Il fenomeno cyberpunk fa crescere nel giro di pochi anni un'infrastruttura imponente di "fanzine", di riviste per appassionati, quasi tutte disponibili o contattabili in ciberspazio (ovvero via "e-mail"). Alla fine degli anni '80 la cultura esce dal ghetto del ciberspazio e sbarca in edicola.
Nel 1988 la contro-informazione dei cyberpunk si chiama essenzialmente "Mondo 2000", la fanzine di Berkeley al limite della legalita' che predica libero accesso a tutte le reti del mondo. I suoi artefici sono Bart Nagel, Ken Goffman (in arte R.U.Sirius) e Alison Kennedy (alias Queen Mu).
"Online", la vecchia fanzine di Abbie Hoffman, e' risorta come rivista per cyberpunk. "bOING bOING", fondata nel 1989 da Mark Frauenfelder, e' forse la piu' autentica (indirizzo di e-mail: "mark@well.sf.ca.us"). "Going Gaga" di Gareth Branwyn (gennaio 1990- gennaio 1993) copre soprattutto le arti sperimentali. Nel 1994 ha avuto un certo successo anche "Axcess" di Richard Martinez. Ma, naturalmente, la parte piu' importante della contro-informazione avviene in maniera "virtuale", e cioe' su reti di computer distribuite in tutto il mondo.
"Wired" esce nel 1993, lanciata da Louis Rossetto e Jane Metcalfe a San Francisco, quando il fenomeno e' ormai diventato di dominio pubblico (il settimanale "Time" gli dedica la copertina a febbraio) ed e' gia' un giornale alla moda, con pubblicita' delle maggiori corporation di informatica.
"Wired" diventa per la generazione digitale quello che "Rolling Stone" era stato per la generazione hippie: un totem culturale. Il suo linguaggio e' quello dei giovani tecnocrati: non soltanto byte e file (che pure sono ancora parole misteriose per molti adulti), ma anche e soprattutto "ipertesti" e "gruppi di notizie", "E-mail" e "web site". E' il gergo della nuova controcultura.
Le riviste piu' spregiudicate sono pero' quelle underground, come "2600", specializzata in notizie e articoli per "hacker".
Nel gennaio 1993 Peter Sugarman e Gareth Branwyn inaugurano con "Beyond Cyberpunk" un nuovo mezzo d'informazione, un ipertesto multimediale interattivo (dedicato prevalentemente alla narrativa post-moderna), che viene distribuito su un floppy disk. Non e' comunque la prima rivista distribuita su floppy disc: "Cyber Rag", nata come tesi di laurea, inizio' le "pubblicazioni" nel 1990. La sua autrice, Jaime Levy, pubblica anche E.H. (sempre ipertesto su Macintosh). Queste riviste "digitali" aggiungono ai testi anche grafica "animata" (in movimento), suoni e annotazioni vocali. La qualita' grafica di queste piccole fanzine e' centinaia di volte superiore alla qualita' grafica della piu' sofisticata rivista d'arte.
Nel 1992 compaiono sulla "internet" diverse riviste elettroniche, disponibili soltanto via e-mail e gratuitamente (fra cui "Nuova Musica" di Piero Scaruffi). Nel 1994 esce a San Francisco "Substance Digizine", la prima rivista pubblicata su CD-ROM (e pertanto non limitata al testo e alle figure, ma capace di allegare anche suoni e immagini in movimento).
Nello stesso periodo escono anche i primi romanzi multimediali interattivi. Sono multimediali in quanto mescolano testo, voce, immagini e film. Sono interattivi in quanto le azioni del lettore fanno parte del romanzo. I piu' ambiziosi sono forse quelli di Greg Roach, come "The Wrong Side Of Town" e "Big Warn Bear", e il best-seller degli Hyperbole Studios, "The madness of Roland". Le scelte del lettore determinano come procede la storia. Non esiste trama a priori. E il romanzo e' diverso ogni volta che lo si legge. Al tempo stesso il lettore puo' leggerli nel modo che preferisce: si trova davvero nella posizione dell'osservatore esterno, che puo' scegliere liberamente la prospettiva da cui contemplare l'azione (oltre a poterla influenzare). Anche questi sono prodotti tipici dell'evo informatico.
La World Wide Web consente un altro cambio di marcia. "cTHEORY" e "Bad Subjects" (entrambe a english-www.hss.cmu.edu) sono la versione moderna delle riviste politiche di sinistra. Ogni articolo e' per definizione un ipertesto, che puo' far riferimento ad altre "pagine" della Web, pubblicate da altri, dove il lettore puo' trovare ulteriori dettagli sull'argomento. La Web diventa cosi' un modo per mettere in contatto reti parallele di comunita' underground (e persino di sovversivi): la rivista politica puo' far riferimento al testo anarchico che puo' far riferimento a un dizionario di filosofia che...
Il "lettore" (o meglio "ipernauta") puo' "navigare" dal proprio computer attraverso questi frammenti di informazione e conoscenza, senza necessariamente sapere chi li ha prodotti, dove, quando e come. Hakim Bey (www.uio.no/~mwatz/bey) e' lo pseudonimo di un ideologo che vaneggia di societa' anarchiche costruite tramite reti dinamiche di computer, o "temporary autonomous zones". Ciascuna di queste pagine e' la porta d'ingresso a un universo di contro-informazione.
Sulla World Wide Web le riviste hanno la possibilita' di presentare anche immagini. Fra le tante, FEED di Steven Johnson (www.emedia.net/feed) si conquista lettori con un formato grafico che poche riviste cartacee possono vantare. Le sue tavole rotonde sono proprio tali: il contributo di ogni partecipante e' un riferimento ipertestuale a una pagina che e' fuori dalla rivista. Una pagina di WWW e' la porta di ingresso a un universo di conoscenza.
Analogamente, scrittori come Carolyn Guyer possono pubblicare romanzi interattivi come "Hypertext Hotel" (duke.cs.brown.edu:8888), in cui i lettori possono aggiungere pezzi di testo a una trama in continua evoluzione.
In realta' "Wired" e' la tipica rivista degli ultimi arrivati, piena di stereotipi e di banalita': nel primo numero fece epoca l'indirizzo di E-mail di Nicholas Negroponte, nicholas@internet, che e' come indirizzare una lettera a "Piero Scaruffi, Pianeta Terra". Affiliato a "Wired" e' il servizio "Hotwired", che scimmiotta la World Wide Web dell'Internet ma a fine di lucro: sia Jonathan Steuer, l'enfant prodige che l'ha progettata. sia Howard Rheingold, assunto come consulente da Rossetto, si sono dimessi per dissenso ideologico. Come sempre, anche nei ciberspazi stanno arrivando le limousine dei capitalisti.