I serial killer


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Come ha fatto notare Joel Norris in "Serial killers", gli Stati Uniti hanno soltanto il 5% della popolazione mondiale, ma producono il 75% dei maniaci omicidi. Sono anzi l'unico paese in cui i maniaci omicidi incidono pesantemente sul totale degli omicidi.

Il "serial killer", che in genere colpisce ripetutamente su una stessa classe di vittime seguendo un suo macabro rituale, esercita un fascino morboso sul pubblico, al punto che molti dei casi piu' raccapriccianti ispirano film e biografie. Nel 1990 uno dei best-seller nazionali e' "Hunting humans: the encyclopedia of serial killers" di Michael Newton.

Il primo dell'epoca moderna, Ed Gein (che servi' da modello per film come "Psycho", "Texas Chainsaw Massacre" e "Silence Of The Lambs"), opero' nel Wisconsin a meta' degli anni '50.

Il piu' famoso di tutti, Charles Manson, colpevole della strage di Bel Air nel 1969 che uccise la moglie del regista Polansky, fece in realta' soltanto sette morti. David Berkowitz fra il 1976 e '77 ne uccise sei a New York e fece scalpore; nel 1976 il "Babysitter" (mai catturato) uccise sette bambini a Detroit. Poi i numeri cominciarono ad aumentare vertiginosamente: fra il 1971 e il 1983 Henry Lee Lucas in Texas ne uccise centinaia, compresa sua madre, e rimane il primatista mondiale. Ad insidiare il suo record e' un altro texano, Donald Evans, che ha confessato sessanta delitti, ma potrebbe averne commessi molti di piu'.

Durante gli anni '70 Ted Bundy uccise trenta donne dallo Utah alla Florida; Edmund Kemper in California uccise un numero imprecisato di donne, le squarto' e violento' diversi loro organi; nel 1980 John Wayne Gacy venne condannato a Chicago per l'omicidio di trentatre' uomini; Aileen Wuornos, una prostituta della Florida (e forse la prima serial killer femmina), uccise sette uomini; Virginia McGinnis, la "Ice Lady" del Kentucky, agi' indisturbata nell'arco di vent'anni e uccise, fra gli altri, anche la sua bambina di tre anni, sua madre e il suo secondo marito, per incassare i premi delle assicurazioni.

Durante gli anni '80 Richard Ramirez ("Night Stalker") fece rivivere a Los Angeles il terrore satanico di Manson; Jeffrey Dahmer fra il 1978 e il 1991 uccise (e mutilo' e mangio') diciassette vittime a Milwaukee (Wisconsin), quasi tutti omosessuali e neri; il nero Wayne Williams venne accusato di aver ucciso piu` di venti bimbi neri ad Atlanta nel 1981 (ma probabilmente era stato il KKK); Gary Heidnik a Philadelphia rapi', stupro', incateno', uccise, cuci' e mangio' numerose donne; Bobby Joe Long venne condannato nel 1985 per nove omicidi e cinquanta stupri; Arthur Shawcross, pedofilo, uccise decine di bambini e poi, rimesso in liberta', si accani' contro le prostitute e ne uccise almeno undici.

Nel 1993 Joel Rifkin a New York confesso' di aver ammazzato diciassette prostitute; nel 1994 Henry Louis Wallace ha confessato in Florida l'omicidio di dieci donne; nel 1995 William Suff e' stato condannato a Los Angeles per l'omicidio di dodici prostitute fra il 1989 e il 1991. Dennis Nilsen, Charles Whitman, Kenneth Bianchi, Randy Kraft, John Christie, John Wesley Dodd, Albert Henry DeSalvo e tanti altri hanno riempito le cronache dei loro delitti a catena.

[Aggiunta ottobre 1999] Nel 1997 e` stato arrestato Orville Lynn Majors Jr, un infermiere accusato di aver causato la morte un centinaio di pazienti in un ospedale dell'Indiana. Majors venne assunto nel 1993 e da allora durante i suoi turni la percentuale di decessi era aumenta drasticamente, quasi tutti causati da improvvise crisi respiratorie.

In un paese ossessionato dall'idea che siano gli immigrati a importare la violenza e' quantomeno curioso che la stragrande maggioranza di questi mostri appartenga al ceppo bianco protestante, quello piu' "puramente" Americano (con eta' media fra i venti e i quarant'anni).

In qualche caso l'esistenza di un serial killer era nota alla comunita', che viveva pertanto nel costante terrore. In altri casi il collegamento fra una serie di omicidi apparentamente indipendenti e' stato compiuto a posteriori, una volta arrestato il "mostro" per un delitto specifico. Questi uomini vivono vite assolutamente normali, che li mettono al di sopra di ogni sospetto. Qualcuno ha confessato volontariamente, qualcuno (Williams) ha negato fino all'ultimo.

Secondo l'F.B.I. nel 1993 erano in circolazione cinquecento serial killer. Dei ventimila omicidi tuttora irrisolti l'F.B.I. stima che 3.500 siano stati commessi da serial killer ancora in liberta', i quali molto probabilmente uccideranno ancora diverse volte prima di essere catturati.

In anni recenti si e' diffuso anche il "multiple murder", l'omicidio di massa, come quello commesso nell'estate del 1984 da un uomo qualunque che fece irruzione armato di mitra in un McDonald's di San Diego e falcio' ventun persone. Nell'ottobre del 1991 fu la volta di una tavola calda di Killeen (Texas), dove un pazzo uccise ventitre` persone. Nel dicembre 1993 Colin Ferguson sparo' senza alcuna ragione su tutti i viaggiatori di una carrozza della metropolitana di New York (pochi mesi prima qualcosa del genere era successo in un grattacielo di San Francisco).

A seconda dei gusti, c'e' persino un serial killer che agisce alla luce del sole: Jack Kevorkian, l'uomo che nel 1990 ha inaugurato la prima macchina per suicidarsi. Due donne anziane la utilizzano per porre fine alle proprie pene e Kevorkian viene arrestato per omicidio colposo; ma verra' rilasciato e, mentre il processo si trascina tuttora, continuera' a "servire" altri clienti (25 in tutto al 1995).

"Unabomber" e' il soprannome che l'F.B.I. ha affibbiato al misterioso terrorista che dal 1978 ha fatto esplodere sedici bombe "per corrispondenza" (causando tre morti e ventitre` feriti). L'F.B.I. sospetta che viva nei pressi di Sacramento, in California, ma la verita' e' che nessuno ha la benche' minima traccia. L'uomo e' rimasto in disparte fino alla primavera del 1995. Poi, forse per effetto dell'attentato di Oklahoma City, e' uscito improvvisamente allo scoperto, prima scatenando il panico all'aeroporto di Los Angeles con la minaccia di far esplodere un aereo, e poi facendo pervenire a diversi quotidiani un suo delirante messaggio. .br Fin dagli inizi l'"Unabomber" ha preso di mira soprattutto l'alta tecnologia, rea di aver distrutto la liberta' individuale e di servire gli scopi delle grandi corporation. Nei suoi messaggi mette in mostra una retorica anarchica con proclami come "la distruzione del sistema industriale mondiale".

Ogni serial killer diventa oggetto di una pubblicita' morbosa: viene studiato e analizzato in maniera cosi' paranoica da farne quasi un mito. Film e libri finiscono per esorcizzare l'atrocita' del crimine commesso e trasformare in spettacolo le pulsioni di questi "mostri". Nel 1993 una casa editrice californiana (la Eclipse Enterprise) si mette persino a vendere "figurine" di serial killer, esattamente come ci sono figurine di giocatori di baseball e di football.

E, siccome questi mostri non agiscono per ragioni economiche o ideologiche, bensi' per qualcosa di molto piu' profondo e congenito, finiscono per essere redenti e mitologizzati dalla loro stessa follia. E proprio come simboli (ambigui e criptici) della sottocultura popolare finiscono per passare alla storia: Charles Manson non e' un semplice maniaco omicida, e' un'icona tanto quanto Marilyn Monroe o Elvis Presley; un'icona sempre piu' slegata dalla persona fisica, e sempre piu' astratta, universale, totale.


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