Cheese


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Il "cheese" degli anni '90 e' il corrispettivo di cio' che negli anni '60 veniva chiamato "camp". "Cheese" non e' necessariamente un attributo negativo, semplicemente "vecchio", "demode`", "anacronistico" e soprattutto in conflitto con il gusto moderno (ma non e' detto che sia "cattivo" gusto). Una fotografia dei Beatles sorridenti con i capelli corti e' "cheese" perche' quel sorriso non c'entra nulla con i nostri tempi e quel taglio di capelli non si usa piu' da trent'anni.

A differenza dell'"american graffiti", che esalto' soltanto la cultura degli adolescenti, il cheese va a riscoprire gli aspetti piu' deleteri della cultura di massa.

Le origini del termine sono molteplici. "Cheez Whiz" e' una marca molto popolare di snack per party che venne introdotta nel 1953. "Cheesy" significa "di pessima qualita'".

Inizialmente "cheese" aveva un connotato parodistico e sarcastico, diretto contro la societa' dei consumi e le sue aberrazioni sotto-culturali. Ma presto il pubblico trovo' di suo gradimento quelle aberrazioni e l'oggetto di scherno divenne oggetto di lucro.

A cominciare sono le stazioni televisive che, scavando negli archivi televisivi, rispolverano le vecchie "sitcom" per famiglia, come quelli della famigerata "The Brady Bunch" dei primi anni '70, i cui protagonisti sono la quintessenza dello sterotipo della famiglia per bene, o quelli degli "Honeymooners" (lo show di Jack Gleason che nel 1955-56, partendo dalla tradizione dell'avanspettacolo, creo' di fatto lo standard per questo tipo di "comiche a puntate"), o quelli dei "Charlie's Angels" (le tre avvenenti detective, fra cui Farrah Fawcett e Jaclyn Smith, che fra il 1976 e il 1981 lanciarono la moda delle sitcom sexy).

Come nel caso del camp, il cheese antepone lo stile al contenuto, l'estetica alla moralita', l'esagerazione al documento. Come il camp, anche il cheese gioca con un doppio significato di se stesso: "Brady Bunch" e' cheese perche' e' nelle intenzioni degli attori di risultare ridicoli (e quindi divertenti) al pubblico, ma e' cheese anche perche' involontariamente quegli attori sono cheese per il gusto moderno.

Cheese e' pero' piu' sottoculturale di camp perche' considera soltanto cio' che non potrebbe assolutamente essere arte (il film "Casablanca" e' camp, ma non cheese). Il camp, inoltre, era infinitamente piu' umano del cheese: in fondo il camp esprimeva un sentimento di tenerezza verso l'uomo qualunque, mentre il cheese esprime soltanto perfido cinismo, persino disprezzo. Cheese e' il camp di una generazione nichilista, la generazione X .

Il cheese non e' certamente alieno alla narrativa post-moderna di Kathy Acker, Robert Coover e Donald Barthelme, i quali reinventano i miti del passato alla luce del mondo moderno. La prassi e' la stessa: rinunciare a esprimersi tramite una propria creazione, e limitarsi invece a esprimersi tramite la critica pungente di una creazione altrui che, essendo famosa, costituisce una sorta di sistema di riferimento comune a tutta la comunita'.

Post-moderni sono infatti anche gli show televisivi di maggior successo, "Moonlighting" e "Twin Peaks", entrambi parodie distaccate di due generi di "soap opera". Gli attori di questi film non si personificano realmente nei propri personaggi, ma fanno capire al pubblico di essere soltanto attori; quasi come se recitassero la parte di attori, la parte di se stessi.

Nel 1992 esplode il revival di Betty Page. Piu' ancora di Marilyn Monroe, fu Betty Page la vera "regina dei cuori" negli anni '50. Questa pin-up perennemente in costume da bagno fu l'epitome dell'erotismo feticista del dopoguerra. La sua popolarita', e lo scandalo conseguente, furono tali che dovette comparire davanti alla Commissione del Senato che si occupava delle attivita' anti-americane...

Dave Stevens e' indirettamente responsabile del revival, in quanto l'eroina del fumetto "Rocketeer" ricalca le "forme" di Betty Page. Nel 1992 vengono pubblicati diversi album di fotografie, di disegni (a Betty Page si ispirarono diversi cartoonist) e una dettagliata autobiografia che viene esaurita prima ancora di arrivare nelle librerie.

Nel 1995 e' la volta di "Betty Boop", un cartone animato che negli anni '30 svolse la stessa funzione di innocente trasgressione. Durante la Grande Depressione i cartoni animati di Betty Boop furono l'antitesi della moralita' perbenista di Walt Disney. Presto i perbenisti prevalsero e Grim Natwick fu costretto a rivedere il suo guardaroba.

Vanna White, la valletta di "Wheel Of Fortune" (il gioco televisivo che detiene il record di trasmissioni), testimonia di come sia in atto un revival persino della figura della vamp: senza dire una sola parola, e' diventata piu' famosa di qualsiasi presentatore. Nel 1993 ha addirittura citato in giudizio una casa di apparecchiature stereofoniche, rea di aver usato nella sua pubblicita' un robot chiaramente ispirato a lei (benche' con voce e faccia completamente diverse), e quindi di aver tratto profitto dalla sua celebrita'. Neppure le grandi star di Hollywood erano mai arrivate a tanto.

Le "Valley girls" prendono ispirazione da questo revival della vamp.

Nel 1993 ritorna anche "Bonanza", che dal 1959 al 1973 tenne con il fiato sospeso le famiglie americane con le avventure di una famiglia di pionieri nel Far West (primato di ascolto dal 1964 al 1967).

Nel gran calderone dei revival musicali non puo' mancare Ed Sullivan, che fu titolare dal 1948 fino al 1971 dello show per giovani piu' seguito d'America. Sullivan e' ricordato come la quintessenza del presentatore televisivo cretino, che non ha capito assolutamente nulla di cio' che sta accadendo. Ma il suo show rivelo' ai giovani americani la faccia di Presley e dei Beatles, nonche' la faccia dei giovani che ascoltavano Presley e i Beatles.

Il cinema riporta alla luce due fossili del mondo dei fumetti: Dick Tracy e soprattutto Batman, che danno origine a due "manie" consumistiche.

I film di fantascienza degli anni '50, realizzati in maniera affrettata e con sceneggiature scontate, godono un favore entusiastico presso le nuove generazioni. Il canale televisivo via cavo TNT ha una trasmissione apposta, intitolata "MonsterVision", e i cinema "drive-in" li programmano in tarda serata per le coppiette di giovani innamorati. Ri-editi su videocassetta, dilagano nelle case della media borghesia per la gioia dei ragazzini prepuberali che non possono ancora vedere i film con i mostri veri, quelli (umanissimi) di tutti i giorni.

"The Creature from the Black Lagoon" del 1954 e "The Island Earth" del 1955 (i cui mostri sono rispettivamente Gill Man e Metaluna Mutant) sono forse i piu' gettonati. L'universo di questi filmetti e filmacci e' popolato da androidi con tre teste, cocomeri giganti, alberi cannibali, vampiri volanti e cosi' via. C'e' sempre l'immancabile donzella da salvare e l'immancabile coraggioso gentiluomo che la salva. Molta arte popolare (fumetti e canzoni) degli ultimi dieci anni e' una parodia di titoli e protagonisti della fantascienza di serie C.

Cosi' anche la civilta' surf, l'epitome della stupidita' culturale, ma anche un'icona dei Sixties spensierati. Negli anni '80 quella che venne battezzata "Surf City", ovvero Huntington Beach, a due passi da Los Angeles, istituisce l'International Surf Museum, a imperitura memoria dei bei tempi andati, nel quale le nuove generazioni di surfers possono studiare le origini hawaiane dello sport, rivivere l'avventurosa traversata di George Freeth che nel 1907 "surfeggio'" dalle Hawaii a Redondo Beach, ammirare i costumi di surfer storici come il Duke Kahanamoku che domino' le scene degli anni '20 (dell'eroe e' esposto anche un busto di bronzo), seguire l'evoluzione della .br tecnologia attraverso i modelli disegnati da Tom Blake nel 1932 (il primo con la pinna) e da Bob Simmons (il primo con la forma concava), rivedere il film che lancio' il fenomeno su scala nazionale (il semi-documentario "Endless Summer" di Bruce Brown), rivedere le avventure di eroi cinematografici come Gidget, rileggere i primi numeri della rivista "Surfer" di Steve Pezman (tuttora in edicola). E si comincia a parlare anche di un museo dello "skateboard", inventato nel 1962 a Hollywood dal negozio "Val Surf"...

Cheese e' un sogno collettivo di tutto cio' che era buono e innocente nella societa' americana.


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