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Nato a Parigi nel 1933 da genitori ebrei polacchi, Roman Polanski visse in
prima persona le atrocità della guerra. I suoi genitori, che erano rientrati in patria nel 1936,
furono deportati in un campo di concentramento, dal quale soltanto il padre sopravvisse, mentre il piccolo
si univa ai tanti ragazzini senza famiglia che battevano le strade della Varsavia occupata.
A soli quattordici anni esordisce in teatro e poco dopo decide di iscriversi alla
scuola di Belle Arti di Cracovia. Cosmopolita e nomade di natura, il giovane Polanski non gradisce la
rigida disciplina di stampo stalinista, che proibisce il surrealismo mentre obbliga al patriottismo.
Appena laureato si iscrive (nel 1954) alla scuola di cinematografia di Lodz ed ha
la fortuna di capitare nel momento in cui si comincia a smantellare lo zdanovismo. Oltretutto Wajda,
appena diplomatosi, gli affida la parte di un adolescente emarginato in
Pokolonje, uno dei
film che sanciscono la rinascita del cinema polacco. Nei sei anni di scuola, Polanski recita ancora per
Wajda, per Munk e per altri, imparando dal loro alto magistero (il barocco visionario di Wajda, il
grottesco amaro di Munk). Nonostante i suoi cortometraggi siano di grande rilievo, Polanski rischia
l'espulsione dalla scuola per il carattere indisciplinato e la idee asociali.
Polanski nasce dall'incrocio di tre culture (quella ebrea, quella francese e quella
polacca) in un epoca di tragedia collettiva e di crisi degli ideali. Matura perciò una filosofia di vita
nella quale è chiaro che la violenza è la legge fondamentale ed è altrettanto chiaro
che patriottismo, antinazismo, socialismo sono termini vuoti. Rispetto a Wajda, che ha ridimensionato la
figura dell'eroe ma, avendo partecipato alla resistenza, ne accetta ancora gli ideali, Polanski compie un
ulteriore passo verso il nichilismo più eretico. Dalla cultura ebrea eredita poi il senso dello
humour che gli evita conclusioni cupe e disperate; da quella francese un gusto surreale per l'assurdo e
l'onirico, il fantastico puro che emerge dai profondi recessi della psiche; da quella polacca la nozione
dello squallore borghese, intriso di sangue e di sesso ai livelli di massima depravazione.
Uno dei cortometraggi, l'apologo Dwaj ludzie z szafa (1958), lo
rende famoso all'estero. Polanski fa ricorso alla pantomima beckettiana dell'assurdo (due uomini usciti
dal mare con un armadio vengono rifiutati dalla società per l'ingombrante suppellettile che si
portano dietro, e tornano al mare) per criticare il conformismo e l'egoismo, dando al tempo stesso una
dolorosa parabola di incomprensione e di solitudine.
Più affine ai lavori degli altri giovani polacchi il cortometraggio di
laurea Gdy spadaja z nieba amiloy (1953), rievocazione storica delle tragedie nazionali
attraverso la vita di una vecchia.
Le grog et le maigre (1960) ritorna all'assurdo più rigoroso,
all'apologo grottesco e disperato, ancora una fiaba per bambini dilaniata dalle atrocità del mondo
reale: in questo caso il rapporto ambiguo fra chi esercita e chi subisce il potere reale: il magro è
schiavo volontario del grasso, accetta tutte le umiliazioni e ne soddisfa tutti i desideri.
Szaki (1962) è un altro "burlesco filosofico" a
metà strada fra l'assurdo di Beckett e il teatro di Witkiewicz: due uomini avanzano sulla neve si
spacciano l'un l'altro ogni genere di scusa per non tirare la slitta, in una comica schermaglia di astuzie;
così finiscono per perdere la slitta, e decidono di tornare indietro. Ma anche sulla malinconica via
del ritorno l'indole umana prende il sopravvento e ciascuno dei due ricorre a nuovi stratagemmi per
convincere il compagno a portarlo a spalle.
Gli apologhi di Polanski si possono sempre leggere a più livelli, da
quello politico a quello antropologico, da quello generazionale a quello metafisico.
Il primo lungometraggio,
Noz w Wodzie/ Knife in the Water/ Coltello nell'Acqua (1962),
scritto con
Skolimowski, rompe definitivamente con il resto del cinema polacco.
Variazione sul triangolo
sentimentale borghese, il film analizza con profondità Bergmaniana la psicologia dei personaggi:
un cronista di successo, la moglie insoddisfatta, e un giovane autostoppista senza ideali.
E` quasi l'alba di sabato mattina e una coppia si sta recando in auto
lungo una strada di campagna verso il lago dove passeranno il weekend.
L'uomo e` nervoso perche' non si fida della guida della moglie, ogni tanto
le prende il volante. La moglie, seccata, ferma l'auto e gli cede il
volante. L'uomo prende velocita`. All'improvviso gli si para davanti
un ragazzo che chiede un passaggio e lui quasi lo investe.
L'uomo inveisce contro il ragazzo, ma poi lo prende a bordo.
Arrivano al porto, scaricano i bagagli nella loro barca privata. Il ragazzo
nota che si tratta di ricchi borghesi: auto di lusso, barca privata.
Il ragazzo sta per andarsene, ma, a sorpresa, l'uomo, Andrea, lo invita
rudemente a restare. Il ragazzo accetta altrettanto rudemente.
I due uomini, l'adulto e il ragazzo, si confrontano psicologicamente, come
se avessero deciso di sfidarsi per dimostrare chi vale di piu`.
La donna, Cristina, prende il sole in reggipetto. Il ragazzo esibisce un
coltellaccio a cui e` affezionato. Si diletta a giocare con il coltello,
in particolare a farlo passare rapidamente fra le dita della mano.
Andrea tratta il ragazzo come un mozzo che debba imparare e gli affida
compiti ingrati, ma e` lui stesso il primo a compierli, per mostrargli
che e` superiore. Litigano, ma sembrano anche diventare amici. Ogni tanto
sorridono l'uno dell'altro.
Il ragazzo e` infantile, non fa cena con loro ma poi, affamato, sottrae
qualche fetta di pane e formaggio. E` orgoglioso e testardo come l'adulto,
ma goffo laddove l'altro e` sicuro di se`. La moglie ogni tanto tenta
di attenuare i toni duri delle loro conversazioni.
Vedendo il ragazzo giocare con il
coltello, l'adulto non resiste alla tentazione e gli offre impassibile
la propria mano. Sono continue dimostrazioni di coraggio e di intelligenza.
Poi, quando il ragazzo va di sotto, l'adulto ci prova da solo.
Il vento muore, e
gli adulti ne approfittano per pranzare e gettarsi in acqua. Quando il vento
risale di colpo, il ragazzo non sa tenere la barca e i due adulti rischiano
di essere abbandonati nel mezzo del lago.
Si mette a piovere e i due uomini devono lavorare alacremente per fermare
la barca. La donna si asciuga seminuda e il ragazzo le vede il seno.
Giocano a stecchino e l'adulto di nuovo vuole dimostrare la sua superiorita`
sul ragazzo. Il ragazzo si addormenta e tutti vanno a dormire. La prima a
svegliarsi e` la donna, che sale di sopra, inquieta, a fumare una sigaretta.
Il ragazzo la raggiunge e si offre di riparare la vela.
Andrea viene svegliato dal rumore e si presenta irritato. Ha in tasca il
coltello del ragazzo. Andrea si comporta come un capitano sadico, costringe
il ragazzo a fare da mozzo, finche' il ragazzo si rende conto di non trovare
il coltello e lo reclama. Andrea lo getta via e il coltello cade in acqua.
Il ragazzo gli intima di tuffarsi, i due si azzuffano, il ragazzo cade in
acqua e non sa nuotare. La barca continua il suo corso. Soltanto la donna
e` in ansia, lui all'inizio non le da` retta. Ma il ragazzo non riemerge
e la donna si tuffa. Non lo trova. Si tuffa anche lui. Non lo trovano.
Il ragazzo in realta` si sta nascondendo dietro un galleggiante. I due
adulti tornano a bordo, convinti che sia annegato e la donna inveisce contro
il marito. Gli intima di andare ad avvertire la polizia. Lui si tuffa per
raggiungere la riva a nuoto. La donna lo accusa di voler ancora una volta
semplicemente mettersi in mostra. Il ragazzo nuota lentamente verso la barca,
dove la donna e` nuda. Lascia che si vesta, poi sale a bordo. La donnam che
stava piangendo la sua morte, lo schiaffeggia. Poi si baciano e non resistono
ai sensi. E` sera. La mattina dopo la donna lo porta a riva e lo lascia
andare. Poi va dal marito che sta aspettando al molo. E` lunedi`, devono
rientrare. Ma lui dirige verso la polizia. La donna gli dice che il ragazzo
e` vivo e che hanno anche fatto l'amore, ma lui non le crede. Arrivati a
un bivio, lui si lascia convincere a non informare la polizia, ma continua
a non credere che la moglie l'abbia tradito. Tornano a casa.
Tra i due maschi
si accende la rivalità per la conquista della femmina (soggetto retaggio degli apologhi
antropologici), l'uno fiero del ruolo di padrone, l'altro indifferente alle convenzioni e quindi miccia per
accendere la crisi latente di un matrimonio ormai sclerotizzato in rituali di reciproca sopportazione.
Entrambi si dimostrano falsi,
crudeli ed egoisti. L'odio fra il prepotente e intollerante "arrivato" e il giovane scanzonato
è un odio generazionale e politico, che contrappone la generazione stalinista alla nuova,
nonché un conflitto fra l'anelito alla vita e alla libertà di un anarchico e la forza repressiva
di una società che riesce a piegarlo.
Il film è infatti costellato da metafore della
disperazione del giovane (come quando immagina di correre sull'acqua).
Un film girato sull'acqua. Un film prevalentemente muto. Le inquadrature
sono semplici, la trama e` semplice, i dialoghi sono semplici. Tutto e`
misurato. Il montaggio gioca a nascondino con il pubblico. I personaggi
diventano oggetti del paesaggio. In contrasto, il dialogo e` sempre violento.
Polanski evita le idee grandiose a favore della psicologia quotidiana.
Lo sfondo e` muto e immobile, e` come se fosse di cartapesta.
L'anno dopo, Polanski si trasferisce a Parigi, dove dirige l'episodio
La rivière des diamants, storia burlesca di una truffa, compiuta da un'avvenente
ladra per vocazione ai danni di un riccastro in vacanza.
Gira poi a Londra Repulsion (1965), il primo film che affronta
decisamente lo psicologismo orrifico, cronaca agghiacciante di un processo di dissociazione psichica, al
tempo stesso delirante proclama del pessimismo demoniaco di Polanski, ateo decadente più che
mai convinto del trionfo del Male.
La protagonista (Deneuve) vive con l'autoritaria sorella e con il suo amante,
vergine complessata emigrata da una cittadina belga nella caotica metropoli londinese.
Nell'appartamento, dove è rimasta sola dopo che i due amanti sono partiti per una vacanza,
l'angoscia claustrofobica e la solitudine paranoica preparano la crisi, che esplode quando uno spasimante
sfonda la porta in un impeto amoroso e lei lo uccide; stesso esito ha un'intrusione del padrone di casa; la
nevrosi sessuale della bella giovane (o meglio la repulsione sessuale) è al culmine: si stende in
terra e si lascia morire di inedia.
Primo piano di un occhio. Primo piano di una mano che stringe un dito.
Deneuve e' assorta, seduta sotto una vecchia
grassa il cui volto e' imbrattato. Le tiene la mano. E' la sua manicure
in un istituto di bellezza.
Sulla via di casa un operaio le fa degli apprezzamenti volgari e un giovane di
buone maniere la rincorre. Il giovane la segue fino al ristorante. Lei e'
timida, impacciata, ma finisce per accettare un invito a cena per la sera dopo.
A casa la sera: si spoglia, vede le suore che giocano allegramente nel cortile
del vicino convento, si lava i piedi nel lavandino, nota uno spazzolino che
non e' suo. Protesta con la sorella che il suo uomo e' invadente. Arriva lui.
D e' scontrosa. Lui porta fuori la sorella a cena e la lasciano sola in casa,
a spiare l'anziana vicina e le suore.
La notte D nel suo lettino ascolta la sorella e l'uomo che fanno l'amore:
il lampadario oscilla, dal camino arrivano i gemiti della sorella. Non riesce
a dormire, si rigira nel letto, osserva gli oggetti della stanza: i giocattoli,
la foto di famiglia... La mattina trova l'uomo in bagno che si sta facendo la
barba e fugge terrorizzata.
Il padrone di casa telefona che vuole l'affitto. La sorella promette di pagare
l'indomani e dice che lasciera' i soldi a D, perche' lei va in vacanza.
Al lavoro l'amica di D piange perche' e' stata abbandonata da un altro uomo,
si sente cosi' stupida. All'uscita D si avvia verso il ristorante dove ha
appuntamento con il bel giovane, ma per strada rimane assorta a guardare una
crepa nel pavimento. Il giovane la trova cosi'. La rimprovera per essere in
ritardo, poi la riaccompagna a casa temendo che non stia bene. Cerca di
baciarla quando scende dall'auto, ma lei scappa via. Appena in casa si lava
i denti schifata. Si getta sul letto e piange. Non dorme, sente le campane
del convento e la sorella che fa di nuovo l'amore. Il giorno dopo la sorella
e l'uomo partono per una vacanza. La sorella lascia i soldi per l'affitto
sotto il telefono.
D va al lavoro e accudisce la vecchia petulante, ma rimane assorta, non
risponde a nessuno. La padrona pensa che stia male e la manda a casa.
A casa sola apre il frigo e trova un coniglio che la sorella non aveva
finito di cucinare. Lo tira fuori e lo lascia su un tavolino. Squilla il
telefono, ma non risponde nessuno. La busta dei soldi e' li' vicino al telefono.
Le suore giocano in cortile. D e' affascinata dal rasoio lasciato dall'uomo
in bagno. Annusa una maglia dell'uomo rimasta per terra: schifata, scappa
via. La ripugna tutto cio' che e' maschile. Nella camera della sorella
apre un armadio e per un secondo le sembra di vedere riflesso nello specchio
un uomo.. E' la prima allucinazione. A letto non riesce a dormire e sente
dei passi che si avvicinano...
Il mattino dopo si dimentica l'acqua della vasca da bagno aperta. Il coniglio
e' sempre sul tavolino, comincia a decomporsi. Si chiude in camera, va a letto,
sente i passi, porte che si aprono, il pavimento che scricchiola... un uomo
(l'operaio) sventra la parete e si avventa su di lei...
La mattina dopo squilla il telefono: e' il ragazzo che si sta preoccupando
per lei. Lei riattacca senza rispondergli. Torna al lavoro, sempre piu'
stranita. E' stata assente tre giorni senza giustificazione. Rimane assorta
mentre sta lavorando al solito dito della solita vecchia. L'amica cerca di
sollevare il suo morale, ma trova nella sua borsetta la testa fatiscente
del coniglio... Fuori il ragazzo la sta cercando, l'ama davvero, e' sempre
piu' preoccupato. Lei cammina in trance davanti a un incidente.
A casa. Il coniglio divorato dalle mosche, il rasoio riverso sul piatto.
Lei in sottoveste guarda la televisione. In cucina le patate hanno messo
radici. Sente il rumore della crepa nella parete che si allarga... Scappa,
si appoggia alla parete, nella parete rimangono le impronte delle sue mani...
Squilla il campanello: e' il ragazzo, che vuole assolutamente vederla. Lei
non risponde. Lui sfonda la porta. La trova in sottoveste terrorizzata.
Si scusa. La vecchia vicina li osserva per un po'. Quando lui si volta
per chiuedere la porta, D lo colpisce con un candelabro. Lui cade stordito,
lei si accanisce sul suo corpo. Poi barrica la porta e trascina il cadavere
nella vasca da bagno. Poi si mette tranquillamente a cucire, con la carogna
del coniglio sempre piu' decomposta e le radici sempre piu' lunghe delle patate.
Va a letto, apre le lenzuola e... vi trova l'operaio che la violenta.
Squilla il campanello. E' il postino che infila una cartolina della sorella
sotto la porta. D si aggira per la casa come in un incubo. Delle mani la
afferrano dalle pareti. Squilla il telefono, e' una donna che la insulta.
D taglia il filo del telefono con il rasosio. Tre musicisti di strada
passano sotto la finestra. Squilla il campanello: e' il padrone di casa
che vuole l'affitto. Lei non apre. Lui forza la porta. D gli offre la busta
con i soldi. Lui li conta ed e' soddisfatto. Ma lei e' discinta e lui ne e'
attratto. Si offre di prenderle un bicchiere d'acqua. Lei non parla, stringe
il rasoio. Lui le salta addosso, lei si divincola e apre il rasoio. Lui
la abbraccia di nuovo e lei gli taglia il collo. Mentre lui si tocca
stupefatto la ferita, lei lo colpisce di nuovo e continua a colpirlo finche'
smette di muoversi. Poi lo lascia per terra in salotto e va a truccarsi.
Va a letto tutta truccata. Sente le campane delle suore, compare il
maniaco che la violenta.
La casa e' adesso un disastro. Lei si muove come un automa, soggetta ad
allucinazioni sempre piu' forti. Piove. Arrivano la sorella e l'uomo.
La sorella entra in casa e trova il corpo nella vasca da bagno. L'uomo
corre a chiamare soccorsi. Arrivano i vicini incuriositi. Trovano D sotto
il letto della sorella, apparentemente svenuta. Nessuno osa toccarla. L'uomo
ritorna e la prende in braccio: lei apre gli occhi. Primo piano di diversi
dettagli, compresa la foto di famiglia in cui lei era bambina.
L'amore del ragazzo e la libidine del padrone di casa la costringono a pensare
al sesso, che e' la cosa a cui non vuole pensare. L'unico modo per liberarsene
e' di ucciderli. D e'affascinata dalle crepe, probabilmente un'allegoria
della deflorazione. E' terrorizzata dal pensiero che ogni crepa si allarga
un po' alla volta, un po' alla volta...
Polanski non tenta pero' di compiere un'analisi psicanalitica, ma usa il
suo disturbo per costruire un thriller. E' la suspence ad interessarlo, e
il fatto che lei abbia le allucinazioni gli serve ad aumentare la suspence.
Proprio il dilagare delle allucinazioni crea gran parte del terrore,
il passaggio dal reale all'immaginario, il fatto che questo secondo prende
poco a poco il sopravvento. Il fatto che lei sia una psicotica e' un
dettaglio: ai fini del thriller lei gioca il ruolo del "mostro".
Il film e' girato quasi interamente in interni, come una commedia.
Polanski visita la catastrofe mentale della donna attraverso gli oggetti che la
circondano, fotografati in maniera maniacale, ciascuno di essi incubo e delirio in embrione, amplificando
le poetiche degli oggetti proprie dell'angoscia espressionista e della suspence hitchcockiana.
Psycho e gli orrori virginali di Bunuel soppiantano del tutto l'apologo beckettiano,
recidendo gli ultimi legami con la cultura teatrale polacca, lanciando al tempo stesso una nuova era della
truculenta cultura anti-borghese polacca.
Dance of the Vampires (1965) è un'esilarante parodia del
genere vampiresco e della superstizione in generale.
La repulsione e il fascino dell'ambiente quotidiano, l'impossibilità di
fuggire e la nevrosi soffocante indotta da questa contraddizione, il disfacimento della vita nel continuo
protrarsi e acuirsi di questa nevrosi, impregnano anche
Cul de Sac (1966), altra ripresa del
triangolo amoroso, ma questa volta nell'ottica di un humour nero molto britannico.
Un industriale vedovo si ritira on la giovane amante nel castello di un isola a
condurre una vita monotona e noiosa, vivacizzata soltanto da sporadici ospiti, tutti più o meno
sedotti dalla donna; un giorno irrompono due banditi in fuga, uno dei quali muore mentre l'altro obbliga
la coppia ad ospitarlo fino all'arrivo del capo; invece del capo arrivano due amici dei castellani, un
playboy e la sua amante, che se ne vanno ignari perché il bandito si è travestito da servo;
quando il suo capo lo avverte di non poter venire, il bandito decide di fuggire, ma l'industriale, istigato
dalla donna che non è riuscita a sedurre il bandito, riesce ad ucciderlo; poi, sconvolto, l'omicida
invoca la moglie defunta, mentre l'amante se ne va con il playboy tornato a prenderla.
L'elemento di disturbo del triangolo è questa volta un personaggio
comico che, come il giullare del "Re Lear", funge da coscienza del castellano,
smascherando la sua angoscia e la sua solitudine, evidentemente acuiti dalla perdita della moglie e
vanamente lenite dall'assunzione di un'amante. In quell'isola l'uomo si rende conto della
meschinità di tutti coloro che gli stanno attorno, egoisti, crudeli e ingrati (per repulsione dei quali
si è d'altronde segregato nel castello).
Il capo dei banditi è un po' il Godot della situazione: tutti vivono
aspettando lui, come minaccia o come salvezza, e quando lui annuncia che non verrà, scoppia la
crisi. La donna è una ninfomane cinica e depravata; è lei il male che trionfa; rappresenta
tutto quanto vi è di corrotto e decadente nella società borghese. Questi quattro personaggi
agiscono l'uno contro l'altro in uno spazio chiuso, che amplifica le loro libidini e le loro paure.
6) Fearless vampire killers
Nel 1567, sempre a Londra, gira un altro horror comico, addirittura farsesco,
The Fearless Vampire Killers,
parodia del vampirismo e indirettamente di Hollywood, nel
quale interpreta in prima persona l'assistente di un professore tedesco che intraprende una spedizione in
transilvania a caccia di vampiri.
Nella locanda fumosa di un oste ambiguo, dove si respira un ibrido di
lussuria e di superstizione, l'assistente si innamora della figlia dell'oste, e assiste con disgusto dal buco
della serratura alla sua iniziazione da parte del locale Dracula.
I due vampirologhi marciano allora sul castello, dove si scatena una slapstich
esilarante con una serie di gag surreali; il vampiro pederasta cerca persino di sedurre l'assistente e quando
finalmente i due riescono a liberare la bella locandiera, questa si rivela a sua volta un vampiro e non esita
a mordere sul collo l'eroico spasimante.
Un divertimento di gran classe, infiorettato di citazioni dei grandi
dell'horror.
7) Rosemary's baby
Nello stesso anno Polanski si trasferisce a Hollywood, dove gira
Rosemary's Baby (1967),
dal romanzo di Ira Levin,
ambientato in una New York demoniaca, che introduce uno stile
narrativo ambiguo, dove incubo e realtà si compenetrano e si confondono.
Il film racconta un caso di paranoia simile a quello di Repulsion,
derivato dalle paure metropolitane, ma trasformato in storia dell'orrore, in thriller ad effetto, e anche in
satira dei riti magici, dell'occultismo, che dilagano nei salotti bene, e infine in delirio blasfemo e surreale
alla Bunuel.
Rosemary (Mia Farrow) e suo marito vanno ad abitare al settimo piano di uno
stabile sinistro, nel quale si dice abitassero streghe che cucinavano bambini. I vicini sono una coppia di
vecchietti premurosi, dai quali riceve in dono il medaglione che portava al collo una loro pupilla morta
suicida. Come per incanto il marito, mediocre attore, ottiene una grossa scrittura per sostituire il
protagonista diventato cieco all'improvviso. La notte Rosemary sogna di essere violentata dal demonio in
un sabba condotto dai vecchi e si risveglia con la schiena piena di unghiate, ma il marito le dice di averla
presa lui, per concepire il loro primo bambino, come avevano deciso. Rosemary è una bambina
ancora succube di una rigida educazione cattolica, entusiasta del nuovo alloggio e della prospettiva di
diventare madre.
L'anziano ginecologo che segue la sua gravidanza le proibisce tutti i medicinali
e le consiglia solo i misteriosi infusi di erbe della vecchietta, nonostante le provochino acute fitte al ventre.
Un amico, che le ha confidato di avere qualcosa di importante da dirle muore d'improvviso, ma fa in
tempo a farle avere un libro sulla stregoneria, leggendo il quale Rosemary scopre straordinarie analogie
fra il capo di una truce setta nera che abitò proprio in quel palazzo, e l'anziano vicino.
Terrorizzata si libera di loro ed è lieta di apprendere che se ne stanno andando. Ma un sospetto la
raggela: l'attore e l'amico sono state vittime dell'intrigo, la setta può causare invalidità e
morte se in possesso di un oggetto della vittima ed è stato il marito a sottrarre loro una cravatta e
un guanto proprio alla vigilia delle rispettive disgrazie. Si convince di essere circondata da satanisti e cui
il marito, in cambio della carriera ha promesso il bambino. Cerca aiuto, tenta la fuga, ma il marito e il
ginecologo la immobilizzano. Incosciente si sgrava, e le dicono che il bambino è morto.
Nonostante il marito cerchi di tranquillizzarla prospettandole un avvenire di agi e una seconda
gravidanza, lei non si da pace, non riesce a fare a meno di pensare che il suo bambino sia stato sacrificato
in qualche orrendo festino.
E' ancora diffidente, ma dubbiosa: si tratta di pure coincidenze, di fantasie di
una nevrotica spossata dalla gravidanza o c'è veramente una congiura di streghe? Quando si
accorge che le prendono il latte dal seno si arma di un coltellaccio e va a vedere cosa ne fanno. Li
sorprende così tutti insieme che stanno brindando attorno a una culla nera, e l'anziano vicino le
comunica sogghignando che il neonato è stato consacrato a Satana. Dopo un attimo di disperato
smarrimento, Rosemary lascia cadere il coltello e sputa in faccia al marito. Ma il sentimento materno
prevale su ogni altra considerazione: prende fra le braccia quello che ora è un Gesù del
Male e si mette ad allattarlo, tenera e giocosa, fra gli sguardi soddisfatti dei demoni.
Rosemary è una bambina perennemente spaventata dalla faccia della
realtà, che vuole soltanto rifugiarsi negli affetti elementari. Il marito è una truce parodia
dell'uomo di successo americano, accecato dal mito del denaro.
Il giallo viene risolto completando la suspence, il culto per l'oggetto e
l'ambiguità di Hitchcock con le ossessive atmosfere chiuse Kafkiane.
8) Che?
Il cinema di Polanski si rivela stregonesca premonizione personale quando, nel
1969, Charles Manson e i suoi seguaci compiono l'atroce strage di Bel Air, sventrando la moglie Sharon
Tate (incinta) durante un droga - party nella villa del regista.
Dopo aver trasposto il Macbeth, il dramma shakespeariano
più stregonesco, con fare umoristico e truce, Polanski gira in Italia
Che? (1972),
commedia grottesca che si riallaccia all'assurdo dei cortometraggi per tracciare una amara parabola sulla
condizione femminile e sulle abiezioni morali della borghesia.
Un'autostoppista disinibita (Sydne Rome), per sfuggire a tre malintenzionati, si
rifugia in una lussuosa villa sul mare. Qui compie una piccola Odissea comico-erotica, maliziosa Alice nel
paese dell'alta borghesia depravata, durante la quale incontra una serie di tipi buffi: un maniaco in una
torre che si eccita in uniforme da carabiniere, un pianista che la ispeziona nel sonno, donne avvenenti
più o meno spoglie, ospiti spiritati, servitori cadenti ladri, e l'anziano padrone di casa, languido
sado-maso che viene generosamente soddisfatto. Alla fine però, la ragazza si spaventa (le hanno
rubato ad uno ad uno i vestiti e la rincorrono nuda), e se ne va, saltando sul primo camion che si ferma:
un camion carico di porci.
La società ridotta alla stanca ripetizione di gesti insignificanti. Quando
la ragazza lo capisce, li abbandona al loro (volontario) destino.
Ingenuità e fiducia nel prossimo la tradiscono, e cade preda di teppisti,
maniaci, etc...; fugge da loro per finire su un camion di porci. Galleria di macchiette allucinanti, il
vecchio satiro patriarca, il giovane tiranno sadico,... di tutti Rome si innamora: del primo per
pietà, del secondo per masochismo (la frusta prima di prenderla).
9) Chinatown
Dalla sophisticated comedy e dall'Italia del boom, Polanski passa al thriller
"chandler-iano" e alla Los Angeles degli anni '30, con un altro sofisticato
divertissment cinematografico:
Chinatown (1975).
Anni '30, Los Angeles.
Jake (Nicholson) è un investigatore privato poco entusiasta del suo mestiere,
che lo porta a scoprire retroscena nauseanti degli uomini. La moglie di un
ingegnere ricco e potente viene a chiedergli di investigare se lui la
tradisce.
Inizia a pedinarlo e scopre così che l'uomo ha un'insolita
integrità morale: si oppone alla costruzione di una diga perché
il terreno è fragile
e potrebbe causare una tragedia, e resiste alle pressioni di lobby potenti che vorrebbero invece costruire.
Nicholson sta appena entrando nella vita privata dell'ingegnere e lo vede con una ragazza che parla
spagnolo, che Faye Dunaway gli si presenta accompagnata da un avvocato: è lei la vera moglie
dell'ingegnere, e appreso delle sue indagini e delle sue pretese che proprio lei lo abbia assunto, ha deciso
di denunciarlo.
Nicholson si rende conto che qualcuno vuole rovinare l'ingegnere. Decide di far
luce sulla cosa, non fosse altro che per salvare la propria reputazione.
Convince la moglie di essere ben intenzionato, e lei ritira la denuncia.
Ma è troppo tardi: l'ingegnere viene trovato morto in
circostanze misteriose.
Dunaway, per non complicare le cose, alla polizia non nega di aver assunto
Nicholson.
Nicholson non crede alla versione ufficiale (che l'ingegnere si sia suicidato in
seguito allo scandalo) e continua a indagare. Varcato abusivamente un recinto, viene fermato da due
gangster che gli tagliano il naso. La donna che si era spacciata per Dunaway gli telefona per dirgli che non
immaginava di venire coinvolta in un omicidio e gli dà una mezza traccia:
un annuncio funebre sul giornale.
Nicholson sospetta che Dunaway gli nasconda qualcosa (gli ha persino pagato la
parcella). Dunaway gli confessa di aver saputo dal marito stesso del suo flirt e di esserne stata felice: lei lo
tradiva a sua volta, ogni volta con amanti occasionali.
Il rivale dell'ingegnere, che Nicholson sospetta di
essere responsabile dell'omicidio, messo alle strette confessa di dirottare acque illegalmente e di non
volere pubblicità.
Dunaway si offre di pagargli la parcella per scoprire l'assassino. Ma Nicholson
ha scoperto che Dunaway è la figlia del socio d'affari di suo marito. Lei conferma che suo padre e
suo marito ebbero un alterco riguardo l'acqua della contea.
Suo padre conferma invece che aveva litigato con il marito pochi giorni prima
riguardo sua figlia, ma rifiuta di dire perché. Gli commissiona
però un'indagine per ritrovare l'amante, ma rifiuta di spiegare il perché.
Nicholson scopre che un'intera valle è senza acqua perché
qualcuno dirotta l'acqua altrove, così la terra vale di meno e lui la
può comprare. Solo che quel qualcuno risulta deceduto da due settimane
mentre avrebbe comprato un terreno soltanto pochi giorni prima...
Nicholson e Dunaway scoprono che tutti i proprietari di quei terreni sono
i vecchi
di un ospizio, del tutto ignari di essere usati a tal fine. Nicholson e Dunaway riescono a fuggire prima di
essere sparati dalle guardie. N. e F. fanno l'amore. Nel pieno della notte Dunaway riceve una telefonata ed
esce di corsa. Prima però gli confessa che suo padre è un uomo pazzo e pericoloso. Lui la
segue e scopre che va... dall'amante del marito! Poi la confronta minacciando di chiamare la polizia, e lei
confessa: è sua sorella.
Tornato a casa riceve la telefonata di un uomo che gli fissa un appuntamento con
la ragazza che si era spacciata per Dunaway. Va all'appuntamento e la trova morta e la polizia che lo
aspetta. La polizia ha intuito la verità, ma pensa che Nicholson stia ricattando Dunaway.
Nicholson racconta la tresca dell'acqua. Nicholson scopre degli occhiali nella vasca del giardino di
Dunaway e ne deduce che lì l'ingegnere è stato ucciso, e che Dunaway deve sapere
tutto.
Dunaway, messa alle strette confessa che la ragazza è al tempo stesso
sua sorella e sua figlia: suo
padre la violentò a quindici anni.
La bambina crebbe in Messico, lontano da lei. Adesso vuole
tenerla nascosta finchè se ne andranno insieme in Messico.
Jake la fa fuggire prima che arrivi la polizia. Poi
Jake semina la polizia e chiede a un suo
creditore di portare le due donne in Messico.
L'appuntamento è a Chinatown. Telefona al padre di
Dunaway e gli dice di aver trovato la ragazza.
Lui si precipita. Nicholson lo smaschera; gli occhiali sono i suoi.
E' stato lui a uccidere l'ingegnere onesto, che si opponeva ai suoi piani
criminali. Jake ha risolto il puzzle, ma spuntano
i sicari del vecchio, che gli puntano una pistola e lo obbligano a
portarli a Chinatown. La polizia è già lì e lo arresta
senza credere una parola di ciò che dice e lasciando libero il
vecchio di riprendere la bambina, invano difesa da Dunaway che tenta la fuga
in auto ma viene uccisa dalla polizia sotto gli occhi della figlia.
Il vecchio si porta via, indisturbato, la ragazza che strilla disperata.
La polizia lascia libero Nicholson.
Corruzione, falsità, un poema della sconfitta dell'onestà.
Nicholson svolge il suo lavoro di investigatore in modo riluttante, disgustato da ciò che scopre
degli uomini, cinico e disincantato. Dunaway è bella e seducente, ma ambigua e frustrata.
10) Locataire
Nel 1976 Polanski si trasferisce in Francia e vi dirige
Le Locataire/ The Tenant/ L'inquilino del Terzo Piano (1976),
che completa la trilogia della paranoia con Repulsion e Rosemary,
riprendendo anche le tecniche di confusione del sogno con la realtà di quest'ultimo. Polanski
dà in questo film una grande interpretazione personale nella parte del protagonista. Ancora una
volta il regista fonde nel soggetto horror, psicanalisi, thriller, teatro polacco.
Le cadenze orrifiche sono desunte da deformazioni mentali degli oggetti e delle
persone (mummie fameliche, maschere sataniche).
La suspence scaturisce come sempre dall'ambiguità, dal non sapere se
ciò che accade è realtà o parto di una fantasia malata; è certo che il
protagonista sta impazzendo, ma non è chiaro quale è la causa (la follia o la persecuzione
dei vicini?) e quale l'oggetto (la persecuzione dei vicini o la follia?).
Il film rappresenta anche il culmine del feticismo di Polanski: l'appartamento si
deforma in un crescendo disgustoso di sporcizia e di depravazione, il corrompersi del luogo segue di pari
passo il corrompersi della psiche (anche qui non si sa quale sia la causa e quale sia l'effetto). Infine il
doppel ganger mai così esplicito, sunto delle pulsioni sado-maso androgine e incestuose
emerse dal film precedente, e al tempo stesso sfogo autobiografico (il personaggio interpretato da Polanski
è un polacco francese), con tanto di pulsioni aggiuntive di morte. La dissociazione è
accompagnata da una progressiva regressione, che verso la fine ne fa un bambino dispettoso e
testardo.
Come mai negli altri due film satanici, il grottesco delle origini si è
tramutato in un tragico diagramma dell'angosciosa solitudine metropolitana, in denuncia agghiacciante
della alienazione urbana che deflagra dalla rispettabilità e dal decoro borghesi, in .....
dell'integrazione come perdita "omeopatica" di identità, del ritualismo individuale del
silenzio.
La dominante demoniaca del cinema di Polanski ha una sintomatologia psichica:
schizofrenia, paranoia, claustrofobia, feticismo, onirismo.
Polanski ha appena affittato l'appartamento di una ragazza che si è
gettata dalla finestra, che lui va a visitare in ospedale poco prima che muoia, e al cui funerale il sacerdote
tiene un macabro sermone. Gli amici che lo aiutano a traslocare si fermano fino a tardi a fare festa, fra le
proteste dei condomini: l'austero padrone di casa, pettegole acide, etc. E' ossessionato dalla loro mania
per il silenzio, tra l'altro tutti curiosamente a stare a lungo in piedi nella toilette comune. L'appartamento
conserva ancora i segni della vita della ragazza, dal lucernario squarciato, al dente nascosto con l'ovatta
nel buco della parete, l'amica conosciuta in ospedale con cui si ubriaca, il bar dove gli servono le stesse
cose che prendeva lei. L'ossessione lo incalza.
Scopre che la toilette è tappezzata di geroglifici, vede una donna che si
sbenda dalla finestra di fronte; compra parrucca e scarpe da donna, indossa gli abiti della morta; scopre di
aver perso un dente, che adesso è nascosto nel buco della parete. Si convince che i vicini vogliano
farlo diventare una copia della morta e spingerlo al suicidio come spinsero lei, ognuno intento ad oscuri
rituali: una è legata e viene picchiata, un altro è vestito da giullare; una mano cerca di
afferrarlo dalla finestra.
L'amica lo ospita a casa sua e lo cura, ma la mattina lo lascia solo e nel delirio
lui si convince che anche lei faccia parte del complotto; fugge per le strade e viene investito da un'auto,
gli sembra che i curiosi siano i condomini, cerca di strangolare la vecchia che lo soccorre, prima che lo
immobilizzino e lo riportino a casa, ormai completamente debilitato e in preda al delirio.
Accolto freddamente dalla portinaia e dal padrone di casa, appena in camera si
travesta da donna, sale sul davanzale e si butta dal lucernario appena finito di riparare. I vicini si
precipitano a soccorrerlo, ma lui, che rantola sanguinante per terra, pare che sogghignino; si trascina su
per le scale fino all'appartamento, farfugliando, sale di nuovo sul davanzale e si ributta giù.
L'ultima inquadratura è l'urlo della suicida in ospedale, quell'urlo che probabilmente è
rimasto nella mente del giovane fino a farlo impazzire.
L'atto suicida di questo inquilino represso dai continui richiami alla
rispettabilità e al silenzio (anche lui come Rosemary fondamentalmente un bambino spaventato)
è l'estremo appagamento esibizionistico di chi vuole urlare almeno una volta "io sono
questo", liberarsi dalle catene della spersonalizzazione per esplodere la propria emotività,
infrangere il rito magico e macabro di cui tutti sono succubi, zombie metropolitani: l'esibizione circense
del doppio salto mortale eseguita con calcolata ferocia e premeditazione restituisce dignità a un
corpo martoriato dal sacrificio dell'alienazione.
Polanski si conferma regista degli ambienti chiusi, dell'incubo, dell'attesa della
catastrofe.
11) Pirates
Dopo la catarsi melodrammatica di Tess (1979, da Hardy) dirige
Matthau in Pirates (1986) un comico film di avventura revival.
Un miserabile pirata del XVII secolo alla deriva nell'oceano su una zattera,
affamato al punto di tentare di mangiare il compagno di sventure, un baldo e
giovane francese, catturato da un galeone spagnolo, progetta di rubare,
con l'aiuto di un negro, il trono d'oro che gli spagnoli hanno sottratto a una
tribù indigena (dopo averla massacrata). Il capitano della nave è
un crudele che obbliga persino Matthau e il francese a mangiare un topo bollito,
ma a bordo c'è anche la nipote del governatore, di cui il francese si
invaghisce.
Matthau riesce a provocare la rivolta e ad impossessarsi di nave, capitano,
damigella, e trono. Va a vendere gli ostaggi a un viscido mercante, in un villaggio abitato da vecchi
corsari sdentati, rimbecilliti e sgorbi. Durante le feste il capitano spagnolo riesce a fuggire con il galeone e
il trono; Matthau arruola una ciurma di vecchi e si reca dal governatore a chiedere il riscatto; questi non
darebbe nulla per la nipote, ma cede alla più banale tortura. Ottenuto il trono d'oro, Matthau e il
francese fuggono a bordo di una barca, ma restano impigliati in una fune. Condannati a morte, li salva il
negro. Il galeone dei pirati assalta il vascello spagnolo nell'arrembaggio decisivo. Matthau riesce a fuggire
su una barca con il trono. Il francese è l'unico a salvarsi con lui, mentre su un'altra barca si allontanano
il capitano e la bella, invano contesa dal francese.
La sua guerra privata, attraverso continui capovolgimenti di fronti e un dejavu
ostinato e ostentato di sequenze da Errol Flynn, è destinata a fallire e ricominciare da capo,
dalla piccola barca alla deriva.
Slapstich e ferocia si fondono liberamente: la mitologia del sacro graal
viene ridotta a un'allegoria della voracità umana, in un caos morale che non lascia spazio per
l'eroismo. L'epica nichilista di questo fallito incanaglito è un'allegoria della catastrofe
dell'esistenza umana.
13) Frantic
Frantic (1988) è un giallo spionistico, thriller hitchcockiano
immerso in un clima nichilista.
Un chirurgo in vacanza a Parigi si aggira in un universo in cui nessuno
è disponibile; quando la moglie viene rapita, inizia un calvario morale fra gente indifferente o
maleducata, dalle ambasciate ai night club. Infine approda a un cabaret dove incontra una ragazza e dove
si scontrano bande rivali di gangster per un souvenir.
Quando arrivano in hotel, scoprono di aver preso la valigia di altri, mentre lui si
fa la doccia, lei viene rapita; nessuno gli crede, ma lui intuisce che ha a che vedere con la valigia; vi trova
l'indirizzo di un night (dove si spaccia droga) e un nome; si fa indicare l'appartamento di un tizio e lo
trova ucciso; aspetta, e vede arrivare una ragazza bella e selvaggia: è lei la proprietaria della
valigia, che ha usato per contrabbandare qualcosa, ma non sa cosa, nascosta dentro un souvenir della
Statua della Libertà. Lei è terrorizzata nell'apprendere che ha consegnato la valigia
sbagliata; anche a lei non importa nulla della sorte della rapita, cinica e indifferente, un tipico animale
della jungla. Infatti viene aggredita in casa da due agenti segreti americani. Lui la salva, ma
nell'arrampicarsi sui tetti perde la statuetta, che cade e si rompe: dentro c'è un detonatore.
Finalmente si fanno vivi i rapitori e fissano uno scambio. L'ambasciata americana ha scoperto di cosa si
tratta (una bomba atomica per i paesi arabi) e ora finalmente si interessa al caso. All'appuntamento lo
scambio fallisce per l'irruzione dei due agenti CIA. Nei night club degli arabi (di lusso questa volta)
concordano un altro scambio. Questo riesce, la moglie è libera, ma gli agenti irrompono di nuovo
e nella sparatoria la ragazza viene uccisa.
La trama e il finale patetico ne fanno un thriller convenzionale, molto curato.
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The Ninth Gate (1999), very loosely based on Arturo Perez-Reverte's
"El club Dumas" (1993), is a metaphysical thriller.
A scholar is writing a note at his desk in a posh studio. The camera shows
a stool and a rope hanging from the chandelier. The scholar walks to the stool
and hangs himself.
THe camera moves outside through a series of gates (while the titles flash
into the camera as if coming from the horizon) into the night and eventually,
after one last bright gate, into the day of a modern city. A group of
characters are looking outside the window of a high-rise building into
the skyline of the city.
One of them is an eloquent book expert. The middle-aged couple wants to sell
the entire library of the old man who is paralyzed on a wheel-chair (but seems
to understand what is going on). The book expert delivers his estimate of the
library (a fortune) and then offers to personally buy an edition of
"Don Quijote" for a relatively small amount. It is obvious that he is cheating
the couple but it is also obvious that the couple is greedy. As the book expert
walks into the elevator, another book expert comes out of it. They know each
other and the second one knows the first one is disreputable.
The first one, Dean (Johnny Depp), walks into the store of a rare book dealer, Bernie,
and works out
a deal to sell the "Don Quijote" to a Swiss collector.
He then attends a lecture on witches by an old tycoon, Boris.
Dean notices a girl
(Emmanuelle Seigner)
in sneakers and blue jeans in the room.
At the end of the lecture Boris takes Dean to the basement, where he has
built his own private collection of books on the devil.
Boris shows Dean a particular book, "The Nine Gates of the Kingdom of Shadows",
that he bought from the old scholar before he hanged himself.
It is supposed to be based on a book written by Satan himself that provides
the instructions to raise the devil himself.
Only three copies survive. Boris suspects that only one copy is authentic,
and seems to be sure that it is not his copy (perhaps because the magic it
describes does not work?)
The other two copies are in Portugal and France and Boris is
hiring Dean to find them and compare them.
Boris thinks that Dean is unscrupulous, selfish, greedy.
It is not clear if this makes Dean more or less likable to the devil-worshipping
Boris.
Dean begins by calling on the scholar's widow, the beautiful and elegant Liana,
who finds it hard to believe that her husband would sell such a beloved book.
The man had spent the last few days quite obsessed with something, but Liana
rules out that he might have been into magic.
At the library while he is studying the book Dean sees the same girl
(Emmanuelle Seigner) who was
at the lecture. Back home, he finds his apartment turned upside down but
nothing missing. He decides to entrust his friend Bernie the dealer with the
book, which is worth a fortune (and it is a mystery why Boris trusts Dean
with it).
Liana visits him to claim the book.
She is ready to use any weapon (money, sex or violence) to get the book.
First she offers money. Then she excites him and has sex with him. Then
she attacks him like a wild beast. He rushes to Bernie's store and finds him
hanging upside down, as if he was tortured before being killed.
Dean takes
the book from the safe and, after trying in vain to get out of the deal with
Boris, takes the plane to Spain. The twin booksellers who sold the book tell
him that it was she, Liana, who bought it, not her husband. They also show
him that three of the engravings are signed by Lucifer in person.
Dean does not believe in superstition but is almost killed when one of the
dangerous warnings depicted in the engravings seems to happen for real to him
(a scaffolding collapses while he's walking under it).
On the train to Portugal he sees again the mysterious girl. He assumes that
she is sent by Boris to keep an eye on him. She refuses to tell him her name.
Dean finds the first copy. He compares that copy with Boris' copy.
They both have three engravings signed by Lucifer, but they are different ones
and what they depict is slightly different too.
When he leaves the villa, a car tries to kill him, then stops and a man comes
out (he looks like Liana's black bodyguard). A motorcycle arrives to save Dean but leaves without stopping. The
motorcyclist looks like a blonde girl. At the hotel Dean finds the usual girl
reading a book. Dean tells Boris over the phone about the discrepancies.
Boris tells him to buy the book, but the owner already told Dean that he is
not willing to sell.
The girl wakes him up in the middle of the night and tells him that he has
to return to the villa. When he gets on her motorcycle, he realizes that she
is the motorcyclist who saved his life. The owner of the second copy is dead,
drowned in a pond. She breaks into the villa and opens the door for him.
He finds the second copy burning in the fireplace and rescues it but the
engravings have been stolen.
Outside he tries to have an explanation from her, but she tells him that
there is no time: they have to catch a flight to Paris.
The third copy is owned by a baroness who claims to have seen the devil
in person when she was a teenager. She tells Dean that the author of the book,
the one who copied the original Lucifer book, died of it, but a secret society
was created to perpetuate the knowledge. That sect has now become a club of
millionaires who think they own their fortune to the devil. They still meet,
but their meetings have become sexual orgies. Liana is a member, and one of
the wildest, but not her husband, who probably did not know anything about it,
and may have committed suicide when he learned how depraved his wife is.
The baroness refuses to help Boris in any way. Thus Dean cannot examine the
third copy.
On the way out Liana's black bodyguard follows him and attacks him. The girl
comes to his rescue, displaying her combat skills. He takes her to his hotel
room but she still refuses to tell him who she is. She spreads her blood on
his face as if in a magic ritual.
Dean convinces the baroness to let him check if her third copy has any more
discrepancies from the other two. Sure enough three of the engravings are
different and signed by Lucifer. Dean is now convinced that the author
delivered the original Lucifer text not in one book but in three books.
All three are authentic. The sum of the three contains all the knowledge.
While he is at work in the baroness' studio, someone hits him in the head
and kills the baroness to steal the book. Dean barely escapes the fire that
is already engulfing the apartment: the third copy is burning. Dean knows
that someone has already taken the engravings.
Back at the hotel Dean realizes that someone, claiming to be his wife,
has taken his copy too. The description fits Liana.
Boris calls and is upset to hear that his copy has disappeared.
Dean and the girl find out where Liana is staying and rush to her hotel.
Liana and her bodyguard are leaving on a Rolls Royce. Dean and the girl follow
them to Liana's castle (on a sport car that the girl steals for the occasion).
Liana and her bodyguard (who obviously is not just a bodyguard) are dressing
up for a black ceremony. Dean and the girl break into Liana's room but Liana
outsmarts them. She tells the bodyguard to kill them but Dean outsmarts him
(the girl smiles watching Dean beat him senseless). Dean wears the bodyguard's
monk-like clothes and joins the assembly (all dressed in monk-like clothes)
that is praying to the devil in the Latin mass officiated by Liana.
Suddenly Boris (dressed in ordinary business clothes) walks in and interrupts
the ceremony. Boris accuses Liana of being a charlatan and strangles her in
front of everybody. Only Dean tries to stop him but the girl literally flies
down on him and stops him: she is not human, but he didn't see it.
She tells him that it was in his interest to let Boris kill someone in public,
because now Boris (and not Dean) will be suspected for the other killings.
The crowd runs away terrified. Boris takes the book and leaves. Dean takes
Liana's Rolls Royce and chases him. He loses him but a postcard that he found
in the baroness' book helps him track down his hideout: a castle in the
mountains. Boris has all the nine engravings and is already uttering the magic
formula to become immortal. Dean tries in vain to interfere: he falls in
a crack of the floor and is trapped. Boris sets fire to the building,
convinced that he will not even feel the fire. Instead, he starts screaming,
dying of his silly superstition. When the floor collapses and frees him,
Dean retrieves the nine engravings, shoots Boris who is still agonizing
and leaves the castle. But he finds the girl in the car, ready to make wild
love with him in front of the raging fire.
The following day, as they are driving away, he asks her why the magic did
not work for Boris. She tells him that one of the engravings is a forgery:
the authentic one was taken by the twins. Dean cannot resist: he returns to
Spain and finds the ninth engraving (the twins have moved but the page flies
down to him from the top of a bookcase): it depicts the naked girl in front
of the burning castle...
He himself has just performed all nine steps to become one with the devil.
She took him through the ninth gate. She must be Lucifer in person.
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(Translation by/ Tradotto da xxx) Se sei interessato a tradurre questo pezzo, contattami
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The Pianist (2002), adapted from Wladyslaw Szpilman's autobiography,
is a holocaust film that is mainly notable for the accurate reconstruction of
life in Germany-occupied Polanski, but adds very little to the genre and lacks
Polanski's black humour. Too serious for its own sake, it feels like a
diligent adaptation of somebody else's book, not a very personal work of art.
By far the most amazing component of the film is the careful, almost manic,
reproduction of environments. Polanski even found an entire city of ruins
(in Eastern Germany), that was essential to deliver the feeling of a man
waking up in a destroyed world.
The protagonist was a Jewish pianist in Warszaw before the war. He lives with
his parents, a brother and two sisters in a well-furnished apartment. One day
Germany attacks Polanski and they see German tanks rolling into their streets.
Soon, the Germans begin enacting anti-Jewish laws. The father knows that it is
pointless to rebel and accepts to humiliate himself in front of the Germans.
The protagonist has to do the same in order to keep his job as a pianist.
His brother is the only one in the family who, at least verbally, resists the
notion that they are now being treated like animals. The fact is that they are:
they soon find out that most establishments are off limits and that Polish
people ignore the issue. They see German soldiers dumping an old man from
a window to his death, and the rest of his family shot in the street like rats.
It gets worse when the Germans decide to isolate the Jews in a ghetto.
Now they are also starving. The brother is arrested and the pianist has to beg
his uncle, a fascist who collaborates with the Germans, for the young man's
release. The young man, instead, would have rather stayed in jail than
beg a favor from an uncle whom he considers a traitor.
Their lot continues to worsen, as the Germans move them again, this time
in a barrack, shared with other families. The Germans tell them to get in
line and to board the trains that will take them to the concentration camps.
A woman who asks a question is shot coldly by an officer. The pianist is
saved by the uncle, who pulls him away from the crowd and lets him escape,
while his family is pushed inside the train and locked like animals.
The pianist begins his Odyssey in a city where people either hate Jews or
are afraid of being associated with them. He gets a job from the nazis to
help in construction. One of the Jews who work with him is a member of the
resistance that is preparing an insurrection, and helps the pianist get in
touch with an old acquaitance of his, an actress. She provides him with an
apartment and food, but he lives like a prisoner. He sees from his windows
the Jews being slaughtered by the nazis during their desperate attempt to
fight back. One day the pianist is informed that the actress has been arrested
and the nazis will soon come to arrest him. When a nazi jeep pulls up, the
pianist prepares to jump from the window rather than surreder, but it turns
out they are arresting someone else. He has to leave anyway when a fanatic
neighbor discovers his presence and screams "Jew! Jew!". He has been given
an address to visit in case of emergency. They provide him another hiding place.
His physical and mental condition deteriorates. He learns that the allies
have landed in France, that the Russians are advancing. He sees the Polish
resistance attack the Germans. When the Germans, in retaliation, begin
bombing the building, the pianist has to climb on the roof, and then down
into the street. By now the city is reduced in ruins. It looks like he is
the only person alive, as he climbs heaps of debris, scavenging for food.
In this unreal world, he builds his own shelter in the attic of a building.
A German officer finds him there. The pianist is terrified, but it turns
out this German is not hostile at all. He listens to him playing the piano,
and then offers him food. He even moves the German headquarters to that
very building, and continues helping him, hiding the Jew from his own men.
When the Russians enter the city, the German says goodbye to the pianist,
and gives him his coat. That almost kills the pianist, as he is mistaken
for a German soldier by the Russians. The war is over and soon he returns
to playing the piano. The German who helped him has been captured by the
Russians and will die in a Russian concentration camp.
|
(Translation by/ Tradotto da Liliana Minghe`)
Il Pianista (2002), adattamento dall'autobiografia di Wladyslaw Szpilman, è un film sull'olocausto, degno
di nota soprattutto per la ricostruzione accurata della vita in Polonia durante l'occupazione tedesca, ma
aggiunge poco a questo genere di film ed è privo dello humour nero di Polanski. Troppo serio, sembra
un adattamento diligente di un libro altrui, non un'opera d'arte personale. Di gran lunga la componente
più sorprendente del film è la meticolosa, quasi maniacale riproduzione dell'ambiente. Polanski ha
addirittura trovato una città completamente in rovina (nella Germania dell'Est), essenziale per
esprimere lo stato d'animo di un uomo che si risveglia in un mondo distrutto.
Il protagonista è un pianista ebreo a Varsavia prima della guerra. Egli vive con i suoi genitori, un
fratello e due sorelle in un appartamento ben arredato.
Un giorno la Germania attacca la Polonia e loro vedono carri armati invadere le loro strade. Presto i
tedeschi emanano leggi contro gli ebrei. Suo padre sa che non ha senso ribellarsi ed accetta di umiliarsi
di fronte ai tedeschi. Il protagonista deve fare la stessa cosa per preservare il suo lavoro quale
pianista. Suo fratello è l'unico in famiglia che, almeno verbalmente, si oppone al fatto di essere trattati
come animali. Di fatto però lo sono: presto scoprono che la maggior parte delle istituzioni (aziende,
stabilimenti) sono proibite e che i polacchi ignorano quanto sta per succedere. Vedono soldati tedeschi
lanciare un vecchio fuori dalla finestra ed il resto della sua famiglia fucilata per strada come i topi. La
situazione peggiora quando i tedeschi decidono di isolare gli ebrei in un ghetto. Adesso patiscono anche
la fame. Suo fratello viene arrestato ed il pianista deve pregare suo zio, un fascista che collabora con i
tedeschi, di rilasciare il giovane.
Il giovane invece avrebbe preferito rimanere in carcere piuttosto che chiedere un favore allo zio che lui
considera un traditore. La loro sorte continua a peggiorare, poiché i tedeschi li spostano in una baracca,
che devono dividere con altre famiglie. I tedeschi gli ordinano di mettersi in fila e di affiancarsi ai treni
che li porteranno al campo di concentramento. Una donna chiede qualcosa ad un ufficiale e viene da lui
freddamente uccisa. Il pianista viene salvato dallo zio, che lo trascina lontano dalla folla e lo fa fuggire,
mentre la sua famiglia viene spinta all'interno del treno e rinchiusa come bestiame.
Il pianista inizia la sua odissea in una città dove la popolazione odia gli ebrei e comunque non vuole
avere niente a che fare con loro. Egli ottiene un lavoro dai nazisti per aiutarli nelle costruzioni. Uno
degli ebrei che lavora con lui è membro della resistenza che sta preparando un'insurrezione, ed aiuta il
pianista a mettersi in contatto con una sua vecchia conoscenza, un'attrice. Essa gli procura un
appartamento e del cibo, ma egli vive come un prigioniero. Dalla finestra vede gli ebrei massacrati
(sterminati) dai nazisti durante il loro disperato tentativo di opporsi. Un giorno il pianista viene
informato che l'attrice è stata arrestata e che i nazisti verranno presto ad arrestarlo. Quando vede
arrivare una jeep piena di nazisti, il pianista si prepara a saltare dalla finestra piuttosto che farsi
arrestare, ma poi si accorge che stanno per arrestare qualcun altro. Egli è costretto a lasciare
l'appartamento comunque, quando un suo vicino di casa fanatico scopre la sua presenza e si mette ad
urlare "Ebreo! Ebreo!". Egli ha con sé un indirizzo da utilizzare in caso di emergenza. Gli procurano un
altro posto dove nascondersi. Le sue condizioni fisiche e mentali si deteriorano. Egli apprende che gli
alleati sono sbarcati in Francia e che i russi stanno avanzando. Egli vede la resistenza polacca attaccare
i tedeschi. Quando i tedeschi, come rappresaglia, si mettono a bombardare l'edificio, il pianista deve
salire fino sul tetto, quindi giù in strada. La città è ridotta in macerie. Sembra che egli sia l'unica
persona rimasta in vita, poiché egli scala mucchi di rovine scavando in cerca di cibo. In questo mondo
surreale, egli cerca riparo nell'attico di un edificio. Un ufficiale tedesco lo trova lì. Il pianista è
terrorizzato ma scopre che questo tedesco non gli è ostile.
Lo ascolta suonare il pianoforte e gli offre del cibo. Egli arriva addirittura a spostare il quartier
generale tedesco in quel medesimo edificio e lo continua ad aiutare, nascondendo l'ebreo dalla sua
stessa gente. Quando i russi entrano a Varsavia, il tedesco saluta il pianista e gli regala il suo mantello.
A causa di ciò egli rischierà di venire ucciso dai russi essendo stato scambiato per un tedesco.
La guerra è finita ed egli ritorna presto a suonare il pianoforte. Il tedesco che lo ha aiutato è stato
catturato dai russi e morirà in un campo di concentramento russo.
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