Orson Welles


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Best films:
Citizen Kane (1941), 9/10
Magnificent Amberson (1942), 9/10
The Stranger (1946), 7.5/10
Lady from Shangai (1947), 9/10
Mr Arkadin (1955), 9/10
Touch Of Evil (1958), 9/10
F for Fake (1973), 7.5/10
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Figlio di un inventore di provincia dalla vita scapigliata e di un'aspirante pianista e vigorosa femminista, Orson Welles nacque il 6 maggio 1915, secondo e ultimogenito, in una cittadina del Wisconsin. Da bambino divenne il protetto del dottore, dandy rubacuori che causo' la separazione dei genitori, il quale lo stimolo' a giocare con il teatro. Il padre se ne ando', il fratello si diede alla malavita e la madre si trasferi' con il piccolo Orson a Chicago. Orson non poteva frequentare la scuola perche' afflitto da ogni sorta di malattie (difteria, asma, malaria, reumatismi) ed era quasi sempre confinato in casa. Avviato a studi di musica e introdotto nel mondo del teatro dal patrigno, venne educato in maniera casuale.A nove anni perse la madre e venne conteso tra il padre, che lo porto' in Europa e in Asia, e il dottore, che infine lo fece iscrivere in una scuola pubblica del Wisconsin. Orson crebbe cosi' conteso tra gli avventurieri e gli sbandati di cui si circondava il padre e i musicisti e attori amici del dottore. A decidere il suo destino fu una bella cugina di New York venuta a trovarlo: fuggirono insieme e passarono due giorni per le strade. Ripreso, venne spedito in collegio: aveva undici anni.

A quella tenera eta', Orson divenne il principale organizzatore degli spettacoli teatrali del collegio. Per cinque anni fu quello il suo apprendistato.

Nel 1931 si diplomo' e il dottore lo mando' in Irlanda, dove ottenne la sua prima scrittura. Nei due anni seguenti lavoro' come attore e regista nei teatri piu' prestigiosi di Dublino.

La dizione, l'eccentricita', la propensione demoniaca pere i ruoli di malvagio o di ubriaco, lo misero subito in luce. Torno' negli USA con l'aureola di ragazzo prodigio.

Nel luglio del 1934 diresse un film muto di dieci minuti, una imitazione dei film espressionisti. Nel frattempo Welles aveva gia' messo insieme la propria compagnia teatrale, che gli avrebbe procurato molte soddisfazioni a Broadway.

Nel 1937 fondo' il Mercury Theatre. Nel 1938 venne chiamato anche alla radio. Il 30 ottobre, la notte di Halloween, fece uno scherzo all'America: interruppe la trasmissione e inizio' la cronaca di una immaginaria invasione di marziani (tratta da "War Of The Worlds" di Wells), con notiziari, interviste in loco, analisi e persino un invito a mantenere la calma del presidente Roosevelt, il tutto recitato con magistrale verosimiglianza dalla sua compagnia. Il montaggio radiofonico dimostro' la sua padronanza dei mass-media: l'America terrorizzata credette davvero all'inavsione.

La sua fama di genio lo rese famoso in tutto il mondo. Per un po' continuo' a lavorare alla radio, raffinando il suo metodo autarchico, nel quale la burocratica organizzazione dei ruoli venive sostituita dal genio tuttofare di Welles. Dopo un altro breve cortometraggio, ottenne da Hollywood un contratto colossale e la massima liberta' . Aveva 24 anni e stava per sposare la diva hollywoodiana per eccellenza: Rita Hayworth.

Welles assunse lo sceneggiatore Herman Mankiewicz e l'operatore gregg Toland e si circondo' degli attori della sua compagnia. L'idea di Citizen Kane (1941) fu quella di una pseudo-biografia del magnate della stampa William Hearst.

Il film e' concepito a "flashbacks", durante i quali i personaggi raccontano, uno dopo l'altro, la loro relazione con il defunto.

Il protagonista muore all'inizio del film. Tutto il senso del film sta nella parola "rosebud" pronunciata in punto di morte.

Un cartello "NO TRESPASSING" e un'immane rete di recinzione separano il mondo esterno dalla colossale dimora di Kane, che appare come un sinistro castello dell'orrore alla luce dell'alba. In una stanza Kane (Orson Welles) e` in punto di morte. Mormora "Rosebud" e poi spira. In mano aveva una boccia souvenir che ritrae una casetta nella neve. La boccia gli scivola di mano e s'infrange al suolo. Dall'occhio del morto, rappresentato da una distorsione della lenta, s'intravede l'infermiera che entra nella camera e ricompone il cadavere sotto il lenzuolo. Gli obituari dei media tributano onori al celebre defunto. Un filmato riepiloga la costruzione di Xanadu, l'eccentrica e lussuosa dimora di Charles Kane, un tempio del sapere e del piacere, che annovera tanto piscine decadenti quanto gabbie di animali esotici. Il filmato (muto) racconta la spettacolare ascesa di questo leggendario imprenditore, che costrui` un impero della stampa partendo da un'umile fattoria del Colorado. Personaggio pubblico e candidato politico che causava continuamente sentimenti estremi, ora di ammirazione e ora di disprezzo, godette di una ricchezza senza limiti, ma venne distrutto politicamente dallo scandalo causato dalla sua relazione con una cantante d'opera, divenuta poi sua seconda moglie, ed economicamente dalla Grande Depressione. Kane fini` cosi` per per auto-esiliarsi fino alla morte a Xanadu, un palazzo ormai in via di decadenza.
Il filmato finisce. E` stato proiettato in una stanza dai giornalisti che lo hanno preparato. Ma uno dei produttori e` insoffisfatto e chiede una descrizione piu' privata del personaggio e suggerisce che un modo per arrivarvi sia di penetrare il segreto della sua ultima parola. Un giornalista viene incaricato di intervistare uno per uno i personaggi della storia per scoprire cosa a cosa si riferisca "rosebud".
In una notte di tempesta il giornalista si reca nel locale notturno della seconda moglie di Kane, Susan, ma la trova ubriaca e scostante. E uno dei suoi inservienti le ha gia` chiesto di "rosebud" e ha gia` ottenuto la sua risposta: non ne sa nulla.
Il giornalista si reca poi nel mausoleo dell'uomo che avvio' Kane alla gloria, un banchiere che ha lasciato una miniera di documenti. Il giornalista trova le sue memorie e scopre cosi` la storia dell'infanzia di Kane.
Un bambino gioca con una slitta sotto la neve mentre in casa la madre, una donna dura e gelida, ha deciso di vendere il bambino a un ricco forestiero, nonostante le proteste del padre, un debole succube della moglie. La moglie firma le carte e poi gli consegna il figlio senza tradire la benche' minima emozione (ma si intuisce che forse la moglie si sta sacrificando per tenere lontano il figlio da un padre incapace e pericoloso). Il forestiero e` il ricco e cinico banchiere, che lo alleva nel lusso e vorrebbe avviarlo agli affari del suo impero finanziario, ma Kane sceglie invece di dirigere un quotidiano. Nonostante lo scetticismo del padrino, Kane trasforma il quotidiano in un audace baluardo della democrazia celebre per le sue cause populiste.
La carriera giornalistica di Kane si areno` quando il giornale rimase senza soldi, e Kane fu costretto a venderla proprio al suo protettore.
Il racconto viene interrotto perche', esaurito il tempo concessogli, il giornalista smette di leggere il manoscritto, senza aver trovato traccia di "rosebud", e lascia l'immane mausoleo del banchiere.
Il giornalista si reca allora dall'amico e consigliere personale di Kane, il quale gli racconta dell'amicizia di Kane con un suo squattrinato compagno di scuola, Jed (Joseph Cotten), con il quale aveva condiviso i suoi turbolenti anni di college.
Kane e l'amico arrivano nella sede del giornale sgangherato che Kane ha appena acquistato. Kane, animato da spirito idealista e armato di metodi anomali, riesce a costruire un impero della stampa, sempre seguito dall'amico e dal consigliere. In parallelo, Kane comincia anche ad acquistare statue antiche e a intrattenere i suoi ospiti con banchetti eccentrici. Un giorno torna da un viaggio con una sorpresa: la fidanzata, la nipote del presidente degli Stati Uniti.
Il consigliere termina il suo racconto, senza fornire alcuna traccia sul significato di "rosebud". Il giornalista ha gia` rintracciato l'amico di Kane, Jed, che e` ricoverato in un ospizio dei vecchi. Ed e` Jed a continuare il racconto.
Kane e` felicemente sposato e vive in una splendida villa. Una sera mentre cammina per strada viene schizzato di fango da una carrozza. Una passante scoppia a ridere e lo irrita, ma poi lo invita in casa per ripulirsi. La ragazza, Susan, e` un'aspirante cantante e lui se ne innamora. Kane s'imbarca in una campagna politica. Durante un comizio, sotto un poster gigantesco di se stesso, attacca violentemente la corruzione del rivale. Questi, per difendersi, lo ricatta: rivela la tresca a sua moglie, e minaccia di rovinarlo in pubblico. Nonostante le suppliche tanto della moglie quanto dell'amante, Kane non cede, anteponendo i suoi ideali alla famiglia. Il cinico politicante si fa pero` beffa del suo idealismo sul giornale rivale, distruggendogli la carriera politica.
L'amico Jed, che lo aveva sempre seguito ciecamente, perde la fiducia in lui e la loro amicizia si incrina. Kane sposa Susan e le fa erigere un'opera apposta. Le paga lezioni di canto e la sostiene con il suo giornale, ma la poverina non ha le doti per fare la cantante d'opera e la prima si risolve in una mezza farsa. Lo stesso Jed, ubriaco, scrive una recensione negativa, ma non riesce a completarla perche' crolla addormentato sulla macchina da scrivere. Kane la trova, la legge, la completa, la pubblica cosi` com'e`. Ma la loro amicizia e` finita. Jed viene licenziato.
Anche il racconto di Jed e` terminato, e ancora non c'e` nessuna traccia di "rosebud". Il giornalista si reca da Susan, di nuovo al night-club dove lei si e` ridotta a lavorare. E lei continua il racconto.
Nonostante gli sforzi di Kane, le performance di Susan continuano a essere accolte con freddezza dal pubblico e dalla critica. Lei si sente ridicola a continuare le lezioni di canto, e invano supplica Kane di lasciar perdere. Kane e` deciso a fare di lei una diva e la obbliga a continuare. Il suo giornale continua a mentire e a spacciare per successi i suoi fiaschi clamorosi. Susan, disperata, tenta di suicidarsi. Soltanto allora Kane si arrende.
La coppia va a vivere in pianta stabile nel favoloso palazzo di Xanadu dove Kane ha ammassato centinaia di statue antiche. Per la donna si tratta di una prigionia ancora piu' crudele: il peso della solitudine e, soprattutto, il crudele e insensato egoismo di Kane, la spingono a lasciarlo. Per la prima volta Kane supplica qualcuno: la supplica di restare. Ma lei se ne va.
Il giornalista lascia Susan e si reca a Xanadu, a intervistare il maggiordomo, che prosegue cosi` il racconto.
Dopo la partenza della moglie, Kane furibondo si mette a sfasciare tutti gli oggetti che gli capitano intorno; tutto eccetto il globo di vetro con il paesaggio innevato. Se lo infila in tasca davanti alla servitu' attonita pronunciando la parola "rosebud"...
Il maggiordomo conduce il giornalista nella grande hall dove e' ammassata la fortune di Kane. Il giornalista assiste cosi` allo smantellamento del palazzo, i cui oggetti valgono miliardi, da parte di un esercito di impiegati. Sotto le immani volte c'e` di tutto. Il giornalista deve ammattere di aver fallito, di non essere riuscito a svelare il mistero di "rosebud". Sospetta che si tratti di qualcosa che Kane, cosi` abituato a ottenere tutto cio` che voleva e poi a perderlo, aveva avuto e poi perso.
Le immagini riprendono dall'alto la processione degli impiegati che accompagnano il giornalista all'uscita. Alla fine non rimane piu` nessuno. Rimangono soltanto migliaia di scatole, in cui sono impacchettati gli oggetti di Kane. La camera sorvola come un aeroplano quella giungla di casse. In un angolo ci sono alcuni operai che buttano nel falo` i ricordi personali di Kane. Uno di essi e` una slitta, con il marchio "rosebud"... ma nessuno se ne avvede.
La camera retrocede verso il recinto del palazzo e ritorna dietro al cartello "NO TRESPASSING", dove aveva cominciato il suo viaggio.
Dapprima Welles propone l'immagine pubblica di Kane, nel filmato preparato dalla televisione per commemorare la sua morte. Poi ne ricostruisce pezzo per pezzo l'immagine privata e la ricerca del significato della parola pronunciata in punto di morte assume il significato di un anelito metafisico a scoprire il segreto dell'esistenza umana. La tragedia e' dominata da un crescendo terribile e minaccioso di solitudine: una progressione di ambienti sempre piu' grandi, di gabbie sempre piu' maestose, a cui corrisponde il diradarsi della folla. Scenografie grandiose, luce fosca, molta pioggia, neve e buio.

Misticismo: Xanadu, le scale che portano a dio.

Romanticismo: il titano che vuole dimostrare di "potere" tutto, ma e' chiuso in una gabbia; piu' potere acquista, piu' e' grande la gabbia, ma e' sempre una gabbia: la sua ambizione e' di comprare tuttu il mondo e di portarlo a Xanadu.

Relativismo: il racconto viene composto da un mosaico di testimonianze.

Per ottenere gli "effetti di profondita' di campo "desiderati da Welles, Toland impiego' un nuovo tipo di pellicola e ivento' la fotografia pan-focus: in tal modo Welles pote' evitare discontinuita' narrative all'interno della stessa scena (ovvero di ricorrere al montaggio), in quanto l'azione pote' essere distribuita lungo una profondita' senza limiti (una sorta di focus universale).

Welles sfrutto la "fotografia a fini metaforici": le prospettive da cui vengono ripresi i personaggi (dall'alto, dal basso, di lato, da lontano), le rispettive posizioni, le distorsioni ottiche, hanno un significato metaforico ben preciso e aggiungono pathos al film.

Analogamente, grande enfasi viene posta suigli oggetti: un poster della cantante, un'insegna luminosa, etc., ripresi con i piu' insoliti virtuosismi.

La figura di Kane e' particolarmente bersagliata da trucchi di fotografia; i chiaroscuri ne mettono in luce il carattere tirannico, l'isolamento, la claustrofobia e l'associazione con il Male.

La fluidita' dei flashback, la continuita' temporale, viene ottenuta spesso con la continuita' della "colonna sonora": l'azione cambia poco, ma il suono rimane lo stesso (una frase completata da un'altra persona, una canzone continuata da un'altra persona, un applauso di un altro pubblico).

Manipolando fotografia, montaggio e colonna sonora, Welles defini' un linguaggio cinematografico di grande espressivita'; "Kane" e' anche una summa dei trucchicinematografici.

La struttura del film "e' altrettanto complessa del medium (e deve forse qualcosa a Faulkner): il cinegiornale iniziale, per esempio, parodia di quelli che Welles faceva di professione, e' gia' la storia di Kane, dalla nascita alla morte, ovvero il film stesso; ma e' soltanto un film dentro il film, e' "il" film dentro se stesso (comincia anch'esso dal funerale e finisce nel mistero irrisolto).

La vicenda viene maessa in moto dai produttori del cinegiornale (sono i successori dello stesso Kane, i nuovi padroni dei media) e in particolare dal giornalista incaricato di indagare sulla sua vita (l'omologo del regista). Seguono poi cinque "interviste", e alcuni episodi della vita di Kane vengono cosi' presentati da diversipunti di vista (compreso quello, imparziale, del cinegiornale). Ognuna delle cinque narrazioni e' cronologica, ma non continua; nell'insieme formano un mosaico caotico, anche se ognuna segue una ferrea logica. Il tempo e' plastico, relativo, non assoluto.

Invece di far luce sul mistero, questo gioco di incastri lo rende sempre piu' fitto, moltiplicandone le possibili interpretazioni.

Per non creare un polo psicologico, Welles non fa mai vedere in viso il giornalista.

Il film appare subito come qualcosa di incommensurabile, tanta era la sua portata e la sua novita', summa della tecnica cinematografica, laboratorio di nuove sperimentazioni, tragedia shakespeariana avvolta in atmosfere dell'assurdo e nel vuoto esistenziale. "

Il significato del film" e' ancora piu' complesso.

La personalita' di Kane e' misteriosa nella sua linearita': un idealista? un approfittatore? un megalomane? Perche' ci teneva tanto che la moglie diventasse una star? Un egoista incapace di amare? Perche' costrui' la finzione del giornale? Perche' costrui' la finzione della moglie star? Perche' la finzione di Xanadu?

"Rosebud" rimane un mistero, e tale rimane la personalita' di Kane, e anche la congettura che il primo spiegherebbe la seconda. forse non esisteva nessun movente, e nessun significato. O forse quell'informazione da sola non sarebbe servita a nulla.

Il vero senso del film sta nella" ricerca del significato", piu' che nel significato in se', una potente metafora della condizione umana. La risposta a questa ricerca sta nel cartello NO-TRESPASSING.

Ma Kane "non ha significato": e' un uomo senza principi e senza personalita'. Kane e' soltanto l'insieme dei propri gesti e delle proprie parole, che non hanno altro significato che quello di essere i suoi gesti e le sue parole. Esattamente come il grande ammasso di oggetti nel castello di Xanadu, che non fornisce altra personalita' al castello che quella di essere un ammasso disordinato di oggetti. Kane riduce tutto e tutti ad oggetti: percio' e' incapace di comunicare emozioni. Kane e' inutile; e non a caso il suo ruolo nel film e' trascurabile, fa soltanto da tema di discussione per i protagonisti , che sono i narratori e il giornalista.

Non si sa neppure quale sia la domanda a cui il giornalista cerca una risposta:

-cosa distrusse l'idealismo della giovinezza di Kane?

-cosa sbaglio' per fallire cosi'?

-era impazzito?

-cos'era per lui Xanadu?

-cosa cercava nella vita? potere? soldi?

-provava sentimenti?

-perche' la carriera della moglie era cosi' importante per lui?

-perche' la sfera di vetro? cosa gli ricordava?

A quale domanda il giornalista sta cercando di dare una risposta?

Che cosa si cerca quando si cerca il significato?

E poi chi e' il protagonista del film, Kane o il giornalista?

Non sappiamo neppure di chi ci sta parlando Welles.

Welles confermava anche le sue eccezionali doti di "attore" (capace di impersonare con consumata gigioneria un anziano) e di "intrattenitore ("calamita l'attenzione del pubblico facendo entrare in scena il protagonista dopo mezz'ora, nascondendo il volto del giornalista, facendo narrare a un morto, etc.). "

Xanadu" e' il contenitore del significato: e' un linguaggio che il giornalista non sa decifrare, un sistema di segni di cui non trova la chiave. Le sue sale sterminate sono il senso della vita, li' sono contenute tutte le risposte. Forse Xanadu e' soltanto il grande giocattolo dell'infanzia perduta di Kane. Ma il giornalista non sembra interessarsi di Xanadu: gli interessa soltanto la storia, il "come", non il "cosa".

Cio' che muove il giornalista e' in realta' "lo spettacolo": ha bisogno di rendere piu' attraente il cinegiornale. E questa e' anche l'unica ragione del film stesso: lo spettacolo (un paese delle meraviglie per i trucchi cinematografici).

A livello piu' superficiale il film e' una commossa "tragedia della solitudine". Allora "rosebud" perde il suo carattere sinistro di traccia misteriosa, di codice indecifrabile, e acquista quello patetico e poetico di rimpianto, di nostalgia, di fallimento ("rosebud" sta per l'infanzia perduta).
Da chiave "rosebud" diventa simbolo.
Il film contiene anche un dialogo memorabile, con frasi del tipo "I was there before the beginning, and now I'm here, beyond the end."

Il secondo film di Welles, Magnificent Amberson (1942), tratto da un suo soggetto radiofonico d tre anni prima, fu quasi l'antitesi del primo: sobri e tutt'altro che sensazionalista, lineare e nostalgico. Welles non vi recita, caso unico nella sua carriera, ma la sua voce off, distaccata e ironica, "radiofonica", vale quanto una recitazione. Il produttore taglio' il film e vi appese un happening arbitrario.

Il giovane Amberson, gia' viziatissimo da bambino (un lungo preambolo che introduce un senso sia di nostalgia sia di fatalismo), e' irruente e testardo. A un ballo conosce i Morgan: il padre vedovo e inventore di auto, la figlia bella e libera. Se ne innamora, pur nutrendo un certo scetticismo nei confronti dell'attivita' di suo padre. La madre di lui e' invece attratta dal gioviale e simpatico avventuriero.
Alla morte di Amberson padre, le due coppie si legano ancora di piu'. Ma l'impulsivo giovane Amberson nutre una forte antipatia per Morgan: e' contro il business, che considera basso e meschino, e contro il progresso, che considera inutile. Morgan invece si comporta sempre da galantuomo con il suo competente?? ostile. Amberson complica tutto: sua madre non osa rivelargli il suo amore per Morgan, e la giovane Morgan non se la sente di sposarlo perche' lui rifiuta qualsiasi forma di lavoro (anche se suo padre non gliene ha mai parlato e' ovvio che quell'ozioso superbo non e' l'ideale per lui). Quando Amberson sente il pettegolezzo secondo cui sua madre medita di sposare Morgan, va su tutte le furie e proibisce a Morgan di rimettere piede in casa sua e di rivedere sua madre. L'odio di Amberson verso Morgan e' insensato ma fortissimo.

Morgan scrive alla madre di Amberson che purtroppo non c'e' nulla da fare: i due si sono in realta' sempre amati, ma il destino sembra voler negare loro di nuovo la felicita'. Amberson e la madre decidono di partire. Quando Amberson dice addio a Lucy, lei finge di non soffrirne, di esere indifferente: amichevole, sorridente. Ma lo fa solo per non creare altre complicazioni; in realta' ne soffre.
Amberson non vuole far ritorno. Decide soltanto quando la madre si ammala gravemente; ma la donna muore prima di poter rivedere Morgan.
Amberson si ritrova a corto di denaro, a forza di spendere senza mai lavorare.
La citta' si sta industrializzando e lui e' rimasto a piedi. La vecchia civilta' aristocratica e' stataspazzata via dalla metropoli.
Ridotto in miseria e costretto a cercare lavoro, Amberson si pente e chiede perdono a dio.
Per ironia della sorte finisce sotto un'auto. In ospedale vanno a trovarlo i Morgan e, finalmente, Amberson chiede scusa a Morgan.

La messa in scena e' studiata attentamente per conferire l'atmosfera della cittadina di provincia che entra nell'era industriale all'inizio del secolo.

I contrasti di luce e la fotografia magniloquente creano la solita atmosfera cupa; la tecniche sperimentate in "Kane" sono ormai acquisite.

Nell'ouverture Welles mostra il passato: la Bella Amberson che sdegna il buffo inventore di auto a favore di un mediocre ma dignitoso aristocratico; il figli dei due che cresce arrogante e viziato. Il palazzo degli Amberson assume subito il ruolo di "contenitore" della storia. Il contrasto tra la civilta' dell'automobile (l'inventore) e civilta' del cavallo (rampollo) e' la metafore portante.

Magnificent Amberson fu un disastro commerciale e Welles venne licenziato in tronco. Dovette sospendere il documentario sudamericano che stava girando e accettare una parte in un film minore, diretto da un dilettante, Journey Into Fear (1943), uno spionistico ambientato durante la seconda guerra mondiale in Turchia, in cui interpreta la parte di un colonnello turco. Per tre anni, durante la guerra, visse soltanto di teatro. Torno' al cinema nel 1946 con The Stranger , un thriller convenzionale che fu il primo ad avere successo.

Robinson vuole distruggere l'ultimo brandello di nazismo, rappresentato dall'unico capo nazista che sia sfuggito alla giustizia, un criminale responsabile di atroci massacri di cui pero' non si hanno fotografie: di lui si sa soltanto che ha una particolare passione per gli orologi. Robinson libera un ex-nazista sperando che lo porti da lui. cosi' e', fino al villaggio americano dove l'anziano colpisce Robinson pensando di averlo uccisa. Poi si reca a casa del suo ex-capo, Welles. Ci trova la fidanzata, perche' quel pomeriggio stesso si devono sposare. Il marito si e' rifatto una vita come professore di storia. L'anziano gli va incontro e Welles lo attira in un bosco. capendo che si tratta di una trappola, lo strangola freddamente, approfittando di un momento in cui si e' inginocchiato a pregare. Dopo la cerimonia nuziale torna a seppellire il cadavere.
Nel frattempo Robinson si e' ripreso, era solo stordito. Inizia ad indagare per capire chi e' il nazista. I sospetti si appuntano subito su Welles perche' giunse in paese recentemente e perche' il suo hobby sono gli orologi. Welles a sua volta capisce che Robinson e' l'uomo che il suo amico credeva di aver ucciso. Robinson chiede aiuto al cognato di Welles, al quale lo "straniero" non era mai piaciuto. Welles deve uccidere il cane perche' stava scavando nel punto in cui ha seppellito il cadavere. L'unica che lo puo' tradire e' la moglie, che sa chi venne a cercare il vecchio nazista. Welles le racconta una storia inverosimile e le rivela di aver assassinato l'uomo. Lei, fedelissima, decide di proteggerlo. Cosi' quando Robinson le fa vedere un filmato dei campi di sterminio e le chiede se il misterioso vecchio venne a casa sua, lei nega. Welles pero' capisce che non si puo' fidare oltre e decide di sopprimerla: la chiama al telefono e le dice di raggiungerlo in cima alla torre dell'orologio, dopo aver segato un piolo della scala; poi si mette a giocare a dama con il padrone del bar e aspetta con calma. Se non che la vecchia governante ha ricevuto da Robinson l'ordine di non lasciarla uscire da sola e per fermarla finge un malore. Lei allora chiama il fratello e gli chiede di andare alla torre al posto suo. Lui e Robinson ci vanno e scoprono la trappola. Nel frattempo Welles torna a casa e, trovatavi la moglie, perde il controllo; lei capisce tutto e gli chiede di ucciderla. robinson e il fratello arrivano appena in tempo. Welles fugge. La notte lei va a cercarlo in cima alla torre, fedele fino all'ultimo, anche a costo della propria vita, ma decisa ad ucciderlo. Quando irrompe Robinson ha l'occasione per farlo. Gli spara, lui barcolla, si aggrappa ad una statuetta dell'orologio e l'altra, un angelo con la spada sguainata, lo trafigge. Precipita nel vuoto.

Thriller e melodramma.

Robinson spregevole nel torturare la moglie fedele e leale.

Il protagonista viene giustiziato dal tempo (metafora).

Nel 1946 Welles diresse anche una monumentale riduzione del Giro del mondo in 80 giorni di Verne, che fu un altro insuccesso commerciale. Nel 1947 forni' a Chaplin il soggetto per Monsieur Verdoux. Poi diresse Lady from Shangai (1947) per la moglie Rita Haywarth (da cui stava divorziando.

Welles, un ingenuo marinaio irlandese, avvicina una ragazza attraente che sta andando a zonzo per central park in carrozza. Poco dopo vede la stessa ragazza aggredita da tre uomini e si lancia in suo soccorso. Come ricompensa lei non solo gli consente di accompagnarla a casa, ma gli offre anche un posto a bordo del suo yacht. E' la moglie di un celebre avvocato, che ora deve tornare a San Francisco e ne vuole approfittare per farsi una crociera ad Acapulco. Il giorno dopo uno zoppo sciancato lo viene a cercare nel posto bazzicato solitamente solo da marinai: e' il marito, il quale gli rinnova l'offerta e si ubriaca, facendogli capire di non essere felice. Il suo aspetto disgustoso e' compensato dall'enorme richhezza. Oscure premonizioni spingerebbero il marinaio a rifiutare, ma alla fine accetta l'offerta. La crociera ha inizio sotto i migliori auspici: la donna gli fa capire di volere la sua compagnia e il marito appare molto tollerante. L'unico elemento di disturbo e' il socio dell'avvocato, ambiguo e beffardo, che da un lato sembra spiare i due quasi amanti, e dall'altro fa strane insinuazioni sull'omicidio e sulla catastrofe atomica. L'avvocato e' una figura tanto crudele quanto patetica: sa che la moglie lo vuole tradire e accetta con rassegnazione; addirittura, quando il suo detective privato (maggiordomo) lo mette in guardia da oscure trame, gli risponde che sa che verra' assassinato ma non gli importa. La donna fa di tutto per sedurre Welles e alla fine ci riesce. Lo tratta come uno che non sa nulla della vita. Welles e' preso in trappola nell'intrigo di questi tre pervertiti, depravati e frustrati infelici che si torturano a vicenda. Li compatisce e schifa apertamente e, al tempo stesso, e' disorientato dall'ambiguita' generale: cosa vogliono da lui? il sole di Acapulco getta una luce sinistra sul grigiore di queste vite finite.
Durante un pic-nic sulla costa messicana, il socio offre a Welles $5000 per assassinare lui stesso e welles, dapprima riluttante, finisce per pensare a quella somma come a un modo per ricostruirsi una vita con la donna. I tre gli ricordano tre squali che si sbranano a vicenda. Quando arrivano a San francisco il socio conclude l'affare, dicendogli che lo scopo e' di riuscire a scomparire senza lasciar tracce. Gli fa firmare una confessione di omicidio, dopo averlo convinto che nessuno potra' arrestarlo perche' non si trovera' mai il cadavere. welles e la donna si promettono amore nell'acquario, ma lei sente che deve trattarsi di una trappola tesagli dal marito. la sera il detective maggiordomo dell'avvocato sconvolge i piani perche' ha scoperto tutt e tenta di ricattare il socio. Questi non esita ad ucciderlo, tenendo il fatto nascosto a Welles. Nonostante un incidente d'auto riescono a concludere il piano: Welles spara due colpi in aria attirando l'attenzione dei passanti, e l'altro si dilegua. Il detective, morente, riesce a telefonare alla donna e a metterla in guardia dal marito, che sta tramando contro di lei. Poi e' Welles a telefonare a casa e a sentirsi rispondere dallo stesso uomo che gli spiega il piano del socio: uccidere l'avvocato, in modo da ereditare automaticamente la sua fortuna, far ricadere la colpa su di lui e poi fuggire con la donna. Welles si precipita ad impedire l'omicidio, ma arriva troppo tardi: l'omicidio e' gia' stato commesso, ma il morto e' il socio. La polizia lo arresta forte della confessione firmata.
Al processo l'avvocato si offre di difendere Welles: non ha mai perso una causa. la moglie sente che e' tutto ordito dal malvagio: l'omicida difendera' l'innocente! Secondo lei il marito vuole impedire che lei lo lasci vendicandosi di welles.
Le prove contro Welles sono schiaccianti; l'avvocato, chiamato come teste, si auto-interroga, ma la moglie, seppur in lacrime, viene inchiodata dal pubblico ministero. Quando la giuria sta per pronunciarsi, l'avvocato dice a Welles che finira' nella camera a gas e che lui sara' felice di perdere cosi' la sua prima causa. lei assiste impotente alla distruzione premeditata della sua unica possibilita' di cambiare vita, al proprio destino di rimanere schiava del proprio destino.
Welles escogita un piano per fuggire prima che venga pronunciata la sentenza: ingurgita tutte le pillole dell'avvocato scatenando il panico nell'aula e, mentre lo portano fuori a braccio, approfittando della confusione, si libera dalla polizia e, mescolandosi ai membri di un'altra giuria, riesce a guadagnare l'uscita. La donna lo segue e lo raggiunge in un teatro di Chinatown dove stanno rappresentando un dramma cinese. prima lo salva dalla polizia, ma poi lo fa rapire dai suoi scagnozzicinesi, proprio quando lui, trovando la rivoltella nella sua borsetta, ha capito che e' lei l'assassina. Lo portano in un capannone del luna-park dove, sotto l'effetto delle pillole, ha un incubo fra giostre e scivoli. Quando rinviene si trovano nella stanza degli specchi e lei gli spiega tutto: il piano originale era quello di uccidere lo zoppo, prendere il denaro e fuggire con il socio; ma lei ha ucciso il socio perche', dopo aver ucciso il detective, non era piu' affidabile. Irrompe l'avvocato e marito e moglie si confrontano, pistola in pugno, vedendo soltanto i propri riflessi negli specchi. Sparano all'impazzata distruggendo tutti gli specchi e, infine, si colpiscono a vicenda. Prima di morire l'avvocato rivela tutto il lato patetico: la amava davvero, ed e' l'unico innocente, la vera vittima. Gli squali si sono sbranati a morte. Lei agonizza ancora e supplica welles di aiutarla. Lui si rifiuta e fa per andarsene. Prima che esca lei mormora "we can't win" e lui le risponde "we can't lose either". Ha paura, distesa sul pavimento. Supplica, lo chiama, grida ancora "I don't wanna die", ma lui se ne va e la abbandona a morire sola.
Il film ha come presupposti il poliziesco, il melodramma e il divismo, ma li ribalta e deflagra in un racconto oscuro e intricato. ne risulta un film noir (il film noir per eccellenza) sui temi del tradimento, della distruzione, del falimento, del fato, dell'impotenza, dell'anarchia morale del dopoguerra.

Le scene tecnicamente mozzafiato sono molte: quella nell'acquario e quella finale nella sala degli specchi. Sotto accusa e' la societa' capitalista: e' una guerra tra "squali" che non hanno pieta' di nessuno. Il misoginismo di Welles si sfoga contro Haywarth, dipinta come una crudele strega divoratrice, un eccesso di femme fatale che annulla del tutto il mito della diva. Gli altri due squali non sono da meno: uno rappresenta il puro intelletto razionale, cinico e freddo, capace di tessere intrighi sofisticatissimi, praticamente invincibile; l'altro e' un beffardo demonio tentatore che ride divertito di tutto quel "male" e, anzi, lo attizza. Welles fa invece la parte dell'inesperto, inerme, ingenuo.

Un requiem per il Male. Per la prima e unica volta Welles interpreta la parte del buono, dell'innocente, della vittima: si illude di poter fungere da cavalier errante mentre e' soltanto una pedina in un complesso ingranaggio.

E' un film delirante, apocalittico.

Lei: vuole vivere disperatamente, ma e' incatenata a quello zoppo che non la lascia andare. Deve ucciderlo, sfrutta Welles, anche se forse ne prova compassione (gli dice diverse volte che non sa difendersi dal maledel mondo), fallisce, non vuole morire, e' titanica nel cercare di combattere lo

Zoppo: un mostro imbattibile, un polipo dai tentacoli del quale non ci si puo' liberare se non rischiando la vita. Quanto sa? Forse tutto. Forse si fa uccidere ma potrebbe uscirne indenne, se lo volesse. E' anche lui un disperato che vuole vivere e per lui la vita e' una moglie bella e giovane. Deve tenerla a tutti i costi. Un dio che si auto-annienta nel vedere la vanita' della vita eterna.

La trama scaturisce dall'odio, dalla lotta sotterranea tra loro due, anche se soltanto alla fine si scopre di questa lotta.

Dietro il dramma psicologico si dipana un poema filosofico abissalmente pessimista., tetro apologo sulla nullita' dell'esistenza umana, sulla cupidigia e l'egoismo della natura umana, sull'ineluttabilita' del destino.

Il "leitmotiv" dei suoi capolavori, l'antinomia fra eroi negativi potenti e eroi positivi impotenti, lo porto' inevitabilmente a misurarsi con Shakespeare, del quale porto' sullo schermo prima un espressionista Macbeth (1948), realizzato con pochissimi mezzi e piu' simile a un horror movie, e poi un Othello (1952, rivisto nell'ottica del poliziesco.

Entrambi i film sono ambientati in un primitivo evo barbarico, nel quale l'istinto prevale sempre sulla morale e i protagonisti sono spinti dall'ambizione al di la' di qualunque frontiera civile. Figurativamente Welles tento' di inventare il cinema di Shakespeare.

Othello fu anche il primo film del suo esilio europeo; infatti, malvisto dai produttori di Hollywood, si era trasferito a Londra nel 1948.

In Europa ebbe mano libera ma non pote` piu' contare sui forti finanziamenti americani. Infatti Othello richiese quattro anni di riprese, durante i quali Welles finanzio' la sua produzione recitando in film di altri (in media uno all'anno).

In esilio fino al 1957, visse comunque una vita molto intensa: produzioni teatrali, trasmissioni televisiva e radiofoniche, un balletto, due romanzi e due commedie. Ma un solo vero film, Mr. Arkadin.

Welles tento' di dare la versione europea di Citizen Kane con Mr Arkadin (1955). giro' il film con un budget ridotto in giro per l'Europa, accontentandosi di sceneggiatura, trucco, costumi, recitazione e montaggio approssimati, ma esasperando le tendenze barocche e kafkiane, complicando la trama fino a renderla incomprensibile, rendendo ancora piu' cupi i suoi temi del "potere negativo", dell'ambiguita', dell'auto-distruzione, scardinando ancor piu' a fondo i modelli del poliziesco, del melodramma, del film esotico.

Arkadin e' un ricco finanziere che vuole nascondere il proprio criminoso passato all'unica persona che ama, la figlia; la sua mente finissima e senza scrupoli escogita uno stratagemma perfetto per garantirsi la sicurezza: simulare un'indagine poliziesca e, mentre essa si svolge, eliminare freddamente e senza pieta' tutti gli elementi compromettenti. Ancora una volta pero', l'intelligenza piu' sofisticata non puo' evitare che le sfugga il controllo sulle pedine del suo piano, e finisce cosi' per auto- distruggersi.
L'inchiesta scopre che il potente Arkadin non sol e' un criminale, ma anche un volgare uomo senza qualita'. E tutto cio' ad opera di un altro mediocre avventuriero, un meschino Arkadin all'inizio della propria carriera. Il ritmo allucinante di questa giostra di rivelazioni e relativi omicidi, di questo kafkiano pellegrinaggio a vuoto nei meandri del passato, il gioco ad incastro che si delinea all'improvviso inghiottendo il senso di tutto, la paranoia, la barbarie primitiva e la volonta' di potenza shakespeariane di Arkadin, la specie di seduta psicanalitica picaresca con cui il detective fa riaffiorare a poco a poco il passato, l'indagine sociologica sulle origini e le finalita' del potere, fanno di questo film una complessa tragedia, ricca di significati.
Dopo Arkadin, welles aveva in programma un "Don Quijote" e un "Moby Dick", ma entrambi fallirono.

Nel 1957 torno' a lavorare a Hollywood, sempre in parti formalmente ineccepibili che lo resero piu' simpatico al pubblico.

L'anno seguente, ancora con un budget ridotto, diresse il suo primo film americano in dieci anni: Touch Of Evil (1958), altra meditazione sulla natura e il fine del potere, sulla corruzione, sull'amoralita', sulla barbarie, sull'ambiguita'.

Quinlan impersona tutti i despoti onnipotenti, paranoici, barbari e malvagi ma destinati alla distruzione, Di Welles. Quinlan e' il piu' prevaricante e quello dotato del carisma piu' assoluto, e' il piu' volgare, il piu' disgustoso e repellente, il piu' grottesco e il piu' paranoico. Ed e' al tempo stesso il piu' "legale": e' un poliziotto accanito difensore della giustizia! E proprio qui Welles tocca il fondo di volgarita'. La paranoia traviante di Quinlan non e' qualcosa di ?, e' un'ossessione fine a se stessa, e' una pura astrazione di tutte quelle possibili: intossicato di se'.

Il film e' ambientato in un paese al confine tra Messico e Stati Uniti. Due freschi sposi, lui un poliziotto messicano (Vargas) che ha appena arrestato un boss della malavita messicano,e lei una giovane e bella americana, passeggiano per le strade del paese la sera in cui viene ucciso, dalla parte messicana, con una bomba posta nel bagagliaio della sua auto, l'uomo piu' ricco del paese, mentre aveva a bordo una delle sue amichette. La figlia viene chiamata per identificare il cadavere.
Delle indagini si incarica, pur essendo fuori della sua giurisdizione, il prepotente e dispotico Quinlan, che ossessionato dal ricordo della moglie morta strangolata senza che il colpevole sia mai stato catturato, ha costruito un piccolo regno del terrore in quella zona con metodi piu' o meno legali e ha un forte ascendente sui suoi uomini, vantandosi di non aver mai lasciato un caso irrisolto.
Razzista incallito, Quinlan ignora il collega messicano, nonostante questi sia oggetto di un attentato da parte di uno dei nipoti di Grandy, che gli lancia una bottiglia di vetriolo (suscitando peraltro le ire di grandy che non vuole incidenti durante il processo al fratello).
Vargas deve interrompere la luna di miele per seguire le indagini, che si svolgono nei bassifondi del paese, in vicoli squallidi e deserti battuti dal vento, fra bidoni della spazzatura e rottami. La moglie di Vargas viene molestata da Grandy, il fratello del boss del traffico di droga arrestato, che odia Vargas perche ha arrestato suo fratello, nell' hotel che Grandy gestisce, per scattarle una foto compromettente con cui ricattarla.
Nonostante avesse gia' deciso di andarsene (e' stata anche spiata mentre si spogliava in camera), dopo il tentativo di ricatto di Grandy lei decide di rimanere al fianco del marito. Si mettono in viaggio, ma per strada Vargas viene fermato dagli uomini di Quinlan, il quale vuole che collabori alle indagini che lui sta dirigendo per razzismo contro il messicano amante della figlia dell'ucciso. Uno degli uomini diVargas accompagna la moglie in un hotel sperduto nel deserto, gestito da uno psicotico.
Vargas assiste all'interrogatorio poco ortodosso dell'amante della figlia dell'ucciso, che Quinlan sospetta piu' che altro per motivi razziali (e' un messicano, come Vargas, con una donna americana). Quinlan costruisce una prova fasulla per incriminare il disgraziato, ma Vargas sa che e' stata artefatta. Non solo si oppone all'arresto, ma decide anche di iniziare un'inchiesta sui casi passati di Quinlan e presto scopre che quelli sono sempre stati i suoi metodi, ovvero che decine delle persone mandate alla sedia elettrica erano innocenti. Il leggendari "intuito" di Quinlan consiste semplicemente nel fabbricare le prove!
Nel frattempo i teppisti di Grandy hanno preso possesso dell'hotel dove la moglie di Vargas cerca invano di riposare. Grandy propone un'alleanza a Quinlan per far tacere Vargas. Quinlan accetta. I teppisti di Grandy irrompono nella camera della donna e la sequestrano (la scena da' l'idea che avvenga anche violenza carnale). Poi la portano all'hotel di Grandy, dove Quinlan l'aspetta.
Il piano di Quinlan e' pero' diverso. Lasciato solo con Grandy, prima gli fa chiamare la buoncostume, lo strangola e fa in modo che del delitto venga accusata la donna , che giace a letto drogata. La polizia, infatti, l'arresta accusandola di aver partecipato a un'orgia conclusasi con l'omicidio del messicano.
Uno degli uomini di Quinlan, colto da rimorso, svela al marito di aver rinvenuto sul luogo del delitto il bastone di Quinlan. Vargas intuisce la verita' e chiede all'uomo di aiutarlo a smascherare il pazzo: gli da' un microfono e lo segue di lontano con un registratore. L'uomo va a trovare Quinlan, ubriaco, dalla sua amica chiromante (Dietrich) e lo fa parlare.
Mentre passeggiano in una zona squallida di rifiuti, Quinlan si tradisce. Ad un certo punto, pero' capisce di essere stato giocato e spara al suo uomo. Poi scova Vargas, ma quando sta per ucciderlo, il suo stesso uomo, in punto di morte lo fredda.
E' un melodramma convenzionale, pieno di stereotipi (la chiromante dall'aria fatale interpretata dalla Dietrich), ma con scene violente (il sequestro della donna, lo strangolamento del messicano).

Il malvagio Quinlan e' il protagonista assoluto di questa saga del male.

Il film e' ora di una linearita' insolita, davvero un poliziesco classico. La scenografia non e' piu' quella straniante dei paesi esotici, ma quella espressionista, tetra e sinistra dei bassifondi, della miseria, del teppismo di strada, dei vicoli e dei tuguri di un paese di frontiera.

La direzione e' da incubo: opulenta, barocca, allucinata. La deformazione ottica, i giochi d'ombra, le angolature acute, ricordano l'espressionismo.

Nonostante l'apparente linearita', la trama e' intricata: l'inchiesta nell'inchiesta (l'inchiesta di Vargas su come Quinlan conduce le sue inchieste), i tre temi separati (l'inchiesta, la luna di miele, i teppisti) che soltanto alla fine si innescano a vicenda, lo shift di focus dalla tripla vittima- colpevole- giustiziere originale (ucciso, messicano, Quinlan) a quella finale (Leigh, Quinlan, Vargas).

Il film fu un altro insuccesso economico e Welles dovette riprendere la via dell'esilio. Attore per Huston, Fleisher, Gance e altri, regista per la televisione e il teatro, tirna alla regia con Le Proces' (1962), riduzione da Kafka, opera visivamente allucinata, immersa in un'atmosfera apocalittica e liberamente adattata all'era atomica. Welles interpreta la parte dell'opprimente avvocato.

Seguirono altre grandi interpretazioni e qualche kolossal.

Nel 1966 riusci' a dirigere in Spagna un film su Falstaff, intitolato Chimes at Midnight. Welles uni' in un'unica narrazione tutte le parti di Falstaff (ricorre in tre drammi) e altre informazioni storiche. Ne risulto' un film austero ed elegiaco sul tema del potere negativo, visto questa volta nel momento della caduta, intriso di nostalgia per l'eroismo barbarico del medioevo. E' il canto funebre del mito.

Accantonando i tratti comici del personaggio, Welles loprima mattacchione e burlone che aiuta e diverte il principe in barba al re, e poi ripudiato dal principe durante l'incoronazione e abbandonato a una morte desolata.

La scena apocalittica della battaglia e' una delle piu' grandi del cinema, dominata dall'obesa, grottesca armatura di Falstaff in cerca di un rifugio.

Falstaff, il buono per eccellenza, innocente e affettuoso pagliaccio, rappresenta magnificamente un'intera era.

Sempre piu' attore e meno autore, Welles diresse ancora Immortal Story (1968), film filosofico brevissimo, tratto da un mediocre racconto.

Clay, un mercante infinitamente ricco di Macao nell'Ottocento, solo e senza eredi, e' ossessionato dal desiderio di far rivivere una leggenda: quella del vecchio che paga un marinaio per dargli un erede con sua moglie. "Affitta" una prostituta per farle recitare la parte di sua moglie, e sceglie il marinaio che dovra` sedurre questa "moglie". (Per contrattare con entrambi si serve del fido assistente Levinsky, quello che cura le sue finanze). La prostituta si rivela essere la figlia di un suo ex-socio, che lui ridusse al suicidio per un debito di pochi soldi (e proprio quei soldi lei vuole come paga per truccarsi e farsi prendere dal marinaio). La donna pone come unica condizione di non vedere mai la faccia di Clay. I due giovani vengono accompagnati nell'alcova e fanno l'amore, scambiandosi frasi filosofiche un po' ridicole. Clay passa la notte a osservare da dietro le tende i suoi burattini che eseguono la commedia. Anche in questo film l'onnipotente e paranoico tiranno perde il controllo degli umani.

Il passo e i dialoghi sanno molto di tragedia greca.

In questo apologo viene espressa appieno la caratteristica di tutti i potenti di Welles: la volonta' titanica di controllare la vita (passato, presente e futuro).

Nel 1970 inizia a lavorare a The Othe Side of the Wind, ma deve interrompere piu' volte per mancanza di fondi. Il soggetto riguarda un anziano regista libertino, spiazzato dalla nuova generazione di Hollywood, che decide di realizzare un film volgare e violento, come di moda, ma muore invece in un incidente automobilistico.

Nel frattempo accetta parti importanti, da Kremlia Letter (Houston) a Voyage of the Damned (Rosenberg), ma riducendo sensibilmente la sua attivita'.

Soltanto nel 1977 viene distribuito F for Fake (1973), suo ultimo film e suo testamento artistico. Il film sfrutta del materiale documentario su un leggendario e ingegnoso falsario di quadri post-impressionisti e fotografie di Picasso, del falsario De Horay, e del magnate Hughes, auto-segregatosi in un suo personale Xanadu, cosi' come visto in un altro storico "falso", la sua biografia scritta da un giornalista che arrivo' ad imitarne la grafia, per comporre una sardonica meditazione sul senso dell'arte e sulla sua fondamentale natura di "falso".

Wells proceeds to introduce his essay film on "trickery" by claiming that everything that we will see is true... He uses documentary-style footage to investigate the personality of a famous fake artist. As titles roll, the camera follows the miniskirt of a girl as she walks around the city, and shows the faces of the men who stare at her. Then Welles tells us that this is actually footage for another film... Finally, he begins to interview famous people about the celebrated forger DeHoray. But he also talks a lot about himself.

E' un saggio sul "falso" in cui Welles si confessa grande impostore (quello di War of the Worlds).

Il film venne probabilmente girato in risposta a un articolo pubblicato in America nel quale si attribuiva il merito di Citizen Kane allo sceneggiatore Mankiewicz.

Mori' il 10 ottobre 1985, a Hollywood, di infarto.

Welles riprese e completo' la lezione dei grandi stilisti degli anni Venti e Trenta (Ejzenstein, Lung, Sternberg, Whale, Mamoulian) e sintetizzo un nuovo modo di fare cinema.

Soprattutto, pero', creo' una visione complessa dell'essere umano, al di la' e al di fuori dello scavo psicologico, ma piu' in profondita', andando sempre a lambire il senso stesso della vita.

E' al grandiosita' dell'ambiente che lo contiene, e la complessita' della storia che lo conduce, a definire l'essere umano. Che, pertanto, e' sempre destinato a rimanere un mistero irrisolto: di lui possiamo soltanto abbracciare i sentimenti piu' superficiali, mai la personalita' complessiva.

Ossessionato dai temi:

-influenza corruttrice del potere e del denaro;

-manipolazione degli esseri umani come pedine in giochi viziosi;

-eroe negativo e potente vs eroe positivo inerme;

-potere negativo, corruzione, ambiguita', amoralita', auto-distruzione, squali;

-poliziesco, melodramma, esotico, noir.

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