Terry Riley
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )

Reed Streams (Mass Art, 1966 - Organ of Corti, 1999) *
A Rainbow In Curved Air (Columbia, 1969) ****
Church Of Anthrax (Columbia, 1970)
In C (Columbia, 1970) ***
Happy Ending (Warner, 1972)
Persian Surgery Dervishes (Shandar, 1972 - New Tone, 1993) ***
Le Secret De La Vie (Philips, 1974)
Shri Camel (Columbia, 1978) *
Descending Moonshine Dervishes (Kuckuck, 1982) *
Songs For The Ten Voices Of The Two Prophets (Celestial Harmonies, 1983) *
Cadenza On The Night Plain (Gramavision, 1985) ***
The Harp Of New Albion (Celestial Harmonies, 1986) **
No Man's Land (Plainisphare, 1985) *
The Ethereal Time Shadow (Music from Mills, 1985) *
Salome Dances For Peace (Nonesuch, 1989) ****
June Buddhas (MusicMasters, 1991), 6/10
Cactus Rosary (Artifact Music, 1993), 5/10
Chanting the Light of Foresight (New Albion, 1994), 5/10
A Lazy Afternoon Among the Crocodiles (AIAI, 1997), 6/10
The Book of Abbeyozzud (New Albion, 1999), 5/10
Requiem for Adam Kronos Quartet (Nonesuch, 2001), 7/10
Atlantis Nath (Sri Moonshine Music, 2002), 6/10
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One of La Monte Young's disciples, Terry Riley became the guru of minimalist repetition with the pulse-based ensemble work In C (1965), that centered on the iteration of simple patterns (almost a human-based imitation of tape loops), and explored the raga-psychedelic connection with the solo electronic improvisation Rainbow in Curved Air (1968), that employed tape loop delays. These works clearly introduced repetition as a main compositional technique in western music, with (Rainbow In Curved Air) or without (In C) melody. This conceptual revolution mirrored the sociopolitical revolution of the time(the era of the "hippies"), when communal and improvised concerts prevailed over the formal presentation of classical music. The spiritual fervor of his Persian Surgery Dervishes (1972) marked the end of the hippy-inspired era. Riley would turn to more conventional formats, but still retain the titanic urge of his minimalist years, particularly in the monumental quartets Cadenza On The Night Plain (1985) and Salome Dances For Peace (1989), and in the Requiem For Adam (1998).
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Terry Riley nacque in California nel 1935. Anch'egli studio' musica a Berkeley (laureandosi in composizione nel 1961) ma si formo' girando l'America (durante gli anni Cinquanta suonava piano-rag nei night-club di Berkeley) e l'Europa (in Scandinavia con un teatro itinerante, Parigi soprattutto in diversi progetti-happening).

La vita vagabonda di artista di strada termino' quando (1962) Riley incontro' La Monte Young (gia' suo compagno di scuola) e si associo' ai suoi progetti mistico-musicali. Ma Riley non aveva nulla della rigorosa applicazione sacerdotale e scientifica che animava il guru del minimalismo, era piuttosto un uomo semplice e sereno che amava comunicare in modo diretto e immediato.

A Parigi nel 1962 e soprattutto al neonato Tape Music Center di San Francisco nel 1964 Riley mise a punto una tecnica di composizione basata sui processi di "ritardo" resi possibili dall'impiego dei registratori a nastro. Prese allora a comporre opere in cui sovrapponeva progressivamente strati e strati di suoni, come Keyboard Studies (1962), uno dei quali (per due pianoforti) compare su Keyboard Study 2/ Initiative (Byg, 1968), e Music For The Gift (1963), possibly the first piece based on a tape delay and feedback system (realizing a loop that repeated a piece of jazz music). In Dorian Reeds (1965) diverse frasi del sassofono vengono ritardate e sovrapposte fino a costituire una forma di polifonia mono-strumentale.

Il capolavoro del periodo e' la suite In C (1964), cioe' "in do", per ensemble ad libitum, una delle opere fondamentali del Dopoguerra. La parte per piano, l'"impulso", consiste unicamente di "do" da ripetere per tutta la durata della performance; gli altri strumenti si inseriscono l'uno dopo l'altro stratificando e ripetendo all'infinito 53 figure fisse, ciascuna per una durata arbitraria. Il brano termina quando tutti gli strumenti arrivano alla 53esima figura. Il frenetico cicalare degli strumenti si dilata o si contrae, si frantuma o si coagula, si infiamma o si zittisce, secondo l'improvvisazione dei musicisti. La musica riacquista cosi' la sua essenza ludica di gioco, di festa liberatoria, di espressione rituale collettiva. In C e' un'opera di rottura, un netto punto di discontinuita' nell'evoluzione della musica d'avanguardia. Giunge all'improvviso, inaspettata, figlia di quelle ricerche sui "ritardi via nastro", mentre i conservatori progettano sinfonie dissonanti o sonate elettroniche. Non e' abbastanza radicale da appartenere al dadaismo "cageano", e non e' abbastanza "seria" da rientrare nell'espressionismo darmadtstiano.

Riley's debut album, Reed Streams (Mass Art, 1966 - Organ of Corti, 1999 - Elision Fields, 2007), compiled the pure, glacial, geometric Untitled Organ and the undulating and pulsating Dorian Reeds that employed the tape echo.

La ripetizione di semplici cellule ritmico-melodiche, ma non piu' vincolata a una nota cardine, e' alla base anche della A Rainbow In Curved Air (1968) per tastiere elettroniche, il raga minimalista che rese famoso Riley nell'ambiente della musica rock. Riley vi suona da solo, alternandosi ai vari strumenti elettronici. La fantasia si dipana con vivacita' in un vertiginoso vortice di improvvisazioni. L'accompagnamento si evolve ogni 2,4 o 8 battute ma senza mai modificare lo schema iniziale. L'attacco e' travolgente, con il clavicembalo che trilla all'impazzata, l'organo che tiene lunghe note da chiesa e gli altri suoni elettronici che fungono da ritmo o da contrappunto. Sempre piu' colorata ed esuberante, la sarabanda sfoga senza pudore i piu' incontrollati istinti edonistici. Sembra placarsi in un registro piu' cerimoniale e contemplativo, su cadenze liturgiche e mantriche, ma nuovi timbri, ora celestiali ora lugubri, si inseguono in spirali e cascate di echi, si accavallano con acrobazie sempre piu' mozzafiato, fino a lanciarsi al galoppo su un battito incalzante di tabla. Ne risulta un inno radioso di gioia, un'esaltazione francescana dello spirito della vita, una travolgente giostra di sensazioni inebrianti. Rainbow e' una suite elettronica che, in piena psichedelia e in piena moda "indiana", influenzera' molti musicisti rock, oltre a segnare il punto di massima perfezione formale raggiunto dal minimalismo.

Piu' compita e meditata, piu' "himalayana", la coeva Poppy Nogoods And The Phantom Band per tastiere elettroniche e sassofono (come Dorian Reeds) stratifica suoni piu' lenti e massicci, toccando il climax quando le tempeste d'echi del sassofono rifanno il verso ai trilli epilettici di Rainbow.

Il capolavoro della maturita' nasce pero' quando il musicista si affida con maggior convinzione all'ispirazione religiosa. La pace e l'estasi che presiedono ai suoi rituali sonori emergono piu' limpidamente nelle performance chiamate Persian Surgery Dervishes (1972). L'album doppio (inciso dal vivo in due occasioni diverse) con Riley all'organo e con il solo ausilio di un tape-delay, e' la sua opera piu' profonda e suggestiva, la piu' vicina alla spiritualita' orientale. Riley improvvisa senza sosta riciclando e ricombinando le poche figure ritmico-melodiche: su una tastiera inventa continuamente flussi e flussi di colori tonali, mentre sull'altra, come in trance, impone una pulsazione ipnotica (il tape-delay fa si' che il suono si sovrapponga di continuo a se stesso). L'umilta' e la disciplina che presiedono a questo esercizio quasi interiore contrappongono la poverta' materiale della musica alla sua ricchezza spirituale. L'organo sussulta lungo impennate maestose, in larghe volute estatiche, per inabissarsi subito in sommesse preghiere sottovoce. E' la versione "adulta" di Rainbow, che non ha piu' nulla della sua adolescenziale giocosita', esprime emozioni piu' metafisiche.

Il fascino che emana dalla sua personalita' e la prodigiosa simbiosi che riesce ad instaurare con l'organo ne fanno presto un mito vivente. E' grazie a lui che minimalismo e rock si incontrano, grazie alla naturale modestia che lo emargina dai freddi intellettuali della musica in provetta, e grazie alla cieca fede nell'elemento umano, e cioe' nell'improvvisazione.

Rifiutando i contratti favolosi delle istituzioni musicali, che hanno invece fatto la fortuna dei suoi discepoli, registrando pochissimo, e ostinandosi a vivere nella sua fattoria californiana, in cui puo' continuare a studiare in pace, Riley e' sempre rimasto una figura underground, anche quando la musica da lui inventata comincio' ad ottenere i favori del pubblico.

Happy Ending contains the soundtrack to Joel Santoni's Les Yeux Fermes (1972), reissued together with Lifespan (1974) as Les Yeux Fermes & Lifespan (Elision Fields, 2007). The soundtrack itself consists of two lengthy pieces: the grave Journey From A Death of a Friend for organ and piano (the highlight of the album), and the lightweight Happy Endings for piano and saxophone (reminiscent of Poppy Nogood).

Rocco Stilo scrive:

Il disco originale si componeva di due suites, una per facciata, ciascuna delle quali rievocava le rispettive composizioni del disco precursore. La prima facciata era una suite tutta impostata sulle tastiere, principalmente il sintetizzatore, che disegnava un incipit lineare, scarno e «sorridente», parente stretto di A Rainbow in Curved Air. Sennonchè, dopo una breve sottolineatura di questa tematica che induce a dare per scontata una ripetizione dello svolgersi di A Rainbow, Riley abbandona il sintetizzatore per l'organo, e all'incirca per 8 minuti si immerge in un'atmosfera liquida, ipnotica e sognante, che ricorda moltissimo le performances dei «dervisci chirurghi», ma con una compiutezza magari ancora maggiore. Relativamente alle registrazioni in studio si tratta di uno dei vertici espressivi massimi mai raggiunti dall'artista, che alla fine scioglie quella specie di incantesimo con alcuni tocchi di pianoforte, che preludono alla ripresa del tema iniziale, ma su un ritmo più sincopato, e a tratti convulso. La seconda facciata era invece chiaramente parente diretta di Poppy Nogood; vi ritroviamo pertanto il celeberrimo tema del riverbero plurimo dei «sassofoni impazziti», amalgamati stavolta non già dall'organo, bensì dal pianoforte. Ciò contribuisce a diversificare la composizione dalla sua sorella gemella; qui infatti si respira una «aura» non più spettrale e indicibile come quella della banda dei fantasmi, ma un clima assai più gioioso e se vogliamo più «spensierato», ma il cui risultato è sempre assai notevole. Ma che fine ha fatto allora Happy Ending? Bruttissima domanda, ahimè. Il disco è caduto immeritatamente nel dimenticatoio nonostante la rilevanza sua e della label di appartenenza.

Keyboard Study 2 (Get Back) documents a Terry Riley piece recorded in 1969.

A dire il vero col tempo le tastiere di Riley sono diventate piu' floride e comunicative, piu' dense di variazioni e di bruschi passaggi di tono, come un ricamo molto lambiccato, ispirandosi sempre piu' allo stile intricato del canto indiano (su Shri Camel per organo elettrico). Il suo tenore, allenato con umilta' all'alta scuola del Pandit, ha arricchito di spirali modulate i suoi mezzi espressivi (su Songs For The Ten Voices Of The Two Prophets).

I suoi primi quartetti (Sunrise Of The Planetary Dream Collector del 1980 e The Medicine Wheel del 1983) passarono inosservati, ma nel 1985 Riley ne raccolse in disco una nuova serie, dimostrando di aver forse trovato la forma piu' congeniale. Piu' notevole e' la Cadenza On The Night Plain di ben quaranta minuti che da' titolo alla raccolta, con reminescenze di raga (Cadenza: Violin I) e di balli popolari (Cadenza: Cello), di pizzicato alla Debussy (Cadenza: Viola) e di scale arabe (Cadenza: Violin II, Night Cry), di musichall (March Of The Old Timers Reefer Division, Captain Jack) e della sua In C; mentre altrove (Mystic Birds Waltz) illumina il suo misticismo con un alternarsi estatico di pause meditative e volteggi sufi, marcette stravinskyane e ostinato alla Nyman.

Nel 1986 Riley ha registrato due album di improvvisazioni pianistiche, The Harp Of New Albion, eseguite a un pianoforte intonato secondo il sistema matematico di LaMonte Young. In nessuna di queste opere e' pero' piu' riuscito a eguagliare le splendide gemme del passato.

Il capolavoro della maturita' e' semmai il quartetto Salome Dances For Peace, uno dei piu' monumentali della storia della musica (ben 23 movimenti!), e certamente l'opera meno minimalista della sua carriera, piu' vicina semmai alle trenodie di Penderecki e al serialismo di Webern. Perso il felice abbandono dell'improvvisazione di matrice jazz e raga, Riley adotta una tecnica di composizione rigorosa che ha come missione non piu' quella di suscitare stati d'animo estatici, ma quella di "raccontare" una storia per pannelli. Non a caso l'opera e' piu' vicina alle colonne sonore del cinema che alla musica da camera classica. I temi oscillano fra la litania araba (Summons, Way Of The Warrior) e il bolero in progressione incalzante (Fanfare In The Minimal Kingdom), fino a lambire il minuetto rococo' (Good Medicine Dance), con vertici di pathos nei momenti piu' sommessi e dissonanti (Echoes Of Primordial Time, forse il piu' suggestivo dell'opera, Peace Dance) e nei momenti di maggior tensione drammatica e dinamismo (Half Wolf Dances Mad In Moonlight, The Underworld Arising). Con questi quartetti Riley si afferma come il piu' colto e ispirato seguace di Henry Cowell.

Riley e' il piu' spontaneo dei minimalisti. Proprio perche' avulso dalle astruse teorie psico-acustiche degli altri, Riley ha per primo costituito un ponte naturale fra minimalismo e rock, e piu' in generale fra musica d'avanguardia e musica popolare.

Le Secret De La Vie (Philips, 1974) is a trivial film soundtrack.

Descending Moonshine Dervishes (Kuckuck, 1982) is a 1975 live performance of pulsing, swirling "dervishes".

No Man's Land (Plainisphare, 1985) is a film soundtrack.

The Ethereal Time Shadow (Music from Mills, 1985)

Terry Riley's In C has been recorded in a variety of arrangements: In C (Celestial Harmonies, 1989) for Chinese orchestra; In C - 25th Anniversary Concert (New Albion, 1995) for creative improvisors (Rova Saxophone Quartet, Henry Kaiser, Jaron Lanier); In C (Maso, 1996) for percussion ensemble; In C (Atma, 2000) for sitar, tabla, percussion, droning voices and orchestra; In C (Cypres, 2000), a lively interpretation that has little in common with Riley's original, gray, monotonous, austere version; In C (Cantaloupe, 2001), an even more lively (and very ethnic) version which also includes Requiem For Adam (1998), a metaphysical three-movement quartet which employs electronic sounds and sheer noise. In C (Wergo, 2002) is a "disco" version, performed by European Music Project and the electronic duo Zignorii++.

The requiem also appears on Requiem for Adam (Nonesuch, 2001).

But, with the expection of Salome's Excellent Extension, which appears on Intuitive Leaps (Work Music, 1996), Riley's compositions were clearly moving away from minimalism. Riley was, in fact, becoming one of the most varied, dynamic and unpredictable composers of his generation.

The quality was not always up to his reputation. June Buddhas (MusicMasters, 1991) is a three-movement piece for chorus and orchestra. Cactus Rosary (Artifact Music, 1993) is a confused 1990 composition for mixed instruments. Chanting the Light of Foresight (New Albion, 1994) is a six-movement quartet written with the Rova Saxophone Quartet (from 1987), a demanding but not inspired work. A Lazy Afternoon Among the Crocodiles (AIAI, 1997) is a duo with bassist Stefano Scodanibbio (Diamond Fiddle Language, Tritono). The Book of Abbeyozzud (New Albion, 1999) is a cycle of pieces for guitar (in different settings) inspired by Spain. These are all relatively minor works in the career of one of the centuries' most influential innovators.

The live performances were even less interesting. Padova Concert (Amiata, 1992) contains music from The Harp of New Albion and Salome Dances for Peace. Lisbon Concert (New Albion, 1996) is a piano concerto that samples different styles.

His archives yielded a wealth of rarities. All Night Flight V.1 (Organ of Corti, 1996) documents a 1968 concert. Olson III (Organ of Corti, 1999) documents a 1967 live performance of a lengthy piece a` la In C for any instruments and voices. Music for the Gift (Organ of Corti, 2000) collects the early electronic compositions of 1963-65, including Two Pianos Five Tape Recorders (1960), Music for the Gift (1963), Bird of Paradise (1964), and the psychedelic Mescalin Mix (1962). You're Nogood (Organ of Corti, 2001) contains a live 1967 performance (for saxophone and tape delay) of Poppy Nogood, a "sampled" and processed version of the rhythm'n'blues song You're No Good

Riley has also composed the seven-movement orchestral suite Jade Palace (1991), the chamber opera The Saint Adolf Ring (1992), Ritmos and Melos (1993), an elegant (and occasionally jazzy) work for chamber trio (violin, piano, percussion) inspired by Greece, El Hombre (1993), a quintet for strings and piano, the seven-volume cycle The Heaven Ladder for Piano (1994), whose sixth volume is titled Night Music for Piano (1996), Mandala Miniatures for Saxophone Quartet (1998), Uncle Jard (1998), a quintet for saxophones and piano, The Dream (1999), an evening-length work for solo piano in micro tonal tuning, the piano concerto Banana Humberto 2000 (2000), Y Bolanzero (2001) for large guitar ensemble, Assassin Reverie (2001) for saxophone quartet, etc.

Atlantis Nath (Sri Moonshine Music, 2002), the first major studio recording in over two decades, is an angelic composition for voices, strings, electronics, piano and samples. It includes excerpts of Riley's opera The Crucifixion of My Humble Self.
Tracks: Crucifixion Voices, Mosque, Derveshum Carnivalis, Wedding Song, 13-minute Emerald Runner, Gha Ten in Darbari, 15-minute Asenci¢n, Asenci¢n Final Chord Rising, Remember This, Only a Day, Even Your Beloved Wife, 9-minute The Crucifixion of My Humble Self.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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