Jerzy Skolimowski
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Accanto a Polanski e Borowczyc la Terza Generazione polacca, quella che ha abbandonato il realismo, annovera anche Jerzy Skolimowski, poeta e drammaturgo. Laureato i etnologia a Varsavia e in cinematografia a Lodz (1962), esordisce con due sceneggiature, per Noz W Wodzie (Polanski) e Niewinni Czarodzieje (Wajda).

I suoi primi film rappresentano la crisi esistenziale dei giovani in un mondo disumanizzato. Ryposis (1964) segue un giovane insoddisfatto la vigilia della partenza per il servizio militare. Walk Over (1965) segue un altro giovane irrequieto da quando viene scacciato dall'università fino a quando vince una gara di pugilato per assenza dell'avversario, il quale però si presenta dopo e lo abbatte per avere metà del premio.

Bariera (1966) osserva un altro giovane ancora, che ha lasciato i genitori per andare a vivere da solo. Tutti più o meno autobiografici (il regista ha soltanto 28 anni all'epoca del terzo), questi film sono girati godardianamente(...???) con estrema libertà di stile ed incisiva immediatezza. Dopo aver lasciato la Polonia gira Le depart (1967), ironica storia di un parrucchiere per signora che sogna di diventare pilota di auto sportive, ma che proprio alla vigilia di una gara importante scopre il sesso. Ancora più umoristico è Le avventure di Gerard (1970), farsesca parodia del cinema avventuroso e dello humour nero.

A Londra gira Deep End (1971), un film di conturbante tensione fantastica e di seducente eleganza figurativa.

I protagonisti sono due giovanissimi (lei ventenne, lui quindicenne), inservienti nei bagni pubblici di un sudicio quartiere londinese dove sono a quotidiano contatto con le più volgari scorrerie; lui è imberbe e timoroso, lei si è ormai adattata all'ambiente, ha diversi amanti, è spregiudicata e maliziosa; gode nell'affidargli incarichi imbarazzanti, e ancor più quando lui si innamora trepidamente lei. La vigilia delle nozze con un maestro di nuoto, lei perde l'anello; l'adolescente la aiuta a ritrovarlo, ma vuole in cambio il suo corpo; lei accondiscende, ma poi l'amore trascende il litigio e involontariamente lui la ammazza. Gli echi del free-cinema inglese (nell'ambientazione squallida e deprimente) e del neo-realismo magico nell'approccio poetico-fiabesco passano in second'ordine rispetto all'introspezione psicologica, che dal conflitto fra la purezza di lui e il vizio di lei sa trarre poesia e comicità. Dopo alcuni film minori fra cui Lady Frankenstein (1976), satori del suo humour nero, Skolimowski gira The Shout (1978). Un uomo si aggira per le dune di sabbia.
Un donna (Rachel) lascia un uomo (suo marito Anthony) davanti a una villa. Il giovane Robert arriva alla stessa villa e incontra una donna paranoica. Alcuni uomini stanno giocando a cricket. Un personaggio esterno al gruppo racconta a Robert la storia di uno dei giocatori, Anthony.
Un uomo si aggira per le dune di sabbia... una coppia si risveglia spaventata. La donna, Rachel (la stessa dell'inizio), pensa di aver sognato il misterioso vagabondo. Vivono in una casa li` vicino, isolata dal villaggio. Il marito, Anthony (lo stesso dell'inizio), e` un musicista elettronico che a casa produce suoni concreti amplificati selvaggiamente. Arriva in ritardo in chiesa, dove la domenica suona l'organo. In chiesa una ragazza gli sorride. Fuori qualcuno gli sgonfia le ruote della bicicletta. Al termine della messa un matto tenta di imbastire una conversazione teologica, ma Anthony lo evita. Gonfia le ruote, prende la ragazza e se ne vanno in bicicletta. La moglie lo attende a casa, spiata da qualcuno. E` lo stesso matto, che si fa invitare a pranzo. Rivela loro di essere vissuto fra gli aborigeni dell'Australia. Ha la mania di far suonare i bicchieri sfregandone il rim. Racconta le pratiche dei maghi e confessa di aver ucciso i propri bambini, come consentito in quelle tribu`. Poi si installa in camera da letto a meditare. Racconta ad Anthony di aver appreso da uno stregone una tecnica di urlo che puo` uccidere un uomo e di aver passato 18 anni a perfezionarla. Gli racconta come lo stregone fece piovere squartando una vittima all'addome... e gli fa vedere di avere una tale cicatrice all'addome. Anthony, musicista di professione, e` curioso di sentire l'urlo magico, anche se l'ospite lo avverte che ne potrebbe morire. Lo tratta con disprezzo e arroganza. Il mattino dopo i due uomini si recano sulle dune dove nessuno li puo` sentire. Anthony si tappa le orecchie e il vagabondo emette l'urlo: le pecore cadono morte e Anthony sviene. Anthony non si accorge che fra le pecore giace anche il cadavere del pastore.
Anthony vorrebbe che l'ospite se ne andasse, ma lui si conquista le grazie di Rachel.
Tornati al presente, ci rendiamo conto che il vagabondo e` colui che racconta a Robert mentre Anthony sta giocando a cricket.
La donna e` morbosamente attratta al vagabondo. Con una scusa manda Anthony al villaggio e poi si avventa letteralmente sull'ospite.
Al villaggio Anthony incontra un amico che ha sentito l'urlo e ne e` stato terrorizzato. Anthony si reca in chiesa a pregare.
Un altro ritorno al presente svela che la villa e` in realta` un ospedale mentale. I giocatori di cricket sono i pazienti. Rachel aveva portato il marito in ospedale psichiatrico. Il vagabondo continua il racconto a Robert.
Il sacerdote viene a chiedere ad Anthony di partecipare al servizio funebre per il pastore morto, e Anthony apprende cosi` che mori` proprio la mattina dell'urlo. Anthony sorprende la moglie che bacia la mano del vagabondo come un cagnolino. Gli comunica freddamente che intende dormire con sua moglie e gli intima di andarsene o lo uccidera` con l'urlo. Anthony corre sulle dune a cercare il sasso magico. A casa sua il vagabondo ha paura di qualcuno che gli sta dando la caccia. Anthony trova il sasso magico e lo percuote: il vagabondo si accascoa. La polizia irrompe in casa e arresta il vagabondo per l'omicidio dei suoi bambini. Il vagabondo emette l'urlo per ucciderli, ma Anthony riesce a spezzare la pietra e ha farlo crollare. La polizia porta via il vagabondo.
Il racconto di quello che e` rivelato essere un pazzo (e che quindi non si sa se sia vero) si conclude durante un violento temporale: i matti danno in escandescenze e gli infermieri tentano di ricondurli alle loro camere, ma il vagabondo oppone resistenza. Il pazzo esplode il suo grido, che si confonde di boati del tuono, e sul terreno restano dei morti (ma fulminati o assordati?). Robert aveva creduto al potere dell'urlo e si e` buttato un secondo prima di essere colpito dal fulmine. Il vagabondo e` morto e Rachel accorre a visitare la salma. E` la scena con cui era iniziato il film.
Molti temi si sovrappongono a quello "frontale" dell'ambiguita` (il pazzo e` stato davvero in Australia? il suo urlo e` davvero omicida? oppure i due si sono conosciuti in ospedale e il racconto e` totalmente inventato?) Tutto il film gioca sull'ambiguità (quasi hitchcockiana) di non sapere mai se è realtà e finzione. Uno e` quello dell'ipocrisia borghese: la coppia sembra un modello di serenita`, invece lui e` un marito infedele e lei una moglie frustrata e ninfomane. Un altro e` l'impotenza della tecnologia moderna davanti ai miti ancestrali: l'uomo razionale (musicista elettronico) tenta invano di esorcizzare il demone, che finira` invece per distruggere la sua esistenza.

Skolimowski, etnologo, si immerge negli abissi neri dell'anima, fra sortilegi infernali e credenze arcaiche, forze ancestrali e superstizioni letali. L'"urlo", nel panorama civile e razionale di una coppia borghese, ha un chiaro significato metaforico di elemento di crisi: gli indistruttibili valori di natura travalicano e annientano tutte le convenzioni e le ipocrisie, segnale di riconoscimento per la più intima essenza umana. Il film è un viaggio dentro l'inconscio di uno dei protagonisti ed è al tempo stesso una parabola sull'abbandono dello stato di natura.

Moonlighting (1982) è ironico e più legato all'attualità. Un ricco polacco fiuta la crisi nell'aria e si compra un appartamento a Londra, che poi fa completare da quattro muratori mandati apposta da Varsavia. Questi quattro uomini sono perciò all'estero quando il generale prende il potere, e soltanto uno di loro che conosce l'inglese, sa dell'accaduto, ma decide di tacere. I rapporti tra di loro si incrinano, i soldi vengono a mancare e gli involontari esuli devono procurarsi da mangiare rubando nei supermercati. Infine fanno ritorno in patria senza uno zloty.

Success Is The Best Revenge (1984) è più didascalico e meno caustico, afflitto dalla nostalgia dell'esule.

The Lightship (1989) è un dramma d'ambiente chiuso: su una nave faro il comandante delude il figlio perché sopporta senza ribellarsi le prepotenze di tre delinquenti saliti a bordo, ma alla fine confessa di essere soltanto succube del rimorso per la morte di diversi naufraghi durante la guerra e sacrifica la propria vita per riabilitarsi.

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