Delta 62
(Copyright © 1997 Rockerilla)

Formati a Washington dal chitarrista Gregg Foreman, i Delta 72 si sono messi in luce con il recente {The R&B Of Membership} (Touch & Go), il cui sound sembra un ibrido di punk-rock e rhythm and blues da garage. La nota insolita del disco e` l'organo di Sarah Stolfa, con la quale ripercorriamo le tappe del gruppo:
"All'inizio c'erano Gregg (Foreman) e un batterista. L'idea di Gregg era di invitare di volta in volta musicisti diversi per completare il trio. Invitarono me a cantare, ma io non avevo molto voglia di diventare una cantante, e provai cosi` a suonare le tastiere. Dopo un po' Gregg decise che andava bene cosi` e l'idea della formazione rotante venne abbandonata. Era il giugno del 1994. Sette/otto mesi dopo si aggrego` anche Kim Thompson al basso, la quale peraltro ci ha lasciato recentemente. Un anno dopo usci` il nostro primo singolo, per la Kill Rock Stars. Quest'anno Jason Kourkounis e` subentrato al vecchio batterista e abbiamo registrato prima il singolo [Triple Crown] e poi l'album. batteria di Jason Otto settimane di tour, e Kim ci ha lasciato. E` iscritta all'universita` e non se la sentiva di sacrificare gli studi. Cosi` adesso c'e` Bruce Reckahn. In questo momento sia per meta` a Washington e meta` a Philadelphia, ma l'idea e` di spostarci tutti a Philadelphia."

Mi sembra che alcuni dei membri del gruppo abbiamo un passato prestigioso...
"Gregg era nei Junction, quando studiava all'Universita` della Pennsylvania. Jason era nei Mule a Detroit, e li segui` quando si spostarono a Philadelphia. Il gruppo non si e` mai sciolto, ma lui passa quasi tutto il tempo con noi. E Bruce era nei Goats."

L'album e` eclettico come pochi di questa stagione, e non stupisce tutto sommato sentire riferimenti a Mule. Foreman affonda gli artigli nel blues di [Rich Girls Like To Steal], con tanto di armonica gracchiante e riverberi da palude; gli accompagnatori si sfogano negli strumentali [Frigid] e [Hustler] a passo swingante. Meglio ancora quando il gruppo perde la bussola, come in [Satellite] (fuzz fuori di testa, strilli femminili, sconnesso battito tribale e Farfisa istericamente "acido") e l'ancor piu` indemoniata [On The Rocks] (stessa voce, stesso tribalismo).
"Ascoltiamo di tutto" punk-rock, rap, blues, jazz, country... Generalmente e` Gregg che ha l'idea, tipo un riff, su cui poi noi costruiamo il resto della canzone. Gregg scrive anche tutte le liriche, che sono molto personali. Tutto cio` che facciamo personale, viene da dentro di noi."

E` per questo che vi rifate al blues?
"Il blues non e` soltanto una musica dell'introversione, e` anche la base di tutto il rock and roll. E del soul. E del jazz. E del rhythm and blues. Tutto viene da li`, Led Zeppelin, Rollings Stones, e cosi` via. Presley prese il blues e lo fece diventare rock and roll perche' era un bianco, altrimenti avrebbe semplicemente cantato il blues. Quelle sono le radici della musica che suoniamo oggi."

Quali gruppi vi piacciono?
"I New Bomb Turks fan, perche' sono pieni di energia. I Man Or Astroman, il cui show e` uno dei migliori in circolazione oggi. I Dirty Three, perche' sono pieni di passione, la loro musica e` unica, cosi` spaziale. E poi tanti altri. Ma non ci riconosciamo parenti di nessuno di loro."

Come si evolvera` il tuo stile alle tastiere?
"Non sono sicura. Certamente non mi interessano le avanguardie, non mi interessa la musica ambientale, il techno, l'industriale, etc. Semmai mi piacerebbe avvicinarmi al sound soul/gospel di Booker T. Oggi uso l'organo sia come una seconda chitarra sia come un secondo basso. Dipende dal brano."

Contenti dell'album?
"Ci rappresenta bene, ma dal vivo siamo un'altra cosa. Noi siamo decisamente una live band. Su disco si perde moltissimo della nostra energia. Pensa che dal vivo le canzoni sono piu` corte, invece che piu` lunghe, tanta e` la foga con cui le eseguiamo."


Mason Jones: Trance e Spazi Subaracnoidi
(Copyright © 1997 Rockerilla)

Mason Jones e` uno dei personaggi piu` in vista della San Francisco alternativa. Non solo ha fondato la Charnel, una delle etichette piu` innovative del momento, per la quale sono usciti dischi memorabili come il Crash Worship, come il recente Gravitar e il mini dei Mainliner, ma e` anche titolare in persona di diversi progetti, fra i quali sono giunti in sala di registrazione Trance e Subarachnoid Space.

Ci puoi fare un riassunto della tua carriera?
"Sono nato nel Michigan, ma dopo l'universita` mi sono trasferito in pianta stabile a San Francisco. La mia educazione musicale e` consistita semplicemente nell'apprendere man mano che praticavo l'ambiente musicale. Per un po' suonavo soprattutto la chitarra, in particolare cercando di ottenere suoni da "non chitarra". Il mio primo complesso si chiamava Dada Fish, nel 1986/87, poi nel 1988 feci la prima delle cassette del progetto Trance. Alla fine del 1995 ho formato SubArachnoid Space con altri amici. La Charnel Music nacque originariamente soltanto per distribuire le cassette di Trance, ma presto si vide l'opportunita` di pubblicare anche altri complessi, e nel 1990 cominciai a stampare CD, oltre a cassette. Il pubblico e la critica l'hanno accolta cosi` bene che oggi le dedico gran parte del mio tempo. Nel corso degli anni ho partecipato a diversi eventi e manifestazioni di rilievo. Ho scritto le musiche per due performance dei Survival Research Laboratories (ndi: leggendaria troupe di robot programmata/guidata da Mark Pauline) nel 1989 e nel 1990; ho prodotto l'album di debutto di Nada (sul quale suono anche percussioni e chitarra); e nel 1992 sono anche stato membro del gruppo di performance d'avanguardia Torture Chorus."

I diversi progetti in cui sei coinvolto rappresentano diversi aspetti della tua personalita`?
"Si`, forse si`. Mi piace collaborare, cosi` SubArachnoid Space e` un gruppo che consente a tutti di creare in maniera collettiva, usando l'improvvisazione. Ma in studio ho bisogno di lavorare da solo, e creare la musica che e` nella mia testa senza dovermi preoccupare dei miei partner. Quindi Trance continuera` ad esistere e ad essere un progetto solista di studio."

Ma perche' sentisti il bisogno di creare Subarachnoid Space?
"Dopo tanti anni di Trance ero un po' insoddisfatto dai risultati dal vivo, per cui smisi di fare performance. Ma mi piace tantissimo eseguire musica dal vivo, per cui ho trovato un compromesso formando un complesso piu` o meno rock, la cui musica improvvisata ben si presta per esibizioni dal vivo. Sia io sia i miei amici siamo innamorati dei suoni psichedelici sperimentali e pertanto questa e` la direzione in cui si sviluppera` il sound del complesso." Visto che il disco e` stato bene accolto, abbiamo contattato un'etichetta piu` grande, per la quale probabilmente uscira` il nuovo album, previsto per aprile."

Il futuro di Trance allora?
"Sono ormai otto anni di Trance, ed e` cambiato da un progetto percussivo e industriale a un progetto orientato alla colonna sonora. Vorrei fare musica per film adesso. {Augury} e` in effetti una raccolta di colonne sonore per film che vorrei vedere ma che non esistono ancora. Mi piace combinare ritmi, musica orchestrale, suoni campionati, etc."

Altri progetti minori?
"In questo momento ce n'e` soltanto un altro, The White Rose, che e` il mio soprannome per il rumore piu` abrasivo. Potrei anche pubblicare qualcosa a mio nome, un duetto con amici giapponesi (Null, Jojo degli Hijokaidan, Aube, etc) e un album di chitarra solista."

Trance e` uno dei progetti piu` geniali della musica neo-ambientale. Ogni disco riflette un approccio diverso alla musica: musica industriale, cacofonia dadaista, rock chitarristico, musica classica sinfonica... Per {Augury} Mason Jones parte dal Klaus Schulze di {Irrlicht} (ovvero dal Beethoven della musica elettronica), riesuma lo spirito delle colonne sonore dell'orrore, innesta droni psichedelici dappertutto e secerne musica subliminale che avanza a passo lentissimo, ma e` nondimeno ricca di svolgimento drammatico. Il disco e` la degna continuazione del sinfonismo di {Audiography} (Staalplaat), considerando immatura la prima prova del 1991, {Automatism} (Charnel), ancora legata agli stereotipi della musica industriale, e la raccolta dal vivo di {Contents Under Pressure}.

{Delicate Membrane} (Charnel Music, 1996), il primo disco dei Subarachnoid Space, ha rivelalo un quartetto che esegue musica strumentale rigorosamente improvvisata sfruttando intuizioni di Pink Floyd e Velvet Underground, dei raga e delle jam di free-jazz.

Jones ha anche pubblicato numerose cassette: {Fatal Blow} (Charnel, 1988), {Abyss} e {Beaten Track} nel 1989, {Purity} e {Mesmerism} nel 1990, {Unyielding Firmament} (Sounds For Consciousness Rape, 1993) e {Emergence Of Buried Truths} (Obuh Tapes, 1993).
"Tutte queste cassette (eccetto forse la Obuh) sono introvabili oggi. Ogni tanto mi viene voglia di pubblicare una raccolta di tracce rimasterizzate, ma poi mi passa l'entusiasmo. Un giorno le riascoltero` e decidero`."

Discografia

Solo Releases

Fatal Blow 1988, Cassette, Charnel House (CH)
Abyss 1989, Cassette, CH
The Beaten Track 1989, Cassette, CH
Purity 1990, Cassette, CH
Mesmerism 1990, Cassette, CH
Automatism 1991, CD, CH
Guitar Noise EP 1993, 7" single, CH
Unyielding Firmament 1993, Cassette, Sounds for Consciousness Rape, France
Audiography 1993, CD, Staalplaat, Netherlands
Emergence of Buried Truths 1993, Cassette, Obuh Tapes, Poland
Notre-Dame de L'oubli 1994, 7" single, Fourth Dimension Records, U.K.
Contents Under Pressure 1994, CD, Flying Esophagus Productions
Augury 1996, CD, Charnel Music/Obuh Records (Europe)

Subarachnoid Space: {Delicate Membrane} (Charnel Music, 1996)
Subarachnoid Space: {Char-Broiled Wonderland} (Charnel Music, 1996) 7"

Trance: {Automatism} (Charnel, 1991)
Trance: {Audiography} (Staalplaat, 1994)
Trance: {Augury} (Charnel, 1995)

Charnel Music, POBOX 170277, SanFrancisco CA 94117-0277, U.S.A.
Fax 001 (415) 664-1829


Eleventh Dream Day: Il ritorno dell'Orsa Maggiore
(Copyright © 1997 Rockerilla)

E` ironico che il nuovo album, intitolato semplicemente "Eighth", presenti ancora un gruppo al culmine della forma, quando invece il gruppo e` ormai diventato un passatempo di lusso per i suoi componenti. Janet Bean e` infatti sempre piu` impegnata con le Freakwater (un gruppo che sta finalmente cominciado a ottenere il successo che merita, e del quale verranno presto ristampati i primi due album) e Rizzo si e` dato all'insegnamento. L'ottavo album e` stato cosi` il frutto di una frettolosa sessione di studio, con la quale Rizzo voleva piu` che altro scrollarsi di dosso una manciata di canzoni...
"Anche se la musica non e` piu` la mia preoccupazione primaria, continuo a scrivere canzoni. Ne avevo abbastanza per un disco dignitoso e alla prima occasione ho rimesso insieme la formazione per registrare un album. Piu` o meno lo stesso concetto che aveva dato vita al precedente, {Ursa Major}, passato un po' inosservato per il fatto di essere uscito su una piccola etichetta di Chicago (ndi: la Atavistic). Ci siamo trovati di colpo nei panni di quelli che devono incidere un disco con un budget minimo, in pochi giorni, senza la grandeur di produzione delle major. Dopo il tour del 1993 non abbiamo piu` suonato insieme dal vivo, per cui gli 11th Dream Day sono diventati un progetto di studio. Io e Janet siamo sposati, per cui non posso dire che ciascuno e` veramente andato per la sua strada, ma musicalmente e` stato cosi`. Sia il precedente sia questo disco sono stati registrati dopo che abbiamo provato un paio di volte. E naturalmente non possiamo avvalerci della stessa qualita` di produzione di prima. Il lato positivo della nostra situazione e` che ci siamo liberati delle pressioni di carattere commerciale. Non siamo obbligati ad avere una canzone pop prima di poter registrare l'album."

Il nuovo album e` comunque un prodotto di ottima qualita`. Ascoltandolo non si intuiscono le difficolta` incontrate dal gruppo.
"La maturita` supplisce alla carenza di mezzi. Suoniamo insieme da cosi` tanto tempo che siamo diventati un organismo unico, e questa organicita` si traduce in un sound fluido e classico. In realta` anche quando sembriano lambiccati e sofisticati stiamo suonando di puro istinto. Ci siamo avvalsi anche di un produttore molto metodico. Il sound e` certamente diverso da quello che i nostri fan di dieci anni fa si ricordano. Paragonato al nostro primo album, quando eravamo una garage-band giovane e rumorosa, sembra fatto da un altro gruppo."

La novita` principale e` il ricorso alle tastiere. E` una moda che sta prendendo piede alla grande.
"Sono d'accordo che si tratta di una moda generale. Quasi tutti i musicisti che conosco vanno a comprarsi questi vecchi sintetizzatori che per dieci anni nessuno voleva neppure vedere... Ma non mi stupisce piu` di tanto, poiche' tutti abbiamo le stesse influenze: i gruppi tedeschi degli anni Settanta. Quelle influenze sono sempre state in circolazione (pensa ai primi Public Image Ltd, persino a diversi album di punk-rock), ma per ragioni misteriose i Can e i Faust li ascoltavamo in tre. Adesso improvvisamente sono tornati alla ribalta e tutti tentano di imitarli. Per quanto riguarda noi, devo anche confessare che ci siamo un po' stancati del formato classico, ovvero chitarristico, del rock. Se continuiamo a suonare, vogliamo provare qualcosa di nuovo, e le tastiere ci offrono suoni interessanti con cui sperimentare."

Ci sono complessi come Mazzy Star che sono di fatto vostri discepoli, ma hanno ricevuto riconoscimenti superiori a quelli tributati a voi ai tempi. Adesso che loro sono famosi vi sentite influenzati a vostra volta da loro?
"Dave Roback e` sempre stato un mio idolo, fin dai tempi in cui Rain Parade e Green on Red e gli altri del Paisley Underground erano le nostre massime influenze. Ma devo confessare che trovo i Mazzy Star un po' noiosi. Il primo album aveva un sound molto bello, ma in seguito mi hanno lasciato un po' freddo".

La musica ambientale ha influito sulla composizione di [For A King] e [Motion Sickness]?
"Premesso che sono sempre stato interessato agli esperimenti di Eno e Budd, devo dire pero` che c'e` un limite oltre il quale la musica strumentale statica perde il suo potere di suggestione, e molti musicisti ambientali valicano questo limite in continuazione. Qualche volta la qualita` sonora e` sufficiente a giustificare l'ascolto, ma altre volte si scade nella banalita`. Personalmente, in generale preferisco musiche con liriche: ho bisogno di raccontare storie e di ascoltare storie. Per quanto riguarda [Motion Sickness], l'influenza diretta e` quella di Tom Verlaine, precisamente di quel capolavoro strumentale che fu {Warm And Cool}."

[View From The Hill] e` ispirata a [Sister Ray]?
"La domanda non mi stupisce, ma giuro che la versione originale non era cosi` palesemente simile al suono dei Velvet Underground. Il produttore l'ha un po' trasformata, resa piu` fredda. Per quanto riguarda il mio stile vocale, non sono mai stato un grande cantante e pertanto ho sempre preferito quello stile conversazionale alla Lou Reed."

Che ruolo ha oggi tua moglie Janet nella composizione delle musiche?
"Per questo album non ha scritto nulla, e mi dispiace perche' a mio avviso ha scritto le nostre canzoni migliori (ndi: almeno [Sweet Smell], [Bagdad's Last Ride] e [Rose Of Jericho]). Non ha scritto nulla, ma e` una grande arrangiatrice e i suoi suggerimenti sono preziosi quando decido come suonare un pezzo."

La saga del gruppo proseguira` con questa deliziosa sordina?
"Penso di si`. I tempi sono cambiati. Quando cominciai a suonare avevo 12 anni e adesso ne ho 39. L'ispirazione non verra` mai a mancare, spero; e ogni volta che avremo l'ispirazione giusta torneremo in studio a registrare."


June Of 44: Gli squali del rock
(Copyright © 1997 Rockerilla)

Jeff Mueller era uno dei chitarristi dei Rodan, prima dello scisma che diede vita ai Sonora. Unitosi all'altro chitarrista Sean Meadows, al bassista Fred Erskine e al batterista Doug Scharin (ex Codeine), ha lanciato nel 1995 una sua formazione nel firmamento del post-hardcore, i June Of 44.

Come si situa il vostro gruppo nella gloriosa genealogia di Louisville, Kentucky?
"Vi appartiene soltanto di striscio. E` vero che io facevo parte dei Rodan, e che ho conosciouto gli altri tramite i Rodan, ma in realta` i June Of 44 sono un'entita` distribuita in quattro stati diversi e piuttosto lontani fra di loro. Fred, che faceva parte degli Hoover quando l'ho incontrato, adesso vive a Washington. Doug, che conobbi quando i Codeine usarono la nostra cantina per prepararsi a uno show, e` ancora a New York. Sean, che era semplicemente un fan, si e` trasferito nel Tennessee. Insomma, io sono l'unico che abita a Louisville, e che si porta dietro quel background."

I Rodan registrarono un solo album, {Rusty} (Quarterstick, 1994), peraltro di ottima fattura. A guidarli erano due chitarristi di grandi ambizioni, Jason Noble e per l'appunto Jeff Mueller. Perche' si sciolsero?
"In gran parte fu dovuto a differenze di opinione circa la direzione da intraprendere. Siamo rimasti amici, ma a un certo punto Kevin Coultas (il batterista), Jason e io decidemmo che era meglio se ciascuno proseguiva per conto proprio. Kevin formo` i Sonora con Sean, Jason si uni` ai Rachel's. June Of 44 nacque come un esperimento e poi ha trovato spazio per esistere un paio d'anni."

A cosa si riferisce il nome del gruppo?
"Mia madre e` nata nel giugno del 1944. Ma piu` che altro mi pare un periodo interessante della storia dell'umanita`. Sean e io abbiamo in comune la passione per Henry Miller, e in quel periodo stavamo leggendo le lettere che scrisse nel 1944. Era un periodo molto intenso di eventi, sia politici sia culturali."

June Of 44 dovevano rappresentare un nuovo intento programmatico?
"No, soltanto un esperimento. Fin dall'inizio l'idea era di fare qualsiasi cosa ci venisse in mente. Non ci conosciamo bene di persona, per cui dobbiamo prima di tutto sperimentare con le nostre personalita`."

Il risultato della contaminazione fra sorgenti cosi' diverse di idee, {Engine Takes To The Water} (Quarterstick, 1995) fu uno "slo-core" ragionato, concettuale come nella scuola di Slint e Bitch Magnet, ma anche fruibile nell'accezione dei Codeine.
"Me lo ricordo soprattutto come una dimostrazione di energia maniacale, di entusiasmo allo stato brado. Sean e io gettammo le basi in una settimana a New York. Poi arrivarono gli altri e in un'altra settimana finemmo il disco. Penso che l'intensita` della musica rifletta un periodo particolare della nostra vita piu` che una visione organica."

Il 1996 e` stato un anno molto intenso per il gruppo, che ha dato alle stampe un album, {Tropics And Meridians} (Quarterstick), e un EP, {Anatomy Of Sharks} (Quarterstick), entrambi ben accolti dalla critica, ma molto diversi l'uno dall'altro, piu` vicino all'album di esordio il primo, piu` sperimentale il secondo. Sul primo troneggiano la lunga jam di [Anisette] (nove minuti), l'ipnotico strumentale mantra-psichedelico [Lawn Bowler] (sette minuti), e il dub dissonante di [The Trees That They Once Lived In]. Sul secondo spicca [Boom], un brano che e` effettivamente strutturato attorno a un "boom" che si ripete per cinque minuti e che viene travolto da un carnevale esotico di percussioni, trombe e sonagli.

Perche' un mini-album e un EP invece che consolidare tutto il materiale in un album?
"Viviamo in un'era in cui i gruppi rock hanno la tendenza a registrare album sempre piu` lunghi, ai limiti delle due ore di musica. La verita` e` che quando ascolti un album cosi` lungo non gli presti piu` attenzione. La lunghezza va a anche a discapito della qualita' del suono. Da un lato riduci l'attenzione dell'ascoltatore, dall'altro riduci la qualita` della tua musica. Non mi sembra una buona idea. Cosi` abbiamo deciso di andare controcorrente. Un mini-album e un EP costituiscono insieme un fatto molto meno impegnativo di un secondo album, attirano meno l'attenzione della critica, si fanno ascoltare senza suscitare scandalo. Non ci siamo spaventati di sperimentare. L'Ep rappresenta lo stile che vorremmo esplorare., cio` di cui parlavamo costantemente negli ultimi tempi. [Boom] e` l'opposto estremo di dove eravamo agli inizi, ma e` esattamente dove volevamo arrivare fin dagli inizi."

Il futuro di questo gruppo cosi` fragile?
"Adesso Sean e` tornato all'universita`, e per due anni penso che non avra` piu` tempo per suonare. La conseguenza e` che stiamo tutti intraprendendo progetti collaterali. Io sto di nuovo lavorando con Jason, questa volta a un album strumentale (abbiamo gia` registrato una colonna sonora radiofonica). Un giorno l'ho incontrato, ci siamo messi a suonare e ci siamo domandati perche' non lavoriamo piu` insieme. Abbiamo un grande rispetto l'uno dell'altro e ci riesce cosi` naturale fare cose innovative. Un altro progetto e` un trio con un bassista e un batterista a Chicago, ma non sono ancora pronto a parlarne. Non abbiamo neppure un nome. I June Of 44 non faranno nulla per un po' di tempo. Avevamo comunque bisogno di tempo per assorbire l'impatto delle nostre ultime idee."


Crawlspace: Free-jazz Psichedelico
(Copyright © 1997 Rockerilla)

L'intervista a Eddie Flowers dei Crawlspace e` lunga e dolorosa. Mettere insieme i pezzi della loro storia e` un'impresa ardua. Abbiamo preferito riassumere con parole nostre il contenuto della conversazione piuttosto che trascrivere ciascuna domanda e risposta della conversazione. Se non altro, si dovrebbe capire piu` facilmente. Cio` che e` impossibile trasferire in parole e` la sensazione di come dal punk-rock dei Dictators al free-jazz psichedelico dei Crawlspace corra una linea diritta e diretta, per quanto rocambolesco il pensiero possa sembrare. Seguendo le vicende di Flowers e compagni forse sembrera` un po' meno folle.

La preistoria dei Crawlspace affonda negli anni del punk-rock. Il cantante Eddie Flowers (cresciuto in Alabama) si trasferi` a Bloomington (Indiana) per suonare nei Gizmos, dei quali uscirono tre singoli a partire dal 1976. Dispersi alla fine del decennio (dopo che una formazione diversa aveva registrato l'unico album a loro nome), Flowers emigro` a Los Angeles e suono` per qualche tempo con Steve Wynn, prima che questi lanciasse i Dream Syndicate.

La svolta decisiva nella vita di Flowers fu il trasferimento a Los Angeles di alcuni vecchia amici dell'Indiana, i Lazy Cowgirls. Nel 1985 Flowers raccolse infatti il chitarrista Keith Telligman (che nei Cowgirls suonava il basso) e il batterista Allen Clark, assunse il novizio Billy Ray McCarter, e formo` i Big Dad & 10 Lbs Of Swingin' Meat. (Per la cronaca, come ho scritto nei miei libri, Clark e Telligman, a mio avviso, costituivano una delle sezioni ritmiche piu` spettacolari dell'epoca). Il sound del gruppo (una fusione naturale degli stili di Gizmos e Lazy Cowgirls) segnava un ritorno al rock violento di Detroit, quello di MC5 e Stooges.

In breve pero` Flowers comincio` a sperimentare sonorita` "progressive" che incorporavano un po' di tutto, dal free jazz all'acid-rock, dal rock tedesco all'avanguardia. Il quartetto comincio` a praticare un genere di lunga improvvisazione collettiva che poco aveva a che vedere con il punk-rock, e con il rock in generale. La componente jazz fini` per prendere del tutto il sopravvento nel 1987, con l'ingresso del secondo chitarrista Mark McCormick e di un tale Lenny che scomparira` presto dalla formazione (per aggregarsi ai Creamers). L'esordio nell'aprile 1988 sulla compilation {Gimme The Keys} (Trigon, la stessa che lancio` Claw Hammer e Fearless Leader) con i brani [Time For Fun], [The Void That Slithers] e [Black To Comm] fu pertanto all'insegna di una personale revisione dell'ideologia libertaria di (citando da un loro volantino) Ornette Coleman, John Coltrane, Sun Ra, Eric Dolphy, Miles Davis, Art Ensemble Of Chicago, ferme restando le radici negli esperimenti di Captain Beefheart, Frank Zappa, Can, Grateful Dead e Yoko Ono, e ossequiando come padri spirituali gli intellettuali dell'hardcore come Black Flag, Minutemen e Birthday Party.

Sul primo singolo, [Silent Invisible Conversation] (Grown Up Wrong), uscito nel dicembre 1988, figura al posto di Lenny il bassista Sarge (fondatore dei Fearless Leaders con Brick Wahl).

Registrato fra il settembre del 1987 e il giugno del 1988, quindi con una formazione in evoluzione, nell'aprile del 1989 esce il primo album, {In The Gospel Zone} (Behemoth).
"A quei tempi era ancora molto forte l'influenza dei Lazy Cowgirls. Il sound era quasi punk-rock, strutturato in canzoni piu` o meno regolari. I miei testi erano molto sinistri, quasi gotici. Ma c'era anche una versione di un brano dei Can di un quarto d'ora che puntava in direzione del futuro".

Il batterista Bob Lee (attivo anche in un fantastico duo con Joe Baiza) e` la novita` principale dei singoli [August/ Africa] (Sympathy, 1989) e [Ocean=You/ Solitude Smokestack Head] (Sympathy, 1990). La formazione si stabilizza finalmente con il bassista Joe Dean al posto di McCarter e Sarge. Flowers, McCormick, Telligman, Dean e Lee costituiscono una formazione agguerrita e smaliziata, che sul singolo [On The Tide/ Hook In The Gray] (Forced Exposure, 1991) si avvale anche di due membri dei Mooseheart Faith Stellar Groove Band, Todd Hamer e Larry Robinson, altri veterani della scena punk di Los Angeles, provenienti dagli Angry Samoans. Le improvvisazioni di questo disco sanciscono la definitiva maturita` dell'ensemble.

La cassetta {To' Up} (Crawlspace, 1991) contiene una jam dal vivo della formazione che stava registrando {Sphereality} (Sympathy, 1992). Nei settanta minuti di questo disco il quintetto ha modo di sfogare le proprie libidini strumentali. I sedici minuti di [Go-Boy's Eyes Begin Their Plunder Hatch] vivono di due temi incrociati alle chitarre, uno melodico e l'altro quasi raga: lungi dall'essere completamente "libera", la jam conserva unita` e coesione lungo tutto l'arco dell'improvvisazione. [You Bleed Love] si riavvicina invece al formato della canzone all'insegna di un maschio blues-rock nella tradizione di Hendrix e Allman Brothers. Con la title-track, finalmente, il gruppo si immerge nella psichedelia: suspence di accordi sgretolati, riff e ritmo scanditi in maniera marziale. E` il preludio al medley di mezz'ora di [Creek Burst Clear], un lungo deliquio nel nulla per il quale Flowers mutua gesti e toni da Jim Morrison e Nick Cave. Gli strumenti rifiutano qualunque parte razionale, bisbigliano in trance, si muovono sonnolenti e impacciati. Questo lungo cerimoniale sottotono rappresenta la formulazione matura del loro free jazz psichedelico.

Il canto del cigno di quel quintetto fu il 10" di [God Zee] (Behemoth, 1993), altro ricettacolo di logorroiche improvvisazioni sconnesse.

Segui` un altro periodo di instabilita`, con McCormick, Clark e Telligman impegnati nel progetto Dizbuster e Lee conteso fra i Claw Hammer e di nuovo Joe Baiza (nei suoi Nastassya Filippovna, ovvero con Mike Watt e Devin Sarno, un quartetto che sembrava un supergruppo del dopo-hardcore). Per il singolo [Lunar Fuckin' Eclipse] (Behemoth, 1995) Telligman e Lee vennero sostituiti dal chitarrista Dave Fontana e dal batterista Greg Hajic. Il brano e` forse il piu` swingante della loro carriera, e Flowers impersona il piu` folle David Thomas con rara efficacia.

La sorpresa su {The Exquisite Fucking Beauty} (Majora, 1995), stampato su vinile in 500 copie, e` il ritorno di Allen Clark (questa volta nelle vesti di tastierista, trombettista, flautista) e Bob Lee, mentre scompare Hajic. La formazione a sei rappresenta una specie di summa della saga del complesso. La title-track, che occupa l'intera prima facciata, inizia come un soul-jazz dinoccolato da cocktail lounge, ma presto le chitarre si inerpicano in dissonanze galattiche e quando il gruppo riordina i ranghi sembra di ascoltare Tim Buckley che guida l'Art Ensemble Of Chicago. La seconda facciata, [Slippy Slowdown Town/ Lake Daddy Jim], e` piu` ostica, solcata fin dall'inizio da nugoli di suoni alieni, con la voce a delirare ubriaca sui fraseggi sconnessi delle chitarre.

Stupisce pertanto un po' che due anni dopo sia tutto da rifare: {The Dark Folds Of Infinity Grow Pink With Desire} (Majora, 1997) e` suonato praticamente soltanto da Flowers e Dean, con contributi saltuari degli altri. I brani sono nove, e anche questa frammentazione e` insolita. Il tono e` quello freddo e calcolatore di un'opera di sperimentazione fine a se stessa, molto lontano da quello disinvolto e sornione delle jam precedenti. [Then We May Speak] e` praticamente un assolo di chitarra iper-distorta da parte di Flowers. Su [Mud In Yr I] figura il sintetizzatore analogico con i suoi buffi ronzii. Vengono in mente gli strumentali ferocemente cubisti dei Neu ascoltando i suoni metallici e martellanti dello strumentale [A Pig Is Not A Motherfuckin' Cop]. Altri brevi saggi di cosa il gruppo potrebbe suonare: i riff swinganti di [Splooge], il blues spastico di [Catherine & The Earthquake], la fanfara meccanica e stonata di [Scungilli], il pow-wow grottesco di [Another Fine Mess]. Sono studi sulla timbrica degli strumenti che ricordano le ricerche di Robert Fripp e la follia animalesca di Captain Beefheart. Flowers lambisce persino le piu` provocatorie piece dadaiste con [I Wish It Would Pour], per versi della fattoria, voce rallentata in un incubo eroinomane e magma informe di accordi; o con [Fate Music], musica aleatoria per frequenze estreme di armonica, flauto e scacciapensieri. Nell'arco dei nove brani la voce viene usata poco, e anche quando lo e` finisce per essere soltanto un altro strumento. Flowers sta dirigendo verso una musica d'avanguardia psichedelica. Il riferimento e` piu` Cage che Coltrane, piu` Varese che i Pink Floyd.
"Oggi come oggi, Crawlspace siamo soltanto noi due. Dall'estate scorsa non ho registrato con nessun altro. Il disco e` nato in maniera un po' casuale, man mano che gli amici si presentavano nello studio in cui stavamo registrando. Alcune canzoni sono molto diverse da come le avevamo concepite. In qualche caso, come [Scungilli], abbiamo persino tolto elementi per portare alla luce soltanto le qualita` sonore che ci interessavano. Parte del cambiamento e` dovuto a fattori contingenti, parte e` dovuto alla nostra maturazione. Per adesso stiamo bene in due. Non abbiamo ancora sentito la necessita` di avere una band con cui suonare dal vivo. Il futuro penso che dipendera` proprio da questo: se costruiamo di nuovo una formazione stabile, allora il sound dipendera` da chi prenderemo con noi."

Fra le prossime uscite si contano due album gia` praticamente pronti: {Shroom-Tit Arithmetic} (Jamtongue, 1997) e {Et Il Bluto}.
"Il primo contiene le registrazioni di due show del 1994. Non sono sicuro che mettero` sulla copertina i dettagli di quando e come e` stato registrato, poiche' per noi fa poca differenza che un brano sia registrato dal vivo o in studio. C'e` poco materiale gia` edito, soprattutto se pensi a come alteriamo dal vivo le nostre canzoni. Il secondo e` finito, mixato e tutto, ma non ho ancora firmato contratti con nessuna casa discografica. Si trattera` probabilmente di una nuova etichetta. Il sound e` quello di {Dark Folds}, ma con quattro o cinque canzoni piu` normali. Il formato e` lo stesso, quello di un gruppo aperto."

Perche' fai il musicista?
"Da bambino ero appassionato di fumetti. Un giorno qualcuno mi chiese di cantare (non avevo mai cantato prima, neppure a scuola) e qualche settimana dopo scopersi di essere il cantante sul primo singolo dei Gizmos. In qualche modo mi parve che il mio sogno di penetrare il mondo dei fumetti si fosse realizzato..."

La loro discografia e` una cacofonia di vinile, CD, cassette, singoli, EP e album, ma proviamo a fornire i dati essenziali.

Discografia

[Silent Invisible Conversation] (Grown Up Wrong, dicembre 1988) 7"
{In The Gospel Zone} (Behemoth, aprile 1989) LP
[August/ Africa] (Sympathy, luglio 1989) 7"
[Ocean=You/ Solitude smokestack Head] (Sympathy, maggio 1990) 7"
[On The Tide/ Hook In The Gray] (Forced Exposure, gennaio 1991) 7"
{To' Up} (Crawlspace, luglio 1991) cassetta
{Sphereality} (Sympathy, agosto 1992) CD
[God Zee] (Behemoth, febbraio 1993) 10"
[Lunar Fuckin' Eclipse] (Behemoth, febbraio 1995) split 7"
{The Exquisite Fucking Beauty} (Majora, novembre 1995) LP
{The Dark Folds Of Infinity} (Majora, 1997) LP
{Shroom-Tit Arithmetic} (Jamtongue, 1997) CD
{Et Il Bluto} (??) CD

Indirizzo: Crawlspace, Pobox 7034, Van Nuys CA 91409, USA

Run On: Il Vizio di Esistere
(Copyright © 1997 Rockerilla)

I Run On sono stati formati da tre stagionati veterani della scena progressiva di New York: la cantante Sue Garner (ex Shams e Fish & Roses), il chitarrista Alan Licht (ex Love Child e Blue Humans), il batterista Rick Brown (Fish & Roses, V-Effect). Inizialmente la formazione era completata dal tastierista David Newgarden (ex Mad Scene), ma dall'anno scorso e` stato rimpiazzato dalla violinista Katie Gentile (anche negli Special Pillow).

Brown non e` sorpreso piu` di tanto che quei gruppi siano rimasti nell'anonimato:
"Il pubblico e` maturato soltanto negli ultimi anni. Negli anni Ottanta il pubblico era meno avventuroso, era piu` legato ai generi di grido. Gruppi come Sonic Youth e Swans hanno contribuito a far si` che il pubblico imparasse ad ascoltare anche stili lievemente diversi dalla media, e oggi musicisti come noi di quella generazione possono trarne vantaggio."

Garner: "Il pubblico e` certamente maturato, e credo che la tecnologia abbia avuto una sua importanza. Pensa all'hip hop o al campionamento, che sono diventati cosi` pervasivi nella nostra societa` musicale, e pure impongono una drastica revisione del concetto stesso di musica. La gente e` stata portata piano piano ad accettare il fatto che con i suoni si possono fare cose completamente diverse da quelle che si facevano ieri. Sono tutti fenomeni che hanno aperto nuove porte, che hanno rimesso in discussione il concetto stesso di cosa sia un complesso rock"

Licht: "Al tempo stesso non dimentichiamo il fattore politico. Gli anni Ottanta furono gli anni di Reagan, quando vigeva il conformismo piu` assoluto. Clinton rappresenta un'era piu` libera e aperta, che non ha paura di sperimentare nuovi stili di vita."

Come vi venne in mente di formare un ennesimo gruppo di musica rock?
Brown: "Fu un fatto molto naturale. Avevamo appena lasciato i rispettivi gruppi e suonavamo insieme per diletto. In effetti fu David a far coagulare l'idea: quando si aggiunse alla formazione, ci sentimmo un complesso e non soltanto tre amici che suonano insieme. Piu` o meno volevamo fare le stesse cose che avevamo sempre fatto."

E come mai David vi ha lasciato?
Brown: "Motivi di lavoro. Non puo` permettersi il tempo di suonare dal vivo e di provare. Abbiamo conosciuto Katie, con il suo background di musica classica e la voglia di provare nuove strade, e, come spesso capita, abbiamo trovato un nuovo equilibrio con il suo violino. David suonava la tromba, ma lo faceva piu` che altro dal punto di vista della novelty, mentre il violino e` adesso uno strumento dell'ensemble a tutti gli effetti".

Dopo che l'EP {On/Off} (Matador), che li presento` con il pop bizzarramente barocco di [Into The Attic], e il singolo [Miscalculations/ A To Z], l'album {Start Packing} del 1996 li ha promossi fra i gruppi piu` avvicenti e sperimentali del momento. Il loro formato e` ancora quello della canzone rock, ma ottenuta tramite la metamorfosi di partiture strumentali irruenti e stralunate, arrangiamenti bizzarri che impiegano strumenti dell'orchestra (marimba, oboe, xilofono, tromba, fisarmonica, ...), soffici melodie da anni Sessanta e ritmiche sghembe che sembrano sempre contraddire tutto il resto. Le armonie sono ulteriormente straniate da improvvisi picchi di sonorita` estreme: distorsioni da incubo, dissonanze dadaiste, intermezzi cacofonici, ritmiche schizoidi.

Vi considerate ancora parte della corrente progressiva?
Brown: "Non so cosa significhi la parola progressive-rock. Credo che sia stata usata semplicemente per identificare gli amici di Fred Frith... CIo` che faccio con i Les Batteries (ndi: un duo d'avanguardia con un ex degli Etron Fou, in circolazione da anni) e` probabilmente piu` vicino a quel concetto."

Licht: "Forse i Love Child erano piu` progressivi dei Run On. Ma erano tre gruppi in uno, perche' tutti e tre avevamo personalita` molto forti. Se per progressivo intendi semplicemente "andare oltre i confini tracciati", allora senz'altro tutti i nostri gruppi sono stati e sono progressivi. A mio avviso pero` c'e` una differenza fra il modo in cui suonavo nei Love Child, che era palesemente ispirato a Derek Bailey e Hans Reichel, e il modo in cui suono nei Run On, che e` soltanto indirettamente ispirato a quello stile creativo."

Il recente {No Way} ha accentuato forse i debiti verso la tradizione, soprattutto country e gospel, come dimostra l'epica revisione del traditional [Sinnerman].

Quali sono i vostri pezzi preferiti da questo album?
Brown: "Look. E` il pezzo piu` collaborativo dell'album. Questo album a mio avviso e` molto diverso dal primo, e non soltanto perche' abbiamo usato un violino. Il primo album era stato il frutto di prove collettive. Le canzoni di questo album sono state scritte da qualcuno, che poi le ha spiegate agli altri membri del gruppo. Abbiamo imparato la canzone prima di entrare in studio."

Licht: "Il finale dell'ultima, perche' ` il pezzo sonoro piu` imprevedibile del disco."

Garner: "Days Away. E` diversa dalle altre, e ho piu` spazio per esprimere Gentile: "Anything You Say"

Quanto conta l'improvvisazione nella vostra musica? Licht: "Molto poco. Improvviso soltanto qualche trucco con le armoniche, ma gran parte del lavoro sulle note e` gia` pronto ed e` sempre lo stesso."

Perche' avete tanti progetti collaterali?
Brown: "Perche' non puoi esprimere tutto cio` che hai da dire con un solo progetto, sei quasi obbligato ad avere diverse vite contemporaneamente. Oltre ai Run On e ai Les Batteries, ho anche un trio chiamato Timber, che ha registrato un album qualche anno fa per la Rift". Gentile: "Io suono negli Special Pillow con ex membri degli Yo La Tengo e degli Hypnowheel." Licht: "A parte le raccolte di assoli di {Sink The Aging Process} (Siltbreeze, 1994) e {Evan Dando Of Noise} (Corpus, 1997), e il disco di duetti con Loren Mazzacane (New World Of Sound, 1996), suono con i Max Factory, con i quali ho registrato {Tudor City} (Ecstatic Yod, 1996)."

Tutti dischi di valore assoluto, che purtroppo pochi verranno a conoscere.


Firewater: Alla ricerca del tempo perduto
(Copyright © 1997 Rockerilla)

Firewater e` la nuova formazione di Tod Ashley, gia` leader dei Cop Shoot Cop. La stampa americana ne ha parlato come di un supergruppo, in quanto ne fanno parte membri di alcuni dei complessi piu` prestigiosi (se non famosi) della sotterranea: Dave Ouimet (Motherhead Bug), Duane Denison (Jesus Lizard) e Yuval Gabay (Soul Coughing). {Get Off The Cross} (Jetset) e` il primo parto di questo ensemble suggestivo, che per l'occasione ha impiegato ogni sorta di strumenti (compresi violino, clarinetto, trombone, fisarmonica e bouzouki). Ne parliamo con Ashley, personaggio dostoevskyano che ben figurerebbe in un film di David Lynch.
"L'idea e` venuta a me e Dave dopo che i nostri rispettivi complessi si sono sciolti. Siamo amici da tempo immemore, e ci venne spontaneo di pensare a suonare di nuovo insieme. A un certo punto avevamo una dozzina di canzoni, ma non un complesso con cui suonarle. Per cui mi misi al telefono e chiamai i musicisti che mi piacciono. Sono contento che abbiano accettato di farci questo favore."

L'album e` fortemente unitario, forse anche per effetto degli arrangiamenti. E` soltanto una raccolta di brani composti nell'arco degli anni oppure ha una sua logica unitaria? "Ti diro` di piu`: e` praticamente un concept. Dave e io avevamo un tema di fondo da sviluppare: quello di fare della musica "visiva", della musica che dia la sensazione di vedere scene, persone, oggetti, azioni. In un certo senso questa e` una colonna sonora immaginaria. Prima vengono le storie. Poi la musica ha il compito di trasferire le storie in immagini, prima ancora che in suoni. L'intero album e` stato pensato visivamente, non sonicamente. Un suono deve farti pensare a un'immagine, non a un ritornello. Abbiamo tentato di fare pittura con la musica."

E il titolo a cosa si riferisce?
"E` un'espressione che un mio zio usava di continuo. Significa, smetti di piagnucolare e datti da fare. Smettila di giocare e comincia a risolvere i tuoi problemi. E` un titolo che grido a me stesso. L'album e` in gran parte autobiografico. Quasi tutti i personaggi di cui canto sono persone che hanno attraversato un momento di trauma, di cambiamento, di rivoluzione. Il titolo e` diretto a tutti questi personaggi, ma loro non sono altro che trasposizioni di me. Io ho scritto tutte le liriche e buona parte delle musiche. Poi mi sono seduto a tavolino con Dave e lui ha deciso gran parte dell'orchestrazione. Lui ha scelto il colore per le mie immagini. In fondo l'orchestrazione era la sua specialita` gia` nei Motherhead Bug, ed e` un aspetto del suo lavoro che ammiro devotamente. Avevamo anche questa mezza idea di fare un disco non tanto di musica rock quanto di musica da circo, da carnevale, e gli arrangiamenti ogni tanto sono influenzati da questa intenzione. Poi e` chiaro che i nostri background prendono il sopravvento. L'impeto ritmico dei Cop Shoot Cop e` in agguato dietro ogni leziosita` degli arrangiamenti.

Chi sono i tuoi idoli/modelli?
"Per molti anni ho rifiutato di ammetterlo, ma Tom Waits e` certamente uno dei piu` grandi. Recentemente sono stato anche influenzato dalla musica degli zingari e dalla musica da party degli ebrei (come quella del gruppo Klezmatics)."

Cos'e` successo ai Cop Shoot Cop?
"Erano diventati troppo prevedibili. Invece di essere una sfida continua, erano diventati una noia continua. Era un lavoro come un altro, con la sua routine. Non c'era piu` passione. Forse tutto ha il suo tempo, e dopo un po' e` giusto che le cose muoiano e ne nascano altre."

I Firewater sono soltanto un side project?
"Assolutamente no. Stiamo gia` pensando a fare un altro album. Ho materiale per quasi due album. Il problema e` chi lo suonera`. Denison e` occupato con i Jesus Lizard, non ha avuto tempo neppure per fare il tour con noi. Dovremo pensare seriamente se val la pena di continuare con questa super-formazione oppure accontentarsi di qualcuno piu` umile ma anche piu` stabile."

Il prossimo album come sara`?
"Piu` grezzo. Se c'e` una cosa che rimpiango di aver fatto e` di aver tentato troppo testardamente di perfezionare questo album. Ero troppo preoccupato che non fosse buono abbastanza. L'ho rifinito troppo. Il prossimo sara` piu` nudo, piu` esposto. Penso a un tema di musica per film di spionaggio, piu` pesante e piu` ritmico."

Da cosa deriva questa passione per i film?
"Sono andato a scuola di cinema per due anni. Purtroppo non avevo la pazienza per un mestiere che ti costringe a lavorare uno o due anni prima di vedere il frutto del tuo lavoro. Con la musica il ciclo e` piu` veloce. Nel giro di pochi mesi vedo l'album nel negozio di dischi. Una canzone nasce in pochi minuti. Un film non nasce in pochi minuti. Ma mi e` rimasta la passione, e ovviamente l'influenza di grandi geni della musica visiva come Morricone."

Come hai scelto questi specifici musicisti?
"Sono i piu` bravi che ho conosciuto nell'ambiente musicale americano. Quando eravamo in tour con i Jesus Lizard, ogni notte guardavo Denison eseguire le canzoni con la sua precisione maniacale. Preciso, ma non in senso matematico, bensi` umano. Non ti annoia mai, e` sempre interessante in modi diversi. Lo stesso vale per Gabay. All'inizio c'era Jim Kimble (dei Laughing Hyenas), ma quando stavamo cominciando a registrare il disco Kimble divenne membro dei Jesus Lizard, e io chiesi a Gabay di prendere il suo posto. Se un musicista non ti annoia dopo che l'hai ascoltato trenta volte, significa che e` proprio bravo. Non avevo alcuna intenzione di mettere insieme un supergruppo, anzi adesso il termine e` diventato per me un po' irritante. Purtroppo adesso che sia Soul Coughing sia Jesus Lizard sono in tour abbiamo dovuto assumere altra gente."


Lycia: Quattro Passi fra le Catacombe
(Copyright © 1997 Piero Scaruffi)

Il gotico elettronico e` lentamente salito alla ribalta della musica rock dopo essere stato relegato per tanto tempo a sottogenere della musica industriale. I Lycia (pronunciato in USA impropriamente come "laisia") ne sono forse i massimi esponenti: con loro il gotico e` tornato ad essere innanzitutto un genere metafisico, che medita sulla morte e non si limita ad esaltarne gli aspetti macabri. Non si tratta pertanto di gotico in senso stretto, e questo articolo e` probabilmente l'ultima volta che uso questo termine nei confronti di Lycia.

Il gruppo venne formato dal chitarrista Michael Van Portfleet a Mesa, in Arizona, nel 1988.
"Il nome deriva da una provincia dell'antica Grecia che adesso fa parte della Turchia. Ai tempi ero affascinato dai classici. Agli inizi avevo con me due amici, uno dei quali, John Fair, sarebbe rimasto per qualche anno al mio fianco. Adesso viviamo a Kent, nell'Ohio, perche' Tara e` di qua, e vogliamo essere piu` vicini ai luoghi dove andiamo in tour, che sono quasi tutti al nord. David non fa piu` parte della band, ha voluto tornare in Arizona, una decisione del tutto personale, non musicale. Da quando lui ci ha lasciato, dopo {Cold}, io e Tara abbiamo tenuto diversi concerti e devo dire che la nuova formula funziona piuttosto bene. Anzi, per adesso non ci poniamo neppure il problema di reclutare un altro membro. David era con me dal 1993, Tara si e` aggiunta nel 1995. Non so cosa mi spinse originariamente a suonare. Oggi mi rendo conto che la massima influenza sul mio stile e` stato l'ambiente naturale, in particolare il deserto, che e` al tempo stesso bello e spaventoso. In Ohio ho trovato l'inverno, che e` altrettanto bello e spaventoso. Musicalmente parlando, ho ascoltato tantissimi Pink Floyd, Wire, Joy Division, Killing Joke, Cocteau Twins."

Qual'e` la relazione della vostra musica con la musica ambientale, la musica industriale e la musica psichedelica?
"Io e John Fair all'inizio volevamo essere come i Front 242, ma con la chitarra. La musica industriale ci ha senz'altro influenzato almeno per quanto riguarda l'approccio. Personalmente, sono sempre stato un fan della musica ambientale, in particolare di Harold Budd. Per il resto siamo cresciuti molto isolati dal resto dell'ambiente musicale, e forse questo spiega perche' la nostra musica e` cosi` difficile da classificare".

Come ricordi il primo album, {Wake}?
"Usci` nel 1989 soltanto su cassetta, ed e` stato stampato su CD soltanto nel 1993 dalla Projekt. Io e John avevamo semplicemente delle demo che mandavamo in giro cercando contratti discografici e decidemmo di metterle su una cassetta. Il sound era molto guidato dalla chitarra. Non c'erano tastiere, le uniche percussioni erano la nostra drum-machine. Il risultato era piu` simile al synth-pop, a complessi come Red Lorry Yellow Lorry. Un lavoro molto giovanile, insomma."

Le armonie surreali e soprannaturali di {Ionia} (Projekt, 1991) sembrarono ripartire dal punto d'arrivo della musica ambientale di Brian Eno, raccogliendo per strada influenze della musica classica e dei riti magici. Un melodismo malato faceva presagire cerimoniali sempre piu` deprimenti.
"Ero ancora affascinato dalla cultura greca, come si intuisce dal titolo. Adesso sono piu` interessato al mio ambiente natale, ma a quei tempi la mia fantasia spaziava per paesaggi immaginari e antichi. Questo e` il disco in cui il nostro sound evolve decisamente verso qualcosa di diverso. Subentra un nuovo stile di ccomposizione. Invece che scrivere tutte le canzoni e poi arrangiarle e poi registrarle, mi lasciai andare al flusso naturale di sensazioni, passando quasi direttamente dalla composizione alla registrazione. Non avevo in mente nessuno stile programmatico. Cio` che accadde, accadde in maniera spontanea e naturale. Ero del tutto solo, per cui Lycia a quel punto era una band strettamente di studio, e di fatto l'album e` un album solista."

La macabra metafisica di Lycia si fece ancor piu` ambiziosa con {A Day In The Stark Corner} (Projekt, 1993), una raccolta di marce funebri eseguite da un ensemble di musica da camera. E` anche il disco in cui le canzoni trovano l'equilibrio perfetto, in cui non una nota sembra inutile o fuori posto. Inevitabilmente si fa ascoltare come il disco piu` religioso, in senso lato, del musicista.
"Era mia intenzione di continuare semplicemente l'umore di Ionia. Il risultato e` uno dei miei dischi piu` puri. Mi sentivo padrone del mio mezzo e del nuovo stile. Per la prima volta mi sorpresi a riflettere l'ambiente coscientemente. E` senz'altro l'album piu` personale della mia carriera. E` un lavoro tetro in quanto riflette un periodo che non fu il migliore della mia vita."

Il lirismo delirante di Lycia ha ormai superato i limiti del decadentismo e del simbolismo. Gli arrangiamenti hanno raggiunto uno spessore sinfonico.

{Vane} (Projekt, 1994) inaugura il progetto collaterale di Bleak, non meno funereo e apocalittico di Lycia.
"Bleak e` un progetto congiunto con David Galas. Galas entro` a far parte di Lycia, ovvero divenne il mio partner, circa sei mesi dopo, {Corner}, durante un festival a Phoenix. Era famoso e rispettato in quella zona per aver aiutato diversi gruppi a registrare i loro dischi, ed era molto piu` esperto di me alle tastiere. Nel giro di pochi mesi capii che avevo materiale per due dischi completamente diversi, uno piu` basato sulle tastiere e in cui David era una parte determinante, e l'altro piu` orientato alla chitarra, e piu` vicino al mio stile tradizionale. Decisi di lasciare il materiale piu` sperimentale per un progetto nuovo, che divenne presto una collaborazione al 50% con David."

Il monumentale {The Burning Circle And Then Dust} (Projekt, 1995) completo` invece il percorso morale di Lycia. La chitarra e` balzata in primo piano, come a riportare al centro del palcoscenico l'elemento umano, relegando l'elettronica al ruolo di osservatore cosmico. L'atmosfera e` appena piu` distesa, come se il peggio fosse passato. Ma la densita` e` persino superiore, lasciando l'impressione di un impenetrabile trattato filosofico.
"Il titolo definisce il tema dell'album: sono io preso in un circolo vizioso, che rimanda in continuazione dal passato al presente, che lentamente mi esaurisce. Poi la polvere e` il simbolo di quando riesco a uscire dal circolo vizioso e liberarmi dalla frustrazione. Molte canzoni sono ancora tetre e depresse, ma alcune sono positive, inneggiano al fatto che finalmente sono uscito dal tunnel. Un sotto-tema e` relativo all'orchestrazione: il primo disco rimanda ai primi tempi della band, quando il suono era prevalentemente guitar-based; il secondo disco, piu` elettronico, punta al futuro. E` come un summa della mia carriera, insomma. Ero inconsciamente influenzato dai dischi doppi dei miei idoli, da "Wall" dei Pink FLoyd e da "Quadrophenia" degli Who, che segnarono il culmine di una fase. La qualita` del suono e` molto migliorata qui perche' ho finalmente avuto accesso a strumenti migliori. Se ripenso a come registrai "Ionia", mi sento patetico: tutto era economico e avevo una sola tastiera. Per {Burning Circle} io e David avevamo accumulato diversi strumenti, che ci consentirono di sperimentare e stratificare nuove sonorita`. Inevitabilmente, con ogni disco mi immergo di piu` nella produzione della musica, e cio` provoca una maggiore attenzione all'orchestrazione."

{Cold} (Projekt, 1996) ha continuato la progressione verso un sound umano, in particolare impiegando per la prima volta una cantante in pianta stabile, Tara Vanflower.
"Il freddo del titolo si riferisce innanzitutto al primo inverno della mia vita. Questo e` il primo disco interamente composto lontano dall'Arizona. Poi si riferisce anche al freddo psicologico, dovuto al fatto che David insisteva per tornare a casa, diventava sempre piu` difficile motivarlo. Al di la` di questo doppio tema personale, direi che con ogni disco arrivo piu` vicino alla mia vera vocazione, anche se forse ancora non so bene quale sia. Il contributo della voce di Tara e` diventato fondamentale. Avevo sempre desiderato inserire una cantante femminile, ma non riuscivo a trovare la persona giusta. Tara porta alla mia musica un lato piu` soffice. La mia voce e` pesante e angosciosa, quella di Tara e` il suo naturale complemento. Equilibra il sound, come lo yin con lo yang."

Questo dara` pero` adito a sospetti di voler emulare i Dead Can Dance...
"Siamo cosi` abituati ad essere paragonati a tutti e al contrario di tutti... I Dead Can Dance sono indubbiamente stati un'influenza importante fin dall'inizio, e non soltanto adesso che abbiamo una cantante in pianta fissa. Mi disturbano di piu` i riferimenti al gotico, perche' abbiamo veramente molto poco in comune con i complessi gotici. Se ci conosci di persona o ci vieni a vedere dal vivo, ti rendi conto che non siamo per nulla amanti del gotico, anzi semmai siamo piu` simili agli hippie californiani. Certa musica gotica, tipo Bahaus, ci ha ispirato, non c'e` dubbio. Ma non ritengo che cio` basti per classificarci fra i musicisti gotici."

Progetti per il futuro?
"Non ho progetti specifici, ma alcuni proponimenti di carattere generale. Ho realizzato nell'arco degli anni la qualita` mistica del deserto, e voglio tornare su questo tema in maniera piu` conscia. Direi che in futuro mi propongo di esplorare di piu` il mio rapporto con l'ambiente, forse anche con ambienti diversi da quelli in cui sono vissuto finora."

I dischi di Lycia sono lavori immensi, in cui confluiscono innumerevoli segni sonori della nostra epoca.


Wellwater Conspiracy: Musica per Respirare
(Copyright © 1997 Rockerilla)

Dopo aver lasciato i Monster Magnet, il chitarrista John Paul McBain formo` gli Hater, con una sezione ritmica rubata ai Soundgarden (Matt Cameron alla batteria e Ben Shepherd al basso) e l'aiuto di Brian Wood (cantante dei Fire Ants). L'unico album usci` nel 1993. Quello che sembro` ai tempi soltanto un episodio periferico si rivelo` in realta` l'inizio di una nuova carriera. McBain ne ripercorre le tappe con noi, anche se la sua voglia di chiacchierare e` pressoche` nulla. La sua mente corre chiaramente dietro la musica, non le parole che i critici attaccanno alla sua musica.
"Due delle canzoni registrate per quell'album, [Sleeveless] e [You Do You], erano talmente diverse dalle altre che decidemmo di lasciarle da parte. Non perche' fossero inferiori, ma perche' proprio non c'entravano nulla con il progetto Hater. Mettici il rumore di fondo e la velocita` e quelli non sono piu` gli Hater. Quelle canzoni divennero il primo singolo dei Wellwater Conspiracy"

Che cosa ti spinse a formare i Wellwater Conspiracy?
"Non ho mai formato il gruppo. La Cospirazione esiste da secoli. Sono soltanto uno dei tanti impiegati..."

Che rapporto vedi fra la musica dei Wellwater Conspiracy e quella dei Monster Magnet?
"Quella dei Wellwater Conspiracy e` la musica che volevo fare ai tempi dei Monster Magnet. Hater fu soltanto una parentesi. Wellwater Conspiracy e` cio` che ho sempre sognato di fare. Ma nei Monster Magnet nessuno mi dava retta. Erano troppo sfatti dalla droga e dai loro ego. Se mai verranno pubblicate le demo che registrammo agli inizi dei Monster Magnet, oppure ancora prima, i miei gruppi preistorici Dog Of Mystery e The Smoking Pets, vi renderete conto che quel gruppo doveva e poteva fare tutt'altro. E vi renderete conto che i Wellwater Conspiracy hanno ripreso semplicemente da li`. Confronta con "Lizard Johnny", una delle canzoni che scrissi quando eravamo ancora i Airport 75 (Tim Cronin al canto, David Wyndorf alla chitarra e me al basso) e che fini` sul primo disco dei Monster Magnet."

Chi scelse il nome della band e perche' questo nome?
"Hanno sospettato in molto che ci riferissimo a qualche episodio di storia americana contemporanea, soprattutto adesso che si ridiscute molto del Watergate e che si discute ancora del Whitewater. No, proprio nulla di tutto cio`. Tim Cronin (il cantante originale dei Monster Magnet) una sera mi propose questo nome per una nuova band e mesi dopo io me lo ricordai e decisi di utilizzarlo. Tutto qui."

Le principali influenze?
"Jefferson Airplane, Moby Grape, Quicksilver... Tutta la psichedelia americana della West Coast. Poi anche i gruppi britannici piu` sperimentali degli anni Sessanta, come Kinks, Yardbirds, Creation... Non ho bisogno di citare gli Hawkwind, vero?"

Il secondo singolo fu [Trowerchord], una delle loro composizioni piu` pop. Ma il retro annoverava la psichedelica "Enebrio" e lo strumentale "Green Undertow", piu` tipici di cio` che sarebbe venuto dopo.
"Trowerchord" e` senz'altro una delle nostre cose piu` melodiche. Non so come capito`. Forse quel giorno eravamo semplicemnete di umore melodico. Penso che lo stile maturo abbia inizio con il retro, "Enebrio". Questa e` la quintessenza della nostra psichedelia. E "Green Undertow" e` l'archetipo di tutti i nostri numeri strumentali. "Trowerchord" venne scritta nel salotto di Ted in venti minuti. Le altre due vennero scritte dopo che ebbi lasciato i Monster Magnet, e provengono da un luogo molto tenebroso..."

Ormai abbiamo capito tutti che il rock giapponese e` uno dei fenomeni di punta degli anni Novanta, ma come mai avete dedicato un singolo a due garage band giapponesi? Perche' Sandy e Nati Bati Yi?
"Il garage punk giapponese dominava il mondo negli anni Sessanta. Se credi che gli Stooges e i Velvet Underground rappresentassero l'avanguardia, cercati una copia di "Hey Joe" degli Golden Cups. Persino il batterista usava un pedale wah wah! Non c'e` da stupirsi che oggi i gruppi giapponesi siano all'avanguardia del rock indipendente: lo sono sempre stati!"

Ritieni che l'album rappresenti fedelmente il vostro stile?
"Assolutamente no" (ma non fornisce dettagli).

Noto la preferenza per canzoni strumentali:
"Shel Talmy", "The Far Side Of Your Moon", "Enebrio", "Space Travel In The Blink Of An Eye", "Declaration Of Conformity", "Palomer Observatory"... Perche'? Vi considerate un gruppo prevalentemente strumentale? "Non e` che ne facciamo un fatto ideologico. Quando il cantante riesce a registrare un brano con gli altri, la canzone e` una canzone. Altrimenti, se si dimentica o non si fa trovare, rimane un brano strumentale. Semplice. E poi i cantanti mi stanno sull'anima".

Le tue canzoni preferite?
"Sleeveless", perche' mi ricorda i Troggs; "Space Travel", perche' e` una delle visioni piu` spettacolari".

Quali sono i veri nomi di Tad e Zeb (batterista e cantante)?
"Tad e` Matt che e` Ted. Non posso dire di piu`. Zeb, semplicemente, e`. Ed e' alto."

(ndi: anche i polli sanno che il batterista e` ancora Matt Cameron, mentre non e` chiaro chi sia il cantante).

Che cos'e` Devil Head? Ci sono altri progetti in ballo? McBain preferisce non rispondere...

Un congedo per i lettori di Rockerilla?
"La fraternita dell'elettrico e` su di noi. L'orologio galattico rotola fra i quattro cancelli della doppia aquila. L'ordine romano degli architetti ha le tredici chiavi di Marduk".

Discografia

Sleeveless/ You Do You (Super Electro Sound, 1993) 7"
Trowerchord/ Enebrio/ Green Undertow (Super Electro Sound, 1994) 7"
Sandy/ Nati Bati Yi (Super Electro Sound, 1996) 7"
Declaration Of Conformity (Super Electro Sound, 1997) CD/LP


Mirza: Anatomia Del Suono
(Copyright © 1997 Rockerilla)

I Mirza sono un nuovo gruppo di San Francisco che sta mettendosi in luce fra gli esponenti della nuova avanguardia psichedelica. Hanno esordito con un mini-album self-titled (Autopia, 1996) a cui ha fatto seguito un album intitolato "Anadromous" (Darla, 1997). Si tratta di dischi soltanto strumentali che prediligono composizioni lunghe e articolate in forme libere. Il gruppo consta oggi di Steven Smith (prevalentemente batteria e chitarra), Glenn Donaldson (chitarra e tastiere), Brian Lucas (basso e chitarra), Mark Williams (chitarra e basso).

Il gruppo venne formato nel 1995 da Smith, Donaldson e Williams con altri due amici, uno dei quali era il cantante. Presto il dissenso con il cantante porto` alla sua esclusione e all'ingresso di Lucas. L'abbandono del quinto membro conferi` al gruppo l'assetto definitivo. Il quartetto attuale ha raggiunto un ottimo grado di coesione e, nei quattro concerti dal vivo finora tenuti, ha dato sfoggio di brillanti dote tecniche. I ragazzi, tra l'altro, non hanno nulla del look dei punk, sembrano anzi ragazzi appena usciti da un college della media/alta borghesia californiana. Il loro linguaggio e` quello degli intellettuali che frequentano i caffe` del centro di San Francisco, non quello degli sbandati che bazzicano l'Haight-Ashbury.

La formazione puramente strumentale e` un accidente casuale oppure e` destinata a rimanere tale?
Donaldson: "La musica che proponiamo non ha bisogno di vocals. Siamo sempre piu` portati a una musica di grande respiro, che sfrutta al massimo le possibilita` dell'armonia e si lascia andare al flusso dell'improvvisazione. E` quasi impossibile trovare un cantante che sappia coesistere con questa prassi. Suoniamo, soprattutto dal vivo, passaggi sempre piu` improvvisati, sempre piu` informali, prendendoci tutto il tempo che vogliamo per ricamare variazioni attorno ai temi principali. E` un approccio che non si sposa molto bene con il ruolo tradizionale del cantante."

Smith: "Inoltre credo che ben pochi cantanti sarebbero interessati a cantare con noi. Il cantante, perlomeno nella musica rock, e` tradizionalmente il divo del gruppo, e la sua presenza sul palcoscenico e` carismatica. Pochi cantanti accetterebbero di stare sul palco ad ascoltare gli altri membri del gruppo che indulgono in lunghi passaggi strumentali del tutto improvvisati. Anche se lo volessimo, probabilmente non riusciremmo a trovare un cantante. Se lo trovassimo, probabilmente non sarebbe all'altezza della situazione."

Quali sono state le vostre influenze principali?
Smith: "L'elenco sarebbe sterminato. Non c'e` nessuno che cerchiamo di imitare esplicitamente, ma ce ne sono infiniti che ci piacciono e ci condizionano. Personalmente, direi i Pink Floyd su tutti, il free jazz in secondo luogo. Apprezziamo cio` che e` buono in musica".

Donaldson: "Personalmente vorrei aggiungere il folk-rock e i Jefferson Airplane, ma ammetto che sono influenzato da quasi tutte le musiche del mondo. L'elenco completo delle nostre influenze sarebbe un'enciclopedia della musica moderna. Personalmente, mi piace molto la musica classica indiana, poi ascolto anche jazz e folk europeo."

Lucas: "Sto ascoltando tutto cio` che hanno pubblicato gli Art Bears. Mi piacevano tantissimo gli Hugo Largo. E nutro un grande rispetto per il folk degli Appalacchi."

SMith: "A questo devi aggiungere una dieta sostanziosa di Stooges, MC5, Birthday Party..."

Donaldson: "Una grande scoperta per noi e` stato "After Bathing At Baxter's", il capolavoro dei Jefferson Airplane. I critici ci dicevano che sembravano dei discepoli dei Jefferson Airplane e noi non capivamo perche', in quanto conoscevamo soltanto le prime cose di Grace Slick. Dopo aver ascoltato quel disco, abbiamo capito perche'!"

Come nasce un brano?
Smith: "Non viene mai scritto a tavolino. Generalmente cresce un poco alla volta. Ogni volta che lo suoniamo e` un poco diverso, e alla fine una versione finisce su disco. Ma e` quasi certo che dal vivo continuera` ad evolversi."

Lucas: "E` un fenomeno molto organico. Non suoniamo canzoni vere e proprie, suoniamo variazioni su temi. Cerchiamo soprattutto di mantenerci ai massimi livelli possibili per il periodo piu` lungo possibile. Ma e` impossibile stabilire a priori quale sara` questo "picco" di creativita`. Soltanto mentre suoniamo ci rendiamo conto di come stiamo andando. Quando il modo in cui stiamo suonando e` particolarmente felice, continuiamo a girare attorno a quel momento, cercando di farlo durare il piu` a lungo possibile. Dal vivo, questo significa letteralmente che la musica acquista potenza e volume."

Donaldson: "La nostra musica e` relativamente poco intellettuale, nel senso che non siamo alla ricerca del contrappunto sofisticato o di un assolo complicato. La nostra musica vuole essere molto corporea e pertanto contano soprattutto l'emotivita` e la spiritualita`."

Donaldson: "La nostra musica si presta addirittura per la trance, anche se naturalmente si tratta di una trance molto diversa da quella new age o da quella ambientale. Il termine "spirituale" nel nostro caso va inteso in senso lato, non in senso mistico."

Smith: "E` certo pero` che la musica a un certo punto si impossessa di noi. E` lei che si fa suonare, non noi che la suoniamo. E il risultato si vede sul pubblico, che comincia a danzare spasmodicamente, come ipnotizzato e galvanizzato. La musica diventa una quinta personalita` sul palco, che trascende dalle nostre."

Donaldson: "Purtroppo quando registriamo un disco siamo inevitabilmente piu` consci di cio` che stiamo facendo e perdiamo gran parte del nostro potere di improvvisare. Un album e` un documento soltanto parziale della nostra arte. Ricreare i nostri concerti in studio e` quasi impossibile. Anche la lunghezza dei brani e` assolutamente approssimativa. Dal vivo possiamo continuare per mezz'ora, mentre su disco il brano giunge a conclusione nel giro di pochi minuti. Il prossimo concerto, il 15 ottobre, verra` registrato e forse da quelle registrazioni trarremo materiale per un disco dal vivo. "

Smith: "Devo pero` aggiungere che i brani stanno diventando piu` lunghi anche perche' ci sentiamo piu` a nostro agio con i nostri strumenti. Man mano che migliori cominci a pensare di piu` alla musica e di meno a come la suoni. Suonare passaggi difficili diventa sempre piu` facili, per cui ci fai sempre meno attenzione. Questo ti consente anche di improvvisare di piu` e in maniera piu` creativa. Alla fine dei conti, il brano e` raddoppiato di dimensioni."

Chi e` il vostro ascoltatore tipico?
Smith: "E` uno che vuole ascoltare musica, non semplicemente divertirsi. E` chiaro che, se non ci ascolti con attenzione, perdi quasi tutto il senso della nostra musica. La nostra non e` musica ambientale che puoi ascoltare in sottofondo e giudicare semplicemente dalle qualita` timbriche. E` un qualcosa che definirei "ambient cacofonico". E` musica rock, non ho dubbi, ma una musica rock che in qualche perverso modo di permette anche di entrare in trance e rilassarti. In questo senso diciamo che e` musica spirituale."

Lucas: "Non c'e` nulla di male nell'essere spirituali. Persino Nick Cave e` spirituale. Questo non vuol dire che sia new age! Spirituale significa trascendente. Se togli le droghe dalla psichedelia, ottieni musica trascendente. Secondo me, quasi tutta la musica che vale la pena di ascoltare e` spirituale, in questo senso."

Il prossimo disco?
Smith: "Cominceremo a registrarlo il mese prossimo. L'ideale sarebbe di poter fare un doppio, ma avremo soltanto un weekend per completarlo. Penso che sara` disponibile gia` all'inizio dell'anno prossimo".


Silver Apple: Il Ritorno Del Mago
(Copyright © 1997 Rockerilla)

I Silver Apples sono entrati nella leggenda del rock per aver registrato due dischi di quella che ai tempi poteva considerarsi avanguardia, nel senso che incorporava esperimenti elettronici su un tessuto psichedelico. Il gruppo scomparve per un quarto di secolo ed e` riemerso recentemente, con gran sorpresa di chi se li era quasi dimenticati. A colloquio con il leader, Simeon, che nasconde tuttora il suo vero cognome (benche' si tratti ormai di un segreto di Pulcinella), cerchiamo di capire cosa successe e cosa lo ha spinto a tornare sulle scene. La nuova formazione, per la cronaca, consta di Simeon (oscillatori, tastiere, canto), Xian Hawkins (tastiere) e Michael Lerner (batteria).

Cosa successe dopo i due storici album?
"Successe che la compagnia aerea Pan Am scopri` la copertina di "Contact"... e non ne furono particolarmente lieti. Ci denunciarono chiedendo danni per centomila dollari, una cifra sproporzionata non soltanto perche' il danno da noi inflitto a loro era nullo, ma soprattutto perche' noi non avevamo un penny! Un po' per il fatto finanziario, un po' per il basso morale del gruppo, i Silver Apples finirono per sciogliersi. La batteria di Taylor venne confiscata ed entrambi ci nascondemmo per un po' con il timore che ci togliessero tutto quello che avevamo. Non potevamo suonare nei club per paura di attirare l'attenzione della giustizia, non avevamo soldi per registrare dischi, dovemmo trasferirci altrove e cercarci lavori normali. La paura di avere problemi con la legge ci paralizzo` completamente. La decisione di cessare la nostra carriera musicale non ebbe nulla a che vedere con la nostra passione per la musica, o i miei rapporti con Dan (ndi: Taylor). Rimasi insieme a lui, anzi, dall'inizio alla fine."

E la tua vita privata?
"Non fu molto divertente. Dovetti vendere tutti i miei amplificatori per comprare una piccola barca a vela. La riempii di cibo in scatoletta e di vino, e mi misi in viaggio verso lo Stretto di Verrazzano, passando per la Statua della Liberta`, e infine al largo dell'Oceano Atlantico... Lasciai che la corrente mi portasse in giro, sempre seguendo la costa meridionale degli USA, fino alla Florida e nel Golfo del Messico. Dopo tre mesi gettai finalmente l'ancora a Mobile, in Alabama, dove vive mio fratello. Accettai un posto di gelataio ambulante e qualche mese dopo ebbi l'occasione di diventare editor di film e video in una stazione televisiva, occasione che non mi lasciai sfuggire. Cominciai a scrivere recensioni di arte per un quotidiano locale. Poi lavorai come illustratore e disegnatore per un'agenzia pubblicitaria. Finalmente, mi spostai ad Annapolis per lavorare in un'altra agenzia, mentre continuavo a dedicarmi all'arte, questa volta nei panni del pittore. Feci diverse esibizioni in diversi stati. Ho anche alle spalle un matrimonio, figli e cosi` via, ma e` un lontano passato..." (Ndi: Al lettore decidere quanto e` leggenda e quanto e` verita`)

E Dan Taylor che fine ha fatto?
"Giuro che non riesco a trovarlo. L'ho cercato per anni, e non soltanto per suonare, ma anche soltanto per bere una birra insieme. Non ho proprio idea. Magari si fara` vivo adesso che il complesso si e` ricostituito."

Perche' tornare a suonare con un complesso che ha lo stesso nome?
"Non mi e` mai passato per la testa di usare un altro nome".

Che piani hai adesso?
"Registrare il nuovo materiale e raccattare i migliori complessi del mondo per la nostra casa discografica".

Come ti senti adesso che tutti ti stanno riscoprendo?
"Parte di me dice "dio che palle!" e un'altra parte grida "hallelujah!"

Perche' pensi che all'improvviso ci sia tanta gente interessata a voi?
"Penso che sia partita con i musicisti. I musicisti rock hanno finalmente scoperto che cio` che facevamo era non solo interessante ma anche divertente da fare. Hanno cominciato a copiarci, imitarci, campionarci. Da li` poi e` venuto l'interesse della critica, dei discografici e, spero, del pubblico".

Molti pensarono che i Suicide fossero i Silver Apples, o che perlomeno vi fossero stati vicini. Ti sei mai sentito plagiato?
"No. Pensai semplicemente che si trattava di un'ottima estensione delle nostre idee, quasi una naturale evoluzione. Ho incontrato Alan Vega e ci possiamo consdierare buoni amici e reciproci estimatori l'uno dell'altro. Anzi, abbiamo persino suonato insieme lo scorso gennaio alla Knitting Factory di New York."

Dove vivi adesso?
"Ho una stanza e uno studio d'arte ad Annapolis, nel Maryland, e affitto anche una soffitta con altri artisti a New York."

Cos'e` cambiato nella musica rock?
"Il rock e` piu` libero e meno rigidamente definito. Una delle ragioni per cui ai tempi venimmo ignorati dalla comunita` musicale e` che non facevamo parte di nessuna delle correnti di grido. Peggio: osavamo oltrepassare i confini dei generi prestabiliti".

Come sara` la tua nuova musica?
"La mia nuova musica e` piu` sviluppata e piu` complicata di quella vecchia, il che', immagino, te lo aspettavi. Anche se non suonavo piu` dal vivo, continuavo a scrivere poesia e a comporre motivi per tutto il tempo che restai nascosto. Quest'estate siamo stati ospiti di Steve Albini a Chicago e abbiamo registrato dodici brani. Il nuovo CD, "Beacon", dovrebbe uscire all'inizio del 1998. I primi ascoltatori hanno detto che sentono ancora l'energia rozza dei miei primi dischi, al che' ho esultato "halleluya! ce l'abbiamo fatta!"

C'e` qualcosa in comune fra lo spirito dei nostri tempi e lo spirito di quei tempi?
"Si`! Il sentimento comune e` quello di ribellione. A quei tempi c'era il coinvolgimento degli Stati Uniti in un'azione distruttiva e immorale contro gente innocente, un'inimmaginabile mancanda di guida morale e filosofica da parte del governo e della societa`, una mancanza di identita` all'interno della societa` per persone dotate di intelligenza di tutte le eta`. E in musica succedevano cose eccitanti che in qualche modo riflettevano la insoddisfazione e il desiderio di cambiamento. Non so quale fosse la causa e l'effetto. La musica certamente ebbe una profonda influenza sulla politica dei giovani. Vedo chiari paralleli con oggi. L'unica cosa che manca e` una guerra che focalizzi la protesta, ma gli altri ingredienti sono tutti li`, e la musica sta, nuovamente, prendendo la guida degli eventi."

Chi altri dovremmo riscoprire di quell'era?
"Il lustrascarpe alla stazione ferroviaria Grand Central Station di New York. Potrebbe essere la prossima star internazionale."