Dialogo degli Amanti
Poesie di piero scaruffi
TM, ®, Copyright © 1998 Piero Scaruffi All rights reserved.
Potete ordinare "Il Dialogo degli Amanti" direttamente a me al prezzo scontato di 10 dollari (sono esaurite le copie scontate a L.12.000). Questa pagina contiene il testo integrale.
Poema in tre parti:
- Alef: 35 Canti
- Apeiron: 35 Canti
- Nil: 35 Canti
Personaggi:
- 'm' : uomo
- 'f' : donna
- ' ': ?
Nota per la lettura:
Il poema non va letto partendo dal primo canto, ma da un canto a scelta.
Reperti: "La eternidad es solo lo que sigue, lo igual; y comunica por armonia y luz con lo terreno" Juan Ramon Jimenez
"de mes enfers pensifs les confins sans espoir" Paul Valery
"So leben wir und nehmen immer Abschied" Rainer Maria Rilke
"They hand in hand with wandring steps and slow through Eden took thir solitarie way" John Milton
"were all like workings of one mind the features of the same face ... characters of the great Apocalypse" William Wordsworth
"Do you not also observe that mountains distant from the observer appear to be black, while being in themselves other than the color seen? The cause is only the distance..." Ibn al-'Arabi
Alef
1. Monologo (Avanzo da secoli) 2. Monologo (Soffi sulle bolle morte) 3. Dialogo (Nell'amore l'umano) 4. Intermezzo (Un vento affilato) 5. Dialogo (Questo fiore che appassisce) 6. Dialogo (Non c'e` sentimento) 7. Monologo (Strisciano putride nel dirupo) 8. Intermezzo (Abbandoniamo la cava) 9. Dialogo (Sai) 10. Dialogo (Minio tatuaggi di sole) 11. Dialogo (Nasci ogni istante) 12. Intermezzo (Ombre genitali) 13. Monologo (La cartilagine di nuvole) 14. Dialogo (Una voce nasce dalla mia) 15. Dialogo (Repellenti rifiuti d'immani tregende) 16. Intermezzo (Non si puo` procedere oltre) 17. Dialogo (L'iride di prisma dei tuoi anni) 18. Dialogo (Le nostre labbra imbevute) 19. Monologo (Il tempo inabitato del futuro) 20. Intermezzo (Immergere queste parole) 21. Dialogo (Sono il fondo trapunto di vagiti) 22. Dialogo (Singhiozziamo) 23. Intermezzo (per mentire alle tenebre dal fondo del naufragio) 24. Monologo (La cocca di fibre sgualcite) 25. Dialogo (Esile tempo umano) 26. Dialogo (Giace) 27. Dialogo (Spento l'occhio nella conca) 28. Intermezzo (Lo squillo della ronda) 29. Dialogo (Fuor dall'orbita) 30. Dialogo (Avanzo nelle fronde) 31. Intermezzo (La corrente dipana) 32. Monologo (Al centro della meridiana) 33. Dialogo (Ti spoglio) 34. Dialogo (Noi, orgasmi) 35. Dialogo (Tendere il grilletto)
Apeiron
36. Dialogo (Ti ricordi) 37. Dialogo (Incatenati) 38. Monologo (Ho paura di volare) 39. Intermezzo (Un uragano di stelle) 40. Dialogo (Ho paura di volare) 41. Intermezzo (Il mare s'imprime) 42. Dialogo (L'oceano, in tutta la sua) 43. Dialogo (Nella luce falsa, incognita) 44. Dialogo (La citta` si distende verso) 45. Monologo (Ho paura di volare) 46. Dialogo (Nello sfondo sbiadito della fotografia) 47. Monologo (Abbiamo letto il programma) 48. Dialogo (La strada non finiva ancora) 49. Intermezzo (Non abbiamo ancora notizia) 50. Dialogo (Se l'universo intero) 51. Monologo (Non ho officiato alcuna di queste messe) 52. Intermezzo (Se solo sapessimo) 53. Dialogo (Deposto dalla croce) 54. Monologo (Scrivo con le ultime gocce d'inchiostro) 55. Monologo (Il volo radente di una gemma) 56. Dialogo (Ho risucchiato dentro) 57. Dialogo (Ombre di uccelli) 58. Intermezzo (Perche' quel bagliore che trabocca) 59. Dialogo (Nella piazza addormentata del castello) 60. Monologo (Nella criniera pezzata del tramonto) 61. Dialogo (Mi sgretolo, stonato) 62. Dialogo (Nella penombra abbagliante) 63. Monologo (Se spazi di sguardo in foschie pungenti) 64. Dialogo (Principio di illusione) 65. Intermezzo (Le stelle bianche minuscole) 66. Dialogo (Continua, continua) 67. Monologo (Lattici incandescenti) 68. Dialogo (Esaurito dal sole puro delle colline) 69. Monologo (E le foreste che abbiamo attraversato) 70. Dialogo (Siamo scesi insieme)
Nil
71. Dialogo (C'e` qualcosa d'importante) 72. Dialogo (Le tue guance bruciano) 73. Monologo (Sono gia` diventato qualcosa) 74. Intermezzo (Contavano) 75. Dialogo (Laggiu`, qui) 76. Monologo (Una spina d'oro) 77. Dialogo (Di quest'alba il sogno) 78. Intermezzo (tutto fonde e scola) 79. Dialogo (Procedo lentamente, nella speranza) 80. Monologo (Senza la dimensione) 81. Dialogo (Il mio segreto cantare a te) 82. Intermezzo (Il filo spinato di luci) 83. Dialogo (La vita non e` forse cio` che succede) 84. Monologo (La vita non e` di noi) 85. Dialogo (L'ultima onda ha avvolto la luna) 86. Dialogo (E noi non siamo, in cio', diversi da loro) 87. Dialogo (S'arrampica sui nostri volti) 88. Intermezzo (Il passero di cenere) 89. Dialogo (Ho colto, oggi) 90. Dialogo (cosi` lontani) 91. Monologo (Briciola di universo) 92. Dialogo (Mi hai dato) 93. Intermezzo (La verita` e` un pianto) 94. Dialogo (Arrampicandoci ciechi) 95. Dialogo (Vengono all'appuntamento) 96. Intermezzo (Dalla faretra trae una freccia) 97. Monologo (Una cosa abbiamo capito) 98. Monologo (Non vi e' in me pagina) 99. Monologo (Ciascuna di queste lacrime) 100. Monologo (Ti sei addormentata) 101. Intermezzo (Noi, forse soltanto) 102. Dialogo (L'eternita` e` trasparente) 103. Monologo (Tu sei) 104. Dialogo (E il tuo sguardo) 105. Monologo ()
Prima Parte: Alef
Monologo
f: Avanzo da secoli
in questo vento,
sollevato da un remoto passato,
che s'adatta alle pieghe lucenti
del mio torvo e liso mantello.
Nella lumaca di lucciole
del crepuscolo imminente
le citta` che ho visitato
si affollano ronzanti
attorno alle mie impronte
come mosche sulla carogna
di un cucciolo sventrato.
Un girovago perduto nel tempo
mi portera` al luogo immaginario
verso cui sto camminando.
E la memoria, che s'incaverna
in un dolmen di cristallo,
prostrato dentro le fronde
scheletriche di abeti
sfogliati da due mani
trepide di vecchia,
non ha altra meta
che quel vuoto di senso.
Essere qui e` terribile.
Monologo
m: Soffi sulle bolle morte che si sono accasciate nel palmo della tua mano, ed e` come se mi sospingessi verso altri luoghi deserti alla ricerca di una domanda da porti, la prima di cui tu conosca la risposta. Ti perdono, nel nome di quelle infinite tracce che infinite parti dell'universo hanno lasciato ovunque per noi, di quelle infinite tracce che sono il nostro futuro.
Dialogo
: Nell'amore l'umano
ama il proprio destino.
Ne' sa quale sentiero,
quale buca di terra,
quale balocco di tempo,
quale tonfo di frutto maturo,
quale vagito e quale galoppo
in fragranze di primavera,
quale muta di compagni
feroci alla catena,
quale turbine di nembi
sui bastioni sguarniti,
quale ponte di arcobaleno,
quale nastro fra i capelli,
quale nodo di sole
sulle crespe dell'occhio,
quale acrobata del tempo
in bilico nel tendone deserto
(per quanti secoli dovra`
ripetere il salto mortale
prima di strappare un applauso
alla folla dei giorni in agguato?
su quel filo t'inerpicherai solo
anche tu l'ultima sera
al nulla sorridendo lacrime)
m: adorare (la morte prima della vita,
fuggitivi di noi,
corpi taciturni avvolti nella paura
del proprio abbraccio, un getto di luce
dalle orbite agonizzanti
a capofitto l'una nell'altra,
riflessi all'infinito noi
di noi stessi)
: (feconda e rifeconda)
m: Pretesti, soltanto pretesti
per vivere un altro po'
di quel pretesto, noi
nausea di questa vita
senza origine.
Voglio scomparire
nel silenzio di cielo
di un bambino che muore.
Intermezzo
Un vento affilato, gomitolo di sibili, solfeggia e volteggia tra polvere e polvere come tra incudine e martello.
Dialogo
m: Questo fiore che appassisce,
piu` antico del soffio verde
della tua iride, labile
traccia di una vita.
f: Cosa ci spinge
a vagare in eterno
dentro questo corpo
gia` gravido,
e forse gia` morto ?
m: Il tramonto putrefa,
annoda le agitate vie della citta`.
f: Ti avvinghi, ebbro del piacere
che ti sperde per il corpo,
finche' cadi e rimbalzi nella bara,
composto da un ultimo bacio.
m: Sento la voce che mi chiama,
che mi ricorda la mia infanzia.
f: Vieni, andiamo a casa,
dove mossi i primi passi,
al luogo dove il nulla
tramuta in qualcosa,
m: e correre sull'acqua
f: vieni, andiamo
a deporre il mio futuro
in quell'urna troppo vuota.
m: e il rito del silenzio.
f: Non ci sara` piazza
che tu non conoscerai,
ma in un paese
dove tu non arriverai mai
io ti aspettero`.
Dialogo
m: Non c'e` sentimento
dentro le nostre angosce.
Cosa stai provando
nel tuo guscio d'amianto
impermeabile al mio sguardo
dietro le inferriate roventi
dei tuoi silenzi?
: Fruscia in fondo al cielo
la carovana d'astri in catene.
Attinge vuoto al delirio
la luna fra le fronde.
Al ballo in maschera dei nostri amplessi
gemiti e strazi dei viventi
sparsi a caso sulla crosta di ghiaccio
e attorcigliati in suoni tenui.
Mostri gravidi appiccano il fuoco
a catastedi cervelli agonizzanti
che affondano come conchiglie ronzanti
nella sabbia fradicia del piacere.
Il trapianto dell'infinito
in tormente di cadaveri mutilati.
m: In un roteare di orizzonti
sempre piu` sbiaditi coagula
il sangue fioco che sgorga
dalle tue ciglia.
: Bubboni eretti
nel ventre divelto
delle loro amanti.
m: Nelle tue tempie diroccate
batte un respiro ignoto.
: I brividi dell'onda
che sale e scende nel canneto,
gonfia tela di occhi morti.
Fiuta carogne di stelle
nel firmamento tremulo
e sepolcrale di domani.
m: Il sorriso rannicchiato nelle tue labbra
di un appuntamento che non ci siamo mai dati.
: Dalla cripta risale una faccia ubriaca
sepolta in un girasole di ciocche d'ombra.
m: Porta alle labbra il calice del mio esistere
e vuotalo.
Monologo
: Strisciano putride nel dirupo.
Nel bozzolo crepita una gemma.
L'artiglio erompe dal margine
e trapassa la membrana.
La preda si accascia spossata
sul lamento anemico della salma
che la fruga senza posa.
Un fiotto di sangue
ultimo pianto.
Bevine anche tu,
angelo spento,
come latte di balia
al seno della morte.
Schiaccia fra le dita
la crisalide di quell'urlo,
risuona anche tu
come il pipistrello
dentro le macerie
del suo fiato.
Filano spine di sterco
dalle sue budella vergini.
IntermezzoAbbandoniamo la cava prosciugata dalla nostra fatica abbagliati dalla luce dell'aperto e la vena che non era esaurita nutrira` altre bocche, radice di tenebra ed esca letale.
Dialogo
f: Sai,
non siamo mai nati,
siamo senza vita.
: Ragni fitti e minuscoli
sguazzano nella fauce ardente
che partorira` accovacciata
ai piedi del trono
(si lecca la bocca,
si tocca in basso
gli occhi del nascituro,
li estirpa, li ingoia,
e sfracella il moccolo pendulo,
il piccolo capo lordo di placenta,
barcollando in bilico
sul cordone ombelicale).
m: Chi ha varcato la soglia ?
: Un soffio di letame caldo,
notte senza una stella.
f: Siamo soli, una stella cadente;
un raggio di metallo, rotondo.
: La candela brilla muta,
marcisce osceno il presente.
f: Entriamo, svegli, nel sogno.
Dialogo
m: Minio tatuaggi di sole
sul bordo affilato di palpebra
che separa i nostri orizzonti,
vernicio cecita` di menzogne
nel cristallo sonante di ninfa
che solca i miei occhi giganti.
: La tormenta langue nella paralisi delle tende,
lastrici concavi pulsanti
f: Subisco col cuore in gola
i colpi del suo mantello sulle anche.
m: Calpesto sulla sabbia
la traccia tortuosa
del mio ritorno.
: Camminiamo sonnambuli
nel deserto.
f: Di miraggio in miraggio
si ricompone l'eco tenue
del suo delirio, che io
non so d'aver gia` sentito.
: Ripercorriamo
in quella luce di colpa
l'oasi infinita
m: che non so d'aver visto.
Dialogo
m: Nasci ogni istante
avvinghiata al tuo sasso,
brulla zolla di suolo.
: Un grido di roccia,
passo nelle fiamme,
sciame di fronde seccate.
: Luce irradiata dal crepaccio,
duna di un'altra riva,
avvento di luoghi,
alone gravitante
nello spazio spento.
m: Vegli al freddo in ginocchio
il mio cadavere beccato dai fossili,
la tua effigie si frange a catinelle
sulle conchiglie a lampi delle chiocciole.
Intermezzo
Ombre genitali squartano le viscere del deserto, cactus animali stritolati in sguardi scorsoi. Da uno spuntone diamante un nodo di avvoltoi si stringe sui corpi abbracciati nell'armatura di vento trafitta da un corno di sole.
Monologo
: La cartilagine di nuvole
che indaga la trama del cielo
s'abbevera alla canicola dei vicoli
che brancolanti uncini d'occhio
percorrono senza fiatare.
Il colle, bocconi sulla piana
avvampata nei cristalli del fumo,
scintilla da una lontananza
che pare di mare.
Gusci galleggianti nel pantano di sterpi
in cadenza di dune rattrappite,
di cave d'acqua esaurite,
nella mischia universale dell'argine
che e` argine d'ogni argine.
Biancheggia il rudere dell'amplesso,
succo d'oro sull'orlo insanguinato
di un colchico stinto,
bocca corallina dal ciuffo di farfalla,
fuscello di lumaca teso di frasca in frasca.
Dilaga l'impronta degli eventi,
l'enfasi e il capriccio, nostra sorte,
della morte, vergine voragine di luce
imminente.
Dialogo
f: Una voce nasce dalla mia,
nocchiero di turpi lacrime di sesso.
f: Imprime il viso nella sabbia mobile
del sogno, sguaiato e satollo, mi getta
le braccia al collo, sognando d'intrepidi
naufragi, mi bacia nello specchio
e s'allontana sogghignando.
: Voci cieche.
f: Per fuggirne l'insidia
(sulla tela ricamata dal faro
la stella fredda che sale in me)
levo il calice colmo di lava -
uno spasimo bulina un petalo immondo,
un gelido bocciolo di rimorso
il mio brindisi candido rantolo.
: Un detrito oscillante di vita
irradia dal respiro intermittente del feto
all'infinito come un granello d'uranio,
f: Raccolgo le ginocchia in grembo
a spulciarmi rognosa come una cagna
nella schiuma di spighe scampanellanti.
: logora cruna una lente di oblio
fila dai resti del sole un raggio rovente.
f: Una voce prende quota
allo zoo di volutta` perverse
dei miei silenzi,
placata la nostra sete
in gorghi di roccia.
: Un grappolo di membra
illumina l'invisibile.
L'ultimo.
Dialogo
: Il tempo parla con le celle eterne
nell'acquario.
m: Il tempo infuria intorno a me.
: Il mondo e`
una boccia di cristallo
nelle mani tremanti
di una vecchia chiromante.
m: Rugiada che mormora e si disfa
scivolando lungo lo stelo.
: Il tempo risale a breccia a breccia le sue mura,
accende le pupille dei falchi.
m: Devo
attendere che un emissario appaia
con la mappa del mio viaggio
sigillata per me ?
: Non la scintilla
che scocca dal fondo mite
ed estingue tutti i fuochi.
IntermezzoNon si puo` procedere oltre. I binari travasano materia organica da una meridiana all'altra a dirotto. Tutt'intorno al cratere nella ghiaia dei detriti cosmici, nella bruma abbagliante dei loro riflessi alieni, un galoppo fra sole e pietra scuote ciclope le fondamenta del tempo.
Dialogo
f: L'iride di prisma dei tuoi anni
tocchi d'acqua all'oblo`
m: I mulinelli di melma
intonati per me,
f: o croste d'insetti ?
La vita un vicolo putrido
che percorri con l'ansia di perderti.
m: quanto di te
imbevuto di sangue mestruale
f: Hai messo foglie,
lampi infiniti
ghiaccioli puntati al cielo del mio seno,
m: in quel gemito circolare ?
f: viso frusciante accoccolato
nel madido seme del brivido,
pallido duolo dell'infido.
Sondo il fondale della tua mente,
lugubre candelabro di pensieri
che dirada nera luce di seppia.
Leggo sul pentagramma delle tue pupille
il passo nella nebbia dei tuoi tormenti:
rimugini l'impossibile olocausto,
il tuo urlo scheggiato sulle volte
frana in fetidi cunicoli senz`uscita.
: Le lancette di fosforo del nostro dolore
ci propagano macchie a tre dimensioni
nei quadranti oceanici del vuoto.
: Mormoro: forse.
Dialogo
f: Le nostre labbra imbevute
del veleno delle menzogne.
: Dal pulviscolo di silenzi millenari
la calca degli addii e dei ritorni
attizza la solitudine degli astri.
m: Sei cosi` veloce
che non ti posso vedere ?
: Vertigini d'un astro
strabico e gobbo
che scalpita dentro il tuo avvenire.
f: La nostra speranza garrisce
nelle fiamme di ogni tuo grido.
: Al valico ogni viaggiatore del tempo
espia.
m: Tu inerte fugace rovina presente,
eterna fuga di specchi
nei labirinti oscuri
dell'ultimo seme.
: Soffi d'ala adunchi
nel ventre di relitto del crepuscolo
a beccare stelle cadenti
(ghermendo ramaglia d'ossa ventose nell'aria
lungo la picchiata).
: Ogni andata e ogni ritorno
brulica di sepolture.
f: L'immagine speculare
impressa nel tuo viso,
latrato alla gola del mondo
nel greto scheletrico di abbagli e rottami.
: Un riso spettrale fugge con la linea dell'orizzonte
lungo il cerchio del guinzaglio.
f: Il tuo stupro si staglia contro un acquitrino di memorie
dove un giorno irromperai senza voce.
Monologo
: Repellenti rifiuti d'immani tregende,
il tempo inabitato del futuro,
inciso sulla capocchia di spillo di questo sogno perenne
(nodo al cervello, sostanza grigia di antenne,
immagine tesa sullo sbaraglio degli assoluti
nella muffa rampicante sui cigli dell'abisso),
attinge all'ignoto e ai sobborghi infetti della mente
fronte a fronte con la deriva del presente,
assorbe luce dalla sapienza della fine,
nel vano della fossa comune
cova un'estasi di sfaceli.
Un gomitolo di uccelli
s'avvita nel vitreo imbuto,
funerale di luci, sangue a rubini
cucito a palpebre
nei bubboni ardenti del contagio.
Intermezzo
... per mentire alle tenebre dal fondo del naufragio, di svellere la bussola, e l'unghia di piuma, e, lasciato ricadere il braccio esanime nella tempesta, abbandonata la barra allo zenith dei numeri, chiudere in un limite all'infinito il baratro del maelstrom, luce per il vetro.
Dialogo
m: Sono il fondo trapunto di vagiti.
: Sopravviene
l'occhio strabico del campanile.
m: Scaglio l'eco contro la parete.
In tenui velari di sogno
libro le mie campane,
chele,
budello di volti,
bardato da drago.
Con uno strappo dal nulla
rondini acute di rimorso,
io piantato a fuoco
raggiante nella tua stridula agonia.
: Il tremito di elitra
di un dolore anonimo
che rimuore.
Dialogo
: Singhiozziamo
sotto la celata
crivellata.
m: Verranno le onde azzurre
da tutte le direzioni del cielo
recando in uno scrigno invisibile
il suono della sua voce.
: Continuiamo.
Sullo sfondo incerto dell'alba
danzano lune di stagnola.
m: Giungeremo trafelati
al confine fra il falso e il vero
senza piu` saper dov'e` l'uno
e dove l'altro.
: Sommersi dalla marea del dubbio
una nuova paura
ci affoghera`.
m: Scalpitiamo riversi
sul dorso della corazza
nella notte abbagliante,
la nostra vita un rattoppo
per qualcosa di eterno.
: Senz` ombra sulla spiaggia
come` e` bello essere
senza esser stati.
m: Non distrarti:
questa e` l'ultima.
Una ventura d'anni,
e d'occasi,
sempre piu` lontani.
: L'eternita` e` cio` che rimane
quando siamo morti.
: Nella luce.
IntermezzoImmergere queste parole scambiate per caso dentro l'incubo di spire di lame dal trampolino che vibra ancora dopo il tuffo nel deliquio di palude del cervello, e soffiare nelle cerbottane il veleno che sboccera` sulle labbra della memoria, a dorare le libellule, le loro bucce fragranti, nel viluppo di rovi e ghirlande di vertebre ...
Monologo
: La cocca di fibre sgualcite
del loro sonnambulo bisbiglio
sventola,
penetra lieve
uno stagno di specchi infranti,
punta di diamante che incide,
immune dalla follia,
all'altro capo della vita.
Per giravolte di sogni,
d'impronte cifrate
incombe,
tetra piramide di rottami,
geroglifico di crimini farnetici
inciso nei marmi, pallore
notturno di pupille frementi,
fatua malia di tenebre languenti.
S'avvicenda
debole vampa nel calice
il barlume di un astro spento
alla folgore nel buio.
Dialogo
m: Esile tempo umano,
nello slancio delle ombre
gonfiate dalla notte.
f: Vieni:
non possiamo restare
in nessun posto.
m: E tempo futuro,
quando il nostro futuro
non sara` piu`,
e dovremo cominciare di nuovo
dal principio a cercare tastoni
quel filo di eternita`
che avevamo intravisto,
ma non arrotolato,
nella penombra.
f: Dimmi:
potremmo noi esistere
senza morire
in tutto quel vuoto ?
Anche l'amore
non e` che una falsa eternita`.
Diciamoci addio
un'altra volta.
Tutto continua
indifferente,
come se non esistessimo,
mai fossimo esistiti.
Tutto tace di noi.
Siamo questo noi.
m: E tempo di confine,
quando non sai ancora cosa sei
e inebriato fischi a te stesso
gia` scomparso dietro l'angolo.
f: L'oasi prosciugata
che chiami "vita".
Dialogo
: Giace
ognuno immortale
nel suo deserto.
m: L'unico senso del viver nostro
e` di piangere i nostri morti,
dalle cui epigrafi fummo nati
e alla cui arcaica infanzia torneremo
in un'eta` senz` anni avvinti.
: Io, che sono dio,
un cranio ravvolto da quanto universo
e che molte volte ho tentato il suicidio,
lo sterminio,
: Un altoparlante che blatera nel nulla
avverte ultimo anfratto e mutazione dell'anima:
: io, abominio di secoli, non so che irradiare.
: "Avanti, avanti ! nel nido di idrometra !"
Dialogo
m: Spento l'occhio nella conca.
m: Profumi di cervello
nella conchiglia infinita
del tuo dorso,
tartaruga rovesciata
nei fondali del silenzio.
: Lingue vampanti
come serpi epilettiche
nella pioggia a dirotto
su brandelli di terre
recisi dal suolo.
Bucce di neve s'interrano
nel mulinello d'impronte
che segue il ruscello.
Correnti di cielo e d'ombre,
settacciano la filigrana dell'eco.
Un gelo di tedio,
bilico di un lasso di sabbia,
un pianoforte sfregiato dalle dita di un fantasma
nell'auditorium deserto,
schiocchi di petali
di diamanti nei palchi,
fauce
che picchia alla finestra,
un ragno acrobata sulle fibre dell'acqua,
ragnatela di coralli
nel tripudio di onde
paonazzedi vento.
m: Un battito di cuore di follia
tempestato di cancrene,
un'immortale fiamma
crescera` dalle nostre rovine.
Intermezzo
Lo squillo della ronda sulla botola del patibolo. Tace assediato dalle membra convulse del tronco il boia.
Dialogo
: Fuor dall'orbita,
reduce di follie d'infiniti,
vacilla mostruoso
al bavaglio di aloni
di mondi evacuati,
: il mio feretro dissepolto,
m: Quel male rabbioso alla catena
vigila sulle impronte del carro
incavate nel sangue indelebile
del viottolo che satura il nostro viaggio.
: insonne strozza di fiato
al riverbero di un'oscena reliquia,
m: Si dilegua
anche l'ultimo cartello,
l'ultimo nome
di questo pianeta.
: Ogni morto cammina oltre la morte
e si dissolve nella mia.
m: Sto vivendo
senza bisogno di dire
la parola muta,
unanime.
: turpe trillo
in un cimitero di futuri,
m: Non sono tempo ?
: devastazione dell'ombra
i putrefatti di qui.
Dialogo
m: Avanzo nelle fronde
che si ricompongono
in un ritmo lento
e solenne al calare
del vento. Il cielo
in fiore dondola
sulla tela sdrucita
di nembi roventi
e sulle ceneri assolute
della mia mente.
f: Io porto lo strascico
e inanello le perle
della tua collana
nell'azzurro che non misuro
con la mente, l'arcano
spazio riflettente
dentro il quale nuotano
creature incomprensibili.
m: Vergine insepolto,
stringo contro il cuore
l'ultimo seme,
esposto all'immenso
boato del tempo.
IntermezzoLa corrente dipana le ombre inerti del relitto: luccica ancora su quel fondale qualcosa di tutti di ieri.
Monologo
f: Al centro della meridiana
prendo fra le dita
le tue labbra di clessidra
e gonfio il pallone
floscio del tuo viso
sinche' si libra in aria
e senza lanciare un grido
sfarfalla inerte al vento.
Rimbalza sulla sabbia solare,
si sfracella vessillo dei mortali
nel tragico duello
lanciando un urlo
che fa rotolare sul guscio infranto
del mio occhio
cerchi d'acqua a perdifiato.
Il tuo sguardo
piange isole d'oro
lungo la rotta ignota
dei nostri corpi.
Dialogo
m: Ti spoglio,
petalo per petalo,
al lume di una torcia di ghiaccio
che scioglie i tuoi occhi,
piu` azzurri dei miei;
a galla, nella palude
di pelle trapunta di baci,
sulla tenera carne dell'ostrica.
f: Giro l'occhio all'insu`,
e lo appunto alla tempesta
delle nostre ombre
sulla volta del globo,
esili strisce di stelle
per tenebre di cristalli
precipiti su uno specchio di bolle.
m: Mi rannicchio
dentro il palmo della tua mano,
in un taglio del crepaccio
dove scroscia schiuma feconda
di te, e urlano a perdifiato
le tue unghie acuminate.
f: Ora il tuo stelo, rattrappito, piange
rugiada calda; e col dito levato
mi indichi le ombre ferme,
acciambellate sul lampadario.
Dialogo
f: Noi, orgasmi,
informi ammassi fecali,
cercelli in erezione,
orgasmi omicidi, noi
m: contempliamo il mostro
che sorge dal nulla
all'inguine dell'aguzzino.
: Butta la lenza
nella pozza di carne vergine,
marea delle loro salme.
(Un urlo genitale sigilla
la tortura di una sonnambula della vita,
voce roca che si dibatte nel visibile
calamitata dalla sfera voragine,
balena di volto che vibra
di cocci immortali,
che s'insinua nella distesa di lutti,
che procede derelitta dalla tomba
al terremoto delle profezie).
m: Bacio sulla bocca
la sua testa mozza
che spurga dal collo
sangue e midollo.
f: Mangio il suo vomito,
mi battezzo con il suo seme.
m: Noi, emisferi incompiuti
di una distanza infinita
di gemiti sessuali.
: Tu mi voltasti,
acceso di soffrire,
per godere il mio volto.
m: Il fiotto ondoso del mio sudore
sul tuo nero strido abbagliante.
Dialogo
m: Tendere il grilletto,
girare l'elastico attorno al perno
per dare la carica al mio inferno,
uccidere con una pallottola spermatozoa.
: Osceni corpi di solitudine
abbarbicati al cordone ombelicale
del desiderio
(tenebroso animale metafisico),
corpi profanati dal pensiero,
iniettati di brividi mistici.
m: Cadere nella tagliola
sbranati dalle fauci.
: Cerca un'ala, un sasso,
una linea di sole da cui parlarmi,
senza vergogna, con la punta dello sguardo
finche' scocchi dal margine del nostro amplesso
la creazione.
f: Tuffa le braccia nell'aria,
m: Non si finisce mai
f: opachi lastrici di dolore,
m: di cadere
f: mute pietre di morte.
m: nel baratro.
Seconda Parte: Apeiron
Monologo
m: Ti ricordi
il becco adunco di quella vetta
a capofitto su scogli di rubino;
i silenzi gemelli di quella notte,
due gocce di sangue a passeggio
nelle vene del borgo medievale ?
e i sassi tirati nel coagulo
d'onde dalla spiaggia deserta;
i cigni di quarzo che abbiamo
sciolto a piuma a piuma nel lago;
il vortice d'antenne rampicanti
sui tetti, che sentivamo vibrare
accordate con noi e il tramonto;
le boccole di case abbarbicate
alle rughe aride dei dirupi ?
noi, vagabondi nell'atlante
che la vita sfoglia e addita.
Dialogo
: (Incatenati,
innumerevoli dei vagano
per queste contrade illimitate,
senza memoria delle proprie parole,
frangendo l'onda del tempo
senz` altro vessillo
che la propria rotta)
f: Tutti i colori mutano
nel sipario del tramonto
che scorre lentamente
sulle guide stellate.
m: Mi sento un fromboliere
con il cuore contratto
nell'elastico della fionda
gia` teso per il tiro:
la pallottola che frulla
senza colpire il bersaglio
nelle frasche della bruma
e` la boccia di cristallo
che l'indovino scrutera`
per predire il mio futuro.
: (E ora che l'incendio potrebbe placarsi
non v'e` alcun dio che venga a salvarsi)
f: Appena un filo di voce
per il sentiero che abbuia
e il talismano di un tuo
sorriso.
Monologo
f: Ho paura di volare
in questa terra desolata
dove le macerie dell'estate
putrefanno lentamente
e la primavera e` un segreto
di pochi, da nascondere
a rischio della vita.
f: Mi dondolo a testa in giu` dal trapezio,
ululo tramontane alle nuvole primordiali
che agonizzano come sterili concubine.
f: Nei tuoi occhi ho letto
il testamento del cosmo,
il tuo lascito di stelle.
f: Ho paura di volare nel tetro appassire
della luna: che vale una ruga d'ombra
nell'angusto spiraglio
quando fuori dal recinto un falo`
brucia sguaiato orizzonti inesistenti,
incurante del corteo di sfingi
che risale lo stesso cielo ?
f: Nel mare e` inciso un tuo bianco respiro,
calco diafano di firmamenti a perdifiato.
f: L'ultimo sorriso
di un riflesso d'acqua
si posa sulla tua guancia
come una farfalla dorata
sul piu` profumato fiore.
f: Sono anch` io come lui
torcia nella catacomba,
fuoco fatuo intriso
di galoppi impossibili,
di baci di libellula,
rotolo di sterpi avvinto
a un tronco morto di cactus
nel fango acceso dal vento,
giocattolo ad orologeria
che avanza tentoni
per meccanici scatti
nel deserto universale.
Intermezzo
Un uragano di stelle questa notte di cristallo orbita furente sui vicoli a picco, tortuosi e angusti, stritolati dai muri di pietra di chiese e palazzi che secoli di nomi non hanno cambiato. La folla che ciacola nel corso adempie il piu` sacro dei riti offrendo in pegno se stessa all'eternita` di silenzi, detriti a cui il chiasso del passeggio da` voce, demente e feroce. All'insaputa di tutti, un'onda sotto i portici e negli androni decrepiti avanza e s'ingrossa, come un fantasma dal medesimo accento che brandisca i suoi artigli dovunque: l'impronta brulicante di volute, in un'eclissi di cenere e campane, di quell'immonda tempesta lassu`.
Dialogo
f: Ho paura di volare,
mi scuotono brividi
di fachiro: mi stringo
la benda sugli occhi.
: Ma i miracoli che riempiono
la piazza, trucioli di sole ...
f: la folla un gigante
che si burla di me senza pudore,
: idoli di pietra, mendicanti,
icone fossili, in sfere
concentriche d'avorio...
f: Il tuo viso brilla
su una foglia di stagnola,
e le parole magiche
che pronunci per me
guidano i miei sogni
in quel mare di scintille.
: Cogliere un fiore di cenere
dal rogo: m'ama, non m'ama...
f: Nei tuoi occhi ho letto
una poesia che durera`
tutta la vita.
: a ritroso nel tempo, nicchia,
caverna, anfratto di lava.
f: Tenendoti per mano
riprendero` il viaggio
da dove l'avevo interrotto;
e volero`.
IntermezzoIl mare s'imprime nell'arcobaleno freddo e sinuoso delle luci lontane, che strisciano a fisarmonica sui pendii ormai invisibili come le vertebre ad arco di un serpente a sonagli. Un nodo di brividi nella darsena dell'approdo fa sobbalzare senza vita lo scafo incagliato nei resti del porto da cui era salpato. Ammicca nel suo abito di nebbia l'incorruttibile sirena di mezzanotte, spiegata sul luccichio della brina, bagliore di stella che invoca aiuto, un punto nel firmamento del destino universale, rintanata nella cella di favo di un bastione inaccessibile, pronta a ululare stridula al primo soffio che ne appaghi gli incubi latenti e perenni.
Dialogo
: L'oceano, in tutta la sua
spettrale inutilita`, manda
scheletri di alghe e ciclopi
a naufragare sugli scogli
(nella custodia trasparente
la nostra bussola continua
il suo moto d'orologio).
m: Cogliere le nuvole radiose
che pendono come grappoli maturi
o come cirri acuminati dal cielo.
: La lontananza aspersa di sangue,
di gabbiani ubriachi e folli
che brancolano a ventaglio.
Scavano dove hanno nascosto,
estraggono il vuoto dall'aria,
buttano ricordi nello spazio.
Il volo rasente l'onda
nei tanti luoghi senza nome
della loro eterna infanzia.
m: I sassi fanno cerchi
muti nell'acqua cieca
che lo sguardo afferra a tratti
nel fondo di ghiaia di sole,
d'intrichi putridi di radice.
: Le impronte sulla spiaggia si arrestano
davanti al cancello che non si e` aperto.
m: Giro l'argano dell'ancora
sotto la vela riversa.
: Per decidere la rotta ?
Dialogo
f: Nella luce falsa, incognita,
spettrale, che sanguina
sugli anagrammi spenti
delle meridiane, mi additi
la distanza del tramonto
come un traguardo di tutti.
m: Dobbiamo presumere superstiti
le forme inanimate nell'arca,
immuni al virus letale,
feti ciechi che irradiano
identita` ambigue di tiranni
nei nubifragi del diluvio
(e l'acqua e` un grande
specchio asmatico, recintato
da un margine incompiuto).
f: Ho paura di volare
dentro la pupilla feconda
del ciclope, nella bocca
serrata di vulcani che
non sanguinano piu`.
m: Bandito, eremita, nudo
con gli occhi bendati, le mani
legate, colando sangue
da un foro nell'armatura,
arranco carponi nel solco
della linea della vita,
certo in cuor mio
del patibolo incombente.
f: Nella moltitudine di segni
confusi, tatuati sui muri
da folle precedenti
che gremirono, malate
d'immortalita`, lo stesso
tenebroso tunnel,
e` certamente annotata
anche questa mia vita.
m: Tutti dobbiamo nel lasso
di un buio attimo
ritrovare la rotta
nella fossa comune.
Dialogo
: La citta` si distende verso
la luce cieca dell'esplosione
sotto il ponte di macerie
che cresce a vista d'occhio.
Un torrente di relitti
che scorre senza far rumore.
m: Mi scaldo al lampo
che sfoglia l'universo,
mi sporgo dalla corolla
in un gorgo turchino,
col capo all'ingiu`
libero i miei semi,
soffio i miei arcobaleni
nei barbagli della giostra.
: La tempesta fustiga
le statue di cera
che strisciano muggendo
nella veranda diroccata.
m: Un cerchio larghissimo
increspa la calotta
che gira sul perno
della mia pupilla.
: I muri cancellano le case
dalla filigrana in fiamme.
m: Giro il sasso calcareo
per scoprire il verme satollo
in un labirinto di porri.
: Un dito di sole, imbastito
fra due covoni, perlustra
il torrente di petali che inonda
la valle: l'uragano galleggia,
esangue dopo il selvaggio amplesso,
trascinato dalla corrente.
m: L'ago della bussola ciondola
come una lenza senz` esca.
Monologo
f: Ho paura di volare,
vestito di spine e sigilli
nell'ultima esplosione
di granito.
Raccolgo nel mio ventre
le sillabe che sprigioni
d'un alfabeto che non conosco,
i palpiti e gli echi
di nuvole senz`aria,
che pure capiranno
dove li conduco.
Ombre nascono e muoiono
di continuo in ogni punto, dapprima
chiazze senza senso, specchi
opachi, poi forme, e nomi,
che danno senso alle persone
e alle cose, e si dissolvono
nelle fauci di altre ombre,
nel rumore che appassisce.
Nei tuoi occhi ho letto
l'oro di queste notti.
Ho paura di volare
nella mente e nello spazio.
In questa notte circolare
sono ancora piu` mortale,
ma forse qualcosa di me
violera` per sempre
il tuo guscio d'ostrica.
L'universo e`
questa vasta conchiglia luminosa
che ripete il brusio di piccole conchiglie
della tua voce.
Dialogo
m: Nello sfondo sbiadito della fotografia
presa dalla terrazza all'imbrunire
traspare l'alone fragile del tuo sole...
f: ...origlio il fioco respiro cremisi
dell'eclissi, rotto da un ansito
di luna piena che spira da gole
profonde dentro i tuoi sguardi.
m: Scagliato da una raffica di luce
nei dedali di gioia delle due
pupille che tengo strette nei pugni,
nel calco di quarzo che da` forma
e voce al rilievo dei firmamenti,
indovino nella mia solitudine
il filo infinito, il disegno
di sassolini, che mi guidera`
verso il centro, al pulpito,
per operare i miracoli
che ho provato in segreto per anni.
f: Riconosco nei primi barlumi
di quel cielo di nessuno
lo stampo del tuo viso.
E nei filamenti di petali
che s'accendono a miccia
sulle gobbe cineree dei crinali,
nei randagi fumi di lanterne
che risalgono quei sinistri versanti,
nelle languide briciole di nebbia
alla deriva fra le isole del lago,
ritrovo i brividi di una sera
che per te non e` mai esistita.
m: Il miracolo fallira`.
Nulla potrebbe darci
piu` senso e vita
che saperlo leggere
nel proprio cuore;
o in un battito di ciglia
sfuggito all'obiettivo.
Monologo
m: Abbiamo letto il programma
sui volti disfatti dal pianto e dal fuoco
dei morti che tremano nella tormenta
ai due lembi arroventati del viale.
Della vita siamo stracci palpitanti
in lotta perenne con i lampi.
I nostri occhi rossi di vento
sono lentiggini soffiate sul viso spento,
sul teschio carbonizzato del sole.
Il nostro estremo respiro
trottola dentro un vischio di urla
in gorghi di tuguri millenari.
Digiuno nel vizio, nel rimpianto oscuro,
immune all'impossibile, il diadema superfluo
di un paradosso che gettiamo sul tavolo
come la carta della vittoria.
La pergamena dorata da sciami di festuche
che si accartoccia impigliata a un ramo
e` tutto cio` che sia rimasto per noi
da studiare. I battiti del cuore
che puoi enumerare come i rimbalzi
del sasso sull'acqua.
Cerco di dimenticare la folla sbiadita
di crocefissi piantati nella memoria
come radici tenaci.
Dialogo
m: La strada non finiva ancora
dentro la pelle squamosa della montagna,
la fauce aperta dirimpetto a noi
alitava arabeschi di nebbia.
f: Seguimmo le impronte di liocorno
fino al margine del mondo.
Non avendo ali, non saltai.
E tu, inerme, non dicesti nulla.
In quell'attimo di silenzio echeggio`
dal fondo un richiamo di rapaci
fiondati in stormo sulla preda.
m: Ti colsi dal gambo rugiadoso
su un iceberg di colchichi,
soffiai via il fumo di miele
che ti avvolgeva ancora nel bozzolo.
f: Crocefissi sulla vetta
nella morsa del plenilunio,
frugati dalla pioggia
come fagotti di stracci,
di quella breve apocalissi
fummo numi occulti.
Intermezzo
Non abbiamo ancora notizia del posto dove non siamo per caso arrivati, approdo o limite chissa`, forse soltanto luogo di trasbordo da una riva all'altra, da un'isola all'altra (da questa parte e` cenere non sabbia il litorale e spazi senza confini che cercano senza trovarli luoghi senza nome).
Dialogo
: Se l'universo intero
fallisse il passo
nella filigrana dei miei sogni,
non sarebbe che il principio
di un nuovo sogno. L'indole
si propaga attraverso i cataclismi,
reali e immaginari, della forma
di esistenza che abbiamo ereditato.
f: Sul trespolo diroccato
fra due roghi ubriachi
l'editto, l'intrigo,
il bavaglio della vita,
acefalo come l'onda:
ne saggio con le dita
i bordi frastagliati...
: Non saranno le rondini
che si sono attardate
in un residuo d'estate ,
e che adesso inseguono
nella scia gia` sbiadita,
ad intonare il richiamo:
m: ma un frullo dal nulla
d'insetti putrefatti.
Monologo
: Non ho officiato alcuna di queste messe;
non so di cosa parlino le vostre preghiere;
conosco la vostra lingua di ladri e assassini,
ma non comprendo i vostri versi animaleschi:
scrivendo poesie, mi esorcizzo, mi astengo.
Questi cuori assurdi, umiliati,
mimetizzati nel casto, straziante
bozzolo di sole che si disfa
a fior d'acqua, sezionati da lame
affilate di luce, avvolti nei sudari
di orizzonti sempre piu` lontani,
sempre piu` opachi, ombre che
sfilano radenti lungo le mura
tempestate di graffiti osceni.
Quest'ultime vestigia immonde
di un'epidemia che non risparmio`
la cuccia di bambu` dei nostri
sogni, ci guardano senz` occhi,
inerti nella loro cupa vanita`.
La ragnatela d'anime,
il pulviscolo di vite
dissimulate negli antri,
attinge voce e coro
a un paesaggio di frammenti,
a una soglia di confusi bisbigli,
a una distesa infinita
di nulla: al suono
del futuro.
IntermezzoSe solo sapessimo dove conduce questa rotta, e perche'... se solo non sapessimo da dove veniamo, e perche'...
Dialogo
f: Deposto dalla croce
con le palme intatte,
mi domanda la via.
: Raccolgo un truciolo secco
e lo lascio a caso cadere:
se dei sentieri indichera`
il vecchio, sara` risorto
e tornera` sui suoi passi
al tempio, a predicare.
Altrimenti sul colle
sul suo chicco di fuoco
restera` a pregare
nell'idioma arcaico,
a balbettare solo
dentro il temporale.
m: Nello spazio prosciugato del cimitero
lapidi polverose tatuate di segni,
di scintille appassite, di effigi,
di menzogne insensate, d'invisibili
realta`, specchi eterni sparsi a mucchi.
: (Pullulanti nelle cripte,
tacciono quando entra
nel recinto, come belve
domate. Altre ombre
attraversano l'orizzonte)
m: Dall'argine la voce li investe,
gelido commiato, enumera i vizi,
e, ultima, condanna
quelle condanne a contare,
ad essere irreversibili
violenze d'amore nella carne
infinita del tempo.
Monologo
f: Scrivo con le ultime gocce d'inchiostro lungo il margine del foglio
che i pudici morsi delle prime fiammelle screziano di lividi.
Il vuoto si popola rapidamente di lunghe carovane di segni.
La mia calligrafia ondeggia discontinua, si inclina, si torce.
Fuori un brivido di candela disordina i sassolini del tempo.
Le luci senza fine delle colonne d'auto che scorrono
da capo a capo la citta` e il suo fondale di totem
brillano piu` forti e piu` tenere negli occhi dei passanti.
Riga dopo riga la scrittura si allontana dal bordo
e comincia a invadere gli spazi sguarniti del centro,
quel luogo di punti attigui a se stessi che funge da guado.
Gli avventori ubriachi si spargono per quartieri sfatti in vicoli malsani,
il suono di miriadi di passi che si rincorrono nella notte aleggia
come un ticchettio d'orologio sulle vite di coloro scampati
al naufragio che osservano ignobili dalle finestre la fine.
Sul lattice della carta incalza il galoppo delle creste fiammanti.
In un chicco di luce che si dilata a dismisura e divora la mia ombra
rileggo in fretta le mie ultime parole, che saran presto cenere nel buio.
Monologo
f: Il volo radente di una gemma
incrina il cristallo del leggio
acceso sotto un casco di spilli.
m: Al guado d'argento del lume
sul foglio gelato del libro
fisso stordito nel vuoto:
ho paura di capire tutto.
f: A fondere l'infernale amuleto,
l'occulta teca dei nostri cuori,
attende il grumo di zanzare
che gonfia nel camino, sulle pulsanti
tempie dei tizzoni ardenti.
m: Appuntato con lo spillo al muro
uno specchio senza riflesso.
Non cade sul vetro raggio
che porti colore, non v'e`
segnale al mondo, nesso
fra l'essere e l'essere
percepito.
f: Ho paura di volare
nelle voragini di senso
che hai scavato per me,
dentro i tumuli di tutti
i riflessi del mio viso.
Dialogo
m: Ho risucchiato dentro
l'azzurro dei miei occhi
le lacrime che tu
mi avevi affidato.
: Aspetto che lo scalpiccio
si sbricioli alle mie spalle,
che nella conchiglia primordiale
si faccia il silenzio assoluto,
che la bianca parola riaffiori
da delirii di oroscopo perduti.
m: Nel profilo, crivellato
di fuochi, del monte spuntera`
un'idea abiurata di dio,
inibito dialogo di morti,
arcano, paralisi di naufrago,
che filtrera`, clessidra,
una sabbia piu` fine.
Volera`, nell'eco dei tuoi passi,
sulle palafitte e sulle scorie.
: La scimitarra sanguinante
della luna ghigliottinera`
sulla pietra sacrificale
di questa cima senza nome
un pupazzo fradicio
di sogni: colera`
dallo squarcio la stoffa
ispida del cervello;
spento fiore di agguati:
di trame sfilacciate
e di finali incoerenti.
m: Si posera` lievemente
sul palmo della tua mano,
in una linea della vita
che stava sbiadendo,
e si lascera` portare
dalla corrente, come
un gabbiano veggente
atterrato per caso sul fiume.
: Il pianto e il riso
per una fessura esposti
alla medesima luce
si desteranno grido unanime
sulle fiamme degli astri.
Dialogo
m: Ombre di uccelli
prendon fiato dal fondo
degli abissi,
un frastuono di artigli
e becchi
sale dal nulla,
un atroce divenire
carne e sangue
nello scheletro crivellato
del mondo.
f: I segnali al bivio della strada
invitano a dirigersi tutti
in un luogo che forse
abbiamo appena attraversato.
m: Non sappiamo di questa vita
che il caos labirintico
d'indicazioni, norme e divieti
che in noi si reincarna.
A capo chino riprendiamo la via
lungo la freccia tesa del tempo,
ben sapendo che l'arco fu deposto
nel primo millesimo di secondo
e non e` mai stato ritrovato.
f: (Ma non dimentichiamo di pagare
al diroccato posto di frontiera
il pedaggio).
m: Figure distanti si decompongono
al limite estremo della luce,
scheletri essiccati di cactus.
f: Sparisce dentro l'orizzonte
il mulinello che corre nelle spine
accese della sabbia.
m: Nei tuoi occhi ho letto
l'ultima delle verita`:
hanno uno scopo anche
le parole che restano
alla fine del gioco.
Intermezzo
Perche' quel bagliore che trabocca dal nulla senza fondo, quelle ali ventose nello squarcio d'azzurro...? ...e il becco senza pieta` per quei pochi brani di luce ?
Dialogo
m: Nella piazza addormentata del castello
sulle nostre labili vergogne, sul pudore
che confondi con le parole che non diremo,
fiocina un ultimo spasimo di luna piena,
che incrina la superficie della bolla
fino a scardinare i delicati incastri
di tegole, i tasselli vivi del mosaico.
m: Intorno a noi strisciano
rade ombre accartocciate,
vertiginose; sotto lampioni
che fumano e vacillano
come fiamme di candela,
che sondano di quelle anime
medianiche il fondo empio.
m: In disparte, nella penombra
della stazione di benzina
come in un'oasi nel deserto,
i nostri sguardi si diranno
le forme impossibili,
gli equilibri sibillini
della nostra storia,
si scambieranno bisbigli
immortali senza fiatare.
m: Parlano per noi, sottovoce,
le reliquie di questi mesi,
la cabina del telefono, come
un tempio nella bruma,
e la fermata dell'autobus,
con la tettoia che gronda
falde di riflessi argentati,
il portone del palazzo,
la finestra di casa tua,
la vita che perdutamente
inseguirei di gioia in gioia
fino alla merceria d'altri tempi
che sognavi da bambina.
f: Una mano scivola nell'altra,
chiudo gli occhi e mi oso
di baciarti sulla guancia
e sotto la nostra luna
il mio buon compleanno.
Monologo
m: Nella criniera pezzata del tramonto
si stagliano il traguardo dell'ultimo pezzo,
e la corona sinistra del boia.
Rotolano senza vita
i dadi gettati a caso
sui tasselli azzurri della scacchiera.
m: Nel vortice gia` immenso
che ci chiama a raccolta,
erbe rampicanti sullo strascico
di macerie, balene ubriache,
pupazzi di sabbie mobili,
o uccelli da preda nei canyon,
fissati alla scorza delle pareti
dalle ventose degli ultimi raggi,
scacchi sparsi alla rinfusa, tendiamo
la mano nel buio per non mancare
il prossimo appiglio nell'attimo
gia` microscopico che ci avanza.
m: Cosa sono io nella roulette,
meteorite, virus, ghianda,
trapianto di stella in sasso,
mongolfiera che reca per zavorra
la stessa gravita` del sole ?
o la biglia d'acciaio che gira
e rimbalza nelle tacche della ruota ?
che sara` di me quando
avro` volato, avro` inciso
nell'alone della luna
la mia scia a guisa di firma,
e mi posero` sul suolo raffermo ?
saro` come la pigna disarcionata dal ramo
che grandeggia sulla fisarmonica di foglie morte ?
m: Di chi e` la calligrafia di lucciole
che ha scritto nella notte (la palude
nera dove affondano i miei passi)
quelle parole cosi` ardue da decifrare ?
Dialogo
m: Mi sgretolo, stonato,
nell'auditorium decorato
di fregi e stucchi,
quando consumata
ogni fiaccola
il pubblico composto
attende presago
che s'alzi il sipario
e un colpo di bacchette,
convulso nel nulla,
annunzi l'inizio.
f: Nella mente rimarra`
un vuoto incompiuto,
come di qualcuno partito,
scomparso senza dire addio;
e negli anni si aspettera`
un segno che aiuti a ritrovarlo,
la somma che basti a riscattarlo.
: Il musicista ha cercato invano
nelle righe del pentagramma
una nota da suonare: il plettro
striscia inerte sulle corde affilate,
scende lungo una traiettoria
che non ha altro fine che se`,
e non produrra` altro suono
che questo.
Dialogo
m: Nella penombra abbagliante
di questa rampa di scale,
sfogliando il calendario
indelebile dei miei passi,
vasti resti di passato
mi vengono incontro,
sordida calunnia
la torcia che ho
nel cuore.
m: Il diapason soffocato
della tua voce
prova invano
a intonare la mia:
non ha sostegno
la debole impalcatura
che non scricchioli
sotto il peso del tetto.
f: La memoria sigilla
le cicatrici, le falle
aperte nel trepestio
di fuggiaschi. Nella cenere
e` accesa una scintilla,
cellula macilenta, bolla
gibbosa, germe divinante
nello spettro maculato
dell'emorragia,
sulle cartilagini fiorite
che il fuoco ammanta
di bende insanguinate.
m: Nel cerchio dei miei anni
giuro non ho trovato
nulla, che mi discolpi
o mi spieghi.
Monologo
f: Se spazi di sguardo in foschie pungenti
mi domando se tu e i passi radianti
che mi portano a te, se il sortilegio
del profondo letargo a cui tu confidi
nemmeno la menzogna di un silenzio,
o vitrea tenebra di buccia deforme
sul frutto concepito in babeli d'innesti,
un dente di roccia un diamante, se quel
granello estremo di vita rappresa,
seme, a perdifiato nelle vene la linfa
nella piaga suppurante, se sudore
attecchito alla pelle, se il plasma
delle origini in fiali di crateri,
se valgano quanto
l'osso che rotola nel vento
ammaliante d'autunno precoce,
anche quello un segno risaputo,
geroglifico sul papiro smagliato,
piuma di tempo reclusa,
fischio zittito troppo tardi
nel mulinello di cenere
dal delirio piu` alto e solenne,
e forse anch` esso superfluo:
il guizzo nel cerchio, il tuffo
nel nulla, a braccia aperte e con
gli occhi chiusi, del sole al tramonto
che non vuole morire.
Dialogo
m: Principio di illusione
o laccio di farfalla,
la lieve brezza bianca
che chiude le montagne
in un cuore d'acciaio ?
f: Le impronte dei nostri passi...
due strisce di punti parallele
che si perdono sulle dune,
che entrano nella nebbia
di uno zodiaco di futuri.
m: Dove scopriremo abbracciati stretti
l'unico modo di parlare al mondo.
Intermezzo"Le stelle bianche minuscole di una neve che non sciogliera` mai, le croci acuminate che scorrono nelle vene piano piano dentro il cuore della Terra, e deliri di pietre azzurre incastonate nei fondali del cielo " cosi', dietro un'ombra a stigme d'oro, la voce nella tempesta dell'argonauta.
Dialogo
f: Continua, continua
nella memoria,
notte, freccia del ricordo,
che saetti dal nulla
su tutti gli itinerari
della mia vita, sui fili nudi,
sui lacci imbevuti
di figure anonime,
sui cerchi screziati
dei nostri brividi.
m: Nelle spine dei miei occhi
ho conficcato ogni sole,
ogni orizzonte; nelle
pause del mio cuore
ho nascosto tutti i lumi
delle strade che ho percorso.
: L'iceberg galleggia sulla luce
con la stessa forza eterna
di questo fiore, ritto
sulla zolla che lo genero`.
La criniera infuocata galoppa
verso il centro della terra.
La manica vuota
pende dalla croce.
f: Lancero` il mio grido
nel rombo luminoso
dello stormo in fuga.
Monologo
f: Lattici incandescenti
di dolore,
folgori e fosfemi
attorcigliati
nell'utero
della vita,
crepacci umidi
di schiuma
esalanti
esausti rantoli
di senso,
stimmate fossili
nell'ampolla sigillata
sull'altare
diroccato,
il vento ...
il vento ...
reliquie e relitti
della storia,
degli uomini
nel panico
di pupille convulse
martoriate dalla luce,
le sabbie mobili
dell'acquario
di ogni nostro,
vostro
gesto.
Dialogo
m: Esaurito dal sole puro delle colline,
questo viaggio nella trasparente oscurita`
si arresta alle soglie della citta`.
f: La mia sorte in altro modo parlera`
al giocattolo polveroso
di pelle smessa di serpente
che, col nome e il volto miei,
gia` medita di salpare
come una stella al tramonto.
: Mi sono liberato
del groviglio di braccia inerti
che usavano il mio corpo
per i loro macabri riti.
Adesso, nel freddo sudario
di queste ultime tenebre,
come il battito profondo
del cuore, traboccante
di cerchi senza fine,
corre su onde di stagnola
verso la libera sponda,
piu` forte risuonano
nel silenzio i passi lontani,
inesistenti, sui sentieri abbandonati.
Monologo
m: E le foreste che abbiamo attraversato
tenendoci per mano, e giudicando
i peccati degli angeli rintanati
in nicchie di fronde e pertugi nei tronchi,
assorti nei voli delle farfalle accese
di rugiada nelle increspature dell'alba,
dentro il velo di bruma raggiante
che godeva nei tremolii pazienti
della brezza; agli inganni delle ombre
sulla terra bionda imitando il suono
del cuore delle rondini che migrano
negli innumerevoli echi dello stormo,
intrecciando, con le scie tormentate
dei comignoli lontani, tramonti
e fiati di pianeti che abbiamo
cullato in stagni di baci...
E le cicatrici che abbiamo ricomposto
nelle volte a mausoleo dei paesi
che abbiamo visitato... Di soppiatto
abbiamo vissuto un'altra vita, quella
che non dovevamo vivere. e` questo
cielo che ci imbecca, queste vipere
di brina che s'attorcigliano
all'arcobaleno. L'aquilone palpita
sfocato; il sole in cenci, furtivo
sotto un ricciolo di neve remota,
si riflette nel quadrante appannato
del tuo orologio.
Dialogo
m: Siamo scesi insieme
in un certo senso
nel centro del cratere.
Siamo giunti insieme
dove volevamo arrivare.
Tutto e` arso, lava.
Ti accarezzo piangendo.
f: Una bambina sola,
sulla soglia del mondo;
che non ha piu` nome.
m: Brivido luminoso
di farfalla, confine
di silenzi incompiuti.
Immergo le labbra
nello stampo caldo
delle tue guance,
cento piccole dita
giocano con il mio viso.
Stacco con lo sguardo
dal grappolo di baci
un acino di saliva,
cella di favo, cristallo
conciato dal primordiale
fuoco d'una lacrima
nel profumo di rosa
straripante estate
d'un tuo sorriso.
: Nell'ombra gemella si placa
l'affanno di due vergini
respiri, naufraghi nella
memoria, cullati nei battiti
l'uno del cuore dell'altra.
Terza Parte: Nil
Dialogo
m : C'e` qualcosa d'importante,
da cui dipende il mio futuro,
che dovrei dirti, ma, lo so,
non trovero` il coraggio
di dirti.
Ecco: te l'ho detto.
f : Allora sai dove trovarmi,
o perlomeno come trovarmi,
o quantomeno se trovarmi,
se fuggirmi o se ignorarmi,
in quel labirinto di "se"
in cui vi siete persi.
Dialogo
m: Le tue guance bruciano
la neve dei tuoi sguardi.
f: In bilico su labirinti
di specchi vergini
i nostri corpi si parlano,
si scambiano messaggi.
f: Una bufera di sillabe,
accordata con il soffio
accecante della vita,
fruga nei frammenti
della conchiglia
dei loro abbracci.
f: Battono come elitre
i colpi sordi di un pendolo,
l'estasi di un'agonia
che e` dentro il tempo,
vigilia di vigilie,
rampicante sulle catene
di tenebra, oltre il vuoto
in fuga che cinge
m: su quel lettino bianco
la colla dei tuoi sorrisi
nei fulmini dell'alba
f: e il tuo viso che s'inabissa
nei miei occhi.
Monologo
m : Sono gia` diventato qualcosa
che e` stato e non ci sara` piu`,
mai piu`?
Intermezzo
Contavano su questa terra le lune. Andavano col passo segreto a cogliere spine nei rovi crepitando sulle impalcature malferme delle loro vite come un rivolo di foglie secche, sillabe di luce grandi come onde.
Dialogo
f: Laggiu`
qui
dappertutto
o da nessuna parte:
m: non sappiamo
o non vogliamo un domicilio
un indirizzo permanente,
f: un codice postale
che ci fissi al mappamondo
come un insetto esotico
nella vetrina dell'entomologo.
m: Il luogo in cui viviamo
e` un perenne cadere
attraverso lo specchio
dentro la vita
di qualcun altro.
Monologo
m: Una spina d'oro nel diadema del tuo viso, il tessuto umido delle strade, frecce di tempo, il ticchettio caotico dei tuoi tacchi sul marciapiede, gli occhi, a falce di luna, dei gatti sul filo (le tue dita dormono nelle mie): siamo piccoli candelabri tintinnanti al buio mentre infuria il sisma, veleni distillati da fossili (nebbie, infanzia: l'ultima voce che mi abbia parlato prima. adesso tu, oracolo, di tanti e mai. adesso, in fondo, tutti. adesso io, vivo, e morto). La fabbrica delle ore erutta dalle ciminiere miracoli. La resina bionda piovuta sulle braci dell'incendio in fondo e' soltanto la mia vita.
Dialogo
f: Di quest'alba il sogno,
in balia d'inesauribili paludi,
abbiam lasciato incompiuto.
m: Di non saper chi, cosa
si annida dall'altra parte,
forse soltanto un vasto uditorio
deserto.
Di non essere ancora esente
dal futuro.
f: E tutto sara` cambiato per sempre,
per essere di nuovo uguale a sempre.
m: Il vuoto che torna lentamente
a estinguermi,
a disfare il mio essere me.
Intermezzo... tutto fonde e scola a fiotti nel passato ... non rimane il segno della luna in cielo; il fiato delle nubi e`acqua; e l'onda che torna non e` piu` se stessa...
Dialogo
m: Procedo lentamente, nella speranza
di non raggiungere mai
la mia ultima destinazione,
la spiaggia cieca del tuo amore,
il castello eretto dal tuo cuore
nel pantano di tenui ceneri del mio.
f : Questo e` l'unico "per sempre" che conosco.
: Il tempo ha fregi e arabeschi
bruniti di futili bugie.
Monologo
m: Senza la dimensione
del tempo. Il tempo,
l'essenza della rosa,
si e` estinto in te. Nel tempo
noi siamo soli.
Siamo le due pupille,
accese nell'oscurita`,
di dio; siamo raggi
gemelli, impigliati nei brividi
delle fronde gravide
di querce millenarie;
due frulli d'ala dal nido
imbastito nella clessidra,
due crisalidi di boccioli
avvolte in fiocchi di neve;
tasti di una stessa tastiera.
Dialogo
m: Il mio segreto cantare a te
un pentagramma di baci.
f: Ho sentito battere nel mio cuore
il ritmo della tua voce.
m: Il diamante
che rimarra` a nuotare
nei laghi di orchidee
dei tuoi occhi.
f: Quella sera
mi hai preso la mano
e non l'hai piu`
lasciata.
m: Dentro i tuoi occhi
come grondarono i miei pensieri!
sulle tue labbra,
come si disfo` la sabbia
della mia ragione!
Intermezzo
Il filo spinato di luci che circonda la baia stringe le onde e gli scogli in un patto di omerta', una tortura di riflessi e detriti che l'immane alga di nubi sospinge verso l'oceano.
Dialogo
f: La vita non e` forse cio` che succede
alle nostre spalle a nostra insaputa
mentre tentiamo di allontanarci.
m: O forse il solo allontanarsi?
: Anche nella fine
il principio continua.
Monologo
m: La vita non e` di noi
che cio` di cui siamo fatti,
il pensiero di cui siamo carne.
Getto le braccia nel vuoto
degli spazi che soffoco,
uccello piu` grande del cielo
in cui volo: rapace
e immortale, eroe e giocattolo.
Dialogo
: L'ultima onda ha avvolto la luna, come un sipario. Gli angeli, le marionette di metallo, le vittime, le effigi sfregiate, i maestri di cerimonia, si sono esclissati tra le quinte. m: Nel silenzio di giunchi che abbiamo costruito, come una capanna sull'isola del naufragio, ho preso per mano l'ultimo tintinno della tua voce, il tenue ombelico che mi terra' in vita fino a domani, fino al parto, alla redenzione. : Lungo i muri di labrador, sudati ancora di scintille di vento, scorre languido il mercurio della notte, incide i lividi del martirio nella carne lurida del vuoto. m: I gomitoli di luce che guardiamo passare, dileguarsi nei meandri di un giorno che non esiste ancora, i passi stentati in cui cerchiamo tracce di qualcosa che ci appartenga, non servono che a occupare il fuoco della lente. : Seguine con lo sguardo la rotta: entrano da un estremo del mondo, dalla bocca oscena e diroccata dell'idolo di cristallo, ed escono da un altro estremo, nuvole, foglie secche, festuche, tutto cio' che vive nel vento, senza memoria, e nella memoria. E' quello il segreto che siete venuti a svelare, in questa citta' di zucchero, dove l'avorio dei terrazzi e il suo alone sfumato attirano in un volo alto e circolare, continuo come l'orbita dei pianeti, quegli uccelli senza nome che dall'oceano sono giunti cercando briciole e fili d'erba.
Dialogo
m: E noi non siamo, in cio', diversi da loro; eccetto che stiamo immobili, a contemplare gli ultimi spasimi delle macerie, dall'angolo in cui abbiamo trovato riparo, piuttosto che sorvolarle in ricognizione. La loro ambiguita' e' la nostra. : Predatori di sogni. Becco adunco e ali raccolte, pronti a scattare. m: Non a caso, quando ti guardo, mi sorridi, dal ricciolo di labbro che poi sembra accartocciarsi, nel tempo, in una smorfia di dolore. : Ma questa, nel cerchio gia' chiuso, e', credimi, un' altra vittoria. Il trepido ed esile segnale di la' della porta sprangata. Non zittiamo anche le nostre vite.
Dialogo
m: S'arrampica sui nostri volti un vento tagliente di luna, un vuoto d'astri alla deriva che crepita e sussulta sulla carta stagnola dell'alba. f: Suggella le nostre due ombre, bloccate nella sfera di cristallo, nell'inchiostro simpatico del codice che dobbiamo decifrare insieme, nel richiamo antico che ci lascia; nella cenere di presepe delle forme immani del litorale, crivellate dal silenzio della bruma: il cocchiere ubriaco, la libellula vergine, il pescatore di perle. m: I fuochi fatui dell'eclissi ci osservano e giudicano dal loro buio di vertigini. f: Nel gioco astratto dei firmamenti, fra dio e dio, attraverso l'etere insanguinato come un' imene deflorata, in due scintille dei nostri riflessi, ciechi riverberi di un amplesso, scorgo l'assoluto, e, in fondo a tutto quel buio, nelle scogliere in fiamme, dibattersi all'ancora il senso.
IntermezzoIl passero di cenere diroccato in un canto del nido, il tarlo che batte in ossa di tomba, i vermi a zonzo dentro il cappotto senza maniche che vacilla al vento mite, ubriaco (e il becco di pipistrello appuntato in cima al suo scheletro nero?): lacera morte che veglia il campo dai corvi ingordi di semi sudati.
Dialogo
m: Ho colto, oggi,
un fiore identico a te,
: un'alba di petali
rannicchiati nella corolla,
un luccichio timido
di polline di soli,
una vertigine di colori
che si e` sciolta nel vento,
m: un profumo di tanto tempo fa
che non riesco a ricordare
e che non potro` mai scordare.
m: Inseguo
in questo cunicolo di tempo
cio` che mi rimarra` di te:
: uno sciame di minuscoli diamanti,
un soffio di folgori abbaglianti,
un fiato di bolle celesti,
m: un ritornello d'onde
custodito nello scrigno
di un tuo sorriso
: in uno spazio di specchi,
di vuoti di conchiglia,
di sogni da sognare
m: nella palude
di questa vita
che non conosce
belta`
: che non concede
futuri.
Dialogo
f: cosi` lontani
eppure cosi` vicini
m: Ho respirato le dune
dei tuoi capelli,
il sole dei tuoi occhi,
e il mare delle tue guance,
ho visto qualcosa di te
in ogni fiocco del cielo,
ho sentito la tua voce
in ogni passo delle stelle.
f: specchi di un medesimo segreto
m: E tutto e` cambiato per sempre
per essere di nuovo eguale a sempre.
Monologo
f : Briciola di universo
che ti specchi
nell'azzurro sgretolato
dei miei occhi,
ogni scheggia
che tenti di salvare
potrebbe finirti.
Dialogo
m: Mi hai dato
un secondo di eternita`
che adesso mi dilaga nel petto,
mi dissangua il cervello,
trabocca luce e buio
nell'imminente oblio
sotto le palpebre chiuse.
f: Logoro amuleto.
Esorcismo taciuto.
Sigillo inconoscibile.
Beffa.
Io.
Intermezzo
La verita` e` un pianto senza lacrime, un gemito senza suono, un tutto di niente e di nessuno.
Dialogo
f: Arrampicandoci ciechi verso la vetta del sole, siamo presi dal terrore del vuoto: recitiamo in un coro osceno i nomi emersi dal sonno, e dileguati nel fioco brulichio dei fari. m: Dalla citta' inabissata odo il rantolo fendere le sue labbra imbevute di stelle: "domani, domani: non arrendiamoci cosi'! che abbiamo da perdere ?" Di queste lontananze non sappiamo che la fine. f: La pergamena dei miei giorni si accartoccia crepitando, ma al contatto col fuoco rivela scritti con l'inchiostro simpatico i segni di un' altra vita. m: Leggo nei geroglifici del cielo, che si librano a grappoli e bruciano dentro le acque come perle di una collana spezzata, la profezia che ci precipitera' da un tramonto di assenze in un' alba di presenze. f: Queste vite giudicano la qualita', non la quantita', del mondo.
Dialogo
m: Vengono all'appuntamento
di mezzanotte i fantasmi
del tuo passato, i volti
anonimi che abitano recessi
segreti della tua mente,
le serpentine di pensiero
a cui lascio la deriva
dei nostri silenzi, gli agguati
in cui s' impiglia
la corrente agitata
del tuo sonno.
f: Queste lacrime
che non cesseranno mai
di rigare le mie guance.
Quest'urlo
che non cessera' mai
di dilaniare le mie tempie.
m: Ascolto in solitudine
il vento morto, senza odori,
che mi investe a onde
e che respiro senza forze;
e l'eco che decifro,
soffocato dalle lacrime,
in quel vuoto di memoria.
f: Questi segni d'amore,
stigmate arroventate
che faranno di ogni mio respiro
una tortura lancinante.
m: Passero' solo alla Morte
il testimone che egualmente
porto con me, dentro di me.
IntermezzoDalla faretra trae una freccia incendiaria, tende l'arco e brilla come un teschio il suo uncino luminoso sulla plumbea muraglia. Una benda di nubi sull'occhio della luna, feroce pirata.
Monologo
m : Una cosa abbiamo capito
nelle lacrime che ci siamo
asciugati a vicenda con baci
di zucchero filato su guance
rosse di gioia e vergogna:
che piu' conta il pianto
che ancora non abbiamo pianto!
Monologo
f : Non vi e' in me pagina
che non sia gia' scritta di te.
Monologo
m : Ciascuna di queste lacrime
e' un altro poco di te
che entra in me.
Monologo
: Ti sei addormentata
in una parola.
Intermezzo
Noi, forse soltanto umani, ancora lo cerchiamo quel brivido eterno, quel palpito nel silenzio universale.
Monologo
m: (L'eternita` e` trasparente:
non vedo di la` piu` memoria
o tempo).
f: Non esistono altri posti
dove andare.
m: (Tremo, solo, al vuoto)
Monologo
m: Tu sei
questa poesia,
e stai
per finire.
Dialogo
f: E il tuo sguardo,
che mi ha guidato
incontro al sole
come un volo di gabbiani,
ora lo perdo,
mi pare per sempre,
in un vento di luce,
violento e accecante,
non faro ma specchio;
in un punto dentro di te
che non vedo, ma sento,
un buco nero in cui precipito
senz'avere neppure la forza
di vederlo riflesso o ingrandito,
ma soltanto capovolta e sbiadita;
come se vivessi in un binocolo,
tra una lente e l'altra,
tra due lacrime uguali.
m: Da te
non ho avuto
neppure il tempo di un sorriso;
eppure e` bastato per capire
quanto devo ancora camminare,
quanto lontano e` cio` che cerco,
e quanto nascosto da tutto il resto;
quanto io sono vivo.
f: E finalmente
mi prenderai per mano,
lungo il piu` esile dei raggi,
perche' questo era forse
il nostro destino,
di camminare
dove nessun altro
vedrebbe neppure
il cammino.
Monologo
: