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Francois Truffaut uscì da un'infanzia tormentata (figlio di operai, fu
ladro e teppista, spesso in carcere) grazie ad Andrè Bazin, l'amico rivale dei cineclub
dell'immediato dopoguerra che lo fece uscire dal riformatorio in cui l'aveva praticamente fatto richiudere
il padre, lo avviò alla carriera di critico e lo salvò di nuovo nel 1952 quando disertò
per due volte l'esercito in cui si era arruolato volontario per dimenticare una donna. Nel 1953 iniziò
a scrivere sulla neonata rivista di Bazin, i Cahiers, e a lodare i film americani di serie B per la loro
sincerità e onestà.
Seguendo Bazin, Truffaut diventa critico (è lui a scrivere nel 1958 il
manifesto della nouvelle vague) e regista (di tre cortometraggi amatoriali). Alfiere della "politique
des auteurs", esalta l'opera dei registi francesi che sono anche sceneggiatori dei loro film (Renoir,
Bresson, Becker), screditando gli altri come adattatori della sceneggiatura; valorizza il cinema americano
di serie b, diretto da mestieranti che speculano su trame già collaudate da decenni ma che su
questi soggetti tradizionali sanno improvvisare spettacoli vivaci (Aldrich, Siegel, Fuller); ammira il
cinema povero di Rossellini, e i grandi Wells, Hitchcock, Lang.
La prima traccia dell'autobiografismop di Truffaut si trova in A Bout de
Souffle, il soggetto scritto per l'esordio di Godard.
Antoine Doinel, l'alter ego di Truffault, comincia ufficialmente la sua odissea
esistenziale in Les Quatrecents Coups/ 400 Blows (1959), resoconto autobiografico di un'adolescenza
trascurata.
A strict teacher is coping with a class of young boys. Antoine is caught with
a sexy picture and sentenced to miss the recess. Antoine writes on the wall
that he swears revenge. The teacher forces him to erase his angry words while
the other pupils are copying a text (one of the children comically
struggles with his copybook). The teacher despairs of this generation.
At home Antoine's sexy mother is no less hostile. She reproaches him for
forgetting to buy groceries. He has to go out again, and overhears old ladies
talk about women giving birth. On the way back he meets his father on the
steps. He is a jovial and friendlier character, who gives him money. The
dad is organizing an excursion with the members of his club, and is disappointed
to hear that his wife does not want to come. They have an argument after he
hints that she might be flirting with other men. The following day Antoine is
late for school and a fellow schoolmate, Rene', invites him to just cut school and
enjoy the day. They stumble into Antoine's mom who is kissing a man.
At home Antoine tries to fake a letter of excuse to justify that he didn't show up at school. His father reminds him that his mother's birthday is coming up,
and tries to justify her harsh behavior because she has to take care of the
house and work at the same time. But when she comes home very late Antoine can
hear them they argue in the kitchen, with his father hinting that she is
cheating on him. The following day the parents find out that Antoine had miss
school the previous day, while Antoine is coming up with an extraordinary
excuse for his teacher: that his mom died!
When the teacher and the parents find out, Antoine decides to flee. He spends
the night in the printing press of Rene's uncle. Then he wonders through the
streets of the city till dawn. He left a note for his parents that he wants
to live by himself. The following day he goes to school as if
nothing happened. His mother picks him up, suddenly worried about him.
Now it's his father who is harsher with him, but the mother has the idea to
go to the movies, and on the way back the whole family is happy.
Antoine is punished unjustly when he delivers an almost perfect essay, that
the teacher believes he plagiarized. Rene' is expelled too for protesting
his friend's innocence. Antoine is afraid again of going home. Rene' hides
him in his room. Antoine decides to steal a typewriter from his father office.
They carried it all over the city but can't find a way to sell it. Eventually
Antoine decides to bring it back to the office but is caught by the watchman.
His father is called, and the father this time delivers him to the police.
The police recommend to send him to an "observation camp" with other young
criminals so that he will learn discipline. His mother, who has revealed that
he was born before she met her current husband, comes to visit him.
It is not out of motherly love but to vent her anger that he wrote a letter
to his father telling him of her infidelity. Her mother now believes that
he told the entire neighborhood, because the neighborhood is gossiping.
She clearly has no intention of helping him return home.
One day Antoine escapes from the camp and reaches the sea.
Il protagonista è un ragazzo ignorato dai genitori e incompreso dal maestro che un
giorno scopre una relazione extraconiugale della madre e per l'umiliazione decide di non tornare
più a casa; viene espulso dalla scuola per aver giustificato un'assenza con la scusa(falsa)della
morte della madre, ma il suo unico pensiero è riuscire ad andare al mare, che non lo ha mai visto.
Per mettere insieme i soldi necessari ruba una macchina da scrivere nell'ufficio del padre; non riuscendo a
rivenderla, pensa di restituirla, ma viene colto in flagrante dal guardiano; finisce in riformatorio, ma alla
prima occasione evade, attraversa campi e boschi finchè raggiunge il mare.
Al contrario di Godard, più scandaloso e clamoroso, Truffaut fin dagli
inizi punta sulla sincerità e sulla sensibilità. Tecnicamente lineare e scarno, quieto e
romantico, il film si distanzia parecchio dagli esperimenti di Resnais e Godard. I due genitori soffrono di
una acuta crisi di incomunicabilità, la società è ottusamente repressiva.
Truffaut svolge un tema vittoriano, alla Dickens, con i toni lirici di un romanzo
per ragazzi e l'acuta osservazione di un documentario sociale. Alcuni temi sono caratteristici: il viaggio
verso l'ignoto (in questo caso il mare), l'educazione dell'adolescente. Con questo film Truffaut crea un
personaggio a sua immagine e somiglianza che riprenderà e approfondirà nel corso degli
anni seguendo passo a passo la propria parabola esistenziale. Non è la simbiosi attore-personaggio
di cui soffrirono tanti divi, ma una più intellettuale simbiosi autore-personaggio. Se altri registi
(Fellini per esempio) hanno sistematicamente usato elementi autobiografici, nessun altro ha mai rispettato
così scientificamente l'evoluzione cronologica del proprio io.
Questa saga individuale rappresenta uno dei due poli della cinematografia
truffautiana, quella che coglie la vita nel suo continuare nonostante tutto.
L'altro polo è rappresentato dalle storie, più o meno
"noir", che reinventano modesti testi letterari alla luce di un intenso intimismo e ripudiano le
regole dei film di genere pur rientrando nella categoria. Questo filone, che contrappunta il precedente, ha
inizio con Tirez sur le pianiste (1960), film di gangster che alterna tragedia e commedia, ma
soprattutto che si rimangia gran parte del coinvolgimento personale dell'autore. L'intento polemico di fare
un film poetico con una serie noire si presta anche a minare le basi del genere, con mutamenti repentini di
tono (tante morti melodrammatiche oppure tanti elementi caricaturali, dal goffo rapimento al duello
farsesco).
Un pianista con un passato misterioso viene coinvolto in una storia di gangster:
per aiutare il fratello a nascondersi dalla banda che lo insegue, finisce rapito insieme con la cameriera del
bistrò; riescono comunque a fuggire e, nonostante la timidezza dell'uomo, diventano amanti. Il
pianista si è volutamente ritirato nei locali di periferia dopo il suicidio della moglie: questa aveva
accettato la corte del suo impresario per favorire la sua carriera. La nuova amante si propone ora di fargli
dimenticare e di ridargli la fiducia e la voglia di riuscire. Ma il padrone del bistrò infastidisce la
ragazza, il pianista la difende e nel duello che segue uccide il rivale; i due amanti fuggono e si rifugiano
in u villaggio montano, ma i gangster, ritornati all'attacco, uccidono la ragazza. Il pianista mette da parte
i sogni e torna nel bistrò, rassegnato e indifferente. Tratto caratteristico del film è la
timidezza del protagonista.
Jules et Jim (1961) è una storia ambientata nella Parigi
d'inizio secolo.
Due amici, un francese e un austriaco, si innamorano del sorriso di una ragazza (Morean);
l'austriaco la sposa e si trasferisce con lei i patria. La guerra separa per un po' i due amici, ma
all'armistizio francese si reca a visitare l'amico; scopre così che tra i coniugi c'è aria di
crisi: un altro uomo vuole sposare la ragazza ed è disposto a prendersi anche la bambina; lei non
lo ama, eppure ne è l'amante; il francese approfitta della situazione e riesce a diventare a sua volta
l'amante della donna; per un po', questa si divide tra i due amici, poi decide di vivere con il francese, ma
in breve si separano e tutto sembra tornare alla normalità, con i due coniugi riconciliati e il
francese di nuovo a Parigi. La separazione diventa definitiva dopo che la donna perde il figlio che
aspettava dall'amante. Anni dopo i coniugi si trasferiscono in Francia e incontrano l'amico, in procinto di
sposarsi; i due uomini sono felici di ritrovarsi con la stessa confidenza di un tempo, e il francese è
lieto di non provare più nulla per lei; ma non lei. Durante una gita lei lo invita sull'auto,
lasciando il marito a terra, e guida sorridendo l'auto nel fiume; al superstite non resta che piangerli
entrambi.
Liricissimo nella descrizione dell'indissolubile amicizia fra i due giovani e nella
descrizione di quel sorriso tenero ed impossibile che li abbaglia, il film affronta il tema della crisi della
coppia fondendolo con un anelito di purezza e innocenza. Tanti piccoli particolari concorrono a delineare
la candida relazione a tre che si regge su legami di amore e felicità che solo la morte può
recidere. La donna è quasi un simbolo, etereo e sublime, dell'assoluto verso cui tendono i due
giovani e il suo volontario suicidio/omicidio rappresenta l'impossibilità di possedere
l'assoluto.
Dal punto di vista sociale Truffaut discetta sulla crisi del matrimonio asserendo
sì che la monogamia non è l'ideale per realizzare il vero amore, ma anche che non
esistono alternative. L'utopia di una infanzia eterna (innocente libertà dei sensi) si sgretola nelle
maglia dell'ordine sociale. L'anarchismo pessimista di Truffaut si conferma in questo anelito di infinito
(il mare di Doinel, la cameriera del pianista) destinato in partenza a non essere mai soddisfatto; anzi, la
trasgressione ha come unica prospettiva la morte.
Dopo Antoine et Colette (1962), un episodio di mezz'ora che
racconta la prima avventura sentimentale di Antoine Doinel, Truffaut attraversa un periodo di sfortuna
con i produttori, che si risolve soltanto nel 1966.
La Peau Douce (1966) riprende da un'altra
angolatura il tema di Jules et Jim; un altro banale triangolo erotico-sentimentale da
cronaca nera, un'altra parabola sull'adulterio risolta dalla donna, senza comunque l'incanto quasi
metafisico e certamente idealistico del predecessore. Qui si unirà più che altro a mettere
alla berlina l'ottuso conformismo della borghesia, inutile e persino controproducente
(autodistruttivo!).
Uno scrittore innamorato di una hostess si divide tra lei e la famiglia,
finchè una lite con la moglie lo convince a porre fine al suo matrimonio; ma l'amante, invece di
accettare la sua offerta di matrimonio, lo ,ascia, e la moglie, scoperte per caso delle fotografie rivelatrici,
imbraccia il fucile e va ad ammazzarlo nel ristorante dove sta pranzando.
Fahrenheit 451 (1967) è un apologo fantascientifico tratto da
Ray Bradbury. I codici del genere vengono totalmente ignorati:
niente avvenirismo tecnologico, nessun alieno e nessuna super-macchina. Invece
capelloni, minigonne, elettrodomestici e tanti luoghi comuni della vita di
tutti i giorni.
L'ambientazione e persino la morale (la repressione della cultura nella
società materialistica) sono di secondaria importanza rispetto
alla storia di un altro ribelle infelice alla ricerca di un
assoluto che giustifichi la vita, metà curiosità per il diverso,
metà anelito spirituale.
Il film si concentra sull'atto
di trasgressione compiuto dall'individuo insofferente dell'ordine sociale.
Una voce al telefono avverte un uomo di scappare.
Ha appena varcato la soglia che irrompe una squadra di pompieri.
Perquisiscono l'appartamento, trovano libri nascosti dappertutto, li
gettano in cortile e li bruciano con i lanciafiamme.
Compiuto il proprio dovere, uno dei pompieri si avvia verso casa.
E` un pompiere esemplare, freddo ed efficiente.
Sul treno incontra una vicina (Julie Christie) molto espansiva, che e` curiosa
del suo lavoro e gli chiede se ha mai provato la curiosita` di leggere un libro.
Lui confessa di no: e` illegale, dicono che faccia male. A casa viene
ignorato dalla moglie, che sta partecipando a una trasmissione televisiva.
Il giorno dopo tiene una lezione ai colleghi su come si stanano i libri.
La moglie e` una donna stupida e superficiale, che lui supporta soltanto
per disciplina. Il lavoro e` monotono. La sua vita non ha nulla di "vivo".
Nessuno attorno a lui sembra vivo, eccetto la vispa vicina, che incontra
tutte le sere in treno.
E` proprio la conversazione avuta con lei a fargli venire la curiosita` di
leggere un libro. Ne prende uno a caso ("David Copperfield") e comincia a
leggerlo di notte, all'insaputa della moglie.
La ragazza fa in modo di incontrarlo da sola. E` stata licenziata in tronco
dal posto di insegnante per i suoi metodi non ortodossi e si fa consolare
dal pompiere. Il pompiere le confessa di stare leggendo un libro.
Una notte la moglie lo sorprende a leggere e scopre che ha nascosto decine
di libri nell'armadio.
La sua amicizia con la ragazza prosegue di pari passo con la sua assuefazione
al piacere, e al rischio, della lettura.
Un collega invidioso lo sospetta dopo averlo visto con la ragazza, e i suoi
sospetti diventano certezze quando lo vede sottrarre un libro durante
la spedizione in una biblioteca illegale conclusasi con il suicidio della
bibliotecaria che si da` fuoco con i libri.
A casa si sfoga leggendo un passo di Dickens alle svampite amiche della
moglie, le quali lo accusano di malvagità per aver
suscitato in loro sentimenti, e persino lacrime.
La moglie, preoccupata per la sua psiche e per i rischi a cui si sottopone
leggendo romanzi nottetempo, depone una lettera anonima nelle apposite cassette
per delatori che si trovano in tutte le strade.
Nel frattempo la ragazza è stata arrestata, è fuggita.
Incontra per caso il pompiere e si fa aiutare a distruggere gli
elenchi compromettenti di persone, rivelandogli nel contempo l'esistenza del
paese degli uomini-libro, di fuggiaschi cioè che hanno imparato un
libro a memoria per tramandarlo ai posteri. Costretto dal capo a partecipare
alla spedizione contro casa sua, il pompiere si piega a dar fuoco a tutto,
ma quando la spia cerca di fargli bruciare anche il libro prediletto,
brucia lui e si dà alla fuga. Raggiunta la comunità
degli uomini libro, si unisce alla ragazza e agli altri straccioni che recitano
a memoria i capolavori dell'umanità, mentre la televisione,
per tranquillizzare il pubblico in ansia per un lieto fine, trasmette le fasi
della sua cattura.
La Mariee Etait En Noir/ The Bride Wore Black (1968) è un altro ritratto di donna
forte, ancora la storia di un legame d'amore viscerale, e, dietro le righe, un'altra parabola di trasgressione
dell'ordine sociale. Questa volta però Truffaut si ispira a Hitchcock nello svolgere la trama, e il
racconto perde così il tono fiabesco a favore di un più cupo onirismo maniacale (il
macabro rito di uccisione viene eseguito dalla vendicatrice in modo meccanico e glaciale).
Jeanne Moreau, appena ripresasi da un tentativo di suicidio, lascia la casa dei
genitori e cerca di rintracciare un uomo; gli si presenta senza dire nulla durante la sua festa di
fidanzamento, lo chiama sul balcone, getta la sciarpa su un pennone, lo invita a prendergliela e, mentre
lui è sporto sul vuoto, gli comunica il proprio nome e lo fa precipitare.
Poi rintraccia uno scapolo timido e riservato, gli fa credere di essere disponibile,
si fa invitare nel suo appartamento e lo avvelena. Tocca poi ad un uomo politico: lei si infila in casa come
maestra del bambino, coinvolge anche il padre in un gioco a nascondino e chiude la vittima in uno
sgabuzzino dove manca l'aria. Finalmente un flashback spiega il movente: una mattina due sposi novelli
stanno uscendo dal portone della chiesa, cinque giovani maldestramente un fucile e lasciano partire un
colpo che uccide lo sposo; la donna non può perdonare: si conoscevano da sempre, si erano
promessi fin da bambini, erano praticamente nati per sposarsi. Il quarto fa il pittore , si innamora di lei e
lei si da per modella per un ritratto di Diana con l'arco; ma il piano per ucciderlo rischia di andare a
monte perché la freccia manca il bersaglio, ma è proprio la vittima a riarmare il braccio
dell'assassino. Compiuto il delitto in tutta fretta, sta per distruggere tutte le prove, ma poi ci ripensa e
lascia il proprio ritratto bene in vista. Il quinto è infatti in prigione, e l'unico modo per
avvicinarlo è farsi arrestare; va quindi al funerale, dove i poliziotti la identificano. Alla prima
occasione si incammina con un coltello verso la cella dell'ultimo superstite; un urlo conclude il film.
L'implacabile vendetta della vergine è un supremo rituale d'amore, un
altro disperato anelito d'assoluto. Truffaut delinea la personalità dei cinque uomini
sottolineandone i tratti umani (il timido, il padre di famiglia, quello che si innamora) per far apparire
ancor più crudele la vendetta; lei gioca con vittime ignare e inermi. La differenza fra giusto e
ingiusto, male e bene, non ha senso di fronte all'amore eterno.
Anche in questo film Truffaut viola le regole del genere, in questo caso del giallo
alla Hitchcock: fin dall'inizio si sa il nome dell'assassino; è il movente a creare suspense.
L'atteso ritorno al cinema intimistico, alla poetica dell'infanzia perduta, alla
psicologia della fragilità sentimentale, dell'autobiografia nostalgica e tormentata, avviene con
Baisers voles (1968). Questa volta il tono è da commedia; ma il periodo dell'esistenza
di Antoine Doinel preso in considerazione, la giovinezza dal servizio militare al matrimonio, induce
piuttosto al pessimismo: la mediocrità del quotidiano sgretola gli entusiasmi giovanili.
Il giovane è stato espulso dall'esercito e deve ora inserirsi nella
società; per prima cosa però va a far visita a un bordello. Il padre della ragazza che ama
gli procura un posto di sorvegliante notturno; perso il posto, trova impiego presso una agenzia privata di
investigazione; un incarico di pedinamento gli procura per amante una sofisticata adultera di mezza
età; scoperto e licenziato, si dà a riparare televisori; viene chiamato per un intervento a
casa della ragazza che ama, la quale lo seduce e lo convince a sposarla.
Il genere violato è un incrocio fra le slapstick di Kkeaton e la commedia
sentimentale degli anni trenta. Anche in questo film, come nel precedente, la trama procede per iterazione
di una situazione, in questo caso costituito dall'accoppiata lavoro e amore. Al mutare del lavoro
corrisponde un cambiamento di relazione amorosa. Alla fine il romantico sentimentale, caotico e
spontaneo, viene inghiottito dall'ordine sociale. Anche in questo film la caratterizzazione dei personaggi
minori è accurata e determinante: tutti gli additano la malinconica realtà della vita, anche
se lui insiste nel suo equivoco di anarchia sentimentale. E' la storia di una educazione al conformismo e
alla mediocrità.
La Sirene Du Mississippi/ Mississippi Mermaid (1969) è un'altra variazione su tema
risaputo. Truffaut si comporta come un musicista che arricchisce con tocchi di virtuosismo un tema
classico. La trama è povera e banale (La Chienne,
Der Blaue Angel), ma
un filo di Hitchcock nel seminare imprevisti e qualche dose di Renoir nel dipingere l'amore fatale del
protagonista nel riscattano la prevedibilità.
Un piantatore di tabacco (Belmondo) si fidanza per corrispondenza con una
sconosciuta (Deneuve), che giunge dalla madrepatria con fascino irresistibile; ma poco a poco la sua
personalità rivela una maligna ambiguità e un giorno scompare con tutti i soldi. L'uomo,
scoperta la sua vera identità di avventuriera e il piano congegnato fin dal principio per derubarlo,
parte all'inseguimento; i suoi propositi di vendetta si placano però appena la ritrova
entraîneuse senza un soldo abbandonata dal complice. Non solo la perdona, ma la aiuta persino a
sottrarsi alle ricerche; uccide l'investigatore che lui stesso aveva assoldato, vende la fabbrica. Due passati
incompatibili; l'imprenditore individualista e la sottoproletaria individualista; è una coppia
impossibile: lui deve sacrificare tutto per scendere sullo stesso piano della donna ed ottenere il suo amore.
Rovinato, braccato dalla polizia, scopre che lei vuole avvelenarlo.
Invoca allora la morte, ma finalmente fa
breccia nel cuore della perfida, e insieme fuggono sulle montagne innevate.
Ancora un film sull'amore assoluto, ancora un ritratto di donna forte.
Lo spirito illuministico di Truffaut emerge prepotentemente ne L'Enfant
Sauvage/ Wild Child (1979), che è una disamina antropologica e pedagogica dello stato di natura
Rousseau-iano e al tempo stesso un'altra amara parabola sull'educazione al conformismo.
Razionalità e lirismo concorrono ad imbastire un film promiscuo, film-saggio, inchiesta
reportage, favola, apologo, etc. L'infanzia perduta: la spontaneità, la gioia di vivere, la
curiosità, contrapposte allo studio, all'ambiente chiuso, alla nostalgia dello spazio libero, alla
malinconia delle finestre illuminate. Truffaut studia con dolcezza e con passione i moti d'animo dei due
personaggi, il severo educatore (rappresentante dell'ordine sociale) e il ragazzo selvaggio (il trasgressore
spontaneo, il nichilista pagano non per ideologia ma per natura).
At the end of the 18th century, during the French revolution,
the peasants of a forest discovered a boy who
lived naked on the trees, walking like a monkee and, in general, behaving like
a wild animal. They had to hunt him with the dogs in order to capture him.
The news reached a scientist of the capital, who saw a unique chance to study
the intelligence of a child immune from the influence of civilization.
The child moved from a stable to a jail because he is not easily subdued.
The child only trusts an old man, and bites everybody else. It's the old man
who manages to wash him a bit. The child is taken by coach to the capital, where
a crowd of curious people dressed according to the latest fashion surrounds
the coach. Among them is the scientist, who immediately begins analyzing the
subject. The child does not talk because he has never been taught a language.
He uses the senses of smell and taste more than the other senses. He does not
recognize himself in a mirror. He does not react to some loud noises but reacts
to others. He does not know how to walk upright and obviously does not know
good manners. He prefers to sleep on the floor than in a bed.
The scientist works in an institution for deaf-mute children, but the wild
child does not belong with the other children. The scientist finds a wound
on the child's throat and suspects that the child was left for dead in the
forest by whoever tried to kill him, and then managed to survive in complete
isolation. The institute organizes tours to view him for the many curious
people. The manager of the institute thinks that the child is an idiot, but
the scientist believes the child can be trained. The scientist decides to
take him to his home and to "educate" him with the help of his housekeeper.
The child hears but does not listen. He looks but does not see.
Thus he appears to be blind and deaf, when in fact he is not.
Slowly they teach him how to dress, how to eat, etc.
He is happier when he is in the country side and can exercise his sense of
smell. They notice that he reacts to the sound "O" and to the name Victor.
In the countryside the child has become the scientist's full-time job.
The scientist tries to teach the child how to speak, read and write, but the
child is only waiting for the moment when he it taken outside and can roam
the fields and the woods. When the scientist pushes his intelligence, the
child falls into epileptic fits. After seven months the scientist is told that
the child must be taken to a regular hospital for idiots.
But the scientist can see progress: one day for the first time the child weeps.
The child is beginning to recognize the names of objects, and even spells their
names. The authorities accept to extend his assignment.
Every now and then the scientist has moral doubts: are they justified in taking
that child away from the natural environment that he loved so much?
Instead the scientist cruelly experiments with the child's moral values, by
punishing him when he expects a reward. The child passes the test: he rebels,
proving that he has acquired a sense of justice and injustice. The scientist
thinks he has won his battle and turns the savage into a moral being, but
the call of the wild is still strong: the first time that the child is alone
at home he escapes and returns to his forest, happy to be in his element
again and not having to behave like a puppet. He is a savage again, and gladly
so. The scientist is already writing a letter to his superiors to admit defeat
when Victor appears, all dirty and exhausted. He has chosen civilization.
I contadini di una foresta scoprirono, verso la fine del 1700, che un ragazzo
animalesco viveva allo stato brado.
Organizzata una battuta di caccia, lo catturarono e lo affidarono agli
scienziati di Parigi.
Tutto in lui è bestia: gli artigli, i grugniti, i morsi.
Ma un pedagogo non dispera di riuscire a umanizzarlo e se lo porta nella sua
villa di campagna. Con enorme pazienza l'esperimento si protrae per settimane
e settimane, registrando minimi successi; e una notte, la cavia
fugge, probabilmente per tornare ai suoi boschi, ma imprevedibilmente ritorna
e il pedagogo può riprendere la cura.
Antoine Doinel in Domicile Coniugal (1970) è sposato e
abita in un rione popolare. Entrambi lavorano, ma mestieri umili, poco redditizi, poco sicuri e poco
allegri. Alla nascita del primogenito scoppia la prima crisi: lui si prende una sbandata per una
giapponesina, lei lo scaccia. Ma dopo un po' lui si stanca dell'avventura e lei lo perdona. Risultato:
scontrosità e litigi quotidiani; gli anziani vicini sanno che questo è il vero amore.
Minute notazioni realistiche e psicologiche, stipate con affetto in una struttura da
commedia populista. Il film è costruito su squallidi riti meccanici ripetuti ogni giorno in spazi
angusti, sulle abitudini e le frustrazioni che abbruttiscono i giovani sposini. Il tentativo di riconquistare la
libertà si rivela peraltro velleitario.
All'atmosfera magica e delicata di Jules et Jim Truffaut
ritorna nel 1971 con Le Deux Anglaises peraltro pervaso da un'atmosfera di morte e
decadenza.
Un giovane francese si reca in vacanza da due sorelle inglesi. Si innamora della
minore, ma la madre della ragazza si oppone e consiglia una separazione di una anno. Durante quell'anno
lui viaggia e si fa altre amanti; può così sciogliere dal vincolo la fidanzata. Incontra
però l'altra a Parigi e fra i due è subito amore. Quando l'ex fidanzata lo viene a sapere
fugge inorridita. Anche l'amante lo lascia. Anni dopo la maggiore è morta a l'altra accetta di
passare con lui un ultima notte d'amore, la sua prima, in uno squallido albergo di Calais. Poi si separano
per sempre. La seduzione parallela della due giovani è raccontata con un tono freddo e scientifico
(per esempio nella scena di deflorazione della minore con tanto di sangue verginale commentata con
implacabile kkfu...? dalla voce fuoricampo. Distacco euto... e partecipazione emotiva trovano un bizzarro
punto di equilibrio.
La storia è sempre la stessa: il fallimento romantico di chi cerca di
realizzarsi attraverso l'amore.
Al film di genere Truffaut torna con Une Belle Fille Comme Moi (1972),
scatenata commedia brillante a sfondo giallo con al centro un'altra donna forte e fatale.
Un sociologo intervista una detenuta accusata di omicidio, la quale gli fa un
breve resoconto della sue scollacciate monellerie erotiche, ambientate in una provincia meschina e
ottusamente materialista.
Ninfomane per vocazione, cattura una galleria grottesca di caricature di uomini.
Rinchiusa in riformatorio per aver ucciso il padre (un ubriacone manesco), conquista la libertà
dopo aver sedotto dottore, fornaio, lattaio e postino. Sposa un benzinaio porco e ubriacone e lo convince a
derubare la suocera tanto repellente quanto taccagna. Rimasti in panne durante la fuga, si fermano in un
villaggio. Si fa assumere come cameriera nel locale dove si esibisce l'idolo locale e ne diviene presto
l'amante (il tipo raggiunge l'orgasmo solo al rombo dell'auto da corsa registrate su un disco per la
bisogna). Minacciata dal marito, sedotta da un mistico invasato, amante per interesse di un losco
avvocato, progetta di avvelenare il primo e il terzo, ma si ritrova invece in carcere per la morte del
secondo, che in realtà si è suicidato. Il sociologo l'aiuta a dimostrare la propria innocenza
e se ne innamora. Appena libera si dà alla canzone, ma deve uccidere il marito geloso e riesce a
far cadere la colpa sull'amante. Il sociologo finisce così in carcere, ma confida al proprio avvocato
la prova della colpevolezza della donna; ma scopre dalla televisione che l'avvocato è il suo nuovo
amante. Il girotondo potrebbe continuare all'infinito. La donna è una macchina divoratrice e
distruttrice di uomini, che attrae nella sua trappola con il mito edonistico della soddisfazione dei piaceri
elementari. L'amore impossibile viene risterato..?? ossessivamente. Ritorna anche il tema dell'infanzia
guastata, della carenza affettiva, ma il film è soprattutto un affresco pittoresco della provincia
francese, al quale contribuiscono Pochade, Hitchcock e Wilder.
Il cinefilo Truffaut celebra la simbiosi Hollywoodiana fra recitazione e vita in
La Nuit Americaine (1973), una sorta di personale 8 e mezzo recitato da se stesso
e girato in stile Hollywoodiano anni 30.
Negli studi cinematografici di Nizza si gira un film, storia di un padre che ruba
la moglie al figlio e della caccia che il figlio gli dà fino ad ucciderlo. Attorno alla lavorazione,
diretta da Truffaut, si svolge la vita turbinosa e nevrotica della troupe: una prima attrice italiana svampita,
distratta e capricciosa, un attore giovane tradito dalla segretarietta a cui è innamorato, il
malinconico "padre" che ha superato la mezza età e che muore in un incidente
automobilistico.
Truffaut segue sulla scena e nei camerini le doppie personalità dei tre
protagonisti, restituendo con affetto la realtà del cinema, che nasce da un sofferto lavoro di
approssimazione del carattere di un attore con quello del suo personaggio.
Nella seconda metà dell'Ottocento una giovane francese
chiede asilo a una coppia di anziani coniugi in un porto canadese. Il suo scopo è ritrovare un
ufficiale inglese, ma questi, raggiunto, la respinge. Disperata, la giovane le tenta tutte: gli offre denaro, gli
porta una prostituta, pubblica un annuncio di matrimonio falso, si finge incinta per rovinare il suo
fidanzamento. La giovane è la figlia dello scrittore Hugo, fuggita di casa per amore. Quando
l'amato viene trasferito nelle Antille non esita a seguirlo, ma questa volta le forze non la reggono: non
riconosce il giovane quando lo incontra e , rimpatriata in condizioni penose, vivrà in manicomio
il resto della sua vita.
Adele riassume un po' tutti i temi di Truffaut: la donna forte, la ricerca di
assoluto, la trasgressione individuale (addirittura l'elogio della follia), il fallimento dell'amore romantico
e di tutte le convenzioni dell'amore borghese.
Lo sguardo di Truffaut è severo e tenero; compare una nota malinconica
che si verrà accentuando nei film successivi. Truffaut si è sempre sentito affine agli
emarginati sociali (tutti i suoi protagonisti), ma ora mostra di trovare compassione per loro.
L'Argout de Poche/ Small Change (1975) si immerge ne microcosmo infantile di una
scuola medica in un paesino di provincia, dove si svolgono piccoli drammi e piccole schermaglie.
There is no major plot, just a sequence of "domestic" scenes that have
children at their center. Truffault (for whom childhood has always been a main
theme) analyzes what is unique and mesmerizing about a child's mind and a
child's view of the world.
Children exit a school and run down the narrow alleys of the town.
There are two classes: one has a female teacher who is teaching a play by
Moliere, and the other one has a male teacher. The female teacher is asking
each of her boys to recite the same text. One stubborn boy knows it correctly but can't
quite deliver it in a plausible tone. Suddenly a new boy appears, Julien,
who has been sent to that school as a "special case". While the teacher
goes to inquire about the case, the stubborn child starts reciting the play
with the right tone, like a professional actor (now that she's not there).
Patrick, a boy who had not studied the text but is so smart that he learned it
in five minutes, is actually a very good boy who takes care of his invalid
father.
Julien is poor: he lives in a disused house and, not having a tv set, he asks
other children what was on tv.
A girl, Sylvie, is the object of cruel insinuations.
The male teacher lives in a high-rise building where his wife befriends the
mother of a little boy, Gregory, who is a single mother and is looking for
a boyfriend. While they chat, Gregory makes a mess of
the contents of his mother's shopping bag. When they get home and she realizes
that she has forgotten her wallet at the store, Gregory is left alone with a
kitty and follows the kitty on the windowsill and then tries to rescue it.
Gregory falls several stories, but, miracolously, he is not hurt.
On sunday the children are home. The daughter of the police chief is a stubborn
little girl that always smiles but does what she wants. Her parents get upset
with her and leave her at home while they go to the restaurant. She grabs her
father's loudspeaker and tells the whole neighborhood that they left her at home
with no dinner. The neighbors get organized and manage to drop food to her.
Julien is a little thief and refuses to study.
Patrick is jealous of his friend Laurent who has a beautiful mother. He spends
a lot of time studying with Laurent and it looks like Laurent's mother is one
of the reasons.
Julien steals an expensive compass and then offers it to some other children
for money. They use the money that was given to one of them to pay for a
haircut, then they cut the hair of the child. When he sees the haircut, the
father of this child gets furious at the barber, who happens to be Laurent's
father. After sorting out the misunderstanding, Laurent's parents invite
Patrick to stay for dinner. One day Patrick buys red roses for Laurent's mom
but she figures they are coming from his father.
During a routine medical inspection the doctors discover that Julien is an
abused child. His mother is arrested and the case shocks the children.
The female teacher bursts out crying because she always punished Julien instead
of understanding that he needed help.
During a school trip Patrick falls in love with a little girl.
L'Homme Qui Amait Les Femmes (1977) è ascrivibile alla
corrente leggera del cinema di Truffaut. Commedia erotico-sentimentale, è la cronaca delle
conquiste di un uomo che a tale attività ha dedicato la propria vita, che è finita sotto
un'auto per inseguire un paio di gambe, che si uccide in ospedale per voltarsi a guardare un'infermiera. Il
film ricostruisce anche le tappe dell'educazione di questo Casanova paranoico, votata
all'autodistruzione.
La Chambre Verte (1978) appartiene invece al registro grave. Un
uomo venera i suoi morti (compagni di battaglia, amici, la moglie) in una camera piena di loro reliquie.
Incontra una donna che vive nel ricordo del padre e insieme decidono di restaurare una cappella per i loro
morti; lui si ammala e muore, e lei porta a compimento l'opera. E' uno dei film più cupi di
Truffaut, pervaso da un senso di decadenza fisica e di morte. Come il precedente è centrato su
un'idea ossessiva che porta il protagonista alla morte.
Riprende la saga di Antoine Doinel con L'Amour En Fuite (1978), che
ora è divorziato e fa lo scrittore. Il film è un pretesto per mettere in piedi un'antologia di
brani dai capitoli precedenti, un summa conclusivo.
Le Dernier Metro (1980) è una commedia drammatica
ambientata nella Parigi occupata. Il proprietario di un teatro è perseguitato perché ebreo.
Si nasconde in cantina e lascia alla moglie (Deneuve) la direzione di una commedia. Ma la donna si
innamora di un attorello (Depardieu), donnaiolo e patriota, che recita al suo fianco, e alla liberazione si
crea il classico triangolo alla Jules et Jim.
La Femme D'Acotè (1981) è un fotoromanzo thriller
sull'amore impossibile. Due ex amanti si incontrano ad anni di distanza, entrambi rispettabili
professionisti con famiglia, e fra di loro si riaccende subito la passione. La relazione è tanto
viscerale quanto tempestosa e culmina con due colpi di pistola sparati da lei, che sopprimono prima lui e
poi lei.
Virement Dimanche (1983) è un poliziesco anni 30, uno
spigliato giallo rosa fitto di luoghi comuni da cinefilo hitchcockiano, nel quale una segretaria amorevole e
intraprendente tira fuori dai guai il suo datore di lavoro accusato del doppio omicidio della moglie e del
suo amante, non prima che il vero assassino (l'avvocato difensore) abbia colpito altre due volte, e non
senza diversi colpi di scena.
Nell'ultimo periodo Truffaut girava film a velocità vertiginosa,
sacrificando la qualità alla quantità.
Antoine Doinel è un uomo senza qualità della piccola borghesia
che si perde in fantastichezze; è un debole, conteso fra l'incapacità di essere un borghese
qualunque e l'orgoglio di esserlo; alla fine il suo imborghesimento si compie.
L'opera di Truffaut si snoda attorno ad alcuni temi:
- l'infanzia, alla Vigo e alla Dickens
- la violazione del genere cinematografico
- l'anelito di assoluto, in genere attraverso l'amore impossibile
- la trasgressione individualista, attraverso la negazione di ogni ordine
sociale; un anarchismo teorico, ma un nichilismo spontaneo, un paganesimo naturale alla Rousseau, che
è bisogno di libertà; il limbo in cui vivono gli anti-eroi di Truffaut non è quello di
rivoluzionari né quello degli onesti padri di famiglia; questi anti-eroi hanno qualcosa dei primi (il
senso di soffocamento al cospetto dell'ordine sociale) e dei secondi (il prezzo dell'integrazione è
la sconfitta degli ideali di purezza e libertà)
- il rapporto misogino fra l'uomo fragile e timido e la donna forte,
determinata ad affermare la propria personalità.
La compostezza classica del cinema di Truffaut non contempla l'inseguimento
spettacolare della trama, ma un pedinamento minuzioso dei personaggi, colti nella loro
umanità.
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