Walter Salles


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Central Station (1998) e` la storia di un'amicizia fra un bambino e una vecchia, ambientata negli squallidi ambienti di Rio. Isadora e` un'ex maestra che adesso fa la scrittrice di lettere per gli analfabeti di Rio, i quali si presentano uno dopo l'altro a dettare i loro messaggi davanti alla sua umile cassetta. Isadora in realta` non spedisce le lettere: le legge e ridicolizza con l'amica Irene, anche lei ex maestra, anche lei zitella. Non hanno altro da fare. Una donna le chiede di mandare un messaggio al marito. E` una donna buona e onesta. Il suo bambino e` ostile a Isadora: chiede alla mamma come fa a essere certa che Isadora spedira` davvero la lettera. Escono dalla stazione e la mamma viene investita da un autobus. Il bambino rimane solo e per un po' piange in un angolo. Poi decide di riprendersi la lettera e va a chiederla a Isadora, ma Isadora non vuole ammettere che non l'ha mai spedita. Il bambino la segue. I guardiani della stazione sono pagati per prendere e uccidere i ladri: e` l'unico modo di mantenere l'ordine in una citta` che pullula di orfani affamati. Dora e` una donna che non sembra avere scrupoli. Vive di piccole miserie morali e materiali, indifferente al resto del mondo. Da` per scontato che si debba rubare per vivere. Sembra commuoversi davanti al caso del bambino, ma poi lo consegna a un uomo che dice di vendere orfani a famiglie straniere che li vogliono adottare. Con i soldi della vendita, si compra un televisore. Irene e` stupefatta e alla fine si fa confessare come ha ottenuto i soldi. Irene e` sconvolta dal suo cinismo e le spiega che quello non e` un traffico di orfani, e` un traffico di organi: i bambini vengono uccisi per venderne gli organi. Dora e` finalmente presa da uno scrupolo. Torna sui suoi passi e rapisce il bambino. Adesso pero` il trafficante e` determinato a ucciderla, per cui a Dora non resta che prendere l'autobus con Josue`. Usando l'indirizzo della lettera, si mettono in viaggio verso il villaggio del padre. A una fermata Dora approfitta del fatto che il bambino si e` addormentato: gli infila dei soldi nello zainetto e lascia l'autobus. Il bambino pero` si risveglia in tempo e rimane con lei: ha pero` dimenticato lo zainetto. Adesso sono senza soldi e vivono di carita`. Un camionista si prende a cuore la loro sorte e da` loro un passaggio. E` un uomo buono e onesto, che non conosce il male. Dora vede forse la luce alla fine del tunnel e prova a sedurlo. Ma lui li lascia in un ristorante, forse spaventato. Dora e` una donna brutta, vecchia, sola. Non le resta che piangere. Un altro camionista da` loro un passaggio al villaggio, dove e` in corso un gigantesco pellegrinaggio. Pensano di aver finalmente trovato la casa del padre di Josue`, ma invece Josue` ha traslocato, e pare che abbia anche perso tutto nell'alcol. Dora e` disperata e se la prende con Josue`, il quale scappa fra la folla del santuario. Esausta e affamata, Dora lo insegue, ma alla fine crolla in un'orgia di candele e di voci supplicanti. Si risveglia di fianco a Josue`, che a sua volta si e` raddolcito. E` Josue` ad avere l'idea di scrivere lettere al santo: lui cerca i clienti e Dora scrive lettere al santo. In breve sono ricchi. Si rimettono in viaggio verso il nuovo villaggio, dove finalmente trovano la casa del padre. Lui e` scomparso, ma ci sono i fratellastri di Josue`, che fanno subito amicizia con il piccolo. Sono anzi loro a insistere affinche' Dora e Josue` si fermino: loro adesso preferirebbero andarsene, ricostruirsi una vita insieme, dimenticare il padre di Josue`. Ma Dora capisce che il suo destino non e` li`: nottetempo prende l'autobus per tornare a Rio e lascia Josue` al villaggio. Josue` insegue invano l'autobus. Sull'autobus Dora scrive una lettera a Josue` e piange. If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me.

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