Il bestseller e libro-evento degli anni '90 e' "Sexual Personae" di Camille Paglia, in cui la filosofa piu' iconoclasta d'America scaglia anatemi contro le intellettuali di sinistra (e i loro padri spirituali d'Oltreoceano, a partire da Foucault), ridicolizza le campagne anti-maschiliste, esalta la femminilita' e proclama persino che soltanto gli uomini, e non le donne, possono costruire civilta' sofisticate come quella in cui viviamo.
In un'America che e' sempre piu' ossessionata dai temi dell'eguaglianza e dell'emancipazione, in cui destano scalpore il caso di Anita Hill (vittima di proposte oscene da parte di un candidato alla Corte Suprema) e il processo contro un giovane Kennedy (accusato di aver violentato una ragazza in casa del celebre zio Ted), in cui ogni forma di discriminazione sessuale e' severamente punita, le conferenze di Paglia nei campus rappresentano un evento contro-culturale che eccita platee foltissime di studentesse.
Paglia si scaglia contro l'establishment femminista come se stesso combattendo contro i dogmi dello stalinismo o del fondamentalismo islamico.
A sua volta Naomi Wolf (in "The Beauty Myth" e "Fire With Fire") predica il "power feminism" (opposto al tradizionale "victim feminism"), secondo cui le donne devono ambire a diventare star e principesse e attenersi ad ideali di bellezza e sensualita' (nonche' di successo economico). Wolf e' l'avanguardia di una generazione di femministe che sono attraenti, intelligenti e affariste. Wolf e' gia' diventata la beniamina delle riviste femminili come "Elle" che non avevano mai gradito il vittimismo patetico delle femministe.
In "The Morning After" Katie Roiphe critica persino uno dei capisaldi morali delle battaglie femministe dei decenni precedenti: lo stupro come gesto di oppressione maschilista. Per Roiphe la paura dello stupro e' una forma di isteria bella e buona, tutto qui. Il nuovo modello e' Dawn Steel, una donna elegante ed avvenente che inizio' come segretaria ed e' adesso presidente della Paramount.
Godono piu' credito delle femministe tradizionali le pragmatiche, e giovanissime, attiviste del WAC (Women's Action Coalition), fondato nel 1992 a New York per portare il femminismo su un piano piu' combattivo e meno ideologico. Sono in fondo le eredi di gruppi umanitari come WE DO ("Women's Environment and Development Organization", oggi riconosciuto anche dalle Nazioni Unite) della leggendaria Bella Abzug.
Tutte sembrano pero' irrimediabilmente lontane dalle istanze delle nuove generazioni, dalle "riot grrrrls" e dal loro cinismo disperato.
Quando compie sessant'anni nel 1995, Gloria Steinem, la giornalista che nel 1971 fondo' la rivista "Ms Magazine", il primo organo femminista d'America (e poi "Ms Now"), e' piu' famosa per i suoi flirt con uomini potenti che per il movimento che contribui' a creare.