Il dibattito sull'aborto


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Gli Stati Uniti, il primo paese a concedere alle donne il diritto di voto, sono stati invece fra i piu' reticenti a concedere il diritto all'aborto.

Negli anni '60 l'aborto era liberamente praticato in quasi tutti gli stati del nord, ma ufficialmente era ancora illegale. Nel 1973 la Corte Suprema diede ragione a una donna nota (ai tempi) soltanto come "Jane Roe" (Norma McCorvey). Roe, praticamente cresciuta nei riformatori, all'eta' di 21 anni aveva gia' avuto tre figli, il primo da un uomo che l'aveva violentata, gli altri due da padri anonimi, durante un periodo in cui era alcoolizzata e tossicodipendente. Lotto' strenuamente per poter abortire la quarta volta, ma la decisione della Corte Suprema arrivo' quando aveva gia' partorito. La sentenza decreto' comunque l'inizio del processo di liberalizzazione dell'aborto.

Gli anni '80 hanno visto formarsi due schieramenti fortemente polarizzati: quello dei "pro-life", in gran parte raccolti sotto l'ombrello dell'"Operation Rescue" di Randall Terry, con sede a Dallas, e quello dei "pro-choice", guidati dalla "Planned Parenthood Federation Of America" di Jane Johnson, con sede a New York. Grosso modo i primi rappresentano l'estrema destra repubblicana, arroccata attorno a Christian Coalition e fondamentalisti cristiani, e i secondi le femministe democratiche. Mentre i primi tendono ad essere sia maschi sia femmine, i secondi sono per lo piu' donne.

Nel 1993 David Gunn, dottore in una clinica della Florida che pratica l'aborto, diventa il primo martire del genere quando un fanatico cristiano, Michael Griffin gli spara a bruciapelo. Dei tredici dottori che comparivano in un volantino della "American Coalition Of Life Advocates" di Andrew Burnett (capo anche di "Advocates For Life Ministries") cinque sono gia' stati vittime di attentati. L'isteria scatenata dai leader della crociata anti-aborzionista come John Burt, da "Rescue America", da "Our Father's House", da "Shadowland", dalle infinite organizzazioni che si battono per l'abolizione dell'aborto, ha fatto la sua prima vittima (pochi giorni prima Burt aveva organizzato una manifestazione i cui dimostranti issavano poster del dr. Gunn con la scritta "Ricercato, vivo o morto"). Vi saranno altre sparatorie contro cliniche aborzioniste e altre vittime.

Nelle zone piu' conservatrici gli anti-aborzionisti riescono a creare un'atmosfera di terrore degna del Ku Klux Klan. Nel 1994 a Blair, nel Bebraska, la figlia quindicenne di Carl Scott, rimasta incinta di un vicino sedicenne, e' stata al centro di un caso emblematico, risoltosi nel 1995 con una denuncia sporta contro la famiglia del ragazzo, la polizia, un dottore e un giudice, tutti rei di aver impedito alla ragazza di abortire. Non appena avvertiti che la ragazza aveva deciso di abortire, una folla di vicini irruppe in casa Scott per picchiare lei e il padre; quando arrivo', la polizia non arresto' gli intrusi, ma in compenso porto' via la ragazza con la scusa di proteggere la sua vita; la ragazza venne sommariamente condannata da un giudice a non abortire e la famiglia dovette lasciare il paese per evitare il linciaggio.

Nell'estate del 1995 ha suscitato scalpore la notizia che "Jane Roe", dopo anni di militanza "pro-choice", apparentemente colta da rimorsi per tutti i "bambini uccisi ogni anno negli U.S.A.", si e' convertita alla causa anti-aborzionista ed e' diventata un membro di Operation Rescue.


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