La Storia della Musica Rock: 1976-1989New Wave, Punk-rock, HardcoreTradotta da Massimiliano Osini Storia del Rock | 1955-66 | 1967-69 | 1970-75 | 1976-89 | Anni '90 | 2000 Musicisti del 1955-66 | 1967-69 | 1970-76 | 1977-89 | Anni '90 US | Anni '90 non-US | Anni 2000 Torna alla pagina di musica (Copyright © 2002 Piero Scaruffi & Max Osini) American GraffitiAmerican Graffiti e' il titolo del film di George Lucas che nel 1973 lancia in tutti gli Stati Uniti il fenomeno del revival, ovvero la riscoperta della cultura giovanile degli anni cinquanta e sessanta, la cui magica innocenza era andata perduta attraverso la guerra in Vietnam e la crisi petrolifera. L'interesse nei confronti di quegli anni si manifesta soprattutto nella riscoperta delle radici del rock and roll, che dopo il declino delle scene alternative, aveva lasciato il posto a una musica a stretto uso e consumo delle multinazionali discografiche. Generi che erano stati originariamente concepiti per sostenere un sentimento di ribellione contro la societa' borghese diventano a loro volta una componente di quella stessa societa'. La musica dei cinquanta e dei primi sessanta suona in questa prospettiva molto piu' autentica. Il revival e' talmente generalizzato da influenzare tutti gli strati del panorama musicale americano. Mentre a Broadway e a Hollywood si studiano le classifiche di Billboard in modo da rilanciare divi di facile consumo (fenomeno diventato rapidamente obsoleto dopo il diluvio del 1966-67), migliaia di ragazzi che suonano dentro garage e scantinati si concentrano invece sugli oscuri gruppi che negli anni sessanta suonavano all'interno degli stessi garage e scantinati. La seconda meta' degli anni settanta vede cosi' la riproposta di pressoche' l'intera gamma di generi che aveva segnato i primordi del rock and roll: rockabilly, surf music, folk-rock, psichedelia, persino le colonne sonore di film horror. Una frenesia archeologica scuote il tessuto musicale di tutta la nazione e i giovani si atteggiano a studiosi intenti a decifrare i graffiti lasciati dalla generazione precendente. I punk sono i primi a scoprire lo spirito malvagio che si era nascosto per due decadi all'interno del rockabilly, il cui ritmo epilettico si accoppia alla grande con il loro atteggiamento oltraggioso. Non solo, i punk penetrano all'interno di quel ritmo, lo sposano con i toni delle colonne sonore da film horror e lo trasformano in qualcosa di cupo, lugubre, sconnesso. Modellato dall'umore di quegli anni, il rockabilly diviene qualcosa di piu' di un genere musicale: un rituale ipnotico e perverso i cui singhiozzi e riverberi alludono a situazioni apertamente sessuali e macabre. Ancora una volta e' New York l'epicentro: i Cramps sono i capostipiti del "voodoobilly" cosi' come i Suicide sono gli inventori dello "psychobilly". I Fleshtones vanno addirittura oltre, mettendo sotto sopra rockabilly, garage-rock, surf music e horror soundtrack, al punto da compiere veri e propri esercizi di arte post-moderna. Post-moderna e' in definitiva anche l'operazione intrapresa dai Raybeats, il meno convenzionale tra tutti i gruppi dediti al revival. Naturalmente le classifiche si riempiono di autori molto piu' ordinari. Tra questi spiccano gli Stray Cats il cui successo alimenta la "rockabilly-mania" che dona due minuti di celebrita' ai piu' sinceri cultori del genere: i Panther Burns e gli Zantees. Il piu' selvaggio "rock and roll animal" del tempo e' certamente Von Lmo il quale sconta per questo un estremo isolamento da parte dall'intera industria discografica. Tra le ultime band in ordine di tempo ad aderire ai canoni del revival ci sono gli Honeymoon Killers invero tra i piu' impressionanti e oltraggiosi discepoli dei Cramps. In California, i Blasters si orientano nel ripescaggio degli anni cinquanta e di fatto lanciano una nuova forma di grass-roots rock populista. L'enfasi si sposta velocemente verso il garage rock e il suono grezzo e selvaggio che da sempre contraddistingue il rock and roll amatoriale dilaga presto in tutta la nazione: a Washington gli Slickee Boys, nel New Jersey i Dramarama, in Ohio i Romantics e indirettamente i Pretenders. Boston e' la patria di una delle piu' prolifiche scuole con i Real Kids, i DMZ (in seguito Lyres) e i Modern Lovers di Jonathan Richman. Intanto la musica rock riscopre anche la melodia e non ci vuole molto perche' il power-pop diventi l'ennesima moda. Chicago puo' essere accreditata come una terra promessa del genere, grazie al fragoroso rock melodico dei Cheap Trick e, in seguito, alle sofisticate armonie degli Shoes, a cui si aggiungono generici revivalisti come i Service. Da Boston provengono i piu' influenti e di successo, i Cars, e i Neighborhoods. Anche se non esattamente definibile come pop Jonathan Richman e' certamente uno dei definitivi residuati degli anni sessanta. In Kansas gli Embarrassment sono altrettanto bravi e riconosciuti almeno quanto gli Shoes. I Moberlys portano il revival califoniano a Seattle. Il Power pop trova terreno fertile in California, lo stato piu' distante (fisicamente e psicologicamente) dalla disturbante New Wave di New York. Alla fine degli anni settanta Los Angeles diventa la capitale del genere. Tom Petty, Jules Shear e, a Berkeley, Greg Kihn, ne sono i teorici, forti di melodie in grado di rappresentare i sentimenti della propria generazione. Tra i seguaci del power-pop di Los Angeles si fanno notare i Plimsouls di Peter Case, i Beat, di Paul Collins, i Last, i 20/20, i Redd Kross. Le Go-Go's rinnovano la tradizione dei gruppi femminili, facendola sembrare una sorta di vendetta e le Bangles portano quello stesso spirito nelle classifiche di vendita. Al di fuori dei circuiti commerciali Barnes & Barnes parodiano semplicemente il revival. continua... | indietro... |