Roman Polanski
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The Pianist (2002), 6.5/10
Carnage (2011), 6.5/10
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If English is your first language and you could translate my old Italian text, please contact me Nato a Parigi nel 1933 da genitori ebrei polacchi, Roman Polanski visse in prima persona le atrocità della guerra. I suoi genitori, che erano rientrati in patria nel 1936, furono deportati in un campo di concentramento, dal quale soltanto il padre sopravvisse, mentre il piccolo si univa ai tanti ragazzini senza famiglia che battevano le strade della Varsavia occupata.

A soli quattordici anni esordisce in teatro e poco dopo decide di iscriversi alla scuola di Belle Arti di Cracovia. Cosmopolita e nomade di natura, il giovane Polanski non gradisce la rigida disciplina di stampo stalinista, che proibisce il surrealismo mentre obbliga al patriottismo.

Appena laureato si iscrive (nel 1954) alla scuola di cinematografia di Lodz ed ha la fortuna di capitare nel momento in cui si comincia a smantellare lo zdanovismo. Oltretutto Wajda, appena diplomatosi, gli affida la parte di un adolescente emarginato in Pokolonje, uno dei film che sanciscono la rinascita del cinema polacco. Nei sei anni di scuola, Polanski recita ancora per Wajda, per Munk e per altri, imparando dal loro alto magistero (il barocco visionario di Wajda, il grottesco amaro di Munk). Nonostante i suoi cortometraggi siano di grande rilievo, Polanski rischia l'espulsione dalla scuola per il carattere indisciplinato e la idee asociali.

Polanski nasce dall'incrocio di tre culture (quella ebrea, quella francese e quella polacca) in un epoca di tragedia collettiva e di crisi degli ideali. Matura perciò una filosofia di vita nella quale è chiaro che la violenza è la legge fondamentale ed è altrettanto chiaro che patriottismo, antinazismo, socialismo sono termini vuoti. Rispetto a Wajda, che ha ridimensionato la figura dell'eroe ma, avendo partecipato alla resistenza, ne accetta ancora gli ideali, Polanski compie un ulteriore passo verso il nichilismo più eretico. Dalla cultura ebrea eredita poi il senso dello humour che gli evita conclusioni cupe e disperate; da quella francese un gusto surreale per l'assurdo e l'onirico, il fantastico puro che emerge dai profondi recessi della psiche; da quella polacca la nozione dello squallore borghese, intriso di sangue e di sesso ai livelli di massima depravazione.

Uno dei cortometraggi, l'apologo Dwaj Ludzie z Szafa/ Two Men and a Wardrobe (1958), lo rende famoso all'estero. Polanski fa ricorso alla pantomima Beckettiana dell'assurdo (due uomini usciti dal mare con un armadio vengono rifiutati dalla società per l'ingombrante suppellettile che si portano dietro, e tornano al mare) per criticare il conformismo e l'egoismo, dando al tempo stesso una dolorosa parabola di incomprensione e di solitudine.

Più affine ai lavori degli altri giovani polacchi il cortometraggio di laurea Gdy Spadaja Anioly/ When angels falling (1953), rievocazione storica delle tragedie nazionali attraverso la vita di una vecchia.

Le Grog et le Maigre/ The Fat and the Lean (1960) ritorna all'assurdo più rigoroso, all'apologo grottesco e disperato, ancora una fiaba per bambini dilaniata dalle atrocità del mondo reale: in questo caso il rapporto ambiguo fra chi esercita e chi subisce il potere reale: il magro è schiavo volontario del grasso, accetta tutte le umiliazioni e ne soddisfa tutti i desideri.

Ssaki/ Mammals (1962) è un altro "burlesco filosofico" a metà strada fra l'assurdo di Beckett e il teatro di Witkiewicz: due uomini avanzano sulla neve si spacciano l'un l'altro ogni genere di scusa per non tirare la slitta, in una comica schermaglia di astuzie; così finiscono per perdere la slitta, e decidono di tornare indietro. Ma anche sulla malinconica via del ritorno l'indole umana prende il sopravvento e ciascuno dei due ricorre a nuovi stratagemmi per convincere il compagno a portarlo a spalle.

Gli apologhi di Polanski si possono sempre leggere a più livelli, da quello politico a quello antropologico, da quello generazionale a quello metafisico.

Il primo lungometraggio, Noz w Wodzie/ Knife in the Water (1962), scritto con Skolimowski, rompe definitivamente con il resto del cinema polacco. Variazione sul triangolo sentimentale borghese, il film analizza con profondità Bergmaniana la psicologia dei personaggi: un cronista di successo, la moglie insoddisfatta, e un giovane autostoppista senza ideali.

E` quasi l'alba di sabato mattina e una coppia si sta recando in auto lungo una strada di campagna verso il lago dove passeranno il weekend. L'uomo e` nervoso perche' non si fida della guida della moglie, ogni tanto le prende il volante. La moglie, seccata, ferma l'auto e gli cede il volante. L'uomo prende velocita`. All'improvviso gli si para davanti un ragazzo che chiede un passaggio e lui quasi lo investe. L'uomo inveisce contro il ragazzo, ma poi lo prende a bordo. Arrivano al porto, scaricano i bagagli nella loro barca privata. Il ragazzo nota che si tratta di ricchi borghesi: auto di lusso, barca privata. Il ragazzo sta per andarsene, ma, a sorpresa, l'uomo, Andrea, lo invita rudemente a restare. Il ragazzo accetta altrettanto rudemente. I due uomini, l'adulto e il ragazzo, si confrontano psicologicamente, come se avessero deciso di sfidarsi per dimostrare chi vale di piu`. La donna, Cristina, prende il sole in reggipetto. Il ragazzo esibisce un coltellaccio a cui e` affezionato. Si diletta a giocare con il coltello, in particolare a farlo passare rapidamente fra le dita della mano. Andrea tratta il ragazzo come un mozzo che debba imparare e gli affida compiti ingrati, ma e` lui stesso il primo a compierli, per mostrargli che e` superiore. Litigano, ma sembrano anche diventare amici. Ogni tanto sorridono l'uno dell'altro. Il ragazzo e` infantile, non fa cena con loro ma poi, affamato, sottrae qualche fetta di pane e formaggio. E` orgoglioso e testardo come l'adulto, ma goffo laddove l'altro e` sicuro di se`. La moglie ogni tanto tenta di attenuare i toni duri delle loro conversazioni. Vedendo il ragazzo giocare con il coltello, l'adulto non resiste alla tentazione e gli offre impassibile la propria mano. Sono continue dimostrazioni di coraggio e di intelligenza. Poi, quando il ragazzo va di sotto, l'adulto ci prova da solo. Il vento muore, e gli adulti ne approfittano per pranzare e gettarsi in acqua. Quando il vento risale di colpo, il ragazzo non sa tenere la barca e i due adulti rischiano di essere abbandonati nel mezzo del lago. Si mette a piovere e i due uomini devono lavorare alacremente per fermare la barca. La donna si asciuga seminuda e il ragazzo le vede il seno. Giocano a stecchino e l'adulto di nuovo vuole dimostrare la sua superiorita` sul ragazzo. Il ragazzo si addormenta e tutti vanno a dormire. La prima a svegliarsi e` la donna, che sale di sopra, inquieta, a fumare una sigaretta. Il ragazzo la raggiunge e si offre di riparare la vela. Andrea viene svegliato dal rumore e si presenta irritato. Ha in tasca il coltello del ragazzo. Andrea si comporta come un capitano sadico, costringe il ragazzo a fare da mozzo, finche' il ragazzo si rende conto di non trovare il coltello e lo reclama. Andrea lo getta via e il coltello cade in acqua. Il ragazzo gli intima di tuffarsi, i due si azzuffano, il ragazzo cade in acqua e non sa nuotare. La barca continua il suo corso. Soltanto la donna e` in ansia, lui all'inizio non le da` retta. Ma il ragazzo non riemerge e la donna si tuffa. Non lo trova. Si tuffa anche lui. Non lo trovano. Il ragazzo in realta` si sta nascondendo dietro un galleggiante. I due adulti tornano a bordo, convinti che sia annegato e la donna inveisce contro il marito. Gli intima di andare ad avvertire la polizia. Lui si tuffa per raggiungere la riva a nuoto. La donna lo accusa di voler ancora una volta semplicemente mettersi in mostra. Il ragazzo nuota lentamente verso la barca, dove la donna e` nuda. Lascia che si vesta, poi sale a bordo. La donnam che stava piangendo la sua morte, lo schiaffeggia. Poi si baciano e non resistono ai sensi. E` sera. La mattina dopo la donna lo porta a riva e lo lascia andare. Poi va dal marito che sta aspettando al molo. E` lunedi`, devono rientrare. Ma lui dirige verso la polizia. La donna gli dice che il ragazzo e` vivo e che hanno anche fatto l'amore, ma lui non le crede. Arrivati a un bivio, lui si lascia convincere a non informare la polizia, ma continua a non credere che la moglie l'abbia tradito. Tornano a casa. Tra i due maschi si accende la rivalità per la conquista della femmina (soggetto retaggio degli apologhi antropologici), l'uno fiero del ruolo di padrone, l'altro indifferente alle convenzioni e quindi miccia per accendere la crisi latente di un matrimonio ormai sclerotizzato in rituali di reciproca sopportazione. Entrambi si dimostrano falsi, crudeli ed egoisti. L'odio fra il prepotente e intollerante "arrivato" e il giovane scanzonato è un odio generazionale e politico, che contrappone la generazione stalinista alla nuova, nonché un conflitto fra l'anelito alla vita e alla libertà di un anarchico e la forza repressiva di una società che riesce a piegarlo. Il film è infatti costellato da metafore della disperazione del giovane (come quando immagina di correre sull'acqua).

Un film girato sull'acqua. Un film prevalentemente muto. Le inquadrature sono semplici, la trama e` semplice, i dialoghi sono semplici. Tutto e` misurato. Il montaggio gioca a nascondino con il pubblico. I personaggi diventano oggetti del paesaggio. In contrasto, il dialogo e` sempre violento. Polanski evita le idee grandiose a favore della psicologia quotidiana. Lo sfondo e` muto e immobile, e` come se fosse di cartapesta.

L'anno dopo, Polanski si trasferisce a Parigi, dove dirige l'episodio La Rivière des Diamants/ River of Diamonds , storia burlesca di una truffa, compiuta da un'avvenente ladra per vocazione ai danni di un riccastro in vacanza.

Gira poi a Londra Repulsion (1965), il primo film che affronta decisamente lo psicologismo orrifico, cronaca agghiacciante di un processo di dissociazione psichica, al tempo stesso delirante proclama del pessimismo demoniaco di Polanski, ateo decadente più che mai convinto del trionfo del Male.

La protagonista (Deneuve) vive con l'autoritaria sorella e con il suo amante, vergine complessata emigrata da una cittadina belga nella caotica metropoli londinese. Nell'appartamento, dove è rimasta sola dopo che i due amanti sono partiti per una vacanza, l'angoscia claustrofobica e la solitudine paranoica preparano la crisi, che esplode quando uno spasimante sfonda la porta in un impeto amoroso e lei lo uccide; stesso esito ha un'intrusione del padrone di casa; la nevrosi sessuale della bella giovane (o meglio la repulsione sessuale) è al culmine: si stende in terra e si lascia morire di inedia. Primo piano di un occhio. Primo piano di una mano che stringe un dito. Deneuve e' assorta, seduta sotto una vecchia grassa il cui volto e' imbrattato. Le tiene la mano. E' la sua manicure in un istituto di bellezza.
Sulla via di casa un operaio le fa degli apprezzamenti volgari e un giovane di buone maniere la rincorre. Il giovane la segue fino al ristorante. Lei e' timida, impacciata, ma finisce per accettare un invito a cena per la sera dopo. A casa la sera: si spoglia, vede le suore che giocano allegramente nel cortile del vicino convento, si lava i piedi nel lavandino, nota uno spazzolino che non e' suo. Protesta con la sorella che il suo uomo e' invadente. Arriva lui. D e' scontrosa. Lui porta fuori la sorella a cena e la lasciano sola in casa, a spiare l'anziana vicina e le suore.
La notte D nel suo lettino ascolta la sorella e l'uomo che fanno l'amore: il lampadario oscilla, dal camino arrivano i gemiti della sorella. Non riesce a dormire, si rigira nel letto, osserva gli oggetti della stanza: i giocattoli, la foto di famiglia... La mattina trova l'uomo in bagno che si sta facendo la barba e fugge terrorizzata.
Il padrone di casa telefona che vuole l'affitto. La sorella promette di pagare l'indomani e dice che lasciera' i soldi a D, perche' lei va in vacanza.
Al lavoro l'amica di D piange perche' e' stata abbandonata da un altro uomo, si sente cosi' stupida. All'uscita D si avvia verso il ristorante dove ha appuntamento con il bel giovane, ma per strada rimane assorta a guardare una crepa nel pavimento. Il giovane la trova cosi'. La rimprovera per essere in ritardo, poi la riaccompagna a casa temendo che non stia bene. Cerca di baciarla quando scende dall'auto, ma lei scappa via. Appena in casa si lava i denti schifata. Si getta sul letto e piange. Non dorme, sente le campane del convento e la sorella che fa di nuovo l'amore. Il giorno dopo la sorella e l'uomo partono per una vacanza. La sorella lascia i soldi per l'affitto sotto il telefono.
D va al lavoro e accudisce la vecchia petulante, ma rimane assorta, non risponde a nessuno. La padrona pensa che stia male e la manda a casa. A casa sola apre il frigo e trova un coniglio che la sorella non aveva finito di cucinare. Lo tira fuori e lo lascia su un tavolino. Squilla il telefono, ma non risponde nessuno. La busta dei soldi e' li' vicino al telefono. Le suore giocano in cortile. D e' affascinata dal rasoio lasciato dall'uomo in bagno. Annusa una maglia dell'uomo rimasta per terra: schifata, scappa via. La ripugna tutto cio' che e' maschile. Nella camera della sorella apre un armadio e per un secondo le sembra di vedere riflesso nello specchio un uomo.. E' la prima allucinazione. A letto non riesce a dormire e sente dei passi che si avvicinano...
Il mattino dopo si dimentica l'acqua della vasca da bagno aperta. Il coniglio e' sempre sul tavolino, comincia a decomporsi. Si chiude in camera, va a letto, sente i passi, porte che si aprono, il pavimento che scricchiola... un uomo (l'operaio) sventra la parete e si avventa su di lei...
La mattina dopo squilla il telefono: e' il ragazzo che si sta preoccupando per lei. Lei riattacca senza rispondergli. Torna al lavoro, sempre piu' stranita. E' stata assente tre giorni senza giustificazione. Rimane assorta mentre sta lavorando al solito dito della solita vecchia. L'amica cerca di sollevare il suo morale, ma trova nella sua borsetta la testa fatiscente del coniglio... Fuori il ragazzo la sta cercando, l'ama davvero, e' sempre piu' preoccupato. Lei cammina in trance davanti a un incidente.
A casa. Il coniglio divorato dalle mosche, il rasoio riverso sul piatto. Lei in sottoveste guarda la televisione. In cucina le patate hanno messo radici. Sente il rumore della crepa nella parete che si allarga... Scappa, si appoggia alla parete, nella parete rimangono le impronte delle sue mani... Squilla il campanello: e' il ragazzo, che vuole assolutamente vederla. Lei non risponde. Lui sfonda la porta. La trova in sottoveste terrorizzata. Si scusa. La vecchia vicina li osserva per un po'. Quando lui si volta per chiuedere la porta, D lo colpisce con un candelabro. Lui cade stordito, lei si accanisce sul suo corpo. Poi barrica la porta e trascina il cadavere nella vasca da bagno. Poi si mette tranquillamente a cucire, con la carogna del coniglio sempre piu' decomposta e le radici sempre piu' lunghe delle patate. Va a letto, apre le lenzuola e... vi trova l'operaio che la violenta.
Squilla il campanello. E' il postino che infila una cartolina della sorella sotto la porta. D si aggira per la casa come in un incubo. Delle mani la afferrano dalle pareti. Squilla il telefono, e' una donna che la insulta. D taglia il filo del telefono con il rasosio. Tre musicisti di strada passano sotto la finestra. Squilla il campanello: e' il padrone di casa che vuole l'affitto. Lei non apre. Lui forza la porta. D gli offre la busta con i soldi. Lui li conta ed e' soddisfatto. Ma lei e' discinta e lui ne e' attratto. Si offre di prenderle un bicchiere d'acqua. Lei non parla, stringe il rasoio. Lui le salta addosso, lei si divincola e apre il rasoio. Lui la abbraccia di nuovo e lei gli taglia il collo. Mentre lui si tocca stupefatto la ferita, lei lo colpisce di nuovo e continua a colpirlo finche' smette di muoversi. Poi lo lascia per terra in salotto e va a truccarsi. Va a letto tutta truccata. Sente le campane delle suore, compare il maniaco che la violenta.
La casa e' adesso un disastro. Lei si muove come un automa, soggetta ad allucinazioni sempre piu' forti. Piove. Arrivano la sorella e l'uomo. La sorella entra in casa e trova il corpo nella vasca da bagno. L'uomo corre a chiamare soccorsi. Arrivano i vicini incuriositi. Trovano D sotto il letto della sorella, apparentemente svenuta. Nessuno osa toccarla. L'uomo ritorna e la prende in braccio: lei apre gli occhi. Primo piano di diversi dettagli, compresa la foto di famiglia in cui lei era bambina.
L'amore del ragazzo e la libidine del padrone di casa la costringono a pensare al sesso, che e' la cosa a cui non vuole pensare. L'unico modo per liberarsene e' di ucciderli. D e'affascinata dalle crepe, probabilmente un'allegoria della deflorazione. E' terrorizzata dal pensiero che ogni crepa si allarga un po' alla volta, un po' alla volta...
Polanski non tenta pero' di compiere un'analisi psicanalitica, ma usa il suo disturbo per costruire un thriller. E' la suspence ad interessarlo, e il fatto che lei abbia le allucinazioni gli serve ad aumentare la suspence. Proprio il dilagare delle allucinazioni crea gran parte del terrore, il passaggio dal reale all'immaginario, il fatto che questo secondo prende poco a poco il sopravvento. Il fatto che lei sia una psicotica e' un dettaglio: ai fini del thriller lei gioca il ruolo del "mostro".
Il film e' girato quasi interamente in interni, come una commedia.

Polanski visita la catastrofe mentale della donna attraverso gli oggetti che la circondano, fotografati in maniera maniacale, ciascuno di essi incubo e delirio in embrione, amplificando le poetiche degli oggetti proprie dell'angoscia espressionista e della suspence hitchcockiana. Psycho e gli orrori virginali di Bunuel soppiantano del tutto l'apologo beckettiano, recidendo gli ultimi legami con la cultura teatrale polacca, lanciando al tempo stesso una nuova era della truculenta cultura anti-borghese polacca.

Dance of the Vampires (1965) è un'esilarante parodia del genere vampiresco e della superstizione in generale.

La repulsione e il fascino dell'ambiente quotidiano, l'impossibilità di fuggire e la nevrosi soffocante indotta da questa contraddizione, il disfacimento della vita nel continuo protrarsi e acuirsi di questa nevrosi, impregnano anche Cul de Sac (1966), altra ripresa del triangolo amoroso, ma questa volta nell'ottica di un humour nero molto britannico.

Un industriale vedovo si ritira on la giovane amante nel castello di un isola a condurre una vita monotona e noiosa, vivacizzata soltanto da sporadici ospiti, tutti più o meno sedotti dalla donna; un giorno irrompono due banditi in fuga, uno dei quali muore mentre l'altro obbliga la coppia ad ospitarlo fino all'arrivo del capo; invece del capo arrivano due amici dei castellani, un playboy e la sua amante, che se ne vanno ignari perché il bandito si è travestito da servo; quando il suo capo lo avverte di non poter venire, il bandito decide di fuggire, ma l'industriale, istigato dalla donna che non è riuscita a sedurre il bandito, riesce ad ucciderlo; poi, sconvolto, l'omicida invoca la moglie defunta, mentre l'amante se ne va con il playboy tornato a prenderla. L'elemento di disturbo del triangolo è questa volta un personaggio comico che, come il giullare del "Re Lear", funge da coscienza del castellano, smascherando la sua angoscia e la sua solitudine, evidentemente acuiti dalla perdita della moglie e vanamente lenite dall'assunzione di un'amante. In quell'isola l'uomo si rende conto della meschinità di tutti coloro che gli stanno attorno, egoisti, crudeli e ingrati (per repulsione dei quali si è d'altronde segregato nel castello).

Il capo dei banditi è un po' il Godot della situazione: tutti vivono aspettando lui, come minaccia o come salvezza, e quando lui annuncia che non verrà, scoppia la crisi. La donna è una ninfomane cinica e depravata; è lei il male che trionfa; rappresenta tutto quanto vi è di corrotto e decadente nella società borghese. Questi quattro personaggi agiscono l'uno contro l'altro in uno spazio chiuso, che amplifica le loro libidini e le loro paure.

6) Fearless vampire killers

Sempre a Londra gira un altro horror comico, addirittura farsesco, The Fearless Vampire Killers (1957), parodia del vampirismo e indirettamente di Hollywood, nel quale interpreta in prima persona l'assistente di un professore tedesco che intraprende una spedizione in transilvania a caccia di vampiri.

Nella locanda fumosa di un oste ambiguo, dove si respira un ibrido di lussuria e di superstizione, l'assistente si innamora della figlia dell'oste, e assiste con disgusto dal buco della serratura alla sua iniziazione da parte del locale Dracula.
I due vampirologhi marciano allora sul castello, dove si scatena una slapstich esilarante con una serie di gag surreali; il vampiro pederasta cerca persino di sedurre l'assistente e quando finalmente i due riescono a liberare la bella locandiera, questa si rivela a sua volta un vampiro e non esita a mordere sul collo l'eroico spasimante.
Un divertimento di gran classe, infiorettato di citazioni dei grandi dell'horror.

7) Rosemary's baby

Nello stesso anno Polanski si trasferisce a Hollywood, dove gira Rosemary's Baby (1967), dal romanzo di Ira Levin, ambientato in una New York demoniaca, che introduce uno stile narrativo ambiguo, dove incubo e realtà si compenetrano e si confondono.

Il film racconta un caso di paranoia simile a quello di Repulsion, derivato dalle paure metropolitane, ma trasformato in storia dell'orrore, in thriller ad effetto, e anche in satira dei riti magici, dell'occultismo, che dilagano nei salotti bene, e infine in delirio blasfemo e surreale alla Bunuel.
Rosemary (Mia Farrow) e suo marito vanno ad abitare al settimo piano di uno stabile sinistro, nel quale si dice abitassero streghe che cucinavano bambini. I vicini sono una coppia di vecchietti premurosi, dai quali riceve in dono il medaglione che portava al collo una loro pupilla morta suicida. Come per incanto il marito, mediocre attore, ottiene una grossa scrittura per sostituire il protagonista diventato cieco all'improvviso. La notte Rosemary sogna di essere violentata dal demonio in un sabba condotto dai vecchi e si risveglia con la schiena piena di unghiate, ma il marito le dice di averla presa lui, per concepire il loro primo bambino, come avevano deciso. Rosemary è una bambina ancora succube di una rigida educazione cattolica, entusiasta del nuovo alloggio e della prospettiva di diventare madre.
L'anziano ginecologo che segue la sua gravidanza le proibisce tutti i medicinali e le consiglia solo i misteriosi infusi di erbe della vecchietta, nonostante le provochino acute fitte al ventre. Un amico, che le ha confidato di avere qualcosa di importante da dirle muore d'improvviso, ma fa in tempo a farle avere un libro sulla stregoneria, leggendo il quale Rosemary scopre straordinarie analogie fra il capo di una truce setta nera che abitò proprio in quel palazzo, e l'anziano vicino. Terrorizzata si libera di loro ed è lieta di apprendere che se ne stanno andando. Ma un sospetto la raggela: l'attore e l'amico sono state vittime dell'intrigo, la setta può causare invalidità e morte se in possesso di un oggetto della vittima ed è stato il marito a sottrarre loro una cravatta e un guanto proprio alla vigilia delle rispettive disgrazie. Si convince di essere circondata da satanisti e cui il marito, in cambio della carriera ha promesso il bambino. Cerca aiuto, tenta la fuga, ma il marito e il ginecologo la immobilizzano. Incosciente si sgrava, e le dicono che il bambino è morto. Nonostante il marito cerchi di tranquillizzarla prospettandole un avvenire di agi e una seconda gravidanza, lei non si da pace, non riesce a fare a meno di pensare che il suo bambino sia stato sacrificato in qualche orrendo festino.
E' ancora diffidente, ma dubbiosa: si tratta di pure coincidenze, di fantasie di una nevrotica spossata dalla gravidanza o c'è veramente una congiura di streghe? Quando si accorge che le prendono il latte dal seno si arma di un coltellaccio e va a vedere cosa ne fanno. Li sorprende così tutti insieme che stanno brindando attorno a una culla nera, e l'anziano vicino le comunica sogghignando che il neonato è stato consacrato a Satana. Dopo un attimo di disperato smarrimento, Rosemary lascia cadere il coltello e sputa in faccia al marito. Ma il sentimento materno prevale su ogni altra considerazione: prende fra le braccia quello che ora è un Gesù del Male e si mette ad allattarlo, tenera e giocosa, fra gli sguardi soddisfatti dei demoni.
Rosemary è una bambina perennemente spaventata dalla faccia della realtà, che vuole soltanto rifugiarsi negli affetti elementari. Il marito è una truce parodia dell'uomo di successo americano, accecato dal mito del denaro.
Il giallo viene risolto completando la suspence, il culto per l'oggetto e l'ambiguità di Hitchcock con le ossessive atmosfere chiuse Kafkiane.

8) Che?

Il cinema di Polanski si rivela stregonesca premonizione personale quando, nel 1969, Charles Manson e i suoi seguaci compiono l'atroce strage di Bel Air, sventrando la moglie Sharon Tate (incinta) durante un droga - party nella villa del regista.

Dopo aver trasposto il Macbeth, il dramma shakespeariano più stregonesco, con fare umoristico e truce, Polanski gira in Italia Che?/ What? (1972), commedia grottesca che si riallaccia all'assurdo dei cortometraggi per tracciare una amara parabola sulla condizione femminile e sulle abiezioni morali della borghesia.

Un'autostoppista disinibita (Sydne Rome), per sfuggire a tre malintenzionati, si rifugia in una lussuosa villa sul mare. Qui compie una piccola Odissea comico-erotica, maliziosa Alice nel paese dell'alta borghesia depravata, durante la quale incontra una serie di tipi buffi: un maniaco in una torre che si eccita in uniforme da carabiniere, un pianista che la ispeziona nel sonno, donne avvenenti più o meno spoglie, ospiti spiritati, servitori cadenti ladri, e l'anziano padrone di casa, languido sado-maso che viene generosamente soddisfatto. Alla fine però, la ragazza si spaventa (le hanno rubato ad uno ad uno i vestiti e la rincorrono nuda), e se ne va, saltando sul primo camion che si ferma: un camion carico di porci. La società ridotta alla stanca ripetizione di gesti insignificanti. Quando la ragazza lo capisce, li abbandona al loro (volontario) destino.

Ingenuità e fiducia nel prossimo la tradiscono, e cade preda di teppisti, maniaci, etc...; fugge da loro per finire su un camion di porci. Galleria di macchiette allucinanti, il vecchio satiro patriarca, il giovane tiranno sadico,... di tutti Rome si innamora: del primo per pietà, del secondo per masochismo (la frusta prima di prenderla).

9) Chinatown

Dalla sophisticated comedy e dall'Italia del boom, Polanski passa al thriller "chandler-iano" e alla Los Angeles degli anni '30, con un altro sofisticato divertissment cinematografico: Chinatown (1975).

Anni '30, Los Angeles.
Jake (Nicholson) è un investigatore privato poco entusiasta del suo mestiere, che lo porta a scoprire retroscena nauseanti degli uomini. La moglie di un ingegnere ricco e potente viene a chiedergli di investigare se lui la tradisce.
Inizia a pedinarlo e scopre così che l'uomo ha un'insolita integrità morale: si oppone alla costruzione di una diga perché il terreno è fragile e potrebbe causare una tragedia, e resiste alle pressioni di lobby potenti che vorrebbero invece costruire. Nicholson sta appena entrando nella vita privata dell'ingegnere e lo vede con una ragazza che parla spagnolo, che Faye Dunaway gli si presenta accompagnata da un avvocato: è lei la vera moglie dell'ingegnere, e appreso delle sue indagini e delle sue pretese che proprio lei lo abbia assunto, ha deciso di denunciarlo.
Nicholson si rende conto che qualcuno vuole rovinare l'ingegnere. Decide di far luce sulla cosa, non fosse altro che per salvare la propria reputazione. Convince la moglie di essere ben intenzionato, e lei ritira la denuncia. Ma è troppo tardi: l'ingegnere viene trovato morto in circostanze misteriose. Dunaway, per non complicare le cose, alla polizia non nega di aver assunto Nicholson.
Nicholson non crede alla versione ufficiale (che l'ingegnere si sia suicidato in seguito allo scandalo) e continua a indagare. Varcato abusivamente un recinto, viene fermato da due gangster che gli tagliano il naso. La donna che si era spacciata per Dunaway gli telefona per dirgli che non immaginava di venire coinvolta in un omicidio e gli dà una mezza traccia: un annuncio funebre sul giornale.
Nicholson sospetta che Dunaway gli nasconda qualcosa (gli ha persino pagato la parcella). Dunaway gli confessa di aver saputo dal marito stesso del suo flirt e di esserne stata felice: lei lo tradiva a sua volta, ogni volta con amanti occasionali. Il rivale dell'ingegnere, che Nicholson sospetta di essere responsabile dell'omicidio, messo alle strette confessa di dirottare acque illegalmente e di non volere pubblicità.
Dunaway si offre di pagargli la parcella per scoprire l'assassino. Ma Nicholson ha scoperto che Dunaway è la figlia del socio d'affari di suo marito. Lei conferma che suo padre e suo marito ebbero un alterco riguardo l'acqua della contea. Suo padre conferma invece che aveva litigato con il marito pochi giorni prima riguardo sua figlia, ma rifiuta di dire perché. Gli commissiona però un'indagine per ritrovare l'amante, ma rifiuta di spiegare il perché.
Nicholson scopre che un'intera valle è senza acqua perché qualcuno dirotta l'acqua altrove, così la terra vale di meno e lui la può comprare. Solo che quel qualcuno risulta deceduto da due settimane mentre avrebbe comprato un terreno soltanto pochi giorni prima...
Nicholson e Dunaway scoprono che tutti i proprietari di quei terreni sono i vecchi di un ospizio, del tutto ignari di essere usati a tal fine. Nicholson e Dunaway riescono a fuggire prima di essere sparati dalle guardie. N. e F. fanno l'amore. Nel pieno della notte Dunaway riceve una telefonata ed esce di corsa. Prima però gli confessa che suo padre è un uomo pazzo e pericoloso. Lui la segue e scopre che va... dall'amante del marito! Poi la confronta minacciando di chiamare la polizia, e lei confessa: è sua sorella.
Tornato a casa riceve la telefonata di un uomo che gli fissa un appuntamento con la ragazza che si era spacciata per Dunaway. Va all'appuntamento e la trova morta e la polizia che lo aspetta. La polizia ha intuito la verità, ma pensa che Nicholson stia ricattando Dunaway. Nicholson racconta la tresca dell'acqua. Nicholson scopre degli occhiali nella vasca del giardino di Dunaway e ne deduce che lì l'ingegnere è stato ucciso, e che Dunaway deve sapere tutto.
Dunaway, messa alle strette confessa che la ragazza è al tempo stesso sua sorella e sua figlia: suo padre la violentò a quindici anni. La bambina crebbe in Messico, lontano da lei. Adesso vuole tenerla nascosta finchè se ne andranno insieme in Messico.
Jake la fa fuggire prima che arrivi la polizia. Poi Jake semina la polizia e chiede a un suo creditore di portare le due donne in Messico. L'appuntamento è a Chinatown. Telefona al padre di Dunaway e gli dice di aver trovato la ragazza. Lui si precipita. Nicholson lo smaschera; gli occhiali sono i suoi. E' stato lui a uccidere l'ingegnere onesto, che si opponeva ai suoi piani criminali. Jake ha risolto il puzzle, ma spuntano i sicari del vecchio, che gli puntano una pistola e lo obbligano a portarli a Chinatown. La polizia è già lì e lo arresta senza credere una parola di ciò che dice e lasciando libero il vecchio di riprendere la bambina, invano difesa da Dunaway che tenta la fuga in auto ma viene uccisa dalla polizia sotto gli occhi della figlia. Il vecchio si porta via, indisturbato, la ragazza che strilla disperata. La polizia lascia libero Nicholson.
Corruzione, falsità, un poema della sconfitta dell'onestà. Nicholson svolge il suo lavoro di investigatore in modo riluttante, disgustato da ciò che scopre degli uomini, cinico e disincantato. Dunaway è bella e seducente, ma ambigua e frustrata.

10) Locataire

Nel 1976, accusato di violenza sessuale ai danni di una minorenne, Polanski si trasferisce in Francia e vi dirige Le Locataire/ The Tenant/ L'inquilino del Terzo Piano (1976), che completa la trilogia della paranoia con Repulsion e Rosemary, riprendendo anche le tecniche di confusione del sogno con la realtà di quest'ultimo. Polanski dà in questo film una grande interpretazione personale nella parte del protagonista. Ancora una volta il regista fonde nel soggetto horror, psicanalisi, thriller, teatro polacco.

Le cadenze orrifiche sono desunte da deformazioni mentali degli oggetti e delle persone (mummie fameliche, maschere sataniche).

La suspence scaturisce come sempre dall'ambiguità, dal non sapere se ciò che accade è realtà o parto di una fantasia malata; è certo che il protagonista sta impazzendo, ma non è chiaro quale è la causa (la follia o la persecuzione dei vicini?) e quale l'oggetto (la persecuzione dei vicini o la follia?).

Il film rappresenta anche il culmine del feticismo di Polanski: l'appartamento si deforma in un crescendo disgustoso di sporcizia e di depravazione, il corrompersi del luogo segue di pari passo il corrompersi della psiche (anche qui non si sa quale sia la causa e quale sia l'effetto). Infine il doppel ganger mai così esplicito, sunto delle pulsioni sado-maso androgine e incestuose emerse dal film precedente, e al tempo stesso sfogo autobiografico (il personaggio interpretato da Polanski è un polacco francese), con tanto di pulsioni aggiuntive di morte. La dissociazione è accompagnata da una progressiva regressione, che verso la fine ne fa un bambino dispettoso e testardo.

Come mai negli altri due film satanici, il grottesco delle origini si è tramutato in un tragico diagramma dell'angosciosa solitudine metropolitana, in denuncia agghiacciante della alienazione urbana che deflagra dalla rispettabilità e dal decoro borghesi, in ..... dell'integrazione come perdita "omeopatica" di identità, del ritualismo individuale del silenzio.

La dominante demoniaca del cinema di Polanski ha una sintomatologia psichica: schizofrenia, paranoia, claustrofobia, feticismo, onirismo.

Polanski ha appena affittato l'appartamento di una ragazza che si è gettata dalla finestra, che lui va a visitare in ospedale poco prima che muoia, e al cui funerale il sacerdote tiene un macabro sermone. Gli amici che lo aiutano a traslocare si fermano fino a tardi a fare festa, fra le proteste dei condomini: l'austero padrone di casa, pettegole acide, etc. E' ossessionato dalla loro mania per il silenzio, tra l'altro tutti curiosamente a stare a lungo in piedi nella toilette comune. L'appartamento conserva ancora i segni della vita della ragazza, dal lucernario squarciato, al dente nascosto con l'ovatta nel buco della parete, l'amica conosciuta in ospedale con cui si ubriaca, il bar dove gli servono le stesse cose che prendeva lei. L'ossessione lo incalza.
Scopre che la toilette è tappezzata di geroglifici, vede una donna che si sbenda dalla finestra di fronte; compra parrucca e scarpe da donna, indossa gli abiti della morta; scopre di aver perso un dente, che adesso è nascosto nel buco della parete. Si convince che i vicini vogliano farlo diventare una copia della morta e spingerlo al suicidio come spinsero lei, ognuno intento ad oscuri rituali: una è legata e viene picchiata, un altro è vestito da giullare; una mano cerca di afferrarlo dalla finestra.
L'amica lo ospita a casa sua e lo cura, ma la mattina lo lascia solo e nel delirio lui si convince che anche lei faccia parte del complotto; fugge per le strade e viene investito da un'auto, gli sembra che i curiosi siano i condomini, cerca di strangolare la vecchia che lo soccorre, prima che lo immobilizzino e lo riportino a casa, ormai completamente debilitato e in preda al delirio.
Accolto freddamente dalla portinaia e dal padrone di casa, appena in camera si travesta da donna, sale sul davanzale e si butta dal lucernario appena finito di riparare. I vicini si precipitano a soccorrerlo, ma lui, che rantola sanguinante per terra, pare che sogghignino; si trascina su per le scale fino all'appartamento, farfugliando, sale di nuovo sul davanzale e si ributta giù. L'ultima inquadratura è l'urlo della suicida in ospedale, quell'urlo che probabilmente è rimasto nella mente del giovane fino a farlo impazzire.
L'atto suicida di questo inquilino represso dai continui richiami alla rispettabilità e al silenzio (anche lui come Rosemary fondamentalmente un bambino spaventato) è l'estremo appagamento esibizionistico di chi vuole urlare almeno una volta "io sono questo", liberarsi dalle catene della spersonalizzazione per esplodere la propria emotività, infrangere il rito magico e macabro di cui tutti sono succubi, zombie metropolitani: l'esibizione circense del doppio salto mortale eseguita con calcolata ferocia e premeditazione restituisce dignità a un corpo martoriato dal sacrificio dell'alienazione.

Polanski si conferma regista degli ambienti chiusi, dell'incubo, dell'attesa della catastrofe.

Nel 1978 viene condannato negli USA per il reato di violenza sessuale e deve rifugiarsi definitivamente in Europa.

11) Pirates

Dopo la catarsi melodrammatica di Tess (1979, da Hardy) dirige Matthau in Pirates (1986) un comico film di avventura revival.

Un miserabile pirata del XVII secolo alla deriva nell'oceano su una zattera, affamato al punto di tentare di mangiare il compagno di sventure, un baldo e giovane francese, catturato da un galeone spagnolo, progetta di rubare, con l'aiuto di un negro, il trono d'oro che gli spagnoli hanno sottratto a una tribù indigena (dopo averla massacrata). Il capitano della nave è un crudele che obbliga persino Matthau e il francese a mangiare un topo bollito, ma a bordo c'è anche la nipote del governatore, di cui il francese si invaghisce.
Matthau riesce a provocare la rivolta e ad impossessarsi di nave, capitano, damigella, e trono. Va a vendere gli ostaggi a un viscido mercante, in un villaggio abitato da vecchi corsari sdentati, rimbecilliti e sgorbi. Durante le feste il capitano spagnolo riesce a fuggire con il galeone e il trono; Matthau arruola una ciurma di vecchi e si reca dal governatore a chiedere il riscatto; questi non darebbe nulla per la nipote, ma cede alla più banale tortura. Ottenuto il trono d'oro, Matthau e il francese fuggono a bordo di una barca, ma restano impigliati in una fune. Condannati a morte, li salva il negro. Il galeone dei pirati assalta il vascello spagnolo nell'arrembaggio decisivo. Matthau riesce a fuggire su una barca con il trono. Il francese è l'unico a salvarsi con lui, mentre su un'altra barca si allontanano il capitano e la bella, invano contesa dal francese.
La sua guerra privata, attraverso continui capovolgimenti di fronti e un dejavu ostinato e ostentato di sequenze da Errol Flynn, è destinata a fallire e ricominciare da capo, dalla piccola barca alla deriva. Slapstich e ferocia si fondono liberamente: la mitologia del sacro graal viene ridotta a un'allegoria della voracità umana, in un caos morale che non lascia spazio per l'eroismo. L'epica nichilista di questo fallito incanaglito è un'allegoria della catastrofe dell'esistenza umana.

13) Frantic

Frantic (1988) è un giallo spionistico, thriller hitchcockiano immerso in un clima nichilista.

Un chirurgo in vacanza a Parigi si aggira in un universo in cui nessuno è disponibile; quando la moglie viene rapita, inizia un calvario morale fra gente indifferente o maleducata, dalle ambasciate ai night club. Infine approda a un cabaret dove incontra una ragazza e dove si scontrano bande rivali di gangster per un souvenir.
Quando arrivano in hotel, scoprono di aver preso la valigia di altri, mentre lui si fa la doccia, lei viene rapita; nessuno gli crede, ma lui intuisce che ha a che vedere con la valigia; vi trova l'indirizzo di un night (dove si spaccia droga) e un nome; si fa indicare l'appartamento di un tizio e lo trova ucciso; aspetta, e vede arrivare una ragazza bella e selvaggia: è lei la proprietaria della valigia, che ha usato per contrabbandare qualcosa, ma non sa cosa, nascosta dentro un souvenir della Statua della Libertà. Lei è terrorizzata nell'apprendere che ha consegnato la valigia sbagliata; anche a lei non importa nulla della sorte della rapita, cinica e indifferente, un tipico animale della jungla. Infatti viene aggredita in casa da due agenti segreti americani. Lui la salva, ma nell'arrampicarsi sui tetti perde la statuetta, che cade e si rompe: dentro c'è un detonatore. Finalmente si fanno vivi i rapitori e fissano uno scambio. L'ambasciata americana ha scoperto di cosa si tratta (una bomba atomica per i paesi arabi) e ora finalmente si interessa al caso. All'appuntamento lo scambio fallisce per l'irruzione dei due agenti CIA. Nei night club degli arabi (di lusso questa volta) concordano un altro scambio. Questo riesce, la moglie è libera, ma gli agenti irrompono di nuovo e nella sparatoria la ragazza viene uccisa.
La trama e il finale patetico ne fanno un thriller convenzionale, molto curato.
Death and the Maiden (1994) is an adaptation of Ariel Dorfman's play "La Muerte y la Doncella" (1991).

The Ninth Gate (1999), very loosely based on Arturo Perez-Reverte's "El club Dumas" (1993), is a metaphysical thriller.

A scholar is writing a note at his desk in a posh studio. The camera shows a stool and a rope hanging from the chandelier. The scholar walks to the stool and hangs himself. THe camera moves outside through a series of gates (while the titles flash into the camera as if coming from the horizon) into the night and eventually, after one last bright gate, into the day of a modern city. A group of characters are looking outside the window of a high-rise building into the skyline of the city.
One of them is an eloquent book expert. The middle-aged couple wants to sell the entire library of the old man who is paralyzed on a wheel-chair (but seems to understand what is going on). The book expert delivers his estimate of the library (a fortune) and then offers to personally buy an edition of "Don Quijote" for a relatively small amount. It is obvious that he is cheating the couple but it is also obvious that the couple is greedy. As the book expert walks into the elevator, another book expert comes out of it. They know each other and the second one knows the first one is disreputable. The first one, Dean (Johnny Depp), walks into the store of a rare book dealer, Bernie, and works out a deal to sell the "Don Quijote" to a Swiss collector.
He then attends a lecture on witches by an old tycoon, Boris. Dean notices a girl (Emmanuelle Seigner) in sneakers and blue jeans in the room. At the end of the lecture Boris takes Dean to the basement, where he has built his own private collection of books on the devil. Boris shows Dean a particular book, "The Nine Gates of the Kingdom of Shadows", that he bought from the old scholar before he hanged himself. It is supposed to be based on a book written by Satan himself that provides the instructions to raise the devil himself. Only three copies survive. Boris suspects that only one copy is authentic, and seems to be sure that it is not his copy (perhaps because the magic it describes does not work?) The other two copies are in Portugal and France and Boris is hiring Dean to find them and compare them. Boris thinks that Dean is unscrupulous, selfish, greedy. It is not clear if this makes Dean more or less likable to the devil-worshipping Boris.
Dean begins by calling on the scholar's widow, the beautiful and elegant Liana, who finds it hard to believe that her husband would sell such a beloved book. The man had spent the last few days quite obsessed with something, but Liana rules out that he might have been into magic.
At the library while he is studying the book Dean sees the same girl (Emmanuelle Seigner) who was at the lecture. Back home, he finds his apartment turned upside down but nothing missing. He decides to entrust his friend Bernie the dealer with the book, which is worth a fortune (and it is a mystery why Boris trusts Dean with it).
Liana visits him to claim the book. She is ready to use any weapon (money, sex or violence) to get the book. First she offers money. Then she excites him and has sex with him. Then she attacks him like a wild beast. He rushes to Bernie's store and finds him hanging upside down, as if he was tortured before being killed.
Dean takes the book from the safe and, after trying in vain to get out of the deal with Boris, takes the plane to Spain. The twin booksellers who sold the book tell him that it was she, Liana, who bought it, not her husband. They also show him that three of the engravings are signed by Lucifer in person. Dean does not believe in superstition but is almost killed when one of the dangerous warnings depicted in the engravings seems to happen for real to him (a scaffolding collapses while he's walking under it).
On the train to Portugal he sees again the mysterious girl. He assumes that she is sent by Boris to keep an eye on him. She refuses to tell him her name.
Dean finds the first copy. He compares that copy with Boris' copy. They both have three engravings signed by Lucifer, but they are different ones and what they depict is slightly different too. When he leaves the villa, a car tries to kill him, then stops and a man comes out (he looks like Liana's black bodyguard). A motorcycle arrives to save Dean but leaves without stopping. The motorcyclist looks like a blonde girl. At the hotel Dean finds the usual girl reading a book. Dean tells Boris over the phone about the discrepancies. Boris tells him to buy the book, but the owner already told Dean that he is not willing to sell.
The girl wakes him up in the middle of the night and tells him that he has to return to the villa. When he gets on her motorcycle, he realizes that she is the motorcyclist who saved his life. The owner of the second copy is dead, drowned in a pond. She breaks into the villa and opens the door for him. He finds the second copy burning in the fireplace and rescues it but the engravings have been stolen. Outside he tries to have an explanation from her, but she tells him that there is no time: they have to catch a flight to Paris.
The third copy is owned by a baroness who claims to have seen the devil in person when she was a teenager. She tells Dean that the author of the book, the one who copied the original Lucifer book, died of it, but a secret society was created to perpetuate the knowledge. That sect has now become a club of millionaires who think they own their fortune to the devil. They still meet, but their meetings have become sexual orgies. Liana is a member, and one of the wildest, but not her husband, who probably did not know anything about it, and may have committed suicide when he learned how depraved his wife is. The baroness refuses to help Boris in any way. Thus Dean cannot examine the third copy.
On the way out Liana's black bodyguard follows him and attacks him. The girl comes to his rescue, displaying her combat skills. He takes her to his hotel room but she still refuses to tell him who she is. She spreads her blood on his face as if in a magic ritual.
Dean convinces the baroness to let him check if her third copy has any more discrepancies from the other two. Sure enough three of the engravings are different and signed by Lucifer. Dean is now convinced that the author delivered the original Lucifer text not in one book but in three books. All three are authentic. The sum of the three contains all the knowledge. While he is at work in the baroness' studio, someone hits him in the head and kills the baroness to steal the book. Dean barely escapes the fire that is already engulfing the apartment: the third copy is burning. Dean knows that someone has already taken the engravings.
Back at the hotel Dean realizes that someone, claiming to be his wife, has taken his copy too. The description fits Liana. Boris calls and is upset to hear that his copy has disappeared. Dean and the girl find out where Liana is staying and rush to her hotel. Liana and her bodyguard are leaving on a Rolls Royce. Dean and the girl follow them to Liana's castle (on a sport car that the girl steals for the occasion). Liana and her bodyguard (who obviously is not just a bodyguard) are dressing up for a black ceremony. Dean and the girl break into Liana's room but Liana outsmarts them. She tells the bodyguard to kill them but Dean outsmarts him (the girl smiles watching Dean beat him senseless). Dean wears the bodyguard's monk-like clothes and joins the assembly (all dressed in monk-like clothes) that is praying to the devil in the Latin mass officiated by Liana. Suddenly Boris (dressed in ordinary business clothes) walks in and interrupts the ceremony. Boris accuses Liana of being a charlatan and strangles her in front of everybody. Only Dean tries to stop him but the girl literally flies down on him and stops him: she is not human, but he didn't see it. She tells him that it was in his interest to let Boris kill someone in public, because now Boris (and not Dean) will be suspected for the other killings.
The crowd runs away terrified. Boris takes the book and leaves. Dean takes Liana's Rolls Royce and chases him. He loses him but a postcard that he found in the baroness' book helps him track down his hideout: a castle in the mountains. Boris has all the nine engravings and is already uttering the magic formula to become immortal. Dean tries in vain to interfere: he falls in a crack of the floor and is trapped. Boris sets fire to the building, convinced that he will not even feel the fire. Instead, he starts screaming, dying of his silly superstition. When the floor collapses and frees him, Dean retrieves the nine engravings, shoots Boris who is still agonizing and leaves the castle. But he finds the girl in the car, ready to make wild love with him in front of the raging fire.
The following day, as they are driving away, he asks her why the magic did not work for Boris. She tells him that one of the engravings is a forgery: the authentic one was taken by the twins. Dean cannot resist: he returns to Spain and finds the ninth engraving (the twins have moved but the page flies down to him from the top of a bookcase): it depicts the naked girl in front of the burning castle... He himself has just performed all nine steps to become one with the devil. She took him through the ninth gate. She must be Lucifer in person.
(Translation by/ Tradotto da Arrigo Verderosa)

Tratto molto liberamente da “El Club Dumas” di Arturo Perez-Reverte's (1993), La Nona Porta (1999) é un thriller metafisico.

Uno studioso sta scrivendo un appunto alla scrivania di un elegante studio. La telecamera mostra uno sgabello e una corda che pende dal lampadario. Lo studioso sale sullo sgabello e si impicca. La telecamera muove all’esterno attraverso una serie di cancelli nella notte(mentre i titoli compaiono nell’inquadratura come se provenissero dall’orizzonte), e finalmente, dopo un ultimo luminoso cancello, nel sole di una cittá moderna. Un gruppo di personaggi sta guardando fuori dalla finestra di un grattacielo verso il panorama della cittá. Uno di loro é un eloquente esperto di libri. La coppia di mezz’etá vuole vendere l’intera libreria all’anziano signore paralizzato su una sedia a rotelle (ma pare conscio di ció che sta succedendo). L’esperto annuncia il valore della libreria (una fortuna) e si offre di comprare personalmente una edizione del “Don Quijote” per una prezzo relativamente basso. Risulta ovvio che sta truffando la coppia ma è anche ovvio che i due sono avidi. Un altro esperto di libri esce dall’ascensore in cui il primo è appena entrato. I due si conoscono e il secondo sa che il primo non è rispettabile. Il primo, Dean (Johnny Depp), entra nel negozio di un trafficante di libri, Bernie,  e discute con lui sulla possibilitá di vendere il “Don Quijote” a un compratore svizzero.Partecipa poi ad una lettura sulle streghe a casa di un vecchio magnate, Boris.  Dean si accorge di una ragazza nella stanza(Emmanuelle Seigner) con scarpe da ginnastica e jeans. Alla fine della lettura Boris porta Dean nel seminterrato, dove ha raccolto la sua collezione privata di libri sul Diavolo. Boris mostra a Dean un libro in particolare, “I Nove Cancelli del Regno delle Ombre”, che aveva comprato dal vecchio studioso prima che si suicidasse. Il libro sembra essere basato su un testo scritto da Satana stesso, che raccoglie informazioni su come risvegliare il diavolo in persona.  Solo tre copie sono sopravvissute. Boris sospetta che solo una copia sia autentica, e sembra quasi sicuro che non sia la sua (forse perché l’incantesimo che descrive non funziona?). Le altre due copie sono in Portogallo e Francia e Boris assume Dean per trovarle e confrontarle. Boris crede che Dean sia senza scrupoli, sicuro di sé, avaro. Non è chiaro se questo renda Dean piú o meno  gradevole agli occhi di Boris, veneratore del Diavolo. Dean comincia con l’invitare la vedova dello studioso, la bella ed elegante Liana, che trova difficile da credere il fatto che suo marito abbia venduto un libro a cui era tanto affezionato. L’uomo, nei suoi ultimi giorni di vita, era stato ossessionato da qualcosa, ma Liana esclude che si sia trattato di magia. In libreria, mentre sta studiando il libro, Dean vede la stessa ragazza (Emmanuelle Seigner) assorta nella lettura.  Tornato a casa, trova l’appartamento sottosopra, ma non manca nulla. Decide di affidare all’amico Bernie, il trafficante,  il libro, che vale una fortuna (ed è un mistero il perché Boris l’abbia affidato a Dean).Liana visits him to claim the book. She is ready to use any weapon (money, sex or violence) to get the book. First she offers money. Then she excites him and has sex with him. Then she attacks him like a wild beast. He rushes to Bernie's store and finds him hanging upside down, as if he was tortured before being killed.Dean prende il libro dalla cassaforte e, dopo aver provato invano a tirarsi fuori dell’accordo fatto con Boris, prende un aereo per la Spagna. I negozianti che hanno venduto il libro (due gemelli), gli dicono che è stata Liana a comprarlo, e non il marito. Gli mostrano anche che tre delle incisioni sono firmate dallo stesso Lucifero. Dean non è superstizioso ma muore quasi di paura quando uno dei pericolosi avvertimenti incisi sembra essere davvero rivolto a lui (uno scaffale cede mentre lui vi sta camminando sopra). Sul treno per il Portogallo vede di nuovo la ragazza misteriosa. Ipotizza che sia stata mandata da Boris per tenerlo d’occhio. Lei si rifiuta di rivelargli il suo nome. Dean trova la rpiam copia, e la paragona con quella di Boris. Hanno entrambi tre incisioni firmate da Lucifero, ma sono differenti tra loro e anche ció che rappresentano differisce leggermente dall’una all’altra copia. Quando lascia la villa, un’auto tenta di investirlo, poi si ferma e ne viene fuori un uomo (assomiglia alla guardia di colore di Liana). Arriva una moto a salvare Dean, ma passa oltre senza fermarsi. La motociclista sembra essere una ragazza bionda. All’hotel Dean ritrova la solita ragazza che legge un libro. Dean chiama Boris al telefono e gli dice delle discrepanze. Boris gli dice di comprare il libro, ma il proprietario ha giá detto a Dean che non ha intenzione di vendere. La ragazza lo sveglia nel bel mezzo della notte e gli dice che deve ritornare alla villa. Quando Dean monta sulla moto capisce che lei è la motociclista che gli ha salvato la vita. Il proprietario della seconda copia è morto, affogato in uno stagno. La ragazza si introduce nella villa e gli apre la porta. Trova la seconda copia che brucia nel camino e riesce a salvarla, ma le pagine sono state rubate. All’esterno prova a chiedere spiegazioni alla ragazza, ma lei gli dice che non c’è tempo: devono riuscire a prendere un volo per Parigi.La terza copia è posseduta da una baronessa che pretende di aver visto il diavolo in persona quando era un’adolescente. Dice a Dea che l’autore di quel libro, colui che aveva copiato il libro originale di Lucifero, era morto a quello scopo, ma una societá segreta era stata creata per perpetuare la conoscenza. La setta é diventata un club di milionari che pensano di dovere la propria fortuna al diavolo. Si riuniscono ancora, ma i loro incontri sono diventati orge sessuali. Liana ne è un membro, e uno dei piú selvaggi, ma non suo marito, che probabilmente non ne sapeva nulla, e forse aveva commesso il suicidio quando aveva scoperto quando depravata fosse sua moglie. La baronessa rifiuta di aiutare Boris in qualunque modo. Cosí Dean non puó esaminare la terza copia. Mentre sta uscendo la guardia del corpo di colore di Liana lo segue e lo attacca. La ragazza corre in suo aiuto, dimostrando le sue abilitá combattive. Lui la porta nella sua stanza di hotel, ma lei rifiuta nuovamente di svelargli la sua identitá. Sporca la faccia di Dean col suo sangue, come in un rituale di magia. Dean convince la baronessa a lasciargli esaminare se la terza copia ha altre discrepanze rispetto agli altri due. Di sicuro tre delle incisioni sono diverse e firmate da Lucifero. Dean è ora convinto che l’autore abbia copiato l’originale testo di Lucifero non in un libro solo, ma in tutti e tre. Sono tutti autentici. L’insieme dei tre contiene tutta la conoscenza. Mentre è al lavoro nello studio della baronessa, qualcuno lo colpisce alla testa e uccide la baronessa per rubare il libro. Dean riesce appena in tempo a sfuggire all’incendio che sta giá avvampando nell’appartamento: la terza copia sta bruciando. Dean sa che qualcuno ha giá preso le incisioni.Tornato all’hotel Dean capisce qualcuno, fingendosi sua moglie, ha preso anche la sua copia. La descrizione corrisponde a Liana. Boris chiama ed è turbato quando viene a sapere che la sua copia è sparita. Dean e la ragazza scoprono dove alloggia Liana e fanno irruzione del suo hotel. Liana e la sua guardia del corpo se ne sono appena andati su una Rolls Royce. Dean e la ragazza li seguono fino al castello di Liana (su una macchina sportiva che la ragazza ruba apposta per l’occasione). Liana e la sua guardia del corpo (ovviamente non é solo una guardia del corpo), si stanno vestendo per una cerimonia nera. Dean e la ragazza fanno irruzione nella stanza di Liana ma Liana li supera in astuzia. Ordina alla guardia del corpo di ucciderli, ma Dean è piú furbo di lui (la ragazza sorride guardando Dean che lo colpisce mentre è privo di conoscenza). Dean indossa gli abiti monacali del guardia del corpo e si unisce alla cerimonia (sono tutti vestiti in abiti da monaco), arriva ed interrompe il rituale. Boris accusa Liana di essere una ciarlatana e la strangola davanti a tutti. Solo Dean tenta di fermarlo, ma la ragazza vola letteralmente su di lui e lo ferma: non è umana, solo che lui non l’aveva capito. Gli dice che è nel suo interesse che Boris uccida qualcuno in pubblico, perché ora sará proprio Boris, e non lui, ad essere accusato degli altri omicidi. La folla corre via terrorizzata. Boris prende il libro e scappa. Dean prende la Rolls Royce di Liana e lo insegue. Lo perde, ma una cartolina trovata nel libro nella baronessa lo aiuta a scovare il suo nascondiglio: un castello sulle montagne. Boris ha tutti i nove sigilli e sta giá recitando la formula magica per divenire immortale. Dean prova invano a interferire: cade in una crepa del pavimento e rimano bloccato. Boris appicca un incendio al palazzo, convinto che lui non sentirá neppure il fuoco. Invece comincia ad urlare, morendo per la sua stupida superstizione. Quando il pavimento crolla lasciandolo libero, Dean recupera le nove incisioni, spara a Boris ancora agonizzante e lascia il castello. Ma trova in macchina la ragazza ad aspettarlo, pronta a fare selvaggiamente l’amore con lui di fronte all’incendio.  Il giorno seguente, in strada, lui le chiede perché la magia non abbia funzionato con Boris. Le gli dice che una delle incisioni è un falso: quella autentica era stata portata via dai gemelli. Dean non riesce a resistere: torna in Spagna e trova la nona incisione (i gemelli si sono traferiti ma la pagina cade ai suoi piedi da uno scaffale): rappresenta la ragazza nuda di fronte al castello in fiamme. Lui stesso ha appena eseguito le nove mosse per diventare una cosa sola col diavolo. E’ stata lei a fargli attraversare il nono cancello: dev’essere Lucifero in persona.

The Pianist (2002), adapted from Wladyslaw Szpilman's autobiography, is a holocaust film that is mainly notable for the accurate reconstruction of life in Germany-occupied Polanski, but adds very little to the genre and lacks Polanski's black humour. Too serious for its own sake, it feels like a diligent adaptation of somebody else's book, not a very personal work of art. By far the most amazing component of the film is the careful, almost manic, reproduction of environments. Polanski even found an entire city of ruins (in Eastern Germany), that was essential to deliver the feeling of a man waking up in a destroyed world. The protagonist was a Jewish pianist in Warszaw before the war. He lives with his parents, a brother and two sisters in a well-furnished apartment. One day Germany attacks Polanski and they see German tanks rolling into their streets. Soon, the Germans begin enacting anti-Jewish laws. The father knows that it is pointless to rebel and accepts to humiliate himself in front of the Germans. The protagonist has to do the same in order to keep his job as a pianist. His brother is the only one in the family who, at least verbally, resists the notion that they are now being treated like animals. The fact is that they are: they soon find out that most establishments are off limits and that Polish people ignore the issue. They see German soldiers dumping an old man from a window to his death, and the rest of his family shot in the street like rats. It gets worse when the Germans decide to isolate the Jews in a ghetto. Now they are also starving. The brother is arrested and the pianist has to beg his uncle, a fascist who collaborates with the Germans, for the young man's release. The young man, instead, would have rather stayed in jail than beg a favor from an uncle whom he considers a traitor. Their lot continues to worsen, as the Germans move them again, this time in a barrack, shared with other families. The Germans tell them to get in line and to board the trains that will take them to the concentration camps. A woman who asks a question is shot coldly by an officer. The pianist is saved by the uncle, who pulls him away from the crowd and lets him escape, while his family is pushed inside the train and locked like animals.
The pianist begins his Odyssey in a city where people either hate Jews or are afraid of being associated with them. He gets a job from the nazis to help in construction. One of the Jews who work with him is a member of the resistance that is preparing an insurrection, and helps the pianist get in touch with an old acquaitance of his, an actress. She provides him with an apartment and food, but he lives like a prisoner. He sees from his windows the Jews being slaughtered by the nazis during their desperate attempt to fight back. One day the pianist is informed that the actress has been arrested and the nazis will soon come to arrest him. When a nazi jeep pulls up, the pianist prepares to jump from the window rather than surreder, but it turns out they are arresting someone else. He has to leave anyway when a fanatic neighbor discovers his presence and screams "Jew! Jew!". He has been given an address to visit in case of emergency. They provide him another hiding place. His physical and mental condition deteriorates. He learns that the allies have landed in France, that the Russians are advancing. He sees the Polish resistance attack the Germans. When the Germans, in retaliation, begin bombing the building, the pianist has to climb on the roof, and then down into the street. By now the city is reduced in ruins. It looks like he is the only person alive, as he climbs heaps of debris, scavenging for food. In this unreal world, he builds his own shelter in the attic of a building. A German officer finds him there. The pianist is terrified, but it turns out this German is not hostile at all. He listens to him playing the piano, and then offers him food. He even moves the German headquarters to that very building, and continues helping him, hiding the Jew from his own men. When the Russians enter the city, the German says goodbye to the pianist, and gives him his coat. That almost kills the pianist, as he is mistaken for a German soldier by the Russians. The war is over and soon he returns to playing the piano. The German who helped him has been captured by the Russians and will die in a Russian concentration camp.
(Translation by/ Tradotto da Liliana Minghe`)

Il Pianista (2002), adattamento dall'autobiografia di Wladyslaw Szpilman, è un film sull'olocausto, degno di nota soprattutto per la ricostruzione accurata della vita in Polonia durante l'occupazione tedesca, ma aggiunge poco a questo genere di film ed è privo dello humour nero di Polanski. Troppo serio, sembra un adattamento diligente di un libro altrui, non un'opera d'arte personale. Di gran lunga la componente più sorprendente del film è la meticolosa, quasi maniacale riproduzione dell'ambiente. Polanski ha addirittura trovato una città completamente in rovina (nella Germania dell'Est), essenziale per esprimere lo stato d'animo di un uomo che si risveglia in un mondo distrutto.

Il protagonista è un pianista ebreo a Varsavia prima della guerra. Egli vive con i suoi genitori, un fratello e due sorelle in un appartamento ben arredato.
Un giorno la Germania attacca la Polonia e loro vedono carri armati invadere le loro strade. Presto i tedeschi emanano leggi contro gli ebrei. Suo padre sa che non ha senso ribellarsi ed accetta di umiliarsi di fronte ai tedeschi. Il protagonista deve fare la stessa cosa per preservare il suo lavoro quale pianista. Suo fratello è l'unico in famiglia che, almeno verbalmente, si oppone al fatto di essere trattati come animali. Di fatto però lo sono: presto scoprono che la maggior parte delle istituzioni (aziende, stabilimenti) sono proibite e che i polacchi ignorano quanto sta per succedere. Vedono soldati tedeschi lanciare un vecchio fuori dalla finestra ed il resto della sua famiglia fucilata per strada come i topi. La situazione peggiora quando i tedeschi decidono di isolare gli ebrei in un ghetto. Adesso patiscono anche la fame. Suo fratello viene arrestato ed il pianista deve pregare suo zio, un fascista che collabora con i tedeschi, di rilasciare il giovane.
Il giovane invece avrebbe preferito rimanere in carcere piuttosto che chiedere un favore allo zio che lui considera un traditore. La loro sorte continua a peggiorare, poiché i tedeschi li spostano in una baracca, che devono dividere con altre famiglie. I tedeschi gli ordinano di mettersi in fila e di affiancarsi ai treni che li porteranno al campo di concentramento. Una donna chiede qualcosa ad un ufficiale e viene da lui freddamente uccisa. Il pianista viene salvato dallo zio, che lo trascina lontano dalla folla e lo fa fuggire, mentre la sua famiglia viene spinta all'interno del treno e rinchiusa come bestiame.
Il pianista inizia la sua odissea in una città dove la popolazione odia gli ebrei e comunque non vuole avere niente a che fare con loro. Egli ottiene un lavoro dai nazisti per aiutarli nelle costruzioni. Uno degli ebrei che lavora con lui è membro della resistenza che sta preparando un'insurrezione, ed aiuta il pianista a mettersi in contatto con una sua vecchia conoscenza, un'attrice. Essa gli procura un appartamento e del cibo, ma egli vive come un prigioniero. Dalla finestra vede gli ebrei massacrati (sterminati) dai nazisti durante il loro disperato tentativo di opporsi. Un giorno il pianista viene informato che l'attrice è stata arrestata e che i nazisti verranno presto ad arrestarlo. Quando vede arrivare una jeep piena di nazisti, il pianista si prepara a saltare dalla finestra piuttosto che farsi arrestare, ma poi si accorge che stanno per arrestare qualcun altro. Egli è costretto a lasciare l'appartamento comunque, quando un suo vicino di casa fanatico scopre la sua presenza e si mette ad urlare "Ebreo! Ebreo!". Egli ha con sé un indirizzo da utilizzare in caso di emergenza. Gli procurano un altro posto dove nascondersi. Le sue condizioni fisiche e mentali si deteriorano. Egli apprende che gli alleati sono sbarcati in Francia e che i russi stanno avanzando. Egli vede la resistenza polacca attaccare i tedeschi. Quando i tedeschi, come rappresaglia, si mettono a bombardare l'edificio, il pianista deve salire fino sul tetto, quindi giù in strada. La città è ridotta in macerie. Sembra che egli sia l'unica persona rimasta in vita, poiché egli scala mucchi di rovine scavando in cerca di cibo. In questo mondo surreale, egli cerca riparo nell'attico di un edificio. Un ufficiale tedesco lo trova lì. Il pianista è terrorizzato ma scopre che questo tedesco non gli è ostile.
Lo ascolta suonare il pianoforte e gli offre del cibo. Egli arriva addirittura a spostare il quartier generale tedesco in quel medesimo edificio e lo continua ad aiutare, nascondendo l'ebreo dalla sua stessa gente. Quando i russi entrano a Varsavia, il tedesco saluta il pianista e gli regala il suo mantello. A causa di ciò egli rischierà di venire ucciso dai russi essendo stato scambiato per un tedesco.
La guerra è finita ed egli ritorna presto a suonare il pianoforte. Il tedesco che lo ha aiutato è stato catturato dai russi e morirà in un campo di concentramento russo.
Carnage (2011) is a kammerspiel, a Bergman-style apologue on domestic psychology. Two couples spend an evening in a house. One couple, Nancy the investment broker and Alan the lawyer, was summoned by the other one, Penny the writer and Michael the hardware salesman, to settle amicably a fight between their children: The rich couple's son hit the poor couple's son causing him to lose two teeth. Penny and Michael believe in good neighbor behavior and a sense of community and want to talk it over. They offer the others a cobbler and coffee while they chat about the episode. Nancy and Alan admit their son's guilt, but it is obvious that they have neglected their son. Alan continuously interrupts the conversation to pick up important phone calls, a behavior that annoys his own wife. Alan plainly states that his son is a maniac and he is sure the boy does not feel guilty about the episode. During the discussion Penny and Michael learn that their son is far from innocent: he is the leader of a gang (something that horrifies Penny but amuses Michael) and the fight erupted when this boy refused the other boy to join the gang. The conversation gets less and less polite. Nancy throws up the cobbler on Penny's extremely rare art books. The women get a little drunk and Nancy becomes more hostile, claiming that Penny's son also shares the blame for provoking her son. Nancy also blames Michael for a story he just told them: he abandoned an hampster on the side of the road, presumably to die of starvation or run over by a car. Meanwhile, Alan keeps picking up the phone to discuss a litigation that involves a medicine. When Michael's mom call and tells Michael that she's taking precisely that medicine, Michael urges her to drop it. The tension between the two couples keeps increasing, and so do the arguments within each couple. Each side exposes nasty truths that were hiding behind their polite behavior. Nancy drops her husband's cell phone into a flower vase, something that even Michael ridicules as an irresponsible act while both drunk women burst out in hysterical laughter. But then the two women resume their fight over their children... Meanwhile children play unaware of the wars fought by adults. (Translation by/ Tradotto da xxx)

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