Io ero un sentimento (1974)
Ode ... (1973)
Riflusso (1975)
Intimations of dejection (1974)
Preludio ricordo riassunto
premetto di essere morto
tanta vita
la penso e
non la rammento
ho ucciso
col volto mascherato
ho ucciso
e pianto il mio assassinio
mi domando perche'
libero della memoria
mi sorrido in recessi
di spazio sguarniti
vagheggio un punto
il paradiso
ma non erano luci
ne' piccole ne' grandi
gli occhi della gente
parlano in molti
sgretolati sotto
le arcate della chiesa
macellano uomini
con l' aiuto di dio
brucia gente brucia
quasi un incendio
il mio inferno
lasciatemi morire
nell' ombra della sera
portate le mie spoglia
all' altare di pietra
e consumatemi
ben oltre la fine del tramonto
hanno appeso il mio spirito
al ramo piu' alto
l' inferno in uno splendido
pomeriggio d' autunno:
carne, fumo di carne,
fetore di carne (sotto la terra
la terra trema, la terra
brucia zolle di anime);
morta di silenzio la mia anima;
in silenzio; in un solo silenzio;
il mio silenzio
tutti gli dei che mi hanno condannato ...
tutte le folle che mi hanno giustiziato ...
ma come puo' il pensiero
trattenere a lungo quelle certezze
che si dilatano a dismisura,
come puo' nasconderle
per tutto il tempo
che ci vuole a morire ?
il passato non esiste,
non devi aver paura
dovunque tu stia andando,
non devi aver paura
di sapere perche'
nascondo il mio volto sotto le rocce
un fioco splendore
disegna piccole vampe
nei meandri metallici
dell' orizzonte;
dimenticata dall' onda una conchiglia
un occhio luccica nella sabbia
deposta in lutto la voce stagnante
(il suo bisbiglio giace riverso
nelle nostre menti svuotate):
al passato,
il passato e' importante
ho scritto l' alba
nel mio album dei ricordi
sulla pietra di camelot langue
sottovoce sottovoce la mia voce
(quanta eta' mi assolve !)
ascolto la canzone del fiume presso il mare
simile a un parlato di donna,
mentre, stanca nell' ombra,
la vela veglia il timido scirocco d' oriente
il sole siede taciturno poco dopo me,
sangue del cosmo versato nel cosmo,
quasi un pianto ...
ascolto le voci senza volto
nascoste nella citta',
ognuna una storia diversa,
parlare tutte insieme
senza comprendersi,
sorridere, scagliate
sul fondo dell' alba,
intrecciandosi sotto il cielo,
dilatandosi in tutte le direzioni,
come provenendo
da un' unica esplosione;
l' urlo adesso dio
di questa terra ubriaca di fine
(ogni uomo veglia la propria paura)
aspetta di dissolversi in gente;
e il profeta
che raccontava
dio alle folle
adesso dorme
e sogna
il proprio assassino
io chiamero' a voce alta
e nessuno rispondera'
per amare cio' di cui hai paura
l' inferno il sangue il buio
cosa si nasconde dietro la felicita' ?
uccidi il paradiso ! uccidi il paradiso !
e termina il tuo essere, termina il tuo volto
temo che la verita' sia una bugia temo te
le creature dell' autunno svaniscono nella nebbia
un altro giorno prepara la sua collera
io sono al principio
la solitudine finisce nella vergogna
la paura finisce nella vergogna
la vergogna e' senza fine
quel ridere in una stanza danza
sto ripetendo qualcosa
che altri hanno gia' detto
per sempre
navigarono di stella in stella
fino all' ultima stella
ascolto l' eco gridarmi,
ripetere solenne il mio nome,
lo stesso di sempre;
e vengono molti,
soldati del mio esercito,
a uccidere le glorie di ieri;
li osservo passare e forse morire
col volto nascosto dal sole
... gli scheletri affondare nel terriccio,
le loro unghie impazzite
graffiare le viscere della terra,
il loro fuoco segreto
nutrire gli uomini
e accendere le stelle
alzero' gli occhi per vedere il bianco delle pareti
e un' ombra scivolare su di esso ...
forse sara' questa voce a salvarmi
Al signore dell' universo
assiso sulle squame del domani
alle miserande fonti della vita
e il favellare del tempo opinato
e' lo stesso quello stesso
che orbitava a sera
in ellissi frettolose
attorno alle fiamme dei focolari
facilmente divulgato ed ora
freddo frastuono di scheletri
e di ore contate in eterno
e la rabbia veloce degli elementi
e le cose disfatte per essere rifatte
e le galoppate senza fine del tempo
e il mio breve respirare ...
a chi maesta' ? l' insulto la rabbia
lo schifo in verita' in verita'
il parto di questo silenzio martire ?
chi riordinera' tanti miliardi di scheletri ?
dietro il silenzio dei secoli
sorridete un diluvio da sussurrare
a questa fine cosi' sovente cominciata
che vi celebri teschi fiumana di teschi
intonate il verbo marciante
che parli voci urlate e vendute
alla storia di umani morti
suscitati a sussurrare arcani
le nostre dita escono
dal terreno con fragore
di vento dell' ultimo giorno
abbracciando e recidendo
le foglie appassite
mentre il cielo si apre
nel respiro unanime
dell' uragano
il che' disse il che' dice
pallido un cadavere di strada
per l' eternita' il suo scoglio di ricordi
riempito delle minute polveri
e dell' insipido bruciare del mare al tramonto
sotto un getto di fiamme morte
solo accovacciato sull' oceano che affonda
ricco soltanto di onde affonda
bianche distese di noi
ora padroni del mondo
neve sull' erba gia' sfatta
c' e' un tempo in cui le parole
non sono che gesti nell' aria
e siamo vuoti di tutto
insieme di cio' che abbiamo
e di cio' che avremo
poiche' molte gocce ancora
devono colmare gli oceani
prima che sia calda di sole
l' isola
e spento per sempre
il continente
splendi sole per l' ultima volta
le fiamme rotanti
il consueto
presentarsi dei volti;
le scale d' ombra,
pullulanti di ombre
in movimento;
le gerarchie di passi,
e di silenzi,
assordanti;
e il pianto
di poche scintille
superstiti:
camminare nel vento,
sussurrando al mattino
quel poco
di me
che ricordo tuttora;
e volo
un poco piu' in alto
dove penzola
un cielo vecchio,
forse anch' egli
un cadavere
insepolto.
solo sulla spiaggia, nelle ore scorse in attesa
del tempo, a sorridere ebbro, a ricordare i grandi soli
di una notte antica, spio l' oceano giocare
con la noia del vento, e corro lungo il cielo:
conosco l' ombra che si frantuma sulla scogliera.
finche' l' oceano si dissolve in polvere (non so
se polvere d' antico o sonno) e ombre: entrano carponi,
risucchiati all' aperto in fondo al tramonto:
sospetto menzogne sulle loro bocche zittite, sospetto
le loro anime ciarlate, le loro carni consunte.