Charles Laughton
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )

, /10
Links:

If English is your first language and you could translate this text, please contact me.


Scroll down for recent reviews in english.
Charles Laughton passò decisamente al cinema non appena ebbe conquistato un prestigio teatrale, e per un ventennio dominò gli schermi inglesi con la sua maschera grottesca, tratta da qualche romanzo vittoriano, di vecchio cinico e violento. Laughton fu certamente l'attore più estroso ed istrione del cinema inglese, come dimostrò in Hobson's.... choice (Lean, 54), capace di coprire da solo una scena di minuti e minuti (L'assolo dell'ubriaco).

Nel 1955 Laughton diresse anche un film, The Night of the Hunter, un thriller angoscioso che fonde la cultura anglosassone della paura con i toni torbidi dell'espressionismo tedesco. Al centro della storia sono due bambini (come in Wuthering heights, in The turn of the screw e in tante favole popolari) braccati da un predicatore psicopatico (Mitchum) che ha conosciuto da loro padre in carcere l'esistenza di un bottino e che ha invano sposato e poi ucciso la loro madre per scoprirne il nascondiglio; la loro fuga a bordo di una barca , lungo lo scenario incantato del fiume, termina da una anziana e caritatevole donna (Lilian Gish) che decide di adottarli; l'ombra spietata di Mitchum (che ha inciso sulle mani le parole odio e amore) è di nuovo loro addosso, intento a sedurre un'altra giovane adottiva, ma la vecchia impavida lo prende a fucilate e lo consegna alla polizia; il bottino era nascosto nella bambola della bambina, un segreto che i due bambini avevano custodito gelosamente per ubbidire al padre, il quale aveva rubato sì, ma pensando al loro avvenire. Il nocciolo del film sta nel contrasto fra la brutalità dei grandi (la rapina, l'esecuzione, l'omicidio, il ferimento, nonché il sesso sporco che lega la madre al nuovo venuto, nonché la secolare barbarie puritana che trapela dai discorsi del pazzo) e l'innocenza dei bambini; colpisce la tenace fedeltà del maschio nei confronti del vero padre, fedeltà che non riescono a penetrare né la madre, né la polizia, né il patrigno, né la buona vedova. Il contrasto è confermato dalla struttura del film: è una fiaba raccontata da una fata comparsa in cielo (Lilian Gish morta), ma il racconto si rivela ben più agghiacciante delle comuni storie di lupi e di gufi, quasi un incubo psicoanalitico. Il protagonista, il maschio, vive sotto il trauma dell'arresto paterno: da quel giorno si è sostituito a lui nei confronti della sorellina (e perciò odia fin da principio l'aspirante patrigno) e il suo trauma si sblocca soltanto quando vede la polizia arrestare Mitchum, una scena che gli richiama alla memoria quella che gli provocò il trauma. Il film ha anche toni di dura critica sociale: il padre ha rubato per sfamare i suoi figli e viene arrestato, l'intollerante puritano è un pazzo criminale, agli orfani deve badare una vecchia generosa, l'eccessivo moralismo della vecchia provoca nella ragazza maggiore un comportamento volgare (la ragazza maledirà addirittura la vecchia per aver fatto arrestare l'uomo che la corteggiava e in cui lei aveva riposto la speranza di riconquistare uno status sociale). E' un film ambiguo, doppiamente ambiguo: l'incertezza del bambino quando in tribunale gli chiedono di indicare il suo persecutore lascia pensare che tutta la storia sia stata una fantasia della sua mente traumatizzata ( e tutto collimerebbe), il fatto che la vicenda sia narrata da una morta d'altronde lascia supporre che si tratti di una fiaba inventata dalla dolce vecchietta.

If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
Scroll down for recent reviews in english.
What is unique about this cinema database