Harmony Korine
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Harmony Korine

Il fotografo Larry Clark dirige Kids (1995), una storia di vita adolescenziale a Manhattan nell'era dell'AIDS e delle droghe. Le due epidemie troneggiano sulle scappate amorali dei ragazzini che sottendono in ultimo un desiderio di morte.

Gli unici personaggi del film sono ragazzini. Telly sta sverginando una ragazza. Poi esce con l'amico Casper e gli racconta i suoi exploit sessuali. Il suo passatempo preferito e' andare a letto con le vergini. Rubano una bottiglia di alcool da un negozio e riempiono di epiteti razzisti il proprietario orientale. A un party i ragazzi parlano delle ragazze mentre guardano un video di skateboard. Le ragazze discutono dei trucchi che i ragazzi usano per portarle a letto la prima volta. Le ragazze sembrano prediligere il sesso brutale. Due delle ragazze, una nera e una bianca (Jenny), vanno a fare il test dell'AIDS. La nera ha avuto otto uomini e quattro rapporti anali. Jenny ha avuto soltanto un uomo: Telly. Jenny risulta positiva. Telly ruba soldi alla'madre mentre questa sta allattando il neonato. Poi esce con Casper e va a comprare un po' di droga. Si aggregano a un gruppo di ragazzi. Picchiano un nero che passava: Casper lo finisce sfasciandogli la faccia con lo skateboard. Vanno tutti in piscina. Telly riesce a portarci anche una vergine che gli piace. Jenny a zonzo alla ricerca di Telly. In piscina le ragazze lesbiche si baciano ed eccitano i ragazzi, mentre Telly seduce la verginella. Jenny va in discoteca, un amico le fa vedere due gruppi di persone che si baciano a catasta, poi le fa prendere una pillola allucinogena. Telly e gli altri vanno a un party, dove Telly riesce ad appartarsi con la verginella, che prima gli resiste ma poi lo lascia fare. Jenny arriva al party, sempre alla ricerca di Telly. Quasi tutti stanno dormendo, Casper le indica la stanza dove Telly sta facendo l'amore. Jenny apre la porta e vede la verginella che soffre. Ma non dice nulla: chiude la porta e va ad addormentarsi esausta su una poltrona. Casper ne approfitta per fotterla selvaggiamente. Questi ragazzi passano tutto il tempo a fare l'amore, ubriacarsi e drogarsi. Inquadrature bizzarre. Racconto ellittico, senza entusiasmo. Realismo feroce.

Larry Clark's Bully, based on a real story, follows a group of frustrated teenagers as they plan to assassinate a friend who raped a girl. They succeed, although in a clumsy way, but then the truth comes out and they are arrested and tried.

Lo stile onirico di Korine-regista si rivela con Gummo (1997), uno squarcio sociale di un sobborgo della provincia Americana dopo che il tornado ha distrutto non soltanto le case ma anche il tessuto sociale. Cio` che rimane sono orde di ragazzini, nani e mostri assortiti che si aggirano nella citta` come se si trattasse di un porcile. Korine cerca lo schifo a tutti i costi. Ancora una volta a dominare e` il senso di degrado morale, che si accompagna alla miseria materiale. La differenza e` che il linguaggio e` quello anarchico e violento di Korine, non quello estetico di Clark.

Julien Donkey Boy (1999) si attiene ai dettami del "Dogme 95": cinepresa a mano, niente effetti speciali, niente costumi, suoni registrati sul set. Korine fa pero` un uso persino eccessivo di trucchi di fotografia, dal ralenti` (slow motion) al freeze-frame. L'intero film e` fotografato attraverso filtri colorati e granulari.

Julien e` un idiota schizofrenico. Nella prima scena ha un alterco con un bambino a proposito di una tartaruga che hanno trovato nel bosco: uccide il bambino e lo seppellisce nel fango. Mentre scava nel fango, pronuncia frasi religiose. Ma non e` chiaro se si tratti di un fatto reale o di una delle sue allucinazioni.
Una rapida serie di flash introduce la famiglia di Julien: una ballerina che si esercita, un uomo di mezza eta` che beve guardando la televisione, un atleta che si allena salendo le scale con le braccia. La famiglia si riunisce ogni sera per cena. Il padre e` un immigrato tedesco un po' sadico che ogni tanto si lascia andare a lunghe digressioni da intellettuale. Il fratello Chris aspira a diventare un campione di lotta. Il padre si eccita guardando la televisione, ora con una maschera antigas sul volto, ora ingoiando sciroppo contro la tosse. Le attenzioni del padre sono quasi tutte per Chris, che ha cresciuto perche' diventi un "winner". La sorella Pearl e` incinta. Rifiuta di rivelare chi sia il padre, ma i flashback fanno vedere Julien che balla in una discoteca.
Inquadrature rapide e nevrotiche fanno vedere Julien che gioca a bowling con gli amici, che blatera solo sul marciapiede, che si confessa in chiesa, che delira di guerra con in mano un fucile, che si diverte in piscina. Il padre gioca a carte con un nano a cui mancano le braccia. Non solo usa i piedi come se fossero mani, ma e` anche dotato di poteri soprannaturali, perche' riesce a pescare sempre l'asso. E` persino capace di suonare la batteria con i piedi. Anche la ballerina, la cui immagine sfocata e frantumata, compare di continuo fra una scena e l'altra, e` dotata di poteri insoliti, in quanto e` cieca.
La sorella telefona a Julien e gli fa credere di essere la madre. Julien si commuove parlandole.
A una festa di compleanno un commediante ingurgita sigarette accese. Julien lava i piedi alla ragazzina semicieca.
Il padre e la sorella costringono Chris e Julien a fare la lotta in salotto, ma Julien si mette a piangere.
L'immagine spesso si ferma o procede in maniera discontinua. Anche l'audio a un certo punto perde consistenza e sembra imitare le immagini.
La sorella sta imparando a suonare l'arpa, ma il padre la detesta. Le da` della puttana. Julien la difende. Il padre lo obbliga a schiaffeggiarsi da se`.
Al pattinaggio la sorella confida alla cieca "I wish I were deaf. The world is just too loud". Poi cade e perde il bambino, mentre la ragazzina continua le sue evoluzioni acrobatiche.
Julien si fa consegnare il bambino (e` il suo bambino) e se lo porta a casa.
Il vero soggetto del film sono i pensieri (confusi, frammentari, circolari) di Julien. La realta` viene filtrata attraverso la sua mente e riproposta come flash di emozioni. Ancora una volta l'ambientazione e` quella di un appartamento suburbano, di un quartiere povero.
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Julien Donkey Boy (1999), shot more or less according to the principles of "Dogme 95", is a wild exercise in montage. Korine is experimenting with the idea of a jumbled-up, merely sketched narrative that reflects the mental events of the schizophrenic boy.
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