Dialogo degli Amanti
un estratto
Poesie di piero scaruffi
TM, ®, Copyright © 1998 Piero Scaruffi All rights reserved.
Potete ordinare "Il Dialogo degli Amanti" direttamente a me al prezzo scontato di 10 dollari (sono esaurite le copie scontate a L.12.000). Questa pagina contiene una selezione di poesie tratte dalle 105 del libro.
Poema in tre parti:
- Alef: 35 Canti
- Apeiron: 35 Canti
- Nil: 35 Canti
Personaggi:
- 'm' : uomo
- 'f' : donna
- ' ': ?
Nota per la lettura:
Il poema non va letto partendo dal primo canto, ma da un canto a scelta.
Reperti: "La eternidad es solo lo que sigue, lo igual; y comunica por armonia y luz con lo terreno" Juan Ramon Jimenez
"de mes enfers pensifs les confins sans espoir" Paul Valery
"So leben wir und nehmen immer Abschied" Rainer Maria Rilke
"They hand in hand with wandring steps and slow through Eden took thir solitarie way" John Milton
"were all like workings of one mind the features of the same face ... characters of the great Apocalypse" William Wordsworth
"Do you not also observe that mountains distant from the observer appear to be black, while being in themselves other than the color seen? The cause is only the distance..." Ibn al-'Arabi
Prima Parte: Alef
Monologo
f: Avanzo da secoli in questo vento, sollevato da un remoto passato, che s'adatta alle pieghe lucenti del mio torvo e liso mantello. Nella lumaca di lucciole del crepuscolo imminente le citta` che ho visitato si affollano ronzanti attorno alle mie impronte come mosche sulla carogna di un cucciolo sventrato. Un girovago perduto nel tempo mi portera` al luogo immaginario verso cui sto camminando. E la memoria, che s'incaverna in un dolmen di cristallo, prostrato dentro le fronde scheletriche di abeti sfogliati da due mani trepide di vecchia, non ha altra meta che quel vuoto di senso. Essere qui e` terribile.Intermezzo
Non si puo` procedere oltre. I binari travasano materia organica da una meridiana all'altra a dirotto. Tutt'intorno al cratere nella ghiaia dei detriti cosmici, nella bruma abbagliante dei loro riflessi alieni, un galoppo fra sole e pietra scuote ciclope le fondamenta del tempo.Monologo
f: Al centro della meridiana prendo fra le dita le tue labbra di clessidra e gonfio il pallone floscio del tuo viso sinche' si libra in aria e senza lanciare un grido sfarfalla inerte al vento. Rimbalza sulla sabbia solare, si sfracella vessillo dei mortali nel tragico duello lanciando un urlo che fa rotolare sul guscio infranto del mio occhio cerchi d'acqua a perdifiato. Il tuo sguardo piange isole d'oro lungo la rotta ignota dei nostri corpi.Dialogo
m: Ti spoglio, petalo per petalo, al lume di una torcia di ghiaccio che scioglie i tuoi occhi, piu` azzurri dei miei; a galla, nella palude di pelle trapunta di baci, sulla tenera carne dell'ostrica. f: Giro l'occhio all'insu`, e lo appunto alla tempesta delle nostre ombre sulla volta del globo, esili strisce di stelle per tenebre di cristalli precipiti su uno specchio di bolle. m: Mi rannicchio dentro il palmo della tua mano, in un taglio del crepaccio dove scroscia schiuma feconda di te, e urlano a perdifiato le tue unghie acuminate. f: Ora il tuo stelo, rattrappito, piange rugiada calda; e col dito levato mi indichi le ombre ferme, acciambellate sul lampadario.Dialogo
m: Tendere il grilletto, girare l'elastico attorno al perno per dare la carica al mio inferno, uccidere con una pallottola spermatozoa. : Osceni corpi di solitudine abbarbicati al cordone ombelicale del desiderio (tenebroso animale metafisico), corpi profanati dal pensiero, iniettati di brividi mistici. m: Cadere nella tagliola sbranati dalle fauci. : Cerca un'ala, un sasso, una linea di sole da cui parlarmi, senza vergogna, con la punta dello sguardo finche' scocchi dal margine del nostro amplesso la creazione. f: Tuffa le braccia nell'aria, m: Non si finisce mai f: opachi lastrici di dolore, m: di cadere f: mute pietre di morte. m: nel baratro.
Seconda Parte: Apeiron
Monologo
m: Ti ricordi il becco adunco di quella vetta a capofitto su scogli di rubino; i silenzi gemelli di quella notte, due gocce di sangue a passeggio nelle vene del borgo medievale ? e i sassi tirati nel coagulo d'onde dalla spiaggia deserta; i cigni di quarzo che abbiamo sciolto a piuma a piuma nel lago; il vortice d'antenne rampicanti sui tetti, che sentivamo vibrare accordate con noi e il tramonto; le boccole di case abbarbicate alle rughe aride dei dirupi ? noi, vagabondi nell'atlante che la vita sfoglia e addita.Intermezzo
Un uragano di stelle questa notte di cristallo orbita furente sui vicoli a picco, tortuosi e angusti, stritolati dai muri di pietra di chiese e palazzi che secoli di nomi non hanno cambiato. La folla che ciacola nel corso adempie il piu` sacro dei riti offrendo in pegno se stessa all'eternita` di silenzi, detriti a cui il chiasso del passeggio da` voce, demente e feroce. All'insaputa di tutti, un'onda sotto i portici e negli androni decrepiti avanza e s'ingrossa, come un fantasma dal medesimo accento che brandisca i suoi artigli dovunque: l'impronta brulicante di volute, in un'eclissi di cenere e campane, di quell'immonda tempesta lassu`.Dialogo
f: Ho paura di volare, mi scuotono brividi di fachiro: mi stringo la benda sugli occhi. : Ma i miracoli che riempiono la piazza, trucioli di sole ... f: la folla un gigante che si burla di me senza pudore, : idoli di pietra, mendicanti, icone fossili, in sfere concentriche d'avorio... f: Il tuo viso brilla su una foglia di stagnola, e le parole magiche che pronunci per me guidano i miei sogni in quel mare di scintille. : Cogliere un fiore di cenere dal rogo: m'ama, non m'ama... f: Nei tuoi occhi ho letto una poesia che durera` tutta la vita. : a ritroso nel tempo, nicchia, caverna, anfratto di lava. f: Tenendoti per mano riprendero` il viaggio da dove l'avevo interrotto; e volero`.Dialogo
: L'oceano, in tutta la sua spettrale inutilita`, manda scheletri di alghe e ciclopi a naufragare sugli scogli (nella custodia trasparente la nostra bussola continua il suo moto d'orologio). m: Cogliere le nuvole radiose che pendono come grappoli maturi o come cirri acuminati dal cielo. : La lontananza aspersa di sangue, di gabbiani ubriachi e folli che brancolano a ventaglio. Scavano dove hanno nascosto, estraggono il vuoto dall'aria, buttano ricordi nello spazio. Il volo rasente l'onda nei tanti luoghi senza nome della loro eterna infanzia. m: I sassi fanno cerchi muti nell'acqua cieca che lo sguardo afferra a tratti nel fondo di ghiaia di sole, d'intrichi putridi di radice. : Le impronte sulla spiaggia si arrestano davanti al cancello che non si e` aperto. m: Giro l'argano dell'ancora sotto la vela riversa. : Per decidere la rotta ?Intermezzo
Non abbiamo ancora notizia del posto dove non siamo per caso arrivati, approdo o limite chissa`, forse soltanto luogo di trasbordo da una riva all'altra, da un'isola all'altra (da questa parte e` cenere non sabbia il litorale e spazi senza confini che cercano senza trovarli luoghi senza nome).Dialogo
m: Esaurito dal sole puro delle colline, questo viaggio nella trasparente oscurita` si arresta alle soglie della citta`. f: La mia sorte in altro modo parlera` al giocattolo polveroso di pelle smessa di serpente che, col nome e il volto miei, gia` medita di salpare come una stella al tramonto. : Mi sono liberato del groviglio di braccia inerti che usavano il mio corpo per i loro macabri riti. Adesso, nel freddo sudario di queste ultime tenebre, come il battito profondo del cuore, traboccante di cerchi senza fine, corre su onde di stagnola verso la libera sponda, piu` forte risuonano nel silenzio i passi lontani, inesistenti, sui sentieri abbandonati.
Terza Parte: Nil
Dialogo
m : C'e` qualcosa d'importante, da cui dipende il mio futuro, che dovrei dirti, ma, lo so, non trovero` il coraggio di dirti. Ecco: te l'ho detto. f : Allora sai dove trovarmi, o perlomeno come trovarmi, o quantomeno se trovarmi, se fuggirmi o se ignorarmi, in quel labirinto di "se" in cui vi siete persi.Dialogo
m: Il mio segreto cantare a te un pentagramma di baci. f: Ho sentito battere nel mio cuore il ritmo della tua voce. m: Il diamante che rimarra` a nuotare nei laghi di orchidee dei tuoi occhi. f: Quella sera mi hai preso la mano e non l'hai piu` lasciata. m: Dentro i tuoi occhi come grondarono i miei pensieri! sulle tue labbra, come si disfo` la sabbia della mia ragione!Intermezzo
Il filo spinato di luci che circonda la baia stringe le onde e gli scogli in un patto di omerta', una tortura di riflessi e detriti che l'immane alga di nubi sospinge verso l'oceano.Dialogo
f: La vita non e` forse cio` che succede alle nostre spalle a nostra insaputa mentre tentiamo di allontanarci. m: O forse il solo allontanarsi? : Anche nella fine il principio continua.Monologo
f : Briciola di universo che ti specchi nell'azzurro sgretolato dei miei occhi, ogni scheggia che tenti di salvare potrebbe finirti.Monologo
m : Una cosa abbiamo capito nelle lacrime che ci siamo asciugati a vicenda con baci di zucchero filato su guance rosse di gioia e vergogna: che piu' conta il pianto che ancora non abbiamo pianto!Monologo
f : Non vi e' in me pagina che non sia gia' scritta di te.Monologo
m : Ciascuna di queste lacrime e' un altro poco di te che entra in me.Monologo
: Ti sei addormentata in una parola.Monologo
m: (L'eternita` e` trasparente: non vedo di la` piu` memoria o tempo). f: Non esistono altri posti dove andare. m: (Tremo, solo, al vuoto)Monologo
m: Tu sei questa poesia, e stai per finire.Dialogo
f: E il tuo sguardo, che mi ha guidato incontro al sole come un volo di gabbiani, ora lo perdo, mi pare per sempre, in un vento di luce, violento e accecante, non faro ma specchio; in un punto dentro di te che non vedo, ma sento, un buco nero in cui precipito senz'avere neppure la forza di vederlo riflesso o ingrandito, ma soltanto capovolta e sbiadita; come se vivessi in un binocolo, tra una lente e l'altra, tra due lacrime uguali. m: Da te non ho avuto neppure il tempo di un sorriso; eppure e` bastato per capire quanto devo ancora camminare, quanto lontano e` cio` che cerco, e quanto nascosto da tutto il resto; quanto io sono vivo. f: E finalmente mi prenderai per mano, lungo il piu` esile dei raggi, perche' questo era forse il nostro destino, di camminare dove nessun altro vedrebbe neppure il cammino.Monologo
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Testo completo