La rapida crescita di popolarita' dell'Intelligenza Artificiale (in particolare dei "sistemi esperti" degli anni '80), le teorie della mente (a partire dal neo-darwinismo neurale formulato negli anni '80 da Gerald Edelman) e la nascita (nel 1974) di una "scienza cognitiva" (al confine fra Biologia, Neurofisiologia, Filosofia, Psicologia, Matematica e Informatica) sono forse gli eventi piu' significativi che hanno portato a un rinnovato interesse per il problema della mente.
L'invenzione del computer eccito' subito i pensatori delle discipline piu' disparate. Nel 1948 Norbert Wiener fondo' la Cibernetica e Claude Shannon formulo' la teoria dell'informazione. Alan Turing, che aveva disegnato a tavolino una "macchina universale" progenitrice del computer, fu tra i primi a domandarsi se sia tecnicamente possibile costruire un computer tanto intelligente quanto un essere umano. Herbert Simon e Allen Newell, ipotizzando che l'intelligenza fosse data dall'elaborazione di conoscenza, crearono una delle scuole di pensiero piu' importanti dell'Intelligenza Artificiale (cosi' battezzata nel 1955 da John McCarthy alla conferenza di Dartmouth). Marvin Minsky tento' di dare alla conoscenza una struttura (un reticolo di unita' elementari tramite cui sarebbe possibile esprimere il significato e le relazioni fra concetti).
A loro si opposero da subito coloro che non credevano nella possibilita' di studiare le funzioni cognitive (memoria, pensiero, apprendimento) a un livello astratto, ma preferivano costruire modelli numerici (o "reti neurali") di come il cervello possa produrre quelle funzioni a partire dai neuroni.
Negli anni '80 sia i sistemi esperti sia le reti neurali godettero di un momento di grande popolarita' dovuto a massicci investimenti industriali nel settore. Se i risultati furono deludenti, e ben pochi "esperti" sono stati "clonati", rimase pero' la sensazione che fra mente e macchina si fosse stabilito un ponte importante.
La mente viene sempre piu' spiegata in termini di materia, di struttura, di funzione, e sempre meno in termini di spirito. I robot sembrano meno terrificanti non perche' loro sembrino piu' simili a noi ma perche' noi sembriamo piu' simili a loro.
L'8 Novembre del 1991 a Boston viene persino per la prima volta effettuato il test di Turing: secondo Turing una macchina puo' dirsi intelligente se un giudice, potendo porre domande sia alla macchina sia a un essere umano, non e' in grado sulla base delle loro risposte di distinguere l'una dall'altro. A Boston i giudici non riescono a distinguere l'uomo dal programma di Joseph Weizenbaum (ma i giudici erano dei pivelli di informatica e il test ha forse soltanto dimostrato quanto fosse bassa la loro intelligenza). L'anno dopo il test viene ripetuto in maniera piu' scientifica. Nessuna macchina passa quel test, ma il fatto stesso che il test venga effettuato fa pensare che sia possibile costruire una macchina che lo passera' (per quanto le difficolta' tecnologiche siano ancora enormi).
Nel 1992 si tiene a San Jose la prima mostra internazionale di robot, a cui partecipano macchine storiche come "Flakey" dell'SRI Intl. Nel 1994 a Toronto cento robot si danno battaglia nella loro prima Olimpiade.
I riflessi sull'arte sono immediati. Ai "Survival Research Laboratories" di San Francisco l'artista Mark Pauline costruisce "robot organici" (utilizzando membra di animali morti e pezzi di macchinari) che vengono poi lasciati a combattersi in punti critici della citta' (alcuni sono telecomandati, altri sono controllati da computer). In uno spettacolo recente alcuni robot erano persino in grado di "sparare" liquidi viscosi (compreso il sangue) e pallottole di fuoco. Il pubblico impara a riconoscere i singoli robot, ne saluta trionfalmente l'ingresso in scena, vi si affeziona. Naturalmente Pauline e' oggetto di ogni sorta di ostruzionismo da parte dei benpensanti.
Nel 1990 uno spettacolo e' stato cancellato dalle autorita' perche' i robot erano programmati per bruciare copie della Bibbia. Nel 1992 alla cerimonia di inaugurazione del nuovo museo d'arte moderna Pauline si prese la sua rivincita: un nuovo robot, costruito dal motore di un missile tedesco V1 della seconda guerra mondiale, assordo' per qualche minuto la citta' con il suo ronzio ultrasonico.
I precursori di quel genere di arte sono i membri del "Robot Group" di Austin, un'associazione di ingegneri formata nel 1989 che costruisce robot in grado di suonare musica. La paternita' dell'idea spetta probabilmente a Brooks Coleman, gia' leader del gruppo Liquid Mice, forse il primo ad allestire un combo di macchine suonanti. In breve nascono le "Shrinking Robot Heads" di Craig e Charlene Sainsott, la "Sonic Silhouette" di Karen Pittman e John Witham (un'applicazione della realta' virtuale), il "Bipedal Ornithopter" di David Santos.
Verso la fine del 1991 il fenomeno della "street tech" diventa di dominio pubblico, soprattuto dopo il successo strepitoso del "RoboFest II" di febbraio, a cui partecipano tutti i grandi nomi della cultura cyberpunk . Nell'aprile del 1992 i "Robot Groupies" di Austin indicono un contro-festival musicale, battezzato "X/XX", organizzato da James McCartney, un noto musicista "virtuale".
A San Francisco desta sensazione nel 1992 l'opera robotica "Trigram" di Chico MacMurtrie. In essa gli attori umani recitano come dei robot, i robot (una ventina) sono agghindati e si muovono nel modo piu' umano possibile.
I robot, frutto di dieci anni di perfezionamento, hanno scheletri di metallo, fili elettrici come nervi, pistoni per i muscoli, soffietti per i polmoni e un computer come cervello. Alcuni organi sono strumenti musicali: un basso elettrico al posto del braccio, una cornamusa come stomaco, una cetra come petto, un tamburello come anche, un violoncello al posto della schiena. MacMurtrie ne costruisce di continuo. Il compositore Bruce Darby li accorda. Durante l'opera i robot si suonano da se` con le dita oppure vengono suonati dagli attori (i quali a loro volta suonano se stessi percuotendosi in diversi punti del corpo, come se fossero per l'appunto dei robot).
Sempre a San Francisco si tiene nel 1994 la prima edizione di "Robot Wars", un incrocio fra il torneo dei cavalieri medievali e il circo dei gladiatori romani i cui protagonisti sono macchine telecomandate. I gladiatori cibernetici, pilotati a distanza dai propri inventori (in molti casi ragazzini che usano il proprio garage come laboratorio), si danno battaglia tutto il giorno in diverse specialita' all'"Herbst Pavillion".
Se per qualche anno l'Intelligenza Artificiale sembra essere l'ultima frontiera, verra' subito soppiantata dalla vita artificiale, o "A-life" . Non e' necessario costruire organismi, basta simularli dentro un computer.