Talk show


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La televisione (vedi) degli anni '90 e' soprattutto una televisione di chiacchiere. Per tutte le catene televisive e' diventato d'uopo il "late night show", il salotto in cui un presentatore riceve ospiti famosi e intrattiene con loro un'amabile conversazione.

Se Larry King e' l'aristrocratico del settore (il suo show della CNN, trasmesso da Washington, vanta senatori e presidenti come ospiti), il grande successo degli anni '90 e' lo show di David Letterman (che nel 1993 viene assunto dalla CBS con un contratto triennale da 42 milioni di dollari, il piu' alto mai pagato da una televisione). Il suo show, trasmesso da Manhattan, e' la quintessenza del cattivo gusto se paragonato allo show notturno per antonomasia, quello di Johnny Carson (che, in onda per trent'anni, chiude i battenti nel 1992): laddove Carson divertiva con la caricatura, Letterman diverte con l'insulto; laddove Carson usava l'intelligenza, Letterman usa semplicemente la volgarita'. Anche questo e' un segno del mutare dei gusti del pubblico, e forse del mutare del pubblico stesso.

In rapida ascesa e' la popolarita' di Arsenio Hall, comico di colore che polarizza il pubblico piu' giovane. A dimostrazione dell'influenza esercitata da queste trasmissioni, Bill Clinton suonera' il sassofono nello show di Hall in piena campagna elettorale.

Una variante di questo spettacolo e' il "talk show", la trasmissione impostata sulla chiacchierata informale in cui un commentatore sardonico (e sovente fascistoide) dileggia presidente, parlamento, stranieri, minoranze e tutto cio' che in generale e' tabu'. Negli anni '90 il talk show e' cresciuto di importanza fino, in certi casi, a prendere il posto del comizio. E' il caso di Rush Limbaugh (vedi), diventato il personaggio televisivo piu' seguito d'America (venti milioni di ascoltatori al giorno).

A fargli concorrenza e' lo show radiofonico mattutino di Howard Stern, che diverte con barzellette razziste, anti-omosessuali e scioviniste (inizio' nel 1981 alla WWDC di Washington, ma fece fortuna dal 1985 in poi alla WXRK di New York e oggi viene trasmesso anche dalla KLSX di Los Angeles, che nel 1992 e' stata incriminata per il linguaggio offensivo del programma). Se Limbaugh e' un puro demagogo, Stern fa leva sull'esibizionismo e la volgarita' insistita. La sua e' una parodia continuata dei diritti civili, delle maniera civili. Insieme esercitano un'influenza non indifferente sulla maggioranza silenziosa (i loro libri del 1993 saranno a lungo al primo e secondo posto dei bestseller nazionali).

Se una volta l'ideologia reazionaria era affidata ai predicatori televisivi, adesso sono questi "talk show" a fungere da "voce dell'America conservatrice".

Alla radio il loro posto viene moralmente preso da Gordon Liddy, gia' condannato ai tempi del Watergate, ora titolare di uno show trasmesso da 262 stazioni (vincera' il premio nazionale dell'Associazione nel 1995) attraverso il quale promuove la resistenza armata contro il governo e difende i gruppi di estrema destra.

Un'altra accezione di "talk show" e' invece quello in cui i protagonisti sono divisi in tre gruppi: il presentatore, che funge da moderatore, il pubblico, che viene invitato a porre domande, e un gruppo di persone ordinarie che sono accomunate da un tema drammatico. Questi show, praticamente inesistenti negli anni '80, sono fra i grandi successi degli anni '90. Durante la trasmissione le "vittime" raccontano fra le lacrime le storie piu' truci, incontrano i loro aguzzini, e sono sottoposte al terzo grado del pubblico. Il fatto curioso e' che molti lo fanno per liberarsi, come in una forma di terapia.

Per i presentatori diventa una questione di business trovare argomenti sempre piu' spinosi. E' anzi proprio il cambiamento da show dell'amicizia a show dell'inimicizia che causa il boom di ascolto. Piu' gli ospiti si azzuffano sullo schermo e piu' volgare e' la ragione dei loro litigi piu' il pubblico si entusiasma. Il mondo dei "talk show" passa dall'era di Oprah Winfrey e Phil Donahue (i cui temi sono tragici, ma alla Dickens, e il cui obiettivo e' far si' che la gente a casa si riconosca nelle vicende degli ospiti) all'era dei Jenny Jones, Geraldo, Montel Williams, Jerry Springer, saltimbanchi della televisione che improvvisano trasmissioni attorno ai temi piu' inverosimili e sensazionalisti (imitando tutto sommato lo stile dei tabloid).

Lungi dall'aiutare la gente a guarire le proprie cicatrici, questi show finiscono per causare danni psicologici non indifferenti. Dopo un'ora di umiliazioni qualche ospite, che forse voleva soltanto sfogarsi in pubblico, perde la testa. Le conseguenze non si fanno attendere: nel 1994 dopo lo show uno degli ospiti di Jenny Jones ha ucciso la sua controparte...


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