovolgere le parti di bianchi e neri e si scopre un capolavoro di cinema storico-realista.

Dalla storia americana Griffith passò con Intolerance (1916) alla storia mondiale. Il tema e` quello della lotta fra odio e amore. I quattro episodi (ambientati nell'America contemporanea, nella Francia delle guerre di religione, in Palestina ai tempi di Cristo e nell'antica Babilonia) costituiscono una sorta di compendio dell'intolleranza nei secoli: lo sfruttamento operaio, la strage degli ugonotti, la passione di Gesù, e la caduta di Babilonia.
Le vicende si sovrappongono, le scenografie imponenti si accavallano, le masse corrono tumultuose verso il tragico epilogo. Il finale travolgente, in cui le quattro storie si intersecano sempre più rapidamente, è un atto di accusa contro le follie umane. Non essendoci negri, il film è animato da sentimenti nobili e generosi.

Alcune matrone cercano finanziamenti per la loro causa dalla sorella zitella di un tycoon. Intanto l'umile contadinella Dear One si prende cura del padre che lavora al mulino del tycoon. Un onesto ragazzo lavora nello stesso mulino. La folla di operai cammina verso la fabbrica.
A Gerusalemme sfila una folla di commercianti, cammelli, donne. Fra essi i farisei ipocriti.
Alla corte di Carlo IX a Parigi il re riceve il fratello duca, un idiota effeminato, fra la folla di cortigiani. Caterina de' Medici, la madre, perseguita gli Ugonotti. Una principessa viene data in sposa a un Ugonotto per preservare la pace. La folla per le strade festeggia gli sposi. Un soldato mercenario si innamora della serva Brown Eyes.
La ricca zitella acconsente ad aiutare le vecchie megere. Al ballo degli operai la brava contadinella e il ragazzo diventano amici. Il tycoon va a ispezionare di persona il ballo, impensierito che gli operai si stiano stancando.
A Babilonia fra una folla di mercanti, contadini ed elefanti di tutto il mondo sfila il corteo del principe Belshazzar, "apostolo di tolleranza", innamorato di una bella principessa. Una ragazza selvaggia, Mountain Girl, viene condannata dal giudice a essere venduta in matrimonio.
Il tycoon ordina una riduzione di salario per aumentare i propri profitti. Sciopero e disordini ne seguono. I guardiani della fabbrica sparano sugli operai. Il ragazzo emigra in citta`, e cosi` anche la ragazza e suo padre. Il ragazzo non trova lavoro e si riduce a derubare un ubriaco.
A Babilonia il fratello porta Mountain Girl al mercato delle donne. Belshazzar, impietosito dal suo temperamento selvaggio, le rende la liberta`. I sacerdoti complottano contro Belshazzar e la Mountain Girl ne prende le difese, rischiando la propria vita per lui.
Dear One vive adesso in un appartamento, ma e` rimasta la stessa dolce ragazza di prima. Il ragazzo invece e` diventato un teppista al servizio del padrone di un bordello. Il boss ha una ragazza malvagia. Il ragazzo ritrova Dear One e vorrebbe portarla via ma il padre lo ferma.
Allo sposalizio di Cana Gesu` compie il miracolo sotto gli occhi dei farisei, e poi salva un'adultera dalla folla che vuole linciarla.
La virginea Dear One soccombe alle lusinghe del ragazzo, che promette di sposarla e si ravvede.
Gli oboli del tycoon hanno trasformato le megere in una delle potenze politiche della citta`. Le donne scatenano una crociata contro il vizio. Il Proibizionismo fa prosperare le distillerie illegali.
Quando il ragazzo comunica al boss che ha deciso di cambiare vita, questi lo fa incriminare di un furto che non ha commesso. Il ragazzo viene subito arrestato e condannato al carcere.
A Babilonia il gran sacerdote sta segretamente aiutando il re persiano a vincere la battaglia campale contro Belshazzar. I due eserciti si fronteggiano.
Dear One partorisce un bambino e attende il ritorno del marito. Le megere hanno lanciato una crociata contro le madri irresponsabili e ottengono l'ordine di portarle via il bambino.
Caterina scatena le persecuzioni contro gli Ugonotti. Babilonia sta per cadere, ma la stoica resistenza dei suoi abitanti, fra cui l'indomita Mountain Girl, mette in fuga l'invasore. Gli abitanti festeggiano con un'imponente parata e una lussuosa cerimonia.
Finalmente il ragazzo viene scarcerato e puo` tornare dalla moglie.
A Parigi il re, istigato da Caterina, ordina il massacro degli Ugonotti. Intanto Brown Eyes sta per sposare il soldato.
Mountain Girl si lascia trascinare in un'orgia dissoluta mentre al palazzo si compie la cerimonia del matrimonio di Belshazzar.
Il boss della malavita, invaghito di Dear One, la va a trovare con una scusa, ma la sua donna, gelosa, lo ha seguito e lo spia dalla finestra. Il malvagio tenta di violentare Dear One proprio quando sopraggiunge il marito. Nella colluttazione gli sposi rimangono storditi. Quando il malvagio sta per finire il ragazzo, la donna gli spara e lo uccide. Del delitto viene incolpato il ragazzo, sorpreso accanto al cadavere dalla polizia. Al processo viene condannato a morte, nonostante un detective scopra che a sparare dev'essere stato qualcun altro. Finalmente la vera omicida confessa e comincia la corsa per fermare l'esecuzione.
Mountain Girl spia i sacerdoti e scopre il tradimento. Brown Eyes e` in pericolo per lo sterminio degli Ugonotti ma il soldato accorre a salvarla. I nemici persiani attaccano Babilonia. Gesu` inizia il Calvario verso la croce. A Babilonia si diffonde il panico. Un soldato violenta e uccide Brown Eyes. Il detective sfreccia in auto per arrivare in tempo a fermare l'esecuzione. Le truppe persiane irrompono a Babilonia seminando lo scompiglio fra i babilonesi (presi di sorpresa nonostante Mountain Girl abbia tentato di avvisarli). Mountain Girl muore durante l'eroica difesa, Belshazzar e la principessa si suicidano. Il detective e Dear One fermano il treno del governatore e ottengono la grazia, proprio mentre il condannato viene portato al capestro.
Alla coppia viene anche restituito il bambino.
Il film si chiuede con le immagini di una battaglia campale: sui soldati discende lo spirito divino e li trasforma in pacifici cittadini che passeggiano.
Il capolavoro è la prima storia, un ennesimo melodramma che ha pero` forti connotati sociali e un piglio piu` realista. E` anche l'unica delle quattro storie ad avere un lieto fine.

Nelle parti storiche Griffith, per quanto abile a manipolare colossali messinscene, non può sfruttare le sue doti più efficaci, il melodramma e l'intimismo familiare, e finisce per affogare fra i costumi e le scenografie.

Intolerance è un'opera in cui più di tutto conta il montaggio; è il montaggio a dare un senso, combinandoli, ai quattro episodi, a scandire i tempi, a creare la suspense.

Il film costato moltissimo, ebbe scarso successo, anche per l'entrata in guerra degli Stati Uniti, e Griffith ne fu praticamente rovinato.

Dopo un melodramma patriottico piuttosto convenzionale diretto in Europa, Hearts of The World (1918), Griffith realizzò Broken blossoms, finalmente il dramma intimista che più si adattava alla sua personalità, centrato sul tema vittoriano dell'innocenza. Un cinese consola una giovane maltrattata oppressa dal padre, e quando questi l'ammazza di botte gli spara e poi si sopprime. Il quartiere popolare è il vero protagonista del film: un angolo di tuguri miserabili che si affacciano su un vicolo immerso nella nebbia. Il ristretto numero di personaggi e la successione di quasi soli interni ne fanno una tragedia classica, rispettosa delle tre unità. Griffith scarica tutte le sue conoscenze filmiche in un piccolo angolo di mondo: può così montare con una minuzia e una raffinatezza che non eguaglierà mai e approfondire, dando sfoggio di eccezionale sensibilità, le tre personalità (il boxeur ubriacone, l'inerme adolescente nella quale il terrore è connaturato, il predicatore cinese che alla fine vede fallire la sua filosofia dell'amore). Il finale è un capolavoro nel capolavoro, quando la bambina si nasconde in un armadio, che il padre inferocito sfonda a colpi d'ascia. Ancora un'adolescente vittima della brutalità, un idillio schiacciato, una famiglia a pezzi; i risvolti mistici e sociali danno alle sofferenze della giovane il crisma del martirio (il suo sorriso malinconico e il suo sguardo spaurito escono dai bassifondi per simboleggiare l'intera visione griffithiana della società Ma questa volta Griffith ha scoperto il pathos. Capolavoro di estrema stilizzazione, Broken blossoms è anche il film in cui trapelano più evidenti le angosce esistenziali di Griffith, un uomo amante e al tempo stesso tormentato dalla solitudine, che si sentiva attratto nella società dalle giovani (affettuose e innocenti), ma temeva di doversi misurare con la sua violenza.

Lilian Gish è l'interprete preferita di Griffith nel ruolo dell'adolescente inerme. Interpreta anche True Heart Susie, raffinata ma troppo patetica storia sentimentale di una ragazza abbandonata dal suo fidanzato, e soprattutto Way Down East (1929).

Una povera ragazza, Anna, sedotta e abbandonata, e perseguitata dai pettegolezzi dei puritani, decide di buttarsi nel fiume, ma all'ultimo momento viene salvata da un bravo giovane che la ama e che vuole sposarla. A poor girl, Anna, decides to go and ask for help from her rich cousins. She receives a cold welcome from the cousins but is protected by a wealthy aunt whom they fear. At a party she meets the high society, and in particular the handsome Lennox, a seducer with no scruples. Nearby, a gentle young man, David, lives in a farm with his very religious and strict parents.
Lennox easily conquers Anna's simple heart and convinces her to marry him secretely. Then he pays three thugs to stage a fake wedding ceremony. That night the honest David has a nightmare.
Anna returns home to her mom and keeps the secret, but keeps meeting her "husband" when he wants her. Eventually, Lennox gets tired of that adventure and she gets pregnant. He has no choice but to tell her the truth. And she, abandoned, has no choice but to tell her mother the truth.
The baby is born but soon dies and the landlady, worried by all the gossiping about Anna, kicks her out. Anna ends up looking for work at David's village, and gets to know the funny people at the farm, including the crazy professor of butterflies who falls in love with Kate, the women whom David is supposed to marry.
Anna becomes the maid at the farm and a respectable member of the community. David falls in love with her and keeps asking her to marry him. But one day the landlady happens to visit his house and recognize her. An envious gossiper, Martha, then learns about the baby. Lennox also finds her, and asks her to move away because he's now after Kate. Martha reveals Anna's past to David's father and the old man kicks her out of their house during a dinner with Lennox. Anna doesn't beg forgiveness but at least reveals Lennox's true character. Anna leaves while a snow storm is raging. David tries to follow her and asks others for help, but first he has to get rid of Lennox, who has been stuck in the storm. Anna walks over the ice of the river but is trapped on a piece of ice that breaks and starts drifting downstream. David sees the scene and follows her jumping from floating ice to floating ice. The rapids lead to a waterfall. At the very last second David reaches her, lifts her in her arms and brings her to safety. The whole family gathers around Anna and the father even asks forgiveness. Even Lennox apologizes and declares he's ready to marry her for real now. But Anna accepts David's proposal, and Kate accepts the professor's proposal. Even Martha gets married.
Ancora una volta il finale è il pezzo forte del film, ed è anche l'unica scena grandiosa, peraltro quasi tutta costruita in studio, fondendo frammenti di documentari e riprese.

Con questo film, tratto come gli altri due capolavori intimisti, da opere letterarie contemporanee, Griffith esaurì il filone vittoriano della sua opera. Raggiunta la perfezione nel dirigere gli attori e l'operatore (Billy Bitzer), e nel montare i finali mozzafiato, con la scena della fallita suicida che, aggrappata a una lastra di ghiaccio, viene trascinata verso le cascate, mentre il suo salvatore la raggiunge saltando di lastra in lastra, Griffith può ambientare il film con eguale successo nella città o nella campagna, dargli un finale tragico o lieto.
Attorno alla figura costante della giovane brutalizzata, può ormai costruire una storia qualsiasi, tanta è l'abilità nel ricavare capolavori anche da soggetti esili e scontati. L'acquisita ricchezza espressiva gli consente ormai qualunque cosa, ma i due capolavori intimisti, antitetici nell'ambientazione e nel finale, coprono già tutte le possibili storie del genere. I film intimisti hanno anche qualcosa in comune con i capolavori storici. La morale di Griffith è pronta a condannare qualsiasi aspetto negativo della società (tanto l'alcoolismo quanto il puritanesimo), sicché anche i film intimisti sono in parte delle crociate contro l'intolleranza.

Il melodramma storico Orphans Of The Storm (1921) compie un passo indietro, dal romanzo vittoriano al romanzo storico.

Negli anni antecedenti la rivoluzione francese, una giovane di famiglia nobile ha avuto una bambina da un plebeo e ha gettato nella disgrazia la sua famiglia. La bambina, Louise, viene depositata sui gradini di Notre Dame. Un povero, disperato, va a depositare la sua bambina sugli stessi gradini e trova la figlia dei ricchi. Inteneriti, invece di lasciare la sua Henriette, si porta a casa anche Louise. Le due bambine crescono insieme, mentre la madre di Louise viene costretta a sposare un conte tanto ricco quanto crudele. Il fattore Jacques, maltrattato dal conte, medita la vendetta. Il nipote del conte e` invece un giovane cavaliere generoso che aiuta i poveri. La peste uccide i genitori delle ragazze e rende cieca Louise. Henriette si prende cura amorevolmente della sorella e la accompagna in un viaggio a Parigi per curare i suoi occhi. Henriette giura solennemente a Louise che non si sposera` finche' Louise non avra` riconquistato la vista.
Durante il viaggio fanno la conoscenza di un marchese privo di scrupoli che s'innamora subito di Henriette e ordina ai suoi scagnozzi di rapirla. Il marchese riprende il viaggio e, quando la sua carrozza travolge e uccide una ragazza del popolo, si limita a dare qualche spicciolo alla madre. Mentre il marchese presenzia a un banchetto lussuoso e flirta con una nobile, le due innocenti provinciali arrivano nella grande citta` e vengono aggredite dai suoi uomini. Henriette viene rapita e Louise, rimasta sola, viene soccorsa da un povero giovane di buon cuore, figlio di una megera accattona. Il party del marchese si e` trasformato in un'orgia colossale quando gli viene recapitata la sventurata Henriette. La salva pero` il cavaliere, che e` fra gli ospiti e ferisce il marchese a duello. Il cavaliere le procura anche un alloggio, di fianco a un povero avvocato, Robespierre. Intanto Louise e` stata costretta dalla megera a diventare una mendicante. Un buon dottore ha rivelato alla megera che potrebbe guarire, ma la megera le ha fatto credere che invece non ci siano speranze. Il cavaliere, fidanzato contro la sua volonta` a una nobile, rivela allo zio conte di essere innamorato della plebea Henriette e lo zio va su tutte le furie. Henriette salva la vita a Danton, inseguito dalle guardie. Il cavaliere convince la contessa ad andare a la sua amata Henriette e la contessa scopre cosi`, dal racconto di Henriette, che quella Louise e` la sua Louise. Proprio in quel momento Henriette ode la voce di Louise che mendica in strada e si precipita giu`, ma il conte e` venuto a farla arrestare e la megera ha cosi` modo di riportarsi via Louise. Il cavaliere viene esiliato per tenerlo lontano da Henriette.
Scoppia la rivoluzione. Fra i caporioni c'e` anche Jacques, che medita sempre la vendetta contro l'odiato conte. Luoise, liberata dai rivoluzionari, corre a cercare la megera, ma questa le fa credere che Henriette sia perita. Louise non puo` chiedere aiuto alla polizia perche' in citta` regna l'anarchia. Il cavaliere rischia la vita per andare a trovarla, travestito da plebeo. E infatti il vendicativo Jacques lo riconosce e lo fa arrestare. Vengono entrambi giudicati in pubblico e proprio davanti al tribunale Louise ritrova Henriette. Ma ancora una volta non riesce a riabbracciarla, perche' le guardie le separano. Il cavaliere viene condannato alla ghigliottina, ma Louise viene salvata da Danton all'ultimo momento e puo` finalmente ricongiungersi con la sorella.
La ricostruzione storica e` impressionante e la storia porta tutti i crismi di Griffith, nel bene (svolgimento parallelo, montaggio, scene di massa) e nel male (moralismo, patetismo).

In pochi anni Griffith divenne anacronistico, e il sonoro lo spazzò via senza pietà; diresse l'ultimo film nel 1930. Della sua ultima produzione, tecnicamente impeccabile, fanno parte Isn't life wonderful (1924) sulla miseria del dopoguerra tedesco, e Abraham Lincoln (1930), dedicato al martire della causa antischiavista; il sentimentalismo liberale che, fuso con la tipica crudeltà sudista (sesso violenza, appena oltre le adolescenti e i bruti griffithiani, sono gli ingredienti anche della narrativa sudista), fu l'origine della sua grande arte, andava con l'età abbracciando settori sempre più ampi della vita contemporanea. Se dal contrasto fra i due opposti paradigmi (sentimentalismo di stampo vittoriano e l'asprezza di stampo sudista) nacquero i suoi capolavori, dall'acuirsi di questa contraddizione sarebbe probabilmente derivato un cinema di introspezione psicologica, con al centro l'uomo e la sua lotta per la sopravvivenza, morale e fisica nella società.

Fanciulle e bruti configuravano infatti un mondo di innocenti e di dannati, dove le prime dovevano lottare pur di non essere sopraffatte dai secondi. E' in fondo l'eterna lotta fra il bene e il male, che fin dall'antichità l'intolleranza ha fatto pendere dalla parte del male.

Il Dickens del cinema era tormentato da visioni e complessi inconsci (l'Europa sempre vista come teatro di orrori; razzismo e puritanesimo manifestazioni di un primitivo istinto di conservazione; un mondo di poveri totalmente distinto da quello dei ricchi.

L'importanza di Griffith è più evidente nell'evoluzione dello stile di regia. La sua narrativa è resa infatti fluente dal processo di editing. Un fattore determinante nell'aumentare l'emozionalità e l'espressività del cinema.

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