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I sei "racconti morali" di Eric Rohmer, girati nel
decennio 1962-72, rappresentano una rigorosa concezione del cinema, derivata da Bresson e da Bazin,
che rifiuta ogni sentimentalismo e spettacolarità a favore di un'etica dell'immagine spoglia e
limpida. Dal punto di vista narrativo Rohmer si limita a descrivere uno stato di cose, a manifestare il
desiderio di agire su di esso (per cambiarlo, per distruggerlo) e ad accettarne l'immutabilità; la
realtà non può essere modificata, un ordine misterioso e potentissimo la stabilisce e la
conserva; i suoi personaggi sono tentati di ribellarsi a questa forza sovrumana, ma alla fine ritrovano la
fede in essa (percorso morale che ricorda il processo religioso della tentazione e della preghiera). I
dialoghi hanno una notevole importanza in questo cinema fatto soltanto di sfumature psicologiche.
Ma Nuit Chez Maud (1969): un ingegnere timido conosce una dottoressa
divorziata, viene ospitato a casa sua per una notte senza approfittarne, si innamora di una ragazza
cattolica, la sposa, scopre che la ragazza era stata l'amante del marito della dottoressa.
La collectionneuse (1967): due amici trascorrono una vacanza in una
villa con una ragazza collezionista di uomini; pur ostentando entrambi un disprezzo maschilista, il
più emotivo cede al fascino della ragazza, mentre il secondo, più raffinato, continua a
resisterle; quando decide di accettarla, lei se ne va con due ragazzi di passaggio e all'escluso rimane il
sapore amaro di non aver goduta la vita finchè era in tempo.
Le genou de Claire (1970): un adulto in procinto di sposarsi conosce in
villeggiatura una coppia di sorelle, una adolescente e l'altra ancora ragazzina, ed è turbato da
entrambe, al punto da cercare di allontanare la prima dal suo ragazzo per riuscire a tastarle il
ginocchio.
L'Amour L'Après-midi (1972): un padrone d'industria, padre e
marito, viene tentato da una vecchia amica che vorrebbe un figlio da lui, ma resiste.
Dopo aver trasposto Die Marquise Von Ö... [(1976) racconto morale
di Kleist], disinnescandone l'enfatico romanticismo, e il Perceval [(1978) Chrétièn],
Rohmer ritorna al ricamo psicologico con la commedia frizzante Le beau mariage (1981): simpatica
studentessa d'arte decide di trovare marito e mette nel mirino un professionista timido che però
evita accuratamente di cadere nella trappola, sicchè alla ragazza non rimane che negare di essere
mai stata attratta da lui; e con La femme de l'aviateur [(1981) un racconto tutto costruito su decine
di piccole coincidenze, un saggio sul potere assoluto del caso]: un giovane respinto dalla sua ragazza spia
un uomo sposato che ha visto uscire dalla casa di lei, e che in effetti ne è stato l'amante ma
è tornato da lei soltanto per troncare; surante il pedinamento conosce un'altra ragazza, che si
diverte un mondo ad aiutarlo; quando l'ex gli toglie le ultime speranze, il giovane vorrebbe tentare con
quest'altra, ma la trova fra le braccia di un amico, e si allontana stordito fra la folla. Talvolta sterili e
stanche, affidate a personaggi vuoti e autoindulgenti, appesantite da dialoghi troppo letterari e intelligenti
per essere anche emotivi, freddamente calcolate, artificiali, asettiche, le sue commedie ripetono all'infinito
un clichè di tecnica fine a sé stessa.
Il pessimismo cartesiano di Rohmer è giunto al suo punto più
esplicito: la vita è un congegno di cui l'uomo non ha controllo, tutto è vano, insensato e
nelle mani del caso. I personaggi affondano in un fitto vuoto di equivoci e coincidenze. La voluttà
dell'attesa vana, il perverso godere umano delle cose inarrivabili.
A questo primo capitolo di Commedie e proverbi fa seguito Pauline
à la plage (1983): gli intrighi divertenti sulla spiaggia fra una disegnatrice di moda separata e
vogliosa, una cugina adolescente impaziente, uno studente maturo, un etnologo fatuo, che alla fine si
ritrovano di nuovo soli; quasi una commedia sofisticata per i dialoghi intelligenti e spiritosi.
Les nuits de lune pleine (1984) è una commedia e
proverbio centrato sul ritratto intimo di una giovane parigina indipendente; seppur innamorata di un
ragazzo, vuole a tutti i costi mantenere la propria indipendenza, ma finisce per perderlo; acutezza
psicologica nel descrivere le paure e le incertezze del sesso e il bisogno di libertà.
Le Rayon Vert/ Green Ray (1986), uno dei suoi capolavori, e` una storia di frustrazione femminile:
Una segretaria riceva una telefonata improvvisa dall'amica con cui doveva andare
in vacanza: le comunica che non vuole pu` andare con lei.
Delphine e` sola e malinconica e non sa cosa fare per le vacanze adesso.
Amici e parenti le danno consigli, ma lei vuole andare al sole e in compagnia,
ma non con un gruppo... Le amiche sono preoccupate, perche' sanno che con il
suo ragazzo precedente (e fidanzato) e` finita e non ha nessun altro.
Va a trovare la famiglia di un'amica. L'amica e` intraprendente e audace, e
non esita ad approcciare ragazzi. Ma D e` timida e si tira indietro con ogni
sorta di scuse. E` una ragazza difficile, a cui non piacciono tantissime cose.
La gente e` cordiale con lei, ma lei rovina l'umore degli altri con le sue
fisime, e alla fine e` proprio lei a sentirsi strana e sola.
E continua a illudersi che il fidanzato sia ancora il suo ragazzo, semplicemente
difficile da vedere. Non vuole ammettere di essere rimasta sola.
Torna a Parigi perche' non si trova a suo agio con la famiglia dell'amica.
Un uomo la segue, ma lei lo scoraggia.
Chiede all'ex fidanzato il permesso di soggiornare al suo chalet di montagna.
S'incammina sola in montagna e si annoia, cosi` decide di tornare a Parigi.
Incontra un'amica che le offre un posto in riviera.
Donne parlano di un libro intitolato "Rayon Verte" e del fenomeno del raggio
verde, che si intravede talvolta all'orizzonte.
Sulla spiaggia incontra una ragazza svedese che sta viaggiando da sola.
La svedese e` disinibita e intraprendente, proprio l'opposto dell'impacciata
e frustrata D. Ma D e` incorreggibile, non si lascia andare, si irrigidisce,
e alla fine scoppia in lacrime e rimane sola.
Sta tornando a Parigi, quando alla stazione incontra uno sconosciuto che sta
andando in vacanza per il weekend, e finalmente si lascia convincere a tentare
la sorte. Con lui si apre e fa una auto-analisi.
Camminando passano davanti a un negozio che si chiama "Rayon Vert" e lei lo
interpreta come un segno. Vanno a vedere il tramonto e lei vuole aspettare
il raggio verde.
Film-conversazione, fine studio psicologico e tutto il resto: ma
fondamentalmente senza nerbo. Il simbolismo del raggio verde e` patetico,
fa sembrare attuali i film di Cocteau.
Reinette et Mirabelle (1987), studentessa e contadinella, la seconda
insegna alla prima i segreti della natura; in città la prima spiega alla seconda la morale
approssimativa della vita urbana alla seconda, scandalizzandola.
L'Amis de mon Amie/ The Boyfriend of my Girlfriend (1987), commedia e proverbio provinciale; in una
città di architettura modernista quattro amici e i loro amori: due sono ex-innamorati che vogliono
lasciarsi; la protagonista è l'amica di lei, sola e sogna l'uomo ideale, che crede di vedere
nell'ingegnere, mentre il ragazzo della sua amica le fa il filo; l'ingegnere viene sedotto dall'amica, e lei si
mette con l'ex-ragazzo dell'amica.
Comte d'Automne/ Autumn Tale (1998) conclude il programma dei
"racconti" ed e` forse il migliore (o il meno peggio, a seconda dei gusti).
Emilia non va d'accordo con la madre, Isabelle, ma sta per sposarsi e le
due donne stanno organizzando una grande festa. Isabelle, una libraria di
citta`, e` anche amica di Maguli, una contadina vedova che possiede un
vigneto in campagna. Maguli soffre la solitudine, soprattutto adesso che
entrambi i figli se ne sono andati (non andavano d'accordo). A tener compagnia
a Maguli e` soprattutto Rosine,
la ragazza del figlio Leo. E` una ragazza sempre sorridente, buona e cordiale,
ma al tempo stesso pragmatica: ha avuto una relazione con un suo professore,
Etienne, ma adesso lo vuole soltanto come amico, e sa benissimo che la storia
con Leo non durera` a lungo.
Sia Isabelle sia Rosine giungono indipendentemente alla conclusione che
Maguli ha bisogno di un uomo. Isabelle decide di mettere un annuncio nel
giornale. Rosine decide di farla sposare a Etienne, e risolvere in tal modo
due problemi.
Isabelle incontra uno degli uomini che hanno risposto, Gerald, e sente di
aver trovato l'uomo giusto. Spacciatasi per Maguli, verifica prima che Gerald
sia interessato in una contadina. Finalmente gli rivela la sua vera identita`
e il suo vero obiettivo. Gerald, gentiluomo, sta al gioco e accetta di
partecipare alla festa di matrimonio a cui e` invitata anche Maguli.
Rosine convince Etienne a partecipare per la stessa ragione.
Durante la festa Maguli si trova pertanto al centro dell'attenzione.
E` subito conquistata da Gerald, ma viene urtata nel vederlo abbracciato a
Isabelle (in realtA` Isabelle lo sta soltanto ringraziando), e Gerald a sua
volta e` conquistato da lei. Rosine quasi rovina tutto, presentandola a Etienne,
ma fortunatamente i due non si piacciono. Gerald si offre di riaccompagnare
Maguli a casa. Durante il tragitto Maguli e` scontrosa. Si fa lasciare a una
stazione. Poi prende un taxi e torna alla villa a confessarsi. Gerald, deluso,
gira a sua volta l'auto e torna alla villa per capire cosa sia successo.
Sembrano due liceali timidi alle prime armi. La risata finale e` tipica
dei finali patetici e banali di Rohmer, come quando si brinda alla fine
di una bella storia.
Il problema di questi racconti, anche quando sono raccontati con tanta grazia,
e` che hanno ben poco da raccontare. Alcune scene si protraggono a lungo
senza aggiungere nulla al film. Rohmer, da buon francese, si compiace di bere
vino e camminare nei vigneti, e di chiacchierare e di spettegolare. Tutto qui.
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