Negli anni '60 la "New Left", e in particolare la sua frangia studentesca, l'S.D.S., prolifero' grazie ad alcuni avvenimenti di risonanza mondiale: la crisi di Cuba nel 1962, l'assassinio di Kennedy nel 1963, l'"escalation" militare in Vietnam a partire dal 1964 e gli incidenti razziali del 1965.
Improntata a un pacifismo ingenuo e superficiale, la protesta tocco' l'apice nei disordini di Berkeley (l'universita' in cui insegnava il filosofo marxista Herbert Marcuse), il 14 settembre 1964 e il 4 gennaio seguente. La data di nascita convenzionale del movimento studentesco americano e' quella del primo ottobre 1964, quando sulla Sproul Plaza del campus Jack Weinberg venne arrestato mentre distribuiva volantini politici. Gli studenti, capitanati da Mario Savio e da Jackie Goldberg, fondarono il "Free Speech Movement" e misero in stato d'assedio l'Universita', bloccando per 32 ore l'auto della polizia che aveva preso in consegna Weinberg.
Verso la fine del decennio i moti studenteschi diedero vita a movimenti politici meglio strutturati. Innanzitutto, sotto l'influenza della rivoluzione culturale cinese (1966), adottarono un'ideologia piu' esplicitamente marxista-leninista. In secondo luogo, ispirati da Malcom X e da Che Guevara (l'eroe della rivoluzione cubana braccato e ucciso da agenti americani sulle montagne della Bolivia nell'ottobre del 1967), abbracciarono le tecniche della guerriglia urbana. Gli omicidi di Martin Luther King e Robert Kennedy non fecero che alimentare la spirale di violenza.
Gli attivisti neri si raccolsero attorno alle "Black Panther" di Bobby Seale, Huey Newton, Angela Davis. I bianchi invece facevano capo agli "yippies" (dallo "Youth International Party") di Abbie Hoffman, Tom Hayden e Jerry Rubin, o alle "White Panther" di John Sinclair. Molti, come Rubin, erano allievi del Free Speech Movement. Decine di gruppi eversivi spuntarono nelle maggiori citta', dai "Weathermen" di Chicago (emanazione ultras dell'SDS) ai famigerati "Motherfuckers" di New York (che, organizzati per "affinity groups", cellule di poche unita', terrorizzarono a lungo la il Lower East Side).
Per effetto della maggiore organizzazione a partire dal 1967 furono di moda le dimostrazioni civili di massa, culminate nella marcia sul Pentagono del 21 ottobre 1967, nei disordini di Chicago durante la Convenzione Democratica nell'agosto del 1968, nel "Mobilitation Day" dell'autunno 1969. I protagonisti rimasero pero' personaggi che avevano poco a che spartire con la tradizione marxista-leninista e molto di piu' con i provocatori pacifisti di marca prettamente americana e con i predicatori populisti dell'Ottocento. Rubin fu forse il piu' carismatico: camuffato da Babbo Natale o da Che Guevara, capitano' decine di dimostrazioni (compreso il celebre tentativo di far levitare il Pentagono); al processo per i disordini di Chicago si presento' vestito da giudice e diede al giudice il saluto nazista.
E' grazie a personaggi pittoreschi come Rubin che il dissenso americano presenta un elemento di teatralita' che lo distingue nettamente da quello europeo. Persino la guerriglia metropolitana di Detroit e Chicago degenera sovente in colorite carnevalesche farse, in spettacoli allestiti agli angoli delle strade o davanti alle fabbriche, che hanno lo scopo di sensibilizzare la borghesia e invitare alla rivolta il proletariato.
Di tutto cio' non rimane nulla. Nel quarto di secolo seguente la leggenda e' stata spazzata via dalla triste realta'. Sono rimasti soltanto brandelli pittoreschi di contro-informazione.
Tom Hayden, uno dei protagonisti dei disordini di Chicago, e' senatore della California, ma forse e' piu' famoso come marito di Jane Fonda. La quale Fonda, l'ex ragazzina terribile che ando' a incoraggiare i vietcong in trincea, si risposera' con Ted Turner, uno dei grandi magnati dei media, e diventera' piu' celebre come guru dell'"aerobica". Jerry Rubin fa l'agente di borsa a Wall Street (morira' investito da un'auto nel 1994). Abbie Hoffmann, rimasto latitante fino al 1982, si mettera' a scrivere libri per bambini (e si suicidera' nel 1989).
E' soprattutto patetica la fine fatta dalle "pantere nere", il partito insurrezionale nato nel 1966 a Oakland, di fronte a San Francisco, che, prendendo lo spunto da Malcom X e dai disordini di Watts, fomento' disordini per almeno un decennio (causando la morte di 14 poliziotti e di 28 membri). Huey Newton, divenuto tossicodipendente e piccolo delinquente, viene ucciso nel 1989 da uno spacciatore di droga. David Hilliard, dopo aver scontato la pena per la sparatoria di Oakland in cui mori' Bobby Hutton, e' diventato un assistente sociale. Nel 1992 ha pubblicato un libro sul movimento, cosi' come aveva gia' fatto un altro membro originale, Earl Anthony.
Il primo a confessarsi in prosa era stato Eldridge Cleaver, che nel 1968 (appena trentaduenne, e soltanto da un anno membro delle Pantere Nere, ma gia' diventato un mito grazie al suo ruolo di "ministro dell'informazione") aveva dato alle stampe un'autobiografia intitolata "Soul On Ice" la quale, lungi dall'essere un manifesto ideologico, era la malinconica cronaca di un piccolo drogato di strada, continuamente nei guai con la giustizia: lo slogan piu' celebre di quel libro, "We shall have our manhood or the earth will be leveled", suona oggi patetico e imbarazzante.
Poche settimane dopo Cleaver sarebbe sfuggito miracolosamente a un raid della polizia, e avrebbe poi condotto un'avventurosa fuga transoceanica attraverso l'Algeria, Cuba e la Corea, per convertirsi infine nel 1975 al cristianesimo, conversione che gli valse il condono dei 72 anni di carcere che gli erano stati inflitti in contumacia, e nel 1978 al capitalismo, a vendere pantaloni con una cerniera speciale. Divorziato dalla celebre moglie nel 1987, Cleaver vive oggi nella Baia di San Francisco scrivendo sceneggiature per la televisione, ma continuamente nei guai per possesso e spaccio di droga.
Tutto sommato sono piu' onorevoli le carriere delle donne, che all'epoca erano viste di malocchio dagli ideologhi neri (celebre la dichiarazione di Stokely Carmichael che l'unica posizione per le donne all'interno del SNCC era quella a novanta gradi...). Angela Davis, la mitica attivista, premio Lenin, insegna storia delle minoranze all'Universita' di Santa Cruz. Ericka Huggins, il cui marito John venne ucciso in circostanze misteriose, e che sconto' due anni di carcere per una dubbia accusa di concorso in omicidio, vive dal 1971 a San Francisco, dove da alcuni anni dirige un programma a favore dei malati di AIDS e insegna meditazione orientale nelle carceri.
Kathleen Cleaver, la moglie di Eldridge che Newton (probabilmente istigato dalle manovre di provocazione dell'F.B.I.) espulse dal Partito assieme al marito durante il loro esilio ad Algeri nel 1971, insegna legge ad Atlanta. Elaine Brown, la compagna di Newton (e cantautrice) che fu per tre anni al comando dell'organizzazione nel 1974 quando Newton (accusato dell'omicidio di una prostituta adolescente, quattro anni dopo essere stato scagionato con molti dubbi dell'omicidio di un poliziotto) dovette rifugiarsi a Cuba, vive tuttora in Francia, dove fuggi' dopo aver lasciato l'uomo e il suo partito. Anche lei ha recentemente pubblicato la propria autobiografia.
Dai nuovi documenti emerge il ritratto di un movimento pieno di contraddizioni, che verso la fine era ormai irrimediabilmente bacato da ogni sorta di corruzione e di megalomania (il culto della personalita' avviato da Newton aveva connotati decisamente staliniani); minato da un concentrato di razzismo, sciovinismo e misoginia (il loro concetto della donna era poco piu' avanzato di quello dei vescovi cattolici, gli omosessuali erano considerati prodotti della degenerazione "bianca"), nonche' da un codice di violenza ed estorsione degno della Mafia; controllato tirannicamente da un Newton paranoico, sadico e cocainomane (in effetti fu durante l'interregno di Brown che le Black Panther ottennero i risultati piu' spettacolari, come l'inaugurazione dell'"Oakland Community Learning Center" e l'elezione del primo sindaco mero di Oakland).
Cio' non toglie che le Black Panther fossero davvero gli eredi dell'ideologia di Malcom X, che i loro programmi sociali (la distribuzione gratuita di cibo e le scuole auto-finanziate) fossero stati sinceri e utili, ne' che la loro organizzazione fosse perseguitata e discreditata dall'F.B.I. (che non esito' ad utilizzare infiltrati e provocatori) come nessuna organizzazione americana lo era mai stata.
Negli anni '90 le Black Panther si sono trasformate nel "New African American Vanguard Movement", ancora dedito ad attivismo sociale, ma nell'indifferenza generale.
Sono passati venticinque anni da quando Hilliard, Newton e Bobby Seale ammainarono la bandiera con l'emblema che avevano rubato al "Lowndes County Freedom Organization" (dell'Alabama) e smisero di pattugliare armati le strade di Oakland. Nessuno ha raccolto il loro scettro, e il loro mito si e' spento malinconicamente.
Il materialismo delle masse non puo' che "deprimere" gli intellettuali superstiti, non piu' perseguitati dal Sistema, non piu' traditi dal Movement, ma semplicemente ignorati, abbandonati al loro destino di cani randagi, con il terrore di essere ormai obsoleti in una civilta' che al dibattito ha sostituito la fruizione passiva dei media, al commento critico l'"advertising" (la pubblicita').
Il fallimento storico di quella generazione di intellettuali, che cercava di trascinare le masse verso un'utopia, e' forse racchiuso soprattutto nel modo in cui le masse hanno ripudiato quell'utopia: il consumismo, che era il diavolo degli anni '60, e' invece l'arma che ha sconfitto il comunismo. Si e' scoperto che i cittadini del blocco sovietico agognavano non tanto la liberta' in senso astratto quanto la varieta' di beni dei supermercati americani.