Mark Lanegan: Serenading the universe
An interview with Mark Lanegan
(Copyright © 2000 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
An Introduction to Marc Lanegan - Scheda
A brief summary of Mark Lanegan's career. His band, the Screaming Trees, was a pioneer of the Seattle sound of the 1990s. Since 1985, they played a sophisticated combination of acid-rock, hard-rock and garage-rock that would be influential on everybody from Nirvana to Built To Spill. Their second album, Even If And Especially When , is probably the best document of those early years. The band's sound became almost baroque towards the end, when Sweet Oblivion and Dust were released to general critical acclaim.
Lanegan had already begun his solo career. The first three albums introduced a highly original artist: Winding Sheet, Whiskey For The Holy Ghost and Scraps At Midnight rank among the most inspired albums by singer songwriters in the 1990s. The second is probably one of the best albums of the decade. Lanegan followed that trilogy with a collection of covers, I'll Take Care Of You, and now with the recent Field Songs.

What were you as a child?
I was born and raised in Washington State. Nothing special. A little bit of a troublemaker, but nothing serious.

How did you become a musician?
By accident. Somebody asks me to. Just family friends. One day they needed a drummer and they asked me to give it a try. I was a terrible drummer and soon the guitarist, Gary Lee Conner, replaced me with a real drummer and asked me to switch to singing. Unfortunately, I had never sung a song in my life, so he had to literally teach me how to sing, line by line.

Did anybody influence your style of singing?
Jeffrey Lee Pierce. Few people knew him, but I was a fan of Gun Club. Then, of course, many others, but he was a main influence.

Outside of music, what has been the main influence on your music?
Life itself.

Why did you relocate to L.A.?
I've been living here on and off for years. I think I like Los Angeles, and I still like Washington State. Each place has its appeal. I don't particularly consider myself a citizen of Los Angeles or anywhere else.

Who is Mark Lanegan today?
I don't like to get into details of my personal life, but I have a life just like everybody else. There are things I like to do by myself, things I like to do with others, and there are things I have to do to take care of myself.

How does music relate to your private life?
First of all, it's something very spontaneous. When I write a song, most of the time I just sit down and play the guitar. It is not something I have to plan in my mind. Sometimes it doesn't appeal to me and I won't recognize it as a song for weeks. Sometimes it strikes me right away and I continue it. It is a very automatic process.
Secondly, of course, events in my private life have an influence on my music, which is part of my life, but I wouldn't consider my music as a direct expression of what goes on in my life. In fact, I often leave this world when I compose a song. It's like having another life: I let my mind go and live another life and I find music in this other life. So my music is only partially, rather indirectly, related to my private life. Mostly, it is something that exists outside the practical occurrences of life.
My girlfriend says I have three lives, and I guess music is one of the three.
Now, that is my inner life, that is not necessarily yours or someone else. So when you ask me the meaning of a song, I always refuse to explain it. I leave it up to the listener to find whatever meaning there is. And often I do not know myself. Even if I wanted to answer the question. I always prefer the listener to draw their own conclusion.

Are your records all the same life, or is each record a different life?
I, as the creator, see them as a whole. I could not separate one from the other. They form just one unity in my mind. I'm not sure if they flow temporally, or if they are one fixed instant in time, but to me they constitute a whole.
Of course, the listener can have a completely different perception and see both a sequence and a discontinuity, because the style may appear to be changing or because the themes are different. These are practical differences that do not matter that much to me. It is still the same life.

Technically, do you see your music as being folk, rock, jazz, country...? How do you see the difference in style between the Screaming Trees albums and your solo albums? Recently it even sounds like you are using classical arrangements...
I consider everything I've done to be rock records. I don't feel there is a difference between what I did within Screaming = Trees and on the solo records. And I know next to nothing about classical music.

In retrospect, which of the Screaming Trees and your solo albums you like best?
I'm glad all of them exist.

(Copyright: Rockerilla, 2001)

Riassumiamo in poche frasi la carriera di Mark Lanegan. Gli Screaming Trees furono pionieri del suono di Seattle degli anni '90. Dal 1985, data del loro primo disco, proposero una miscela sofisticata di acid-rock, hard-rock e garage-rock che sarebbe stata influente su un po' tutti, dai Nirvana ai Built To Spill. Il loro secondo album, Even If And Especially When , e` probabilmente il miglior documento dei primi anni. Il sound del complesso divenne quasi barocco verso la fine, quando uscirono quelli che vengono considerati da molti i loro capolavori: Sweet Oblivion e Dust.
Lanegan aveva gia` iniziato la carriera solista. I suoi primi tre album presentarono un artista estremamente originale, uno dei cantautori piu` dotati dai tempi di Cohen e Young: Winding Sheet, Whiskey For The Holy Ghost e Scraps At Midnight stanno fra gli album piu` ispirati degli anni '90. Il secondo e` anzi un valido candidato per i top 10 dell'intero decennio. Lanegan ha fatto seguito a quella trilogia con una raccolta di cover, I'll Take Care Of You e adesso con il recente Field Songs, un po' bistrattato dalla critica internazionale (in confronto ai precedenti). Personalmente, credo che dopo la trilogia Lanegan abbia iniziato una nuova fase e che questi due album siano semplicemente lavori di transizione.
Sarebbe pertanto interessante capire cosa sta succedendo nella vita e nell'animo di Lanegan. Peccato che Lanegan da qualche anno abbia fama di essere ostile alle interviste e sia discretamente laconico, per cui non e` stato facile tirargli fuori neppure le poche frasi di questa intervista.

Com'eri da bambino?
Sono nato e cresciuto nello stato del Washington. Famiglia normale, nulla di speciale. Un po' bambino terribile, ma niente di serio.

Come diventasti musicista?
Per puro caso. Qualcuno mi chiese di farlo. Amici di famiglia. Un giorno avevano bisogno di un batterista e mi chiesero di provare. Purtroppo ero un batterista inetto, e presto il chitarrista, che era gia` Gary Lee Conner, mi sostitui` con un vero batterista e mi propose di passare al canto. Io non avevo mai cantato e non avrei saputo da dove cominciare, ma Gary mi insegno` letteralmente verso per verso come cantare le canzoni.

Ci fu qualcuno che ti influenzo` come cantante?
Jeffrey Lee Pierce. Pochi lo conoscevano, ma io ero un fan dei Gun Club. E molti altri, naturalmente, ma lui fu una delle influenze principali.

Al di la` della musica, quali altre influenze citeresti?
La vita.

Perche' ti sei spostato dal bucolico Washington alla supermetropoli Los Angeles?
Erano anni che facevo la spola fra Seattle e Los Angeles. Mi piace vivere a Los Angeles, e mi piace vivere a Seattle. Ciascuno dei due posti ha i suoi vantaggi. Non mi considero un cittadino di Los Angeles.

Chi e` Mark Lanegan oggi?
Non mi piace parlare della mia vita personale, ma ho una vita come tutti. Ci sono cose che mi piace fare da solo, cose che mi piace fare in compagnia, cose che devo fare per prendermi cura di me stesso.

Qual'e` la relazione fra la musica e la tua vita privata?
Prima di tutto, la mia musica e` un fenomeno spontaneo. Quando scrivo una canzone, la maggioranza delle volte mi siedo con la mia chitarra e lascio che la mia mente si sbizzarrisca. Non ho un piano. Non so cosa ne verra` fuori. A volte il risultato non mi piace per nulla, e non lo riconosco come una canzone se non settimane dopo. A volte mi piace sul momento e continuo per ore a lavorarci su. E` un processo automatico, ma non pianificato.
Secondo, naturalmente gli eventi della mia vita privata hanno un'influenza sulla mia musica, che e` pur sempre una parte della mia vita, ma non considero la mia musica come un'espressione diretta di cio` che capita nella mia vita privata. Infatti spesso comporre una canzone significa per me abbandonare questo mondo. E` come avere una seconda vita: lascio che la mia mente vaghi in quell'altro mondo e vita un'altra vita, e li` trovo la musica delle mie canzoni. La mia musica e` soltanto parzialmente il riflesso della mia vita privata. Per lo piu` e` qualcosa che esiste al di fuori degli eventi della mia vita.
La mia ragazza dice che ho tre vite, e immagino che una delle tre sia la mia musica.
Infine voglio aggiungere che questa e` la mia vita interiore, ma non necessariamente la stessa che vivi tu o qualcun altro quando ascolti la stessa canzone. Quando un intervistatore mi chiede il significato di una canzone, io mi rifiuto sempre di rispondere. Lascio che sia l'ascoltatore a trovare il significato, se c'e`. E spesso non lo so davvero. Anche se volessi rispondere alla domanda. Preferisco sempre che sia l'ascoltatore a trarre le proprie conclusioni.

Dici che la tua musica e` un'altra vita. I tuoi dischi sono parte di una vita sola, o ciascun disco e` una vita a se stante?
Io, come creatore di quei dischi, li vedo in blocco, come un tutto unico. Non riuscirei a separarne uno dall'altro. Formano un'unita` nella mia testa. Non sono sicuro che fluiscano temporalmente, o se sono fissati in un istante di tempo, ma per me costituiscono un'entita` unica.
Naturalmente, l'ascoltatore puo` avere una percezione completamente diversa dei miei dischi e vedere una sequenza e delle discontinuita`, perche' lo stile puo` apparire diverso o perche' i temi sono diversi. QUeste sono differenze pratiche che non importano molto nel mio contesto. E` sempre la stessa vita.

Tecnicamente, ti consideri piu` folk, rock, jazz, country...? Come vedi le differenze di stile fra gli album degli Screaming Trees e i tuoi album solo? Recentemente mi pare che stai persino usando arrangiamenti classicheggianti...
Ritengo tutto cio` che ho fatto solo e soltanto rock. NOn penso ci siano differenze fra i dischi degli Screaming Trees e i miei. E non so assolutamente nulla di musica classica.

In retrospettiva, quali album degli Screaming Trees e quali dei tuoi solo preferisci?
Sono contento che esistano tutti.

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