La televisione e il cinema sono responsabili di una distorsione temporale che puo' essere paragonata a quella causata dai testi classici.
Come ben sanno gli esegeti, la Storia che i libri antichi ci presentano non e' necessariamente quella vera, e' semplicemente la Storia come ci appare da quei libri. Occorrono analisi accurate del contesto in cui quei libri vennero scritti per riuscire a dedurne una visione piu' neutra e obiettiva della realta' storica. La televisione e il cinema hanno provocato lo stesso effetto di distorsione, ma, un po' per la loro diffusione capillare, un po' per la loro maggiore efficacia, questo effetto e' ordini di grandezza superiore a quello con cui si confrontano tradizionalmente gli esegeti. Non c'e' ragazzo americano la cui visione dei costumi dell'Impero Romano o anche solo dell'Impero Britannico non sia influenzata (anzi, dettata) dai film e dai serial televisivi ambientati in quelle epoche.
La Storia dell'americano medio "e'" quella che gli propinano televisione e cinema. Se da un lato la CNN (la televisione via cavo fondata nel 1980 da Ted Turner le cui "live world news" tengono il pubblico con il fiato sospeso come i serial a puntate, cresciuta a dismisura durante la Guerra del Golfo) gli porta in casa la "storia in diretta", dall'altro le varie "sitcom" gli fanno credere una Storia che talvolta non e' per nulla esistita. Geoffrey O'Brien, nel suo libro "The Phantom Empire", fa notare come quella fosse la mentalita' persino del presidente Ronald Reagan, vissuto a lungo nell'ambiente cinematografico di Hollywood: per Reagan la Realta' "era" i film. Quando l'americano medio pensa a un evento storico, pensa all'attore che ne impersonava il protagonista nel film di tale soggetto. Lincoln ha la faccia di Henry Fonda e Hitler quella di Chaplin.
Quasi tutti i miti nazionali degli USA (da Jesse James a John Brown) si sono formati attraverso la cultura popolare; ma adesso questo fenomeno si sta estendendo fuori dai confini nazionali e rischia di riscrivere i libri di Storia di tutto il mondo attraverso la lente deformante di Hollywood (il "phantom empire" di O'Brien).
Il cinema e la televisione hanno il potere di replicare quel rituale ancestrale che si ritrova in tantissimi civilta' primitive, quello di mettere in comunicazione la tribu' con gli antenati attraverso una rievocazione delle loro vite, delle loro facce e in definitiva dei loro spiriti. Basta che un film elabori una trama romanzesca attorno all'assassinio del presidente Kennedy perche' la grande maggioranza degli americani si convinca che quella "e'", "deve essere", la versione da credere. Non conta l'attendibilita' delle fonti a cui si e' ispirato lo sceneggiatore, conta soltanto la verosimiglianza del film, ovvero l'abilita' del regista nel precipitare lo spettatore in quella catena di eventi. Piu' realistico e' il film, piu' credibile diventa la sua versione della Storia.
Il fenomeno e' analogo a quello dei libri. La maggioranza dei lettori di Balzac o Stendhal ha un'immagine dell'Ottocento francese che "e'" quella di quei romanzi. Molti inglesi sono convinti che Sherlock Holmes sia realmente esistito e che i romanzi di Arthur Conan Doyle siano in realta' delle biografie del celebre detective.
La differenza con la televisione e il cinema e' che adesso la Storia assume un'immagine ben precisa. Il cervello dello spettatore perde un grado di liberta': non gli viene piu' permesso di formarsi un'immagine dei protagonisti e degli scenari, gliene viene imposta una da attori e coreografi. La forza di persuasione e' molto piu' forte.
L'uomo ha bisogno di "storie" per ricordare la Storia. Ha bisogno di Omero per ricordare la guerra di Troia, ha bisogno di Robin Hood per ricordare Riccardo Cuor di Leone (che altrimenti la maggioranza degli stranieri non conoscerebbe per nulla), ha bisogno di Rossellini per ricordare la Resistenza. Non appena queste "storie" sfumano, la convinzione del pubblico diminuisce, e la Storia riacquista tutta la sua ambiguita'.
La Storia e' un sogno collettivo, e il cinema e la televisione sono dei mezzi per far si' che quel sogno sia esattamente identico di testa in testa. E' un culto vecchio quanto il mondo, ma il cinema e la televisione ne hanno fatto quasi una scienza.