Paul Wegener


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I due film che aprirono le porte al cinema espressionista furono concepiti e interpretati da Paul Wegener, attore diligente ma mente affascinata dal mistero, dal muto, dalla leggenda. In entrambi i film che segnarono un momento determinante nell'evoluzione dal film fantastico al film espressionista Wegener si fece condurre da due registi scelti su misura, ma fu protagonista assoluto, autore ed attore.

Der Student von Prag (1913), diretto da Stellan Rye, metteva insieme un numero di luoghi comuni dell'epoca: Praga città dell'occulto in contrapposizione a Berlino città del divertimento; il misticismo ebreo; l'anima venduta al demonio (Faust); la zingara chiromante.

Wegener interpretava uno studente che impegna il suo riflesso nello specchio (il suo doppelgänger) al demonio per conquistare la donna che ama invece il mago-demonio crea un sosia che conduce il giovane alla rovina e quando questi, disperato, spara al proprio doppio la pallottola trapassa il suo cuore. Il regista era un danese, Stellan Rye, educato alla scuola naturalista, mentre assistente era un ceco, Henrik Galeen.

Il film era stato concepito solamente per ispirare orrore, ma invece presentò per la prima volta il motivo dello sdoppiamento della personalità e conferì un carattere simbolico a figure come quella dello studente. Il tema era mutuato dalla letteratura romantica (Hoffman) decadente (Wilde) ed espressionista. Ma nonostante le limitazioni dichiarate ebbe una notevole influenza.

Der Golem (1914 e poi 1920) fu realizzato da Wegener con Galeen, alle prime armi sia come sceneggiatore sia come regista e Karl Freund anch'egli agli esordi come operatore.

Wegener era venuto a conoscenza della leggenda praghese secondo cui nel medioevo un astrologo ebreo avrebbe letto nelle stelle un futuro pogrom e, per difendere il ghetto, avrebbe dato vita alla statua del Golem. I tre riuscirono a trasformare lo studio in una fabbrica di visioni fantastiche, influenzando le messe in scena espressioniste. La scena più emozionante era quella in cui Wegener impersona la statua che, richiamata in vita da una formula magica, muove i primi lenti e pesanti passi (precursore di tutta una dinastia di mostri); la più imponente quella del Golem che, respinto dalla giovane di cui è innamorato, si rivolta contro il suo padrone e semina morte e distruzione.

Entrambi i film furono più emanazioni della personalità del loro ideatore che precoci manifestazioni del cinema espressionista; ma offrirono a questo buona parte degli spunti di cui si sarebbe servito.

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