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With a long and intense career that spawned a number of mas- terpieces, Pauline Oliveros has achieved the reputation of being one of the most prominent and influential composers of our time. She now resides in Kingston, New York, where her Foundation is also based.
An accordionist by training, Pauline Oliveros (USA, 1932) was
the most significant purveyor of "deep listening" music. She explored the
psychological effects of sound in works such as
Horse Sings From Cloud (1975),
Rattlesnake Mountain (1982),
Wanderer (1985),
The Roots Of The Moment (1988) and Deep Listening (1988).
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Pauline Oliveros (1932) e' originaria di Houston, nel Texas, dove da
giovane suonava violino, fisarmonica e corno francese. Nel 1954 studio'
composizione a San Francisco, con Terry Riley, alla corte di Robert Erickson.
Nel 1960 mise a frutto la sua conoscenza di procedimenti tonali "alternativi"
(per esempio, la serie dei sovratoni) nel sestetto
Variations For Sextet (per flauto, clarinetto, tromba, corno, violoncello,
pianoforte) che le valse un immediato riconoscimento dalla critica.
Sound Patterns (1961) ripete' l'esploit consegnando alla storia uno
dei primi lavori corali senza parole in cui venivano impiegati sistematicamente
tutti i suoni "non musicali" della lingua e delle labbra.
La prima svolta significativa della sua carriera venne nel 1961, allorche'
aiuto' Subotnick ed altri a fondare il Tape Music Center, presso il quale
sarebbe rimasta fino al 1967. Di questo periodo sono composizioni
orchestrate per ensemble bizzarri.
I due trii,
Trio for Flute, Piano, and Page Turner (1961) e soprattutto
Trio for Accordion, Trumpet and String Bass (1961),
e il duo per fisarmonica e bandoneon (1964)
misero in luce il gusto per i timbri piu' insoliti, mentre
Seven Passages (1963) e
Five (1964), delle cui partiture fa parte integrante un ballerino,
aprirono la stagione multimediale, culminata con
l'Applebox Orchestra del 1964 (per scatole di mele amplificate) e
con i Pieces del 1965 per ottetto di fiati e registratore di cassa,
e proseguita con lavori sempre piu' arditi:
le Mnemonics (1965),
George Washington Slept Here (1965),
Winter Light (1965),
Participle Dangling (1966),
il Theatre Piece For Trombone Player (1966).
Nello stile barbaramente elettronico di Subotnick diede
Bye Bye Butterfly (1965), a live electronic piece that results in
a maze of distorted electronics and operatic vocals (a record of Puccini's Madame Butterfly played on a turntable),
Alien Bog (1967), Beautiful Soop (1968).
Electronic Works (Paradigm, 1997) compiles
Bye Bye Butterfly,
Big Mother Is Watching You (1966), an even more massive work in the
genre, and I of IV (1966), a flock of ghostly whistling electronics.
No Mo/ Something Else/ Bog Road (Pogus, 2001) and
Alien Bog/ Beautiful Soop (Pogus, 1997)
collect other electronic compositions from that era.
Nel 1968 compose la sua prima opera maggiore, Valentine, nella quale
quattro persone giocano a carte: il battito dei loro cuori e il rumore delle
carte che cadono sul tavolo sono amplificati in modo da stare sullo stesso
piano degli altri suoni della piece.
Spettacoli sempre piu' multimediali ebbero luogo un po' dappertutto:
Festival House (1968),
The Dying Alchemist Preview (1969),
Bonn Feier (1971),
Postcard Theatre (1972),
Phantom Fathom (1972),
alternandosi a piu' ascetici (atonali e sconnessi) brani da camera come
Outline (1963) per flauto, percussioni e basso,
Night Jar (1968) per viola d'amore,
Wheel Of Fortune (1969) per clarinetto,
Aeolian Partitions (1969) per quintetto,
1000 Acres (1972) ancora per quartetto.
Attraverso piece piu' subdole come
Meditation per coro e percussioni (1970),
Sonic Images (1972) e Crow Two (1974)
il suo prestigio andava aumentando anche presso i circoli dell'accademia.
Intanto si era trasferita a sud, per insegnare all'Universita' di San Diego.
Per arrotondare i magri guadagni, batteva i caffe' di San Diego con una Big
Jewish Band, e prestava la sua voce per diverse performance
(canta nella seconda parte della musica per onde cerebrali di Lucier).
In proprio eseguiva musica orientale ("improvvisazioni meditative")
per fisarmonica e voce, generalmente basata sul controllo del respiro attraverso
toni lunghissimi che si alternano con fratture improvvise:
la cantante sostiene un tono finche' lo ritiene,
poi ne sceglie un altro, senza per questo dover seguire un percorso continuo.
Horse Sings From Cloud (1975), una serie di "om" per voce e fisarmonica,
e' il brano piu' rappresentativo di questo periodo,
registrato su Accordion and Voice,
che vanta anche
Willow Brook Generations And Reflections (1976),
The Yellow River Map (1977),
King Kong Sings Along (1977),
Rose Moon (1977) per il teatro,
Witness (1978),
El Relicario De Los Animales (1979),
Carol Plantamura (1979),
Gone With The Wind (1980),
tutti per voce e piccolo ensemble da camera. Del suo tentativo di fondere
elettronica ed acustica fa fede
il quintetto per elettronica Wheel Of Times (1982), mentre il suo
avvicinamento alle civilta' orientali e' testimoniato da
Lion's Eye (1985) per gamelan, che esibisce la stessa brillante
vitalita` della Rainbow In Curved Air di Terry Riley pur nei limiti
di una musica per percussioni.
Un lavoro fondamentale della sua discografia e' Rattlesnake Mountain
del 1982,
registrato su Accordion and Voice,
in cui la fisarmonica (usata a mo' di sitar) svaria sull'ossessiva
radiazione mantrica di sottofondo: e' un po' la sua Rainbow In Curved Air.
E' qui che per la prima volta si concretizzano pienamente le influenze della
musica cerimoniale buddista.
Un altro vertice della sua arte e'
Wanderer (1985), una sinfonia poliritmica per un'orchestra di 22
fisarmoniche e cinque percussionisti con spunti che vanno dalle danze popolari
irlandesi ai continuum di Ligeti.
Ancor piu' caotica e' Tasting The Blaze (1985) per un'orchestra di
dieci strumenti giapponesi, cinque fisarmoniche, clarinetto, trombone,
violoncello e percussioni, tutti amplificati e mixati dall'autrice.
L'evento multimediale
Well (1986) assomiglia alle improvvisazioni naif dell'Art Ensemble,
con gli strumenti (percussioni, flauto, piano e violoncello)
e i vocalizzi del Relache liberi di spaziare attorno alla sua fisarmonica.
Con questi brani si delinea un'arte elettro-acustica di ascendente orientale
(come confermato dal ritualismo delle sue esibizioni dal vivo) ma che conserva
sempre un razionalismo e un nervosismo di sapore occidentale.
The Roots Of The Moment, in cui Oliveros suona la fisarmonica attraverso
due delay, e' il suo lavoro piu' vicino al minimalismo: il raga di Oliveros si
snoda per un'ora, totalmente improvvisato seguendo gli effetti digitali
del suo assistente (Peter Ward), trasudando un intenso cromatismo e una florida
inventiva. Fasi vivaci e incalzanti alla Rainbow In Curved Air si
alternano a sibili e clangori inquietanti. A differenza di Riley, Oliveros
sa lanciarsi anche in passaggi audacemente dissonanti e in
tetri e lunghi continuum che suscitano angosce cosmiche.
L'impressione e' quella di un inno all'universo in tutta la sua terribile
complessita'.
Con Deep Listening, registrato in una cisterna sotterranea, e
orchestrato per fisarmonica, dijerdidu, trombone, voce e oggetti metallici,
(Oliveros on accordion and voice, Stuart Dempster on trombone, voice, didjeridu, conch shell and garden hose, and Panaiotis on voice, whistling, pipes and metal pieces)
e totalmente privo di manipolazioni elettroniche, Oliveros torna invece al
caos di Well. Queste due opere segnano in effetti una nuova
interpretazione della musica gestuale: rinuncia dell'elettronica, del
"gesto", dell'orientalismo, a favore di una nuova forma di musica da camera.
Lo stesso trio dell'"ascolto profondo" e' autore di
Troglodyte's Delight (june 1989), registrato in una caverna sfruttando i suoi
echi naturali e il suono dell'acqua.
La carriera musicale di Oliveros e' nettamente divisa in due periodi dal
decennio di silenzio discografico: le opere degli anni Sessanta la vedono
allineata alle tendenze tardo-dadaiste della scuola gestuale; quelle degli anni
Ottanta la pongono invece fra i grandi innovatori che hanno avvicinato la
musica sperimentale alla musica popolare.
Roots, Rattlesnake Mountain e
C>Wanderer in particolare sono tre picchi della creativita' post-gestuale.
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