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La variazione graduale, ma sostanziale, e' il forte di Stephen Scott (Oregon, 1944), uno
sperimentatore di pianoforte a coda "trattato" che si situa al confine fra John
Cage e LaMonte Young. I suoi primi pezzi (1976) si ispirano ad una tecnica
introdotta da Curtis Curtis-Smith: quella di far passare un filo di nylon
dentro un pianoforte. Stone parti' da li' per arrivare a suonare il piano
come un violoncello, con tanto di archetto (il "bowed piano").
Succube dell'influenza di Reich,
che aveva incontrato nel 1970 in Ghana, Scott usa questa tecnica per comporre
musica molto ritmata nello stile del maestro.
New Music For Bowed Piano (New Albion, 1984) contiene tanto esempi
di ripetizione minimalista (Rainbows I and II) quanto embrionici
brani drone-ambientali.
Minerva's Web (1985) e' un'ipnotica sonata circolare
di tale "bowed piano" suonato simultaneamente da dieci pianisti: la musica
si sviluppa in un monolitico crescendo di onde "mantriche" per frantumarsi
poi in delicati e onirici contrappunti ricchi di pathos e in un finale
incalzante e martellante alla Nyman. Piu' tetra
l'atmosfera di Tears Of Niobe (1986), un coacervo di suoni cupi e
sostenuti, lamentosi e minacciosi, scanditi da un ritmo ossessivo.
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