La World Wide Web


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L'Internet (vedi) degli anni '80, per quanto rivoluzionaria fosse stata, era ben poca cosa rispetto alla "World Wide Web" degli anni '90. La WWW e' un reticolo di "pagine" multimediali (testo, grafica, video, suono) e ipertestuali (ogni pagina puo' avere dei rimandi ad altre pagine) che "pubblicizzano" qualcosa o semplicemente forniscono delle informazioni.

Il medium esplode nel 1993, con l'introduzione del programma Mosaic, uno "shareware" che consente di "navigare" lungo questi ipertesti. Anche la WWW e' una rete basata sul volontariato. Quando nascono i primi "browser" commerciali, analoghi a Mosaic ma piu' facili e potenti, esplode anche il business. Nell'estate del 1995 la Netscape, una piccola societa' della Silicon Valley, e' la prima del mondo dell'Internet ad essere quotata in borsa: alla fine del primo giorno le sue azioni sono salite al punto che la societa' vale due miliardi di dollari. E non ha ancora guadagnato un penny.

Si sta realizzando l'utopia di Ted Nelson, il visionario che negli anni '60 immagino' di usare i computer per unire tutta la conoscenza disponibile al mondo. L'idea e' stata realizzata tramite il meccanismo che consente a tutti di costruire una pagina di WWW e di connetterla a qualche altra pagina.

Ma l'utopia si estende oltre, in quanto la WWW e' anche una sorgente decentalizzata d'informazione. Per la prima volta nella storia dell'umanita' (perlomeno su questa scala) viene a mancare un centro controllore. Il concetto di medium monolotico, come sono le riviste, i film e i libri tradizionali, viene rimesso drasticamente in discussione. Con l'Internet nasce una cultura che e' non-lineare e bidirezionalea, inizia il declino del monopolio dell'informazione da parte dei media. Nasce l'editoria digitale (vedi) interattiva.

A parte il business, a trarne vantaggio sono soprattutto coloro che hanno bisogno di una comunita' virtuale. E' il caso delle donne, per le quali la World Wide Web (e in generale l'Internet) rappresenta un prezioso mezzo di comunicazione. La generazione delle "riot grrrrls" (vedi), che siano o meno tali, ha fatto della "connection" quasi una ragione di vita o di morte. Entrare in contatto con altre ragazze che hanno gli stessi problemi non e' facile se si vede in ambienti dominati dagli uomini.

Nascono cosi' iniziative come le "cyber-sisters" di Aliza Sherman (http://www.interport.net/~asherman), che hanno una loro pagina di WWW, o la Women's Leadership Network di New York, che ha come missione proprio quella di aumentare il numero delle donne collegate all'Internet. La politica "virtuale", condotta tramite scambi di e-mail invece che dibattiti dal vivo, ha successo anzi soprattutto fra le donne (o, meglio, fra le "ciberfemministe").

Le opportunita' commerciali consistono soprattutto nella vendita per corrispondenza e nella pubblicita'. La prima sara' resa possibile dal "denaro elettronico" che diverse societa' stanno mettendo a punto. La seconda e' gia' una realta'. Per i consumatori ci sara' anche il vantaggio di servizi ancor piu' automatici, ancor piu' "vicini". Se l'ATM (il "Bancomat") ha consentito di fare del "banking" in qualsiasi momento, la World Wide Web della Wells Fargo consente di fare del banking anche da qualsiasi posto, oltre che in qualsiasi momento.

Lo stato della California mette "on-line" persino le istruzioni per compilare i moduli delle tasse, i risultati delle elezioni, le condizioni delle strade,... In alcune zone le "freeway" (le autostrade) sono costellate di sensori che forniscono a un computer informazioni continue sull'intensita' del traffico e il computer le trasforma in una World Wide Web per tutti (gestita in collaborazione con i Maxwell Labs).

Il passo successivo rendera' l'utente ancor piu' dipendente dal concetto di "rete". JAVA, il linguaggio di programmazione inventato da James Gosling alla SUN, consente di costruire programmi (e quindi servizi), detti "applet", che possono essere eseguiti su qualsiasi computer e che consentono all'utente di interagire con la Web, invece che esserne soltanto spettatore/esploratore. La "piattaforma" di lavoro non e' piu' il singolo personal computer, ma la rete nel suo insieme. Il singolo computer diventa un organismo vivente in un ecosistema digitale.

La World Wide Web e il suo folklore costringono tutti a pensare in maniera diversa. Diventa consuetudine (anche sulle carte da visita) specificare un indirizzo telematico nel formato cosiddetto "URL" (Uniform Resource Location), ovvero "protocollo://server/path", dove "protocollo" si riferisce al "mezzo" di comunicazione ("http" per la WWW, "ftp" per il trasferimento di dati, "news" per i forum), "server" e' l'indirizzo del computer dato come sequenza delle reti a cui appartiene (un computer A che si trova in una rete B che si trova in una rete C si chiama "A.B.C") e "path" e' il percorso di directory tramite il quale si giunge al file specifico (qui il formato e' "A/B/C" per indicare che C si trova nella directory B che si trova nella directory A).


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