|
, /10 | Links: |
|
Ernst Lubitsch
nacque a Berlino nel 1892 da una famiglia ebraica. La sua esistenza si condusse squallidamente in
una delle tante bottegucce del ghetto, dove le meraviglie dell'epoca guglielmina arrivavano sotto forma di
leggenda. A sedici anni cominciò a bazzicare il music-hall, a diciassette entrò nel mondo
del cinema come generico, a diciannove entrò nell'entourage di Max Reinhardt, il quale lo forma
come attore. Parallelamente mette al servizio del cinema il personaggio comico inventato nel
varietà: un ebreo ottuso e sordido, una macchietta caricaturale pregna di antisemitismo. Con
queste comiche iniziate nel 1913 e proseguite fino al 1919 Lubitsch diventa un attore celebre, e abbandona
il varietà.
Iniziato alla regia già nel 1914, per il suo primo film, "Schupalast pinkus" (1916), si servì dello sceneggiatore Hanss Krauss, iniziando una collaborazione che sarebbe durata a lungo. In quella commedia two-reel Lubitsch interpreta un personaggio tipico dell'era pre-nazista: quello del ragazzo ebreo pieno di spirito e di ingegno che fa fortuna. "Das fidele gefangnis" (1917) fu il suo primo tentativo di trasporre l'operetta nel cinema muto. Diresse il suo primo melodramma in costume nel 1918 per compiacere l'amica e collega Pola Negri. "Die angen der mummie Ma" mette in scena insieme Pola Negri, nella parte di una ragazza egiziana, e Emil Sammings, in quella del fanatico sacerdote che la obbliga ad animare il volto della mummia per spaventare i turisti; un giovane pittore la libera, la porta in Europa, la sposa e ne fa una ballerina, nonostante il sacerdote tenti in ogni modo di ucciderla. Esotismo, costumi, romanticismo, sfarzo, e la figura della giovane incontaminata che viene esposta all'eleganza infida del bel mondo, la pulizia delle riprese e la linearità della trama, costituiscono il tocco personale del regista. Qualità subito ribadite da "Carmen", variazioni in forma di flashback della tragica vicenda della zingara di Merimée, con scenografia mastodontica alla Reinhardt. E cristallizzate nel film storico standard per Pola Negri e Emil Sammings: "Madame Dubarry"; il super-spettaccolo reinhardtiano (masse, scenari, palcoscenici mobili, luci) si avvicina al colossal italiano (Pastrone) e al melodramma scandinavo (Stiller) ma con la differenza di umanizzare i personaggi storici. Il tocco di Lubitsch consiste nel fondere la storia e il sentimento, il pubblico e il privato: la corte di Versailles e la vita di una cortigiana, la rivoluzione e la sua morte. Una giovane francese (Pola Negri) non sa scegliere fra un poeta povero e un marchese ricco; il suo destino viene totalmente affidato al caso: per decidersi conta i bottoni del suo corsetto, ma poi il suo segnale d'intesa diretto al marchese viene intercettato da Monsieur Dubarry, del quale diventa in breve legittima consorte; tanti piccoli eventi accidentali fanno la storia, il cui potenziale mitico viene così repentinamente disinnescato. Di questo passo la cortigiana giungerà fino sulle ginocchia del re Luigi XV (Emil Sammings), sensualmente e spudoratamente profittatrice del caso (arrivista passiva). Ma allo stesso modo rotolerà giù fino alla ghigliottina, e questa volta sarà invece la storia a trasferirsi in tanti piccoli eventi accidentali. La storia si tramuta così, da gioco inoffensivo, in rullo compressore, un divoratore inarrestabile di vite. Disumanizzare la storia ma umanizzarne i protagonisti, estraendo il moto interno dell'uomo dal moto collettivo dell'umanità. In "Immerum", spettacolo di Reinhart tratto dalle fiabe delle "Mille e una notte", è Lubitsch stesso a interpretare il buffone gobbo innamorato della favorita dello sceicco; il dramma raggiunge tinte orride (vengono assassinati sia la ragazza sia il suo amante sia lo sceicco), ma si conclude con il buffone che torna dal suo pubblico. Nella fiaba la storia è annullata; nel baraccone anche l'uomo è annullato. Il nichilismo assoluto della pantomima resterà un punto fermo dell'opera di Lubitsch, anche quando il sofisticato gioco delle parti stenderà una patina di polvere luccicante sullo squallore della vita. Avviati con questi quattro film il filone "serio" della sua opera, Lubitsch può tornare con maggior consapevolezza al filone "comico". Accantonata la slapstick e la rozza aggressività da music-hall, cioè la comicità proletaria, Lubitsch sceglie una comicità borghese, distaccata e qualunquista, elegante e superficiale. Il cliché dell'intrigo, dell'equivoco, dell'inseguimento, calati in ambienti da cartolina, come la Parigi della belle époque e la Vienna dell'operetta, sottendono l'atmosfera delle commedie di Lubitsch. Austerprinzessin (1919) mette in scena gli stereotipi fondamentali di Lubitsch: il dandy scapolone e la zitella furba; il film è sensibile alle proposte delle avanguardie teatrali: il labirinto di pavimenti, scaloni, stanze e lampadari del palazzo, lo sdoppiamento del principe, la figura amorfa e sovrumana del miliardario (circondato da nugoli di segretarie e di servi, osservatore invisibile di tutto ciò che accade), lo stesso tono di crudeltà e degradazione, costituiscono il debito naturale nei confronti dell'espressionismo. La figlia di un miliardario americano, per non essere da meno della sua amica, vuole sposare un nobile europeo e sceglie un principe squattrinato, che però, non avendo nessun desiderio di sposarsi, si fa sostituire da un servo. Tutti e tre i protagonisti del ménage (la zitella capricciosa, il miliardario che combina il matrimonio, e il servo che ne approfitta) sono personaggi volgari e grotteschi: lei è una ninfomane soggetta a violente crisi di isteria, il vecchio è un egoista sconsiderato morbosamente attaccato al suo impero, il servo è abietto, meschino e un po' folle. Tutti e tre pensano unicamente a soddisfare il proprio desiderio (sangue blu, soldi, cibo), indifferente all'esistenza degli altri. Lubitsch spalanca le gabbie e ritrae le belve a zonzo per lo zoo. Die puppe (1919) si apre col regista stesso nelle vesti di burattinaio che monta la casetta sulla collina del racconto di Hoffmann e dispone due bambole sulla scena, di cui quella maschile rotola in una pozzanghera e si anima; si rivolge alle nubi e al sole, che lo accontentano; tutto è disegnato sulla carta, gli oggetti sono umani, e l'uomo è una marionetta; fiaba romantica e incubo espressionista si mescolano a oltranza: obbligato a sposarsi dal vecchio e ricco zio, e assillato da un esercito di nubili a caccia di un buon partito, il giovane preferisce isolarsi in convento; lo zio offre un premio a chi saprà ritrovarlo, e lui, per aiutare i frati, si presenta di persona a ritirare quei soldi; dopodiché si assoggetta alla volontà del vecchio, ma a modo suo, facendosi costruire un automa da un magico burattinaio; questi gli prepara una copia perfetta della sua brava figliola, ma il suo assistente la rompe accidentalmente, e la generosa fanciulla si offre di sostituirla; e il giovane ignaro finirà per sposare proprio lei. La doppia creazione (Lubitsch crea i personaggi, uno dei personaggi crea la bambola), lo sdoppiamento e la meccanizzazione della ragazza, si mescolano con la commedia degli equivoci (lo scambio di persona, i vecchi avidi e dissoluti che contrastano i giovani timidi e allegri) e con il pretesto fiabesco dell'eredità. Tre koinè vengono asservite da Lubitsch e riplasmate secondo la sua poetica comica (qui tutto è per ridere, anche la resurrezione dello zio) e volgare (tutti sono attaccati istericamente al cibo, dai frati all'assistente). Il "Die puppe" è la versione leggera del cupo "Calegari" (posteriore); "Kohlhiesel totcher", variazione bavarese sul tema della bisbetica domata, è una parodia dello "studente di Praga": le due figlie gemelle di un oste, una bella e brava, l'altra brutale e antipatica, possono sposarsi soltanto tutt'e due contemporaneamente; per poter far sua la prima, il suo innamorato deve perciò trovare un corteggiatore all'altra; ma, non riuscendo nell'intento, deve prestarsi egli stesso all'ingrato compito; equivoco-espediente causa di due matrimoni male assortiti, ma i due innamorati si adatteranno senza traumi al rispettivo coniuge. Lo svolgimento lineare che prende lo spunto da un pretesto fiabesco, introduce un trucco di ascendenza espressionista, lo trasforma in equivoco, e procede con ritmi e geometrie da balletto verso il lieto fine, costituisce lo scheletro anche della quarta farsa del periodo tedesco, Die Bergkatze/ The Mountain Cat (1921), "grotesque in four acts", operetta di satira militare in stile liberty, ambientata in una fortezza sperduta fra i monti. The main attraction of the farce is the surreal and rococo-style scenography and the camera work (frequently observing the action from keyholes of different shapes and sizes). Scenografia e costumi espressionisti. Lubitsch e Krass si trasferiscono nell'autunno del 1922 a Hollywood, assunto dall'America come rievocatore ufficiale del mondo mitteleuropeo elegante e raffinato; mentre Stroheim, realmente vissuto a Vienna, non può separare la leggenda dalla turpe verità di una società in via di putrefazione, Lubitsch, che è stato nel suo ghetto anch'egli soggetto al mito, può facilmente raccontare Vienna e Parigi agli americani come essi vogliono che siano. Attenuando il volgare impeto tedesco che ha sino ad allora animato le sue allucinazioni comiche, Lubitsch può distillare una commedia sofisticata, senza sesso e senza brutalità, che conserva gli ...(?) originari senza offendere i puritani, più consona inoltre alla nuova sensibilità, meno volgare del cinema. La stilizzazione comica (imposta da Chaplin) prevede recitazioni germaniche (fino all'auto-parodia), ambientazioni in immaginari reami di cartapesta, tipizzazione da music-hall (il marito, la vamp, il viveur...). Frivole e briose, le prime commedie americane di Lubitsch sono mosaici di dettagli allusivi, dove ogni nuovo dettaglio svela un altro po' della vicenda, di per sé piuttosto scarna. In Per il burattinaio Lubitsch The Marriage Circle (1924) consiste soltanto nel mettere in moto il meccanismo ingranaggio dopo ingranaggio e nel distruggerlo poi in modo altrettanto metodico. Non succede praticamente nulla. It is a rather slow and tedious film, certainly not a comedy at all. It is not funny at all, and Lubitsch simply does not know how to end it. Thus it drags on way too long. All'altro estremo Three Women, ambientato in America, trasferisce nel Nuovo Mondo la belle-époque, rappresentata dal solito dandy, da una casta fanciulla, una madre esperta e una dama di mondo. The Smiling Lieutenant (1931) is a musical comedy, based on the operetta "Ein Walzertraum", by Felix Dormann and Leopold Jacobson, which in turn was based on the novel "Nux der Prinzgemahl" by Hans Mueller. One Hour with You (1932) is a remake of his The Marriage Circle (1924) as a musical comedy. The Merry Widow (1934) è la personale disincantata e a tratti dissacrante rivisitazione dell'operetta di Lehar. La vedova di Lubitsch è una ricchissima cittadina del regno che non vede l'ora di smettere il vedovato, nauseata da tutto il nero che la circonda; il regno è un'isola bucolica sovraffollata di militari in cui si paga ancora in natura; il re sa di essere cornuto, ma si preoccupa soltanto delle apparenze. L'intreccio stesso è reso nel modo più improbabile: il conte Danilo emerito donnaiolo decide di corteggiare la vedova perchè le altre "prede" della sua vanità sono troppo facili, e la vedova lo scaccia perché è troppo facile innamorarsi di lui. I personaggi stessi complicano un caso di per sè abbastanza condiscendente. Danilo viene condannato all'ergastolo per non essere riuscito a sposarla e a salvare così le finanze del regno, e la vedova lo raggiunge in prigione. Squisiti i dialoghi (infiorettati di gag) e le coreografie (fotografate con grande sensibilità cromatica), il film si abbandona languidamente all'utopia di un regno in cui tutto finisce sempre bene, in cui la felicità è inevitabile perfino quando gli uomini la fuggono per capriccio. Con questo film Lubitsch cancellava dalla faccia dell'Europa i volti truci di Hitler e Mussolini. One hour with you (1932) divaga allegramente sulla vita di due coniugi innamorati fra i quali s'infiltra una maliziosa amica: è la vicenda di Marriage circle trasferita a Parigi e infiorettata di romanze, scenette comiche e dialoghi effervescenti. Con l'avvento del sonoro però Lubitsch ha finalmente la possibilità di cimentarsi nei generi attorno ai quali ha sempre ruotato la sua cinematografia: l'operetta e il balletto. Il montaggio del suono diventa altrettanto accurato del montaggio dell'immagine. Sono i migliori adattamenti di operetta Forbidden Paradise e Student Prince In Old Heidelberg (1927), musiche di Sigmund Romberg; The Love Parade (1929) è una sequela di tocchi di classe, di omaggi al buon gusto, di riprese discrete (sonore e visive), di pallide infrazioni al codice etico: un reame europeo è sull'orlo della crisi e per salvarsi necessita di un prestito dall'America; ma l'operazione rischia di non riuscire a causa degli screzi fra la regina (una bisbetica da domare) e il principe (un dandy parigino); parallele a questa si svolgono altre due storie d'amore, con funzione chiaramente caricaturale, una fra i due servi personali dei sovrani, l'altra fra i loro cani. Il principe, il valletto e il cane bastardo contro la regina, la cameriera e la cagnetta (il maschio e la femmina addirittura triplicati); il gruppo di turisti americani annoiati dalla bellezza del regno ma costernati dal costo del palazzo reale: sono due segni della satira ai feticci americani del sesso e del denaro che trapunta la monotona spensierata superficialità dell'operetta. Trouble In Paradise (1932), la più frizzante delle sue sophisticated comedy, è ambientato nell'albergo di lusso di una Venezia di cartone; il tipico vaudeville locandiero è sbriciolato e ricomposto con cura, protagonisti un ladro e una ladra in abiti da sera che si derubano a vicenda ciascuno convinto di essere alle prese con un esponente dell'alta società e che poi decidono di mettersi in società, facendosi assumere come segretario e dattilografa di una miliardaria; alla lunga la riccastra s'innamora del suo premuroso segretario e suscita la gelosia della ragazza, che costringe l'amato a compiere subito il furto. Il film è tempestato di gag dall'inizio alla fine, alcune satiriche (il ladro smascherato dall'amministratore smaschera a sua volta la truffa continuata dell'amministratore), altre metaforiche (la collana di perle che passa dalle tasche di lui alla borsetta di lei e viceversa all'infinito), altre ancora psicologiche (il continuo slittamento dai gioielli al sesso intesi come ...? ...? e amplesso e indietro nei dialoghi fra la miliardaria e il suo nuovo segretario). Il finale, lieto ma malizioso, in cui al di sopra di ogni cosa, anche dell'amore, trionfa il vizio, il peccato originale, troppo piacevole per rinunciarvi; Lucifero fa capolino nel Paradiso di Lubitsch. Il film è un continuo gioco di specchi, e i due protagonisti stessi possono essere semplicemente due riflessi di un'unica persona, e il loro amore imperfetto un approfondimento del Doppelgänger. Design for living(1933), da Noel Cavard, in piena depressione, ha per protagonista la povertà in cui vivono due bohémiens parigini, uno scrittore e un pittore, che si dividono la stessa ragazza; lei, incapace di scegliere fra i due, sposa un americano ricco e va a vivere con lui una monotona vita fatta soltanto di party, ma viene salvata dai due amici, che la riportano in barba ai lussi borghesi nell'umile soffitta di Parigi. Alla trasgressione consistente nel perseverare nel proprio vizio (in questo caso il ménage à trois), si aggiunge la trasgressione rappresentata dalla connotazione anti-borghese del Paradiso Lubitschiano (la soffitta). Rinuncia invece al suo vizio di rubare la ladra (M. Dietrich) di Desire (1936), che alla frontiera franco-spagnola ha abusato della fiducia di un ingegnere in vacanza (Gary Cooper) per riuscire a far passare la refurtiva dell'ultimo colpo e che finisce con l'innamorarsi, con il pentirsi e col restituire la collana rubata.
6) La commedia psicologica
Angel (1937)
è Marlene Dietrich, moglie trascurata di un diplomatico inglese, la quale si reca a Parigi da una
vecchia amica, ora direttrice di un casino di lusso; scambiata per una delle ragazze dal solito miliardario
di passaggio, se ne innamora realmente; i due si incontrano di nuovo a Londra, sotto gli occhi del marito
ignaro, e, quando questi antepone di nuovo il lavoro alla moglie, tornano insieme a Parigi. La psicologia
finissima della moglie sola passa in secondo piano di fronte al freddo cinismo, mitigato appena da un filo
d'ironia, con cui Lubitsch condanna il laborioso e onesto marito al tradimento; anche se ancora una volta
Lubitsch, reticente davanti al rapporto peccaminoso, alla fine fa tornare la moglie pentita al focolare
domestico. Trionfa qui il metodo di narrazione indiretta, portato ai suoi estremi più astratti: la
cinepresa non è sempre sul posto, si limita soriona, a suggerire cosa sta accadendo, perlustra la
scena da angolazioni insolite, penetrando attraverso le porte nelle stanze private dei protagonisti; il
dialogo poi completa l'opera, svelando quel che la cinepresa non osa mostrare. Sul filo della slapstick
corre invece Bluebird's eight wife, un bisticcio amoroso condotto a ritmo vertiginoso: lui
è un pluri-miliardario pluri-divorziato, lei la figlia di un nobile spiantato che dapprima lo evita,
poi lo sposa e lo tiranneggia col suo carattere da bisbetica; ottenuto il divorzio e un ingente indennizzo, e
risollevate così le sorti della famiglia, la giovane si rende conto di essersi innamorata dell'ex-
marito, il quale ora però la evita in tutti i modi; non le resta che comprare la clinica in cui lui si
è rifugiato e imporgli la camicia di forza. Le lotte all'ultima gag fra la mogliettina intraprendente
e l'allampanato terrorizzato Gary Cooper costituiscono uno dei massimi risultati comici ottenuti da
Lubitsch, nonostante il messaggio sia limitato alla trita rivisitazione del contrasto fra la moglie
prevaricatrice e il marito esautorato e il classico lieto fine, con annessa doma della bisbetica, attenui la
portata del cinico matrimonio a scopo di lucro.
Ninotchka(1939) è una sorridente Greta Garbo, zelante
commissario sovietico in gonnella inviata dal partito a Parigi col compito di controllare l'operato dei tre
agenti incaricati di vendere un tesoro agli occidentali; il tesoro era però stato sottratto a una nobile
russa che risiede proprio a Parigi, consolata da un amante indigeno, e che accampa ovviamente dei diritti
sulla merce; tramite l'amante ha già corrotto i tre agenti, ed ora lo stesso giovane tenta di sedurre
la bella commissaria; ma tra i due sboccia l'amore, e la nobile, tornata in possesso dei suoi gioielli, li
baratta con l'amante; Ninotchka non se la sente di tradire il suo popolo e torna in patria, ma non ha
rinunciato al giovane, che ritrova poco dopo a Costantinopoli, territorio neutrale. Se la Garbo è il
polo melodrammatico del film, i tre goffi emissari in colbacco ne sono il polo comico, sicché il
film può essere letto anche come condanna sentimentale e satira politica del comunismo; ma
invece il comunismo è soltanto un'occasione per mostrare un tipo credibile di donna-maschio
domata.
Ninotchka è maschio finché resiste alle barzellette del
corteggiatore, si arrende al suo ruolo di donna mansueta nel momento in cui scoppia a ridere (quando lui
cade in terra); e da quel momento è semplicemente felice.
Ancora una volta si parte da una situazione innaturale, con la donna in posizione
preminente, e si approda a un lieto fine che consiste nel rovesciare la situazione di partenza, nel
normalizzare, cioé nel sottomettere, la donna. Satira dei provincialotti sovietici e
dell'intransigenza comunista ma anche dei nobili cinici e arroganti.
The Shop Around the Corner(1940)
That Uncertain Feeling (1941), a remake of his own
Kiss Me Again (1925), in turn
inspired by the Victorien Sardou's "Let's Get a Divorce", is a very mediocre
comedy.
Ben lontano dalla retorica della propaganda bellica, durante la seconda
guerra mondiale Lubitsch dirige una parodia dell'invasione tedesca della
Polonia: To Be Or Not To Be (1947). Invece di rappresentare i nazisti
come i soliti meccanici disumani, Lubitsch li traveste da comici di
varietà, sicché l'invasione si trasforma in un'irriverente
slapstick.
Hitler e` arrivato e la resistenza ha un altro piano che coinvolge gli attori.
Un'accorta messinscena fa sembrare che Hitler sia oggetto di un attentato
e l'attore nei panni di un ufficiale nazista lo scorta fuori citta`: anche
Hitler e` un falso. L'intera troupe segue il falso Hitler su un aereo e
dirige verso la Gran Bretagna. All'arrivo gli attori e gli ufficiali
vengono accolti come eroi. Il celebre attore polacco viene invitato a
interpretare l'Amleto:
alla frase "to be or not to be" l'ufficiale si alza ed esce come al solito...
Lo strapotente esercito nazista viene sconfitto dal teatro: il film e` anche
un tributo al potere dell'arte sulle volgarita` della politica.
Lubitsch riprende
splendori e miserie del palcoscenico (la cieca enfasi del capocomico, ormai
scoraggiato da quell'ufficialino che abbandona il posto ogni volta che lui
intona "l'essere o non essere", e che in realtà si reca nel camerino di
sua moglie) innalzandolo a estremo oppositore del nazismo, grazie al suo
carattere di finzione lucida e cosciente, non allucinata e inconscia come
quella del Führer.
Soltanto Lubitsch poteva complementare un gioco d'astuzia ai danni del dittatore
con una piccante storia d'adulterio.
Shakespeariana, o chapliniana, grandiosa fusione di farsa e di tragedia,
To Be Or Not To Be prelude a Heaven Can Wait, autobiografia e
testamento spirituale di un poeta astratto, che, dopo aver immaginato e
allestito paradisi negli studi Hollywoodiani, si cala volontariamente
nell'inferno sotto forma di incorreggibile donnaiolo che rievoca davanti a
Mefistofele le sue scappatelle extra-coniugali e che alla fine viene rispedito
in ascensore al piano superiore, dove potrà ritrovare l'adorata
mogliettina.
Il film è una summa delle suggestioni di Lubitsch, da quelle romantiche
del Faust e del Don Giovanni a quelle espressionistiche del Doppelgänger,
un album di ricordi che trasuda struggente nostalgia, un commovente atto di
impenitenza.
Ha raccontato tutta la storia al demonio. Il demonio lo manda in paradiso, certo che vi verrà
accettato. Il vecchio superbo sale sull'ascensore per salire al paradiso.
Cluny Brown (1946) è ambientato in un villaggio inglese,
chiuso nei suoi rituali secolari, che viene disturbato dall'arrivo di un esule polacco e di una cameriera
idraulico, due figure anti-conformiste di emarginati (un intellettuale e una proletaria) che finiscono per
sposarsi, ennesimo sdoppiamento nei due sessi che alla fine si ricompone.
Lubitsch morì l'anno dopo. Il cinico burattinaio lasciava alle sue spalle
una delle opere cinematografiche più ambigue; degna della sua personalità cosmopolita
influenzata tanto dall'espressionismo quanto dall'humour anglosassone. I suoi film, costruiti sui
molteplici registri del vaudeville della commedia e dell'operetta, si basano su un canovaccio amoroso
perfettamente (geometricamente) compiuto, con una struttura binaria, con ruoli standard affidati ai due
sessi. Il primo ordine di ambiguità nasce proprio dall'esito della lotta fra il maschio e la femmina,
laddove non si capisce più se la sconfitta non sia una vittoria e la vittoria una sconfitta. Il secondo
ordine di ambiguità riposa nel labile confine che separa il bene dal male, per cui Lubitsch riesce a
far amare i vizi dei suoi personaggi (donnaioli o ladri) sopratutto se il vizio è uno dei due cardini
della società moderna (sesso e denaro). La misura del suo genio comico è data dalle gag e
dalle battute, sovente metaforiche, sempre nitide, essenziali ed eleganti, che costituiscono il tratto
più personale dei suoi film e dai sottintesi, che formano la gran parte delle sue sceneggiature.
Lubitsch riusciva a distribuire una patina uniforme di humour raffinato mediante
due processi complementari di "riduzione" del solenne (puritanesimo, aristocrazia, ricchezza)
e di "sublimazione" del volgare e raggiungeva così un perfetto equilibrio al limite
dell'astrazione contraddistinto da un ritmo sorione e ammiccante.
Lubitsch è un ordinato regista erotico.
|
If English is your first language and you could translate this text, please contact me.
|
|
|
|
|