Agnes Varda
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La fotografa Agnés Varda passò al cinema per girare La pointe courte (1954) in diretta e alcuni cortometraggi documentari.

Cléo de 5 à 7 (1962), realizzato per le strade di Parigi, fa coincidere tempo di proiezione e tempo di narrazione, racconta cioè due ore della vita di Cléo, cantante di night fatua e capricciosa che viene improvvisamente colta dal terrore di avere il cancro ed è in attesa di conoscere l'esito della diagnosi; in quelle due ore la ragazza si rende conto per la prima volta di ciò che le sta attorno: il traffico, la gente, le case; si rende conto di essere sempre stata sola, nonostante il ricco amante e gli squallidi amici, ed è felice di stringere amicizia con un soldatino in procinto di partire per l'Algeria e che la tratta come un essere umano, fino ad accompagnarla dal dottore, che mentisce per pietà. Una leggera angoscia di morte accompagna la lenta presa di coscienza della giovane.

La crisi della coppia diventa il tema preferito della Varda: Le boneur (1964) e Les creatures (1966), centrati sulla denuncia dell'egoismo maschile, manieristici congegni fotografici.

Il documentario Daguerneoty pas visita i negozi della via dove Varda abita, portando alla luce la popolazione dei negozianti.

Sans toit ni loi (1985) specula sulla morte di una ragazza vagabonda.

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