Teinosuke Kinugasa


(Copyright © 2012 Piero Scaruffi | Legal restrictions )

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Teinosuke Kinugasa

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If English is your first language and you could translate my old Italian text, please contact me. Attore da quando aveva diciott'anni, Teinosuke Kinugasa interpreta anche film a partire dal 1917, ma soltanto cinque anni dopo ha l'occasione di cimentarsi con la regia. Coltiva il surrealismo, l'espressionismo e il futurismo, sotto l'influenza dei quali fonda il movimento neosensazionalista. Kurutta Jppeiji (1926) e Jujiro (1928) si affiancano ai capolavori dell'avanguardia europea. Entrambi sul dualismo immaginazione-realtà, il primo prendendo lo spunto dalla pazzia, il secondo dal delirio.

In Jujiro infatti un giovane samurai si batte con il rivale che gli contende una geisha e, quando crede di averlo ucciso, va a cercare rifugio dalla sorella, la quale, vedendolo ferito e delirante, corre in cerca di aiuto; mentre il samurai è tormentato da episodi del passato e da apparizioni fantastiche, la giovane, che non ha i soldi per pagare un medico, viene aggredita da un falso poliziotto che si era offerto di aiutarla e per difendersi lo uccide; poi torna a casa, ma non trova nessuno, poichè il fratello, recatosi dalla geisha, l'ha trovata fra le braccia dell'uomo che egli pensava di aver ucciso, ed è morto sconvolto e spossato.

Deluso dall'incomprensione dei connazionali, partì per l'Europa con una copia di questo film; soggiornò per tre anni in Germania e in Unione Sovietica, facendo la conoscenza di molti cineasti (Ejzenstein compreso), e apprendendo molti dei loro trucchi.

Al ritorno in patria diresse altri due jidai guki, Reimei i zen (1931) e Chushingura (1932), film fondali di squisite qualità figurative, solenni e accurate evocazioni di un passato leggendario.

Il secondo, tratto da un soggetto molto popolare, narra l'impresa di 47 samurai erranti che vendicano l'assassinio del loro padrone.

La polemica non molto nascosta verso il secolare sistema feudale (ancora vigente nell'anteguerra), prelude alla fondazione del neorealismo, con Mizoguchi e Uchida. l'impegno ideologico procede così di pari passo con il formidabile calligrafismo di Osaka Natsu Nojin (1940) e Kawana kajima (1941) e dalla sintesi di questi due modi scaturisce nel 1954, quando la sua produzione si è un po19 diradata, un altro film storico, Jigokumon, carico di significati sociali, che prende a pretesto un soggetto medievale (l'uomo che uccide per sbaglio l'amante quando deve colpire il marito di lei) per dissertare con la macchina da presa sul colore.

Prosciugata da questi capricci formali, l'ispirazione di Kinugasa non è mai tornata ai vertici degli anni Trenta, quando seppe rendere il filone storico nazionale con gli esperimenti europei.

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