Abbiamo scelto di centrare l'obiettivo sui fenomeni autenticamente americani, e piu' propriamente degli anni '90, almeno per tre ragioni: la prima, non trascurabile, e' la simpatia dell'autore per questi fenomeni (anticonformisti, imprevedibili o quanto meno unici al mondo, a prescindere dal giudizio morale che se ne voglia dare); la seconda e' che essi sono, in particolare quelli giovanili, quelli che sfuggono piu' facilmente ai mezzi d'informazione italiani; la terza e' che probabilmente questi "sono" la vera America.
Ogni volta che si tenta di ricondurre la societa' americana ai paradigmi europei (ai concetti tradizionali di politica, di cultura, di economia) si commette una palese scorrettezza di metodo. La societa' americana e' unica proprio in quanto ha rimesso e rimette continuamente in discussione quei parametri.
Piu' che tentare un'analisi razionale della societa' americana nel suo insieme abbiamo pertanto preferito strutturare il lavoro in una sequenza di primi piani. Il mosaico un po' caotico e contraddittorio che ne risulta e' la definizione migliore di America che abbiamo trovato.
Speriamo che l'immagine degli Stati Uniti a uscire da questo libro sia piu' fedele alla realta' di quella talvolta artificiosa che e' stata creata nei decenni dai media (compresi quelli americani). In un certo senso abbiamo tentato di trasmettere al lettore la sensazione di vivere qui. E chi vive qui non presta molta attenzione alla Bosnia, ma in compenso sa benissimo che ogni sabato a mezzanotte in centinaia di cinema americani viene proiettato il "Rocky Horror Picture Show" con il suo pittoresco rituale; non segue le oscillazioni del dollaro ma segue le vicende dei "cyberpunk"; non ascolta i discorsi del presidente ma e' incollato al televisore per le principali "sitcom"; forse non saprebbe neppure riconoscere i vari stati dell'unione su una cartina ma gli e' chiaro dove hanno preso domicilio milizie e sette religiose.
Speriamo insomma di contribuire a creare un contatto meno marginale e meno deformato con la realta' quotidiana dell'americano medio.
Confesso che il libro e' un derivato della mia Storia del Rock. I primi volumi di quell'opera anteponevano alla trattazione di ogni scuola musicale una breve dissertazione socio-storica. Ampliando l'orizzonte, e' nato questo mosaico di saggi-cronache, che spero sia utile ai lettori per capire meglio non soltanto la musica rock ma tutto cio' che capita nella societa' americana, il piu' grande laboratorio sociale dei nostri tempi.
Stanford University, Settembre 1995
Piero Scaruffi
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