Monte Hellman
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Hellman, dopo una oscura gavetta teatrale, fu per alcuni anni un regista di film di serie B della scuderia di Corman, allenato a dirigere con gran velocita' e con minimi mezzi. sono in effetti di Corman tanto The Creature From The Haunted Sea (1962) quanto Terror (1963), piccoli capolavori dell'horror girati in pochi giorni.

La lezione di Corman servi' a Hellman per realizzare con un budget minimo due film insieme, entrambi western, ambientati nelle stesse localita' e con lo stesso cast.

The Shooting (1965) e' un giallo western avvolto nel mistero. La allegorica caccia attraverso il deserto culmina con il compimento della missione, ma il tragitto e' disseminato di altre piccole missioni, tutte compiute con successo, che forse valgono di piu' di quella ufficiale. Fra i vari personaggi si instaura un clima morboso, un groviglio di obiettivi e desideri che ricorda in superficie il teatro dell'assurdo, i drammi esistenziali di Bergman e Altman, mentre le convenzioni dell'horse opera (sceriffo, killer, assassino, duello) rimangono sfocate sullo sfondo, e piu' in profondita' ancora un viaggio psicanalitico nelle paludi del subconscio (il West come luogo geometrico dell'incubo freudiano, dell'angoscia esistenziale, dell'insicurezza, della solitudine). La logica della trama si scopre a poco a poco, ma in realta' il razionale rende soltanto piu' evidente che ciascun personaggio sta perseguendo un proprio disegno, in cui gli altri sono elementi incidentali.

Sono uomini cacciati che cacciano, decisi a compiere la propria missine, ma al tempo stesso immersi nel terrore dell'essere braccati; contesi tra una sadica sete di violenza e un'infinita paura della morte, vagano nel vuoto del deserto, senza altra certezza che la propria missione, allucinazioni, pertanto, in movimento.

Un minatore, ex-cacciatore di taglie torna al suo accampamento. Un socio e' morto e sepolto, suo fratello manca, l'altro socio, giovane e pauroso, si e' tappato nella miniera e racconta l'accaduto: suo fratello si e' ubriacato, ha ucciso un uomo e un bambino in paese, ed e' fuggito; qualcuno e' venuto all'accampamento per vendicarsi e ha ucciso l'altro socio. Perche'? Perche' nessuno e' tornato a cercare il fratello? Il giorno dopo arriva una donna, bella e dura, che dice di essere rimasta appiedata e offre soldi al minatore perche' la guidi attraverso il deserto; ma il minatore scopre che la donna ha soppresso il cavallo, benche' la povera bestia non avesse nulla di rotto. Perche'?
I tre si mettono in cammino. Perche' i due uomini la seguono? Uno sceriffo e' sulle loro tracce. Perche'?
La donna fa fuggire il mulo con le provviste. Perche'? Perche' vuole attraversare il deserto?
Durante la sosta a un villaggio, un indiano le consegna un biglietto. Il giovane tonto ritrova il cavallo con cui era fuggito l'assassino. La donna dice che le piace sparare e ogni tanto esplode colpi a caso, ma in realta` sembra che voglia segnalare la sua presenza a qualcuno.
La donna non vuole rivelare la meta, ma nulla la fa desistere dal suo proposito. Lungo il cammino incontrano le tracce di un uomo, presumibilmente l'assassino in fuga; e, quando le tracce divergono dalla pista, lei ordina di seguirle, anche se si avventurano in una zona molto difficile.
Il minatore ha capito che qualcuno li sta seguendo e che la donna sta a sua volta dando la caccia a qualcuno per ucciderlo. Perche' la aiuta?
Il giovane si e' innamorato della donna e lei ne approfitta per legarlo a se', ben sapendo che in tal modo il minatore, che le e' indispensabile come guida per continuare la caccia, non lo abbandonera'. Volenti o nolenti sono legati l'uno all'altra.
Visto che il minatore ha ormai capito, la donna chiama a se' l'uomo che li pedina, e il minatore riconosce in lui un pericoloso pistolero.
Le tracce del fuggitivo si congiungono a quelle di un altro cavaliere. Fredda, testarda e spietata, la donna prosegue a grande andatura. Il suo cavallo si azzoppa e il giovane le offre il suo: per ringraziamento, dopo un po' la donna gli ordina di rimanere li' ad aspettarli, in pieno deserto; e il pistolero rende esecutivo l'ordine disarmando entrambi gli amici. Prima di procedere, confessa al giovane di essere stato lui a uccidere il socio all'accampamento e di aver intenzione di fare altrettanto con il fuggitivo.
La donna lascerebbe anche libero il minatore, ma lui adesso vuole restare li' con loro per evitare un altro assassinio.
Cosa c'e' tra il pistolero e la donna? Chi e' lei? Il pistolero non e' disposto a tradire la donna per nessuna cifra.
Incontrano un uomo azzoppato. Lei gli parla e lo abbandona nel deserto: e' il padre di suo marito, l'uomo che aveva dato il biglietto all'indiano. Probabilmente lui non e' riuscito dove lei sta riuscendo.
Il giovane, che segue le tracce a piedi, va a soccorrere il vecchio. Scopre che il fuggitivo e' proprio il fratello dell'amico. Balza sul cavallo del vecchio e va ad avvertire l'amico, ma commette l'errore di puntare la pistola al pistolero, che non esita a freddarlo. Il minatore gli scava la fossa con le mani, in silenzio. I tre si rimettono in cammino.
La donna rivela finalmente di essere la moglie e la madre delle vittime di suo fratello.
Trovano il cavallo del fuggitivo. Il pistolero appieda anche il minatore, che pero' continua a seguirli. Perche' lei non lo costringe a fermarsi? Ma poi rimane appiedato anche lui.
Il minatore approfitta di un momento di stanchezza del pistolero per balzargli addosso. Lo disarma, lo stordisce e gli massacra la mano destra con un masso. La donna e' rimasta a guardare senza intervenire. Perche'?
Il pistolero si rialza, pesto e sanguinante. Sono tutti e tre appiedati. Raggiungono pero` il fuggitivo. La donna e il fuggitivo ingaggiano una sparatoria. Anche il minatore estrae la pistola e subito dopo suo fratello viene colpito: e` stata lei o e` stato lui, per salvare lei, a colpire il bersaglio? Alla fine, non si capisce bene chi uccide chi.
I ruoli dei personaggi si chiariscono poco alla volta: la donna vuole soltanto vendicarsi, e ha assoldato il pistolero, e usano il minatore per inseguire suo fratello.
Hellman conia uno stile lentissimo, fatto di pause e di silenzi, tanto piu' ossessivo al dilatarsi degli spari, di dialoghi ridotti al minimo, di inquadrature essenziali. Spettacolarita' ed eroismo del western vengono completamente cancellati. Della mitologia western rimangono soltanto gli aspetti negativi, e questi diventano pretesti per un piu' ampio discorso metafisico-esistenziale, una parabola morale degna di Bresson.

Il pessimismo anti-eroico di Hellman impregna anche l'altro film Ride in the Whirlwind (1965): tre cowboys in viaggio dalla california al Texas vengono scambiati per complici dei banditi che hanno assaltato una diligenza; nella sparatoria tra vigilantes e banditi, uno dei tre viene ucciso e gli altri due fuggono, inseguiti dai fanatici giustizieri che hanno appena impiccato i banditi; si rifugiano in una fattoria, costringendo i contadini ad ospitarli. Ma il capofamiglia segnala la loro presenza ad un vigilante che va a cercare gli altri; i due cow-boys intuiscono l'accaduto e cercano di scappare con due cavalli, ma il contadino si oppone. Nella sparatoria Nicholson uccide il contadino, ma questi ferisce gravemente l'altro cow-boy. Il ferito si ferma a proteggere la fuga dell'amico; viene ucciso, ma Nicholson e' ormai oltre il confine, in salvo.

Hellman snocciola (sgrana?) il rosario della mitologia western: assalto alla diligenza, la sparatoria, il linciaggio, l'inseguimento, ecc.. Cio' nonostante non e' un film d'azione: l'azione e' secondaria, resta sullo sfondo, parte del paesaggio. E' un film di valori, alcuni primitivi altri eroici, alcuni brutali altri bigotti, che coesistono e si integrano in un'armonia naturale, per quanto spietatamente violenta: la giustizia dei vigilantes, l'attaccamento alla proprieta' del contadino, ecc. Violenza anarchica e ordine puritano sono tutt'uno, si bilanciano e proteggono a vicenda. La societa' tribale si regge su quel dualismo; tutto il sistema si scatena contro i cow-boys: banditi, vigilantes, contadini.

Lo stile documentario della regia da' alla storia il sapore di vita quotidiana, togliendole qualunque parvenza di eccezionalita'. Il paesaggi stesso non ha nulla di spettacolare, e', anzi, deprimente. I personaggi non fanno altro che lottare per la sopravvivenza. L'attenzione bressoniana per l'umanita' popolana ha qualcosa della passione di cristo. Non c'e' alcun tentativo di impostare un discorso sull'ambiguita' della giustizia, che in questo mondo non esiste. Il messaggio finale dell'apologo e' criptico: la salvezza nella fuga di un eroe passivo che e' sopravvissuto allo sterminio della vita.

Il pessimismo di Hellman si concentra sull'anarchia violenta e disperata dell'individualismo americano; i suoi uomini sono soli nel deserto, senza dio. Ma, a differenza di quelli di Bresson, i suoi anti-eroi dio non l'hanno mai avuto e non l'avranno mai: dio non e' morto, non esiste.

Two Lane Blacktop (1972) e' un dramma naturalistico che si svolge secondo le convenzioni del road movie e in qualche modo rifa' il verso a Easy Rider ma da una angolatura opposta.

Two kids (a mechanic and a driver) drive around in their modified car. They don't seem to be in a hurry to get anywhere and they hardly talk to each other. A sport car overtakes them on the highway, but they don't seem interested in racing against it. While they are eating at a cafe, a girl gets out of a van and gets into the back seat of their car. They get back in the car and drive away, and hardly chat with the girl. The same sport car overtakes them again and the girl is surprised that they don't try to race: the kids explain that it would be pointless. Later that night, though, they find their match and do race a modified car in a small town. Later they take a hotel room and one of the boys sleeps with the girl. The following day the sport car's driver gives a ride to a middle-aged man who is hitchhiking. The driver can't wait to explain how he got the car and how powerful it is. The hitchhiker gets bored to death and, at the first gas station, starts hitchhiking again. In the meantime the kids have reached the same gas station and they finally meet the sport car's driver: they trade insults and eventually they challenge each other at a race. The destination is Washington. The girl is still in the boys' car, although she briefly sat in the sport car.
The verbose sport car's driver picks up another hitchhiker but then dumps him at the first town because he is gay and made a pass on him. Later the sport car is stopped by cops. The kids stop and behave erratically to confuse the cops, who let the sport car go. They are now friends and share food and drinks. The kids check out the sport car's engine and tell the driver that something is wrong and needs to be fixed as soon as possible. One of the kids volunteers to drive the sport car, with the girl in the passenger seat, while the obnoxious driver sita in the kids' car (where the kid tells him to shut up).
They get in town when all the stores are still closed. The girl disappears. The boy who slept with her, and who still doesn't know her name, drives around town looking for her. He finds her in a street where she was hitchhiking again, and she quietly gets into the car. He teaches her how to drive the car. She can't get it right, he kisses her. They drive back to the gas station where the other kid is waiting. The sport car's driver got drunk and collapsed. They put it in the car and drive away. Later the kids fix the sport car for him. However, now they are broke and need to raise some money by racing someone.
They almost kill themselves on the way to the race track when they run into an accident in the highway. They hardly pay attention to the dead body and to a rambling truck driver, and then keep driving on. While the kids are racing, the girl jumps into the sport car and takes off with the verbose middle-aged man. The driving kid, finally displaying some feelings, gets furious and starts chasing them. They catch up at a diner, where the driving kid confronts the girl. She is indifferent to all of them. Having clearly no desire to be tied to a man or to a destination or to any goal in particular, she hitches a ride from a random motorcyclist, even leaving her bag in the parking lot.
The middle-aged man of the sport car is now alone again, and keeps picking up hitchhikers to tell them the story of his life.
The kids get into another race. The driver is still tense. The race starts. We see it in slow motion. Then we see the very film burn and dissolve.
A bitter fresco of dysfunctional lives that don't believe in anything anymore and are simply adrift in a hostile rural environment. It is not urban alienation: it is just existential void.
I ragazzi rappresentano la versione moderna dell'avventuriero nomade del west, gambler, pistolero e cow-boy. Il film non e' altro che il resoconto del lungo viaggio, un kommerspiel che si svolge nell'isolamento della "strada", luogo emblematico dell'esistenza umana. Su quella strada si incontrano altri personaggi, in particolare la giovane nichilista che vive di espedienti e fa l'amore con disinvoltura, e avvengono fatti spettacolari, come le sfide a velocita' allucinanti in climi di tensione estrema. Quello che conta, come sempre, sono la psicologia dei quattro protagonisti e i rapporti (essenzialmente di rivalita') che intercorrono fra di loro. Tre di loro dicono solo poche parole. I quattro si trascinano senza scopo in un paesaggio che sembra ostile, ma e' soltanto deserto ed immenso. Finche' il piu' giovane dei due piloti salta in aria durante una corsa, e con la sua auto Hellman fa bruciare anche la pellicola del film.

E' il piu' amaro e duro dei road movies. I protagonisti sono tutti degli emarginati nichilisti che, privi di ideali e di mete, si lasciano andare alla deriva, badando unicamente a guadagnare cio' di cui hanno bisogno, secondo le piu' elememtari (e violente) regole della legge di sopravvivenza, e a soddisfare gli istinti animaleschi con il mito della potenza, o della velocita'.

La catastrofe finale non ha nulla di eroico, e' semplicemente la fine della storia. Il messaggio, lo scopo del vagabondaggio, non e' la ricerca di liberta' (Easy Rider), ma uno spaventoso vuoto di valori. L'epopea americana dell'individualismo viene ribaltata, e il mito della frontiera mostra il suo volto nascosto. Hellman smaschera una delle colonne portanti della civilta' americana.

I protagonisti non solo non sono gli eroi che le fiabe western vorrebbero farci crede, non sono neppure esseri umani, non hanno spessore psicologico, sono soltanto figure, ombre, fantasmi della strada. La loro unica identita' e' comportamentale: Hellma, infatti, segue distrattamente la corsa, ma si sofferma sui dettagli inessenziali che, nell'insieme, costituiscono la vita di questi sbandati. Neppure vincere la corsa e' un ideale per cui vivere. E di questa esistenza avventurosa Hellman enuclea cosi' l'intrinseca, maledetta malinconia.

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