Decine di musicisti italiani mi contattano chiedendomi di ascoltare il loro materiale. Alla fine di ogni mese mando loro questa lettera, che, inutile dirlo, non mando a cuor leggero.

Musicisti,

Mi scuso per questa email di massa. Ho trovato soltanto oggi il tempo di raccogliere le varie email che mi invitano ad ascoltare musica. Come avrete capito, non ho tempo per respirare. Dovessi ascoltare tutti i vostri CD/nastri, passerei tutto il tempo a fare soltanto quello. Purtroppo ci sono soltanto 24 ore in una giornata. La cosa che piu` mi rattrista non e` di darvi una delusione, ma che probabilmente fra di voi ce n'e` almeno uno che ha fatto musica migliore di tutta quella che ascoltero` questo mese, e io non lo scopriro` che fra qualche anno.

Le recensioni sui website Italiani (che molti di voi mi allegano) purtroppo contano poco come referenza perche' i website italiani tendono a parlare bene di tutti (causando, a mio avviso, grande danno ai dischi davvero validi).

Sono (mi illudo) molto competente sulle scene americana, britannica, tedesca e giapponese, ricevendo tonnellate di pareri affidabili e conoscendo di persona molti dei protagonisti, ma per gli altri paesi devo fidarmi degli input che mi arrivano da quei due/tre amici che reputo affidabili, e a cui ho detto chiaramente che io posso ascoltare al massimo 5-10 dischi italiani all'anno (non ditemi che l'Italia produce piu` di 10 capolavori all'anno). Se siete in quel gruppo, a fine anno saro` io a contattare la vostra casa discografica per farmi mandare un promo da recensire (oppure, banalmente, i miei amici mi presteranno la loro copia).

Il crescere dei website in Italiano ha causato recentemente un altro problema: i musicisti si aspettano sempre una recensione positiva, o perlomeno incoraggiante, visto che i website Italiani in genere parlano bene di tutti i dischi. Il mio website non e` stato pensato per fornire recensioni incoraggianti. Se lo faccio per un musicista, dovrei farlo per tutti, distorcendo tutta la filosofia delle 20mila recensioni del passato, nonche' delle 400-500 annue su musicisti USA, Britannici, Giapponesi e Tedeschi. Invece ogni volta che ho parlato malino di dischi Italiani, sia i musicisti sia i fans se ne sono molto risentiti (come se tutti i dischi fatti in Italia fossero perfetti, assolutamente senza lacune). Fatto e` che invece i lettori di altri paesi protestano per la ragione esattamente opposta: al rock Italiano ho dedicato piu` spazio (vedi questa pagina) e voti mediamente piu` alti che a tante altre scene nazionali, e viene naturale sospettare che io l'abbia fatto perche' nacqui in Italia.

Il mio consiglio e` sempre lo stesso. Mandate i vostri nastri/CD alle etichette discografiche (www.scaruffi.com/music/labels.html) e alle riviste (www.scaruffi.com/music/magazine.html), che hanno personale pagato per fare quello. Quelle piu` serie sono affidabili. Io sono solo e non ho neppure il tempo di finire quasi nessuno dei progetti che comincio.

Sorry...! E infiniti auguri.