Ernst Lubitsch
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Ernst Lubitsch nacque a Berlino nel 1892 da una famiglia ebraica. La sua esistenza si condusse squallidamente in una delle tante bottegucce del ghetto, dove le meraviglie dell'epoca guglielmina arrivavano sotto forma di leggenda. A sedici anni cominciò a bazzicare il music-hall, a diciassette entrò nel mondo del cinema come generico, a diciannove entrò nell'entourage di Max Reinhardt, il quale lo forma come attore. Parallelamente mette al servizio del cinema il personaggio comico inventato nel varietà: un ebreo ottuso e sordido, una macchietta caricaturale pregna di antisemitismo. Con queste comiche iniziate nel 1913 e proseguite fino al 1919 Lubitsch diventa un attore celebre, e abbandona il varietà.

Iniziato alla regia già nel 1914, per il suo primo film, "Schupalast pinkus" (1916), si servì dello sceneggiatore Hanss Krauss, iniziando una collaborazione che sarebbe durata a lungo. In quella commedia two-reel Lubitsch interpreta un personaggio tipico dell'era pre-nazista: quello del ragazzo ebreo pieno di spirito e di ingegno che fa fortuna.

"Das fidele gefangnis" (1917) fu il suo primo tentativo di trasporre l'operetta nel cinema muto.

Diresse il suo primo melodramma in costume nel 1918 per compiacere l'amica e collega Pola Negri. "Die angen der mummie Ma" mette in scena insieme Pola Negri, nella parte di una ragazza egiziana, e Emil Sammings, in quella del fanatico sacerdote che la obbliga ad animare il volto della mummia per spaventare i turisti; un giovane pittore la libera, la porta in Europa, la sposa e ne fa una ballerina, nonostante il sacerdote tenti in ogni modo di ucciderla. Esotismo, costumi, romanticismo, sfarzo, e la figura della giovane incontaminata che viene esposta all'eleganza infida del bel mondo, la pulizia delle riprese e la linearità della trama, costituiscono il tocco personale del regista.

Qualità subito ribadite da "Carmen", variazioni in forma di flashback della tragica vicenda della zingara di Merimée, con scenografia mastodontica alla Reinhardt. E cristallizzate nel film storico standard per Pola Negri e Emil Sammings: "Madame Dubarry"; il super-spettaccolo reinhardtiano (masse, scenari, palcoscenici mobili, luci) si avvicina al colossal italiano (Pastrone) e al melodramma scandinavo (Stiller) ma con la differenza di umanizzare i personaggi storici. Il tocco di Lubitsch consiste nel fondere la storia e il sentimento, il pubblico e il privato: la corte di Versailles e la vita di una cortigiana, la rivoluzione e la sua morte. Una giovane francese (Pola Negri) non sa scegliere fra un poeta povero e un marchese ricco; il suo destino viene totalmente affidato al caso: per decidersi conta i bottoni del suo corsetto, ma poi il suo segnale d'intesa diretto al marchese viene intercettato da Monsieur Dubarry, del quale diventa in breve legittima consorte; tanti piccoli eventi accidentali fanno la storia, il cui potenziale mitico viene così repentinamente disinnescato. Di questo passo la cortigiana giungerà fino sulle ginocchia del re Luigi XV (Emil Sammings), sensualmente e spudoratamente profittatrice del caso (arrivista passiva). Ma allo stesso modo rotolerà giù fino alla ghigliottina, e questa volta sarà invece la storia a trasferirsi in tanti piccoli eventi accidentali. La storia si tramuta così, da gioco inoffensivo, in rullo compressore, un divoratore inarrestabile di vite.

Disumanizzare la storia ma umanizzarne i protagonisti, estraendo il moto interno dell'uomo dal moto collettivo dell'umanità. In "Immerum", spettacolo di Reinhart tratto dalle fiabe delle "Mille e una notte", è Lubitsch stesso a interpretare il buffone gobbo innamorato della favorita dello sceicco; il dramma raggiunge tinte orride (vengono assassinati sia la ragazza sia il suo amante sia lo sceicco), ma si conclude con il buffone che torna dal suo pubblico.

Nella fiaba la storia è annullata; nel baraccone anche l'uomo è annullato. Il nichilismo assoluto della pantomima resterà un punto fermo dell'opera di Lubitsch, anche quando il sofisticato gioco delle parti stenderà una patina di polvere luccicante sullo squallore della vita.

Avviati con questi quattro film il filone "serio" della sua opera, Lubitsch può tornare con maggior consapevolezza al filone "comico". Accantonata la slapstick e la rozza aggressività da music-hall, cioè la comicità proletaria, Lubitsch sceglie una comicità borghese, distaccata e qualunquista, elegante e superficiale. Il cliché dell'intrigo, dell'equivoco, dell'inseguimento, calati in ambienti da cartolina, come la Parigi della belle époque e la Vienna dell'operetta, sottendono l'atmosfera delle commedie di Lubitsch.

Austerprinzessin (1919) mette in scena gli stereotipi fondamentali di Lubitsch: il dandy scapolone e la zitella furba; il film è sensibile alle proposte delle avanguardie teatrali: il labirinto di pavimenti, scaloni, stanze e lampadari del palazzo, lo sdoppiamento del principe, la figura amorfa e sovrumana del miliardario (circondato da nugoli di segretarie e di servi, osservatore invisibile di tutto ciò che accade), lo stesso tono di crudeltà e degradazione, costituiscono il debito naturale nei confronti dell'espressionismo. La figlia di un miliardario americano, per non essere da meno della sua amica, vuole sposare un nobile europeo e sceglie un principe squattrinato, che però, non avendo nessun desiderio di sposarsi, si fa sostituire da un servo. Tutti e tre i protagonisti del ménage (la zitella capricciosa, il miliardario che combina il matrimonio, e il servo che ne approfitta) sono personaggi volgari e grotteschi: lei è una ninfomane soggetta a violente crisi di isteria, il vecchio è un egoista sconsiderato morbosamente attaccato al suo impero, il servo è abietto, meschino e un po' folle. Tutti e tre pensano unicamente a soddisfare il proprio desiderio (sangue blu, soldi, cibo), indifferente all'esistenza degli altri. Lubitsch spalanca le gabbie e ritrae le belve a zonzo per lo zoo.

Die puppe (1919) si apre col regista stesso nelle vesti di burattinaio che monta la casetta sulla collina del racconto di Hoffmann e dispone due bambole sulla scena, di cui quella maschile rotola in una pozzanghera e si anima; si rivolge alle nubi e al sole, che lo accontentano; tutto è disegnato sulla carta, gli oggetti sono umani, e l'uomo è una marionetta; fiaba romantica e incubo espressionista si mescolano a oltranza: obbligato a sposarsi dal vecchio e ricco zio, e assillato da un esercito di nubili a caccia di un buon partito, il giovane preferisce isolarsi in convento; lo zio offre un premio a chi saprà ritrovarlo, e lui, per aiutare i frati, si presenta di persona a ritirare quei soldi; dopodiché si assoggetta alla volontà del vecchio, ma a modo suo, facendosi costruire un automa da un magico burattinaio; questi gli prepara una copia perfetta della sua brava figliola, ma il suo assistente la rompe accidentalmente, e la generosa fanciulla si offre di sostituirla; e il giovane ignaro finirà per sposare proprio lei. La doppia creazione (Lubitsch crea i personaggi, uno dei personaggi crea la bambola), lo sdoppiamento e la meccanizzazione della ragazza, si mescolano con la commedia degli equivoci (lo scambio di persona, i vecchi avidi e dissoluti che contrastano i giovani timidi e allegri) e con il pretesto fiabesco dell'eredità. Tre koinè vengono asservite da Lubitsch e riplasmate secondo la sua poetica comica (qui tutto è per ridere, anche la resurrezione dello zio) e volgare (tutti sono attaccati istericamente al cibo, dai frati all'assistente). Il "Die puppe" è la versione leggera del cupo "Calegari" (posteriore); "Kohlhiesel totcher", variazione bavarese sul tema della bisbetica domata, è una parodia dello "studente di Praga": le due figlie gemelle di un oste, una bella e brava, l'altra brutale e antipatica, possono sposarsi soltanto tutt'e due contemporaneamente; per poter far sua la prima, il suo innamorato deve perciò trovare un corteggiatore all'altra; ma, non riuscendo nell'intento, deve prestarsi egli stesso all'ingrato compito; equivoco-espediente causa di due matrimoni male assortiti, ma i due innamorati si adatteranno senza traumi al rispettivo coniuge. Lo svolgimento lineare che prende lo spunto da un pretesto fiabesco, introduce un trucco di ascendenza espressionista, lo trasforma in equivoco, e procede con ritmi e geometrie da balletto verso il lieto fine, costituisce lo scheletro anche della quarta farsa del periodo tedesco, Die Bergkatze/ The Mountain Cat (1921), "grotesque in four acts", operetta di satira militare in stile liberty, ambientata in una fortezza sperduta fra i monti.

Soldiers wake up in a fortress in the mountains led by a grotesque commander who has a spoiled daughter, Lilli. Tjey are ex[ectomg a new officer, the handsome Alexis who is extremely popular with the girls of his town. (To clear the road of the delirious girls when he drives by, the police have to release mice). In the same mountains there hides a savage bandit, but it is the bandit's daughter Rischka (Pola Negri) who really scares the natives. She leads the gang to attack and rob the officer, but, instead of killing him, she falls in love with him. Released by the bandits, the officer reaches the fort on foot wearing only his underwear. However, the officer behaves himself heroically in a battle against the bandits (in which Rischka again spares his life) and the commander rewards him by giving him his daughter Lilli. Rischka and her bandits enter the fort during a party. They steal uniforms and clothes and mix with the party, the men dressed like officers and the girl dressed like a lady. Alexis recognizes her and chases her around the fort, until he catches her and kisses her. Rischka leaves the fort carrying her give drunk bandits on a wheelbarrow. Learning that Alexis is to marry Lilli, Rischka accepts to marry one of the bandits. But they are both unhappy, and they both escape. They meet in the snow and they frantically hug. The officer takes her to the fort, where she also meets the distressed Lilli. Rischka realizes that she doesn't belong there and returns to her bandit, who is crying (literally) a river of tears for having lost her.
The main attraction of the farce is the surreal and rococo-style scenography and the camera work (frequently observing the action from keyholes of different shapes and sizes).
Il film è condotto all'insegna delle allusioni erotiche e del balletto. Il sesso debole della sposina petulante (che succhia la canna di una pistola) e il sesso forte della banditessa virile (che frusta gli uomini sul di dietro) sono al centro di una goliardica sagra del sesso, che espone cannoncini dentro feritoie a forma di vagina, che è animata da torme di ragazzine deliranti e di matrone aggressive, che è costellata di episodi boccacceschi. La degradazione dell'ambiente (aristocratico, borghese, montanaro, militare) giunge al suo culmine: il caso e il caos naturali uniti all'innato egoismo umano deturpano anche le ultime vestigia del decoro. Il caos, trasformato in battaglie e inseguimenti, origina altrettanti meticolosi balletti. In questa parodia è portato all'estremo anche il ruolo dei padri; come sempre a ogni protagonista è assegnato un padre, che ne decreta l'avvenire, e qui i padri si scontrano direttamemte, per difendere le proprie figlie.

Scenografia e costumi espressionisti.

Lubitsch e Krass si trasferiscono nell'autunno del 1922 a Hollywood, assunto dall'America come rievocatore ufficiale del mondo mitteleuropeo elegante e raffinato; mentre Stroheim, realmente vissuto a Vienna, non può separare la leggenda dalla turpe verità di una società in via di putrefazione, Lubitsch, che è stato nel suo ghetto anch'egli soggetto al mito, può facilmente raccontare Vienna e Parigi agli americani come essi vogliono che siano. Attenuando il volgare impeto tedesco che ha sino ad allora animato le sue allucinazioni comiche, Lubitsch può distillare una commedia sofisticata, senza sesso e senza brutalità, che conserva gli ...(?) originari senza offendere i puritani, più consona inoltre alla nuova sensibilità, meno volgare del cinema. La stilizzazione comica (imposta da Chaplin) prevede recitazioni germaniche (fino all'auto-parodia), ambientazioni in immaginari reami di cartapesta, tipizzazione da music-hall (il marito, la vamp, il viveur...). Frivole e briose, le prime commedie americane di Lubitsch sono mosaici di dettagli allusivi, dove ogni nuovo dettaglio svela un altro po' della vicenda, di per sé piuttosto scarna. In

Per il burattinaio Lubitsch The Marriage Circle (1924) consiste soltanto nel mettere in moto il meccanismo ingranaggio dopo ingranaggio e nel distruggerlo poi in modo altrettanto metodico. Non succede praticamente nulla.

It is a rather slow and tedious film, certainly not a comedy at all. It is not funny at all, and Lubitsch simply does not know how to end it. Thus it drags on way too long.

Josef is very disappointed in his marriage with Mizzi. Mizzi in turn feels that Josef is being cruel to her. Mizzi receives a letter from her friend Charlotte who recently married and wants to see them soon, but Josef has no interest in it. Mizzi, on her way to visit Charlotte, meets a handsome man in a taxi cab. Josef sees them from the window and smiles: all he wants is a pretext to file for a divorce. Mizzi and Charlotte are at the opposite extremes of the married life: Charlotte is happy with her husband Franz, who turns out to be precisely the handsome man of the taxi cab. Josef hires a private detective to collect evidence about Mizzi that could be used to file a divorce. Mizzi is so attracted to her best friend's husband that she fakes an illness and tries to seduce him. Franz is merely annoyed by the acting. In the meantime Franz's colleague Gustav tries to seduce Charlotte, who, while flattered, gracefully shows his the door. Mizzi visits Franz and tries one more time. Gustav sees Mizzi hugging Franz, while Charlotte is waiting outside, and, thinking that Franz has an affair, keeps his wife busy until it's safe. When they are preparing a dinner, Charlotte comes to suspect her husband because she sees him switch the places of Mizzi and their friend Pauline. Franz does not want to sit near Mizzi, but Charlotte interprets as if Franz wants to sit near Pauline. She soon becomes convinced that Franz is having an affair with Pauline. So she has the brilliant idea to ask Mizzi for help. The misunderstanding is such that Franz almost accepts Mizzi and Charlotte almost accepts Gustav. Rejected one more time, Mizzi contemplates suicide and then goes back to her husband as a loving wife. Josef is touched. But the private detective comes in, bringing evidence that Mizzi is having an affair with Franz. Josef now has the pretext he was looking for. Josef ponders what to do, and then coldly tells his wife to start packing. Josef then confronts Franz, who tells him the truth. Josef believes him, but also realizes that noone would believe them. Charlotte is still hurt and even more hurt when she finds out that Franz's affair was with her best friend Mizzi. Franz proves his innocence to Charlotte with a letter written by Mizzi herself in which she mentions that he, Franz, does not love her. Franz begs her to forgive him. To castigate him, Charlotte tells him about Gustav. Franz laughs at the idea that his best friend would try to seduce his wife, and Gustav denies it too. But Franz, thinking that his wife is trying to make him jealous, nods at Gustav to "lie": thus Gustad admits to loving her and visiting her. Franz still thinks they are making a joke out of Charlotte's jealousy and thanks Gustav for cooperating. Gustav leaves Charlotte's house, meets Mizzi who smiles at him from a car and starts running after her car.

All'altro estremo Three Women, ambientato in America, trasferisce nel Nuovo Mondo la belle-époque, rappresentata dal solito dandy, da una casta fanciulla, una madre esperta e una dama di mondo.

The Smiling Lieutenant (1931) is a musical comedy, based on the operetta "Ein Walzertraum", by Felix Dormann and Leopold Jacobson, which in turn was based on the novel "Nux der Prinzgemahl" by Hans Mueller.

Austrian lieutenant Niki (Maurice Chevalier, with a strong French accent) is invited by a married friend to watch a show by a pretty violinist, Franzi (Claudette Colbert) and falls in love. A king from a neighboring country is traveling in the royal train with his simple, plain-looking daughter, princess Anna. Lieutenant Niki is in charge of commanding the guards that welcome the visiting royalty. He winks at Franzi, who is across the street, just when the carriage with the king and the princess are passing by, and Anna thinks that he laughed at her ugliness. The king, furious, threatens war. In order to save his life, Niki has to apologize to the king and "confess" to the crime: he pretends he fell in love with Anna when he saw her passing, knowing that both Anna and her father would love the news. The problem is that Anna falls in love for him, and he has to marry her and follow her to her kingdom. He refuses to have sex with her. Franzi follows Niki. The two lovers have an affair behind the princess' back. When Anna finds out the truth, both women cry and become friends. So Franzi decides to teach her how to conquer Niki, and then returns to Vienna. The story is quite simple, and the humour is barely passable. The music is truly awful.

Broken Lullaby (1932), scripted by Ernest Vajda and Samuel Raphaelson, was the only dramatic film Lubitsch ever directed, the story of a man who feels guilty about the soldier he killed during the war. This was Lubitsch's unlikely contribution to the genre started by All Quiet on the Western Front.

World War I ended a year ealier. There is a parade in the street to commemorate the anniversary of the victory but there are reminders of the horrors of war everywhere. A former French soldier, Paul, feels remorse for killing a German soldier, Walter, who had just finished a letter to his girl Elsa in which he was describing the horror of having to kill the Frenchmen he had always admired. Paul decides to travel to Germany to apologize to Walter's father. Walter's father, doctor Holderlin (Lionel Barrymore), still hates the French and tries to instil the same hatred into the hearts of the new generation. A sleazy man, Schulz, wants to marry Elsa, the girl who was engaged to Walter. He tries to ingratiate Walter's father by telling him that his name is Walter too. However, Elsa is just not interested. One day Elsa meets Paul, a stranger, laying flowers on Walter's grave, but Walter simply walks away. Paul asks to see Walter's father but then doesn't have the courage to tell him the truth. When Elsa sees him and recognizes him, he admits that he knew Walter, but still can't get to telling that he is the killer. They welcome him as a friend of their son. To make them happy, Paul tells them that he had fun with Walter. And so the family basically adopts him as a substitute for Walter. Elsa goes out with him, and the whole town gossips that they are in love. The men of the town are no less suspicious: they wonder why he carries a violin case but never pulls out a violin, and wonder if he might be a French spy. Walter's father rebels against their prejudice: he now realizes that he was wrong to cheer when their boys were going to war, he realizes that it was a senseless massacre. When Schulz confronts him, Paul realizes that he is not welcome in Germany. He decides to bid farewell to the family. In order to convince him to stay, Elsa starts reading him Walter's last letter. Paul can't resist and starts reciting the letter: he knows it by heart. Then he confesses to Elsa that he is the soldier who killed Walter. Elsa, however, not only forgives him but also tells him that they should not tell Walter's parents. Walter's parents want to hear that Paul will remain with them forever. And that's what Elsa tells them. Walter accepts: that's the way he will make amend. He finally pulls out his violin and plays a melody that Walter used to play.

One Hour with You (1932) is a remake of his The Marriage Circle (1924) as a musical comedy. One Hour with You (1932) divaga allegramente sulla vita di due coniugi innamorati fra i quali s'infiltra una maliziosa amica: è la vicenda di Marriage Circle trasferita a Parigi e infiorettata di romanze, scenette comiche e dialoghi effervescenti.

The Merry Widow (1934) è la personale disincantata e a tratti dissacrante rivisitazione dell'operetta di Lehar. La vedova di Lubitsch è una ricchissima cittadina del regno che non vede l'ora di smettere il vedovato, nauseata da tutto il nero che la circonda; il regno è un'isola bucolica sovraffollata di militari in cui si paga ancora in natura; il re sa di essere cornuto, ma si preoccupa soltanto delle apparenze. L'intreccio stesso è reso nel modo più improbabile: il conte Danilo emerito donnaiolo decide di corteggiare la vedova perchè le altre "prede" della sua vanità sono troppo facili, e la vedova lo scaccia perché è troppo facile innamorarsi di lui. I personaggi stessi complicano un caso di per sè abbastanza condiscendente. Danilo viene condannato all'ergastolo per non essere riuscito a sposarla e a salvare così le finanze del regno, e la vedova lo raggiunge in prigione. Squisiti i dialoghi (infiorettati di gag) e le coreografie (fotografate con grande sensibilità cromatica), il film si abbandona languidamente all'utopia di un regno in cui tutto finisce sempre bene, in cui la felicità è inevitabile perfino quando gli uomini la fuggono per capriccio. Con questo film Lubitsch cancellava dalla faccia dell'Europa i volti truci di Hitler e Mussolini.

Con l'avvento del sonoro però Lubitsch ha finalmente la possibilità di cimentarsi nei generi attorno ai quali ha sempre ruotato la sua cinematografia: l'operetta e il balletto. Il montaggio del suono diventa altrettanto accurato del montaggio dell'immagine. Sono i migliori adattamenti di operetta Forbidden Paradise e Student Prince In Old Heidelberg (1927), musiche di Sigmund Romberg; The Love Parade (1929) è una sequela di tocchi di classe, di omaggi al buon gusto, di riprese discrete (sonore e visive), di pallide infrazioni al codice etico: un reame europeo è sull'orlo della crisi e per salvarsi necessita di un prestito dall'America; ma l'operazione rischia di non riuscire a causa degli screzi fra la regina (una bisbetica da domare) e il principe (un dandy parigino); parallele a questa si svolgono altre due storie d'amore, con funzione chiaramente caricaturale, una fra i due servi personali dei sovrani, l'altra fra i loro cani. Il principe, il valletto e il cane bastardo contro la regina, la cameriera e la cagnetta (il maschio e la femmina addirittura triplicati); il gruppo di turisti americani annoiati dalla bellezza del regno ma costernati dal costo del palazzo reale: sono due segni della satira ai feticci americani del sesso e del denaro che trapunta la monotona spensierata superficialità dell'operetta.

Trouble In Paradise (1932), la più frizzante delle sue sophisticated comedy, è ambientato nell'albergo di lusso di una Venezia di cartone; il tipico vaudeville locandiero è sbriciolato e ricomposto con cura, protagonisti un ladro e una ladra in abiti da sera che si derubano a vicenda ciascuno convinto di essere alle prese con un esponente dell'alta società e che poi decidono di mettersi in società, facendosi assumere come segretario e dattilografa di una miliardaria; alla lunga la riccastra s'innamora del suo premuroso segretario e suscita la gelosia della ragazza, che costringe l'amato a compiere subito il furto. Il film è tempestato di gag dall'inizio alla fine, alcune satiriche (il ladro smascherato dall'amministratore smaschera a sua volta la truffa continuata dell'amministratore), altre metaforiche (la collana di perle che passa dalle tasche di lui alla borsetta di lei e viceversa all'infinito), altre ancora psicologiche (il continuo slittamento dai gioielli al sesso intesi come ...? ...? e amplesso e indietro nei dialoghi fra la miliardaria e il suo nuovo segretario). Il finale, lieto ma malizioso, in cui al di sopra di ogni cosa, anche dell'amore, trionfa il vizio, il peccato originale, troppo piacevole per rinunciarvi; Lucifero fa capolino nel Paradiso di Lubitsch. Il film è un continuo gioco di specchi, e i due protagonisti stessi possono essere semplicemente due riflessi di un'unica persona, e il loro amore imperfetto un approfondimento del Doppelgänger. Design for Living(1933), da Noel Cavard, in piena depressione, ha per protagonista la povertà in cui vivono due bohémiens parigini, uno scrittore e un pittore, che si dividono la stessa ragazza; lei, incapace di scegliere fra i due, sposa un americano ricco e va a vivere con lui una monotona vita fatta soltanto di party, ma viene salvata dai due amici, che la riportano in barba ai lussi borghesi nell'umile soffitta di Parigi. Alla trasgressione consistente nel perseverare nel proprio vizio (in questo caso il ménage à trois), si aggiunge la trasgressione rappresentata dalla connotazione anti-borghese del Paradiso Lubitschiano (la soffitta). Rinuncia invece al suo vizio di rubare la ladra (M. Dietrich) di Desire (1936), che alla frontiera franco-spagnola ha abusato della fiducia di un ingegnere in vacanza (Gary Cooper) per riuscire a far passare la refurtiva dell'ultimo colpo e che finisce con l'innamorarsi, con il pentirsi e col restituire la collana rubata.

 

6) La commedia psicologica

 

Angel (1937) è Marlene Dietrich, moglie trascurata di un diplomatico inglese, la quale si reca a Parigi da una vecchia amica, ora direttrice di un casino di lusso; scambiata per una delle ragazze dal solito miliardario di passaggio, se ne innamora realmente; i due si incontrano di nuovo a Londra, sotto gli occhi del marito ignaro, e, quando questi antepone di nuovo il lavoro alla moglie, tornano insieme a Parigi. La psicologia finissima della moglie sola passa in secondo piano di fronte al freddo cinismo, mitigato appena da un filo d'ironia, con cui Lubitsch condanna il laborioso e onesto marito al tradimento; anche se ancora una volta Lubitsch, reticente davanti al rapporto peccaminoso, alla fine fa tornare la moglie pentita al focolare domestico. Trionfa qui il metodo di narrazione indiretta, portato ai suoi estremi più astratti: la cinepresa non è sempre sul posto, si limita soriona, a suggerire cosa sta accadendo, perlustra la scena da angolazioni insolite, penetrando attraverso le porte nelle stanze private dei protagonisti; il dialogo poi completa l'opera, svelando quel che la cinepresa non osa mostrare. Sul filo della slapstick corre invece Bluebird's eight wife, un bisticcio amoroso condotto a ritmo vertiginoso: lui è un pluri-miliardario pluri-divorziato, lei la figlia di un nobile spiantato che dapprima lo evita, poi lo sposa e lo tiranneggia col suo carattere da bisbetica; ottenuto il divorzio e un ingente indennizzo, e risollevate così le sorti della famiglia, la giovane si rende conto di essersi innamorata dell'ex- marito, il quale ora però la evita in tutti i modi; non le resta che comprare la clinica in cui lui si è rifugiato e imporgli la camicia di forza. Le lotte all'ultima gag fra la mogliettina intraprendente e l'allampanato terrorizzato Gary Cooper costituiscono uno dei massimi risultati comici ottenuti da Lubitsch, nonostante il messaggio sia limitato alla trita rivisitazione del contrasto fra la moglie prevaricatrice e il marito esautorato e il classico lieto fine, con annessa doma della bisbetica, attenui la portata del cinico matrimonio a scopo di lucro.

Ninotchka(1939) è una sorridente Greta Garbo, zelante commissario sovietico in gonnella inviata dal partito a Parigi col compito di controllare l'operato dei tre agenti incaricati di vendere un tesoro agli occidentali; il tesoro era però stato sottratto a una nobile russa che risiede proprio a Parigi, consolata da un amante indigeno, e che accampa ovviamente dei diritti sulla merce; tramite l'amante ha già corrotto i tre agenti, ed ora lo stesso giovane tenta di sedurre la bella commissaria; ma tra i due sboccia l'amore, e la nobile, tornata in possesso dei suoi gioielli, li baratta con l'amante; Ninotchka non se la sente di tradire il suo popolo e torna in patria, ma non ha rinunciato al giovane, che ritrova poco dopo a Costantinopoli, territorio neutrale. Se la Garbo è il polo melodrammatico del film, i tre goffi emissari in colbacco ne sono il polo comico, sicché il film può essere letto anche come condanna sentimentale e satira politica del comunismo; ma invece il comunismo è soltanto un'occasione per mostrare un tipo credibile di donna-maschio domata.

Ninotchka è maschio finché resiste alle barzellette del corteggiatore, si arrende al suo ruolo di donna mansueta nel momento in cui scoppia a ridere (quando lui cade in terra); e da quel momento è semplicemente felice.

Ancora una volta si parte da una situazione innaturale, con la donna in posizione preminente, e si approda a un lieto fine che consiste nel rovesciare la situazione di partenza, nel normalizzare, cioé nel sottomettere, la donna. Satira dei provincialotti sovietici e dell'intransigenza comunista ma anche dei nobili cinici e arroganti.

The Shop Around the Corner(1940)

A group of clerks are waiting in front of the novelty shop for the shop owner to come and open. They chat and gossip. When the owner arrives, they are all intimidated, except the young salesman Kralik (James Stewart). Kralik confides to senior clerk Pirovitch that he is corresponding with an uknown girl after reading her personal ad in the newspaper. Kralik is the only one who dares contradict the owner, and the owner does listen to you. An employed girl, Klara, walks into the store looking for a job, but business is slow and the owner has no intention of hiring anyone. She wins the owner over when she manages to sell a musical box that Kralik thought unsellable. Once hired, she displays her contempt for Kralik. Kralik ignores her: he is madly in love with her pen friend, and is even considering marrying her, even if he has never seen her. The only one who know about this story is the ageing clerk. Kralik tells him that, finally, he has an appointment to meet his mysterious lover.
One day, six months later, both Kralik and Klara are impatient to leave early in order to get in time to an appointment. The clerks spend most of the day cleaning and reorganizing: there are more clerks than customers. But that day the owner, who is in a bad mood because his wife spends too much, wants everybody to stay till late. This causes an argument with Kralik, who used to be his favorite employee, and Kralik gets fired. It is not easy to find jobs: the other employees are shocked and the farewell is heartbreaking. The owner dismisses all the employees and receives the visit of a private detective. The real reason he fired Kralik is that he suspected him of being his wife's lover: it turns out the traitor is another clerk. The owner is devastated and tries to shoot himself. Luckily an employee comes back just in time to stop him.
Kralik does not want to meet his pen friend anymore, but the good friend Pirovitch convinces him to go to the appointment. What little motivation he had disappears when he realizes that his date is... Klara. Then he decides to go ahead and approach Klara. But Klara is still hostile and arrogant towards him. Despite Kralik's insistence, she refuses to have a conversation with him, convinced that her date may show up any minute.
The following day the shop owner, now hospitalized for the nervous breakdown, calls Kralik, confesses his stupid suspicion and asks him to resume his work at the shop and, in fact, to manage it on his behalf. Klara faints when she sees that Kralik has been promoted to manager. To make her recover from her depression, Kralik writes her another letter as her anonymous lover.
Kralik proves to be an excellent manager and on Christmas' Eve, when the shop owner comes to check on them, the store posts its record sales. Kralik's career is now assured. The shop owner, on the other hand, has become more humane. Finally, Kralik reveals himself to Klara, who accepts him for what he is.
Due giovani, che lavorano come commessi nello stesso negozio di pellerie, senza saperlo si amano per corrispondenza, anzi litigano di continuo. Soltanto quando lui viene licenziato per un malinteso si incontrano, ma quando lui capisce di chi si tratta, non ha il coraggio di rivelarsi, visto che dopo il licenziamento lei non può che disprezzarlo. Il padrone, dopo aver tentato di suicidarsi perche' la moglie lo tradisce e dopo aver ingiustamente sospettato di lui, lo nomima direttore e lui può affrontarla. Peraltro ormai lei lo ama davvero, e, sorpresa a parte, è sua; è una simpatica rappresentazione del mondo degli impiegati durante la Crisi, con il terrore di perdere il posto, e degli innamorati pudichi e sognanti.

That Uncertain Feeling (1941), a remake of his own Kiss Me Again (1925), in turn inspired by the Victorien Sardou's "Let's Get a Divorce", is a very mediocre comedy.

Jill Baker is a frustrated housewife who has developed an odd case of hiccups. A psychoanalyst thinks that Jill's hiccups correspond to crisis in her marriage. And, sure enough, Jill does have a problem: her husband Larry is a busy insurance salesman who neglects her for his business. The woman bonds with another patient of the psychoanalysis, neurotic pianist Sebastian, and her husband becomes jealous. He decides that the best tactic is to grant her a divorce, in order to make her desire him again. The tactic works, as she grows tired of the eccentric pianist, but the husband invents a lover who doesn't exist and, when the wife finds out, she also realizes that her husband truly loves her. And the hiccup is gone.

Ben lontano dalla retorica della propaganda bellica, durante la seconda guerra mondiale Lubitsch dirige una parodia dell'invasione tedesca della Polonia: To Be Or Not To Be (1947). Invece di rappresentare i nazisti come i soliti meccanici disumani, Lubitsch li traveste da comici di varietà, sicché l'invasione si trasforma in un'irriverente slapstick.

Adolf Hitler shows up in a middle-class neighborhood of the Polish capital... The film is a long flashback that explains how that happened.
Attori stanno interpretando una commedia sul nazismo. Uno degli attori impersona Hitler. A causa di un diverbio con il regista, decide di scendere in strada e dimostrare che il suo travestimento e` perfetto (la scena iniziale), ma invece una bambina lo riconosce subito come il celebre attore.
Il capocomico di una compagnia di teatro e` infastidito da un ufficiale che lascia il teatro ogni volta che lui inizia il celebre monologo dell'Amleto. In realta` l'ufficiale va a trovare proprio sua moglie, in camerino. La donna lo lascia fare, compiaciuta, ma fedele al marito.
La commedia su Hitler viene cancellata, perche' potrebbe offendere il dittatore.
La Polonia viene bombardata e invasa da Hitler. Le truppe tedesche impongono una dittatura assoluta. L'ufficiale, che e` riuscito a fuggire, si unisce alla resistenza in esilio. Un illustre professore, che e` in teoria un agente della resistenza, si fa dare l'indirizzo dei parenti degli ufficiali con il pretesto di portare loro i saluti. I superiori sospettano che si tratti in realta` di una spia al servizio dei nazisti, che intende consegnare l'elenco di nomi ai nazisti in modo che possano ricattare gli ufficiali. L'ufficiale viene incaricato dai suoi superiori di volare a Varsavia e intercettare la spia.
Appena arrivato a Varsavia, l'ufficiale chiede rifugio all'attrice mentre il marito e` assente. ma la spia e` gia` arrivata a Varsavia e convoca proprio la celebre attrice, a cui chiede di collaborare con il nazismo. Il marito sorprende l'ufficiale che sta riposando nel suo letto, ma la donna arriva con la rivelazione che la spia e` in citta`, e la scenata di gelosia del marito deve aspettare. Il marito improvvisa anzi un piano per recuperare il prezioso documento.
La donna accetta l'invito a cena della spia e si reca al suo hotel, con l'obiettivo di procurarsi un suo autografo che servira` per inscenare il suicidio della spia stessa. Mentre la donna e la spia stanno discutendo, un falso ufficiale nazista si presenta e comunica alla spia che e` convocato dalla gestapo. La spia prende i preziosi documenti e si avvia. La donna scrive una lettera di suicidio e lascia la camera. Le guardie pero` non le permettono di lasciare l'hotel senza l'autorizzazione della persona che l'ha invitata. Il professore viene portato in una fasulla la sede della gestapo, improvvisata dentro il teatro. Gli ufficiali nazisti sono i commedianti che erano soliti indossare costumi nazisti per la loro satira politica. Il colonnello della gestapo e` altrettanto falso: si tratta del marito dell'attrice, che si fa consegnare i documenti. Il piano era di uccidere la spia dopo aver ottenuto i documenti, ma la spia fa menzione di averne una copia in hotel. L'attore deve intrattenere la spia mentre gli altri studiano come penetrare nell'hotel e avvertire la donna. L'attore apprende cosi` che l'ufficiale aveva mandato dall'esilio un messaggio a sua moglie: "essere o non essere", e capisce la tresca. Ma al tempo stesso la sua gelosia lo tradisce: la spia intuisce che si tratta di un inganno, tenta di fuggire e deve essere ucciso (sul palcoscenico del teatro).
La donna intanto e` prigioniera dell'hotel, presidiato dai veri nazisti. Il marito, per liberarla, e per sottrarre i documenti, deve impersonare la spia e tornare all'hotel. Sottrae il documento e libera la donna, ma scopre che il professore e` stato davvero convocato dal vero colonnello. L'attore viene pertanto scortato, suo malgrado, dal vero colonnello della gestapo. Per prima cosa il colonnello gli comunica che un suo vecchio amico sta per venire a Varsavia: Hitler in persona. L'attore si diverte a giocare con il mite e credulone colonnello.
La gestapo, pero`, ritrova il cadavere della vera spia e il colonnello convoca di nuovo la "spia" (l'attore) per smascherarlo. La donna, che era presente quando il colonnello ha ricevuto la notizia, non fa in tempo a fermare il marito che si presenta a un appuntamento con il colonnello. Il colonnello pregusta l'occasione di smascherarlo davvero, ma l'attore si toglie dai guai in maniera geniale: fa credere al colonnello che sia il morto a essere un'imitazione. Il suo trionfo sul gonzo sarebbe totale se non arrivasse un gruppo di nazisti a smascherarlo davvero e portarlo via. Se non che' si tratta ancora una volta dei suoi amici attori che hanno beffato un'altra volta i nazisti.

Hitler e` arrivato e la resistenza ha un altro piano che coinvolge gli attori. Un'accorta messinscena fa sembrare che Hitler sia oggetto di un attentato e l'attore nei panni di un ufficiale nazista lo scorta fuori citta`: anche Hitler e` un falso. L'intera troupe segue il falso Hitler su un aereo e dirige verso la Gran Bretagna. All'arrivo gli attori e gli ufficiali vengono accolti come eroi. Il celebre attore polacco viene invitato a interpretare l'Amleto: alla frase "to be or not to be" l'ufficiale si alza ed esce come al solito...

La trama sublima il tema del "doppelganger" a livelli inauditi. Il film sembra a tratti un trattato matematico. La trama e` un complicatissimo gioco di specchi, grazie alle continue impersonazioni a cui e` costretto il povero attore, ciascuna delle quali causa una commedia degli equivoci dentro l'altra. In pratica gli attori devono continuamente imbastire una messinscena piu` ambiziosa per tirarsi fuori dai guai in cui si sono cacciati a causa di una loro precedente messinscena.

Lo strapotente esercito nazista viene sconfitto dal teatro: il film e` anche un tributo al potere dell'arte sulle volgarita` della politica.

Lubitsch riprende splendori e miserie del palcoscenico (la cieca enfasi del capocomico, ormai scoraggiato da quell'ufficialino che abbandona il posto ogni volta che lui intona "l'essere o non essere", e che in realtà si reca nel camerino di sua moglie) innalzandolo a estremo oppositore del nazismo, grazie al suo carattere di finzione lucida e cosciente, non allucinata e inconscia come quella del Führer.

Soltanto Lubitsch poteva complementare un gioco d'astuzia ai danni del dittatore con una piccante storia d'adulterio. Shakespeariana, o chapliniana, grandiosa fusione di farsa e di tragedia, To Be Or Not To Be prelude a Heaven Can Wait, autobiografia e testamento spirituale di un poeta astratto, che, dopo aver immaginato e allestito paradisi negli studi Hollywoodiani, si cala volontariamente nell'inferno sotto forma di incorreggibile donnaiolo che rievoca davanti a Mefistofele le sue scappatelle extra-coniugali e che alla fine viene rispedito in ascensore al piano superiore, dove potrà ritrovare l'adorata mogliettina. Il film è una summa delle suggestioni di Lubitsch, da quelle romantiche del Faust e del Don Giovanni a quelle espressionistiche del Doppelgänger, un album di ricordi che trasuda struggente nostalgia, un commovente atto di impenitenza.

Rampollo viziato dai genitori che stravedono per il figlio unico e dal nonno che ne apprezza l'istinto scapestrato e impenitente, il giovane cresce fra gioco d'azzardo e donnine, finché un giorno si innamora follemente di una ingenua provinciale. Saputo che è la fidanzata del borioso e pedante cugino, non esita a sedurla sotto gli occhi di tutti. Si sposano e vivono insieme per dieci anni, apparentemente felici. Poi un giorno all'improvviso lei lo lascia e torna dagli odiati genitori (due beceri che si parlano solo tramite il cameriere negro) nell'odiata casa paterna (una ricca villa nel bel mezzo della prateria). La verità è che per dieci anni lui l'ha tradita e ora lei non ne può più. I genitori l'accolgono e l'antico spasimante le si propone di nuovo, ma l'impenitente, spalleggiato dal nonno, va a rapirla di nuovo, come la prima volta, e nuovamente lei non gli sa resistere, pur sapendo quanto sia falso. Vivono così altri dieci anni felici, sia pur con qualche preoccupazione per un figlio che ha preso molto dal padre. Lei però si spegne all'improvviso. Rimasto vedovo, non perde tempo, e presto diventa la disperazione del figlio, ora posato e dinamico uomo d'affari. Un ultimo desiderio libidinoso, nei confronti dell'infermiera che lo curava, gli toglie la vita.

Ha raccontato tutta la storia al demonio. Il demonio lo manda in paradiso, certo che vi verrà accettato. Il vecchio superbo sale sull'ascensore per salire al paradiso.

Cluny Brown (1946), loosely adapted from Margery Sharp's novel, è ambientato in un villaggio inglese, chiuso nei suoi rituali secolari, che viene disturbato dall'arrivo di un esule polacco e di una cameriera idraulico, due figure anti-conformiste di emarginati (un intellettuale e una proletaria) che finiscono per sposarsi, ennesimo sdoppiamento nei due sessi che alla fine si ricompone. Il tema principale e` quello della distanza delle classi sociali, che devono vivere in universi paralleli che non comunicano altro che tramite ordini. Ciascuno deve vivere secondo le proprie convenzioni sociali.
The professor and the maid are the eccentric transgressors who break the rules and trespass into the other universes.

Hilary is a single man who has invited high-society people to his party. He has a problem with the kitchen sink and is expecting the plumber any moment. The first person to arrive looks like a plumber but is instead a foreign gentleman who is looking for an old acquaintance of his. The next person to arrive is a polite girl, Cluny, who does not look like a plumber but turns out to be the niece of the plumber and is up to the task: she does unclog the sink. Then they start drinking and she gets drunk. When her uncle walks in, he is disgusted by the scene. The plumbers finally leave and the guests of the party start arriving. Two young men, Andrew and Philip, are in love with the vain and superficial Betty, who finds the foreigner asleep in a room. The men realize that he is a famous anti-Nazi writer, prof. Belinsky. Convinced that the writer is in danger, the two men take it on themselves to protect the dissident and to lend him money. In the meantime, Cluny is sent by her uncle to work for a family in a country village. She is terrified that she will be mistreated by her masters. On the train she meets a charming colonel. Andrew has rushed to his parents' country mansion to ask them to offer hospitality to the heroic professor. His parents don't quite share his sense of urgency, but accept anyway. Minutes after Andrew has left, the colonel delivers their new maid, Cluny, but Andrew's parents mistake her for a friend of the colonel and treat her like one of their own (aristocrats). When they discover that she's just the maid, the kindness disappears. As the ironclad housekeeper explains to her, she is supposed to serve without being seen or heard. However, she breaks the rules the very first night, when she serves dinner and whispers to Andrew's father which piece of meat is best, and then she screams when she sees the professor she had met before the party. The aristocrats are ready to fire her on the spot for not being the discreet and in fact silent maid she's supposed to be, but the professor convinces them to give her another chance. The other servants themselves are shocked to see a maid talk to a guest of the masters, as if they were equal. In fact, the professor consoles and befriends Cluny. He is even jealous that she is almost engaged to the town's apothecary, Wilson, a most boring but highly dignified example of middle-class business-man. Wilson too is puzzled that a guest of the aristocrats would mingle with a maid.
Andrew comes to spend a few days at the country mansion. He is bitter about Betty when he talks about her to the professor, but then Betty shows up: Andrew himself invited her, but he thought she would not come after they had a fight. Betty is a spoiled girl who can drive a man crazy. She and the professor trade sarcastic remarks. When Cluny needs a night off, the professor asks her if she can get out of her clothes by herself. Cluny attends the birthday dinner for Wilson's mother. She ruins the whole thing when she volunteers to fix a kitchen sink: it is inappropriate for a well-behaved girl to act like a plumber. All the guests leave the house embarrassed. Wilson is even more embarrassed. She is humiliated. In the meantime the professor walks into Betty's bedroom to reproach her that she is mean to Andrew. Andrew sees him come out of the room and suspects the worst. Betty finally accepts to marry Andrew, who has volunteered to the air force in order to fight the Nazis, and the professor decides that it's time to leave. Cluny runs to the station (or, better, gets a ride on a man's bicycle) to say goodbye. She tells the professor how she disgraced herself by fixing Wilson's plumbing. The professor orders her to get into the train and leave with him. He proposes to her. They get married. He becomes a best-selling writer.

Lubitsch morì l'anno dopo. Il cinico burattinaio lasciava alle sue spalle una delle opere cinematografiche più ambigue; degna della sua personalità cosmopolita influenzata tanto dall'espressionismo quanto dall'humour anglosassone. I suoi film, costruiti sui molteplici registri del vaudeville della commedia e dell'operetta, si basano su un canovaccio amoroso perfettamente (geometricamente) compiuto, con una struttura binaria, con ruoli standard affidati ai due sessi. Il primo ordine di ambiguità nasce proprio dall'esito della lotta fra il maschio e la femmina, laddove non si capisce più se la sconfitta non sia una vittoria e la vittoria una sconfitta. Il secondo ordine di ambiguità riposa nel labile confine che separa il bene dal male, per cui Lubitsch riesce a far amare i vizi dei suoi personaggi (donnaioli o ladri) sopratutto se il vizio è uno dei due cardini della società moderna (sesso e denaro). La misura del suo genio comico è data dalle gag e dalle battute, sovente metaforiche, sempre nitide, essenziali ed eleganti, che costituiscono il tratto più personale dei suoi film e dai sottintesi, che formano la gran parte delle sue sceneggiature.

Lubitsch riusciva a distribuire una patina uniforme di humour raffinato mediante due processi complementari di "riduzione" del solenne (puritanesimo, aristocrazia, ricchezza) e di "sublimazione" del volgare e raggiungeva così un perfetto equilibrio al limite dell'astrazione contraddistinto da un ritmo sorione e ammiccante.

Lubitsch è un ordinato regista erotico.

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